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Scontro tra pullman e ambulanza in galleria a Urbino: 4 morti

Scontro tra pullman e ambulanza in galleria a Urbino: 4 mortiMilano, 27 dic. (askanews) – E’ di quattro morti il tragico bilancio dello scontro tra un pullman e un’ambulanza nella galleria della Statale 73 bis che collega Urbino a Fermignano (Pesaro e Urbino).

Secondo quanto riferito dalla polizia, le vittime sono tre sanitari e il paziente che si trovavano a bordo del mezzo di soccorso che, dopo l’impatto, ha preso fuoco. Ferito lievemente l’autista del bus, mentre due bambini di tre e otto anni sono stati trasportati in ospedale a scopo precauzionale perché sotto choc e con qualche escoriazione.

E’ morta la pensionata colpita da un malore dopo la maxi-bolletta

E’ morta la pensionata colpita da un malore dopo la maxi-bollettaGenova, 27 dic. (askanews) – E’ morta Caterina Giovinazzo, la pensionata di 88 anni di Camporosso, in provincia di Imperia, colpita da un malore dopo aver ricevuto per errore una bolletta dell’acqua da 15.399 euro. Ad ammettere lo sbaglio nella lettura del contatore è stata la stessa Iren, la società che gestisce il servizio idrico nel Comune dell’estremo ponente ligure. La donna, dopo aver accusato il malore, era stata ricoverata all’ospedale Borea di Sanremo, dove è deceduta alla vigilia di Natale.

Povertà,Coldiretti-Ixè: niente regali per 7,5 milioni di italiani

Povertà,Coldiretti-Ixè: niente regali per 7,5 milioni di italianiRoma, 26 dic. (askanews) – Niente regali quest’anno per 7,5 milioni di italiani che non hanno fatto doni per scelta o perché costretti a destinare il budget ad altre spese più urgenti. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixe’ nel giorno in cui tradizionalmente si scartano i pacchetti sotto l’albero per i quali sono stati spesi in media 189 euro a testa, grazie pure al “tesoretto” delle tredicesime.

“Non confondiamo la festa con il consumismo” ha detto Papa Francesco in riferimento alle Festività nell’invitare a “festeggiare in semplicita’, senza sprechi e condividendo con chi manca del necessario o manca di compagnia”. La punta dell’iceberg della situazione di disagio in cui si trovano ancora in molti sono i 3,1 milioni di persone che nel 2023 sono stati addirittura costretti a chiedere aiuto per il cibo da mangiare, sulla base delle stime Coldiretti sui dati sugli aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead. Un’emergenza sociale – sottolinea Coldiretti – con il numero dei bambini sotto i 15 anni bisognosi di assistenza per mangiare che ha superato quota 630mila, praticamente un quinto del totale degli assistiti, ai quali vanno aggiunti 356 mila anziani sopra i 65 anni ma ci sono anche oltre 90mila senza dimora che vivono per strada, in rifugi di emergenza, in tende o anche in macchina e quasi 34mila disabili. Fra i nuovi poveri – continua la Coldiretti – ci sono anche coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività colpite dal balzo dei costi dell’energia con il caro bollette.

La stragrande maggioranza di chi è stato costretto a ricorrere agli aiuti alimentari – sottolinea Coldiretti – lo fa attraverso la consegna di pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri che, per vergogna, prediligono questa forma di sostegno piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli. Contro la povertà – ricorda la Coldiretti – è cresciuta la solidarietà che si è estesa dalle organizzazioni di volontariato alle imprese e ai singoli cittadini, con quasi la metà degli italiani (44%) che quest’anno per Natale ha deciso di partecipare ad iniziative di beneficenza, secondo Coldiretti/Ixe’. Un esempio è l’esperienza della spesa sospesa di Campagna Amica con i mercati contadini in tutta Italia dove è possibile sostenere le famiglie in difficoltà sul modello dell’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso i cittadini che acquistano nei mercati e nelle fattorie di Campagna Amica o che ricevono la spesa a domicilio possono decidere di donare prodotti alimentari alle famiglie più bisognose che potranno portare in tavola generi alimentare Made in Italy, di qualità e a km zero che verranno consegnate ai bisognosi in accordo con i Comuni.

Un’esperienza grazie alla quale sono stati raccolti oltre 10 milioni di chili di frutta, verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, vino e olio 100% italiani, di alta qualità e a chilometri zero, donati ai più bisognosi. Ma in molti mercati contadini – conclude la Coldiretti – si lasciano anche i prodotti freschi invenduti a organizzazioni caritatevoli che passano a prenderli per utilizzarli nelle mense.

