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Quattro le persone estratte vive dalla palazzina crollata a Torre del Greco

Quattro le persone estratte vive dalla palazzina crollata a Torre del GrecoRoma, 16 lug. (askanews) – Sono quattro le persone estratte vive dalle macerie di una palazzina di tre piani crollata a Torre del Greco, cittadina in provincia di Napoli. A quanto riferisce il quotidiano Il Mattino, le persone estratte vive sono state tutte trasportate in ospedale.

È in corso una riunione al municipio di Torre del Greco – sempre a quanto riporta il quotidiano – del Centro operativo comunale predisposto dal prefetto di Napoli, Claudio Palomba, per il coordinamento degli interventi legati al crollo della palazzina. Secondo Il Mattino, aumenta la speranza con il trascorrere del tempo che non ci siano altre persone intrappolate sotto le macerie della palazzina crollata, mentre alcuni testimoni avevano parlato della presenza di bambini. Al momento non ci sono dispersi che mancano all’appello, ma le verifiche sull’effettivo numero dei presenti all’interno dello stabile non si sono ancora concluse. La palazzina era abitata e, secondo informazioni trapelate, ci vivevano cinque nuclei familiari. Sul posto sono intervenute cinque squadre di vigili del fuoco e sono state attivate anche le squadre Usar (Urban, Search and Rescue), gli specialisti della ricerca e del soccorso tra le macerie, unità cinofile e mezzi per il movimento terra. Ancora da accertare le cause dell’accaduto.

Il crollo – ha precisato il quotidiano – è avvenuto in corso Umberto 61, nel pieno centro di Torre del Greco. Sul posto sono sopraggiunti anche i carabinieri e ovviamente le ambulanze. Nel crollo è rimasta ferita anche una bambina: stava passeggiando in strada su corso Umberto I insieme a un parente quando è stata investita dalle macerie. Ha riportato ferite non gravi ma è stata comunque trasportata all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli. Il traffico è stato bloccato in un ampio perimetro attorno alla zona del crollo. La prima estratta viva dalle macerie, una ragazza di 19 anni, è stata trasportata in ospedale con un’ambulanza accompagnata dagli applausi della folla.

Luigi Mennella, primo cittadino di Torre del Greco, era fuori città e sta rientrando; il suo vice, Michele Polese, si trova sul luogo del crollo insieme all’assessore alle Politiche sociali Maria Teresa Sorrentino. Quest’ultima sta predisponendo una rete di accoglienza per gli eventuali sfollati. È stata intanto rinviata la tradizionale, e molto seguita, processione religiosa per la Madonna del Carmine in programma in serata nella cittadina in provincia di Napoli. Lo ha comunicato don Mario Pasqua, parroco della chiesa del Carmine di Torre del Greco, la più vicina al luogo del crollo.

Crolla una palazzina a Torre del Greco, tre persone estratte vive

Crolla una palazzina a Torre del Greco, tre persone estratte viveRoma, 16 lug. (askanews) – Una palazzina di tre piani è crollata a Torre del Greco, cittadina in provincia di Napoli. A quanto riferisce il quotidiano Il Mattino, i soccorritori hanno estratto tre persone vive dalle macerie.

Alcuni testimoni hanno riferito che sotto le macerie del palazzo crollato ci sarebbero anche bambini e sono in corso le ricerche di una quarta persona. Sul posto sono intervenute cinque squadre di vigili del fuoco. Sono state attivate anche le squadre Usar, gli specialisti della ricerca e del soccorso tra le macerie, unità cinofile e mezzi per il movimento terra. Ancora da accertare le cause dell’accaduto. Il crollo – riporta il quotidiano – è avvenuto in corso Umberto 61, nel pieno centro di Torre del Greco. La palazzina era abitata e sul posto sono sopraggiunti anche i carabinieri.

