Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

A Palermo riapre ‘BarConi’, la gelateria sociale gestita da giovani migranti

A Palermo riapre ‘BarConi’, la gelateria sociale gestita da giovani migranti


A Palermo riapre ‘BarConi’, la gelateria sociale gestita da giovani migranti – askanews.it



A Palermo riapre ‘BarConi’, la gelateria sociale gestita da giovani migranti – askanews.it



















Roma, 26 mar. (askanews) – Sono giunti in Sicilia da Gambia, Ghana e Costa d’Avorio, le loro storie non sono semplici da raccontare ma a Palermo hanno trovato un posto sicuro nel mondo, iniziando un percorso lavorativo quasi un anno fa da Barconi, la gelateria sociale e pasticceria di Moltivolti, impresa sociale nel cuore di Ballarò. Sabato 1 aprile, dopo una breve chiusura stagionale, Barconi riaprirà i battenti.

Malick, Leslie e Christine sono poco più che ventenni e dall’apertura di Barconi hanno intrapreso un percorso di empowerment, formazione e apprendistato che ha come obiettivo la formazione professionale e l’acquisizione delle competenze per imparare a gestire una gelateria e pasticceria, dalla produzione alla vendita. Un progetto sociale che punta ad integrare all’interno della comunità economica del mercato giovani palermitani insieme a donne e uomini migranti provenienti dall’africa centrale e dal Maghreb. “Per me la parola ‘Barconi’ è associata a ricordi molto brutti, al mio viaggio nel Mediterraneo eppure questa parola oggi significa speranza. Avevo 16 anni quando mi sono messo in viaggio e ci sono voluti cinque mesi per raggiungere Pozzallo, è stata molto dura. Ma oggi sono responsabile di una gelateria in Piazza Mediterraneo e anche questa è una cosa che mi fa sperare”, racconta Alagie Malick, che si occupa della gelateria assieme a Leslie e Christine.

Un anno di studio, dedizione e passione che nonostante qualche difficoltà si è rivelato estremamente positivo per tutto il team: “un anno davvero importante per tutti noi in cui ho imparato molte cose nuove e in cui mi è stato affidato un ruolo importante: quello di responsabile. Ho imparato a servire il gelato, a gestire la cassa, e tanto altro ma la cosa che mi ha sempre colpito è la fiducia che ci è stata data fin dall’inizio. I migranti spesso sono visti soltanto come persone da aiutare, non come persone che possono fare qualcosa e che hanno un valore. Credo che durante questo anno siano cambiate delle cose dentro di me, ho conosciuto delle cose nuove di me e penso che questo lavoro mi valorizzi molto. Essere un responsabile significa prestare attenzione alle esigenze di tutti, cercare di soddisfare sia i doveri dall’alto che i bisogni dal basso, è necessario imparare a mettersi nei panni degli altri, ed è una cosa molto bella. Spero che un giorno Barconi possa aprire in tutto il mondo. Chissà, magari un giorno apriremo la nostra gelateria a Palermo o nei nostri paesi, in Ghana, in Mali, o in Costa d’Avorio o ovunque vorremmo. È bellissimo essere liberi di fare quello che si vuole della propria vita”, continua Malick. Sabato 1 Aprile, dopo una breve chiusura stagionale, Barconi riaprirà i battenti. Ad arricchire l’offerta ci sarà oltre al gelato, anche una piccola produzione di dolci, torte e lievitati da colazione a cura dello chef di Moltivolti Antonio Campo e della pasticciera Mara Gorgone. La mission di Barconi è quella di offrire una risposta e un sostegno concreto a tanti giovani migranti, ricattati da norme e decreti sempre più stringenti che guardano al contratto di lavoro come unico strumento per vivere in un paese diverso da quello di provenienza, e delineare inoltre modelli di impresa e sviluppo più sostenibili e che tengano in considerazione prospettive di lavoro più eque, più solidali e più giuste.