Alimenti e vestiti regali Natale 2023 più gettonati ma 7,2% non ne fa

Alimenti e vestiti regali Natale 2023 più gettonati ma 7,2% non ne faRoma, 26 dic. (askanews) – Primi bilanci sulla stagione 2023 dei regali di Natale 2033. L’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ha calcolato un aumento medio dei costi dei prodotti tipici e dei regali +10,2% rispetto al 2022. La spesa media, tra chi ha effettauto acquisti è stata di 169 euro pro capite: un dato pressoché invariato rispetto allo scorso anno.

Nonostante i molti rincari, registrati soprattutto per gli addobbi, o regali tecnologici, i viaggi e i prodotti alimentari (come si evince dalla tabella con la classifica dei rincari) e malgrado siano ancora tante le famiglie che si trovano in situazioni di difficoltà economica, gli italiani non rinunceranno del tutto ai regali di Natale, specialmente quelli per i più piccoli. I settori in cui si concentrano i consumi natalizi sono l’abbigliamento (che perde leggermente terreno rispetto allo scorso anno, -1,4%) e l’alimentazione (che invece registra una crescita delle preferenze del +1,9%). Reggono il settore dell’elettronica, dell’editoria e dei giocattoli, da sempre molto gettonati in queste occasioni, mentre è in crescita il settore della cura della persona e delle gift card (presso negozi, profumerie, piattaforme di contenuti o piattaforme di acquisto online).Molto apprezzati anche i regali fai da te, prodotti rispettando l’ambiente o realizzati con materiali riciclati. Fa riflettere che però e la percentuale di cittadini che non ha fatto alcun regalo si attesta al +7,2%. Per quanto riguarda le modalità di acquisto, canale preferenziale è stato l’e-commerce, privilegiato dal 72% degli acquirenti più giovani, seguito dai negozi della propria città. Per i regali nel settore alimentare si privilegiano gli acquisti presso negozi di vicinato o punti vendita che commercializzano prodotti tipici e a km0.Circa il 68%, infine, di chi ha approfittato del Black Friday, inoltre, lo ha fatto anticipando l’acquisto dei regali di Natale.

Natale, il Papa: non confondiamo la festa con il consumismo. Pensiamo alla Palestina, a Israele, all’Ucraina

Natale, il Papa: non confondiamo la festa con il consumismo. Pensiamo alla Palestina, a Israele, all’UcrainaRoma, 24 dic. (askanews) – “Non confondiamo la festa con il consumismo”, lo ha detto Papa Francesco dopo l’Angelus domenicale, alla Vigilia di Natale.

“A tutti voi auguro buona domenica, una vigilia di Natale nella preghiera, nel calore degli affetti e nella sobrietà. Permettetemi una raccomandazione, non confondiamo la festa con il consumismo. Si può e e si deve, come cristiano, festeggiare in semplicità. Senza sprechi e condividendo con chi manca del necessario o manca di compagnia”, ha sottolineato Papa Francesco, che ha inoltre chiesto di pensare a chi sta soffrendo per la guerra: “Siamo vicini ai nostri fratelli e sorelle che soffrono per la guerra. Pensiamo alla Palestina, Israele, l’Ucraina. Pensiamo anche a coloro che soffrono per la miseria, la fame, le schiavitù. Il Dio che ha preso per sè un cuore umano infonda umanità nel cuore degli uomini. E per favore non dimenticatevi di pregare per me”.

Caso Ferragni, la procura di Milano indaga anche sulle uova di Pasqua

Caso Ferragni, la procura di Milano indaga anche sulle uova di PasquaMilano, 22 dic. (askanews) – Dopo il caso del pandoro, la procura di Milano indaga (un’indagine esplorativa senza indagati né ipotesi di reato) anche sulle uova di Pasqua griffate da Chiara Ferragni. “Va a segno anche il secondo esposto presentato dal Codacons a 104 procure della Repubblica di tutta Italia”, afferma l’associazione dei consumatori, che nei giorni scorsi aveva presentato un nuovo esposto sulla uova di cioccolato di solidarietà, commentando la seconda indagine aperta dai pm di Milano.

Il Codacons, a nome di tutti i consumatori italiani danneggiati, è pronto a costituirsi “parte offesa nelle indagini aperte dalla magistratura, passo indispensabile per avviare l’iter sui risarcimenti che Chiara Ferragni e i soggetti che saranno ritenuti responsabili di eventuali illeciti dovranno corrispondere agli utenti coinvolti”.L’associazione lancia inoltre un appello a tutte le aziende che hanno attualmente rapporti di sponsorizzazione con l’influencer, chiedendo di “disdire i contratti in essere al pari di quanto fatto dalla società Safilo, dimostrando così attenzione e sensibilità verso i consumatori e il delicato tema della beneficenza”.