Una bambina è rimasta ferita nel crollo del palazzo: stava passeggiando in strada su corso Umberto I insieme a un parente quando è stata investita dalle macerie. Ha riportato ferite non gravi ma è stata comunque trasportata all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sta seguendo l’andamento dei soccorsi per il crollo della Palazzina a Torre del Greco. Meloni – secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi – ha parlato con il comandante Vigili del Fuoco ed è costantemente tenuta al corrente della situazione.

E’ morto monsignor Luigi Bettazzi. Zuppi (Cei): grazie per la sua testimonianza

E’ morto monsignor Luigi Bettazzi. Zuppi (Cei): grazie per la sua testimonianzaRoma, 16 lug. (askanews) – “In occasione dell’Assemblea Generale della Cei, lo scorso maggio, abbiamo menzionato monsignor Bettazzi con quel senso di gratitudine che si deve ai padri, proprio come voleva essere chiamato. Nel dialogo con Papa Francesco, presentando i nuovi Vescovi e quelli emeriti, il pensiero è andato a lui in modo spontaneo, consci della sua saggezza e della sua paternità: ultimo padre italiano del Concilio”. Così il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ricorda monsignor Luigi Bettazzi, morto all’alba di oggi.

Per 33 anni Vescovo di Ivrea, per 17 Presidente di Pax Christi, è stato padre conciliare, promotore di pace e di dialogo con tutti. “Il cordoglio – afferma il cardinale – viene espresso da tutta la Chiesa in Italia. Personalmente, anche per due ragioni: in quanto pPresidente della Cei, ma anche come arcivescovo di Bologna, sede di cui Bettazzi è stato Vescovo ausiliare dal 1963 al 1966. Mentre affidiamo alla misericordia infinita del Padre la sua anima, rendiamo grazie per la sua testimonianza – si apprestava a celebrare il 77esimo anniversario di ordinazione sacerdotale e il 60esimo di episcopato – e per il suo impegno per il Concilio vissuto con libertà e amore per la Chiesa. Il sorriso, la gentilezza, la fermezza, l’ironia, la capacità di leggere la storia e di portare il messaggio di pace sono stati i suoi tratti essenziali. Quegli stessi tratti che ci lascia come eredità preziosa per camminare al fianco degli uomini e delle donne del nostro tempo”. Insieme all’invito da lui stesso più volte rilanciato, specialmente nel suo incarico attivo e propositivo in Pax Christi: “Dovremmo arrivare a farci tutti la mentalità di pace, mentre abbiamo tutti la mentalità della violenza. Dovremmo arrivare a far crescere anche nel popolo cristiano, direi prima di tutti in quello, la mentalità vera della pace contro ogni forma di violenza, come ha fatto Gesù”.

Ecco il decalogo del Ministero Salute per proteggersi da caldo

Ecco il decalogo del Ministero Salute per proteggersi da caldoRoma, 16 lug. (askanews) – In questi giorni di temperature elevate, il ministero della Salute raccomanda ai cittadini di attenersi alle regole per proteggersi dal caldo. Regole – ricorda una nota – consultabili sul portale istituzionale e attraverso i canali social: dieci semplici consigli utili a evitare conseguenze per la salute dell’ondata di calore.

