L’Unione africana dice “no” all’uso della forza contro i golpisti in NigerRoma, 16 ago. (askanews) – Nel corso di una riunione “tesa”, “interminabile”, durata “più di dieci ore”, il Consiglio per la pace e la sicurezza dell’Unione africana (Ua) ha deciso di respingere l’uso della forza contro la giunta militare al potere in Niger. E’ quanto riporta Le Monde, citando diverse fonti diplomatiche presenti al vertice che il Consiglio ha tenuto lunedì scorso, nel corso del quale ha anche deciso di sospendere in via temporanea il Niger da tutte le attività dell’Ua. Secondo Le Monde, questa posizione dovrebbe essere formalizzata oggi con un comunicato stampa. Se confermata, si tratterebbe di un posizione in contrasto con quella assunta la scorsa settimana dall’organizzazione regionale degli Stati dell’Africa occidentale, Ecowas, che ha ordinato di “attivare immediatamente” e “dispiegare” la “stand-by force” (forza di riserva) per ripristinare l’ordine costituzionale in Niger, pur dando priorità alla ricerca di una soluzione pacifica alla crisi innescata dal golpe del 26 luglio scorso. iniziative per affrontarla”.
Cosa potrebbe fare Putin per contrastare il crollo del rubloRoma, 16 ago. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin discuterà oggi con il ministero delle Finanze di Mosca la possibilità di introdurre nuovi controlli valutari per fermare la caduta del rublo, dopo che il rialzo di 3,5% punti base del tasso d’interesse della Banca di Russia non sembra aver sortito gli effetti desiderati. Lo scrive il Financial Times citando due persone vicine al dossier.
Il ministero dovrebbe proporre di richiedere agli esportatori di convertire in rubli parte dei ricavi in valuta estera depositati fuori dalla Russia. Il Cremlino e il ministero, interpellati dal Ft, non hanno commentato. Il rublo si rafforza sul dollaro oggi e si scambia 95,9435 rubli per dollari dopo aver toccato un minimo oltre 100 rubli lunedì. Ieri la banca centrale in una riunione d’emergenza del consiglio direttivo ha aumentato i tassi al 12%.
India non invita l’Ucraina al G20, mentre aspetta PutinMilano, 16 ago. (askanews) – L’India non ha incluso l’Ucraina nell’elenco dei partecipanti al vertice del G20, che si terrà a Nuova Delhi all’inizio di settembre. Tuttavia, la Russia e il suo leader Vladimir Putin svettano al centro dell’elenco degli invitati, pubblicato sul sito web del vertice. Come anche il capo di stato cinese Xi Jinping (altro paese membro del formato Brics come Russia e India).
Tra i membri permanenti del G20, i leader di Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Indonesia, Italia, Giappone, Messico, Corea del Sud, Arabia Saudita, Sudafrica, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti sono stati invitati, secondo il sito, insieme con la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio Europeo Charles Michel. Il presidente russo Putin intanto sta valutando se partecipare al suo primo incontro di persona con i leader occidentali da quando le sue forze hanno invaso l’Ucraina nel 2022, aveva detto una fonte del Cremlino a NBC News. Putin infatti non ha ancora escluso di presentarsi di persona alla riunione del G20 delle maggiori economie il 9-10 settembre nella capitale indiana, New Delhi
Secondo lo sherpa indiano al G20 Amitabh Kant, la questione ucraina non è l’unica grande sfida che il mondo deve affrontare. “Lasciatemi solo dire che l’Ucraina è una sfida e una questione importante, ma ci sono molte altre questioni importanti” ha dichiarato secondo i medi orientali. Ha aggiunto che il G20 deve essere un forum che si concentri sullo sviluppo e la crescita.
“Il G20 è un forum di sviluppo. È un forum per guidare la crescita e l’inclusione finanziaria, e penso che il G20 debba concentrarsi su tutte queste questioni di sviluppo e questa sia davvero la chiave per andare avanti”, ha osservato. Per quanto riguarda l’elenco dei paesi invitati, Kant ha osservato che l’India ha invitato altri nove paesi oltre ai membri del G20. Questi nove paesi invitati sono Bangladesh, Nigeria, Mauritius, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Spagna, Paesi Bassi, Oman e Singapore.
Inoltre, Kant ha assicurato che la presidenza indiana porterà il G20 a concentrarsi maggiormente su una soluzione amichevole alle sfide e alla crescita globali e ad altre questioni che diventano preoccupazioni dei cittadini del mondo in generale invece di concentrarsi su questioni geopolitiche.
