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Unicatt: per 50% italiani cibo via per relazionarsi coi propri cari

Unicatt: per 50% italiani cibo via per relazionarsi coi propri cariRoma, 9 mar. (askanews) – Per il 45% degli italiani (quasi uno su due) il consumo di cibo è un modo per relazionarsi ai propri cari mentre per oltre un connazionale su cinque il cibo è soprattutto “questione di salute”: mangiamo non solo per nutrirci ma con l’obiettivo di mantenerci in forma attraverso l’alimentazione e, a tale scopo, condizioniamo anche le nostre scelte alimentari. Lo rivela uno studio svolto presso l’EngageMinds HUB, il Centro di ricerca dell’Università Cattolica, campus di Cremona diretto dalla professoressa Guendalina Graffigna nell’ambito del quale è stato sviluppato e validato su un primo campione un indice di misura del rapporto con il cibo, una nuova scala di coinvolgimento alimentare (Psychological Food Involvement Scale, o PFIS). “Il ruolo del cibo nella vita delle persone è cambiato radicalmente negli ultimi anni – sottolineano la professoressa Graffigna e la dottoressa Greta Castellini che ha condotto lo studio pubblicato sulla rivista scientifica Food Quality and Preference. In particolare, il cibo non è considerato solo una fonte di sostentamento, ma sta diventando sempre più simbolico e legato a valori soggettivi. Tuttavia, non esistono studi empirici volti a esplorare e approfondire tale valore simbolico del cibo”. “Il nostro indice – spiegano le ricercatrici della Cattolica – vuole essere uno strumento obiettivo per esplorare qualitativamente i significati personali che i consumatori attribuiscono al cibo”. L’indice Psychological Food Involvement Scale, o PFIS è in grado di comprendere non solo in che modo le persone siano coinvolte sul cibo, ma anche le motivazioni spesso inespresse che stanno dietro ad alcune scelte di consumi alimentari. In questo studio sono stati raccolti 512 questionari compilati da un analogo numero di individui. I risultati hanno dimostrato che la scala PFIS è valida e affidabile nella misurazione della dimensione simbolica del cibo e del coinvolgimento alimentare di ciascuno. “La scala indaga diverse e nuove dimensioni psicologiche relative alle nostre scelte alimentari – chiarisce Castellini – per esempio indaga quanto il cibo è considerato dal singolo come un mezzo attraverso il quale provare emozioni positive e raggiungere un benessere psicofisico; ma esplora anche quanto il cibo e in particolare le scelte alimentari siano un mezzo importante per esprimere se stessi e la propria personalità; infine valuta quanto il cibo e le scelte alimentari siano considerate dal singolo come un mezzo attraverso cui essere accettati dagli altri e quanto il cibo sia considerato dal singolo come un tramite grazie al quale prendersi cura dei propri cari e rafforzare i legami familiari”. “I risultati preliminari con l’uso di questa scala – spiega Graffigna – hanno mostrato che circa il 16% del campione ha un forte coinvolgimento verso l’alimentazione. In particolare, per il 45% il cibo rappresenta un mezzo attraverso il quale rafforzare il legame affettivo con le persone care, mentre per il 40% grazie all’alimentazione si può raggiungere una condizione di benessere psico-fisico”. Infatti dallo studio emerge che le persone che totalizzano punteggi elevati su questa nuova scala di valutazione tendono a seguire una dieta salubre che le porta a fare scelte alimentari più sane rispetto a chi assegna al cibo un minore valore simbolico. Inoltre, la PFIS è in grado di spiegare alcune tendenze alimentari di crescente successo, come, il consumo di bevande vegetali e di latte senza lattosio, evidenziandone proprio il valore simbolico. Nell’ambito dei consumi di latte e di bevande sostitutive è possibile osservare come l’influenza sociale, e quindi il desiderio di affermazione sociale, giochi un ruolo fondamentale nel decidere di acquistare e consumare latte vaccino senza lattosio, dimostrando come tale scelta sia spesso connotabile come una “moda”, cioè un vero e proprio consumo “di tendenza”. “Il consumo di bevande vegetali – considera Graffigna – non solo è determinato dal bisogno di affermarsi socialmente ma anche dalla necessità di esprimere il proprio sé. Tali scelte di consumo, infatti, vengono fatte al fine di mostrare i propri valori e le proprie idee in tema di sostenibilità, come il rispetto per gli animali e per l’ambiente”, afferma Castellini.

