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L’avventura di Hidetoshi Nagasawa, una retrospettiva da Building

L’avventura di Hidetoshi Nagasawa, una retrospettiva da BuildingMilano, 10 apr. (askanews) – Tre sedi milanesi per una mostra dedicata a Hidetoshi Nagasawa, artista giapponese che ha lavorato in Italia dagli anni Sessanta fino alla morte nel 2018. È un progetto retrospettivo della Galleria Building, che coinvolge anche la Galleria Moshe Tabibnia e la Casa degli artisti. A curarlo è stato chiamato Giorgio Verzotti.


“L’idea – ha detto ad askanews – era un po’ quella di raccontare tutto. Abbiamo cercato di documentare tutti i suoi passaggi, tutti i suoi periodi, sia per quanto riguarda la scultura, sia per quanto riguarda l’opera bidimensionale che ha sempre accompagnato la scultura”. In mostra quaranta opere che raccontano un po’ tutta l’avventura di Nagasawa con la scultura, attraverso diverse manifestazioni e diverse strutture. Ma la mostra dà spazio anche a meravigliosi lavori su carta, forse oggi le opere più interessanti dell’esposizione, per la capacità di essere dei rilievi più che dei disegni, quindi in un certo modo anch’essi scultura.


“Nagasawa ha avuto delle mostre anche di recente dopo la sua scomparsa – ha aggiunto Verzotti – però erano sempre legate a un certo periodo del suo lavoro, a una certa sua attività. E questa credo che sia la prima in cui abbiamo offerto quasi una rassegna museale, dove c’è un po’ tutto il suo lavoro”. Da Building in via Monte di pietà, è poi aperta anche la mostra “Opus Liber”, che presenta una affascinante collezione di libri-opera degli ultimi sessant’anni. Curata da Angela Madesani, raccoglie lavori di Lucio Fontana o di Giulio Paolini, di Yuval Avital o di Sabrina Mezzaqui. Stili e materiali diversi, ma anche la sensazione unificante legata al fascino del libro come oggetto e come soggetto d’arte.

L’Arte Terapia per tutti, gratis, al Teatro Abarico di Roma

L’Arte Terapia per tutti, gratis, al Teatro Abarico di RomaRoma, 10 apr. (askanews) – A partire da venerdì 19 aprile un mese di eventi gratuiti per far conoscere il potere dell’arte terapia. Un seminario divulgativo e ben 4 seminari esperienziali per un viaggio dentro di sé attraverso l’Arte terapia tra teatro e scrittura È la novità della parte finale di questa stagione teatrale a Roma: un grande evento gratuito per far conoscere il mondo dell’arte-terapia a teatro Un ciclo di seminari esperienziali di Arte terapia tra teatro e scrittura, per utilizzare i linguaggi artistici in una forma non solo di intrattenimento, ma anche “terapeutici” ed educativi.


I 3 momenti fondamentali per qualsiasi percorso di evoluzione spirituale e psicologica sono: riconoscimento, accettazione e rielaborazione. In contesti come seminari di arteterapia a volte possono avvenire in un lasso di tempo molto ristretto e con una potenza spesso molto intensa in quanto è un ambito che non prevede intermediazioni. La scrittura guidata dà modo di avere il momento creativo, epifanico, e grazie a quanto prodotto ci può essere un riconoscimento e una accettazione, ma subito dopo grazie al linguaggio teatrale c’è la ristrutturazione dell’esperienza appena vissuta che permette di fare il passaggio evolutivo. Ogni qual volta quindi riusciamo a riconoscere il nostro momento creativo, prendiamo coscienza e accettiamo quello che è riuscito a portare al di fuori di noi, facendocelo riconoscere come nostro, gli daremo una “licenza di realtà”.


Tutte le attività verranno svolte presso il Teatro Abarico di Roma, in Via dei Sabelli, 116.

Tvboy “invade” Parigi, prima mostra itinerante dello street artist

Tvboy “invade” Parigi, prima mostra itinerante dello street artistParigi, 8 apr. (askanews) – Il 3 aprile scorso il Cupra City Garage, nel cuore del quartiere Opéra a Parigi, ha aperto le porte alla prima mostra temporanea dello street artist Tvboy, il Banksy italiano. Un’esposizione gratuita che sarà accessibile fino al 22 aprile, per poi continuare con diverse tappe nelle maggiori città europee.