Barconi è un bar-gelateria e un progetto di impresa sociale realizzato grazie al sostegno della Fred Foundation con sede in Olanda e dalla Fondazione Svizzera Haiku Lugano, che si avvale del supporto tecnico di Antonio Cappadonia, uno dei più noti maestri gelatieri in Italia, vincitore di innumerevoli premi e riconoscimenti che ha recentemente sviluppato il suo format di gelaterie artigianali a Palermo. Barconi punta a diventare un punto di dolce ritrovo per turisti, avventori del mercato e abitanti del quartiere per gustare un ottimo gelato artigianale ma anche per la colazione o per bere un caffè in un angolo speciale di Ballarò: piazzetta Mediterraneo. Un luogo strappato all’incuria, che nel corso degli ultimi anni è stato a più riprese ‘adottato’ dalla comunità del quartiere, ripulito da immondizia e detriti e tenuto in vita dagli abitanti e dai commercianti della zona che ne hanno fatto una graziosa piazzetta in cui godersi una birra o un panino con le panelle, e da adesso anche un ottimo gelato artigianale.

Rider e caporalato digitale, i carabinieri scoprono 92 cessioni illecite di account

Rider e caporalato digitale, i carabinieri scoprono 92 cessioni illecite di account


Rider e caporalato digitale, i carabinieri scoprono 92 cessioni illecite di account – askanews.it



Rider e caporalato digitale, i carabinieri scoprono 92 cessioni illecite di account – askanews.it



















Roma, 25 mar. (askanews) – ‘Abbiamo effettuato controlli in tutta Italia per tutelare i lavoratori rider dalle nuove forme di sfruttamento note come ‘caporalato digitale realizzato attraverso cessioni di account per accedere alle piattaforme di food delivery dietro la corresponsione al titolare dell’account di una quota percentuale del guadagno giornaliero del lavoratore che effettua materialmente la consegna. Lo afferma il generale Antonio Bandiera, comandante del gruppo carabinieri per la tutela del lavoro, nel presentare l’operazione che ha coinvolto nelle ultime ore i militari di 101 nuclei ispettorato del lavoro, 5 nuclei operativi e tutti i comandi provinciali lungo la Penisola. ‘E’ stata così verificata la presenza – aggiunge – del ‘caporaleto digitale’ ‘sull’intero territorio nazionale, concentrato soprattutto nel centro nord Italia. Il sistema riguarda in modo esclusivo lavoratori stranieri. Bandiera sottolinea poi: ‘E’ emerso che l’11 per cento dei raider stranieri lavora in cessione di account’. L’attività degli investigatori dell’Arma rappresenta – si spiega – l’evoluzione delle verifiche avviate a cura del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Milano insieme alla Polizia Locale del capoluogo nel settembre del 2019, dopo il coinvolgimento di alcuni ciclofattorini in incidenti stradali nella città di Milano anche mortali. Gli accertamenti sono stati fatti in coordinamento con la Procura della Repubblica di Milano – VI dipartimento Salute, Ambiente e Lavoro – e si sono concentrati nell’esecuzione di controlli a campione su strada dei cosiddetti rider. In questo sono state acquisite informazioni sull’orario di lavoro, modalità di retribuzione, mezzi utilizzati, condizioni d’igiene e sicurezza ed altro, stante la mancanza di qualsivoglia tutela – si aggiunge – e alla non riconosciuta riconducibilità dell’incidente ad ‘infortunio sul lavoro’. I carabinieri hanno accertato che al termine di complesse attività di valutazione e di riscontro con le stesse piattaforme sui coefficienti di rischio in ambito urbano in relazione alle attività prestate dai ciclofattorini sono state impartite idonee prescrizioni per poter estendere le garanzie da lavoro dipendente alla categoria di lavoratori riconosciuta di fatto eterodiretta di tipo parasubordinato.

