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Energia, superato obiettivo stoccaggio gas, già al 95% nell’Ue

Energia, superato obiettivo stoccaggio gas, già al 95% nell’UeBruxelles, 31 ott. (askanews) – Gli impianti di stoccaggio di gas dell’Ue sono stati riempiti al 95%, oltrepassando l’obiettivo vincolante del 90%, da raggiungere ogni anno entro il primo novembre, come previsto nel regolamento sullo stoccaggio del gas adottato dagli Stati membri durante la crisi energetica causata dalla guerra russa in Ucraina. Lo riferisce una nota pubblicata oggi a Bruxelles dalla Commissione europea, riportando gli ultimi dati pubblicati da “Gas Infrastructure Europe”.


Il regolamento sullo stoccaggio del gas è volto a garantire una sufficiente sicurezza dell’approvvigionamento e stabilità del mercato per i mesi invernali. Attualmente, ci sono circa 100 miliardi di metri cubi di gas negli impianti di stoccaggio negli Stati membri, che rappresentano circa un terzo del consumo annuale di gas nell’Ue. “Quando la Russia ha invaso l’Ucraina e ha cercato di ricattare l’Europa usando le sue forniture di energia, abbiamo preso misure rapide per proteggerci da futuri shock di approvvigionamento. Questo lavoro – rileva Kadri Simson, commissaria europea per l’Energia, nella nota della Commissione – sta dando i suoi frutti, ed entriamo in questo inverno con un buon livello di gas negli impianti di stoccaggio in tutta l’Ue, forniture energetiche diversificate, una quota maggiore di energie rinnovabili e un rinnovato impegno per l’efficienza energetica e il risparmio energetico”.


“Questo ci mette in una posizione di forza per mantenere stabili le forniture e i prezzi questo inverno, e per continuare la nostra transizione, eliminando la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili russi”, conclude la commissaria.

Nella Ue le emissioni di gas serra sono diminuite dell’8,3% nel 2023

Nella Ue le emissioni di gas serra sono diminuite dell’8,3% nel 2023Bruxelles, 31 ott. (askanews) – Le emissioni di gas serra stanno diminuendo a un ritmo sostenuto nell’Ue, grazie alla crescita impressionante delle energie rinnovabili. E’ quanto risulta dal rapporto per il 2024 sui progressi dell’azione per il clima, pubblicato oggi a Bruxelles dalla Commissione europea.


Il rapporto mostra che le emissioni nette di gas serra sono diminuite dell’8,3% nel 2023 rispetto all’anno precedente. Si tratta del maggior calo annuale degli ultimi decenni, ad eccezione del 2020, quando il rallentamento dell’attività economica causato dalla pandemia di Covid-19 portò a una riduzione delle emissioni ancora più importante, del 9,8%. Le emissioni nette di gas serra sono ora inferiori del 37% rispetto ai livelli del 1990, mentre il Pil dell’Ue è aumentato del 68% nello stesso periodo, dimostrando, sottolinea la Commissione, “il continuo disaccoppiamento tra emissioni e crescita economica”.


Insomma, ha osservato il portavoce per le Politiche climatiche della Commissione, Tim McPie durante il briefing quotidiano per la stampa dell’Esecutivo comunitario oggi a Bruxelles, “siamo sulla buona strada per raggiungere i nostri obiettivi del 2030 per ridurre le emissioni di almeno il 55%, se questo slancio verrà mantenuto. Questi risultati positivi sono stati guidati in particolare dall’impressionante accelerazione nella riduzione delle emissioni generate dalla produzione di elettricità e dal riscaldamento, con un calo del 24% lo scorso anno. Anche i pozzi naturali di assorbimento del carbonio dell’Ue (ovvero la vegetazione e le foreste, ndr) sono cresciuti lo scorso anno, invertendo la tendenza al ribasso dell’ultimo decennio”. “Allo stesso tempo – ha aggiunto McPie -, non possiamo ignorare l’impatto che il cambiamento climatico sta già avendo in Europa: nel 2023 l’Europa ha sperimentato i suoi più grandi incendi boschivi e uno degli anni più umidi mai registrati, importanti ondate di calore marino e un continuo aumento delle temperature. Gli eventi catastrofici in Spagna di questa settimana ci ricordano nuovamente quanto possano essere devastanti tali impatti”.


