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Clima, “nel 2024 in Italia 351 eventi estremi (+485% sul 2015)”

Clima, “nel 2024 in Italia 351 eventi estremi (+485% sul 2015)”Roma, 30 dic. (askanews) – L’Italia è sempre più sotto scacco della crisi climatica. Nel 2024, e per il terzo anno consecutivo, sono stati oltre 300 gli eventi meteo estremi che hanno colpito la Penisola, arrivando quest’anno a quota 351. Un numero in costante crescita negli ultimi dieci anni: nel 2024 ha visto un aumento degli eventi meteo estremi di quasi 6 volte, +485% rispetto al 2015 (quando ne furono registrati 60). A fare la parte da leone in questo 2024 l’aumento dei danni da siccità prolungata (+54,5% rispetto al 2023), da esondazioni fluviali (+24%) e da allagamenti dovuti alle piogge intense (+12%), con un’Italia divisa in due tra poca e troppa acqua.


A scattare questa fotografia di fine anno è l’Osservatorio Città Clima di Legambiente, realizzato in collaborazione con il Gruppo Unipol, che mette in fila i numeri della crisi climatica in Italia nel 2024, sottolineando come “la Penisola ancora una volta si sia fatta trovare impreparata anche in questi ultimi giorni di fine anno contrassegnati da piogge, mareggiate e venti forti. Male il Governo Meloni per l’inerzia dimostrata. In particolare, l’Esecutivo non ha messo in campo strategie di prevenzione e non ha stanziato le risorse economiche necessarie per attuare le azioni prioritarie del PNACC, il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, che ad oggi risulta essere una scatola purtroppo vuota. Inoltre, non è stato ancora emanato il decreto per l’insediamento dell’Osservatorio Nazionale per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici”. I DATI – Il 2024, spiega il dossier di Legambiente, è stato segnato da 134 casi di allagamenti da piogge intense, 62 casi di danni da vento, 46 esondazioni fluviali che hanno causato danni, 34 eventi con danni da siccità prolungata, 30 danni da grandinate, 19 casi di frane causate da piogge intense, 9 danni alle infrastrutture, 8 da mareggiate, 2 al patrimonio storico e 1 caso di temperature record. Il Nord Italia risulta il più colpito con 198 eventi meteo estremi, seguito dal Sud 92 e dal Centro 61. A livello regionale, quest’anno l’Emilia-Romagna con 52 eventi, è la regione più martoriata dalla crisi climatica, seguita da Lombardia (49), Sicilia (43), Veneto (41) e Piemonte (22). Tra le province svetta al primo posto Bologna con 17 eventi meteo estremi, seguita da Ravenna e Roma entrambe a quota 13, Torino con 12 e Palermo con 11. Tra le grandi città, la Capitale è quella più colpita con 8 eventi meteo estremi, seguita da Genova (7) e Milano (6). Preoccupano anche i danni che gli eventi meteo estremi stanno causando in generale sui trasporti: 22 quelli che nel 2024 hanno provocato danni e ritardi a treni e trasporto pubblico locale nella Penisola.


“Nel 2024 l’Italia – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – è stata travolta da una nuova ondata di eventi meteo estremi e ancora una volta si è fatta trovare impreparata. Il Governo Meloni, in oltre due anni di attività, non ha messo in campo nessuna strategia di prevenzione con interventi mirati, che permetterebbero di risparmiare il 75% delle risorse spese per riparare i danni post emergenza, e non ha stanziato i finanziamenti necessari per le azioni prioritarie del PNACC, fondi non previsti neanche nella legge di bilancio appena approvata. Auspichiamo che nel 2025 da parte dell’Esecutivo ci sia un’assunzione di responsabilità diversa nella lotta alla crisi climatica: servono più risorse economiche e interventi su prevenzione, mitigazione e adattamento. È urgente approvare anche una legge per fermare il consumo di suolo, problema affrontato in modo ideologico col DL Agricoltura vietando il fotovoltaico a terra, e il DPR per facilitare il riutilizzo delle acque reflue depurate sui terreni agricoli. Le vere minacce per l’agricoltura italiana sono, infatti, la crisi climatica e la cementificazione, non il Green Deal europeo”. “Tra gli eventi meteo estremi in crescita – aggiunge Andrea Minutolo responsabile scientifico di Legambiente – preoccupa il fenomeno della siccità che a più riprese ha colpito in questi anni l’Italia. Simbolo di quest’estate il lago Pergusa, in provincia di Enna, ridotto più o meno ad una pozza. L’emergenza in Sicilia è figlia della siccità del Po del 2022 e di un trend collegato alla crisi climatica in continua evoluzione che rappresenta un monito severo. Per questo è importante che il Paese definisca una strategia nazionale della gestione idrica, più attenta e circolare, con interventi concreti che favoriscano l’adattamento ai cambiamenti climatici e permettano di ridurre da subito i prelievi di acqua evitandone anche gli sprechi”.


