Skip to main content
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Libri, “Book Sun Lover. Il taccuino per chi ama leggere e viaggiare”

Libri, “Book Sun Lover. Il taccuino per chi ama leggere e viaggiare”Roma, 20 apr. (askanews) – Oscar Wilde diceva di non viaggiare mai senza il suo diario per avere qualcosa di sensazionale da leggere. Da qui l’idea di Isa Grassano di creare Book Sun Lover (Giraldi Editore), un taccuino ricco di curiosità e frasi da leggere, ma anche di pensieri ed emozioni da appuntare, specie durante i viaggi e le vacanze, soprattutto in estate (la sua stagione del cuore). Un compagno ideale per coloro che vogliono esplorare il mondo attraverso le parole e i luoghi da ricordare.


Una sorta di “carnet de voyage”, che rimanda al Grand Tour di epoca romantica, che ha accompagnato nei loro viaggi illustri personaggi come Goethe, ma anche Herman Hesse che lo arricchiva di schizzi e acquerelli, fino a Bruce Chatwin. Questo “taccuino” – nel cui titolo compaiono “messe a caso” le parole “libro”, “sole”, “amante” – è pensato, appunto, per chi ama leggere (e scrivere) all’aperto, in balcone o in terrazza, sulla spiaggia, in montagna, al lago o ovunque si possa godere dell’incantevole atmosfera estiva, ma anche per i viaggiatori e le viaggiatrici che, oltre al loro bisogno di conoscenza, desiderano conservare i ricordi in modo intimo e creativo.


Le pagine offrono le immancabili schede di lettura per le annotazioni personali, le riflessioni o le recensioni, ma anche per descrivere l’ambiente in cui si legge, creando così un legame tra il luogo e la storia. Ci sono spazi per i libri da portare in vacanza, quelli letti da ricordare, le frasi sottolineate da riportare che si uniscono alle citazioni avvincenti tratte da romanzi classici e contemporanei, ai proverbi che esprimono saggezza. Non mancano le più originali librerie e biblioteche nel mondo, le case degli scrittori e delle scrittrici, le App a tema, ma anche locali e strutture ricettive che hanno sposato la filosofia dei libri, per un aperitivo o per un soggiorno letterario di quelli che non si dimenticano. E persino “le pagine da mangiare”. La seconda sezione, invece, è pensata per ricordare le mete che ci fanno battere il cuore e che ci evocano sentimenti, sia che ci si vada da soli o in coppia, con amiche e amici o in famiglia. “Perché – come dice Isa Grassano – il viaggio è ciò che ti conduce là dove il tuo cuore è già arrivato”. Proprio come un libro. Quindi le schede sulle destinazioni, per indicare le attività da fare, il piatto da assaggiare e “il posto instagrammabile”. Ancora i musei particolari, i giochi, lo shopping, qualche pillola di gastronomia.


Qua e là le cose da non perdere, da vedere – anche attorno a noi – se solo imparassimo a guardare tutto con occhi diversi. Lo sapevate, ad esempio, che in Italia abbiamo un angolo di Islanda? O che c’è un paese con le fiabe dipinte sui muri? E per coloro che amano le fiction in tv, ci sono dritte sulle loro ambientazioni, sulla scia del Movie Tourism. Ovviamente c’è anche l’elenco per i “propri best”, i libri da avere assolutamente e i viaggi dei desideri. Tutto arricchito da divertenti quiz per testare la conoscenza letteraria e turistica da fare in solitaria o per trascorrere qualche ora in compagnia, stando magari sotto l’ombrellone, sdraiati in un parco.


Infine, la particolarità della copertina interamente “plastic free” (evidenziata anche con il logo in quarta) per un’attenzione – e della Casa Editrice Giraldi e dell’Autrice – alla salvaguardia ambientale.

Biennale Arte, Leone d’oro per le partecipazioni all’Australia

Biennale Arte, Leone d’oro per le partecipazioni all’AustraliaMilano, 20 apr. (askanews) – Il Leone d’oro per la miglior partecipazione nazionale alla 60esima Biennale d’arte di Venezia è stato assegnato all’Australia, con il progetto “Kith and Kin” dell’artista Archie Moore. Un lavoro incentrato sulle cancellazioni nella storia australiana e su 65mila anni di civilizzazione.


