Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Dossieraggio, la procura di Roma indaga sulle accuse al presidente Figc Gabriele Gravina

Dossieraggio, la procura di Roma indaga sulle accuse al presidente Figc Gabriele GravinaRoma, 4 mar. (askanews) – Le attività del presidente della Figc, Gabriele Gravina, al centro di una indagine avviata dalla Procura di Roma sulla base della trasmissione atti che venne fatta dal finanziere Pasquale Striano e dal pm Antonio Laudati che trasmisero gli atti a piazzale Clodio, nei mesi scorsi. Ed anche se il militare e il magistrato risultano indagati a Perugia per una presunta attività di dossieraggio l’oggetto di quanto affermato è motivo di interesse degli inquirenti capitolini.


Secondo quanto si è appreso le verifiche riguardano, tra l’altro la vendita dei diritti della Lega Pro e della Salernitana. Il fascicolo aperto dal procuratore capo, Francesco Lo Voi, è stato affidato all’aggiunto Giuseppe Cascini ed al pm Maria Sabina Calabretta. L’accertamento è, al momento, senza indagati od ipotesi di reato, un ‘modello 45’ – si aggiunge nella cittadella giudiziaria romana. Le “presunte attività illecite poste in essere da Gabriele Gravina” sono oggetto del fascicolo avviato dalla Procura della Capitale. Secondo l’invito a comparire dei pm di Perugia per il luogotenente Striano, il militare e Laudati “attestavano falsamente che le fonti di innesco dell’attività investigativa”. Affermando che sulla base di “elementi informativi provenienti dalla procura di Salerno e da quest’ultima acquisiti dell’ambito di proprie attività investigative” quando invece “l’origine dell’atto erano le informazioni ottenute” da altra persona “attraverso incontri promossi da Laudati e concordati da Striano nel maggio del 2022”. Una condotta – scrivono i magistrati umbri – che portava “intenzionalmente un danno a Gabriele Gravina” ipotizzando “attività illecite poste in essere dallo stesso” presidente Figc. Da alcuni mesi gli inquirenti guidati dal procuratore Lo Voi, appunto, stanno ricostruendo il bandolo della matassa.

Neve eccezionale in Valle d’Aosta: strade chiuse e paesi isolati

Neve eccezionale in Valle d’Aosta: strade chiuse e paesi isolatiRoma, 4 mar. (askanews) – Disagi, strade chiuse e paesi isolati in Valle d’Aosta a causa dell’eccezionale nevicata che ha interessato la regione nelle ultime ore: “Quantitativi di neve che non si registravano da decenni”, ha detto il presidente della Regione, Renzo Testolin.


Si è svolta oggi nella sede della Protezione civile la riunione del Centro coordinamento dei soccorsi (CCS), a cui hanno partecipato, alla presenza del presidente Testolin, tutti i soggetti coinvolti, tra cui i Vigili del fuoco, le forze dell’ordine, le strutture regionali competenti, il presidente del Celva, i sindaci dei comuni interessati e i rappresentanti della società Deval. Questo, in sintesi, quanto emerso. La strade regionali n. 25 della Valgrisenche e n. 24 della Val di Rhêmes sono riaperte. Sono possibili temporanee chiusure su alcuni tratti per la messa in sicurezza.


Permangono le chiusure riguardanti: – la strada regionale n. 44 della Valle del Lys a seguito della caduta della valanga di ieri in località Bounitzon, a Gaby; attualmente sono in corso i lavori di rimozione della valanga; – la strada regionale n. 47 di Cogne (dal bivio della strada comunale di Ozein). Chiuse anche le strade comunali per Valnontey e Lillaz; – la strada regionale n. 23 (Valsavarenche) dalla località Eau-Rousse; – la strada regionale n. 33 tra Brusson e il Colle di Joux per i lavori di rimozione piante cadute a causa della neve. Le eventuali prossime riaperture sono in fase di valutazione da parte delle commissioni locali valanghe di cui sono in corso i sopralluoghi.


A Gressoney-La-Trinité e a Cogne è stato allestito un presidio medico. La società Deval sta operando per risolvere alcune problematiche di alimentazione elettrica, riscontrate prevalentemente in alcune frazioni di Gressoney-Saint-Jean, Cogne e Rhemes-Notre-Dame.


