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La fondazione Nobel fa dietrofront e ritira gli inviti a Russia e Bielorussia

La fondazione Nobel fa dietrofront e ritira gli inviti a Russia e BielorussiaRoma, 2 set. (askanews) – La Fondazione Nobel ha annunciato la revoca della sua decisione di invitare gli ambasciatori di Russia, Bielorussia e Iran alla cerimonia di premiazione del Nobel di quest’anno a Stoccolma, dopo le proteste suscitate dall’iniziativa.

La fondazione svedese aveva annunciato ieri che tornava alla sua precedente pratica di invitare gli ambasciatori di tutti i Paesi rappresentati in Svezia, scatenando un’ondata di reazioni rabbiose. La fondazione ha spiegato oggi che la decisione si basava sulla convinzione che “sia importante e giusto diffondere il più ampiamente possibile i valori e i messaggi che il premio Nobel rappresenta”. Ma le forti reazioni, ha aggiunto, “hanno completamente oscurato questo messaggio”.

“Scegliamo quindi di ripetere l’eccezione alla pratica regolare dello scorso anno, ovvero di non invitare gli ambasciatori di Russia, Bielorussia e Iran alla cerimonia di consegna del premio Nobel a Stoccolma”, ha chiarito la fondazione.

”Il poeta e lo scienziato”, storia dell’amicizia fra due premi Nobel

”Il poeta e lo scienziato”, storia dell’amicizia fra due premi NobelRoma, 1 set. (askanews) -TS Edizioni pubblica, anche in formato e-book, “Il poeta e lo scienziato. Quando Rabindranath Tagore incontrò Albert Einstein” di Enrico Impalà, scrittore e giornalista che spiega: “Per raccontare questo speciale incontro, ho provato in queste pagine a dare voce al loro mondo interiore, quasi un “flusso di coscienza”, e a mettermi in situazione, impresa che saggezza e umiltà avrebbero suggerito di lasciare a grandi scrittori. Ma tant’è”.

14 luglio 1930. Caputh, periferia di Berlino. Davanti a una casetta in legno si avvicina un uomo. Ha una veste lunga, molto particolare, soprattutto per i tedeschi dell’epoca, che lo guardano incuriositi. L’uomo arriva dall’India, sembra un santone, un mistico dalla fronte ampia e dagli occhi penetranti. È il poeta Rabindranath Tagore – premio Nobel per la Letteratura nel 1913 – discendente da una famiglia di bramini, la casta sacerdotale induista. L’abitazione a cui ha appena bussato è il buen retiro di Albert Einstein, scienziato geniale – Nobel per la Fisica nel 1921 – che ha teorizzato la Relatività e che qui ama passare il suo tempo libero, lontano dal caos della città. Dando spazio ai protagonisti, viene ricostruita in queste pagine la storia precedente quell’incontro straordinario e l’amicizia successiva fra due delle menti più brillanti del Novecento. Il dialogo di quel primo incontro fu registrato e pubblicato per la prima volta nel 1931 nella rivista Modern Review ed è riportato integralmente in questo libro scritto da Enrico Impalà, formatore in Comunicazione e Scrittura creativa e teologo spirituale.

Sottolinea l’autore: “Incontro epocale, fu titolato da più parti: l’incontro tra l’Occidente e l’Oriente, si disse. Più che altro fu l’incontro tra due pensatori straordinari, immersi totalmente nel mistero della natura; tra due uomini che si lasciavano guidare dalla Bellezza anche della musica, in quanto entrambi fruitori e appassionati musicisti; tra due amanti della Vita capaci di comunicare il proprio amore anche con le parole, Rabindranath parlando all’umanità intera e ai giovani della sua scuola, Albert confrontandosi regolarmente con i suoi amici”. I pensieri di Einstein e di Tagore che si trovano in questa opera si riferiscono alle esperienze da loro vissute fino a quel 14 luglio 1930. Ogni breve capitolo è introdotto e arricchito da una poesia per Tagore e da una formula per Einstein. Commenta l’autore: “Cosa rimane di quell’incontro? La Bellezza. Almeno, è ciò che io ho visto “partecipando” al loro dialogo interamente tradotto dall’inglese e pubblicato all’interno di questo volume: ho visto due ricercatori della Verità. I due, giocando come bambini, cercavano seriamente il senso della Realtà, la Verità delle cose, ed erano straordinariamente pronti a scorgerne la Bellezza. Magari in una bella poesia, o in una bella teoria”.