La giuria internazionale ha anche assegnato una menzione speciale alle partecipazioni nazionali, che è stata assegnata alla Repubblica del Kosovo, per il progetto “The echoing Silence of Metal and Skin”, dell’artista Doruntina Kastrati focalizzato sui temi di occupazione e disuguaglianza delle donne sul lavoro.

L’allarme di Papa Francesco: in atto un pericoloso conflitto globale a pezzi

L’allarme di Papa Francesco: in atto un pericoloso conflitto globale a pezziRoma, 20 apr. (askanews) – Papa Francesco invita a non restare “inerti” davanti al “pericoloso conflitto globale a pezzi in atto”. L’allarme viene lanciato nel discorso rivolto ai membri del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, ricevuti questa mattina in udienza. Il Pontefice esorta a mettere in atto la “diplomazia della cultura”, mettendo in guardia dalle “ideologie che uccidono”.


Bergoglio ha ricordato che la Chiesa “non appartiene a nessuna cultura particolare, ma desidera vivificare con la testimonianza mite e coraggiosa del Vangelo il cuore di ogni cultura, così da costruire insieme la civiltà dell’incontro”. A questa si contrappone “l’inciviltà dello scontro”, alimentata dalle “tentazioni dell’autoreferenzialità individualistica e dalla affermazione ideologica del proprio punto di vista”.

Biennale Arte, il Leone d’oro per la mostra a Mataaho Collective

Biennale Arte, il Leone d’oro per la mostra a Mataaho CollectiveMilano, 20 apr. (askanews) – Il Leone d’oro per il miglior artista della Mostra internazionale della 60esima Biennale d’arte di Venezia è stato assegnato al Mataaho Collective, gruppo di artisti dalla Nuova Zelanda che lavora su progetti in fibra legati alla cultura maori. In questa Biennale Arte hanno proposto una grande installazione di tessuti e luce all’Arsenale.


Leone d’argento per la partecipazione promettente di un giovane artista è stato assegnato alla nigeriana-britannica Karimah Ashadu, nata nel 1985, che oggi vive tra Amburgo e Lagos. Il suo lavoro ragiona sulle dinamiche urbane ed economiche della società nigeriana. La giuria ha anche assegnato due menzioni speciali agli artisti presenti nella mostra, la prima è andata all’artista e attivista palestinese Samia Halabi. Nata a Gerusalemme nel 1936, esposta nel Nucleo storico della mostra del curatore Pedrosa, Halabi oggi vive a New York e si è collegata in videoconferenza con la premiazione.


La seconda menzione speciale è stata assegnata a La Chola Poblete, artista argentina classe 1989 impegnata sui temi queer in relazione alle colture indigene e tradizionali del Sudamerica. Prima artista trans argentina arrivata alla Biennale, La Chola Poblete ha voluto ribadire che l’Argentina non è solo bianca.

Biennale, la Grande Bellezza: benessere fisico e arte si incontrano

Biennale, la Grande Bellezza: benessere fisico e arte si incontranoRoma, 20 apr. (askanews) – 1 Attimo in Forma, azienda leader nel settore della produzione di alimenti energetici, sta compiendo un passo avanti nell’unione tra l’arte e l’impegno sociale, con il progetto Grande Bellezza, ideato in collaborazione con l’artista salernitano Angelo Accardi.


Il progetto prevede una serie di eventi, mostre e concerti, in importanti città italiane ed estere, con l’obiettivo di promuovere la consapevolezza sui temi della salute e del benessere fisico attraverso l’arte e la musica, incoraggiando il pubblico a esplorare il proprio potenziale artistico, coltivando uno stile di vita sano e equilibrato, per combinare la bellezza dell’arte con il benessere personale. La prima tappa del progetto è stata presentata il 18 aprile in occasione della 60. edizione de La Biennale di Venezia, nell’ambito del progetto espositivo Nemo propheta in patria del Padiglione della Repubblica del Camerun, che vede tra gli artisti in mostra anche Accardi. Attraverso i suoi lavori l’artista esplora visioni surreali della vita quotidiana, nelle sue opere incorpora riferimenti dell’arte classica e citazioni celebri con personaggi provenienti dalla cultura pop, dando vita ad un dialogo ironico e onirico, facendo emergere uno stile distintivo che unisce tecniche tradizionali della pittura a elementi contemporanei e sperimentali. La mostra è esposta presso Palazzo Donà dalle Rose (Fondamenta Nove, 5038), da anni sede dei Padiglioni Nazionali de La Biennale, grazie all’impegno dei coniugi Francesco e Chiara Donà dalle Rose e della loro omonima fondazione.