Genova è la Capitale del Libro 2023

Genova è la Capitale del Libro 2023Roma, 9 mar. (askanews) – Genova è la Capitale italiana del Libro 2023. A proclamarla è stato il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, in una conferenza stampa al Ministero con il direttore generale della DG Biblioteche e Diritto d’Autore Paola Passarelli, il presidente della Giuria Francesco Perfetti e il presidente del Centro per il Libro e la Lettura, Marino Sinibaldi.
Delle 14 inizialmente candidate, le altre città finaliste (i cui sindaci erano collegati on line con il Ministero) erano Firenze, Lugo (Ra), Nola (Na), San Quirico d’Orcia (Si) e San Salvo (Ch). Il conferimento del titolo, di durata annuale, è stato istituito con Legge 13 febbraio 2020 n. 15. La prima Capitale italiana del Libro è stata Chiari (Bs) nel 2020 – alla quale il riconoscimento è stato attribuito per legge dal Consiglio dei Ministri per le attività di promozione della lettura quale strumento per sostenere la comunità attraverso i canali social dell’amministrazione comunale durante il lockdown – mentre nel fu scelta 2021 Vibo Valentia e nel 2022 Ivrea.
Per Sangiuliano “il libro, prima ancora che uno strumento culturale, rappresenta un momento di crescita etico e morale di ciascun cittadino: la lettura è una proiezione della nostra personalità ed è fondamentale per formare le nuove generazioni. Avremo cittadini migliori in diritti e doveri se si saranno formati attraverso la lettura. Sono sempre meno le persone che leggono e sempre più quelle con lo smart-phone in mano e non va bene: il patrimonio che si trova in un libro è importante per la propria dimensione spirituale, dell’essere, si inoculano in noi dei concetti, delle emozioni e degli stati d’animo che prima non avevamo. Tutte le città finaliste erano meritevoli: incontrerò anche le altre città per vedere se è possibile creare anche con loro momenti corali, questo è uno sforzo che va sempre premiato”, ha concluso.
“Sono commosso, contento e soprattutto orgoglioso di quello che ha fatto Genova. Siamo riusciti a creare una rete, un sistema integrato di cultura, che in questo caso pone il libro, le biblioteche e gli archivi come priorità, assieme alle parti architettoniche, di pittura e artistiche in città, che fanno quella rete intricata assolutamente unica nel patrimonio della nazione di cui siamo orgogliosi”, ha invece detto il sindaco di Genova, Marco Bucci, in collegamento con il Ministero della Cultura dopo la proclamazione: “La cosa di cui siamo più orgogliosi – ha spiegato – è che il progetto contribuirà all’innalzamento del livello culturale della città, influenzando i comportamenti dei cittadini, dei turisti, di chi fa business. La ricaduta è unica sui comportamenti delle persone. Investiremo molto anche dal punto di vista strutturale, sulle biblioteche, e vogliamo aprire a tutti biblioteche e archivi soprattutto dopo cena e di notte. Vogliamo poi far venire a Genova personaggi importanti per raccontare e leggere libri in pubblico, magari a teatro, con attività dove l’integrazione della città può contribuire ad innalzare il livello della cultura. Chiedo agli altri sindaci” delle città finaliste “di parlarci in futuro: potremo partecipare tutti a questo obiettivo, con visite appropriate a Genova per far sì che ci possa essere una vera rete anche con le altre città arrivate in finale. Sarebbe un bel segnale di integrazione a livello nazionale”, ha concluso Bucci.

Papa: sbagliato pensare che chiudendosi a stranieri ci si sviluppa

Papa: sbagliato pensare che chiudendosi a stranieri ci si sviluppaCittà del Vaticano, 9 mar. (askanews) – “I nazionalismi chiusi manifestano in definitiva l’incapacità di gratuità, l’errata persuasione di potersi sviluppare a margine della rovina altrui e che chiudendosi agli altri saranno più protetti”. Ha citato la sua enciclica Fratelli tutti, Papa Francesco per tornare a chiedere una maggiore accoglienza per migranti e rifugiati. Lo ha fatto stamane ricevendo in Vaticano i partecipanti al Convegno formativo della “Cattedra dell’Accoglienza” promosso dalla Fraterna Domus di Sacrofano.