Cinecittà World, in scena il mondo delle forze armate

Cinecittà World, in scena il mondo delle forze armateRoma, 1 set. (askanews) – Salire a bordo di un simulatore di volo, immergersi nella scena del crimine, imparando a riconoscere gli indizi come un vero poliziotto, calarsi in un mezzo militare o assistere a come vengono realizzate le previsioni del tempo da parte dell’aeronautica. E poi ancora capire come si spegne un incendio, assistito da veri pompieri, imparare le manovre di primo soccorso insieme allo staff della Croce Rossa, ammirare le auto storiche dei carabinieri o semplicemente godersi lo spettacolo delle bande militari o dei gruppi sportivi come le mitiche “Farfalle”: tutto questo è Viva l’Italia il più grande evento espositivo e dimostrativo interforze che, giunto alla 7° edizione, si svolge dall’1 al 10 Settembre a Cinecittà World.

Tra stand espositivi, dimostrazioni e simulazioni il viaggio entusiasmante permette di provare in prima persone le attività quotidiane dei vari Corpi, tra cui: salire a bordo di gazzelle, volanti, autopompe, aerei e simulatori di volo; studiare la scena del crimine e dei reperti in laboratorio; osservare da vicino il lavoro delle unità cinofile; cimentarsi tra muri e scale antincendio; fare un giro tra le auto storiche. Protagonisti assoluti della kermesse in scena al Parco divertimenti del cinema e della TV di Roma sono uomini e donne in divisa che ogni giorno lavorano nei corpi: Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Croce Rossa, Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, nella Piazza delle Fontane e Polizia di Stato nella Cinecittà Street, spettacolare set di Gangs of New York di Martin Scorsese. Un suggestivo ed imponente spiegamento di forze per offrire agli ospiti un’esperienza senza precedenti.

“Viva l’Italia” è un’opportunità unica per il pubblico e le famiglie che desiderano ammirare da vicino l’incredibile professionalità delle nostre Forze Armate e Forze dell’Ordine, ma è anche un’occasione benefica che contribuisce a una nobile causa. Per ogni biglietto speciale legato all’evento saranno devoluti 5 euro agli Enti Assistenziali Familiari Forze Armate e Forze dell’Ordine, a cui quest’anno si aggiunge l’ANAFIM (Associazione Nazionale per l’Assistenza dei Figli di dipendenti del Ministero della Difesa con disabilità). Lo scorso anno Cinecittà World ha consegnato a questi enti un assegno importante, del valore di oltre 60mila euro. Di grande attualità la tematica scelta per questa edizione 2023: innovazione e sostenibilità ambientale, dai comportamenti individuali ai risultati collettivi. L’evento metterà in risalto lo sforzo congiunto di Forze Armate e Forze dell’Ordine nel minimizzare il proprio impatto sull’ecosistema del pianeta. Anche la sicurezza sarà al centro delle tematiche discusse, insieme all’educazione stradale, la violenza sulle donne, le attività discriminanti e i pericoli del web.

“Con grande orgoglio, Cinecittà World apre le sue porte alla 7° edizione di Viva l’Italia – dichiara Stefano Cigarini, Amministratore Delegato di Cinecittà World – L’evento rende omaggio all’impegno congiunto delle nostre Forze Armate e Forze dell’Ordine che ogni giorno lavorano per garantire la sicurezza e la protezione del nostro Paese, ed è un’occasione -per tutti gli appartenenti ai corpi- per visitare, ad un prezzo speciale, i nostri parchi Cinecittà World, Aqua World e Roma World”. Lo Stato Maggiore della Difesa è lieto di partecipare, anche quest’anno a “Viva l’Italia a Cinecittà World” l’evento a scopo benefico dedicato alla solidarietà, in una collaborazione ormai consolidata e condivisa, quest’anno a sostegno degli Enti Assistenziali Familiari Forze Armate. Un’occasione interessante anche per approfondire la conoscenza del mondo militare e delle Forze dell’Ordine. “Siamo particolarmente lieti di contribuire all’iniziativa benefica dell’evento, in particolare quest’anno con l’inserimento dell’ANAFIM tra i beneficiari” ha dichiarato il Generale di Divisione Alfonso Manzo, Capo del V Reparto Affari Generali dello Stato Maggiore della Difesa. La Guardia di Finanza sarà presente con automezzi di recente immissione in servizio tra i quali anche alcuni a trazione elettrica/ibrida, sistemi di pilotaggio remoto, modellini di nuove e moderne unità navali, di elicotteri AW139 e AW169 e dell’aereo ATR72. Sarà inoltre possibile vedere le dotazioni tecnologiche in uso alla componente subacquea e al team di abbordaggio. Vi sarà uno spazio dedicato agli atleti delle fiamme Gialle, con mostra di attrezzature tecnico-sportive e con la presenza di alcuni atleti. Prevista infine una esibizione della Banda Musicale del Corpo. La Cinecittà Street, invece, sarà dedicata alla Polizia di Stato, presente all’evento per regalare a tutti gli ospiti un momento di spensieratezza e favorire la diffusione della cultura della legalità anche tra i più giovani. Nel corso della manifestazione, oltre agli stands espositivi con personale specializzato impegnato nella presentazione e divulgazione delle campagne di prevenzione, si potranno ammirare alcuni mezzi in uso alla Polizia di Stato – come la Lamborghini Huracan con colori d’istituto, impiegata per il trasporto degli organi sul territorio nazionale, due motoveicoli della Polizia Stradale e il Full Back del Servizio Polizia Scientifica. Nell’ambito dell’iniziativa saranno realizzate dimostrazioni operative delle unità cinofile e di un team di artificieri della Polizia di Sato, nonché saggi dimostrativi di una rappresentanza di atleti dei Gruppi Sportivi Fiamme Oro del settore judo/karate/lotta. La Fanfara della Polizia di Stato, infine, intratterrà il pubblico con un breve concerto.