All’inaugurazione hanno preso parte anche importanti protagonisti della scena musicale elettronica, come DJ Simi, Mario Grimaldi, Ellynora e Jo Sorrentino. Successivamente, Grande Bellezza sarà presente con due eventi insieme al DJ Danny Tenaglia, prima a Roma il 4 maggio e poi a Napoli il 5 maggio, in club di musica elettronica. Il 19 maggio il progetto sarà di nuovo a Venezia ma in occasione del concerto del musicista Davide Squillace. In seguito, il 2 giugno al Flava Indie Napoli Festival con Enzo Avitabile, l’8 giugno con il DJ Loco Dice all’Arena del Sound a Castel Volturno. Il progetto proseguirà per tutta l’estate con un calendario fitto di appuntamenti in Italia ed Europa, alternando arte a musica elettronica, e si concluderà il 31 ottobre a Venezia in Biennale, da dove Grande Bellezza ha preso avvio. “Siamo convinti che la nostra missione non sia solo quella di fornire alimenti nutrienti, ma anche di ispirare e promuovere uno stile di vita sano e creativo. Da sempre ci impegniamo per offrire prodotti di alta qualità che sostengano le persone nel loro percorso di benessere. Ora, vogliamo arricchire questa missione con un nuovo focus sull’arte e sulla bellezza, incoraggiando la creatività e l’espressione individuale. Con questo obiettivo, abbiamo avviato una serie di iniziative rivolte ai giovani talentuosi e alle comunità locali. Vogliamo dare loro una piattaforma per esprimere la propria arte e condividere il proprio talento con il mondo. Ci impegniamo a sostenere progetti artistici che promuovano messaggi positivi e ispiratori” – è quanto dichiarato dai vertici dell’azienda 1 Attimo in Forma.

Padiglione Italia in Biennale: ascolto e tensione verso l’altro

Padiglione Italia in Biennale: ascolto e tensione verso l’altroVenezia, 20 apr. (askanews) – Un’esperienza sonora che riempie i vuoti, colma gli spazi e apre prospettive più ampie sull’idea di arte. Il Padiglione Italia alla 60esima Biennale d’arte di Venezia è un progetto profondo, che ci porta ad accorgerci di come l’ascoltare sia anche una forma di tensione verso l’altro. Il progetto “Due qui / To Hear” è stato curato da Luca Cerizza e realizzato dall’artista Massimo Bartolini.


“Le persone – ha detto Bartolini ad askanews – capiscono che sono loro che compongono la mostra con la propria posizione, con il loro modo di starci dentro: se qualcuno parla il suono scompare, quindi uno tace, spostandosi all’interno dello spazio privilegia ed esalta certe note invece di altre, è quasi un compositore estemporaneo”. L’installazione occupa tutti gli spazi dell’enorme padiglione italiano, compreso il giardino e lascia al visitatore la libertà di agire all’interno del panorama multisensoriale che si crea e modifica di continuo grazie alla relazione, all’interazione tra pubblico e opera. Le suggestioni della storia italiana, dalla musica all’architettura barocca dei giardini, si intrecciano con le filosofie orientali, creando uno spazio altro, accogliente, che suggerisce una parola come “spiritualità”.