Papa: Gerusalemme sia sempre patrimonio comune per umanità e fedi

Papa: Gerusalemme sia sempre patrimonio comune per umanità e fediCittà del Vaticano, 9 mar. (askanews) – “Gerusalemme sia considerata come patrimonio comune dell’umanità e soprattutto per i fedeli delle tre religioni monoteiste, come luogo di incontro e simbolo di coesistenza pacifica”. A rinnovare “l’appello” per la Città Santa come luogo comune per ebrei, musulmani e cristiani, citando la dichiarazione rivolta nel 2019 insieme al Re del Marocco, è stato Papa Francesco ricevendo stamane in Vaticano i partecipanti al colloquio del Gruppo Congiunto di Lavoro per il Dialogo tra il Dicastero per il Dialogo Interreligioso e la Commissione palestinese per il Dialogo Interreligioso.
Francesco ha ricordato come Gerusalemme, da parte cristiana, “è il luogo in cui avvengono tanti episodi della vita di Gesù, fin dalla sua infanzia”, come “soprattutto in essa ha portato a compimento la sua missione, con la passione, la morte e la risurrezione, cuore della fede cristiana”. “A Gerusalemme – ha quindi aggiunto Francesco – è nata la Chiesa” così come lo stesso Cristo, ha pianto sulla città e sulle sue sventure. “Quanti uomini e donne, ebrei, cristiani, musulmani, hanno pianto e piangono ancora oggi per Gerusalemme! – ha poi detto Francesco – Anche per noi, a volte, pensare alla Città santa muove alle lacrime, perché è come una madre il cui cuore non trova pace a causa delle sofferenze dei suoi figli”.
Gerusalemme, quindi, ha insistito Francesco, “ha un valore universale, contenuto già nel significato del suo nome: ‘Città della pace’”, ha fatto notare.
Le stesse lacrime del Cristo sulla Città santa, ha concluso Francesco rivolgendosi ai suoi ospiti, richiama poi alla “compassione di Dio per Gerusalemme, che deve diventare la nostra compassione, – ha detto – più forte di qualsiasi ideologia, di qualsiasi schieramento. Più grande dev’essere sempre l’amore per la Città santa, come per una madre, che merita il rispetto e la venerazione di tutti. Cari fratelli e sorelle, condivido con voi questi pensieri e questi sentimenti, mentre vi ringrazio della vostra visita e di cuore incoraggio il vostro lavoro di dialogo interreligioso”.

Acciaio, Giani: Jsw intende proseguire con investimenti in Toscana

Acciaio, Giani: Jsw intende proseguire con investimenti in ToscanaRoma, 8 mar. (askanews) – “Prendo atto della volontà, espressa oggi dai vertici di Jsw, di procedere con gli investimenti. In una prospettiva di ripresa della produzione, la Regione non farà mancare il suo supporto”. Così il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha commentato l’incontro di oggi, a Firenze, con una delegazione ai massimi livelli della multinazionale indiana, composta da Divyakumar Bhair, capo del progetti internazionali di Jsw, da Narender Sharma vicepresidente del gruppo nonché responsabile marketing internazionale, da Sudhakar Asawale, direttore operativo del sito di Piombino e da Marco Carrai, vicepresidente di Jsw steel Italy.
Obiettivo dell’incontro quello di fare il punto sull’evolversi della situazione a seguito degli incontri che la delegazione indiana ha avuto nei giorni scorsi con ministero Ambiente, ministero delle Imprese e del Made in Italy, Autorità portuale e sindaco di Piombino.
Il presidente, supportato dal direttore per la competitività territoriale della Toscana Paolo Tedeschi, ha chiesto a Jsw conferma della volontà di tornare a produrre acciaio a Piombino. I rappresentanti di Jsw hanno confermato di voler procedere con gli investimenti annunciando che a breve verranno ultimati il business plan, i piani per la logistica, il piano industriale e il piano energetico.
Alla luce di questo è stato quindi ipotizzata un aggiornamento degli accordi di programma, possibilmente entro la metà del 2023.

