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Lega, Zaia: non molliamo sull’autonomia, è nel contratto di governo

Lega, Zaia: non molliamo sull’autonomia, è nel contratto di governoRoma, 4 apr. (askanews) – “Respiro aria di ottimismo. Ho visto di meglio ma anche vissuto di peggio. Ci siamo consolidati, ora si può solo crescere. Gli alti e bassi li hanno vissuti tutti, natura non facit saltus, chiedete al Pd (con Renzi arrivò al 42% inVeneto) e a Forza Italia. Stiamo ritrovando il consenso attorno a un progetto chiaro, senza però dimenticare da dove veniamo. Chi fa politica non deve comportarsi come quell’investitore di Borsa che se vede il titolo calare lo vende subito”. COsì Luca Zaia, governatore del Veneto in un’intervista al Corriere della sera parla dell’imminente congresso della Lega.


“Non dobbiamo fare le scelte in base ai sondaggi. Per noi il no alla guerra è un dato fondativo. Non siamo nati per sostenere i conflitti, la Lega è una forza di pace. Per noi della Liga, poi, parlano i 1100 anni della Repubblica Veneta che non è mai stata guerrafondaia. Ha una storia di regina della diplomazia. Non c’è guerra nella storia che non sia finita con un accordo. Non si vince bombardando di più, ma sedendosi attorno a un tavolo e lavorando a una soluzione diplomatica”, dice a proposito della posizione leghista contraria al riarmo. “Io non faccio da cheerleader per nessuno. È innegabile che Trump sulla guerra si gioca la reputazione. Ha fatto tutta una campagna all’insegna della pace. Ora deve ottenerla e mi pare che offra molte più garanzie di quante ne ha date Biden – prosegue il governatore veneto -. Noi europei non dobbiamo schierarci secondo simpatie o antipatie ma prendere atto e dialogare con il presidente di turno”.


Sui dazi Zaia sostiene che “l’Europa deve dare una risposta forte e coesa, il muro contro muro non paga mai. I dazi sono una catastrofe, un terzo cigno nero dopo il Covid e la guerra in Ucraina. Bisogna trattare con gli americani, per trovare una soluzione. Arriva- re a un vero asse Usa-Ue per combattere assieme le sfide deimercati. L’Italia può fare da ponte strategico con Washington. Da domani avremo in Veneto, a Vinitaly, 3 mila operatori del vino statunitensi. Sarà un primo momento importante di confronto diretto, tasteremo il polso ai mercati”. L’Autonomia a cui lei tiene tanto è ancora ferma al palo. “Continuo a ripetere che o la si fa per scelta o per necessità. Per quanto si voglia tirare il freno d’emergenza, il treno arriverà. Il federalismo è l’unica àncora di salvezza del nostro Paese. Il tavolo delle trattative va avanti anche se la strada è in salita. A Roma c’è l’orticaria da Autonomia. Ma non si molla”.


Zaia assicura anche sulla tenuta del governo: “Con l’esecutivo l’intesa è ottima e siamo convintamente a fianco di Giorgia Meloni. L’Autonomia fa parte del contratto di governo, non è un optional. Sarebbe inaccettabile se non fosse approvata così co- me il premierato. Gli impegni vanno rispettati”. Quanto ai rapporti tra Lega e FI risponde: “il dibattito è il sale della democrazia, anche quello interno alle coalizioni. Non conosco governo, di qualsiasi colore, che non abbia avuto di- scussioni al suo interno. È fisiologico”. Si parla molto del destino del Veneto. Rimarrà a guida leghista? “Io non mi sono candidato nemmeno alle Europee per portare fino in fondo il mandato. La Lega ha i numeri per continuare a guidare la Regione. Starà al segretario federale trovare la soluzione. Il Veneto ha una tradizione di buon governo che va preservata. È anche una questione di identità che per la Lega è tutto”.

Veneto, FdI: nessun motivo per rinunciare a nostro candidato

Veneto, FdI: nessun motivo per rinunciare a nostro candidatoMilano, 25 mar. (askanews) – Quello del centrodestre alle Regionali in Veneto “sarà un candidato che sarà scelto tenendo conto di quelle che sono le necessità che hanno i veneti. In questi ultimi anni non c’è ombra di dubbio che il ruolo guida, dal punto di vista dei consensi nella nostra regione lo abbia rappresentato Fratelli d’Italia. Alle ultime politiche abbiamo raggiunto il 32% dei consensi. Alle ultime europee, di qualche mese fa, abbiamo addirittura superato il 37% dei consensi. Quindi è normale che, nella dialettica insieme alle altre forze politiche del centrodestra che dovrà definire gli equilibri che riguardano anche la presidenza della regione, non si potrà non tener conto della volontà veneta, espressa dai veneti, nelle ultime due tornate elettorali”. Lo ribadisce Raffaele Speranzon, vicecapogruppo Fdi al Senato, a Ping Pong su Rai Radio1, rispondendo alla domanda se il prossimo candidato per la regione Veneto potesse essere sempre leghista, come l’uscente presidente Zaia.