“Secondo me non c’è familiarità con lo spirituale – ha aggiunto Bartolini – ovvero quando se ne parla, lo spirituale viene assorbito da dei santoni, o dalla New Age o dalla religione. Non c’è educazione allo spirituale. In realtà lo spirituale è la condizione che tutti condividiamo e non sappiamo di condividere”. Si capisce, anche dalle parole dell’artista, che siamo davanti a un progetto sottile e rarefatto, a volte straniante, ma anche denso di potenzialità. Che se rinuncia alla presenza di “immagini”, cosa che ha infastidito molti benpensanti, accetta invece di pensare all’arte da prospettive diverse, inserendosi in questo modo nel più ampio discorso sugli “Stranieri ovunque” del titolo della Biennale. E, come ci ha detto il curatore Cerizza, la vita del Padiglione va anche oltre l’installazione.


“È importante pensare che il progetto – ha spiegato – non si esaurisce in queste stanze già molto molto ampie, ma andrà avanti attraverso un ricchissimo Public Program, cosa abbastanza inedita per il padiglione italiano, strutturato in quattro appuntamenti di due giorni a metà maggio, metà giugno, metà luglio e metà settembre, che vuole approfondire quattro grandi temi legati all’ascolto, ma ovviamente anche al lavoro di Massimo Bartolini”. Il Padiglione Italia è promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del ministero della Cultura e rappresenta, nel momento in cui ci invita anche ad ascoltare noi stessi, un modo per comprendere la posizione dell’individuo nel mondo e nella serie di relazioni che si stabiliscono all’interno della società.

Bolaffi, asta record per un manifesto di Marcello Dudovich

Bolaffi, asta record per un manifesto di Marcello DudovichRoma, 18 apr. (askanews) – Ha superato le stime diventando il manifesto di Marcello Dudovich più caro mai venduto in un’asta: il Cablé Confort Michelin è stato aggiudicato a 100 mila euro (inclusi diritti) durante la vendita dei manifesti andata in scena il 16 e il 17 aprile in Sala Bolaffi a Torino.


Ad aggiudicarselo, dopo un’accesa competizione con partecipanti online e palette in Sala Bolaffi, un famoso collezionista italiano appassionato di automobili d’epoca e di cimeli automobilistici, collegato al telefono. Resta quindi in Italia il celebre Bibendum, mascotte di Michelin, rappresentato nel poster adagiato comodamente all’interno di uno pneumatico mentre studia la cartina stradale del nostro Paese (lotto 46). Filippo Bolaffi, amministratore delegato di Aste Bolaffi, ha commentato: “Dopo tanti anni siamo tornati ‘in pista’ con un’asta di poster davvero unica per varietà e selezione del materiale e mi fa piacere che questo evento sia stato segnato da un prestigioso record per un nostro grande autore. Il manifesto di Dudovich si inserisce a pieno titolo tra i più cari mai venduti al mondo”. L’asta, a cui hanno partecipato tramite il sito astebolaffi.it collezionisti da ogni parte del mondo, in particolare da Stati Uniti, Francia e Regno Unito, si è chiusa con un risultato totale di oltre 570 mila euro diritti inclusi. Sul podio dei top lot, al secondo posto si è posizionato un altro manifesto di Dudovich sempre di tematica automobilistica, la ricercata affiche del 1908 per la Società Torinese Automobili Elettrici, di cui si conoscono pochissimi esemplari (lotto 107, 25 mila euro diritti inclusi), mentre al terzo posto il manifesto di Umberto Di Lazzaro del 1933 per la Crociera aerea del decennale (lotto 123, 17.500 euro diritti inclusi).

Gli occhi delle donne dal carcere: la Santa Sede in Biennale

Gli occhi delle donne dal carcere: la Santa Sede in BiennaleVenezia, 17 apr. (askanews) – Era uno dei padiglioni più attesi alla 60esima Biennale d’arte di Venezia ed effettivamente visitarlo è un’esperienza intensa, difficile, commovente. La Santa Sede, tornata in Biennale dopo alcune edizioni di assenza, ha presentato il progetto “Con i miei occhi”, allestito nel carcere femminile della Giudecca. Otto artisti, tra cui Maurizio Cattelan, Simone Fattal e Claire Fontaine, hanno portato il loro lavoro nella casa di reclusione, progettandolo per e insieme alle detenute.