Per l’occasione, l’artista ha anche disseminato di alcune delle sue opere provocatorie per le vie della Ville Lumière. Ospite della serata inaugurale, il pastry chef Jeffrey Cagnes che ha preparato una torta esclusiva, poi “personalizzata” da Tvboy con stencil e spray.


“L’inaugurazione della mia prima mostra in Francia, a Parigi, è stata una vera e propria esperienza emozionale per me – ha commentato lo street artist italiano – per la prima volta ho avuto l’opportunità di collaborare con uno chef per creare un’opera comune”. Salvatore Benintende, in arte Tvboy,è uno dei maggiori esponenti dell’urban pop art contemporanea nonché sostenitore della democratizzazione dell’arte. Le sue opere, realizzate sui muri delle città, sono espressione di uno spirito ribelle e anticonvenzionale, e della volontà di risvegliare le coscienze di chiunque ammiri i suoi lavori. Nel corso degli anni, è diventato una figura rinomata della Pop Art e della Street Art, guadagnandosi il soprannome di “Banksy italiano” per il suo impatto e riconoscimento a livello mondiale.

Dolce e Gabbana in mostra: moda, visioni e entertainment globale

Dolce e Gabbana in mostra: moda, visioni e entertainment globaleMilano, 6 apr. (askanews) – Parte da Palazzo Reale a Milano il grande progetto espositivo che vuole raccontare il mondo e le visioni di Dolce&Gabbana. Una mostra barocca come le creazioni dei due stilisti che si sorregge su una narrazione totalizzante articolata su dieci stanze, ciascuna una sorta di microcosmo dedicata a un particolare aspetto del lavoro e delle fonti di ispirazione della maison.


A curare l’esposizione la studiosa di arte e moda, professoressa e autrice di fama internazionale, Florence Müller. “La mostra – ha detto ad askanews – è un viaggio nel mondo di Dolce&Gabbana, nel mondo dell’alta moda. Prova a concentrarsi su quello che rende questo lavoro così speciale: la creazione di bellezza per donne e uomini, l’elevare le persone attraverso meravigliosi vestiti, la passione di tutte le persone che lavorano con gli stilisti e che hanno dedicato la loro vita alla ricerca del bello. Questa mostra è un omaggio a loro”. Il progetto, concepito per girare il mondo e raccontare questa storia italiana ai quattro angoli del pianeta, mostra tutta la forza – economica e di visione – del sistema della moda. Gli spazi di Palazzo Reale sono completamente trasformati e il pubblico viene letteralmente trasportato in una serie di storie – dalla devozione al Barocco, dal Gattopardo alla grande pittura italiana, dalle tradizioni siciliane fino all’opera lirica – che spiegano in modo lampante come la moda voglia dare forma al mainstream e all’immaginario collettivo. Ci sono molti cliché, ma sono proprio quelli che generano una mitologia, come avrebbe potuto notare Umberto Eco.


“È la prima mostra dedicata a una casa italiana che fa alta moda a Milano – ha aggiunto Florence Müller – perciò è un momento molto speciale perché è il racconto di questa meravigliosa tradizione, di queste conoscenze e capacità che sono il centro della mostra, che si intitola dal cuore alle mani. Alla fine del percorso credo, anzi spero, che le persone si commuovano, come ho fatto io”. È chiaro che, accanto ai vestiti e ai gioielli, un ruolo decisivo lo svolge l’allestimento, curato – insieme a Civita Mostre e Musei – da Filmmaster, di cui Emanuele Tulli è il Managing Director. “Un viaggio di qualche mese, anzi il progetto è partito a livello di pensiero qualche anno fa – ci ha spiegato – e oggi vederlo realizzato è davvero un enorme soddisfazione”.


La mostra “Dal cuore alle mani – Dolce&Gabbana”, concepita a tutti gli effetti come progetto di entertainment globale, resta aperta al pubblico a Palazzo Reale fino al 31 luglio.