“I vari soggetti coinvolti – ha spiegato il presidente della Regione, Renzo Testolin – stanno svolgendo un grandissimo lavoro cercando di fronteggiare una situazione straordinaria generata da quantitativi di neve che non si registravano da decenni. L’obiettivo per le prossime ore è di garantire i collegamenti con le valli di Cogne e di Gressoney. L’attenzione di tutti rimane molto alta per garantire la sicurezza dei residenti e dei turisti presenti nelle località maggiormente colpite dalle nevicate. Il nostro appello è di non esporsi a situazioni di pericolo evitando nelle prossime ore escursioni di scialpinismo e la pratica dello sci fuori pista”. La situazione meteo, elaborata dal Centro funzionale regionale, prevede: per oggi, lunedì 4 marzo: Residue precipitazioni in esaurimento verso la metà della mattinata, seguite da schiarite via via più ampie fino a cielo in prevalenza soleggiato; per domani, martedì 5 marzo: salvo qualche temporanea schiarita, giornata nuvolosa per transito di nubi medio-alte e addensamenti più compatti sui rilievi, con qualche debole fenomeno associato, i cui effetti saranno perlopiù probabilmente confinati sulle creste di confine e sotto forma di bufera; per mercoledì 6 marzo: inizialmente abbastanza nuvoloso con qualche debole fiocco residuo sulle creste di confine e attenuazione della nuvolosità, con schiarite via via più ampie dal pomeriggio. La Protezione civile, sentito l’Ufficio neve e valanghe, sconsiglia ogni attività scialpinistica in relazione alle condizioni di pericolo da moderato a forte presente sul territorio.

Tre intense perturbazioni in settimana, ancora tanta pioggia e neve

Tre intense perturbazioni in settimana, ancora tanta pioggia e neveRoma, 4 mar. (askanews) – L’avvio di marzo si sta rivelando fin qui ricco di sorprese: la settimana appena iniziata vedrà ancora condizioni di tempo spiccatamente instabile su tante regioni, con frequenti occasioni per piogge anche abbondanti e temporali: tre intense perturbazioni sono pronte a minacciare il nostro Paese. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, comunica che il primo ed insidioso ciclone condizionerà il tempo anche nel corso della giornata odierna, quando è attesa tanta pioggia, con il coinvolgimento di quasi tutte le nostre regioni, con la neve che tornerà a scendere sugli Appennini oltre i 1200/1400 metri di quota.


Visti i contrasti tra masse d’aria completamente diverse andrà prestata la massima attenzione in particolare al Centro Sud e sulla Sardegna dove non escludiamo il rischio di veri e propri nubifragi. Tra il pomeriggio di martedì 5 e mercoledì 6 il secondo impulso instabile riporterà la neve sulle Alpi, con fiocchi fin verso gli 800 metri di quota su Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia; ancora piogge, invece, sulla Valle Padana. Successivamente il maltempo si estenderà rapidamente al Centro, dove ci sarà occasione per ulteriori rovesci, anche a carattere temporalesco; nuove nevicate in Appennino fin verso i 1000 metri di quota.Dopo una timida rimonta dell’alta pressione che garantirà una maggior stabilità atmosferica con più spazi soleggiati giovedì 7, già nel corso di venerdì 8 marzo le condizioni meteo potrebbero nuovamente peggiorare per l’arrivo della terza perturbazione carica di piogge e temporali che potrebbe compromettere anche il secondo weekend di marzo.


La causa di questo infinito maltempo va ricercata nel particolare assetto sinottico che sta contraddistinguendo lo scacchiere europeo e che si protrarrà per tutta la prima parte di marzo: abbiamo infatti un flusso di correnti atlantiche piuttosto vivace, in grado di innescare fasi meteo decisamente piovose per molte regioni italiane, con un surplus di precipitazioni come non accadeva da diversi mesi. 

Il Procuratore Antimafia e quello di Perugia chiedono di essere sentiti sul dossieraggio

Il Procuratore Antimafia e quello di Perugia chiedono di essere sentiti sul dossieraggioRoma, 3 mar. (askanews) – “Consideriamo doveroso richiedere di valutare, con l’urgenza del caso, l’opportunità di disporre l’audizione degli scriventi al fine di rendere, nei limiti e secondo le forme consentite dalla legge, le informazioni sulle vicende relative al cd. dossieraggio di esponenti politici e del mondo economico necessarie alle valutazioni riservate a ciascuna di codeste Istituzioni”. Così in una nota congiunta il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Giovanni Melillo e il Procuratore della Repubblica di Perugia, Raffaele Cantone, in una missiva inviata al comitato di presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura, al Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere e al Presidente del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica

L’inchiesta della Procura di Perugia, i giornalisti negano il dossieraggio

L’inchiesta della Procura di Perugia, i giornalisti negano il dossieraggioMilano, 3 mar. (askanews) – Tra i giornalisti sotto inchiesta dalla Procura di Perugia per accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto ci sono anche i componenti del team investivativo del quotidiano Domani: il responsabile del team, Giovanni Tizian, l’inviato Nello Trocchia e il collaboratore Stefano Vergine. L’inchiesta della Procura guidata da Raffaele Cantone coinvolge anche il magistrato Antonio Laudati e all’ufficiale della Guardia di finanza Pasquale Strian, entrambi destinatari di un avviso a comparire per l’interrogatorio da rendere in una fase che è ancora di indagini preliminari.


Nelle carte dell’inchiesta, scrive il giornale, ‘non c’è traccia di invii delle ricerche effettuate da Striano di informazioni finanziarie, relative alle dichiarazioni dei redditi o ai conti bancari di politici e imprenditori, o segnalazioni di operazioni sospette, come paventato ieri da alcuni giornali nazionali. Nelle informazioni che Striano avrebbe mandato ai giornalisti, quindi, non c’è nessun ‘dossier su politici e vip’ ma solamente documenti agli atti delle procure: ordinanze di custodia cautelare e informative delle forze dell’ordine già disponibili ai magistrati inquirenti e alle difese. Questo dicono le carte dell’inchiesta’. ‘Per l’accusa – prosegue Domani – il finanziere avrebbe inviato ai tre giornalisti documenti estratti dalla banca dati Sidda-Sidna, il sistema informatico utilizzato dalla direzione nazionale e dalle direzioni distrettuali antimafia – scrive Domani – Gli invii coprirebbero un arco temporale di tre anni e mezzo, dal maggio 2018 all’ottobre del 2022’. Nelle carte dell’inchiesta, secondo il quotidiano, sono citati, ma non sono indagati, anche il direttore Emiliano Fittipaldi per gli articoli scritti due anni fa insieme a Tizian sui compensi ricevuti dal ministro Crosetto da Leonardo prima di entrare nell’esecutivo, e Federico Marconi per un articolo su una speculazione edilizia.


‘Dalle contestazioni della procura non è chiaro il contenuto di tutti i documenti che Striano avrebbe inviato per e-mail, utilizzando l’applicazione WeTransfer, ai tre giornalisti. Spuntano solo alcune indicazioni, nell’intestazione dei documenti o nel messaggio inviato dal finanziere della direzione nazionale antimafia: ci sono i nomi di atti giudiziari di alcuni politici (protagonisti di casi giudiziari o sospettati di vicinanza ad ambienti criminali), ma i più riguardano esponenti delle più pericolose organizzazioni criminali del paese, collegate al mondo della politica e dell’imprenditoria, o al traffico internazionale di stupefacenti. O informazioni relative ad alcuni degli appalti del periodo più duro della pandemia di Covid-19, finite anche nelle indagini di diverse procure nazionali’. ‘I giornalisti del pool inchieste di Domani sarebbero quindi colpevoli, è la tesi dei pm, di aver pubblicato notizie. False? No. Vere, naturalmente, e che hanno dato parecchio fastidio ai governi di tutti i colori politici, incluso quello in carica, l’esecutivo di Giorgia Meloni – si legge nella ricostruzione del quotidiano – Tra gli indagati, risulta dalle carte, ci sarebbero anche altre sei persone, altri giornalisti e un ex finanziere. Per fatti tutti slegati tra loro, ma sempre per accesso abusivo e rivelazione di segreti’.