“L’idea – ha detto ad askanews Bruno Racine, il direttore di Palazzo Grassi che è uno dei curatori – era quella di trovare un luogo che fosse anche un messaggio, quindi vista la tematica della Biennale, intitolata Stranieri ovunque, e vista anche l’insistenza di Papa Francesco sugli emarginati, le persone umili e scartate dalla società, abbiamo pensato che il carcere femminile dell Giudecca, che ha anche una storia molto interessante, potesse essere il posto giusto”. Il ruolo delle persone del carcere è fondamentale, sono le stesse donne a fare da guida ai visitatori, raccontando le opere e accompagnandoli nel percorso espositivo. Particolarmente toccanti le poesie scritte dalle detenute, che Simone Fattal ha riportato su molte placche pittoriche con anche i nome delle loro autrici, ma è di grande forza pure la scritta blu di Claire Fontaine, che nel cortile principale del carcere, dice alle ospiti che “Siamo con voi nella notte”.


“Questo progetto – ha aggiunto Chiara Parisi, altra curatrice del padiglione – non poteva essere realizzato in una casa di detenzione senza che ci fosse una vera collaborazione, già nel momento in cui la direzione accetta l’incredibile invito della Santa Sede di intervenire all’interno. Ma tutto nasce davvero dalla collaborazione tra gli artisti e le signore della casa. In più, nel momento in cui la narrazione passa attraverso le parole di queste donne, significa che la libertà della creazione artistica è possibile”. Una libertà che è anche al centro del film di Marco Perego con Zoe Saldana, che racconta le ultime ore di detenzione di una donna, ma anche le primissime di un’altra. In un intreccio di dolore e speranza che sembra caratterizzare tutta l’esperienza di “Con i miei occhi”.


Il progetto è certamente ambizioso e rappresenta in modo plastico la vocazione sociale della Santa Sede. La domanda vera, alla fine, sembra essere quanto beneficio tutto questo porterà realmente alle persone del carcere, alle loro storie e alla loro possibilità di vivere in modo diverso lo spazio della detenzione. (Leonardo Merlini)

La Treccani celebra Eleonora Duse nel centenario:”somma artista”

La Treccani celebra Eleonora Duse nel centenario:”somma artista”Roma, 16 apr. (askanews) – A 100 anni dalla scomparsa, l’Enciclopedia Italiana ripercorre “l’arte febbrile e di forte impatto emotivo” della leggenda del teatro italiano: Eleonora Duse, incoronandola in una nuova voce come “somma artista, attrice rivoluzionaria”.


“Figlia d’arte, nata il 3 ottobre 1858 a Vigevano in una locanda o, secondo alcuni, in un vagone di terza classe, non aveva ancora cinque anni quando, nel marzo 1863, interpretò Cosetta dei Miserabili di Victor Hugo, per poi diventare una leggenda del teatro: “il suo nome – sottolinea la Treccani nella voce curata da Silvio d’Amico – non tanto rimane tra le gerarchie dei grandi attori, quanto fra quelle dei sommi artisti”.Con la compagnia dei genitori Alessandro e Angelica Cappelletto ebbe un’infanzia vagabonda e misera, fra teatrini d’infimo ordine, in mezzo agli stenti e alla fame”. “Nulla faceva presagire in lei notevoli capacità, tanto che un suo capocomico la esortò a cambiare mestiere. Magra, non bella, di lineamenti irregolari e di carnagione olivastra, sembrava quasi recitare svogliata, come di creatura nauseata dalla vita. Ma il successo arrivò a Verona nella parte di Giulietta, poi come Ofelia nell’Amleto, e nella Teresa Raquin di Zola e si rivelò pienamente a vent’anni recitando La principessa di Bagdad di Alexandre Dumas figlio. Cominciò quindi per lei la serie dei trionfi, durati con ritmo crescente – salvo la lunga parentesi del suo silenzio – sino alla morte”. “La sua carriera iniziò con il “naturalismo”; l’arte nuova della giovane attrice fu salutata come stupenda “verità”, non fotografica ma così impetuosa e violenta che nei primi tempi fu tacciata addirittura di scorrettezza: “arte, difatto, alata e potente; furibonda sensualità e passione stragrande, con scatti e voli sino allora sconosciuti, e donde scoppiava la rivelazione d’una personalità ribelle, che pareva effondersi in disperati aneliti verso un irraggiungibile ideale” come scrive Silvio d’Amico nella voce della Enciclopedia Italiana Treccani. La sua esistenza fu assai tumultuosa: la separazione dall’attore Tebaldo Checchi prima, poi diverse esperienze passionali, trasportata dall’ardore del suo temperamento e dal suo dichiarato senso pagano, infine la scoperta dei grandi poeti e l’incontro, devastatore, con d’Annunzio, a seguito del quale Eleonora Duse fu conquistata alla cosiddetta religione della Bellezza e si fece banditrice del nuovo teatro patrocinato dal poeta”.