Premio Strega, annunciati i 12 libri finalisti

Premio Strega, annunciati i 12 libri finalistiRoma, 5 apr. (askanews) – Il Premio Strega ha annunciato oggi la selezione della dozzina della LXXVIII edizione. Tra le 82 opere proposte quest’anno dagli Amici della domenica, il Comitato direttivo del premio – composto da Pietro Abate, Giuseppe D’Avino, Valeria Della Valle, Alberto Foschini, Paolo Giordano, Dacia Maraini, Melania G. Mazzucco, Gabriele Pedullà, Stefano Petrocchi, Marino Sinibaldi e Giovanni Solimine – ha scelto i seguenti titoli che si disputeranno l’edizione 2024:


– Sonia Aggio, Nella stanza dell’imperatore (Fazi), proposto da Simona Cives. – Adrißn N. Bravi, Adelaida (Nutrimenti), proposto da Romana Petri. – Paolo Di Paolo, Romanzo senza umani (Feltrinelli), proposto da Gianni Amelio. – Donatella Di Pietrantonio, L’età fragile (Einaudi), proposto da Vittorio Lingiardi. – Tommaso Giartosio, Autobiogrammatica (minimum fax), proposto da Emanuele Trevi. – Antonella Lattanzi, Cose che non si raccontano (Einaudi), proposto da Valeria Parrella. – Valentina Mira, Dalla stessa parte mi troverai (SEM), proposto da Franco Di Mare. – Melissa Panarello, Storia dei miei soldi (Bompiani), proposto da Nadia Terranova. – Daniele Rielli, Il fuoco invisibile. Storia umana di un disastro naturale (Rizzoli), proposto da Antonio Pascale. – Raffaella Romagnolo, Aggiustare l’universo (Mondadori), proposto da Lia Levi. – Chiara Valerio, Chi dice e chi tace (Sellerio), proposto da Matteo Motolese. – Dario Voltolini, Invernale (La nave di Teseo), proposto da Sandro Veronesi. “Le opere presentate quest’anno al premio Strega dagli Amici della Domenica offrono un panorama frastagliato e contraddittorio, ma esaustivo, sulla narrativa contemporanea in lingua italiana”, ha spiegato Melania G. Mazzucco, presidente del Comitato direttivo del Premio: “Abbondano le narrazioni oblique e non finzionali, composite, di taglio saggistico, memoriale o confessionale. Ma ritorna il romanzo d’impianto più classico, sia d’ambiente contemporaneo sia storico, con una lingua media, spesso intarsiata di dialetto, e un ritmo rapido, talvolta adattato alla serialità televisiva. All’opposto, svariate scritture sperimentali propongono impervie esperienze di lettura, in polemica e apprezzabile attitudine di resistenza alla prepotenza delle mode e del mercato”.


Tra le novità rilevanti di questa edizione, crescono ulteriormente i votanti del premio passando da 660 a 700, per l’aumento dei voti collettivi dei circoli di lettura delle Biblioteche di Roma (da 15 a 20) e degli Istituti italiani di cultura nel mondo (da 30 a 35), che contribuiscono alla formazione della giuria esprimendo ciascuno 7 votanti, per un totale di 245 studiosi, traduttori e appassionati della nostra lingua e letteratura residenti all’estero. Gli aventi diritto di voto sono dunque così suddivisi: 400 voti degli Amici della domenica, 245 voti dall’estero, 25 voti collettivi espressi da scuole, universita’ e circoli di lettura delle Biblioteche di Roma, 30 voti di lettori forti scelti nel mondo delle professioni e dell’imprenditoria. Entrano a far parte degli Amici della Domenica Roberto Andò, Alessandro Baricco, Anna Bonaiuto, Giulia Caminito, Giordano Bruno Guerri, Mauro Mazza, Antonella Polimeni, Loretta Santini e Roberto Vecchioni.


Nella serata finale, che si terrà giovedì 4 luglio come di consueto nel giardino del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, e in diretta televisiva su Rai 3, sarà ripristinato lo scrutinio dal vivo degli ultimi cento voti espressi dalla giuria. Mentre la proclamazione della cinquina finalista si terrà mercoledì 5 giugno al Teatro Romano di Benevento. I libri in gara concorreranno alla undicesima edizione del Premio Strega Giovani e saranno letti e votati da una giuria composta da oltre mille studentesse e studenti provenienti da 106 scuole secondarie superiori in Italia e all’estero. La proclamazione del libro vincitore si terrà in giugno.