A questo proposito, “il rapporto richiama anche l’attenzione sulla necessità di continuare il nostro lavoro con gli Stati membri sull’adattamento e sul rafforzamento della nostra resilienza al cambiamento climatico”, ha concluso il portavoce. Nella nota della Commissione sulla pubblicazione del rapporto, il commissario per l’Azione per il clima, Wopke Hoekstra, ricorda che “l’Ue è all’avanguardia nella transizione pulita, con un altro anno di forti riduzioni delle emissioni di gas serra nel 2023”, e “rappresenta ora il 6% delle emissioni globali”. Hoekstra sottolinea che in questo modo “stiamo dimostrando ancora una volta ai nostri partner internazionali che è possibile intraprendere azioni per il clima e allo stesso tempo investire nella crescita della nostra economia. Purtroppo, il rapporto mostra anche che il nostro lavoro deve continuare, in patria e all’estero, poiché vediamo i danni che il cambiamento climatico sta causando ai nostri cittadini”.


La Commissione rileva che “l’ultimo anno ha visto gli eventi più catastrofici” a causa dei cambiamenti climatici già in corso, e che “le emissioni globali non hanno ancora raggiunto il picco”. Per questo, “è necessaria un’azione continua per garantire che l’Ue raggiunga i suoi obiettivi per il 2030 e sia sulla buona strada per raggiungere il suo futuro obiettivo per il 2040 (che, come è già stato annunciato, consisterà in una riduzione delle emissioni del 90% rispetto al 1990, ndr) e l’obiettivo di zero emissioni al 2050”. Inoltre, “l’Ue deve inoltre continuare il suo impegno internazionale, a partire dalla COP29” la Conferenza delle parti della Convenzione Onu sul cambio climatico, prevista il mese prossimo a Baku, in Azerbaigian, “per garantire che anche i nostri partner nel mondo intraprendono le azioni necessarie”, conclude la nota della Commissione.

Ue, emissioni di gas serra -8,3% nel 2023 rispetto al 2022

Ue, emissioni di gas serra -8,3% nel 2023 rispetto al 2022Bruxelles, 31 ott. (askanews) – Le emissioni di gas serra stanno diminuendo a un ritmo sostenuto nell’Ue, grazie alla crescita impressionante delle energie rinnovabili. E’ quanto risulta dal rapporto per il 2024 sui progressi dell’azione per il clima, pubblicato oggi a Bruxelles dalla Commissione europea.


Il rapporto mostra che le emissioni nette di gas serra sono diminuite dell’8,3% nel 2023 rispetto all’anno precedente. Si tratta del maggior calo annuale degli ultimi decenni, ad eccezione del 2020, quando il rallentamento dell’attività economica causato dalla pandemia di Covid-19 portò a una riduzione delle emissioni ancora più importante, del 9,8%. Le emissioni nette di gas serra sono ora inferiori del 37% rispetto ai livelli del 1990, mentre il Pil dell’Ue è aumentato del 68% nello stesso periodo, dimostrando, sottolinea la Commissione, “il continuo disaccoppiamento tra emissioni e crescita economica”.