Tale attività ha permesso – si ricorda – di applicare la vigilanza sanitaria ad oltre 60mila rider oggetto di accertamento. L’adempimento totale delle prescrizioni da parte delle citate piattaforme comportava l’archiviazione del procedimento penale nel marzo 2022. Nel corso dei controlli eseguiti a Milano tra il luglio e l’ottobre 2022 finalizzati a verificare l’effettivo e perdurante rispetto da parte delle piattaforme degli obblighi a loro imposti dalla legge è emersa l’esistenza di nuove forme di ‘caporalato digitale’ attraverso l’illecita cessione di account. Fino alla metà del 2019 la cessione di account era un fenomeno ‘fisiologico’ dovuto alla volontaria e provvisoria messa a disposizione di terzi delle credenziali di login da parte del rider che, non volendo essere sloggato o penalizzato nel ranking, non potendo svolgere personalmente la prestazione per periodi più o meno lunghi (a causa di infortuni, malattia, rientro in patria per gli stranieri ecc..) ‘prestava’ volontariamente il proprio account senza pretendere alcun beneficio economico ma per il solo fine di mantenere in essere il rapporto con la/le piattaforma/e. Con l’avvento del periodo pandemico, la prolungata chiusura degli esercizi commerciali e le restrizioni adottate per limitare la capacità di movimento delle persone per contenere la diffusione del Covid-19, si è registrata una crescita esponenziale da parte della popolazione dell’utilizzo dei servizi di delivery tramite applicazioni telematiche dedicate, trasformando di fatto i rider in lavoratori essenziali in circuito lavorativo 24/7.

Le piattaforme di App Delivery hanno quindi proceduto a reclutare telematicamente un numero considerevole di nuovi rider. In questo nuovo ed atipico scenario lavorativo, il Nucleo carabinieri Ispettorato del Lavoro di Milano ha accertato l’esistenza e lo sviluppo di numerosi episodi di cessioni di account con l’intermediazione di manodopera tra il proprietario dei dati di account e l’effettivo prestatore di manodopera. Gli account sarebbero registrati sulle piattaforme anche (e spesso) tramite l’utilizzo di documenti falsi e, successivamente ad avvenuto accreditamento, ceduti al rider che materialmente effettua la prestazione previa trattenuta di una quota percentuale del guadagno giornaliero da parte del caporale. In sintesi, si verifica che gli account registrati e accreditati sulle piattaforme delle citate società di Food Delivery , verosimilmente gestiti dal ‘caporale’, vengano ceduti ad altra persona (rider) che materialmente eseguirà la prestazione lavorativa della consegna previa trattenuta di una quota percentuale del guadagno giornaliero operata dallo stesso titolare dell’account, con conseguenti ingenti profitti per quest’ultimo. Anche i mezzi utilizzati dai rider portano una serie di problemi. Per mancanza di assicurazione, casco, targa, ed altro. Si pensi, ad esempio, all’utilizzo di un velocipede a pedalata assistita. L’operazione di controllo dei carabinieri avviata nelle ultime ore nasce proprio dall’esperienza maturata nelle attività svolte a Milano e che sono stati diffuse su tutta Italia dagli inquirenti. Lo scopo è quello di contrastare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo attraverso le cessioni di account nonché per assicurare il rispetto della normativa prevenzionistica relativa alla sicurezza sui luoghi di lavoro -anche alla luce delle prescrizioni già impartite- nonché nell’ambito di realtà societarie fino ad ora non interessate dalle procedure di accertamento soprariportate.

Nel corso dei controlli i carabinieri hanno individuato su ‘strada’ 225 Hot Spot in tutto il Paese. Dove i rider si ritrovano in attesa di ricevere gli ordini). Censiti 1609 ciclofattorini. Verificata la presenza del fenomeno della cessione di account in modo trasversale sull’intero territorio nazionale, concentrato soprattutto nel centro-nord Italia con le dinamiche già evidenziate a Milano, in quanto su 823 lavoratori stranieri controllati, 92 di questi sono risultati in cessione di account per una percentuale pari all’11,2 per cento. Inoltre sono state accertare 23 prestazioni lavorative fornite da persone irregolari rispetto alle norme di soggiorno sul territorio nazionale. Sono state avviate le verifiche su oltre 1500 rider circa l’effettivo assoggettamento dei lavoratori a tutti gli obblighi in materia di sicurezza ed igiene ai sensi delle norme prevenzionistiche in materia. E’ stato controllato anche un minore che lavorava in cessione di account che è stato riaffidato al proprio genitore.