Anche quest’anno gli autori candidati e finalisti del Premio Strega parteciperanno allo Strega Tour: 26 tappe in tutta Italia e una all’estero, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, in cui potranno incontrare i lettori. Nei mesi di aprile e maggio, inoltre, presso la Casa delle Letterature di Roma, presenteranno al pubblico i loro romanzi. L’illustrazione è di uno dei più noti artisti attivi nella moda e nell’editoria, Andrea Tarella, la cui Strega d’autore allestisce un immaginario composito di idee, storie e personaggi germoglianti da una testa immersa in un sogno notturno.

Feltrinelli: lettori tornano in libreria, previste 3 aperture in 2024

Feltrinelli: lettori tornano in libreria, previste 3 aperture in 2024Milano, 4 apr. (askanews) – Nella strategia di crescita prevista dal piano, Feltrinelli nel 2024 punta ad aprire tre nuove librerie, due delle quali al sud, Taranto e Capaci, e una nella Capitale. “Continuiamo a credere nella nostra attività di librai – ha detto il presidente Carlo Feltrinelli – vogliamo continuare con nuove aperture nel 2024 ma soprattutto vogliamo sempre più caratterizzare le nostre librerie come grandi luoghi di proposte, con i libri al centro possibilmente in ambienti accoglienti come presidi culturali. La buona notizia è che dopo una pandemia terribile e altre sbornie amazoniane le lettrici e i lettori hanno voglia di tornare in libreria ed è un segnale molto forte che abbiamo riscontrato anche nei primi mesi del 2024 dove i risultati sono in vantaggio sul primo trim 2023 che di per sè era molto forte”. Il riferimento è al boom di acquisti online che si sono registrati durante gli anni del Covid che non è rimasto strutturale ma si è stabilizzato a livelli di crescita molto contenuti. In particolare l’ecommerce di Feltrinelli.it rappresenta circa il 15% del fatturato retail percentuale che sale al 25% se si considerano i portali Ibs e Libraccio.


Nel dettaglio del piano di aperture, a fine maggio aprirà il nuovo bookstore all’interno del complesso Must23 – Museo Stazione 23 maggio a Capaci, il progetto di riqualificazione culturale e urbana promosso dall’associazione “Capaci no mafia Ets”áe dalla cooperativa sociale Addiopizzo Travel in memoria della strage del 23 maggio 1992. L’altra apertura al sud invece è a Taranto in via Di Palma: a partire da fine giugno, uno spazio di 250 metri quadrati disposti su due livelli e una sala eventi proporranno un percorso di esplorazione che conterà circa 20 mila titoli. Infine la terza apertura dell’anno su Roma, che sarà la sedicesima libreria Feltrinelli nella Capitale. I vertici, il presidente Carlo Feltrinelli e l’amministratrice delegata, Alessandra Carra, l’hanno presentata come una officina di quartiere che aprirà i battenti a fine luglio in Largo Pio XI con un assortimento da 40mila titoli nei suoi 460 metri quadrati di superficie. “Continuare ad aprire librerie ci riempie di orgoglio – ha detto Carra – Nel 2023 orgogliosi di aver aperto una libreria a Lucca e una a Venezia”. Se questo riguarda il polo canali, per il polo editoriale – Feltrinelli oggi rappresenta il quarto player editoriale italiano, con una quota di mercato che nel 2023 è passata dal 6,5% al 6,8% – è l’arrivo di Gramma, il nuovo imprint che esordisce in libreria il prossimo 7 maggio dedicato a libri in cui si annunciano le forme nuove della riflessione, dell’immaginazione e dell’invenzione che attraversano la nostra contemporaneità così come sarà il luogo ideale per le opere che, dal passato, ci parlano ancora. A inaugurare Gramma il prossimo 7 maggio sarà il nuovo libro di Eshkol Nevo, Legami.


Sul 2024, inoltre, Feltrinelli prevede la partenza di una nuova realtà: “Stiamo iniziando a ricreare a quella che si chiamerà Feltrinelli media o Feltrinelli studios – ha anticipato carra – la stiamo costruendo ma ancora non abbiamo ancora tutti gli elementi. Ci stiamo investendo e faremo attività di podcast, audiolibri e coproduzioni di sceneggiature originali”. Intanto entro l’estate arriverà la nuova sede del gruppo: “Tra la fine dell’estate e il ritorno dal festival della letteratura di Mantova Casa Feltrinelli sarà aperta – hanno assicurato oggi l’ad – sarà una grande sede dove ci saranno tutte le unità aziendali attualmente separate in tre sedi diverse. La storica sede non si tocca”.