Ieri Safilo Group ha comunicato in una nota “l’interruzione dell’accordo di licenza per il design, la produzione e la distribuzione delle collezioni eyewear a marchio Chiara Ferragni”, dando solo una generica motivazione: “A seguito di violazione di impegni contrattuali assunti dalla titolare del marchio”. 

Caso Ferragni, Assocomunicatori: servono regole per gli influencer

Caso Ferragni, Assocomunicatori: servono regole per gli influencerRoma, 22 dic. (askanews) – “La vicenda di Chiara Ferragni obbliga tutti, non solo quindi il mondo della comunicazione e il commercio in genere, a una profonda riflessione di carattere principalmente etico in merito alla responsabilità degli influencer nei confronti del pubblico di riferimento”. Lo afferma in una nota Domenico Colotta, presidente di Assocomunicatori, in merito alla vicenda Ferragni-Pandoro Balocco. “A questo punto, non è più rinviabile una regolamentazione giuridica della figura degli influencer, volta a dare un’efficace tutela ai professionisti che svolgono tale attività con serietà, e in grado di garantire ai consumatori una comunicazione pubblicitaria trasparente e ispirata a principi etici. L’attuale far west normativo – continua Colotta – sta creando modelli che non possono essere da esempio per le giovani generazioni”.

Sale la curva dei contagi per il Covid-19, Rt in crescita. In una settimana 425 deceduti

Sale la curva dei contagi per il Covid-19, Rt in crescita. In una settimana 425 decedutiRoma, 22 dic. (askanews) – Sale la curva dei contagi per il Covid-19. In merito all’andamento della situazione epidemiologica – si spiega dal ministero della salute e dall’Istituto superiore di sanità – si specifica che nella settimana compresa tra il 14 e il 20 dicembre 2023 si registrano: 60.440 nuovi casi positivi con una variazione di +7,2% rispetto alla settimana precedente (n: 56.404) 425 deceduti con una variazione di +34,5% rispetto alla settimana precedente (n: 316) 323.844 tamponi effettuati con una variazione di +15,9% rispetto alla settimana precedente (n: 279.323) Tasso di positività del 18,7% con una variazione di -1,5% rispetto alla settimana precedente (20,2%).

Il tasso di occupazione in area medica relativo al 20/12/2023 è pari all’11,8% (7.360 ricoverati) rispetto all’11,9% (7.426 ricoverati) del 13/12/2023. Il tasso di occupazione in terapia intensiva relativo al 20/12/2023 è pari al 3,1% (276 ricoverati), rispetto al 2,7% (240 ricoverati) del 13/12/2023. “I dati confermano una sostanziale stabilizzazione della curva epidemica. Indicano, altresì, che soprattutto nelle Regioni che hanno promosso maggiormente la campagna di vaccinazione e di protezione dei fragili l’andamento è in diminuzione. Si mantiene sotto la soglia epidemica l’indice di trasmissibilità e, soprattutto, contenuto il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva ed in area medica”. Così ha detto il direttore generale della prevenzione sanitaria del ministero della salute, Francesco Vaia.

Istat: gli italiani sono indietro sulla media Ue in competenze digitali

Istat: gli italiani sono indietro sulla media Ue in competenze digitaliRoma, 20 dic. (askanews) – Nel 2023 in Italia la quota di persone tra i 16 e i 74 anni che dispone di competenze digitali almeno di base si attesta al 45,7%, valore stabile rispetto al 2021, ma sotto la media europea del 55,5%. E’ quanto rileva l’Istat nel suo report 2023 su cittadini e Ict, ricordando che l’obiettivo target Ue fissato per il 2030 è che l’80% di cittadini (utenti di Internet negli ultimi tre mesi e tra i 16 e i 74 anni) possegga competenze digitali almeno di base.

Nel nostro Paese, come in altri Paesi europei, le competenze digitali sono caratterizzate da forti divari associati alle caratteristiche socio-culturali della popolazione, afferma l’istituto. Nel 2023 il 61,7% dei ragazzi di 20-24 anni residenti in Italia che ha usato Internet negli ultimi 3 mesi ha competenze digitali almeno di base. Tale quota decresce rapidamente con l’età per arrivare al 42,2% tra i 55-59enni e ad attestarsi al 19,3% tra le persone di 65-74 anni. Questo livello di competenze risulta caratterizzato da una forte disparità a favore degli uomini, che nel nostro Paese è di 3,1 punti percentuali. Va però evidenziato che almeno fino ai 34 anni di età si registra un vantaggio femminile per poi invertire il segno a partire da 45 anni.

