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Strage di Viareggio, Cassazione conferma responsabilità ma con possibili sconti di pena. Moretti non andrà in carcere

Strage di Viareggio, Cassazione conferma responsabilità ma con possibili sconti di pena. Moretti non andrà in carcereRoma, 15 gen. (askanews) – La Cassazione ha confermato “le responsabilità penali e civili già accertate per il disastro verificatosi in Viareggio il 29 giugno 2009”. Lo spiega la Suprema corte in una nota diffusa dopo la lettura del dispositivo di sentenza sul disastro ferroviario.

E’ stato però disposto un appello ter per le attenuanti: annullamento con rinvio limitatamente alle attenuanti generiche per una rideterminazione della pena. Questa la decisione della Cassazione per l’ex amministratore delegato di Rfi e delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, per la strage di Viareggio. I giudici della III sezione della Suprema corte hanno di fatto deciso un terzo processo di appello da celebrarsi a Firenze, il che potrebbe portare ad uno sconto di pena, fino ad un terzo, per diversi imputati tra cui proprio Moretti. In particolare, i giudici della III sezione della Cassazione in “parziale accoglimento del ricorso degli imputati Andrea Schröter Andreas, Kriebel Uwe, Paolo Pizzadini, Daniele Gobbi Frattini, Moretti Mauro, Michele Mario Elia, Ranier Kogelheide, Peter Linowski, Johannes Mansbart, Roman Mayer, Mario Castaldo, Helmut Brödel” hanno “annullato la sentenza emessa dalla Corte di appello di Firenze il 30 giugno 2022, limitatamente all’entità della riduzione di pena inflitta a tali imputati per le circostanze attenuanti generiche, che era stata determinata in un nono dalla Corte di appello, con rinvio, per nuovo giudizio sul punto, ad altra sezione della Corte di appello di Firenze”. I giudici della III sezione della Cassazione hanno comunque riconosciuto “le responsabilità penali e civili già accertate per il disastro verificatosi in Viareggio il 29 giugno 2009”. Le aziende citate come responsabili sono Trenitalia, Ferrovie dello Stato, Rete ferroviaria italiana e Cima riparazioni. La tragedia in cui persero la vita 32 persone, avvenne il 29 giugno del 2009, quando un treno merci partito da Trecate, in Piemonte, e diretto a Gricignano, in Campania, deragliò poco dopo aver superato la stazione ferroviaria di Viareggio.

“Il ricalcolo della pena evita il rischio degli arresti per l’ingegner Moretti. Il carcere non lo rischia sicuramente: la riduzione della pena che potrebbe essere comminata a Firenze la farà scendere, non sarà più pari a cinque anni”, ha detto l’avvocato Ambra Giovene, che guida il collegio di difesa dell’ex amministratore delegato di Fs ed Rfi. La penalista ha spiegato dopo la sentenza della Cassazione: “Rimane la responsabilità che viene acclarata. Vedremo le motivazioni. Rimaniamo molto insoddisfatti rispetto all’esito conclusivo di questa vicenda perché ovviamente si rifiuta di trattare un compendio probatorio che è tutto a vantaggio dell’ingegnere Moretti perché sono profondamente convinta che è questo che emerge dagli atti del processo”. L’avvocato Giovene ha poi sottolineato: “Negli atti del processo non c’è una responsabilità dell’ingegner Moretti”. “L’unica cosa che abbiamo capito è che sono state riconosciute le responsabilità. Ora però vogliamo capire bene con i nostri avvocati il dispositivo della sentenza”, ha detto Marco Piagentini, presidente di “Il mondo che vorrei”, l’associazione dei familiari delle vittime della strage ferroviaria.

Sparatoria Corviale, morto un italiano di 33 anni

Sparatoria Corviale, morto un italiano di 33 anniRoma, 15 gen. (askanews) – Nell’agguato armato avvenuto poco dopo le 19,30 nella zona di Corviale a Roma, in largo Edoardo Tabacchi/via Ettore Ferrari, è rimasto ucciso uno dei due uomini centrati da colpi d’arma da fuoco. Lo fanno sapere i Carabinieri. L’uomo deceduto era stato colpito al torace, si tratta di un cittadino italiano di 33 anni. L’altro, un cittadino italiano di 30 anni è stato portato al San Camillo, è ferito ad una gamba ma secondo quanto riferisce la nota non è in condizioni critiche.