Insomma, ha osservato il portavoce per le Politiche climatiche della Commissione, Tim McPie durante il briefing quotidiano per la stampa dell’Esecutivo comunitario oggi a Bruxelles, “siamo sulla buona strada per raggiungere i nostri obiettivi del 2030 per ridurre le emissioni di almeno il 55%, se questo slancio verrà mantenuto. Questi risultati positivi sono stati guidati in particolare dall’impressionante accelerazione nella riduzione delle emissioni generate dalla produzione di elettricità e dal riscaldamento, con un calo del 24% lo scorso anno. Anche i pozzi naturali di assorbimento del carbonio dell’Ue (ovvero la vegetazione e le foreste, ndr) sono cresciuti lo scorso anno, invertendo la tendenza al ribasso dell’ultimo decennio”. “Allo stesso tempo – ha aggiunto McPie -, non possiamo ignorare l’impatto che il cambiamento climatico sta già avendo in Europa: nel 2023 l’Europa ha sperimentato i suoi più grandi incendi boschivi e uno degli anni più umidi mai registrati, importanti ondate di calore marino e un continuo aumento delle temperature. Gli eventi catastrofici in Spagna di questa settimana ci ricordano nuovamente quanto possano essere devastanti tali impatti”.


A questo proposito, “il rapporto richiama anche l’attenzione sulla necessità di continuare il nostro lavoro con gli Stati membri sull’adattamento e sul rafforzamento della nostra resilienza al cambiamento climatico”, ha concluso il portavoce. Nella nota della Commissione sulla pubblicazione del rapporto, il commissario per l’Azione per il clima, Wopke Hoekstra, ricorda che “l’Ue è all’avanguardia nella transizione pulita, con un altro anno di forti riduzioni delle emissioni di gas serra nel 2023”, e “rappresenta ora il 6% delle emissioni globali”. Hoekstra sottolinea che in questo modo “stiamo dimostrando ancora una volta ai nostri partner internazionali che è possibile intraprendere azioni per il clima e allo stesso tempo investire nella crescita della nostra economia. Purtroppo, il rapporto mostra anche che il nostro lavoro deve continuare, in patria e all’estero, poiché vediamo i danni che il cambiamento climatico sta causando ai nostri cittadini”.


La Commissione rileva che “l’ultimo anno ha visto gli eventi più catastrofici” a causa dei cambiamenti climatici già in corso, e che “le emissioni globali non hanno ancora raggiunto il picco”. Per questo, “è necessaria un’azione continua per garantire che l’Ue raggiunga i suoi obiettivi per il 2030 e sia sulla buona strada per raggiungere il suo futuro obiettivo per il 2040 (che, come è già stato annunciato, consisterà in una riduzione delle emissioni del 90% rispetto al 1990, ndr) e l’obiettivo di zero emissioni al 2050”. Inoltre, “l’Ue deve inoltre continuare il suo impegno internazionale, a partire dalla COP29” la Conferenza delle parti della Convenzione Onu sul cambio climatico, prevista il mese prossimo a Baku, in Azerbaigian, “per garantire che anche i nostri partner nel mondo intraprendono le azioni necessarie”, conclude la nota della Commissione.

Panetta: essenziale creare un titolo europeo privo di rischio

Panetta: essenziale creare un titolo europeo privo di rischioRoma, 31 ott. (askanews) – Nell’Unione europea resta necessaria “la creazione di un mercato dei capitali”. E “la condizione per conseguire questo obiettivo, non l’unica, ma la più importante, è l’introduzione di un titolo europeo privo di rischio, essenziale per lo svolgimento delle principali attività tipiche dei mercati finanziari”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta nel suo intervento alla 100esima giornata mondiale del risparmio, a Roma.

Inflazione, Istat: a ottobre sale allo 0,9%, carrello spesa a +2,2%

Inflazione, Istat: a ottobre sale allo 0,9%, carrello spesa a +2,2%Roma, 31 ott. (askanews) – Nel mese di ottobre l’inflazione registra una variazione su base mensile nulla e aumenta dello 0,9% su base annua, dal +0,7% del mese precedente. E’ la stima preliminare diffusa dall’Istat.