Una vicenda che dimostra, osservano i giornalisti di Domani, che è ‘vietato pubblicare notizie riservate sul ministro della Difesa Guido Crosetto, sui finanziamenti illeciti ai partiti, sul riciclaggio di mafiosi e lobbisti. Il rischio è passare non da giornalisti d’inchiesta, ma da avvelenatori di pozzi. Un monito a Domani e a tutta la categoria dei giornalisti’. ‘L’inchiesta sugli spioni che setacciavano illegalmente i dati di centinaia di cittadini, soprattutto di centrodestra e in particolare politici e persone vicine alla Lega, rivela un quadro sconcertante. Siamo di fronte a un vero e proprio attacco alla Repubblica e alla democrazia che coinvolge Magistratura, Guardia di Finanza e giornali di sinistra, col risultato che in più di una occasione le procure hanno aperto inchieste basandosi su presunti scoop nati da notizie costruite a tavolino sulla base di dati ottenuti illegalmente’. Così una nota della Lega. ‘Siamo certi – prosegue la Lega – che tutti i più alti vertici delle Istituzioni sapranno intervenire con chiarezza inequivocabile e chiederemo che il Copasir approfondisca la questione in dettaglio fino alla completa chiarezza sui fatti, a partire dalle audizioni dei vertici presenti e passati della Guardia di Finanza e dell’antimafia. ‘Dalle indagini della Procura di Perugia emerge un dossieraggio scandaloso e illegale nei confronti dei membri del governo e dei politici di centrodestra. Sono metodi da Unione Sovietica, non a caso i politici del Pd e del Movimento 5 stelle non sono state vittime degli spioni e dei dossieraggi creati ad arte da certa stampa spazzatura’. Lo ha dichiarato ai tg Nazionali, il vicecapogruppo Fdi alla Camera dei deputati, Manlio Messina. ‘Desidero esprimere la mia più ferma solidarietà nei confronti dei giornalisti del quotidiano ‘Domani’ Giovanni Tizian, Nello Trocchia e Stefano Vergine, indagati a Perugia per accesso abusivo e rivelazione di segreti, su segnalazione del Ministro della Difesa Guido Crosetto. La libertà di stampa è un pilastro fondamentale della nostra democrazia. Quando i giornalisti vengono messi sotto accusa per il loro lavoro, si mina non solo la loro integrità professionale, ma si compromette anche il diritto fondamentale dei cittadini a essere informati in modo completo e accurato’. Così in una nota il co-portavoce di Europa Verde e deputato di AVS Angelo Bonelli.’Eppure, il governo attuale, con il suo tentativo di condizionare la libertà di stampa attraverso leggi come l’emendamento sul divieto di pubblicazione delle ordinanze cautelari, ribattezzato ‘norma bavaglio’, e le tante ‘querele temerarie’ che di fatto limitano e condizionano i giornalisti, soprattutto quelli precari, sta gettando ombre sullo scenario dell’informazione indipendente’, prosegue Bonelli. ‘Nel contesto dell’inchiesta che coinvolge i giornalisti del Domani, è essenziale ricordare le tutele legali del segreto professionale del giornalista. Come recitano l’art. 200, ultimo comma e l’art. 256 del codice di procedura penale, è consentito al giornalista di mantenere l’anonimato della propria fonte, garantendo così la libera circolazione delle informazioni vitali per una società democratica. Quando un giornalista è costretto a rivelare l’identità del proprio informatore, ciò avviene solo in casi eccezionali e sempre nel rispetto dei principi dello Stato di diritto’, conclude Bonelli. ‘Se i poteri dello Stato si infilano in una logica perniciosa di dossieraggio ai danni di vertici istituzionali, siamo al di fuori della legge e della Costituzione, e la sovranità popolare viene messa sotto scacco per finalità che a questo punto devono essere appurate e chiarite fino in fondo’. Lo scrive su X Enrico Borghi, capogruppo di Italia Viva al Senato. ‘E’ inutile girarci attorno: è una cosa grave. Molto grave, e già vista andare in scena nel recente passato ai danni di un Presidente del Consiglio in carica’, prosegue Borghi. ‘In tutta questa vicenda, colpiscono tre elementi: 1. La trasmissione di materiale sensibile, e coperto da riservatezza di legge, avvenuta da parte di funzionari pubblici ai fini della sua pubblicazione. 2. Nel nostro ordinamento, le indagini non si innescano da parte della Magistratura per capriccio, discrezionalità o finalità terze. Non si pesca a strascico, sulla base di una pruderie, di una curiosità soggettiva o -peggio ancora- di una volontà di schedatura. Da quello che si legge, siamo al di fuori dell’ordinamento. 3. C’è stato un uso strumentale dei dossier? I dati sono stati ceduti a terzi, addirittura a soggetti esterni al Paese? Ci sono filiere di potere che hanno organizzato questa attività? In vista di cosa? Pressioni, regolamenti di conti, condizionamenti?’, conclude Borghi.