Gualtieri ha riaperto il bunker di Mussolini a Villa Torlonia a Roma

Gualtieri ha riaperto il bunker di Mussolini a Villa Torlonia a RomaRoma, 4 apr. (askanews) – Dopo tre anni di intenso restauro, da venerdì 5 aprile, riaprono al pubblico, con un nuovo allestimento multimediale, il rifugio antiaereo e il bunker di Mussolini a Villa Torlonia, a Roma, le due strutture sotterranee realizzate nei primi anni del secondo conflitto mondiale al di sotto del Casino Nobile.


Il progetto, curato dalla direttrice della Direzione Patrimonio artistico delle ville storiche della Sovrintendenza Capitolina Federica Pirani e da Annapaola Agati è stato aperto in anteprima al sindaco di Roma Roberto Gualtieri, accompagnato da Claudio Parisi Presicce, Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali. Organizzazione e servizi museali sono a cura di Zètema Progetto Cultura. “È un luogo impegnativo – ha sottolineato il sindaco Gualtieri – che era giusto fosse accessibile, un altro tassello del recupero dei luoghi della storia della nostra città. La residenza concessa gratuitamente a Mussolini, e poi il bunker e il rifugio: un’occasione non solo di visitarlo ma di parlare della dimensione della Roma colpita dai bombardamenti”.


Mussolini, infatti, non riuscì a utilizzare il bunker che venne ultimato dopo la sua deposizione e che quindi servì a riparare i romani dei quartieri adiacenti dai bombardamenti alleati. Scendendo le scale che dalle sale del Casino Nobile di Villa Torlonia portano nei sotterranei dell’edificio, si oltrepassa in un istante una cesura che non è solo di tipo architettonico: da un lato aria, luce, bellezza, dall’altro buio, umidità e una sensazione di costrizione. La visita inizia con un video che racconta, attraverso foto storiche, la vita di Mussolini e della sua famiglia a Villa Torlonia: feste, cerimonie ufficiali, partite a tennis, esercizi di equitazione.


Le tre sale che seguono sono collegate tra loro da una serie di proiezioni sincronizzate che ricostruiscono in modo immersivo e coinvolgente episodi di quella che doveva essere la vita all’interno di un rifugio antiaereo durante un bombardamento. A chi gli chiedeva se ci fosse un col rouge tra questa inaugurazione e gli scenari di conflitto internazionali, il sindaco ha risposto: “Non credo che quando il progetto è partito ci fossero le terribili guerre che ci sono oggi. Ricordare le tragedie della guerra è sempre importante, ma oggi lo è ancora di più”.

La scrittrice Patrizia Riello Pera proposta al Premio Strega Poesia

La scrittrice Patrizia Riello Pera proposta al Premio Strega PoesiaRoma, 4 apr. (askanews) – Si può uscire dall’inferno? Si può uscire dalla gabbia di un amore malato? Si può ritornare all’essenza delle cose e vedere il mondo sotto la sua vera luce? Si può tornare a essere davvero liberi? Questi sono solo alcuni degli interrogativi suscitati dalla lettura di Magiche poesie, la silloge poetica dell’autrice Patrizia Riello Pera, proposta al Premio Strega Poesia 2024. In realtà questi quesiti rappresentano un percorso irto di ostacoli, nel quale la nostra mente s’incammina, volente o nolente.


