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Il caldo e i temporali nell’ultimo week-end di luglio

Il caldo e i temporali nell’ultimo week-end di luglioMilano, 28 lug. (askanews) – Dopo 3 settimane folli, bollenti, asfissianti, tempestose e violente, stop al caldo nordafricano e ai fenomeni estremi. Unico souvenir, unico ricordo di una fase di ovvio cambiamento climatico, qualche picco di 39 gradi nei prossimi giorni all’estremo Sud. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, conferma che torneremo a vivere l’estate di una volta, quella senza eccessi, con massime fino a 35-36 gradi e non fino a 45-48 gradi. L’ultimo weekend di luglio presenterà solo qualche timido tentativo di caldo nordafricano tra Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia con 39 gradi, ma sarà un veloce tentativo di ricordare il recente periodo bollente e durerà molto poco. Con l’inizio del mese di agosto le proiezioni meteo indicano infatti “estate mediterranea” per tutti: con “estate mediterranea” indichiamo una fase soleggiata, non troppo calda, tipica degli anni ’80, con un clima piacevole alternato a qualche temporale pomeridiano normale (non supercelle con grandinate pazzesche!); in sintesi torneremo ‘vintage con il clima del secolo scorso.

Nelle prossime ore il tempo sarà in prevalenza soleggiato salvo qualche passaggio nuvoloso al Nord e qualche breve acquazzone pomeridiano in montagna su Alpi, Prealpi e Appennino settentrionale, specie settore ligure. Le temperature massime raggiungeranno al massimo i 37°C in Sardegna e i 36°C in Sicilia, mentre sulla penisola le regioni più calde saranno Puglia e Basilicata con 34°C, altrove sono attesi valori ancora più bassi e quindi gradevoli per il periodo. Durante l’ultimo weekend di luglio, l’anticiclone nordafricano, come detto, proverà a tornare da noi portando il termometro fino a 39 gradi sulle Isole Maggiori: niente in confronto a quello che è successo nelle ultime settimane. Il tempo sarà bello e soleggiato al Centro-Sud, mentre al Nord sabato sera potrebbe arrivare un veloce fronte freddo instabile foriero di qualche temporale su Alpi, Prealpi e pianure adiacenti. Questi temporali del sabato sera potrebbero, se confermati, interessare la Pianura Padana settentrionale nella notte e fino alla domenica mattina, con qualche rovescio più intenso sul Triveneto: per il resto l’ultimo weekend di luglio ci regalerà condizioni meteo piacevoli. L’inizio del mese di agosto, con la suddetta estate mediterranea, vedrà un leggero calo delle temperature anche al Sud e qualche acquazzone in più al Nord; al Centro è prevista al momento anche una ventilazione più sostenuta da Ovest che mitigherà le temperature. Insomma, andremo verso un periodo meno estremo, ma con qualche movimento meteo non escluso. Intanto possiamo dire che “si stava meglio quando si stava peggio”, cioè “il passato a volte è meglio di quanto pensavamo”: lo scorso secolo non avevamo tutta la tecnologia ed il progresso attuale, ma la vita scorreva più tranquilla, meno caotica e soprattutto meno rovente e violenta dal punto di vista climatico. Vivevamo l’estate mediterranea senza eccessi termici e senza eventi estremi; per alcuni giorni torneremo al passato, meglio così.

Musumeci: nel catanese 15mila utenze sono senza elettricità

Musumeci: nel catanese 15mila utenze sono senza elettricitàMilano, 27 lug. (askanews) – La situazione sulle interruzioni di erogazioni di corrente elettrica registrate in Sicilia, il ministero della Protezione civile informa che “la situazione è in netto miglioramento rispetto ai giorni scorsi e che risultano oggi disalimentate meno di 15.000 utenze, concentrate prevalentemente in provincia di Catania, soprattutto nell’area Pedemontana etnea”. Lo ha detto il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, intervenuto alla Camera per un’informativa urgente sulle emergenze determinate dagli eventi calamitosi eccezionali dei giorni scorsi.