Dunque Fratelli d’Italia non rinuncia ad avere un proprio candidato la presidenza della regione Veneto? “No, non c’è motivo per rinunciare, anzi, da parte di Fratelli d’Italia c’è la massima disponibilità e apertura al dialogo con tutte le forze politiche e civiche della regione, per individuare la figura che meglio sappia rappresentare l’interesse dei veneti, senza guardare a quale spilletta dovrà appuntarsi al bavero della giacca”, ha concluso Speranzon.

Veneto, FdI: non escludiamo nulla ma vogliamo voce in capitolo

Veneto, FdI: non escludiamo nulla ma vogliamo voce in capitoloMilano, 29 gen. (askanews) – “Noi siamo tranquilli, non abbiamo mai posto in termini predatori la nostra presenza. Dunque non escludiamo nulla: nemmeno una candidatura leghista a rappresentare il centrodestra” in Veneto. Lo dice Raffaele Speranzon, vice capogruppo di Fratelli d’Italia in Senato ed esponente autorevole del partito in Veneto, in una intervista al Foglio. Regione dove “FdI è il primo partito, e quella in cui FdI ottiene i consensi più alti”, ovvero il 37,5% alle ultime Europee. Dunque “è evidente che abbiamo voce in capitolo sulla scelta del candidato. Se qualcuno ritiene di no, crediamo che non sia corretto. E non lo commentiamo nemmeno”. In ogni caso “siamo concentrati sul lavoro, non dobbiamo rivendicare nulla. Intanto bisogna capire con certezza quando si andrà a votare, poi apriremo i tavoli con gli alleati per scegliere un profilo di sintesi. Il migliore possibile per i veneti”.

Veneto, Lega: Meloni capisca, scontro farebbe male a tutti

Veneto, Lega: Meloni capisca, scontro farebbe male a tuttiMilano, 28 gen. (askanews) – “Sia chiara una cosa: ai veneti le imposizioni non sono mai piaciute. In Veneto l’aria è satura di benzina: basta una fiamma, anche accidentale, perché si accenda un incendio. A Roma, da Giorgia Meloni in giù, devono capire che vanno evitati inutili scontri che farebbero male a tutti”. Alberto Villanova, capogruppo della Liga Veneta nel consiglio regionale del Veneto, intervistato da Affaritaliani.it, risponde a Raffaele Speranzon (FdI) e a Raffaele Nevi (FI) che ieri hanno chiuso categoricamente al terzo mandato e quindi alla ricandidatura di Zaia alle prossime elezioni regionali in Veneto. E ribadisce: “Se si andasse al muro contro muro con imposizioni siamo pronti a tutto, anche ad andare soli, come Lega e Lista Zaia, alle elezioni regionali. Abbiamo migliaia di amministratori bravi e competenti. Abbiamo con noi il miglior governatore d’Italia. Se i partiti romani nostri alleati non ascolteranno la volontà del popolo veneto e se vorranno imporre un candidato non leghista, siamo pronti a tutto: veneto ai veneti”.


E avverte: “Al partito della premier deve essere chiaro che più si chiudono nei palazzi romani, più in Veneto scenderemo in piazza per i diritti della nostra gente. La prima scelta dei Veneti è Luca Zaia: non lo dico solo io, ma i cittadini, la gente. E noi della Lega per questo stiamo lavorando. I veneti vogliono la libertà di votare ed eleggere chi amano e non chi viene deciso nei palazzi romani. È per questo che l’iniziativa del segretario Stefani sta avendo un successo così ampio. Non siamo sicuri però che a Roma abbiano ancora compreso il messaggio. Nel dubbio allora continueremo la raccolta firme nei prossimi weekend: la voce del popolo veneto deve diventare un grido di guerra: il veneto ai veneti. La nostra gente lo sta dicendo chiaramente che vuole ancora un presidente a guida leghista. E per noi questa è dunque la linea del Piave: su questo non si passa. Visto che ultimamente gli alleati a Roma ci dicono sempre e solo dei no, il candidato alle Regionali in Veneto per noi deve comunque essere esponente della Lega che, in continuità con Luca Zaia, deve portare avanti questi anni di ottima amministrazione. Senza dimenticare l’autonomia: eravamo gli unici a Roma la scorsa settimana a difendere in Corte Costituzionale, quando la Consulta si è espressa bocciando il referendum abrogativo, i 2 milioni e 300 mila veneti favorevoli all’autonomia. Gli altri dove erano?”.