“Nei versi di queste poesie, ho sentito la libertà serpeggiare attraverso le parole, sussultare, quasi volesse uscire dalle pagine per farsi trovare. In alcuni momenti ho sfiorato il ricordo di Jean-Paul Sartre, l’esponente più importante dell’esistenzialismo francese che, differentemente da Kierkegaard, sostiene che i personali problemi esistenziali non hanno una via d’uscita nella fede o nella trascendenza, bensì nell’individuo stesso. A differenza del pensiero sartriano, il messaggio contenuto in Magiche poesie è un invito a rialzarsi dopo le cadute, a liberarsi dalle catene, ad amare veramente, a scegliere l’essenza delle cose, a stupirsi della semplicità di un cielo azzurro, a cercare il bello e il giusto in ogni situazione. Solo così l’anima, la nostra essenza, potrà emergere e prendere il sopravvento sul corpo carnale, potrà anche aiutarci nel fare cose difficili e quindi donarci una vita libera e appagante”. “Un messaggio di speranza -afferma la Riello Pera -che spero possa arrivare dritto al cuore dei giudici del Premio Strega Poesia 2024. Per me, essere stata proposta è motivo di grande soddisfazione personale. Un riconoscimento che giunge dopo una carriera molto produttiva nel corso della quale sono riuscita ad abbracciare vari generi, dalla fantascienza alle fiabe, fino ai racconti thriller”.

Roma, a Villa Torlonia riaprono Rifugio antiaereo e Bunker

Roma, a Villa Torlonia riaprono Rifugio antiaereo e BunkerRoma, 4 apr. (askanews) – Dopo importanti lavori di restauro e sistemazione, da venerdì 5 aprile riaprono nuovamente al pubblico, con un nuovo allestimento multimediale, il Rifugio antiaereo e il Bunker di Mussolini a Villa Torlonia, le due strutture sotterranee realizzate nei primi anni del secondo conflitto mondiale al di sotto del Casino Nobile.


Grazie all’impegno di Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali torna così nuovamente fruibile da romani e turisti un pezzo di storia di Roma, che rievoca, a oltre ottanta anni di distanza, una delle pagine più buie e drammatiche della città, colpita da 51 bombardamenti aerei tra luglio 1943 e maggio 1944. Il progetto è curato da Federica Pirani e Annapaola Agati. Organizzazione e servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura. La memoria storica del Bunker è stata ricostruita attraverso un allestimento fotografico e audio-visivo privilegiando il racconto e la rievocazione del passato attraverso suoni e immagini. Il nuovo allestimento multimediale, basato su uno studio accurato della documentazione storica e fotografica, oltre a mettere in risalto le caratteristiche architettoniche originarie del complesso, è stato concepito per rispondere a una doppia esigenza: da un lato dare informazioni storico-documentaristiche su Roma durante la seconda guerra mondiale e sulla scelta di Mussolini di fare di Villa Torlonia la sua residenza in città, dall’altra offrire ai visitatori un percorso immersivo che li porterà a percepire l’esperienza di un attacco aereo all’interno di un rifugio sotterraneo.


Inserito nel circuito dei Musei di Villa Torlonia, il Rifugio e il Bunker saranno aperti da venerdì 5 aprile con visite guidate per singoli e gruppi (fino a un massimo di 20 persone per turno) e scuole (massimo 30 studenti per turno). IL NUOVO PERCORSO DI VISITA Scendendo le scale che dalle sale del Casino Nobile portano nei sotterranei dell’edificio, si oltrepassa in un istante una cesura che non è solo di tipo architettonico: da un lato aria, luce, bellezza, dall’altro buio, umidità e una sensazione di costrizione. Diviso concettualmente in tre parti, il percorso si snoda nel piano seminterrato fino al Bunker, da cui poi, attraverso un lungo corridoio, si esce nel parco.


1. La vita di Mussolini a Villa Torlonia La visita inizia con un video che racconta, attraverso foto storiche, la vita di Mussolini e della sua famiglia a Villa Torlonia: feste, cerimonie ufficiali, partite a tennis, esercizi di equitazione. Con l’entrata dell’Italia in guerra nasce l’esigenza di proteggere il Duce da eventuali attacchi aerei e comincia la realizzazione dei rifugi e del Bunker. Nelle sale successive, attraverso i cinegiornali dell’epoca, è rievocato il periodo storico dei bombardamenti su Roma, in particolare quelli sul quartiere di San Lorenzo. Oltre alle proiezioni di documenti storici, l’esposizione si avvale in maniera costante della presenza di collage fotografici che appaiono come stampati direttamente sulle pareti.