“In Emilia-Romagna i fenomeni di precipitazione estrema seguiti da alluvioni e allagamenti continuano a causare danni importanti”, ribadisce Francesco Occhipinti, direttore di Legambiente Emilia-Romagna: “Il ripetersi di questi eventi e le conseguenze negative che continuano a causare sono il segnale della necessità di un’azione di sistema, come già messo in luce dal dibattito pubblico e istituzionale a partire dall’alluvione del maggio 2023. La messa in sicurezza dei corsi d’acqua e la creazione di infrastrutture per garantire la sicurezza idraulica non può prescindere dall’adozione di un approccio di salvaguardia dal punto di vista ecologico, che garantisca una buona qualità degli ecosistemi fluviali e al contempo la sicurezza delle comunità che vivono in prossimità dei fiumi. È quindi fondamentale il coinvolgimento delle comunità stesse, attraverso processi che consentano sia l’informazione e la formazione, sia la condivisione delle misure messe in atto per ridisegnare l’assetto fluviale”. CLASSIFICA REGIONI PIÙ COLPITE DA SICCITÀ, ESONDAZIONI E ALLAGAMENTI – per quanto riguarda la siccità, le regioni più colpite sono state Sicilia (16 eventi), Sardegna (9), Basilicata (3). Sul fronte allagamenti spicca la Lombardia (con 25 eventi meteo estremi), seguita da Emilia-Romagna (22), Sicilia (15). In tema di esondazioni fluviali l’Emilia-Romagna è al primo posto (con 14 eventi), a seguire Lombardia (8), Veneto (5).


2024, ANNO DEI RECORD – Spicca poi l’ennesimo record di temperature globali registrato dal programma europeo Copernicus che indica il 2024 come l’anno più caldo da inizio registrazioni con, per la prima volta, il superamento della soglia di 1,5 °C sopra i livelli pre-industriali. Il mese di novembre 2024 è stato il secondo più caldo a livello globale, dopo il novembre 2023, con una temperatura media dell’aria superficiale di 14,1°C, +0,7°C al di sopra della media di quel mese del periodo compreso tra il 1991 e il 2020. Il novembre 2024 è stato di 1,6°C al di sopra del livello pre-industriale ed è stato il 16° mese in un periodo di 17 mesi in cui la temperatura superficiale media globale dell’aria ha superato di 1,5°C i livelli pre-industriali. Anche la temperatura superficiale media marina per il mese di novembre 2024 ha registrato livelli record, con 20,6°C, il secondo valore più alto registrato per il mese, e solo 0,13°C al di sotto del novembre 2023.

Il Cnel: il 7,6% della popolazione ha rinunciato a prestazioni sanitarie

Il Cnel: il 7,6% della popolazione ha rinunciato a prestazioni sanitarieRoma, 29 dic. (askanews) – Nel 2023 circa 4,5 milioni di persone hanno rinunciato a prestazioni sanitarie per problemi economici, problemi di offerta (lunghe liste di attesa) o difficoltà a raggiungere i luoghi di erogazione del servizio. Si tratta del 7,6% della popolazione italiana, contro il 7% del 2022 e al 6,3% del 2019, anno pre-pandemico. È quanto evidenzia il Cnel nella Relazione 2024 sui servizi pubblici, presentata lo scorso ottobre.