I Vigili del Fuoco saranno presenti con alcuni mezzi di soccorso che si vedono sfrecciare quotidianamente sulle strade, squadre di terra e personale specialista. Ad arricchire la partecipazione ci saranno gli atleti del G.S. Fiamme Rosse che insegneranno a grandi e piccini i rudimenti delle loro discipline. Nel pomeriggio del 9 settembre inoltre la Banda del Corpo Nazionale intratterrà i visitatori. “Siamo lieti di partecipare a Viva l’Italia, evento che si rinnova di anno in anno – dichiara Il Capo del Corpo Nazionale, Carlo dall’Oppio – Questa è una di quelle occasioni per stare vicino ai cittadini in un contesto non di emergenza, utile a diffondere la cultura della sicurezza e in più ci aiuta a sostenere, grazie ai nostri enti di assistenza, chi si trova in difficoltà”.

La volta che l’umanità rischiò l’estinzione

La volta che l’umanità rischiò l’estinzioneRoma, 1 set. (askanews) – Tra 930 e 813 mila anni fa la popolazione dei nostri antenati si ridusse di circa il 98,7%, arrivando a contare solo circa 1.300 individui fertili: un numero paragonabile alle specie a rischio di estinzione. A causare la drammatica crisi demografica alla fine del Pleistocene Inferiore sarebbero stati i drastici cambiamenti climatici di quel periodo.

É quanto emerge da uno studio genetico e antropologico internazionale pubblicato sulla rivista internazionale “Science”, alla quale hanno partecipato un gruppo di ricercatori cinesi e italiani, tra cui esperti dell’Accademia Cinese delle Scienze, dell’Università Normale Orientale di Shanghai, dell’Università del Texas, della Sapienza Università di Roma e dell’Università di Firenze.Grazie a un innovativo metodo bioinformatico, chiamato “FitCoal” – informa Sapienza – i ricercatori hanno esaminato i genomi completi di 3.154 individui attuali, appartenenti a 50 diverse popolazioni umane, e hanno combinato questi dati con informazioni paleoambientali (clima) e paleoantropologiche (fossili) che consentissero di risalire a periodi preistorici precedenti all’apparizione della nostra specie, come spiega il prof. Haipeng Li che ha coordinato la ricerca. I risultati dello studio hanno infatti rivelato che tra 930 e 813 mila anni fa la popolazione dei nostri antenati si ridusse di circa il 98,7%, arrivando a contare solo circa 1.300 individui fertili: un numero paragonabile alle specie a rischio di estinzione, come sono ad esempio gli attuali panda.

Tale fenomeno, noto come “collo di bottiglia” (bottleneck) genetico, è stato con ogni probabilità dovuto ai drastici cambiamenti climatici che caratterizzano la cosiddetta “transizione medio-pleistocenica”. Successivamente a un milione di anni fa i cicli glaciali e interglaciali si ampliarono a livello planetario, portando a condizioni di estrema aridità in Africa e a estinzioni di intere comunità di grandi mammiferi. Queste avverse condizioni climatiche e ambientali resero la sopravvivenza estremamente difficile anche per i nostri antenati, portandoli sull’orlo dell’estinzione. L’evento sarebbe stato tanto catastrofico quanto generativo, dando probabilmente origine a una specie che viene ritenuta ancestrale all’evoluzione di noi Homo sapiens (cosa che avvenne successivamente in Africa).Questi risultati genetici trovano conferma nell’assenza di fossili umani in quel periodo. È stata infatti rilevata una lacuna di circa 300 mila anni che coincide quasi perfettamente con il periodo del collasso demografico rilevato dallo studio. Precedentemente a circa un milione di anni fa ci sono abbondanti evidenze paleoantropologiche, ma intorno a 950 mila anni fa queste scompaiono quasi completamente dall’intero continente africano (come anche in Eurasia), per tornare ad aumentare solo dopo 650.000 anni fa con reperti che vengono solitamente attribuiti alla specie Homo heidelbergensis.