“Iniziò così un periodo caratterizzato da quell’estetismo in cui l’attrice stilizzò con squisita preziosità la sua arte, cercando di imporre il teatro dannunziano (Sogno d’un mattino di primavera, Sogno d’un tramonto d’autunno, La città morta, La Gioconda, Francesca), ma anche ibseniano (Rosmersholm, Casa di bambole, Hedda Gabler, La donna del mare), e maeterlinckiano (Monna Vanna).I suoi trionfi, presso pubblico e critica, suscitarono echi vastissimi; il nome di Duse cominciò a esser circonfuso da un’aura di leggenda. Ma il 25 gennaio 1909, dopo una rappresentazione di La donna del mare a Berlino, Duse si ritirò dalle scene per raccogliersi in solitudine: aveva da poco compiuto cinquant’anni. Nel 1920 iniziarono le trattative per il suo rientro a teatro, che si realizzò nel 1921. Dopo una tournée italiana del 1921, la Duse formò compagnia da sola e andò in tournée a Londra e Vienna. Imbarcatasi per gli Stati Uniti, fu colta dalla polmonite e morì a Pittsburgh il 21 aprile 1924.Onori sovrani furono resi alla sua salma, sia in America, sia al rientro in Italia”. “Attrice rivoluzionaria, alla quale negli anni Trenta il regista Rouben Mamoulian avrebbe voluto dedicare un film interpretato da Greta Garbo rinunciandovi solo per la complessità del personaggio, come ricorda Mario Verdone nella voce della Enciclopedia del Cinema Treccani. Salutata fin dalla sua prima apparizione come una innovatrice, Eleonora Duse non lasciò che il successo raggiunto arrestasse la sua evoluzione di donna e di attrice: la sua intera carriera – afferma la Treccani- fu un’incessante ricerca del superamento di sé stessa. Per questo l’Istituto della Enciclopedia Italia ha ritenuto di annoverarla tra i sommi artisti”.

Al Teatro Greco di Siracusa la 59a stagione di rappresentazioni classiche

Al Teatro Greco di Siracusa la 59a stagione di rappresentazioni classicheRoma, 16 apr. (askanews) – Tre rappresentazioni classiche, il ritorno di Giuliano Peparini e, per la prima volta al Teatro Greco di Siracusa, il Gala Roberto Bolle and Friends. L’INDA celebra i 110 anni dalla prima rappresentazione classica, l’Agamennone di Eschilo allestito il 16 aprile del 1914, con cinque grandi appuntamenti, portando in scena anche quest’anno registi, attori e artisti di fama internazionale. E da quest’anno, per consentire al pubblico di spettatori internazionali di seguire gli spettacoli, l’INDA introdurrà un nuovo dispositivo che grazie all’intelligenza artificiale permetterà attraverso un auricolare di seguire lo spettacolo in traduzione simultanea nella propria lingua.