Vi è stata, quindi, una tendenza al peggioramento, a prescindere dall’eccezionalità del 2021, quando le conseguenze legate al Covid-19 fecero incrementare il valore fino all’11%. La quota di cittadini che ha rinunciato a visite mediche (escluse odontoiatriche) o ad accertamenti sanitari è massima nella fascia di età 55-59 anni (11,1%), è più bassa ma comunque elevata tra gli anziani di 75 anni e più (9,8%) e minima tra i bambini fino ai 13 anni (1,3%). Emerge uno svantaggio delle donne, con il 9% contro il 6,2% degli uomini.

Giubileo, aperta la Porta Santa a San Giovanni in Laterano a Roma

Giubileo, aperta la Porta Santa a San Giovanni in Laterano a RomaRoma, 29 dic. (askanews) – E’ stato il cardinale Baldassare Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, ad aprire la Porta Santa della Basilica di San Giovanni in Laterano.


Dopo la Porta Santa di San Pietro il 24 dicembre e quella – straordinaria – nel carcere di Rebibbia il 26 dicembre, il Giubileo 2025 prosegue oggi con l’apertura della Porta Santa di San Giovanni in Laterano, la cosiddetta cattedrale di Roma. Non è una giornata qualsiasi: oggi, infatti, si celebra la Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe e – con l’apertura della Porta Santa di San Giovanni in Laterano – il Giubileo inizierà ufficialmente in tutte le diocesi del mondo.

Accordo Chiara Ferragni-Codacons. La creator dona 200mila euro alle vittime di violenza

Accordo Chiara Ferragni-Codacons. La creator dona 200mila euro alle vittime di violenzaMilano, 28 dic. (askanews) – Chiara Ferragni, il Codacons e l’Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi hanno concluso un accordo nell’ambito del caso Pandoro “per porre fine a ogni reciproca contestazione e per favorire, più in generale, la distensione dei rispettivi rapporti”. Lo fa sapere il Codacons, sottolineando che “l’accordo segna la duplice volontà delle Parti, da un lato, di chiudere le pregresse vertenze e, dall’altro lato, di guardare positivamente al futuro, istaurando un clima di collaborazione e rispetto con l’obiettivo di favorire iniziative concrete e un dialogo costruttivo su temi sociali di comune interesse”.


In particolare, riferisce l’associazione dei consumatori, “l’accordo prevede il versamento, da parte di Chiara Ferragni, di una somma di denaro destinata al risarcimento dei consumatori rappresentati dal Codacons e dall’Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi che avevano acquistato il pandoro “Pink Christmas”, e di un ulteriore importo per il rimborso delle spese legali sostenute dalle predette associazioni nell’ambito dei vari procedimenti giudiziari. Il Codacons e l’Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi nei prossimi giorni contatteranno i consumatori che si erano rivolti alle stesse associazioni per mettere a loro disposizione il risarcimento”. Parte integrante dell’accordo, sottolinea il Codacons, “è la donazione che verrà effettuata, da Chiara Ferragni, di una somma di Euro 200 mila a favore di un ente scelto d’intesa da Chiara Ferragni ed il Codacons, con preferenza accordata ad iniziative che supportino le donne vittime di violenza”.


“Chiara Ferragni è da sempre particolarmente sensibile al tema”, dice ancora il Codacons che “sta realizzando il progetto ‘Oltre il Silenzio”” per assistere e supportare le vittime di violenza di genere nel nostro Paese e che si concluderà con un importante evento nazionale cui parteciperà anche la stessa Chiara Ferragni”. Carlo Rienzi, Presidente del Codacons, esprime il suo apprezzamento per l’accordo raggiunto, il quale è di completa soddisfazione per le associazioni e per i consumatori che le stesse rappresentano, e sottolinea l’importanza della donazione concordata, che potrà essere di concreto aiuto alle donne più fragili.

Cecilia Sala incarcerata in Iran, Tajani: è in cella singola, trattamento rispettoso

Cecilia Sala incarcerata in Iran, Tajani: è in cella singola, trattamento rispettosoRoma, 28 dic. (askanews) – Cecilia Sala, detenuta in Iran, è “in una cella singola” dove sta ricevendo “un trattamento rispettoso della dignità della persona” e “continueremo a verificare con le visite consolari che faremo, al momento non abbiamo avuto segnali negativi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani che, interpellato dalla stampa a margine dei lavori sulla manovra in corso in Senato, ha precisato: “Non parlerei di isolamento, è in una cella singola per non stare con persone che non parlano né inglese né italiano”.