Istituto Nazione Tumori Milano tra migliori ospedali oncologici al mondo

Istituto Nazione Tumori Milano tra migliori ospedali oncologici al mondoRoma, 8 mar. (askanews) – L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano si conferma tra i Centri oncologici più prestigiosi a livello globale: ancora una volta, è il risultato che emerge dalla World’s Best Specialized Hospitals 2023, la classifica dei 300 ospedali specializzati in oncologia che rappresentano il top a livello mondiale. L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) è risultato al diciassettesimo posto nella classifica mondiale, quarto tra gli oncologici europei, ed è sul podio tra gli ospedali nazionali.
“Non possiamo che essere orgogliosi di questo prestigioso riconoscimento per l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e, in senso più ampio, per la sanità pubblica italiana – dichiara Marco Votta, Presidente INT – viene premiato il lavoro di chi ha dato e continua a dare un contributo fondamentale alla ricerca e, ancora una volta, questa è la dimostrazione dell’alta qualità delle cure dedicate ai pazienti nel nostro Istituto, i cui risultati vengono riconosciuti e presi come riferimento in tutto il mondo”.
L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano rappresenta una delle eccellenze scientifiche italiane nel panorama dell’oncologia internazionale con un bagaglio di conoscenze che contribuisce allo sviluppo di innovativi progetti per il futuro, con l’obiettivo di continuare a segnare tappe importanti nella lotta contro il cancro. Anche in virtù di questo impegno consolidato, INT è oggi parte della rete del Cancer Core Europe (CCE), l’alleanza dei sette più importanti centri di eccellenza in Europa per il cancro, che combinano ricerca scientifica, clinica e traslazionale, e mirano ad accelerare lo sviluppo di terapie oncologiche innovative. È inoltre membro di OECI (Organisation of European Cancer Institutes), l’Organizzazione che raggruppa i maggiori istituti oncologici a livello internazionale e nella quale INT ha nel Board propri rappresentanti, che si propone di promuovere e rafforzare i Comprehensive Cancer Centres per ridurre l’incidenza e la mortalità del cancro e offrire supporto ai pazienti affetti da questa patologia.
“La classifica pubblicata da Newsweek ci onora e rappresenta uno stimolo in più per il nostro Istituto che ora si sta preparando a essere tra i grandi protagonisti della Città della Salute e della Ricerca di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano – interviene Carlo Nicora, Direttore Generale dell’Istituto – il progetto nasce dall’idea di riunire in una struttura ospedaliera all’avanguardia le maggiori eccellenze sanitarie pubbliche come il nostro Istituto, con l’obiettivo di creare un Clinical Research Center, in linea con le grandi strutture di riferimento internazionali e consolidare il nostro Istituto quale polo di ricerca, assistenza e didattica”.
“Questo riconoscimento è un’ulteriore prova del ruolo e della qualità dell’Istituto a livello nazionale e internazionale, che si aggiunge al recente riconoscimento da parte del Ministero della Salute al nostro Istituto, quale primo IRCCS oncologico nazionale, tra i 12 pubblici e privati. Questo è un risultato importante in quanto questa valutazione annuale si basa su una trentina di indicatori quantitativi che il Ministero valuta con precisi algoritmi e che quindi colloca da qualche anno il nostro Istituto come primo in base a indicatori di ricerca e assistenziali”, aggiunge Giovanni Apolone, Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

8 Marzo, Umbria aderisce a progetto Rai “No Women No Panel”

8 Marzo, Umbria aderisce a progetto Rai “No Women No Panel”Roma, 8 mar. (askanews) – La Regione Umbria guidata dalla presidente Donatella Tesei, i Comuni di Perugia, con il sindaco Andrea Romizi, e di Terni, con il sindaco Leonardo Latini, le Province di Perugia e Terni presiedute da Stefania Proietti e Laura Pernazza: le istituzioni territoriali dell’Umbria, assieme all’Università degli Studi di Perugia con il Rettore Maurizio Oliviero, hanno annunciato nella data simbolica dell’8 marzo la firma congiunta del Protocollo d’intesa “No Women No Panel”, promosso dalla Rai per la parità di genere nel dibattito pubblico.
Si aggiunge così un nuovo tassello, in collaborazione con la Direzione Rai Umbria e la TGR, alla diffusione del progetto nei territori, dopo la firma un anno fa del Memorandum of Understanding, siglato dalla Presidente Rai Marinella Soldi con i rappresentanti delle massime istituzioni del Paese, e dei protocolli a Bari, Firenze e Milano.
L’Umbria, d’altra parte, si distingue nel panorama nazionale per una più vivace partecipazione femminile alla vita politica e istituzionale, nella pubblica amministrazione come nel governo delle città e dei territori, laddove il dato generale è ancora basso (nei consigli regionali la quota di donne elette nel 2020 è ferma al 22%; in Parlamento scende in questa legislatura dal 36,3 al 31%).
Dopo la ratifica nelle Giunte e nei Consigli provinciali, nonché al Senato Accademico, il Protocollo “No Women No Panel” sarà firmato dai vertici istituzionali e di Rai entro la fine di marzo, in una cerimonia pubblica preceduta da un momento formativo sul tema della democrazia paritaria.