La raccomandazione è sempre quella di evitare di uscire nelle ore più calde. È importante inoltre aiutare a proteggersi le persone più fragili e facilmente a rischio. È comunque indispensabile – prosegue il ministero – rivolgersi al proprio medico di famiglia in caso di necessità, se si è affetti da malattie croniche o si stanno seguendo delle cure. Anche gli animali domestici vanno protetti dal caldo con semplici accortezze. Ogni giorno, prosegue la nota, sono disponibili sul sito del ministero i bollettini caldo con i relativi livelli di rischio. Ecco il decalogo delle regole del Ministero della Salute: 1. Evitiamo di uscire nelle ore più calde: proteggiamo soprattutto bambini, anziani e persone fragili. 2. Proteggiamoci in casa e sui luoghi di lavoro, rinfrescando gli ambienti e rinnovando l’aria, schermando le finestre con tende che blocchino il passaggio della luce, ma non quello dell’aria. 3. Beviamo almeno un litro e mezzo di acqua al giorno: bere molta acqua e mangiare frutta fresca. Limitiamo il consumo di bevande con zuccheri aggiunti, caffe’ e alcolici. 4. Seguiamo sempre un’alimentazione corretta: consumare frutta e verdura di stagione, moderare il consumo di piatti elaborati ricchi di grassi, ridurre i condimenti, impiegare poco sale. 5. Facciamo attenzione alla corretta conservazione degli alimenti, rispettando la catena del freddo. 6. Vestiamoci con indumenti possibilmente chiari, di fibre naturali o che garantiscano la traspirazione, indossando cappelli leggeri per proteggere la testa dal sole, occhiali con filtri UV e schermi solari prima di esporci al sole. 7. Proteggiamoci dal caldo in viaggio: se siamo in auto ricordiamoci di areare l’abitacolo, evitando ove possibile le ore piu’ calde della giornata e tenendo sempre a portata una scorta d’acqua. Non lasciare mai neonati o animali nell’abitacolo dell’auto, neanche per brevi periodi. 8. Pratichiamo l’esercizio fisico nelle ore più fresche della giornata, se si fa attività’ fisica, ricordiamoci di bere molti liquidi e mangiare in modo corretto. 9. Offriamo assistenza a persone a maggiore rischio (anziani che vivono da soli, persone fragili e in difficolta’ etc.) e segnaliamo ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitano di intervento. 10. Ricordiamoci sempre di proteggere anche gli animali domestici: diamogli da bere molta acqua anche quando siamo in viaggio e facciamo soste in zone ombreggiate.

Il Papa: “Preghiamo per il caro popolo dell’Ucraina, che soffre tanto”

Il Papa: “Preghiamo per il caro popolo dell’Ucraina, che soffre tanto”Roma, 16 lug. (askanews) – Il “Signore abbia pietà di noi e liberi la famiglia umana dal flagello della guerra. In particolare preghiamo per il caro popolo ucraino, che soffre tanto”. Lo ha detto papa Francesco, parlando alla folla a Piazza San Pietro al termine dell’Angelus.

“Voglio ricordare che 80 anni fa, il 19 luglio del 1943, alcuni quartieri di Roma – specialmente San Lorenzo – furono bombardati e il papa venerabile Pio XII volle recarsi in mezzo al popolo sconvolto”, ha spiegato il Santo Padre, “Purtroppo anche oggi queste tragedie si ripetono: com’è possibile? Abbiamo perso la memoria?”. Il “Signore abbia pietà di noi e liberi la famiglia umana dal flagello della guerra”, ha concluso il pontefice, “In particolare preghiamo per il caro popolo ucraino, che soffre tanto”.

Sull’Italia inizia settimana di Caronte con tempesta di calore

Sull’Italia inizia settimana di Caronte con tempesta di caloreRoma, 16 lug. (askanews) – Da oggi inizia la settimana di Caronte, il potente anticiclone africano che, come il guardiano infernale dantesco, ci traghetterà nel cuore dell’estate. Con Caronte prenderà via un’autentica “hot storm”; una tempesta di calore eccezionale.

Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it non ha dubbi. La super fiammata di calore di Caronte ha tutte le carte in regola per poter battere alcuni record storici di caldo, come per esempio quello di Roma. La capitale d’Italia sta già boccheggiando con i 34-35°C di questi giorni, ma oggi dovrebbe raggiungere i 37°C, lunedì i 40°C e addirittura martedì 42-43°C; sarebbe dunque record (visto il precedente di 40°C). “Non a caso pure il Times”, continua Sanò, ”mi ha interpellato per chiedere informazioni sugli sviluppi su Roma definendola Infernal City”. Ma il gran caldo – si legge ancora sul comunicato de iLmeteo.it – picchierà duro anche sulle altre città; fino a 39-40°C sono attesi su tutta la Valpadana come a Bologna, Ferrara, Padova, Mantova, Pavia, Alessandria, “solo” 37°C a Milano ma con tassi di umidità stellari e latenza termica serale da record per via dell’Isola di calore urbano e con oltre 30°C che potranno perdurare fino a mezzanotte, 38-41°C anche al Centro-Sud come a Firenze, Perugia, Caserta, Bari, Catanzaro, Palermo. I picchi più alti però si raggiungeranno in Sardegna (fino a 47°C sulle zone interne meridionali, segnatamente a Decimomannu nel Cagliaritano), in Sicilia (45-46°C) e in Puglia (45°C a Foggia). Oltre al caldo intenso si dovranno fare i conti anche con l’elevato tasso di umidità che farà peggiorare le condizioni di disagio fisico.