2. La vita nei rifugi Le tre sale che seguono sono collegate tra loro da una serie di proiezioni sincronizzate che ricostruiscono in modo immersivo e coinvolgente episodi di quella che doveva essere la vita all’interno di un rifugio antiaereo durante un bombardamento. 3 La città bombardata. Una serie di proiezioni descrive la doppia prospettiva di chi bombarda e dall’alto non ne percepisce gli effetti, e di chi in basso, ne subisce le conseguenze. Sul pavimento scorrono immagini di Roma vista dagli aerei in volo, durante un bombardamento, mentre sulle pareti è proiettata la città in macerie. 4. Il Bunker Attraverso una ripida scala, si accede all’ultima tappa del percorso: il bunker vero e proprio posto a 6 metri di profondità. La sua grande struttura cilindrica è stata lasciata volutamente libera da oggetti o proiezioni per valorizzarne la qualità strutturale. In questo spazio, è simulata una incursione aerea, attraverso la riproduzione dei suoni (sirene, aerei in avvicinamento, detonazioni) e le vibrazioni del terreno.

Cobain 30 anni dopo, le interviste che raccontano l’anti-mito

Cobain 30 anni dopo, le interviste che raccontano l’anti-mitoMilano, 4 apr. (askanews) – Sono passati 30 anni dal suicidio di Kurt Cobain, un evento che in qualche modo segnò una prima fine del Secolo breve novecentesco, almeno per il mondo della cultura e dello spettacolo. Trent’anni che hanno visto cambiare profondamente la società e il costume, ma il mito dei Nirvana non ha smesso di alimentarsi. Per l’anniversario la casa editrice Minimum fax ha presentato il libro “Kurt Cobain – Territorial Pissings, l’ultima intervista e altre conversazioni”. A curarlo l’editor Dante Impieri.


“Io volevo evitare di dare l’immagine di Kurt Cobain angelo biondo, con gli occhi azzurri, malinconici, che alza lo sguardo della chitarra – ha detto Impieri ad askanews -. Un’immagine molto romantica, molto bella, senza dubbio, non lontana da una parte di ciò che era Kurt Cobain, ma volevamo che venisse fuori quello che io da ragazzino avevo letto nel suo diario illustrato, in cui lui, insomma, esce fuori un lato di lui, che era quello secondo me preponderante, ovvero del ribelle, del punk, che è cresciuto un po’ da solo, che è cresciuto un po’ arrangiandosi, ascoltando i dischi che aveva in casa, il suo amore da una parte per i Beatles, perché lui ascoltava tantissimo i Beatles, e dall’altra parte per il punk, il punk rock”. In qualche modo l’idea era quella di evitare di fare del rocker un “santino”, per cercare di fare emergere anche i lati più oscuri della personalità di Cobain, dalla sua stessa voce. Ed è interessante soprattutto il fatto che il libro si muova su tutto l’arco di tempo della carriera dei Nirvana. “Troviamo il rapporto che la band indie, Subpop, dei Nirvana, ha con il pubblico, con le major, con la stampa nel 1989 – ha aggiunto l’editor -. Sono ragazzini scapestrati che sentono di poter dire qualunque cosa, che si scagliano contro il potere istituito delle grandi case discografiche e poi il dopo Nevermind. E quindi la fama, il successo, i soldi veri, il tour, i tour, insomma, i Nirvana che esplodono in tutto il mondo”.


Questa esplosione ovviamente esaspera molti elementi, mette Cobain e tutta la band di fronte al fatto di essere diventati quello che dicevano che loro non sarebbero mai stati, ossia protagonisti del grande business dello spettacolo. Con le camicie grunge e le t-shirt provocatorie, certo, ma sempre dal lato giusto degli affari. “Kurt Cobain – ha concluso Dante Impieri – nel suo diario scriveva che il Sistema va distrutto dall’interno, non dall’esterno, non dobbiamo essere gli outsider ma penetrare nel sistema e farlo marcire da lì. Era un ragazzino quando lo scriveva, ma io credo che questa idea non gli sia mai passata. Chiunque abbia letto qualunque cosa di Mark Fisher sa che invece il Sistema, ovvero il realismo capitalista, è quella cosa che ti dà l’illusione di poterlo distruggere dall’interno affinché tu deponga le armi”. Forse anche per la difficoltà nel vivere in mezzo a questa contraddizione, forse anche per la consapevolezza di troppe implicazioni, Cobain alla fine ha deciso di non deporre la sua di arma.