“Questo periodo di crisi demografica – spiega Giorgio Manzi della Sapienza Università di Roma – potrebbe aver giocato un ruolo fondamentale nell’evoluzione umana. Durante un bottleneck, i normali equilibri ecologici e genetici vengono sconvolti, aumentando la probabilità che si vengano a fissare varianti genetiche inattese, contribuendo all’emergere di una nuova specie”.“Questa nuova specie è probabilmente Homo heidelbergensis – sottolinea Fabio Di Vincenzo dell’Università di Firenze – che possiamo considerare un vero e proprio ultimo antenato comune, ossia la forma umana che si diffuse dall’Africa in Eurasia, dando origine all’evoluzione di tre diverse specie: Homo sapiens in Africa, i Neanderthal in Europa e i Denisova in Asia”.

 

Al via “PhEST – Festival internazionale di fotografia e arte”

Al via “PhEST – Festival internazionale di fotografia e arte”Roma, 31 ago. (askanews) – Dal primo settembre torna “PhEST – festival internazionale di fotografia e arte” che fino al primo novembre animerà le vie e i palazzi di Monopoli in Puglia. L’edizione 2023, l’ottava è dedicata al tema “Essere umani” che il direttore artistico Giovanni Troilo ha introdotto con una domanda: “Cos’è che ci rende davvero così speciali?”. Il festival proverà a rispondere esplorando i modi della rappresentazione dell’uomo e dello spazio che lo circonda e con cui deve relazionarsi. Un percorso caleidoscopico tra la complessità delle visioni e la loro interpretazione. Sono numerosi gli artisti che hanno accettato la sfida e che sono presenti a Monopoli in persona o con i loro lavori tra i luoghi della città.

Cresce il numero delle location indoor e outdoor pronte ad ospitare le mostre e gli allestimenti coordinati da Cinzia Negherbon, direttrice organizzativa dell’evento. Palazzo Palmieri si conferma cuore pulsante del Festival, cui si uniscono il Castello Carlo V, la Casa di Santa S. Teresa (Casa Santa) e la Chiesa di SS Pietro e Paolo. Si aggiungono quest’anno Palazzo Martinellie le Stalle di Casa Santa. Oltre a Chiese, palazzi e dimore storiche il festival, come consuetudine, si estende tra le vie della città di Monopoli dal Porto Vecchio alla Piazzetta Santa Maria, attraverso Via Comes, Via Magno, Via Garibaldi fino al Belvedere Di Porta Vecchia. Monopoli ospiterà alcuni tra i più quotati fotografi internazionali provenienti da Olanda, Inghilterra, Usa, Australia, Israele, Germania, Belgio, Brasile e altri. Insieme alla direzione artistica, Arianna Rinaldo, curatrice fotografica di PhEST, ha coinvolto 25 artisti italiani e internazionali: tra gli altri Jan Fabre, considerato, da oltre quarant’anni, una delle figure più innovative nel panorama artistico internazionale, porta a PhEST “L’uomo che misura le nuvole” con la co-curatela di Roberto Lacarbonara e Melania Rossi; il britannico Phillip Toledano propone il suo sguardo audace con “Another America”; Lisa Sorgini con “Mother”, racconta madri e figli della sua terra, l’Australia; Koos Breukel è presente con “Me We”, antologica dei sui 30 anni di carriera da rinomato ritrattista; Zed Nelson porta “The Family” progetto trentennale con il quale il noto documentarista ha ritratto lo scorrere del tempo di una famiglia inglese; Cristina De Middel con “Gentlemen’s Club” affronta un viaggio attraverso il mondo della prostituzione; Marieke van der Velden & Philip Brink con “Children of the Labyrinth” raccolgono la testimonianza di alcuni genitori, costretti a fuggire dal loro Paese, che scrivono una lettera ai propri figli; Hanne van der Woude con “Emmy’s World” entra nell’intimità di un’anziana e stravagante coppia d’artisti; Clay Lipsky con “Atomic Overlook” ricontestualizza l’eredità dei test sulla bomba sottolineando la cultura voyeuristica in cui la catastrofe è vista come intrattenimento per masse sempre più desensibilizzate.