Jovanotti ha avuto un incidente stradale a Santo Domingo, è in ospedale ma non è grave

Jovanotti ha avuto un incidente stradale a Santo Domingo, è in ospedale ma non è graveRoma, 16 lug. (askanews) – E’ finita male la vacanza a Santo Domingo per Jovanotti, vittima di un incidente stradale. Il cantante è caduto in bicicletta, è stato ricoverato prontamente in ospedale, dove hanno ricontrato diverse fratture. Non è grave.

A dare notizia dell’incidente è stato lo stesso cantante in un post pubblicato sul suo account ufficiale su Til Tok. “Mi sono rotto la clavicola e il femore in tre punti, mi fa malissimo – ha detto nel microfilmato pubblicato dal letto di ospedale – però ho trovato un ortopedico a santo Domingo e domani, forse lunedì mi operano….Sono qua sono vivo, sto bene mi hanno dato un antidolorifico. Stavo facendo un giro bellissimo, splendido – racconta ancora Jovanotti – in mezzo alle piantagioni di canna da zucchero. Devo dire che i dominicani mi hanno soccorso con moltissima cura…mi hanno visto e hanno chiamato l’ambulanza immediatamente, sono stati eccezionali”.

A Lampedusa è inarrestabile il flusso di arrivi di migranti

A Lampedusa è inarrestabile il flusso di arrivi di migrantiLampedusa , 15 lug. (askanews) – Sbarchi, salvataggi e hotspot di Lampedusa ancora una volta pieno. Solo nelle ultime ore, circa mille persone sono state recuperate in mare dalle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, 350 migranti solo nell’ultimo sbarco di questa notte. Tra loro circa 80 donne, 8 delle quali in stato di gravidanza avanzato. In questo periodo sono sempre più numerose le presenze sui barchini di bambini e minori, anche non accompagnati.

Nel recupero in mare di questa notte almeno 30 bambini (di cui due neonati), sono giunti nella più grande delle isole Pelagie. Nelle scorse ore si sono registrati anche tre sbarchi direttamente sulla spiagge della Guitgia, Cala Palme e Cala Madonna, prontamente intercettati dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza. Un’altra imbarcazione è stata recuperata nel Mediterraneo da una nave ONG che è stata dirottata direttamente in Sicilia, per non appesantire ulteriormente le presenze all’hotspot di Lampedusa.

Ondata di caldo record, 15 città da bollino rosso

Ondata di caldo record, 15 città da bollino rossoRoma, 15 lug. (askanews) – Ondata di caldo record, massime vicine ai 45 gradi. Quindici città da bollino rosso. “Da lunedì – informa 3bmeteo – si preannuncia una settimana di caldo anomalo sull’Italia per via di una eccezionale ondata di calore che stazionerà per più giorni sul Mediterraneo”. Secondo gli esperti “oltre l’intensità altra caratteristica sarà l’estensione del caldo anomalo; dalla Spagna orientale all’Italia, fino a toccare la Francia meridionale e i Balcani”, sottolinea Francesco Nucera di 3bmeteo.