I danni provocati dal maltempo in Lombardia toccano i 168 milioni (ma la stima è in crescita)

I danni provocati dal maltempo in Lombardia toccano i 168 milioni (ma la stima è in crescita)Milano, 27 lug. (askanews) – “La stima dei danni da maltempo nella nostra Regione che ho anticipato martedì in Consiglio è stata già ampiamente superata ed è destinata a crescere. Ad oggi, infatti, i danni segnalati per il maltempo da parte di 117 enti hanno già superato i 168 milioni di euro, di cui 77,3 per il comparto pubblico e 91,4 per il comparto privato, nonostante manchino ancora le quantificazioni di numerosi Comuni, tra i quali la città di Milano e i centri dell’hinterland, tra i più duramente colpiti dalla grandinata di due giorni fa, che indubbiamente incideranno in modo significativo facendo lievitare l’entità dei danni”. Così in una nota l’assessore regionale alla Protezione Civile e Sicurezza della Regione Lombardia, Romano La Russa.

I Comuni hanno sette giorni di tempo per presentare a Regione Lombardia la prima stima dei danni subiti sul proprio territorio attraverso la compilazione della scheda sul portale regionale. Un flusso continuo di informazioni dal territorio che si sta aggiornando di ora in ora e sul quale sono al lavoro i tecnici della Protezione Civile, supportati da Aria. “Desidero ringraziare tutta la struttura della Protezione Civile regionale che si sta prodigando senza sosta in questi giorni complicati – ha sottolineato La Russa – i volontari, i sindaci, le Province e tutti gli operatori intervenuti senza dimenticare i nostri dirigenti e i tecnici stanno dando un apporto fondamentale per uscire dalla fase dell’emergenza”.

Ad oggi il territorio provinciale che ha segnalato il numero più consistente di danni, che superano i 64 milioni di euro, è Mantova, sferzata da una violenta grandinata già una settimana fa. Seguono i territori della provincia di Varese con una stima parziale dei danni attestata ad oltre 52 milioni di euro, poi quelli di Brescia con 22 milioni di euro e Como con quasi 13 milioni.

Clima, appello di 100 scienziati ai media: non parlate di ‘maltempo’

Clima, appello di 100 scienziati ai media: non parlate di ‘maltempo’Milano, 27 lug. (askanews) – “Il mese di giugno 2023 è stato, a livello globale, il più caldo da quando si registrano le temperature. Non sappiamo ancora quanti morti provocheranno le ondate di calore di questa estate, ma sappiamo quanti ne ha provocati il caldo intenso di quella scorsa: più di 60 mila nella sola Europa, 18 mila nel nostro Paese, il più colpito. Ondate di calore, alluvioni, siccità prolungate e incendi sono solo alcuni dei segnali dell’intensificarsi degli impatti dei cambiamenti climatici nei nostri territori. Tuttavia, i media italiani parlano ancora troppo spesso di ‘maltempo’ invece che di cambiamento climatico. Quando ne parlano, spesso omettono le cause e le relative soluzioni. È come se nella primavera del 2020 i telegiornali avessero parlato solo di ricoverati o morti per problemi respiratori senza parlare della loro causa, cioè del virus Sars-CoV-2, o della soluzione, i vaccini”. E’ l’appello lanciato da un centinaio di scienziati in una lettera aperta destinata ai media italiani: “Giornalisti, parlate delle cause della crisi climatica, e delle sue soluzioni. Omettere queste informazioni condanna le persone al senso di impotenza, proprio nel momento storico in cui è ancora possibile costruire un futuro migliore. È nostra responsabilità, come cittadini italiani e membri della comunità scientifica, avvertire chiaramente di ogni minaccia alla salute pubblica. Ed è dovere dei giornalisti difendere il diritto all’informazione e diffondere notizie scientifiche verificate”, si legge nella missiva firmata, tra gli altri, da Giorgio Parisi, Premio Nobel per la Fisica 202, Antonello Pasini, Primo ricercatore dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Cnr, Giorgio Vacchiano, Presidente del Climate Media Center Italia, Cristina Facchini (Cnr-Isac), Presidente della Società Italiana per le Scienze del Clima.