Si rinnova inoltre la collaborazione con Leica Akademie Italy quest’anno partner di due mostre, quella dedicata a Tomas Van Houtryve che con “Lines and Lineage” arriva sulla frontiera tra Messico e Stati Uniti con lastre di vetro e una macchina del diciannovesimo secolo e quella dedicata a Alessandro Cinque che con “Alpaqueros” indaga gli effetti del cambiamento climatico in Perù e le devastanti conseguenze per la popolazione locale. Nel weekend d’inaugurazione il Festival sarà aperto dalle visite guidate con gli artisti presentia Monopoli che quest’anno saranno dodici: Phillip Toledano; Zed Nelson; Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni; Marieke van der Velden e Philip Brink; Giulia Gatti; Hanne van der Woude; Anouk Kruithof; Nicola Genco; Tanya Tkachova; Erik Vroons per Koos Breukel; Glauco Canalis. Alle visite si aggiungono le consuete Letture Portfolio, tutte gratuite, che porteranno a Monopoli alcuni tra i più influenti esperti del settore. Il confronto tra alte professionalità e fotografi aspiranti, emergenti e consolidati rappresenta un’attività di grande prospettiva per tutto il settore. Ci saranno poi una serie di eventi, talk e incontri, proiezioni serali, tutti gratuiti, come l’anteprima assoluta di Sky Arte con il documentario Fotografe – Giulia Gatti – Corazonada, e un laboratorio di fotografia analogica per ragazzi con Guglielmo Meucci in collaborazione con Leica Akademie (sabato e domenica 10,30-12,30).

Esce moneta ispirata a tutela mondo sostenibile dedicata a elefante

Esce moneta ispirata a tutela mondo sostenibile dedicata a elefanteRoma, 30 ago. (askanews) – Dopo la Tigre, l’Orso Polare e il Giaguaro, l’Elefante africano è il soggetto protagonista della quarta moneta del programma numismatico italiano 2023 dedicata alla “Serie Mondo Sostenibile – Animali in via di estinzione”.

L’obiettivo della serie tematica è sensibilizzare per proteggere le migliaia di specie animali e vegetali a rischio estinzione sul nostro Pianeta soprattutto a causa dell’inquinamento, del surriscaldamento globale, della distruzione dei loro habitat. La moneta in bronzital, emessa oggi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e coniata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ha un valore nominale di 5 euro.

Autore dell’opera, l’artista incisore della Zecca dello Stato, Silvia Petrassi. La moneta è disponibile in versione proof con una tiratura di 10.000 pezzi, e come per le precedenti monete della Serie, è arricchita da elementi colorati e fosforescenza, caratteristiche che rendono la Collezione sempre più interessante e innovativa, grazie alla professionalità dei maestri incisori e all’innovazione tecnologica nelle produzioni dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Sul dritto della moneta, in primo piano una composizione a colori di alcune specie animali rappresentative della fauna terrestre che convivono in armonia con l’ambiente. In alto e a destra, “REPUBBLICA ITALIANA”; in esergo, il nome dell’autore “PETRASSI”. Moneta con elementi colorati. Sul rovescio, una famiglia di elefanti raffigurati durante la migrazione stagionale attraverso la savana. In alto, nel giro, la scritta “ELEFANTE AFRICANO” e il valore “CINQUE EURO”; a destra, anno di emissione, “2023”; in esergo, “R”, identificativo della Zecca di Roma. Moneta con elementi colorati.

”Ludmilla”, l’escape room ispirata al romanzo di Calvino

”Ludmilla”, l’escape room ispirata al romanzo di CalvinoRoma, 30 ago. (askanews) – Ludmilla è la Lettrice, la protagonista femminile di “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, romanzo di uno dei più grandi scrittori del ‘900. Ma non solo: “Ludmilla”, nel 2023, è anche il nome dell’esperienza ludica interattiva al centro di “Calvino in gioco”, omaggio pensato da Festivaletteratura – per celebrare il centenario della nascita di Italo Calvino – in occasione del consueto appuntamento a Mantova di settembre.