Si è inoltre proceduto al sequestro/fermo amministrativo di 22 mezzi non idonei alla circolazione stradale in quanto non conformi alla normativa di settore e pericolosi per la salute e l’integrità fisica del rider o di utenti della strada. In molti casi i velocipedi sono stati modificati in maniera artigianale con applicazione di batterie elettriche posticce al fine di aumentarne sensibilmente le prestazioni. In relazione alle riscontrate 92 cessioni di account, all’esito delle verifiche, saranno interessate le 36 Procure della Repubblica competenti per l’ipotesi di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (Caporalato). Al termine delle attività, con la collaborazione delle maggiori società di food delivery interessate, gli account in cessione o a qualsiasi titolo utilizzati in modo fraudolento sono stati di fatto eliminati per impedire la prosecuzione delle condotte illecite. Inoltre, le stesse società hanno di recente implementato i controlli interrompendo il rapporto lavorativo nel caso emergano situazioni di irregolarità. Nell’operazione sono stati impiegati complessivamente 845 carabinieri di cui 465 del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, 380 militari dell’Arma territoriale e N. 137 agenti delle Polizie Locali. Gli elementi raccolti, particolarmente significativi, potranno essere utili allo sviluppo di attività investigative di contrasto sull’intero territorio nazionale allo sfruttamento lavorativo dei rider e a garantirne le migliori condizioni operative e di sicurezza sul lavoro.

Valditara: il ministero sarà parte civile contro gli aggressori dei docenti

Valditara: il ministero sarà parte civile contro gli aggressori dei docenti


Valditara: il ministero sarà parte civile contro gli aggressori dei docenti – askanews.it



Valditara: il ministero sarà parte civile contro gli aggressori dei docenti – askanews.it



















Milano, 25 mar. (askanews) – “Se un docente”, un preside o un dipendente della scuola “viene aggredito proporrò che il ministero si costituisca parte civile” nel processo penale contro l’aggressore. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, nel suo intervento a Milano alla nuova edizione della scuola politica della Lega. “Colui che prende a pugni un insegnante e lo manda all’ospedale avrà davanti non solo l’insegnante, sappia che avrà davanti anche l’Avvocatura dello Stato” ha ribadito.

“È ora di dire basta alle aggressioni, è ora che torni la serenità e la sicurezza nelle classi” ha aggiunto il ministro. “Credo che alcuni abbiano perso di vista il significato più profondo” della circolare contro l’uso dei cellulari in classe, cioè “il rispetto perché se uno si mette a chattare con un amico durante la lezione credo sia inaccettabile, una mancanza di rispetto verso compagni e insegnanti. Se poi si aggredisce un insegnante come quella presa a pallini” nei giorni scorsi siamo davanti a “sintomi di disgregazione che non possiamo più accettare” ha concluso.

”Motu Proprio” del Papa per dare un nuovo giro di vite contro gli abusi

”Motu Proprio” del Papa per dare un nuovo giro di vite contro gli abusi


“Motu Proprio” del Papa per dare un nuovo giro di vite contro gli abusi – askanews.it



“Motu Proprio” del Papa per dare un nuovo giro di vite contro gli abusi – askanews.it



















Città del Vaticano, 25 mar. (askanews) – Si rafforzano le misure per il contrasto ai fenomeni di violenza e pedofilia nella Chiesa cattolica. A mettere in atto un nuovo ‘giro di vite’ in questo senso è stato Papa Francesco che ha promulgato oggi una nuova Lettera Apostolica in forma di “Motu proprio” dal titolo: “Vos estis lux mundi”. Il documento, composto di 20 articoli, entrerà in vigore in tutta la Chiesa a far data dal 30 aprile prossimo.