Veneto, Marcato (Lega): candidato nostro o da soli al voto

Veneto, Marcato (Lega): candidato nostro o da soli al votoMilano, 21 gen. (askanews) – Il candidato governatore del centrodestra in Veneto “ovviamente” resta Luca Zaia “se c’è il terzo mandato”. E altrimenti “dovrà assolutamente essere un esponente della Lega, non si discute nemmeno di questo. Sia chiaro fin da ora, anche perché se così non fosse noi andremmo da soli alle elezioni regionali e sicuramente riprenderemo la presidenza della regione Veneto”. Lo ha affermato l’assessore allo Sviluppo economico della regione Veneto, il leghista Roberto Marcato, intervistato da Affaritaliani.it.

Veneto, Molinari: legittimo che la Lega chieda presidenza Regione

Veneto, Molinari: legittimo che la Lega chieda presidenza RegioneRoma, 15 gen. (askanews) – “La Lega è il partito che ha dell’autonomia la sua bandiera, è un partito che nasce ed è radicato soprattutto a Nord e strutturato soprattutto nelle tre regioni del Nord, nelle principali regioni del Nord. Credo che questa sia una cosa che gli alleati devono tenere in considerazione, al netto del dato elettorale del momento. Quindi penso che la Lega possa legittimamente chiedere la presidenza del Veneto e abbiamo tanti ottimi amministratori a parte Zaia che potrebbero correre”. Così Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera della Lega, ai microfoni di Radio Cusano Campus.


“Noi riteniamo che la regola dei due mandati sia una regola sbagliata per i governatori, come per i sindaci, i presidenti di provincia, quando c’è la elezione diretta. Pensiamo che dove c’è un’elezione diretta alla fine siano sovrani i cittadini e, quindi, possono decidere bene i cittadini se confermare o no un sindaco o un presidente di Regione. Come noto questa posizione è della Lega ma è stata rigettata in più occasioni sia da Fratelli d’Italia che da Forza Italia. Dobbiamo prenderne atto e a questo punto però il tema diventa politico”, ha detto ancora. “Il tema diventa: allora se non può più farlo Zaia perché non c’è il terzo mandato, a quale partito spetta il Veneto? Fratelli d’Italia legittimamente può far vantare una forza elettorale molto maggiore di quella della Lega in questo momento. Penso però che per tenere insieme una coalizione bisogna tenere in considerazione le specificità dei partiti”, ha concluso il deputato leghista.

Veneto, Lega: non vogliamo rottura ma pronti anche ad andare soli

Veneto, Lega: non vogliamo rottura ma pronti anche ad andare soliMilano, 10 gen. (askanews) – Una legge regionale che consenta a Luca Zaia di ricandidarsi alle prossime elezioni regionali “è già stata fatta nel 2012 recependo una norma nazionale del 2004 e quindi è impossibile. L’unica cosa da fare a questo punto è aspettare che la Corte Costituzionale si esprima sul ricorso del governo contro la legge regionale della Campania, vista anche la posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni”. Così Alberto Villanova, capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Veneto, risponde ad Affaritaliani.it


Alla domanda se esista la concreta possibilità che la Lega corra da sola alle prossime elezioni in Veneto, Villanova risponde: “Cerchiamo di lavorare per tenere il Centrodestra unito, ma a questo punto tutti gli scenari sono aperti sia che si voti a ottobre o nella primavera del 2026. Saremmo ovviamente molto felici se Zaia si potesse ricandidare, ma se così non fosse abbiamo valide alternative. Nessuno vuole la rottura con Fratelli d’Italia e Forza Italia, ma se si arrivasse al braccio di ferro, e spetterà ai segretari nazionali la decisione finale, siamo pronti anche a correre da soli alle prossime elezioni regionali in Veneto. Non ci manca certo una classe dirigente: abbiamo giovani, abbiamo oltre 1.150 amministratori sul territorio, dirigenti in gamba per svolgere questo ruolo, siamo pronti a tutto”. Un candidato della Lega potrebbe essere il sindaco di Treviso Mario Conte: “Corrisponde certamente all’identikit che ho fatto prima, ma abbiamo anche tantissime altre figure all’altezza in Veneto che hanno lo standing per candidarsi alla guida della regione. Figure anche giovani ma di comprovata esperienza amministrativa nei Comuni”. Quanto all’ipotesi di una lista Zaia, anche se non fosse lui il candidato presidente, Villanova risponde: “È una risorsa importantissima che abbiamo e io stesso sono sempre stato eletto nella lista Zaia che incarna il modo di far politica del nostro Governatore, il più amato d’Italia in tutti i sondaggi di opinione. La lista Zaia è una freccia che abbiamo a disposizione per fare la differenza e vincere le elezioni anche nel caso andassimo da soli”.