Interpellato sui tempi di risoluzione della vicenda, il ministro ha risposto: “E’ difficile dirlo, io mi auguro che siano brevi, ma non dipende da noi. Noi stiamo cercando di risolvere una questione che è complicata e di garantire intanto che sia detenuta nelle migliori condizioni possibili, che possa ricevere visite consolari, che possa parlare con la famiglia. Che abbia un trattamento normale, non negativo. Cosa che sta accadendo in questo momento. Stiamo lavorando, stiamo facendo tutto quello che si può, ma i tempi non possiamo prevederli”. Tajani ha quindi ribadito che non sono ancora noti i capi di accusa contestati alla giornalista, “perchè l’avvocato non ha ancora avuto la possibilità di fare la visita in carcere”. “Speriamo possa farla nei prossimi giorni e possa avere quanto prima dei capi di imputazione precisi”, ha auspicato il titolare della Farnesina.

Addio a Cesare Ragazzi, il re delle soluzioni anti-calvizie

Addio a Cesare Ragazzi, il re delle soluzioni anti-calvizieRoma, 28 dic. (askanews) – Addio a Cesare Ragazzi. Addio al primo pubblicitario di una soluzione anti-calvizie personalizzata morto per un malore improvviso, nella serata del 27 dicembre, a Bologna, all’età di 83 anni. Negli anni 80 pubblicizzava un metodo per il trapianto di capelli in grado di superare la calvizie. Attraverso massicce campagne di spot televisivi irrompeva nelle case degli italiani con il suo baffetto inconfondibile: “Salve, sono Cesare Ragazzi, mi sono messo in testa un’idea meravigliosa” fu lo slogan con il quale spopolò fino a diventare un vero e proprio fenomeno di costume che divenne personaggio anche nei film dell’epoca: si pettinava, si immergeva, nuotava, tutto a misura di capelli nuovi e resistenti. Fondò la sua professione partendo da un’esigenza personale. Lui stesso raccontava che cominciò a perdere i capelli negli anni Sessanta così si mise a studiare il problema della calvizie. Riuscì a inventare la protesi tricologica, ovvero un trapianto non invasivo che veniva applicato direttamente sul cuoio capelluto, attraverso un nastro apposito: “un parrucchino di capelli naturali” lo definì. Il boom delle tv commerciali aiutarono lo sviluppo della sua azienda che arrivò a contare fino a 80 centro in Italia prima del crac del 2008 e del fallimento nel 2009. Il funerale di Cesare Ragazzi, annuncia la sindaca di Valsamoggia, Milena Zanna, sarà lunedì alle 10 nella chiesa di Santo Stefano a Bazzano, preceduto dalla camera ardente alla casa funeraria Parini. Lì sono attesi amici e parenti per l’ultimo saluto. Lascia la moglie Marta e tre figli: Nicola, Simona e Alessia

Un Capodanno in compagnia dell’Anticiclone delle Azzorre

Un Capodanno in compagnia dell’Anticiclone delle AzzorreMilano, 28 dic. (askanews) – Ultimi 4 giorni del 2024 all’insegna del sole e in compagnia dell’Anticiclone delle Azzorre. Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma una lunga fase di bel tempo a cavallo tra il 2024 e il 2025 con parziali disturbi in arrivo non prima di giovedì 2 gennaio.


Fino all’inizio del 2025, il sole prevalente porterà anche temperature massime gradevoli con una classifica termica ricca di sorprese: al primo posto, a pari merito, troveremo Sardegna e Sicilia con Cagliari, Catania e Siracusa a 19 gradi, seguite al secondo posto dalle restanti regioni del Sud; a sorpresa, medaglia d’argento anche la Liguria con 18 gradi; altri valori fuori dal coro sono previsti per il terzo gradino del podio: a Roma e nei fondivalle alpini (anche Lecco e Sondrio) supereremo i 15 gradi a fine dicembre. Insomma, si starà bene quasi ovunque intorno all’ora di pranzo, mentre al mattino farà un po’ freddo al Centro-Nord con gelate soprattutto in Pianura Padana.