“I crimini di abuso sessuale offendono Nostro Signore, causano danni fisici, psicologici e spirituali alle vittime e ledono la comunità dei fedeli. -scrive il Papa nel suo nuovo documento- Affinché tali fenomeni, in tutte le loro forme, non avvengano più, serve una conversione continua e profonda dei cuori, attestata da azioni concrete ed efficaci che coinvolgano tutti nella Chiesa, così che la santità personale e l’impegno morale possano concorrere a promuovere la piena credibilità dell’annuncio evangelico e l’efficacia della missione della Chiesa”. Ed ancora, aggiunge Papa Francesco, “anche se tanto già è stato fatto, dobbiamo continuare ad imparare dalle amare lezioni del passato, per guardare con speranza verso il futuro”. La novità più significativa introdotta nella nuova versione della normativa, sintetizza Vatican news, riguarda il “Titolo II” con le disposizioni relative alle responsabilità dei vescovi, dei superiori religiosi e dei chierici preposti alla guida di una Chiesa particolare o di una prelatura. A questo elenco sono, infatti, stati aggiunti anche i “fedeli laici che sono o sono stati moderatori di associazioni internazionali di fedeli riconosciute o erette dalla Sede Apostolica, per i fatti commessi” mentre erano in carica.

Altra estensione della normativa quella che riguarda gli adulti “vulnerabili”. Mentre prima si parlava di “atti sessuali con un minore o con una persona vulnerabile” nella nuova versione si parla di “delitto contro il VI comandamento del decalogo commesso con un minore o con persona che abitualmente ha un uso imperfetto della ragione o con un adulto vulnerabile”. Novità anche per titelare maggiormente quanti presentano la segnalazione di un presunto abuso: mentre prima si affermava che a colui che segnala non può essere imposto alcun vincolo di silenzio, ora si aggiunge che questa tutela va estesa, oltre a chi effettua una segnalazione, anche “alla persona che afferma di essere offesa e ai testimoni”. Viene poi rafforzata anche la parte dove si chiede di salvaguardare “la legittima tutela della buona fama e la sfera privata di tutte le persone coinvolte”, nonché la presunzione di innocenza per chi è indagato in attesa che vengano accertate le sue responsabilità. Nella nuova versione di “Vos estis lux mundi” viene poi specificato che le diocesi e le eparchie sono obbligate a dotarsi di propri “organismi e uffici” facilmente accessibili al pubblico per ricevere le segnalazioni di abusi. Ed è anche precisato che il compito di procedere con l’indagine è prorpia del vescovo locale dove sarebbero avvenuti i fatti denunciati.

Le procedure introdotte nel 2019 stabilivano in modo preciso come comportarsi di fronte alle segnalazioni di casi di abuso e assicuravano che vescovi e superiori religiosi – ora anche i laici a capo di associazioni internazionali – debbono rendere conto del loro operato e sono obbligati a segnalare abusi dei quali sono venuti a conoscenza. Il documento continua a comprendere non soltanto le molestie e le violenze sui minori e sugli adulti vulnerabili, ma riguarda anche la violenza sessuale e le molestie conseguenti all’abuso di autorità. Questo obbligo include dunque anche qualsiasi caso di violenza sulle religiose da parte di chierici, come pure il caso delle molestie a seminaristi o novizi maggiorenni.

Oltre 2mila migranti sono sbarcati in 24 ore a Lampedusa

Oltre 2mila migranti sono sbarcati in 24 ore a Lampedusa


Oltre 2mila migranti sono sbarcati in 24 ore a Lampedusa – askanews.it



Oltre 2mila migranti sono sbarcati in 24 ore a Lampedusa – askanews.it



















Lampedusa, 25 mar. (askanews) – In 24 ore oltre duemila migranti arrivati a Lampedusa. Nuovo record di sbarchi nell’isola con oltre 40 sbarchi in pochissime ore.

Alcuni migranti sono approdati direttamente nella spiaggia dei Conigli, altre barche invece hanno raggiunto altre spiagge come Cala Croce. Gli ultimi arrivi si sono registrati nella notte quando sono approdati nell’isola in 267 soccorsi dalla ong Louise Michel e dalle motovedette della Guardia di finanza All’hotspot di contrada Imbriacola, da dove ieri sono state trasferite complessivamente 525 persone, al momento ci sono 1.831 ospiti a fronte di poco meno di 400 posti.