La Lega comunque vuole il candidato in Veneto anche se il Centrodestra sarà unito, corretto? “Io ho sempre detto che per noi la regione Veneto è la linea del Piave. Non possiamo assolutamente perdere la guida di una regione identitaria e simbolo politico del nostro movimento. E’ impossibile che il prossimo presidente, che speriamo sia ancora Zaia, non sia leghista. Faremo ogni sforzo come Liga Veneta e come singoli militanti affinché il candidato sia leghista. Il Veneto è la regione più autonomista d’Italia e la culla della Lega e del federalismo, non esiste che il presidente non sia della Lega. Proprio per questi motivi, siamo pronti a tutto”, conclude Villanova.

Veneto, Meloni: opzione candidato Fdi deve essere considerata

Veneto, Meloni: opzione candidato Fdi deve essere considerataRoma, 9 gen. (askanews) – Per quanto riguarda le prossime elezioni in Veneto “io penso che quella” della candidatura di un esponente di Fdi “è una opzione che deve essere tenuta in considerazione, ne abbiamo già cominciato a discutere con grande serenità con gli alleati ed è quello che continueremo a fare”, anche perché “ci sono diverse elezioni importanti quest’anno”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa annuale.


(segue)

Veneto, La Russa: plausibile candidato Fdi, ma no baratto tra regioni

Veneto, La Russa: plausibile candidato Fdi, ma no baratto tra regioniRoma, 12 dic. (askanews) – “Sul Veneto, premesso che stimo molto Zaia e anche gli esponenti degli altri partiti veneti che conosco molto bene, mi chiede se è plausibile che il prossimo candidato alla Regione non sia leghista ma di Fdi? Assolutamente plausibile, perchè no: può anche essere di Fi, sicuramente di Fdi, atteso che Fdi ha superato abbondantemente il 30 per cento dei consensi in quella regione. La cosa più importante è che non avvenga, questo è il mio auspicio, una sorta di baratto con Lombardia, Sicilia o Campania, ma che il candidato sia sempre espressione di una valutazione che parta dal territorio e poi benedetta a livello nazionale”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa nel corso del tradizionale saluto con la Stampa parlamentare in vista delle festività natalizie.

PD: governo dice ancora no a soluzioni condivise per Grave di Ciano

PD: governo dice ancora no a soluzioni condivise per Grave di CianoMilano, 10 dic. (askanews) – “Il centrodestra parla due lingue differenti a Treviso e a Roma. A Treviso, così come per tutto il Veneto, reclama autonomia, ascolto di sindaci e territori mentre a Roma preferisce il più sordo centralismo. È questa l’unica spiegazione possibile per il no del Governo Meloni al mio Ordine del giorno alla Camera che chiedeva semplicemente di valutare gli interventi di sicurezza idraulica del Piave lungo tutta l’asta del fiume (non precludendo altre nuove localizzazioni rispetto alle già previste Grave di Ciano) e vagliando ogni soluzione utile anche alla luce degli sviluppi di ingegneria idraulica degli ultimi anni, riducendo al contempo gli immensi prelievi di ghiaia. Dando così la massima libertà di decisione alla neo commissaria Colaizzi”. Lo ha dichiarato la deputata dem Rachele Scarpa illustrando il suo Odg al DL Ambiente in sede di definitiva conversione a Montecitorio, che assorbiva il testo di un emendamento bocciato al Senato a firma dei senatori Fina e Martella.


“L’Odg di Scarpa raccoglie l’impegno del PD Veneto e del PD Provinciale di Treviso che reputa da sempre la questione della sicurezza del Piave come una questione nazionale” ha affermato Matteo Favero, responsabile Ambiente del PD Veneto, evidenziando che “abbiamo infatti da tempo lanciato l’allarme sul Piave con la richiesta di messa in sicurezza del suo medio corso partendo proprio dai fondi messi a disposizione dal governo di centrosinistra nel luglio 2016 per una progettazione nuova e condivisa insieme alle comunità locali, compresi i sindaci di ogni colore politico. Questo fiume – ha concluso – rappresenta non solo la nostra storia ma un tesoro ambientale nazionale da preservare e da far tornare a vivere. Non ci fermeremo qui”.