Avvicinandosi al 2025, dovremo prestare attenzione alle nebbie in infittimento da domenica in poi: sia il 30 sia il 31 dicembre i cieli saranno grigi in Val Padana, con una sensibile riduzione della visibilità che indurrà a prestare la massima prudenza, anche all’ora del brindisi. La Notte di San Silvestro sarà infatti ancora dominata dall’Anticiclone delle Azzorre ma, complici l’assenza di vento e la persistente stabilità atmosferica, ci saranno le nebbie in Pianura Padana e sono previsti degli addensamenti marittimi lungo le coste tirreniche e liguri: niente di particolare, al massimo avremo locale pioviggine in Liguria, il contesto generale sarà buono.

Ipotesi intrigo internazionale dietro la detenzione della giornalista Cecilia Sala in Iran

Ipotesi intrigo internazionale dietro la detenzione della giornalista Cecilia Sala in IranRoma, 28 dic. (askanews) – Ci sarebbe l’ombra dell’intrigo internazionale, seppure tutto da confermare, dietro la detenzione in Iran della giornalista italiana Cecilia Sala, secondo quanto riportano “Repubblica” e il “Corsera”. Che avanzano un’ipotesi secondo cui il suo arresto potrebbe essere collegato a un altro arresto avvenuto a Malpensa tre giorni prima: quello dell’iraniano Mohammad Abedini Najafabadi, su esecuzione di un ordine di cattura spiccato dagli Usa. L’uomo, in arrivo da Istanbul, è accusato dagli statunitensi di avere esportato componentistica elettronica utile alla fabbricazione di droni. Una pista tutta da verificare, e che potrebbe complicare gli sforzi per la liberazione della giornalista che era in Iran nel rispetto di tutte le regole imposte dal regime per il lavoro giornalistico.


La notizia della detenzione di Cecilia Sala è stata resa nota ieri. E’ stata fermata il 19 dicembre scorso dalle autorità di polizia di Teheran. Su disposizione del Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, l’Ambasciata e il Consolato d’Italia a Teheran stanno seguendo il caso con la massima attenzione sin dal suo inizio. “In coordinamento con la presidenza del Consiglio, la Farnesina ha lavorato con le autorità iraniane per chiarire la situazione legale di Cecilia Sala e per verificare le condizioni della sua detenzione”, dopo il fermo della giornalista da parte della polizia di Teheran. Ieri, riferisce la Farnesina, l’ambasciatrice d’Italia Paola Amadei ha effettuato una visita consolare per verificare le condizioni e lo stato di detenzione della dottoressa Sala. La famiglia è stata informata dai risultati della visita consolare. In precedenza, rende noto il ministero, la dottoressa Sala aveva avuto la possibilità di effettuare due telefonate con i parenti. In accordo con i genitori della giornalista, la Farnesina invita alla massima discrezione la stampa per agevolare una veloce e positiva risoluzione della vicenda. Cecilia Sala è rinchiusa nel carcere di Evin, nella capitale iraniana, in una cella di isolamento. Si tratta della stessa prigione in cui il regime iraniano trattiene i dissidenti arrestati, e in cui ha trascorso 45 giorni anche la “travel blogger” romana Alessia Piperno prima di essere liberata e fare ritorno in Italia. “Siamo molto preoccupati per il fermo in Iran della giornalista Cecilia Sala e seguiamo il caso da vicino e con grande apprensione. Chiediamo da subito al governo, con cui siamo già in contatto, di mettere in campo ogni iniziativa utile a far luce su questa vicenda, chiarezza sui motivi di questo trattenimento e, soprattutto, a riportare Cecilia Sala in Italia quanto prima”. Così ieri segretaria del Pd Elly Schlein.


“Fin dal primo giorno, da quando è arrivata la notizia dell’inaccettabile arresto di Cecilia Sala da parte delle autorità Iraniane, tutto il Governo, in primis il Presidente Giorgia Meloni ed il Ministro Tajani, si è mosso per farla liberare”. Lo ha scritto, sempre ieri, il ministro della Difesa Guido Crosetto su X. “Ogni persona che poteva e può essere utile per ottenere questo obiettivo si è messa al lavoro” ha aggiunto. “Le trattative con l’Iran non si risolvono, purtroppo, con il coinvolgimento dell’opinione pubblica occidentale e con la forza dello sdegno popolare ma solo con un’azione politica e diplomatica di alto livello. L’Italia lavora incessantemente per liberarla, seguendo ogni strada”. Cecilia Sala era partita il 12 dicembre da Roma con un regolare visto giornalistico e le tutele di una giornalista in trasferta. Lo ha fatto sapere ieri in una nota la società di produzione di podcast Chora Media, precisando che nella Repubblica islamica – dove è stata arrestata il 19 dicembre – ha fatto una serie di interviste e realizzato tre puntate del suo podcast, Stories. La giornalista “sarebbe dovuta rientrare a Roma il 20 dicembre, ma la mattina del 19, dopo uno scambio di messaggi, il suo telefono è diventato muto”, ha chiarito Chora Media.