La lieve accelerazione del tasso d’inflazione riflette principalmente l’andamento dei prezzi dei Beni alimentari, sia lavorati (da +1,5% a +2%) sia non lavorati (da +0,3% a +3,3%) e, in misura minore, l’attenuazione della flessione dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da -11% a -10,2%). Un sostegno alla dinamica dei prezzi si deve anche all’aumento del ritmo di crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,4% a +2,8%). Tali effetti sono stati solo in parte compensati dalla decisa decelerazione dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +10,4% a +2%) e dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4% a +3,6%). I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano su base tendenziale (da +1% a +2,2%), come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +0,5% a +1%).


L’inflazione acquisita per il 2024 è pari a +1% per l’indice generale e a +2% per la componente di fondo.

Panetta (Banca d’Italia): economia fiacca, Bce deve tagliare ancora i tassi

Panetta (Banca d’Italia): economia fiacca, Bce deve tagliare ancora i tassiRoma, 31 ott. (askanews) – Nell’area euro “le condizioni monetarie rimangono restrittive, e richiedono ulteriori riduzioni” dei tassi di interesse da parte della Bce. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, che siede nel direttorio della Bce, nel suo intervento alla 10esima giornata mondiale del risparmio.


“Con il rientro dell’inflazione, occorre porre attenzione alla fiacchezza dell’economia reale: in assenza di una ripresa sostenuta – ha avvertito – si correrebbe il rischio di spingere l’inflazione ben sotto l’obiettivo. Una situazione che la politica monetaria faticherebbe a contrastare e che va evitata”. Panetta ha ricordato che la stabilità monetaria rappresenta “un pilastro per la salvaguardia del risparmio”. E che la restrizione monetaria attuata dalla Bce “ha contribuito a ridurre l’inflazione in modo altrettanto rapido quanto il precedente rialzo: la dinamica dei prezzi è oggi attorno al 2 per cento per la prima volta dal 2021. La Bce ha potuto quindi ridurre il tasso di riferimento in tre riunioni consecutive a partire da giugno”.


L’inflazione peggiora l’allocazione delle risorse ed erode il valore reale del risparmio. E nei suoi primi vent’anni di vita l’Unione monetaria ha garantito un’inflazione moderata. La pandemia e lo shock energetico hanno però alterato questa condizione: nel 2022 i prezzi al consumo erano cresciuti del 10 per cento nell’area dell’euro e del 12 in Italia, ha ricordato il governatore. Il Consiglio direttivo Bce, a cui partecipano tutti i governatori delle banche centrali nazionali dell’area euro, tornerà a riunirsi il 12 dicembre.


L’economia dell’Italia – ha proseguito Panetta – “sta risentendo della fase di incertezza e debolezza che sta attraversando l’economia globale”. “Ma sono le tendenze di più lungo periodo a preoccupare: i conflitti, la frammentazione del commercio globale, le divisioni in blocchi contrapposti di paesi, un’Europa che patisce la decrescita demografica, accumula ritardi e perde influenza nelle relazioni internazionali”, ha aggiunto. In questo contesto, “l’Unione europea e l’Italia necessitano di profonde riforme. In Europa va ritrovata quella comunità di intenti che ha consentito l’adozione del programma Next Generation EU e che si è poi andata affievolendo. I campi di intervento sono numerosi – ha proseguito il governatore -: occorre valorizzare appieno il mercato unico; avviare progetti comuni in innovazione e tecnologia, a partire dalle transizioni digitale ed ecologica; ridurre le dipendenze dall’estero nei settori dell’energia e della difesa; semplificare le norme; creare una capacità fiscale centrale e autonoma; affrontare la sfida demografica”.


Secondo Panetta negli ultimi anni l’economia italiana “ha mostrato incoraggianti segni di miglioramento. Dopo la crisi del decennio scorso, il sistema produttivo ha attraversato un profondo, e doloroso, processo di ristrutturazione. Le imprese ne sono uscite rafforzate. Sono cambiamenti che contribuiscono a spiegare la capacità di reazione dell’economia italiana agli shock recenti”. E ora la Penisola “ha una responsabilità importante per dare credibilità al progetto europeo, realizzando gli investimenti e le riforme previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, riducendo l’incidenza del debito pubblico sul prodotto e affrontando con decisione i nodi irrisolti che ho richiamato”.