Sarà possibile acquistare i biglietti per Ludmilla attraverso la biglietteria online di Festivaletteratura da mercoledì 30 agosto per i soci Filofestival e da venerdì 1 settembre per tutti gli altri visitatori. Per info e biglietti www.festivaletteratura.it Nata da un confronto con il Festival mantovano, “Ludmilla” è stata ideata e sviluppata da WE ARE MUESLI, pluripremiato studio di design indipendente fondato da Claudia Molinari e Matteo Pozzi, rispettivamente creative producer e game designer del progetto. “Si tratta sì di un’escape room ma, a differenza di altre esperienze del genere, qui non sarà necessario misurarsi con stanze buie e combinazioni impossibili quanto, piuttosto, attraversare un sogno fatto di parole, immagini e interazioni” – spiegano Claudia e Matteo: “Ludmilla” è un’avventura onirica nelle atmosfere di questo “romanzo sul piacere di leggere romanzi”, che inizia quando il Lettore spegne la luce dopo aver finito di leggere l’ultima pagina di “Se una notte d’inverno un viaggiatore”.

Come nel romanzo di Calvino, giocatrici e giocatori, che possono accedere all’escape room in gruppi composti da 2 a 6 persone, si troveranno di fronte a dieci incipit di altrettanti libri, che li porteranno a cimentarsi in una serie di enigmi la cui soluzione permetterà loro di concludere questa esperienza fuori dall’ordinario. A guidarli, anche le voci dei musicisti Adele Altro e Marco Giudici (Any Other). Per “sfidare” “Ludmilla”, disponibile presso il Liceo “Virgilio” da sabato 2 a domenica 10 settembre, non è necessario aver già letto il romanzo o conoscere a fondo l’opera dell’autore.

Anzi, l’obiettivo dell’escape room è proprio quello di far venire voglia di leggere “Se una notte d’inverno un viaggiatore” a chi non l’ha mai letto e offrire nuove prospettive a chi invece lo conosce già. A fianco dell’escape room, si trova una sala completamente dedicata all’autore, organizzata da Festivaletteratura con la collaborazione del Laboratorio Calvino, la Fondazione Alberto e Arnoldo Mondadori e numerosi altri archivi e istituzioni culturali, in cui sarà possibile partire per un viaggio alla scoperta (o riscoperta) di Italo Calvino attraverso libri, documenti, recensioni di giornali, interviste, video. “Ludmilla” è stata possibile anche grazie al sostegno della Camera di Commercio di Mantova e della casa editrice Mondadori. Alla sua realizzazione ha partecipato il team We Are Muesli: Claudia Molinari (direzione creativa), Matteo Pozzi (game design), Nicolò Marchetti (visual design), Benedetta Pierfederici (testi), Ivan Notaroš (game development), Linda Francesca Amodeo e Florence Martinet (additional art), con la collaborazione di Festivaletteratura.

Claudia Molinari e Matteo Pozzi, in arte We Are Muesli, debuttano nei videogiochi nel 2013 con la visual novel su Jheronimus Bosch “CAVE! CAVE! DEUS VIDET.”. Da allora sono attivamente coinvolti nella community internazionale del gioco come speaker, docenti di game design, promotori di una cultura multidisciplinare, inclusiva e positiva del gioco. Tra gli altri giochi a firma We Are Muesli: il docu-game per il 70esimo anniversario della Liberazione “Venti Mesi” (2015), l’inchiesta giornalistica giocabile “Colpo di Stato” (2020), l’escape room per il trentennale della caduta del Muro di Berlino “WER IST WER” (2019), anche nella sua versione libro interattivo “Chi è Chi” (2020), il libro gioco digitale a episodi “Madeleines” (2022), e l’action-puzzle cooperativo di prossima uscita “SIHEYUAN” (2023).

Libri, esce “Paolo. L’uomo che inventò il Cristianesimo” di Corrado Augias

Libri, esce “Paolo. L’uomo che inventò il Cristianesimo” di Corrado AugiasRoma, 30 ago. (askanews) – Un viaggio alle origini della dottrina cristiana. Corrado Augias ricostruisce nei suoi momenti topici la vita pubblica e religiosa di Saulo di Tarso, conosciuto con il nome di Paolo, analizzando la figura dell’Apostolo delle genti, dell’uomo che raccolse l’insegnamento di Gesù di Nazareth, lo elaborò e lo divulgò nel mondo. Nel volume, che unisce la cifra della narrazione a quella del saggio, tra cronaca e speculazioni filosofiche e sociologiche, l’autore ritrae un personaggio controverso e misterioso: Paolo è l’ebreo che non conobbe Gesù e che ne perseguitò i seguaci. Ma Paolo è soprattutto l’uomo che, folgorato sulla via di Damasco, dedicò la propria vita alla diffusione delle parole del Nazareno e alla canonizzazione dei suoi insegnamenti. Con il lascito di Gesù nelle proprie mani, Paolo pose le basi per la nascita del Cristianesimo.