Proteine alleate (anche) delle donne grazie agli antiossidanti

Proteine alleate (anche) delle donne grazie agli antiossidantiMilano, 8 mar. (askanews) – Proteggono il sistema immunitario, prevengono alcune patologie, fortificano il nostro organismo: gli antiossidanti naturali sono molecole, native in alcuni cibi, fondamentali per la nostra salute, in grado di neutralizzare i radicali liberi e, quindi, di proteggere le cellule. Alcuni studi confermano che un’alimentazione ricca di antiossidanti provenienti da frutta e ortaggi, ma anche dalla carne, può avere un ruolo determinante nella prevenzione di malattie cardiovascolari, neurodegenerative, metaboliche e tumori.
È recente la scoperta di alcuni ricercatori giapponesi che hanno evidenziato nuovi antiossidanti nella carne di manzo, maiale e pollo. Il gruppo di ricerca guidato da Hideshi Ihara della Graduate school of science della Osaka metropolitan University, con un metodo innovativo, è stato il primo a scoprire dei dipeptidi contenenti 2-oxo-imidazolo (2-oxo-IDP), che hanno un atomo di ossigeno in più rispetto ai normali IDP. I dipeptidi imidazolici (IDP), abbondanti nella carne e nel pesce, sono sostanze prodotte nel corpo di vari animali, compreso l’uomo, e sono considerati efficaci nell’alleviare l’affaticamento e prevenire la demenza. I risultati dello studio sono stati pubblicati nell’ultima edizione della rivista Antioxidants.
“I dati che emergono da questa ricerca sono molto importanti – spiega Susanna Bramante, agronomo PhD, diet and nutrition adviser – perché confermano le proprietà benefiche della carne e aggiungono altre sostanze antiossidanti a quelle già note, come glutatione e acido lipoico. Prima si pensava che gli antiossidanti fossero presenti solo nella frutta e nei vegetali. Oggi sappiamo che la carne di manzo, pollo e maiale, contiene sostanze specifiche ad alta attività antiossidante già in piccole quantità. I composti bioattivi della carne erano già noti e questo studio ha dato un’ulteriore conferma del ruolo funzionale e nutraceutico che può avere la carne grazie ai suoi effetti protettivi sulla salute”.
Il corpo umano produce autonomamente i propri antiossidanti, ma il loro livello dipende anche dal cibo che mangiamo. Mangiando cibi ricchi di antiossidanti naturali possiamo creare una protezione contro alcune malattie, evitando alle cellule danni causati dai radicali liberi. E le proteine sono elementi essenziali per la crescita e la riparazione, il buon funzionamento e la struttura di tutte le cellule viventi. Le proteine sono localizzate soprattutto nei muscoli (actina e miosina) e nelle ossa e sono costituite da unità elementari, gli aminoacidi; hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo e nel funzionamento di tutti gli organi e tessuti. Gli aminoacidi sono una ventina, di cui alcuni non indispensabili, poiché l’organismo stesso è in grado di sintetizzarli ed altri, invece, essenziali che devono essere apportati attraverso l’alimentazione.
“Una corretta alimentazione è importante in ogni fase della vita di ciascuno di noi sin dall’infanzia – sottolinea Bramante – e nella donna, in particolare, perché attraversa durante il suo percorso di vita diverse fasi. Il fabbisogno proteico della donna aumenta nelle fasi critiche come la gravidanza, l’allattamento e con l’età. Dai 18 ai 59 anni l’assunzione proteica raccomandata secondo i Larn, cioè i valori di riferimento per la dieta, è di 54 grammi di proteine al giorno, che aumentano a 66 grammi dopo i 60 anni, addirittura a 80 nel terzo trimestre di gravidanza e 75 nel primo semestre di allattamento. Sono richieste molto alte e l’unico modo per soddisfarle efficacemente è con le proteine di alta qualità, come quelle nobili di origine animale, che vengono assorbite e utilizzate al 100% senza ostacoli e sono complete di tutti gli amminoacidi essenziali”.
Per soddisfare gli alti fabbisogni proteici è importante anche la qualità proteica oltre che la quantità: “Specialmente i nutrienti che si trovano solo nella carne – aggiunge ancora Bramante – come gli antiossidanti specifici rilevati nello studio dei ricercatori giapponesi, come la carnosina, anserina, balenina, omocarnosina e omoanserina e i loro omologhi a più alta attività antiossidante. Questi svolgono il loro ruolo in elevate quantità nei muscoli, nei tessuti e nel cervello, hanno importanti funzionalità biologiche e protettive contro la formazione di tumori, l’insorgenza di patologie e l’invecchiamento, e ci fanno capire l’importanza della presenza di carne nella dieta”.