Banche, Panetta: spinte verso concentrazioni transfrontaliere Ue

Banche, Panetta: spinte verso concentrazioni transfrontaliere UeRoma, 31 ott. (askanews) – In Europa “l’elevata dotazione patrimoniale” delle banche e la loro “prevedibile riduzione della redditività potranno spingere le banche verso operazioni di concentrazione, anche su base transfrontaliera”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento alla 100esima giornata mondiale del risparmio.


“È un passaggio che dovrà avvenire innalzando l’efficienza, creando intermediari forti, redditizi, in grado di meglio servire l’economia reale. La solidità delle banche beneficerebbe di una maggiore integrazione del mercato bancario a livello europeo – ha proseguito – che consentirebbe loro di operare in più paesi, diversificando i rischi e rafforzando l’offerta di servizi a famiglie e imprese”. Il governatore non ha menzionato direttamente il caso della possibile aggregazione di UniCredit con la tedesca Commerzbank, che sta tenendo banco in queste settimane.


Mentre ha aggiunto che “va completata l’Unione bancaria, istituendo un fondo europeo di garanzia dei depositi e migliorando il sistema di gestione delle crisi bancarie”.

Panetta: economia Italia risente di incertezza e debolezza globale

Panetta: economia Italia risente di incertezza e debolezza globaleRoma, 31 ott. (askanews) – L’economia dell’Italia “sta risentendo della fase di incertezza e debolezza che sta atraversando l’economia globale”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento alla 100esima giornata mondiale del risparmio. “Ma sono le tendenze di più lungo periodo a preoccupare: i conflitti, la frammentazione del commercio globale, le divisioni in blocchi contrapposti di paesi, un’Europa che patisce la decrescita demografica, accumula ritardi e perde influenza nelle relazioni internazionali”, ha aggiunto.


In questo contesto, “l’Unione europea e l’Italia necessitano di profonde riforme. In Europa va ritrovata quella comunità di intenti che ha consentito l’adozione del programma Next Generation EU e che si è poi andata affievolendo. I campi di intervento sono numerosi – ha proseguito il governatore -: occorre valorizzare appieno il mercato unico; avviare progetti comuni in innovazione e tecnologia, a partire dalle transizioni digitale ed ecologica; ridurre le dipendenze dall’estero nei settori dell’energia e della difesa; semplificare le norme; creare una capacità fiscale centrale e autonoma; affrontare la sfida demografica”. Secondo Panetta negli ultimi anni l’economia italiana “ha mostrato incoraggianti segni di miglioramento. Dopo la crisi del decennio scorso, il sistema produttivo ha attraversato un profondo, e doloroso, processo di ristrutturazione. Le imprese ne sono uscite rafforzate. Sono cambiamenti che contribuiscono a spiegare la capacità di reazione dell’economia italiana agli shock recenti”.


E ora la Penisola “ha una responsabilità importante per dare credibilità al progetto europeo, realizzando gli investimenti e le riforme previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, riducendo l’incidenza del debito pubblico sul prodotto e affrontando con decisione i nodi irrisolti che ho richiamato”.

Panetta: economia fiacca, Bce deve tagliare ancora i tassi

Panetta: economia fiacca, Bce deve tagliare ancora i tassiRoma, 31 ott. (askanews) – Nell’area euro “le condizioni monetarie rimangono restrittive, e richiedono ulteriori riduzioni” dei tassi di interesse da parte della Bce. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, che siede nel direttorio della Bce, nel suo intervento alla 10esima giornata mondiale del risparmio.