La giornalista Cecilia Sala fermata a Teheran dalla polizia

La giornalista Cecilia Sala fermata a Teheran dalla poliziaRoma, 27 dic. (askanews) – La giornalista italiana Cecilia Sala, in Iran per svolgere servizi giornalistici, è stata fermata il 19 dicembre scorso dalle autorità di polizia di Teheran. Lo rende noto la Farnesina. Su disposizione del Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, l’Ambasciata e il Consolato d’Italia a Teheran stanno seguendo il caso con la massima attenzione sin dal suo inizio.


“In coordinamento con la presidenza del Consiglio, la Farnesina ha lavorato con le autorità iraniane per chiarire la situazione legale di Cecilia Sala e per verificare le condizioni della sua detenzione”, dopo il fermo della giornalista da parte della polizia di Teheran.Oggi, riferisce la Farnesina, l`ambasciatrice d`Italia Paola Amadei ha effettuato una visita consolare per verificare le condizioni e lo stato di detenzione della dottoressa Sala. La famiglia è stata informata dai risultati della visita consolare.


In precedenza, rende noto il ministero, la dottoressa Sala aveva avuto la possibilità di effettuare due telefonate con i parenti. In accordo con i genitori della giornalista, la Farnesina invita alla massima discrezione la stampa per agevolare una veloce e positiva risoluzione della vicenda. 

Un Capodanno con l’anticiclone delle Azzorre

Un Capodanno con l’anticiclone delle AzzorreRoma, 27 dic. (askanews) – Il periodo turbolento con piogge, nevicate diffuse sugli Appennini e venti freddi che hanno caratterizzato gli ultimi giorni è ormai alla conclusione. Ora sarà l’anticiclone delle Azzorre a tornare protagonista e lo sarà almeno fino a San Silvestro. Antonio Sanò, fondatore de iLMeteo.it ci aggiorna sulle previsioni del tempo fino alla fine dell’anno, dando anche una tendenza per l’inizio del 2025. L’anticiclone oceanico sta conquistando via via quasi tutto il Vecchio Continente, Italia compresa. La sua presenza, sempre più ingombrante, garantirà condizioni di bel tempo su tutte le nostre regioni, tanto che il sole splenderà indisturbato sicuramente fino al weekend, l’ultimo del 2024.


Ma come spesso accade in inverno, la presenza dell’alta pressione ha anche un rovescio della medaglia, ovvero la formazione di nebbie: l’estrema stabilità atmosferica sarà responsabile anche dell’aumento dell’inquinamento atmosferico e del conseguente peggioramento della qualità dell’aria che inizierà a manifestarsi proprio in concomitanza con l’ultimo dell’anno. La fine del 2024 sarà infatti caratterizzata da nebbie diffuse e in qualche caso anche persistenti sulle zone pianeggianti del Nord, nonché da nubi irregolari lungo le coste. Avremo invece uno splendido sole man mano che saliremo verso le nostre montagne. Ma sarà bello anche al Centro-Sud. Le temperature non subiranno sostanziali variazioni: di notte e al primo mattino farà piuttosto freddo con gelate al Nord e valori prossimi allo zero anche al Centro; di giorno sarà mite soprattutto in montagna e al Centro-Sud con valori attorno ai 14-15°C, fino a 8-10°C sulla pianura del Nord. Per una svolta bisognerà attendere i giorni immediatamente successivi a Capodanno. Ancora una volta l’anticiclone si innalzerà verso l’Islanda favorendo la discesa di masse d’aria freddissime di origine polare che entro l’Epifania raggiungeranno anche l’Italia provocando un peggioramento del tempo ancora tutto da decifrare.