La 59a Stagione di spettacoli classici debutterà il 10 maggio con la prima dell’Aiace di Sofocle per la regia di Luca Micheletti, nella traduzione di Walter Lapini. Micheletti, oltre a dirigere lo spettacolo interpreterà il ruolo di Aiace; nel cast figurano Roberto Latini (Atena /Messaggero), Daniele Salvo (Odisseo), Diana Manea (Tecmessa), Tommaso Cardarelli (Teucro), Michele Nani (Menelao), Edoardo Siravo (Agamennone), Lidia Carew (Ate/Thanatos), Giorgio Bongiovanni, Lorenzo Grilli, Mino Manni, Francesco Martucci (Corifei); Giovanni Accardi, Gaetano Aiello, Ottavio Cannizzaro, Pasquale Conticelli, Giovanni Dragano, Raffaele Ficiur, Gianni Giuga, Paolo Leonardi, Marcello Mancini, Marcello Zinzani (Coreuti). Nell’allestimento di Micheletti anche Francesco Angelico, Christian Barraco, Cecilia Costanzo (violoncelli); Giovanni Caruso (percussioni) e Giuseppina Vergine (arpa). “Tragedia dell’orrore e della follia – sono le parole di Micheletti -, Aiace è anche una potente meditazione sulla condizione dell’uomo in lotta con il proprio destino, incerto e spesso insensato”. Il testo di Sofocle sarà messo in scena al Teatro Greco di Siracusa per la quarta volta dopo gli allestimenti del 1939, 1988 e 2010. Sabato 11 maggio seguirà il debutto di Fedra (Ippolito portatore di corona) di Euripide diretto del regista scozzese Paul Curran nella traduzione dal greco di Nicola Crocetti. Alessandra Salamida sarà Fedra, mentre Riccardo Livermore interpreterà Ippolito; il cast è composto da Ilaria Genatiempo (Afrodite), Sergio Mancinelli (un Servo), Gaia Aprea (Nutrice), Alessandro Albertin (Teseo), Marcello Gravina (Messaggero), Giovanna Di Rauso (Artemide), Simonetta Cartia, Elena Polic Greco, Giada Lorusso, Maria Grazia Solano (Corifeee); Alba Sofia Vella, Giulia Valentini, Miriam Scala, Valentina Corrao e Maddalena Serratore (Coro di donne di Trezene). “L’antica storia di Fedra risuona oggi con sorprendente attualità – dichiara il regista – mettendo in luce le preoccupazioni contemporanee sulla salute mentale, le ossessioni malsane e i loro esiti pericolosi”. Quinto allestimento al Teatro Greco di Siracusa per il testo di Euripide dopo le edizioni del 1936, 1956, 1970 e 2010.


Prima assoluta nella storia delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco, il Miles Gloriosus di Plauto debutterà il 13 giugno con la regia di Leo Muscato nella traduzione di Caterina Mordeglia. Muscato ha scelto per questa commedia latina un cast tutto al femminile con Paola Minaccioni nel ruolo del protagonista Pirgopolinìce. In scena anche Alice Spisa (Artotrògo), Giulia Fiume (Palestriòne), Pilar Perez Aspa (Periplectòmeno), Francesca Mària (Scèledro), Gloria Carovana (Filocomàsia), Arianna Primavera (Plèusicle), Ilaria Ballantini (Lurciòne), Deniz Ozdogan (Acrotelèuzia), Anna Charlotte Barbera (Milfidìppa), Valentina Spaletta Tavella (Schiavetto), Elena Polic Greco (Capo coro), Ginevra Di Marco, Sara Dho, Valentina Ferrante, Diamara Ferrero, Valeria Girelli, Margherita Mannino, Stella Piccioni, Giulia Rupi, Rebecca Sisti, Silvia Valenti, Irene Villa e Sara Zoia (Coro). In tutte e tre le produzioni saranno coinvolti gli allievi e le allieve dell’Accademia dell’INDA. Il 5 e 6 luglio ritorna al Teatro Greco Giuliano Peparini. Dopo il successo ottenuto nel 2023 con Ulisse, l’ultima Odissea, il regista, coreografo e direttore artistico di fama internazionale presenterà Horai. Le quattro stagioni, uno spettacolo di danza, musica, e poesia sul tema dell’amore universale attraverso le parole dei grandi classici della lirica greca e latina scelti e tradotti da Francesco Morosi. Sul palco, la meravigliosa presenza di Eleonora Abbagnato, prima italiana a ricoprire il ruolo di étoile dell’Opéra di Parigi. La stella della danza internazionale, direttrice del Corpo di Ballo e della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, si esibirà per la prima volta al Teatro Greco di Siracusa donando il suo talento e la sua forza interpretativa allo spettacolo che vedrà in scena 25 artisti e 15 tra allievi e allieve dell’Accademia dell’INDA; tra i protagonisti dello spettacolo anche Giuseppe Sartori, fra gli attori più amati dal pubblico del Teatro Greco di Siracusa. “E’ il racconto delle stagioni di un amore, dal primo incontro al fiorire del desiderio, dalla vampa della passione fino al gelo del disamore – racconta Peparini -. Un viaggio che faremo grazie alle musiche di Vivaldi, Scarlatti e brani di musica contemporanea ma anche attraverso le pagine più emozionanti della poesia antica, da Aristotele a Catullo, da Apollonio Rodio a Orazio”.