L’appello del Papa: “Basta guerra, fermatevi! Continuate i negoziati”

L’appello del Papa: “Basta guerra, fermatevi! Continuate i negoziati”Roma, 3 mar. (askanews) – “Porto quotidianamente nel cuore, con dolore, la sofferenza delle popolazioni in Palestina e Israele dovuta alle ostilità in corso. Le migliaia di morti, di feriti, di sfollati, le immani distruzioni causano dolore e sofferenza su piccoli e indifesi che vedono compromesso il loro futuro”. Lo ha detto oggi Papa Francesco all’Angelus in piazza San Pietro. “Davvero si pensa di costruire un mondo migliore in questo modo? Si pensa di raggiungere la pace? Basta, per favore. Diciamo tutti basta per favore – ha detto -. Fermatevi. Incoraggio a continuare i negoziati per un immediato cessate il fuoco a Gaza e in tutta la regione affinchè gli ostaggi siano liberati e ritornino ai loro cari, che li aspettano con ansia, e la popolazione civile possa avere accesso sicuro ai dovuti e urgenti atti umanitari”, ha aggiunto il Santo Padre.”Quante risorse vengono sprecate per la spesa militare che a causa della situazione attuale continua tristemente ad aumentare. Auspico vivamente che la comunità internazionale comprenda che il disarmo è anzitutto un dovere. Il disarmo è un dovere morale” ha poi detto. “Mettiamo questo in testa. E questo richiede il coraggio da parte di tutti i membri della famiglia delle nazioni, di passare dall’equilibrio della paura all’equilibrio della fiducia”, ha aggiunto il Santo Padre.  Poco prima, nel corso dell’Angelus, Papa Francesco aveva fatto un invito “anche per il nostro cammino di Quaresima, è a fare in noi e attorno a noi più casa e meno mercato. Prima di tutto nei confronti di Dio. Come? Pregando tanto, come figli che senza stancarsi bussano fiduciosi alla porta del Padre, non come mercanti avari e diffidenti. E poi diffondendo fraternità. Ce n’è bisogno”. “Pensiamo al silenzio imbarazzante, isolante, talvolta addirittura ostile che si incontra in tanti luoghi. Ad esempio sui mezzi di trasporto: tutti chiusi nei propri pensieri, soli coi propri guai, con gli orecchi tappati dagli auricolari e gli occhi affondati nei telefonini”, ha spiegato il Santo Padre.


“Un mondo in cui non si dona gratis nemmeno un sorriso o una battuta di spirito: perché rassegnarci a questo? Facciamo noi il primo passo: salutiamo, cediamo il posto, diciamo qualcosa di gentile a chi ci sta vicino: anche se non avremo risposta e qualcuno ci guarderà male, avremo fatto casa. E questo può valere per tante altre circostanze della vita quotidiana”, ha aggiunto il Papa. 

Il Papa: la giustizia si amministri con prudenza, carità e coraggio

Il Papa: la giustizia si amministri con prudenza, carità e coraggioCittà del Vaticano, 2 mar. (askanews) – Una equilibrata amministrazione della giustizia necessita delle virtù “della prudenza e della giustizia, che devono essere informate dalla carità, e insieme alla necessaria temperanza” mentre “il compito di giudicare richiede le virtù della fortezza e del coraggio, senza le quali la sapienza rischia di rimanere sterile”. Queste le indicazioni fornitre da Papa Francesco che stamane in Vaticano ha aperto il nuovo Anno giudiziario alla presenza dei magistrati e giudici vaticani, spronandoli, in particolare, “al coraggio” contro le varie forme di corruzione.


“Occorre – ha infatti detto nel suo discorso anche questa mattina affidato per la lettura ad un suo collaboratore – coraggio per andare fino in fondo nell’accertamento rigoroso della verità, ricordando che fare giustizia è sempre un atto di carità, un’occasione di correzione fraterna che intende aiutare l’altro a riconoscere il suo errore. Questo vale in special modo – ha aggiunto Papa Francesco – quando emergono e devono essere sanzionati comportamenti che sono particolarmente gravi e scandalosi, tanto più quando avvengono nell’ambito della comunità cristiana”.

Sacerdoti ultraconservatori in Spagna: “Preghiamo perché il Papa vada in cielo”

Sacerdoti ultraconservatori in Spagna: “Preghiamo perché il Papa vada in cielo”Milano, 1 mar. (askanews) – “Io prego molto perché il Papa possa andare presto in cielo”. Questa la frase pronunciata da un sacerdote di Toledo, condivisa tra le risate nemmeno troppo mascherate di altri preti collegati, durante un evento su un canale You Tube spagnolo che ospita incontri e dibattiti tra sacerdoti.