Oggi e domani le Giornate Fai, aperti al pubblico 750 luoghi del bello

Oggi e domani le Giornate Fai, aperti al pubblico 750 luoghi del bello


Oggi e domani le Giornate Fai, aperti al pubblico 750 luoghi del bello – askanews.it



Oggi e domani le Giornate Fai, aperti al pubblico 750 luoghi del bello – askanews.it



















Roma, 25 mar. (askanews) – Oggi e domani in 400 città di tutta Italia tornano le Giornate FAI di Primavera, manifestazione giunta alla 31esima edizione che invita gli italiani a scoprire e a prendere coscienza della ricchezza culturale del Paese.

Oltre 750 luoghi di charme poco noti e famosi sono eccezionalmente aperti a cura organizzazione e controllo dei volontari del Fai per dare l’occasione a chiunque, su prenotazione, per scoprire posti solitamente inaccessibili o poco conosciuti come ville, chiese, palazzi storici, castelli, musei e aree archeologiche, edifici di archeologia industriale, collezioni d’arte, biblioteche, edifici civili e militari, luoghi di lavoro e laboratori artigiani, e poi parchi, aree naturalistiche, giardini e borghi. A coloro che parteciperanno verrà proposto un contributo libero a partire da 3 euro, per contribuire a sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione. “In questi 31 anni di esistenza”, ha affermato il Presidente del FAI, Marco Magnifico, “le Giornate FAI hanno scritto una sorta di Enciclopedia spontanea che a tutti gli effetti si è aggiunta a quella ufficiale per narrare lo smisurato Patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano”.

“Le Giornate FAI sono un’iniziativa che unisce l’Italia, un percorso di conoscenza e presa di coscienza indispensabile. Per salvare il nostro patrimonio bisogna amarlo e, prima ancora, conoscerlo”, ha sottolineato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “Grazie all’opera di migliaia di volontari – ha sottolineato ancora il ministro- luoghi spesso inaccessibili saranno aperti e visitabili, è un’opportunità preziosa per ritrovare il carattere originale della nostra identità nazionale e per dare modo di sprigionare un’incontenibile voglia d’Italia che viene dall’estero. Stiamo lavorando a decine di interventi di valorizzazione con il PNRR e altri stanziamenti sbloccando risorse ferme e inutilizzate”.

Tubercolosi, Bassetti: incidenza è tornata a crescere in Europa

Tubercolosi, Bassetti: incidenza è tornata a crescere in Europa


Tubercolosi, Bassetti: incidenza è tornata a crescere in Europa – askanews.it



Tubercolosi, Bassetti: incidenza è tornata a crescere in Europa – askanews.it



















Genova, 24 mar. (askanews) – “Oggi è la giornata mondiale della tubercolosi. Sono oltre un milione e mezzo ogni anno le vittime della malattia nel mondo. Crisi climatiche, povertà, immunodepressione e guerre stanno aggravando il quadro già molto critico della trasmissione della Tbc. Nel 2021 il tasso di incidenza è tornato a crescere in Europa (Italia +11%) e si è anche arrestato il calo della mortalità”. Lo scrive su Facebook l’infettivologo genovese Matteo Bassetti.

“Oggi – aggiunge il direttore della clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova – la Tbc è una malattia curabile. Il trattamento farmacologico si basa sull’uso di diversi antibiotici per un periodo di tempo piuttosto lungo. La Tbc – conclude Bassetti – è tutt’altro che una malattia scomparsa. Non bisogna ricordarsene solo un giorno all’anno”

Covid: 22.256 casi (-6,2%) e 183 decessi (-13,7) in ultima settimana

Covid: 22.256 casi (-6,2%) e 183 decessi (-13,7) in ultima settimana


Covid: 22.256 casi (-6,2%) e 183 decessi (-13,7) in ultima settimana – askanews.it



Covid: 22.256 casi (-6,2%) e 183 decessi (-13,7) in ultima settimana – askanews.it


















Roma, 24 mar. (askanews) – Covid-19: nella settimana 17-23 marzo 2023 sono stati registrati in Italia 22.256 nuovi casi positivi con una variazione di -6,2% rispetto alla settimana precedente (erano stati 23.730). 183 i deceduti con una variazione di -13,7% rispetto alla settimana precedente (212). Processati 442.154 tamponi con una variazione di -2,3% rispetto alla settimana precedente (452.747). Tasso di positività del 5,0% con una variazione di -0,2% rispetto alla settimana precedente (5,2%). Questi i dati settimanali diffusi dal ministero della Salute sulla situazione epidemiologica nel Paese.