“Le temperature – proseguono gli esperti – continueranno ad aumentare giorno dopo giorno ed entro metà settimana si potranno raggiungere valori eccezionali con punte anche di 42-45°C al Centro Sud. Sul 60% delle regioni potranno verificarsi i 40°C. Il caldo – continua Nucera – si avvertirà anche di notte. Non si escludono nuovi potenziali record di caldo”. “Farà caldo anche al Nord dopo i temporali degli ultimi giorni ma sarà meno intenso. Proprio a causa del prolungarsi dell’onda di calore e per l’assenza di ventilazione crescerà l’umidità; di conseguenza aumenterà il disagio corporeo per l’afa. Secondo le previsioni l’ondata di caldo dovrebbe attenuarsi in terza decade a partire dalle regioni settentrionali con temporali anche forti mentre si concentrerà via via al meridione”. “L’ondata di caldo fa parte di una serie di eventi intensi che stanno interessando in contemporanea l’emisfero nord – dice il meteorologo di 3bmeteo Francesco Nucera – quali le ondate di calore su Nord Africa, Usa meridionali, Medio Oriente e Asia meridionale, nonché le inondazioni su India, USA, Cina e Giappone. Queste particolari situazioni simultanee, che portano fenomeni estremi, si verificano più spesso e sono una conseguenza dei cambiamenti climatici. Dagli anni 2000 l’anticiclone africano è quasi una costante delle nostre estati tanto da averle cambiate rendendole molto più calde”, conclude l’esperto.

Ambiente, il Consiglio di Stato sospende l’abbattimento degli orsi JJ4 e MJ5

Ambiente, il Consiglio di Stato sospende l’abbattimento degli orsi JJ4 e MJ5Roma, 14 lug. (askanews) – Il Consiglio di Stato oggi ha accolto le richieste di sospensiva per l’abbattimento degli orsi JJ4 e MJ5. Questa decisione “dà fiducia e speranza a quanti si battono per la salvezza degli animali condannati a morte dalla Provincia autonoma di Trento. Siamo soddisfatti”. Lo scrivono Enpa, Leidaa e Oipa, che hanno presentato insieme uno dei ricorsi di associazioni animaliste trattati a palazzo Spada.

“Benché la questione resti sub judice nel merito – osservano le tre organizzazioni – ne escono rafforzate, le ipotesi alternative all’abbattimento, voluto con ossessiva tenacia, ma scarsi argomenti, dal presidente della PAT Fugatti, che sulla pelle degli orsi sta costruendo tutta la sua campagna elettorale per il voto del prossimo ottobre. La decisione odierna, però, esclude che Fugatti possa arrivare all’appuntamento con le urne da soddisfatto killer di plantigradi. Per abbattere degli orsi, animali di specie protetta e patrimonio dello Stato, uno dei quali, peraltro, già prigioniero e quindi non più pericoloso, non basta la semplice volontà politica di abbattere, sorretta dal tornaconto elettorale. Il Consiglio di Stato dice chiaramente: “Il provvedimento che dispone l’abbattimento dell’animale appare sproporzionato e non coerente con le normative sovrannazionali e nazionali che impongono l’adeguata valutazione di misure intermedieà si può ricorrere alla misura più grave solo ove sia provata, nei l’impossibilità di adottare la misura meno cruenta”. E i magistrati aggiungono, significativamente: “Proprio in virtù delle lamentate carenze strutturali e nell’asserita situazione emergenziale, era compito dell’Amministrazione quello di valutare ogni misura intermedia tra la libertà e l’abbattimento dell’animale e, quindi, anche l’ipotesi del trasferimento in una struttura diversa da quelle di proprietà della Provincia, eventualmente anche fuori dal territorio nazionale, atteso che, contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa appellata e dal Collegio di primo grado, tale misura non presenta caratteristiche ‘extra ordinem’, trattandosi pur sempre di una forma di captivazione realizzata mediante esternalizzazione”.

Quindi “l’amministrazione potrà rivalutare – sussistendone i requisiti – le proposte provenienti dal mondo dell’associazionismo nell’ottica di valorizzazione delle forme di sussidiarietà orizzontale, nel rispetto dei vincoli della Costituzione”. Una pronuncia che mette in plastica evidenza tutte le carenze dell’istruttoria seguita dalla PAT e lascia ben sperare per il futuro degli orsi. MJ5, in particolare, fino alla pronuncia nel merito, potrà essere catturato, ma non abbattuto.