Salone del vino di Torino: nella settimana di eventi 13mila presenze

Salone del vino di Torino: nella settimana di eventi 13mila presenzeMilano, 8 mar. (askanews) – Nella settimana dal 28 febbraio al 6 marzo sono state oltre 13mila le presenze a Cavallerizza Reale, Museo del Risorgimento, Palazzo Birago e Palazzo Cisterna, e negli oltre 100 eventi diffusi in 60 location sparse in tutta la città. Questo il bilancio diffuso dagli organizzatori della prima edizione del Salone del Vino di Torino.
“Il cuore della manifestazione del Salone nel week-end di sabato 4 e domenica 5 marzo, ha totalizzato più di 7.400 passaggi raggiungendo il sold out prima dell’apertura delle porte” si legge in una nota, in cui si evidenzia che “anche il 6 marzo, giornata dedicata agli addetti del settore, ha contato la partecipazione di oltre mille operatori tra aziende del territorio, buyer, enoteche e ristoratori”.
“La città ha dimostrato di essere pronta ad accogliere un nuovo grande evento dedicato al mondo del vino, dopo molto tempo” ha spiegato il direttore del Salone, Patrizio Anisio, sottolineando “lavoreremo per rendere Torino la grande Casa del vino piemontese, in un racconto che parli delle nostre eccellenze in Italia e nel mercato internazionale”.

6 ristoranti israeliani in lista 50 Best Restaurants in Medio Oriente

6 ristoranti israeliani in lista 50 Best Restaurants in Medio OrienteRoma, 8 mar. (askanews) – Per il secondo anno consecutivo, sei ristoranti israeliani sono entrati nella classifica dei 50 migliori ristoranti del Medio Oriente , secondo il sito www.theworldsbest50.com, sponsorizzato da San Pellegrino e Acqua Panna. L’elenco è stato reso noto all’inizio di questa settimana durante la cerimonia ad Abu Dhabi. Tutti i ristoranti si trovano a Tel Aviv e sono stati inseriti nella lista dell’anno scorso, ad eccezione di A di Yuval Ben Neriah, che ha aperto solo nell’ultimo anno.
Inoltre, il ristorante vegano di Tel Aviv, Opa , è stato insignito del premio One to Watch, che premia un ristorante emergente nella regione MENA e che 50 Best ritiene abbia il potenziale per entrare nella lista negli anni a venire. George and John è il ristorante israeliano con il sesto posto in classifica (dal nono dello scorso anno). Situato al piano terra del Drisco Hotel, nell’American Colony di Tel Aviv e presieduto dallo chef Tomer Tal, il ristorante offre, secondo il sito web “un menù contemporaneo, corrispondente alla località e alla stagionalità, servendo piatti raffinati e creativi in un’atmosfera unica”. “Nel suo ristorante, lo chef Tomer Tal combina i sapori e le ricette della sua eredità ebraico-marocchina con i prodotti crudi di stagione del Carmel Market di Tel Aviv e i frutti di mare freschi dell’adiacente porto di Jaffa. Ogni piatto splendidamente impiattato racconta la sua storia, mostrando un aspetto della cucina locale del Mediterraneo orientale”.