Le competenze digitali sono ancora prerogativa delle persone con titolo di studio elevato. Infatti, il 77,6% delle persone di 25-54 anni con istruzione terziaria ha competenze digitali almeno di base. La quota scende al 26,4% sempre in riferimento alle persone della stessa coorte ma con titolo di studio basso (fino alla licenza media). Differenze sensibili si riscontrano anche considerando la condizione occupazionale. In Italia, il divario tra gli occupati che hanno usato internet negli ultimi tre mesi e che hanno competenze digitali almeno di base rispetto a chi è in cerca di occupazione è di 18 punti percentuali. Inoltre, osservando la posizione professionale degli occupati, emerge come gli operai presentino i livelli più bassi di competenza digitale, con una distanza di circa 34 punti percentuali rispetto a quella riscontrata tra direttivi, quadri e impiegati (71,6% contro 37,9%).

Dall’analisi delle singole regioni italiane emerge un forte gradiente tra Centro-nord e Mezzogiorno, con l’eccezione della Sardegna che si attesta attorno al valore medio. Le regioni in migliore posizione in questo ambito sono la Provincia Autonoma di Trento (56,5%), la Lombardia (53,1%), il Lazio (51,4%) e l’Emilia Romagna (51,3%). In fondo alla graduatoria si collocano la Calabria (32,2%) e la Campania (32,3%). Se si analizzano separatamente le cinque dimensioni in base alle quali è calcolato l’indicatore composito è possibile tracciare una mappa degli elementi di forza e debolezza nei livelli di competenza digitale dei cittadini residenti in Italia. Tra la popolazione di 16-74 anni che ha usato internet negli ultimi tre mesi il 79,8% ha competenze avanzate nel dominio della “Comunicazione e collaborazione”, il 60,6% in quello legato all’”Alfabetizzazione su informazioni e dati”, quasi la metà (49,9%) ha competenze avanzate nella “Risoluzione di problemi”. Nei domini “Creazione di contenuti digitali” e “Sicurezza” si registrano invece le quote più elevate di persone con nessuna competenza digitale, rispettivamente il 26,8% e il 27,9%.

Va evidenziato, inoltre, che rispetto al 2021 si registra un decremento di 1,3 punti percentuali per le competenze digitali avanzate nel dominio “Sicurezza”, per tutti gli altri invece si registrano incrementi significativi; in particolare, aumenta di 4 punti percentuali la quota di persone con competenze digitali avanzate nel dominio “Comunicazione e collaborazione” e di quasi 3 punti percentuali nel dominio “Risoluzione di problemi”.

Omicidio Saman Abbas: ergastolo ai genitori e 14 anni allo zio

Omicidio Saman Abbas: ergastolo ai genitori e 14 anni allo zioBologna, 19 dic. (askanews) – Ergastolo al padre e alla madre, 14 anni di carcere allo zio e assoluzione per i 3 cugini. E’ la sentenza di primo grado del tribunale di Reggio Emilia nell’ambito del processo per l’omicidio e la soppressione del cadavere di Saman Abbas, la 18enne di origini pakistane uccisa nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio 2021 a Novellara per essersi opposta a un matrimonio combinato. Il suo cadavere venne ritrovato dopo oltre un anno di ricerche, a metà novembre 2022, in un casolare vicino a casa, grazie alle indicazioni dello zio.

La Procura reggiana aveva chiesto condanne all’ergastolo per il padre Shabbar Abbas – che è detenuto nel carcere di Modena – e per la madre Nazia Shaheen – ancora latitante in Pakistan – e 30 anni per gli altri imputati (26 con le attenuanti generiche): lo zio della ragazza Danish Hasnain e i cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq, tutti detenuti. Il giudice alla fine ha confermato le richieste dei pm, ma ha stabilito che i cugini sono estranei ai fatti. Padre, zio e cugini erano tutti presenti oggi in aula per l’udienza conclusiva con le controrepliche delle difese. In mattinata il padre di Saman, arrestato in Pakistan un anno fa, nel novembre 2022, ha pronunciato dichiarazioni spontanee davanti al giudice per oltre un’ora e mezza. “Non sono un animale, anche io voglio sapere chi l’ha ammazzata” ha detto Shabbar Abbas che in aula ha parlato in italiano. “Ho sentito parlare di un matrimonio combinato, anche questo non è vero – ha spiegato tra le lacrime il padre -. Lei era contenta. Era una persone intelligente, forte” che però “diceva anche bugie”.

Critico anche verso l’altro figlio, che con le sue rivelazioni ha incolpato i familiari: “Ho sentito tante parole false che mi fanno sentire molto male – ha aggiunto Shabbar Abbas -. La sua lingua ha parlato, il suo cuore non ha parlato. Lui ha detto tutte le bugie”.