Cospito pronto a fermare lo sciopero della fame “se liberano altri dal 41 bis”

Cospito pronto a fermare lo sciopero della fame “se liberano altri dal 41 bis”


Cospito pronto a fermare lo sciopero della fame “se liberano altri dal 41 bis” – askanews.it



Cospito pronto a fermare lo sciopero della fame “se liberano altri dal 41 bis” – askanews.it



















Roma, 24 mar. (askanews) – Alfredo Cospito “sarebbe disposto a recedere dallo sciopero dalle fame se il tribunale di sorveglianza liberasse altri detenuti dal 41 bis, ossia persona anziane e malate che vogliono tornare a riabbracciare la propria moglie dopo 30 anni di 41 bis”. Lo ha riferito il suo difensore, l’avvocato Flavio Rossi Albertini, lasciando l’ospedale San Paolo di Milano al termine dell’udienza davanti ai giudici del Tribunale di Sorveglianza che dovranno pronunciarsi sulla richiesta della difesa di concedergli il differimento pena con la formula della detenzione domiciliare a casa della sorella a Pescara.

L’anarchico, sempre stando a quando riferito dal suo legale, ha inoltre assicurato che interromperà lo sciopero della fame nel caso in cui gli venissero concessi i domiciliari. Cospito, ha puntualizzato ancora il legale, “è tanto stanco e provato” e la sua “è una battaglia per la vita”. Perciò “andando a casa interromperebbe lo sciopero della fame perché a suo giudizio potrebbe ricominciare quelle attività che lo hanno condotto a dire che questa non era vita: quindi potrebbe leggere, studiare, ricominciare a ragionare, scrivere, partecipare a progetti editoriali”. Perché “essere in salute – ha sottolineato il legale – non vuol dire mangiare, non sono un somaro per cui se mangio tanta erba vuol dire che sto bene, l’essere umano deve poter crescere intellettualmente e lo fa solo attraverso lo studio e la lettura. Altrimenti non è vita”. Ecco perché, ha ribadito ancora una volta l’avvocato Rossi Albertini, Cospito “ha subordinato il proseguo della sua protesta alla liberazione di persone anziane e malate”. Ed è proprio questo “l’elemento di novità” proposto per la prima volta ai giudici dall’anarchico: “Tra le diverse ipotesi che ha posto, oltre a quella principale di non essere più sottoposto a questo regime, è la liberazione di queste persone che vi ostinate a tenere in carcere. In cambio della loro liberazione interromperebbe il digiuno”. Una “battaglia politica di avanzamento dell’umanità in questa fase storica”, ha concluso il legale.

Cospito: smetto sciopero fame se liberano altri dal 41 bis

Cospito: smetto sciopero fame se liberano altri dal 41 bis


Cospito: smetto sciopero fame se liberano altri dal 41 bis – askanews.it



Cospito: smetto sciopero fame se liberano altri dal 41 bis – askanews.it


















Roma, 24 mar. (askanews) – Alfredo Cospito “sarebbe disposto a recedere dallo sciopero dalle fame se il tribunale di sorveglianza liberasse altri detenuti dal 41 bis, ossia persona anziane e malate che vogliono tornare a riabbracciare la propria moglie dopo 30 anni di 41 bis”. Lo ha riferito il suo difensore, l’avvocato Flavio Rossi Albertini, lasciando l’ospedale San Paolo di Milano al termine dell’udienza davanti ai giudici del Tribunale di Sorveglianza che dovranno pronunciarsi sulla richiesta della difesa di concedergli il differimento pena con la formula della detenzione domiciliare a casa della sorella a Pescara.

L’anarchico, sempre stando a quando riferito dal suo legale, ha inoltre assicurato che interromperà lo sciopero della fame nel caso in cui gli venissero concessi i domiciliari.