“Nel suo ultimo rapporto, il gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (IPCC) è chiarissimo su quali siano le cause principali del cambiamento climatico: le emissioni di gas serra prodotte dall’utilizzo di combustibili fossili. Ed è altrettanto chiaro su quali siano le soluzioni prioritarie: la rapida eliminazione dell’uso di carbone, petrolio e gas, e la decarbonizzazione attraverso le energie rinnovabili. È questa la strategia giusta per fermare l’aumento delle temperature, ed è tecnologicamente ed economicamente attuabile già oggi. A questo devono aggiungersi politiche di adattamento per proteggere persone e territori da quegli effetti del cambiamento climatico divenuti ormai irreparabili”, sostengono i firmatari della lettera che sottolineano: “Non parlare delle cause dei sempre più frequenti e intensi eventi estremi che interessano il nostro pianeta e non spiegare le soluzioni per una risposta efficace rischia di alimentare l’inazione, la rassegnazione o la negazione della realtà, traducendosi in un aumento dei rischi per le nostre famiglie e le nostre comunità, specialmente quelle più svantaggiate”. Perciò, conclidono i 96 scienziati, “invitiamo tutti i media italiani a spiegare chiaramente quali sono le cause della crisi climatica e le sue soluzioni, per dare a tutti e a tutte gli strumenti per comprendere profondamente i fenomeni in corso, sentirsi parte della soluzione e costruire una maggiore fiducia nel futuro. Siamo ancora in tempo per scegliere il nostro futuro climatico. Siamo ancora in tempo per scegliere un futuro sostenibile che metta al primo posto la sicurezza, la salute e il benessere delle persone, come previsto dagli obiettivi europei di riduzione delle emissioni del 55% al 2030 e di neutralità climatica al 2050. Possiamo farlo anche grazie a una corretta comunicazione e alla cooperazione tra noi tutti”.

La presidente della Rai Marinella Soldi: su Saviano auspico un supplemento di riflessione

La presidente della Rai Marinella Soldi: su Saviano auspico un supplemento di riflessioneRoma, 27 lug. (askanews) – “Una premessa: l’Amministratore Delegato della Rai, secondo le norme, ha autonomia decisionale sulla gestione aziendale e sui programmi. Come Presidente svolgo il mio ruolo a garanzia degli utenti e dell’azienda, ricercando un approccio costruttivo; le valutazioni politiche non mi appartengono. Proprio in virtù del mio ruolo ritengo oggi di dover intervenire sul cosiddetto caso Saviano, che molti hanno paragonato al caso Facci. Vicende diverse, per quel che ciascuno ha detto e per le tipologie di programma. La trasmissione “Insider – faccia a faccia con il crimine” condotta da Roberto Saviano è un prodotto nello spirito del servizio pubblico, parla di mafia e di legalità, ha avuto un primo ciclo di successo, con un gradimento del pubblico superiore alla media degli approfondimenti Rai (dati Qualitel TV 2022). Fermo restando il rispetto dovuto alle Istituzioni, auspicherei un supplemento di riflessione interna per ricercare, in tempi idonei, una soluzione gestionale nell’ interesse degli utenti e dell’azienda, tenendo conto, tra l’altro, che si tratta di un programma già registrato”. Lo afferma in una nota la presidente della Rai Marinella Soldi.

L’arcivescovo di Palermo: la responsabilità degli incendi in Sicilia è della politica

L’arcivescovo di Palermo: la responsabilità degli incendi in Sicilia è della politicaPalermo , 27 lug. (askanews) – “Il volto della Città e dell’intera Sicilia è sfigurato. Tutti noi sappiamo però che non si tratta di un’emergenza. Quello che è accaduto in questi giorni è l’esito ultimo di decenni di decisioni, di scelte, di gesti, di omissioni. La responsabilità di questo disastro ricade certo su chi ha avuto in mano la cosa pubblica, sulla politica; sulle nostre crepe educative, come anche sul modo di annunciare il Vangelo delle nostre comunità cristiane; ricade su di noi, su di noi in quanto popolo”. Così l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice sull’emergenza incendi che ha colpito la città.

“Non abbiamo fatto abbastanza – sottolinea Lorefice – per cambiare la nostra Casa comune, la Terra; per mettere fine alla logica dello sfruttamento e del profitto e combattere le mafie; per difendere l’ambiente, il territorio, i nostri beni culturali; per creare opportunità di lavoro e servizi sociali. Siamo stati pigri, indolenti, individualisti, fatalisti, distratti da gretti interessi di parte. Il panorama desolato delle nostre città in fiamme, riscaldate da un vento infernale, avvolte dal fumo, prive di acqua e di elettricità, è lo specchio di tutto questo. Voglio dirvi però, in nome del Vangelo, che la speranza non è finita. Che ci sono attorno a noi e dentro di noi energie di riscatto e di novità. Miei cari e amati Palermitani, miei cari figli e figlie della Chiesa di S. Mamiliano, S. Rosalia, S. Benedetto il Moro e del Beato Pino Puglisi, alziamoci in piedi! Riprendiamo il filo della nostra storia, il flusso fecondo della nostra fede sostenuto dalla preghiera”.