Sul posto i Carabinieri del Nucleo Investigativo di via In Selci per i rilievi tecnico scientifici. Si attende l’arrivo del magistrato e del medico legale.

Regali in cambio di appalti, a Pozzuoli “disinvolto malaffare”

Regali in cambio di appalti, a Pozzuoli “disinvolto malaffare”Napoli, 15 gen. (askanews) – Regali, soldi e altri vantaggi in cambio di appalti al Rione Terra di Pozzuoli, rocca che domina l’omonimo golfo e antico cuore pulsante della città flegrea alle porte di Napoli, sgomberata gli scorsi decenni a causa del bradisismo e da qualche anno tornata ai vecchi splendori per una serie di ristrutturazioni e opere di riqualificazione. E’ quanto emerso nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla procura partenopea e condotta dalla polizia e dalla Guardia di finanza che ha portato all’esecuzione di 11 misure cautelari disponendo il carcere per l’ex sindaco Vincenzo Figliolia, l’ex dirigente nazionale del Pd, ex assessore e dirigente della Regione Campania, Nicola Oddati, l’ex presidente dell’Enit Giorgio Palmucci e l’imprenditore Salvatore Musella. Al centro delle indagini l’affidamento delle opere utili alla valorizzazione del Rione Terra e alla sua promozione turistico-culturale e la realizzazione di un complesso ricettivo, nella forma del cosiddetto albergo diffuso, oltre ad attività commerciali, locali per la ristorazione e botteghe di artigiani. Una gara che, secondo quanto ipotizzato da chi ha condotto l’inchiesta, sarebbe stata falsata per agevolare alcuni degli indagati, aiutati da politici e amministratori pubblici. Quello che è emerso è “uno spaccato di disinvolto malaffare radicato intorno al Comune di Pozzuoli e in altri luoghi per assicurare corsie preferenziali nell’aggiudicazione di appalti pubblici”, scrive il gip di Napoli Antonio Baldassarre nell’ordinanza. Secondo quanto ricostruito dalla procura di Napoli e condiviso dal gip, si sarebbe creato un “comitato di affari” che si sarebbe “adoperato per organizzare tutte le attività necessarie per far aggiudicare la concessione del Rione Terra”, in una logica “assolutamente funzionale a far ottenere la concessione alla cordata creata da Musella e, infine, gestire le procedure di gara, il suo sviluppo e i suoi esiti, il tutto sempre nella medesima logica”. Secondo l’ipotesi accusatoria, Figliolia, allora sindaco, avrebbe ricevuto la promessa di somme di denaro e dell’assunzione di persone a lui gradite nelle società di Musella che voleva aggiudicarsi la concessione “ad ogni costo”. L’imprenditore, secondo il gip, “si era adoperato con ogni mezzo per avvicinare i vertici dell’ente locale comunale e assicurarsene in questo modo la collaborazione”. Dall’ordinanza si evince che Palmucci, invece, si sarebbe adoperato per cercare potenziali partner ‘amici’ da affiancare alla società vincitrice mentre Oddati era considerato una sorta di “fiduciario” di Musella nella ricerca di “relazioni e contatti illeciti”. L’imprenditore sarebbe stato pronto “a pagare sia delle somme periodiche in denaro” all’ex dirigente dem sia ad “assecondare ogni sua richiesta, dalle automobili ai soggiorni alberghieri, dai conti del sarto ai lavori a casa della compagna”.