“Paolo. L’uomo che inventò il Cristianesimo” di Corrado Augias, edito da Rai Libri, è in vendita nelle librerie e negli store digitali dal 5 settembre 2023. Corrado Augias, scrittore e autore televisivo, è editorialista di Repubblica e autore di numerosi volumi tradotti in molte lingue.

Fotografia come testimonianza e documento: Pellegrin a Venezia

Fotografia come testimonianza e documento: Pellegrin a VeneziaVenezia, 29 ago. (askanews) – La guerra e la crisi ambientale, ma anche le vite dei profughi o dei passeggeri della metropolitana di Tokyo. Le Stanze della Fotografia a Venezia ospitano una mostra dedicata al lavoro di Paolo Pellegrin, uno dei più importanti fotografi internazionali, membro dell’agenzia Magnum dal 2005. Esposti, nell’architettura mobile dello spazio sull’isola di San Giorgio, oltre 300 scatti che attraversano tutta la carriera di Pellegrin, con anche un reportage inedito dall’Ucraina. Fotografie che hanno valenza etica ed estetica, ma che sono pure documenti del nostro tempo, in un certo senso prove di ciò che accade nel nostro mondo. “Sono documenti – ha detto il fotografo ad askanews – che possono essere anche impugnati in un secondo momento per evidenziare le cose, dei crimini nelle sedi internazionali, lo vediamo, per esempio questo succede all’Aia. La fotografia viene usata come strumento di testimonianza”.

Testimonianza è quindi una parola chiave, che prende sempre maggiore consistenza a mano a mano che ci si addentra nella mostra, significativamente intitolata “L’orizzonte degli eventi”, in rifermento alla fisica e al punto di non ritorno nei pressi di un buco nero, luogo nel quale il tempo diventa ineluttabile e, contemporaneamente, si ferma. In un certo senso come accade nella fotografia che, secondo la curatrice Annalisa D’Angelo, è lo strumento attraverso il quale il lavoro di Pellegrin prova a uscire dal buco nero della storia. “Questo è il lavoro di Paolo Pellegrini – ci ha detto Denis Curti, direttore artistico de Le Stanze della Fotografia e co-curatore della mostra – è l’incontro con gli altri, è portare se stesso all’interno di un contesto senza mai di giudicarlo, cercare di comprenderlo e se non poi lo capisco decido di tornare, questo è il suo motto. Quindi è una mostra fatta di emozioni che ci racconta dell’importanza delle connessioni, tutto quanto è connesso”.

Una connessione che assume spesso aspetti problematici, come nel caso delle indagini di Pellegrin sul tema della sorveglianza o dell’intelligenza artificiale, ma anche nei lavori su Guantanamo o sulle vittime del conflitto arabo israeliano. Ma che vive al tempo stesso di un’umanità profonda, di uno sguardo di vicinanza, che è la forza di questa fotografia. “Tutti i suoi lavori – ha aggiunto Curti – sono il frutto di un pensiero e di un pensiero politico, è un fotografo che ha il coraggio di prendere posizione e di dire quello che pensa. Io credo che in questo momento la fotografia non abbia bisogno di eroi o di persone che rischiano la vita, ma abbia bisogno di persone capaci di assumersi delle responsabilità”. Una responsabilità che si manifesta anche quando il fotografo scatta la sua immagine, quando decide, in un momento di solitudine profonda, come dare ordine al mondo e al caos che si trova di fronte. “Questo gesto semplicissimo – ha concluso Paolo Pellegrin – in realtà racchiude una cosa complicatissima, ogni volta diversa. Quindi sì, in quel momento mi sento pienamente solo”.

“L’orizzonte degli eventi” è la seconda grande mostra de Le Stanze della Fotografia, un progetto voluto da Marsilio Arte, che pubblica anche il catalogo, e dalla Fondazione Giorgio Cini e prosegue l’esperienza di indagine sulla fotografia de La Casa dei Tre Oci. L’esposizione dedicata a Pellegrin è aperta al pubblico fino al 7 gennaio 2024. (L.M.)

Viterbo, il Festival Barocco Alessandro Stradella dal 30 agosto

Viterbo, il Festival Barocco Alessandro Stradella dal 30 agostoRoma, 28 ago. (askanews) – Un percorso tra meraviglie musicali, architettoniche e paesaggistiche della Tuscia viterbese, dal 30 agosto al primo ottobre. E’ il Festival Barocco Alessandro Stradella, la cui edizione 2023 è particolarmente legata alla storia e alle tradizioni della città di Viterbo.