Hawaii,hanno superato quota 100 le vittime accertate incendiRoma, 16 ago. (askanews) – Ha raggiunto quota 101, superando dunque la soglia psicologica del centinaio, il numero delle vittime accertate degli incendi alle Hawaii che hanno fatto del rogo di Lahaina nell’isola di Maui, il più tragico della storia dell’arcipelago statunitense. Il bilancio dei morti, secondo quanto riferito dal governatorato dell’isola, non è ancora definitivo perchè “ci sono certamente ancora dispersi ma non siamo in grado quantificarli con precisione”, ha riferito la Polizia locale. Permangono condizioni di vento forte e siccità che non facilitano i soccorsi. Sempre più forti anche le polemiche sulla mancata prevenzione e sulla cattiva gestione dell’emergenza, che hanno portato all’apertura di un’ inchiesta ufficiale.
Sette morti in un attacco russo a Kherson tra cui 12enne e un neonatoRoma, 13 ago. (askanews) – E’ salito a sette il numero dei morti nell’attacco lanciato oggi dalla Russia nella regione di Kherson, nel sud dell’Ucraina, dopo il decesso di un bambino di 12 anni che aveva riportato ferite gravi. Ad aggiornare il bilancio su Telegram è stato il ministro dell’Interno, Igor Klymenko, che aveva già riferito della morte di padre, madre e sorella di “soli 23 giorni” del 12enne.
“L’intera famiglia è morta a Shiroka Balka. Purtroppo, il ragazzo di 12 anni è morto in ospedale”, ha scritto Klymenko su Telegram. Il ministro aveva precisato nel suo precedente post che a Shiroka Balka oltre alla famiglia è rimasto ucciso un altro residente locale, mentre due uomini sono morti a Stanislavov.
Nelle Hawaii è salito a 89 il bilancio delle vittime degli incendiRoma, 13 ago. (askanews) – E’ salito a 89 il numero delle vittime accertate degli incendi che hanno trasformato il Paradiso delle isole Hawai in Inferno. Il bilancio, purtroppo provvisorio e con ogni probabilità destinato ad aumentare (“senza dubbio ci saranno altri morti” ha dichiarato il Governatore Josh Green) è il più grave degli ultimi cento anni di storia degli Stati Uniti d’America. Supera infatti il bilancio del rogo 2018 a Camp in California dove persero la vita 85 persone.
Le immagini dall’arcipelago, ancora battuto da forti venti che alimentano nuovi roghi nelle onnipresenti sterpaglie, sono spettrali: colonne di fumo e fiamme si alternano corpi carbonizzati sotto teli trasportati da soccoritori stravolti da stanchezza e dolore, carcasse di animali auto imbarcazioni, case e negozi devastati da fuoco e saccheggi, alberi e piante esotiche affumicati. Fognature e tubazioni sono esplosi in centri urbani e villaggi. “Faremo chiarezza”, promette il Procuratore hawaiano. Mentre sono oltre 15mila i turisti fuggiti da Maui, l’isola dell’arcipelago più colpita.
Hawaii,è salito a 89 vittime il bilancio infernale degli incendiRoma, 13 ago. (askanews) – E’ salito a 89 il numero delle vittime accertate degli incendi che hanno trasformato il Paradiso delle isole Hawai in Inferno. Il bilancio, purtroppo provvisorio e con ogni probabilità destinato ad aumentare (“senza dubbio ci saranno altri morti” ha dichiarato il Governatore Josh Green) è il più grave degli ultimi cento anni di storia degli Stati Uniti d’America. Supera infatti il bilancio del rogo 2018 a Camp in California dove persero la vita 85 persone.
Le immagini dall’arcipelago, ancora battuto da forti venti che alimentano nuovi roghi nelle onnipresenti sterpaglie, sono spettrali: colonne di fumo e fiamme si alternano corpi carbonizzati sotto teli trasportati da soccoritori stravolti da stanchezza e dolore, carcasse di animali auto imbarcazioni, case e negozi devastati da fuoco e saccheggi, alberi e piante esotiche affumicati. Fognature e tubazioni sono esplosi in centri urbani e villaggi. “Faremo chiarezza”, promette il Procuratore hawaiano. Mentre sono oltre 15mila i turisti fuggiti da Maui, l’isola dell’arcipelago più colpita.
Zelensky contro la corruzione che colpisce l’esercito ucrainoRoma, 11 ago. (askanews) – Prosegue l’offensiva di Volodymyr Zelensky contro la corruzione, una delle precondizioni per l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue e nella Nato: a farne le spese questa volta i responsabili dei centri di reclutamento regionali dell’esercito.