La Procura di Roma chiede la condanna a 18 anni del capitano Walter Biot accusato di spionaggio

La Procura di Roma chiede la condanna a 18 anni del capitano Walter Biot accusato di spionaggioRoma, 15 gen. (askanews) – Condannare a 18 anni di reclusione Water Biot, il capitano di fregata accusato di aver dato documenti segreti ad un funzionario russo in cambio di 5mila euro. Questa la richiesta del pm Gianfederica Dito della Procura di Roma davanti al giudici della corte d’assise della Capitale. Biot per questa vicenda venne arrestato il 30 marzo 2021. Al tribunale militare Biot è stato già condannato in primo grado a 30 anni. Nel filone davanti alla magistratura ordinaria, che si svolge a porte chiuse, a Biot sono contestate le accuse di spionaggio, rivelazione di notizie che per la sicurezza nazionale dovevano rimanere segrete e corruzione.

Papa: “Non penso alle dimissioni. No alla guerra, distrugge”

Papa: “Non penso alle dimissioni. No alla guerra, distrugge”Roma, 14 gen. (askanews) – “Come sto? Mi viene da dirti: ancora vivo”. Risponde così il Papa intervenendo da Fabio Fazio alla trasmissione “Che tempo che fa” sul Nove e in streaming su discovery+.

Le dimissioni? “Non è nè un pensiero, nè una preoccupazione, nè un desiderio. È una possibilità aperta a tutti i Papi – ha sottolineato Bergoglio – ma per il momento non è al centro dei miei pensieri. Quando non ce la farò più sarà il momento di pensarci”. Poi l’appello alla pace: “La guerra distrugge, la guerra uccide”, ripete con forza. “La guerra è un’opzione egoistica. È il gesto di prendere per sé. La pace è il contrario, tende la mano all’altro”. “Le guerre non sono finite dopo la seconda guerra mondiale. Ora ce ne sono due vicino a noi, in Ucraina e in Medio Oriente – ha proseguito il Pontefice -. Dietro le guerre c’è il commercio delle armi. In questo momento gli investimenti che danno più soldi sono le fabbriche delle armi: investire per uccidere. Questa è una realtà”.

Papa Francesco: la guerra è in se stessa è un crimine contro l’umanità

Papa Francesco: la guerra è in se stessa è un crimine contro l’umanitàRoma, 14 gen. (askanews) – “Oggi la guerra è in se stessa un crimine contro l’umanità. Dobbiamo educare per la pace”. E’ l’ennesimo appello del Papa per deporre le armi in ogni angolo della terra. Lo ha rivolto al termine dell’Angelus in piazza San Pietro. “Non dimentichiamo quanti soffrono la crudeltà della guerra in tante parti del mondo specialmente in Ucraina, in Palestina e in Israele – ha aggiunto il Papa al termine della recita dell’Angelus a piazza San Pietro -. All’inizio dell’anno ci siamo scambiati auguri di pace ma le armi hanno continuato ad uccidere e distruggere. Preghiamo affinchè quanti hanno potere, riflettano sul fatto che la guerra non è la via per risolvere i conflitti, perché semina morte tra civili”, ha concluso il Pontefice.

 

Anpi: Ilaria Salis detenuta in modo disumano in Ungheria

Anpi: Ilaria Salis detenuta in modo disumano in UngheriaRoma, 14 gen. (askanews) – “Non possiamo rimanere indifferenti davanti al caso di Ilaria Salis, detenuta in custodia cautelare in Ungheria e sottoposta a trattamenti incivili da quasi un anno, che versa in condizioni fisiche e psichiche insopportabili. Si proclama innocente per un reato minore – avrebbe provocato lesioni guaribili in 5 e 8 giorni -, per il quale rischia fino a 16 anni di detenzione, ma è costretta ad attendere la celebrazione del processo che dovrebbe finalmente iniziare a fine mese, il 24 gennaio”. Così denuncia in una nota Fabrizio De Sanctis, della segreteria nazionale Anpi.

“Non sono state e non sono tuttora rispettate le più elementari misure di rispetto per la dignità umana e l’igiene personale, come si apprende dalla stampa: costretta a mangiare con le mani, con cimici, scarafaggi, topi in cella. Il ministro della giustizia Carlo Nordio si è limitato a generiche assicurazioni sul caso Ilaria Salis durante il question time”.