Con la direzione artistica di Andrea De Carlo e la presidenza onoraria di Anna Fendi, dal 30 agosto al primo ottobre a Viterbo, Nepi, Castel Sant’Elia, Caprarola, Celleno, Civitella d’Agliano e Montefiascone, il Festival vede la collaborazione con il Ministero della Cultura, Direzione Regionale Musei Lazio, Regione Lazio, Comuni di Viterbo, Nepi, Celleno, Castel S. Elia, Civitella D’Agliano, Fondazione Carivit, Fondazione Pietà dei Turchini, ATCL. Il Festival Barocco Alessandro Stradella FBAS di Viterbo svolge attività di ricerca, formazione, produzione, diffusione ed edizione musicale. Un progetto culturale che guarda al futuro coniugando l’attenzione per l’immenso patrimonio italiano e la valorizzazione dei nuovi linguaggi e tendenze, favorendo l’avvicinamento e la sensibilizzazione dei giovani al linguaggio barocco e a quello contemporaneo anche attraverso la pratica dell’improvvisazione.

Un importante evento apre il Festival proprio il 30 agosto nella Chiesa di S. M. Nuova di Viterbo: l’esecuzione dell’oratorio “S. Rosa di Viterbo” di Alessandro Melani (1639-1703). Eseguito per la prima volta nel 1693, la sua restituzione critica integrale è ora affidata agli strumenti originali dell’Ensemble Mare Nostrum diretto da Andrea De Carlo, con la partecipazione dei soprani Silvia Frigato nel ruolo della Santa e Dorota Sczepanska in quello della Madre, il basso Masashi Tomosugi nel ruolo del Padre e il mezzosoprano Eleonora Filipponi in quello della Maga. L’evento è preceduto dalla prima registrazione assoluta dell’oratorio e da un importante convegno internazionale. L’edizione 2023 ospiterà più di venti concerti tra i quali: Il violino fantastico con Margherita Pupulin (violino) e Juan Josè Francione (arciliuto) andrà in scena sabato 2 settembre a Civitella D’Agliano, nella Torre Monaldesca e Domenica 3 settembre a Nepi, nel Forte dei Borgia.

Un Percacho que parte de Nápoles a Roma, Musica popolare al confine tra Rinascimento e Barocco con Nando Citarella, (canto, percussioni e chitarra battente) e Michele Carreca (chitarra barocca) verrà eseguito l’8 settembre Villa Lante, Bagnaia. Il 10 settembre nella Chiesa S. M. Nuova, sarà invece la volta di Un po’ di sana follia, (S)Concerto di strumenti e corpi con la danzatrice Martina Ricciardi e Marco Ambrosini (nyckelharpa).

Il festival si conferma anche un laboratorio di sperimentazione, caratterizzandosi per un intenso e originale dialogo tra tradizione musicale del passato e linguaggi contemporanei. Il compositore e contrabbassista Daniele Roccato, artista in residenza da diversi anni porterà il suo progetto “Double Bach” il 24 settembre a Viterbo (Chiesa di S. M. Nuova). Dopo il successo dello scorso anno il festival ospita nuovamente la concertista cilena e star internazionale del clavicembalo Catalina Vicens il 9 settembre Viterbo, S. M. Nuova. Un’intera sezione del festival è dedicata ai musicisti della Tuscia, con due importanti iniziative: Massenzio 2035, un ambizioso progetto di esecuzione integrale delle opere del ronciglionese Domenico Massenzio (1586-1657), con i musicisti dello Stradella Y-Project. Dal 15 al 17 settembre a Tuscania, Chiesa di S. Pietro, Caprarola, Palazzo Farnese, Nepi, Chiesa di S. Pietro e Viterbo, S. M. Nuova. Il 30 settembre a Nepi, nella Chiesa di S. Pietro e il 1° ottobre a Viterbo (chiesa di S. Maria Nuova) verrà eseguita l”Aurata Cintia Armonica”, una raccolta di musiche “Di diversi Eccellentissimi Autori” che il romano Fabio Costantini pubblicò dal 1614 al 1639. Il Setaccio Musicale, Chiude l’edizione 2023 il concerto Memories of Tomorrow, un dialogo barocco/moderno con la violoncellista Nina Kotova e l’Ensemble Mare Nostrum. (30 settembre a Montefiascone, Rocca dei Papi e 1° ottobre Viterbo, S. M. Nuova). Informazioni concerto di apertura: Oratorio “Santa Rosa di Viterbo” di Alessandro Melani Santa Maria Nuova, Via Santa Maria Nuova snc (Viterbo) Ore 20.30 Costo 10€