“Il cinismo e la corruzione in tempo di guerra equivalgono al tradimento dello Stato”, ha sottolineato il Presidente ucraino al termine di una riunione del Consiglio militare e di sicurezza nazionale. “Sono i soldati che sono stati al fronte e che non possono più stare in trincea a dover guidare questo sistema: possono aver perso la salute ma hanno preservato la loro dignità”, ha concluso Zelensky. Le autorità ucraine hanno avviato 112 procedimenti penali contro i funzionari del commissariato militare, mentre altri 33 casi sono oggetto di indagine.
Musk: la sfida con Zuckerberg si farà e sarà a Roma, in una location “epica”Roma, 11 ago. (askanews) – Il patron di Tesla e Twitter (ora diventata X) Elon Musk ha confermato che il suo combattimento con il numero uno di Meta Mark Zuckerberg si farà a Roma in una location “epica”. Lo ha scritto lo stesso Musk su Twitter in un thread. “Il combattimento sarà gestito dalle fondazioni mia e di Zuck. lo streaming avverrà su questa piattaforma e su Meta. Tutto ciò che verrà inquadrato sarà antica Roma, nulla di moderno. Ho parlato con la premier dell’Italia e il ministro della Cultura. Sono d’accordo su una location epica. Tutto verrà fatto nel rispetto del passato e del presente dell’Italia. E i proventi andranno ai veterani”, scrive Musk, aggiungendo “Gladiatore” e una frase in latino “Dulce est desipere in loco” (E’ dolce perdersi in un luogo).
A fine giugno il ministero della Cultura aveva smentito di essere stato contattato per concedere l’uso del Colosseo per ospitare la sfida.
Gerusalemme, ponte sospeso di 200 metri collegherà luoghi sacriRoma, 11 ago. (askanews) – Domenica notte a Gerusalemme verrà inaugurato il ponte sospeso più lungo di Israele, che collegherà il Monte Sion con la valle di Hinnom a sud. Il ponte renderà i luoghi sacri del Monte Sion e la Città Vecchia di Gerusalemme più accessibili a piedi.
“A beneficio dei cittadini israeliani e dei visitatori dall’estero, abbiamo costruito questo ponte, con una vista spettacolare, al fine di migliorare l’esperienza turistica nella zona”, ha spiegato il ministro del turismo israeliano Haim Katz. “Le vacanze estive sono una grande opportunità per le famiglie israeliane di venire a sperimentare l’unicità del nostro territorio. Continueremo a investire nella promozione di Gerusalemme come destinazione turistica”. Le attrazioni turistiche sul lato del ponte del Monte Sion includono la Tomba del Re David, la Sala dell’Ultima Cena, la Camera della Shoah, e l’Abbazia della Dormizione. I visitatori potranno poi proseguire nella Città Vecchia attraversando la Porta di Sion. L’estremità meridionale del ponte si trova vicino alla fattoria agricola di Gai Ben Hinnom, nota per le sue antiche attività agricole, tra cui la raccolta delle olive, la vinificazione e la produzione di miele. Le attrazioni turistiche nelle vicinanze includono il Parco Nazionale della Città di David, la Sultan’s Pool e il complesso di negozi e ristoranti della First Station.
Tuttavia, l’iniziativa per costruire una linea di funivia di 1,4 chilometri (4.600 piedi) che collegherebbe la Prima Stazione alla Città Vecchia ha sollevato non poche obiezioni sull’efficacia dei costi e anche sulle questioni ambientali e politiche. Le funivie raggiungerebbero la Porta del Letame, dalla quale i turisti entrerebbero nella Città Vecchia direttamente nella piazza del Muro Occidentale. Secondo la leggenda, il sultano ottomano Solimano il Magnifico intendeva includere il Monte Sion all’interno delle mura della Città Vecchia di Gerusalemme, ma i suoi ingegneri lo lasciarono erroneamente fuori. Le mura furono completate nel 1541. La valle di Hinnom sotto il ponte era una terra di nessuno tra il 1949 e il 1967, quando la Giordania occupò i quartieri orientali di Gerusalemme. La valle ora dispone di numerosi sentieri escursionistici. Il ponte sarà aperto tutti i giorni dalle 6 alle 23 e sarà raggiungibile solo a piedi. I bambini fino a 14 anni dovranno essere accompagnati da un adulto. Il prestigioso progetto, da 20 milioni di shekel (5,4 milioni di dollari), è stato finanziato dal Ministero della Tradizione di Gerusalemme e Israele, dal Ministero del Turismo e dal Comune di Gerusalemme in collaborazione con la Jerusalem Development Authority e la Moriah Company.
“Il ponte sospeso è un’aggiunta al turismo in città”, ha condiviso il sindaco di Gerusalemme Moshe Leon. “Gerusalemme, in quanto città leader in Israele, aggiorna regolarmente i suoi siti turistici e investe milioni nello sviluppo del turismo interno ed esterno della città. Invito tutti a venire a visitare Gerusalemme”.