A chiudere la stagione al Teatro Greco di Siracusa il 14 luglio sarà il Gala Roberto Bolle and Friends, un evento speciale prodotto da Artedanza srl in collaborazione con l’INDA. Lo spettacolo, diventato ormai un cult che ogni anno affascina migliaia di persone, vedrà Roberto Bolle esibirsi per la prima volta nella splendida cornice del Teatro Greco di Siracusa. A scegliere cast e programma lo stesso Roberto Bolle che, accompagnato dai suoi Friends provenienti da tutto il mondo, crea una splendida alternanza di passi a due e assoli del repertorio classico e contemporaneo. Molte le iniziative in programma per celebrare i 110 anni delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, accogliendo la richiesta inviata dall’Unione Siciliana Collezionisti di Siracusa e dal Lions Club Filatelico Italiano, presieduti da Leonardo Pipitone, ha disposto l’emissione attraverso Poste italiane di un francobollo celebrativo nella serie tematica “Il patrimonio naturale e paesaggistico”. In tutta la città di Siracusa, grazie alla collaborazione con il Comune, saranno esposti i manifesti storici dell’INDA per trasformare le strade e le piazze della città in un museo a cielo aperto e in un percorso figurativo nei 110 anni di storia dell’INDA attraverso il genio creativo dei più grandi artisti del ‘900. Ma anche sotto il profilo della comunicazione si guarda al futuro perché l’anniversario dei 110 anni di attività è l’occasione per presentare la nuova identità grafica dell’INDA, col nuovo marchio e il nuovo logo. Il restyling proposto reinterpreta in chiave contemporanea le due maschere teatrali disegnate in dettaglio nel 1914 da Duilio Cambellotti creando così un dispositivo flessibile che risponde alle esigenze della comunicazione digitale moderna. Infine, il manifesto della 59. Stagione al Teatro Greco di Siracusa ed è un’opera inedita, intitolata Triscele, di Enzo Cucchi, pittore e scultore di fama internazionale considerato l’artista più visionario fra gli esponenti della Transavanguardia.


Un appuntamento imperdibile, arrivato ormai alla XXVVI edizione è il Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani che quest’anno vedrà la partecipazione a Palazzolo Acreide di oltre duemila studenti provenienti da tutto il mondo. Dal 12 maggio al 4 giugno si esibiranno gli allievi e le allieve di 84 istituti nazionali e internazionali (Grecia, Spagna, Tunisia, Francia e Lussemburgo). Il manifesto dell’edizione 2024 del Festival è stato realizzato da Alessandra Alcamo, una studentessa dell’Istituto Alessandro Rizza di Siracusa. La 59. Stagione al Teatro Greco di Siracusa segna anche l’ingresso fra gli sponsor dell’INDA di una grande azienda italiana quotata in borsa come Eni Spa che diventa main sponsor grazie a un accordo biennale di collaborazione a largo raggio. La Stagione inoltre è sostenuta da Unicredit, banking partner, da Urban Vision, media partner, e vede un’iniziativa di grande rilievo da parte della Fondazione Angelini, che in qualità di mecenate, ha deciso di offrire a più di mille studenti di sei licei romani la possibilità di assistere agli spettacoli al Teatro Greco acquistando i loro biglietti. L’Istituto Nazionale del Dramma Antico ringrazia anche Aeroporti di Roma e tutti i mecenati, aziende e privati, che anche quest’anno hanno voluto sostenere le attività e i programmi dell’INDA.