La battuta ha scatenato moltissime polemiche sul web e sui social, tanto che in Spagna l’Arcivescovado di Toledo si è subito smarcato dal sacerdote che si è presentato come una “umile trincea di Cristo Re per la controrivoluzione ispanica e la difesa della tradizione cattolica”. L’Arcivescovado ha diffuso un comunicato chiedendo ai sacerdoti coinvolti nell’incontro “la necessità di chiedere perdono per tali dichiarazioni che nuociono alla comunione della Chiesa e scandalizzano il Popolo di Dio”.


Dopo la bufera abbattutasi sulla “Sagrestia della Vandea”, questo il nome del raduno settimanale on line, i sacerdoti non si sono scusati ufficialmente, dicendosi tuttavia “rammaricati” per “l’infelice commento” e dichiarandosi comunque “uniti nella fedeltà al Santo Padre”. I sacerdoti della riunione on line appartengono a un gruppo cattolico ultra conservatore che dall’elezione di Papa Francesco critica le aperture del Vaticano su diversi temi, in primis quelle verso la comunità Lgbtq.

Covid, casi in ulteriore calo: -31,4% rispetto a settimana scorsa

Covid, casi in ulteriore calo: -31,4% rispetto a settimana scorsaRoma, 1 mar. (askanews) – In merito all’andamento della situazione epidemiologica da Covid-19 si specifica che nella settimana compresa tra il 22-28 febbraio 2024 registriamo: 1.103 nuovi casi positivi con una variazione di -31,4% rispetto alla settimana precedente (n: 1.607), 39 deceduti con una variazione di -25,0% rispetto alla settimana precedente (n: 52). E’ quanto rende noto il ministero della Salute. 132.482 i tamponi processati questa settimana con una variazione di -9,8% rispetto alla settimana precedente (n: 146.842). Il tasso di positività si attesta allo 0,8% con una variazione di -0,3% rispetto alla settimana precedente (1,1%) Il tasso di occupazione in area medica al 28/02/2024 è pari all’ 1,9% (1.154 ricoverati), rispetto al 2,1% (1.311 ricoverati) del 21/02/2024. Il tasso di occupazione in terapia intensiva al 28/02/2024 è pari allo 0,5% (45 ricoverati), rispetto allo 0,6% (51 ricoverati) del 21/02/2024.


“Il dato della decrescita si è ormai standardizzato come ampiamente previsto – afferma Francesco Vaia, Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute – . Il ministero della Salute è al lavoro sulla prevenzione come attrice del cambiamento possibile, a partire dal rilancio degli screening alla sensibilizzazione sull’adozione di stili di vita corretti e salutari, anche attraverso un’alleanza sempre più forte tra sanità, scuola e famiglia”.

Papa: oggi il pericolo più brutto è l’ideologia del gender

Papa: oggi il pericolo più brutto è l’ideologia del genderCittà del Vaticano, 1 mar. (askanews) – “Oggi il pericolo più brutto è l’ideologia del gender, che annulla le differenze”. Lo ha detto stamane Papa Francesco nelle poche parole che ha pronunciato nel corso di un incontro in Vaticano con i partecipanti al Convegno Internazionale “Uomo-Donna immagine di Dio. Per una antropologia delle vocazioni”. Francesco, che hadetto di avere ancora i postumi della sindrome influenzale che gli impedisce di parlare a lungo, ha fatto leggere il suo testo, come fatto mercoledì dirante l’udienza generale ad un suo collaboratore, a mons. Filippo Ciampanelli.


Ma parlando a braccio ha voluto sottolineare l’importanza “che ci sia questo incontro, questo incontro fra uomini e donne”, ha detto. Parlando poi del gender, ha ricordato: “ho chiesto di fare studi a proposito di questa brutta ideologia del nostro tempo, che cancella le differenze e rende tutto uguale; cancellare la differenza è cancellare l’umanità. Uomo e donna, invece, stanno in una feconda ‘tensione’”.


“Io ricordo – ha quindi adetto – di aver letto un romanzo dell’inizio del Novecento, scritto dal figlio dell’Arcivescovo di Canterbury: ‘The Lord of the World’. Il romanzo parla del futuribile ed è profetico, perché fa vedere questa tendenza di cancellare tutte le differenze. È interessante leggerlo, se avete tempo leggetelo, perché lì ci sono questi problemi di oggi; è stato un profeta quell’uomo”, ha aggiunto il Papa ricvolgendosi ai presenti.