“Con il rientro dell’inflazione, occorre porre attenzione alla fiacchezza dell’economia reale: in assenza di una ripresa sostenuta – ha avvertito – si correrebbe il rischio di spingere l’inflazione ben sotto l’obiettivo. Una situazione che la politica monetaria faticherebbe a contrastare e che va evitata”. Panetta ha ricordato che la stabilità monetaria rappresenta “un pilastro per la salvaguardia del risparmio”. E che la restrizione monetaria attuata dalla Bce “ha contribuito a ridurre l’inflazione in modo altrettanto rapido quanto il precedente rialzo: la dinamica dei prezzi è oggi attorno al 2 per cento per la prima volta dal 2021. La Bce ha potuto quindi ridurre il tasso di riferimento in tre riunioni consecutive a partire da giugno”.


L’inflazione peggiora l’allocazione delle risorse ed erode il valore reale del risparmio. E nei suoi primi vent’anni di vita l’Unione monetaria ha garantito un’inflazione moderata. La pandemia e lo shock energetico hanno però alterato questa condizione: nel 2022 i prezzi al consumo erano cresciuti del 10 per cento nell’area dell’euro e del 12 in Italia, ha ricordato il governatore. Il Consiglio direttivo Bce, a cui partecipano tutti i governatori delle banche centrali nazionali dell’area euro, tornerà a riunirsi il 12 dicembre.

Abi, Patuelli: risparmio cruciale per sviluppo, va tutelato meglio

Abi, Patuelli: risparmio cruciale per sviluppo, va tutelato meglioRoma, 31 ott. (askanews) – Il risparmio degli italiani, quando “ben collocato tramite le banche è e sarà sempre più determinante fattore di sviluppo e di occupazione e di sottoscrizione del debito pubblico”. Ma il risparmio “va meglio tutelato, anche perché i prestiti si fanno con la stabile liquidità derivante dal risparmio ben investito”. E al momento in Italia “vetuste leggi fiscali, molto antecedenti alle nuovissime tecnologie e all’intelligenza artificiale, dispongono ancora uguale tassazione per il risparmio e per la speculazione”. Lo ha affermato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli nel suo intervento alla 100esima giornata mondiale del risparmio, organizzata a Roma dall’Acri.


L’articolo 47 della Costituzione, ha ricordato “recita: ‘la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme’. La Repubblica deve tutelare il risparmio distinguendolo dalla speculazione che ora si muove anche in una sola frazione di secondo. Chiediamo che le leggi tributarie rispettino meglio il risparmio che oggi è gravato dall’imposta ordinaria del 26%, che si aggiunge alla pressione fiscale sulle società quando in esse viene investito”. Sul risparmio e sulla liquidità nei conti correnti, grava “anche l’imposta di bollo che è una patrimoniale da abolire. Occorre che la Repubblica tuteli meglio la stabilità degli investimenti del risparmio sia in strumenti basati sulla liquidità, sia in azioni. Il risparmio investito in azioni di società – ha proseguito il presidente dell’Abi – subisce una tassazione di ben oltre la metà del reddito lordo prodotto, assommandosi la ‘cedolare secca’ del 26% sul reddito netto già gravato dall’Ires del 24% e dalle addizionali regionali e comunali, dal 4,5% circa dell’Irap, dall’Imu e dall’imposta di bollo”.


“Nella stessa Unione Europea, finché non ci sarà l’unità anche delle regole fiscali, vi è e vi sarà forte concorrenza fra gli Stati per attrarre il risparmio e i capitali. La pesante tassazione esistente in Italia spinge tante volte i risparmiatori italiani ad investire all’estero. Occorre correggere presto tutto questo – è l’esortazione di Patuelli – perché la tutela dei risparmiatori è una necessità etica e strategica per l’Italia. Occorre meglio regolamentare le innovazioni tecnologiche e l’intelligenza artificiale anche a tutela del risparmio: è indispensabile e urgente un nuovo costituzionalismo digitale”.