Federalberghi: sono 34,7 milioni gli italiani in vacanza

Federalberghi: sono 34,7 milioni gli italiani in vacanzaMilano, 27 lug. (askanews) – Saranno 34,7 milioni gli italiani che hanno trascorso o trascorreranno una vacanza fuori casa durante il periodo estivo, dormendo almeno una notte fuori casa. Secondo quanto emerge dall’indagine della Federalberghi sul movimento turistico degli italiani nell’estate 2023, il 58,8% della popolazione, tra maggiorenni e minorenni, ha già fatto una vacanza nel mese di giugno o si appresta a farla nei mesi di luglio, agosto e di settembre. Ma c’è una buona parte della popolazione – il 41,1% – che non farà vacanze tra giugno e settembre. Si resta a casa principalmente per motivi economici (48,2%), per motivi familiari (22,5%), per impedimenti di salute (16,1%), perché si andrà in vacanza in un altro periodo (9,6%). La maggioranza dei vacanzieri (56,3%) passerà da 4 a 7 notti fuori casa o farà vacanze più lunghe (25,8%). Invece, coloro che passeranno o si potranno permettere un week end o poco più saranno il 17,9%. L’89,6% degli italiani per la propria vacanza estiva principale rimarrà in Italia. Tra questi, il mare si conferma la meta preferita (82,3%), seguito dalla montagna (8,5%) e dalle città d’arte (2,7%). Anche tra chi si recherà all’estero (10,4%), sarà il mare ad attirare maggiormente (59,7%), soprattutto in paesi vicini allo Stivale. La spesa media complessiva (comprensiva di viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) stimata per tutto il periodo estivo si attesta sugli 972 euro a persona. Il giro d’affari complessivo è di 33,8 miliardi di euro. La vacanza principale costerà 884 euro a chi rimane in Italia e 1.394 euro a chi va all’estero. Questo risultato sarebbe potuto essere ancora maggiore se non fosse stato per l’aumento dei prezzi che sta caratterizzando questo periodo. Infatti, proprio a causa dell’inflazione, un terzo dei vacanzieri (32,8%) ha deciso di ridurre la spesa per questa vacanza e il 13,6% è stato indotto a ridurre la durata del viaggio. La spesa per le vacanze si spalma su tutte le componenti della filiera turistica. Il 29,1% del budget di chi va in vacanza è destinato ai pasti (colazioni, pranzi e cene), il 28,2% al pernottamento, il 21% alle spese di viaggio, il 9,2% allo shopping e il 12,5% per tutte le altre spese (divertimenti, escursioni e gite). Tra le tipologie di soggiorno scelte dagli italiani per trascorrere le vacanze, l’albergo rimane la scelta privilegiata, con il 26,3% delle preferenze insieme alla casa di parenti o amici (26,3%). Seguono, il b&b (19,9%), la casa di proprietà (13,6%) e l’agriturismo (5,6%). Quanti ai mesi più gettonati per andare in vacanza, l’1,4% degli italiani che hanno effettuato o effettueranno un periodo di ferie principale durante l’estate 2023 ha scelto il mese di giugno per la propria vacanza principale; agosto si conferma il mese leader, con il 77% degli italiani che lo scelgono per la propria vacanza principale, seguito dal mese di luglio, che fa registrare un 17,6%, mentre il 4% di chi andrà in vacanza ha preferito settembre. Per la scelta della località di villeggiatura gli italiani si lasciano guidare nel 76,9% dei casi dalla ricerca delle bellezze naturali del luogo, nel 37% dall’abitudine, nel 29% dalla voglia di relax e nel 23,6% dalla facilità di raggiungimento della destinazione. Durante le proprie vacanze gli italiani si dedicheranno a passeggiate (77,3%), serate con gli amici (61,1%) e ad escursioni e gite per conoscere il territorio (54,9%). Il 55,1% dei vacanzieri utilizzerà la propria macchina per recarsi presso il luogo della vacanza. Il 31,6% viaggerà in aereo e il 5,1% in nave. La comodità ha prevalso nella scelta del mezzo (66,2%).

