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Lombardia, Pd chiede status Patrimonio culturale italiano per Vespa

Lombardia, Pd chiede status Patrimonio culturale italiano per VespaMilano, 30 nov. (askanews) – Riconoscere alla Vespa lo status di Patrimonio culturale italiano. A chiederlo, con una mozione presentata nei giorni scorsi presso il Consiglio regionale della Lombardia è l’esponente del Pd Matteo Piloni. “La Vespa – ha commentato il consigliere regionale dem – è un simbolo indiscusso e amatissimo della creatività del nostro Paese che merita di essere premiato. Per questo chiediamo alla giunta regionale di attivarsi con il Governo per riconoscere alla Vespa il riconoscimento di ‘Patrimonio Culturale Italiano’, come è già stato peraltro chiesto il 23 aprile scorso dal Vespa club Italia”.

“La Vespa – ha aggiunto Piloni – è un vero simbolo del made in Italy, uno dei prodotti di disegno industriale più famosi nel mondo, simbolo del design italiano, un’icona per diverse generazioni, esposta nei musei di tutto il mondo, parte della collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano e del MoMa di New York. Negli ultimi dieci anni ne sono stati venduti oltre 1 milioni e mezzo di esemplari, mentre sono 597 i Vespa Club presenti sul territorio nazionale, di cui una trentina in Lombardia, 40 Vespa Club Nazionali associati al Vespa World Club, con 40 mila soci in tutto il mondo”.

Salvini: voto su Euro 7 dimostra che nuova maggioranza Ue è possibile

Salvini: voto su Euro 7 dimostra che nuova maggioranza Ue è possibileMilano, 9 nov. (askanews) – “Oggi al Parlamento europeo un’altra vittoria di buonsenso del centrodestra unito, che ha votato compatto per respingere alcune eco-follie sugli Euro 7, battendo la sinistra. Un segnale importante in vista del voto dell’anno prossimo: una nuova maggioranza è possibile”. Lo scrive il segretario della Lega Matteo Salvini, in un tweet in cui commenta il voto all’Europarlamento sun un documento che ammorbidisce – rispetto a quanto chiedeva la Commissione Europea – la stretta sulle emissioni inquinanti dei veicoli.

Mobilità, nasce Alleanza Clima-Lavoro: transizione sia più rapida

Mobilità, nasce Alleanza Clima-Lavoro: transizione sia più rapida


Mobilità, nasce Alleanza Clima-Lavoro: transizione sia più rapida – askanews.it



Mobilità, nasce Alleanza Clima-Lavoro: transizione sia più rapida – askanews.it



















Roma, 30 mar. (askanews) – Al via l’Alleanza Clima Lavoro, un tavolo permanente di confronto, elaborazione e proposta d’iniziativa comune tra organizzazioni sindacali e associazioni ambientaliste per promuovere la giusta transizione e la mobilità sostenibile in Italia. Presentata stamane in una conferenza stampa al Senato, l’Alleanza è promossa dalla campagna Sbilanciamoci!, da Cgil Piemonte, Fiom Cgil, Kyoto club, Motus-E, Transport&Environmente Italia, Legambiente, Wwf Italia, Greenpeace.

“E’ nostra intenzione influenzare e condizionare il dibattito pubblico affinché la transizione ecologica sia la più rapida possibile e si vada verso uno scenario di mobilità sostenibile, di riconversione del sistema industriale del nostro paese tale da avviarci verso un modello di sviluppo nuovo, sostenibile e di salvare posti di lavoro”, ha spiegato Giulio Marcon, portavoce della campagna Sbilanciamoci!, secondo il quale “abbiamo bisogno di uno scatto in avanti: il governo e le istituzioni devono credere di più nella elettrificazione del paese e nella sfida di un modello di sviluppo che mette al centro la mobilità sostenibile, mette al centro le energie rinnovabili e mette al centro l’idea di una nuova economia. Per questo ci siamo uniti e per questo ci impegneremo”. Secondo i promotori dell’Alleanza lo stop alla produzione dei motori alimentati da benzina diesel del 2035 chiama la politica e le istituzioni ad un cambio di passo: servono politiche più incisive per la mobilità sostenibile, per un modello industriale diverso che sappia coniugare gli obiettivi della decarbonizzazione dell’economia, con la salvaguardia dell’occupazione, che anzi beneficia della transizione all’elettrico.

Il problema è che l’Italia “sembra concentrarsi più sulla conservazione che sull’innovazione”, ha sottolineato Michele De Palma, segretario generale della Fiom Cgil, illustrando le problematiche occupazionali e industriali del settore automotive nel nostro Paese. Gli ha fatto eco Giorgio Airaudo, segretario generale della Cgil Piemonte, secondo il quale “per salvare posti di lavoro bisogna aumentare la produzione di auto elettriche, esattamente il contrario di quello che dice il ministro Salvini”. Una lettura politica ampiamente condivisa. Per Nicola Fratoianni, segretario di Siistra Italiana e deputato dell’Allenza Verdi Sinistra, “questo è un governo conservatore e lo è in particolare sul terreno della transizione ecologica. La transizione non è una possibilità, è una necessità. Continuare a far finta che non sia così, significa condannare questo paese, sul piano ecologico, sul piano della giustizia sociale, del lavoro e della capacità competitiva della nostra filiera industriale, a una rapida obsolescenza, insomma significa avere una politica antiitaliana”. Secondo Fratotiannii invece “occorre investire oggi, senza altri rinvii, e mettersi a correre per incrociare la transizione ecologica e fare in modo che quella transizione sia giusta sul piano sociale e occupazionale”.

Per Chiara Gribaudo, capogruppo del Pd alla Camera, “i dati” illustrati oggi dall’Alleanza Clima Lavoro “sono molto importanti e ci ricordano come le transizioni vanno sempre gestite. Nei processi complessi servono più competenze, serve più politica, non meno politica o la ricerca di un colpevole, come invece sta facendo questo governo su qualunque partita. È evidente che siamo di fronte a una transizione complessa, siamo all’interno della quarta rivoluzione industriale, bisogna mettere delle politiche a disposizione e al servizio di questo cambiamento, altrimenti i dati che abbiamo sentito oggi diventeranno con il segno meno davanti, cioè -70mila posti di lavoro”. Tuttavia “siamo in tempo per gestire questo processo, però serve una politica all’altezza della sfida e del nostro tempo”. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Maria Grazia Midulla, responsabile clima di energia del Wwf Italia, Anna Donati, coordinatrice del gruppo di lavoro mobilità sostenibile di Kyoto Club, Andrea Braschi, Clean mobility manager di Transport&Environment Italia, Francesco Naso, segretario generale di Motus-E, Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia, Maria Maranò, segretaria nazionale di Legambiente.