M.O., manifestazione a Roma: immediato cessate il fuoco

M.O., manifestazione a Roma: immediato cessate il fuocoRoma, 13 gen. (askanews) – “Mai più apartheid, Palestina libera, Israele assassina”. Questo lo slogan che viene scandito in via dei Fori Imperiali, a Roma nella prima manifestazione del nuovo anno a 100 giorni dai fatti dei 7 ottobre, dalla “tragedia di Gaza”. Sui cartelli o nei volantini non si legge delle vittime israeliane, degli oltre 130 ostaggi che sono ancora nelle mani di Hamas.

Vito Scalisi, presidente di Arci Roma, sventola la bandiera della pace della Palestina. “Dal 7 ottobre si sta assistendo ad una escalation di morte. Le armi devono fermarsi. Israele deve rispettare gli organismi internazionali e l’Onu”. Su un cartellone si spiega: “Gaza è ormai ridotta a un cumulo di macerie. Oltre 23.000 (quasi 10.000 le/i bambine/i) le vittime palestinesi, più di 40 strutture sanitarie distrutte, oltre 2 milioni di persone abbandonate nella morsa del freddo, della fame e delle malattie”. Maya Issa, presidente del Movimento studenti palestinesi in Italia, spiega: “Abbiamo organizzato questa manifestazione per continuare a dire basta al genocidio che è in corso a Gaza ormai da 100 giorni e non solo perché quei 100 giorni vanno contestualizzati nella storia, quindi è una denuncia anche a 75 anni di occupazione. Appoggiamo inoltre l’iniziativa che ha preso il Sud Africa che ha portato per la prima volta nella storia Israele davanti al Tribunale di giustizia internazionale, dove speriamo che Israele venga finalmente processata e condannata per i crimini commessi contro l’umanità”.

Lgbt, il Papa: benedizione alle persone non alle organizzazioni

Lgbt, il Papa: benedizione alle persone non alle organizzazioniRoma, 13 gen. (askanews) – Il provvedimento sulle benedizioni delle coppie gay riguarda “le persone, non le organizzazioni”. Lo ha chiarito papa Francesco all’incontro a porte chiuse con il clero romano: “Rispondendo a sollecitazioni di un cardinale africano – ha riferito il cardinale Angelo De Donatis, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, a Rai News 24 – il pontefice ha chiarito la situazione: l’intenzione del provvedimento è quella della benedizione alle persone”.

Papa Francesco: vecchiaia e malattia spesso vissute nell’abbandono

Papa Francesco: vecchiaia e malattia spesso vissute nell’abbandonoCittà del Vaticano, 13 gen. (askanews) – “Anche nei Paesi che godono della pace e di maggiori risorse, il tempo dell’anzianità e della malattia è spesso vissuto nella solitudine e, talvolta, addirittura nell’abbandono. Questa triste realtà è soprattutto conseguenza della cultura dell’individualismo, che esalta il rendimento a tutti i costi e coltiva il mito dell’efficienza, diventando indifferente e perfino spietata quando le persone non hanno più le forze necessarie per stare al passo. Diventa allora cultura dello scarto, in cui ½le persone non sono più sentite come un valore primario da rispettare e tutelare, specie se povere o disabili, se “non servono ancora” – come i nascituri -, o “non servono più” – come gli anziani». Lo scrive papa Francesco nel Messaggio in occasione della XXXII Giornata Mondiale del Malato che ricorre l’11 febbraio.

“Questa logica – osserva – pervade purtroppo anche certe scelte politiche, che non riescono a mettere al centro la dignità della persona umana e dei suoi bisogni, e non sempre favoriscono strategie e risorse necessarie per garantire ad ogni essere umano il diritto fondamentale alla salute e l’accesso alle cure. Allo stesso tempo, l’abbandono dei fragili e la loro solitudine sono favoriti anche dalla riduzione delle cure alle sole prestazioni sanitarie, senza che esse siano saggiamente accompagnate da una “alleanza terapeutica” tra medico, paziente e familiare”.