Il Papa ai giovani: no all’egoismo e alla pigrizia nella vostra vita

Il Papa ai giovani: no all’egoismo e alla pigrizia nella vostra vitaMilano, 27 lug. (askanews) – “Non ci sia posto nella vostra vita per l’egoismo né per la pigrizia. Approfittate della vostra giovinezza per gettare, insieme con il Signore, le basi della vostra esistenza, perché il vostro futuro personale, professionale e sociale dipenderà dalle scelte che farete in questi anni”. Lo scrive Papa Francesco nel messaggio inviato ai partecipanti al Festival dei Giovani in corso a Medjugorje dal 26 al 30 luglio.

Spesso, evidenzia il Pontefice in un passaggio della missiva, “vorremmo una vita diversa, senza sfide, senza sofferenze, vorremmo noi stessi essere diversi, magari più intelligenti, più ricchi di talenti o disposizioni naturali. Tuttavia, non c’è per noi volontà migliore di quella del Padre, che è il progetto di amore per noi in vista del suo regno e della nostra piena felicità. Spesso temiamo questa volontà, perché abbiamo paura che Dio possa imporci qualcosa per puro arbitrio e non per il nostro bene; abbiamo paura che accettare la sua volontà significhi rinunciare alla nostra libertà. Dobbiamo, invece, cercare intensamente, chiedere a Dio Padre di farci conoscere la sua volontà e chiedere che essa si compia in noi”, conclude il Papa.

Protezione civile: emergenza incendi in Sicilia è non ancora finita

Protezione civile: emergenza incendi in Sicilia è non ancora finitaPalermo, 27 lug. (askanews) – “L’emergenza incendi non è ancora terminata, speriamo che, con la diminuzione delle temperature, gli incendi possano essere domati completamente”. Così Salvatore Cocina, dirigente regionale siciliano della Protezione Civile, intervistato da livesicilia.

“Centinaia e centinaia di combustioni hanno mandato in saturazione la capacità delle squadre antincendio. Ci sono stati oltre 700 focolai, con interventi che richiedono, ciascuno, tre o quattro squadre. I nuclei sono stati potenziati, con 150 squadre di forestali, altrettanti di volontari, in totale 400 squadre; quando contemporaneamente ne abbiamo il doppio, di incendi in corso, non c’è possibilità di intervento – ha aggiunto Cocina – sui black-out la situazione non è comunque normalizzata, il governatore Schifani ha chiamato l’amministratore delegato di Enel e sono arrivate le power station, 12 a Catania, sono grandi gruppi elettrogeni da 2 megawatt. Al momento l’ospedale Cervello è alimentato con gruppi elettrogeni, stesso discorso per il Catanese, con ampi casi di interruzione elettrica”.

E’ aumentato il numero dei promossi alle scuole superiori

E’ aumentato il numero dei promossi alle scuole superioriMilano, 26 lug. (askanews) – Aumenta la percentuale dei promossi nelle scuole di II grado: secondo quanto emerge dai dati relativi agli esiti degli scrutini e degli esami di Stato della scuola secondaria di primo e di secondo grado per l’anno scolastico 2022/2023, pubblicati oggi sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito, il 76,2% delle studentesse e degli studenti è stato ammesso alla classe successiva contro il 75,8% registrato l’anno scorso.

Cala il numero dei non ammessi ai vari indirizzi: nei Tecnici passano dal 9% all’8,2%, nei Professionali dal 10,3% al 9,8%, nei Licei dal 3,5% al 3,2%. La regione che registra il maggior numero di ammessi alla classe successiva è il Trentino-Alto Adige, con il 93,8%. A seguire Puglia (84,3%), Calabria (84,2%) e Basilicata (84,1%). Il 5,6% delle ragazze e dei ragazzi dovrà ripetere l’anno scolastico. Una lieve flessione rispetto all’anno scorso quando i non ammessi sono stati il 6,2%. Il primo anno si conferma quello che presenta maggiori criticità: l’8,5% dovrà ripetere l’anno scolastico, in aumento rispetto al 8,3% del 2021/22. Gli scrutini di fine anno fanno emergere una sostanziale stabilità per quanto riguarda le sospensioni di giudizio: gli studenti che dovranno recuperare almeno un’insufficienza sono il 18% (l’anno scorso erano il 17,9%).