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Stellantis, consegne III trimestre -20% a 1,148 mln veicoli

Stellantis, consegne III trimestre -20% a 1,148 mln veicoliRoma, 16 ott. (askanews) – Le consegne globali di Stellantis nel terzo trimestre sono dimunuite del 20% rispetto allo stesso periodo di un anno fa a 1.148mila unità.


Lo rende noto il gruppo automobilistico spiegando che il calo delle consegne “è stato maggiore rispetto a quello delle vendite ai clienti finali nel periodo, che si sono ridotte di circa il 15%, scontando l’impatto temporaneo della transizione del portafoglio prodotti e delle iniziative di riduzione delle scorte presso la rete”. In Nord America le consegne di Stellantis sono diminuite di circa 170mila unità “di cui oltre 100mila unità relative ai preannunciati tagli alla produzione con l’intento di ridurre lo stock presso la rete”.


La quota di mercato mese su mese nel terzo trimestre è comunque cresciuta passando dal 7,2% in luglio al 7,9% in agosto e all’8,0% in settembre mentre le scorte si sono ridotte di 50mila unità (-11,6%) rispetto alla fine dello scorso trimestre. In Europa allargata, le consegne sono diminuite di circa 100mila unità rispetto allo stesso periodo dello scorso anno a causa, riferisce ancora il Gruppo, del “posticipo del lancio dei modelli basati sulla piattaforma Smart Car, inclusa la Citroën C3 (che ha iniziato ad essere consegnata alla rete in settembre)”. Per Stellantis “le prospettive per il lancio dei nuovi modelli in Europa sono robuste con ordini per 50mila unità per la nuova Citroen C3 e di 80mila unità per la nuova Peugeot 3008, a titolo di esempio”.


Negli altri mercati di Stellantis le consegne sono rimaste complessivamente invariate, poiché la crescita in Sud America ha compensato i cali in Medio Oriente e Africa, Cina, India e Asia Pacifico.

Adidas alza stime utili, risultati migliori del previsto

Adidas alza stime utili, risultati migliori del previstoRoma, 15 ott. (askanews) – Adidas ha rialzato le previsioni su utile e vendite per l’anno in corso, citando risultati migliori del previsto per il terzo trimestre e un maggiore slancio del marchio. Il colosso tedesco dell’abbigliamento sportivo ha reso noto di prevedere che l’utile operativo per il 2024 sarà di circa 1,2 miliardi di euro, in aumento rispetto alla precedente previsione di 1 miliardo di euro. L’azienda prevede che i ricavi cresceranno di circa il 10% a valuta costante, rispetto alle precedenti aspettative di un aumento nelle alte cifre percentuali singole.


Per il terzo trimestre, l’azienda ha registrato un utile operativo di 598 milioni di euro, in aumento rispetto ai 409 milioni di euro nello stesso periodo dell’anno precedente, su ricavi cresciuti del 7% a 6,44 miliardi di euro. (immagine da sito ufficiale Adidas)

Sogin: falsa la notizia di una visita della Gdf nella sede centrale

Sogin: falsa la notizia di una visita della Gdf nella sede centraleRoma, 15 ott. (askanews) – “In merito ad un articolo, apparso questa mattina su un sito web, Sogin smentisce in modo categorico quanto riportato nel testo, precisando che non vi è stato alcun ‘accesso’ della Guardia di Finanza negli uffici della società, né ieri né oggi, 15 ottobre”. Lo comunica la società in una nota, aggiungendo di aver “dato mandato ai suoi avvocati di avviare ogni azione legale, sia di natura civile che penale, a tutela dell’immagine e della reputazione della società e dei suoi lavoratori”.

Fibercop, Ferraris: deal con Open Fiber? Spetta a soci

Fibercop, Ferraris: deal con Open Fiber? Spetta a sociCernobbio (Co), 15 ott. (askanews) – Di una fusione Fibercop-Open Fiber “sono gli azionisti che hanno il ruolo e la responsabilità di valutare queste iniziative. Ci sono aspetti regolatori, finanziari ed economici che vanno valutati”. Lo ha detto Luigi Ferraris, amministratore delegato di Fibercop, a chi gli chiedeva di un eventuale deal con Open Fiber. “Sono molto focalizzato sull’avvio della società, che è una sorta di grande startup che va velocemente portata a regime”, ha aggiunto a margine di ComoLake in corso a Cernobbio (Como). “Bisogna realizzare gli investimenti, focalizzarsi sull’abbrivio di una crescita grazie ai soci nuovi ci hanno dato con un investimento importante”, ha concluso il top manager.

La Bce: il crollo del petrolio toglie appigli ai falchi contro il taglio dei tassi

La Bce: il crollo del petrolio toglie appigli ai falchi contro il taglio dei tassiRoma, 15 ott. (askanews) – Il crollo dei prezzi del petrolio sgombera dal campo l’elemento più concreto e attuale che avrebbe potuto alimentare resistenze all’imminente consiglio della Bce, rispetto a un nuovo taglio dei tassi di interesse.


Il direttorio si svolgerà tra domani sera e giovedì mattina in trasferta a Lubiana, in Slovenia, per una delle riunioni che periodicamente portano i banchieri centrali dell’eurozona a rotazione nei paesi che utilizzano la valuta condivisa. Le decisioni di politica monetaria verranno comunicate alle 14 e 15 di giovedì, mezz’ora dopo la presidente Christine Lagarde terrà la consueta conferenza stampa esplicativa. Nelle ultime settimane era stata la stessa presidente, assieme ad altri esponenti dell’istituzione, a lanciare segnali nei quali operatori e analisti avevano letto una chiara indicazione sull’intento di effettuare un nuovo taglio dei tassi questo mese di ottobre, laddove in precedenza era prevista una pausa e un nuovo taglio solo a dicembre.


Il rapido calo dell’inflazione, che a settembre nell’eurozona è scesa all’1,8%, contestualmente all’indebolimento dell’attività delle imprese sembra spingere la Bce ad accelerare il passo nella sua manovra di riduzione del freno monetario. L’obiettivo di “stabilità dei prezzi” perseguito da Francoforte viene quantificato in una inflazione media per la zona euro al 2%, riferito però a un periodo ragionevolmente lungo, anche in prospettiva futura, e non a un singolo mese. Alcuni osservatori si sono spinti a ipotizzare che la Bce possa ritrovarsi spiazzata a fronteggiare nuovamente inflazione troppo bassa.


Le impennate dei prezzi del petrolio della scorsa settimana avevano creato però un elemento di ulteriore incertezza in questi scenari. Oggi il barile di oro nero ha subito nuovi ei drastici cali, dopo quelli già registrati ieri. Il West Texas Intermediate è brevemente sceso fin sotto i 70 dollarei, ai minimi da un mese. Le assicurazioni giunte da Israele sul fatto che la rappresaglia per l’attacco missilistico dell’Iran non colpirà impianti petroliferi si è combinata agli sviluppi sul versante economico, che non fanno presagire livelli di domanda vigorosi. Del resto l’Opec, il cartello degli esportatori di greggio, ha appena ritoccato al ribasso le sue previsioni sui consumi globali. Il probabile nuovo taglio dei tassi dovrebbe accentuare l’inversione di tendenza appena registrata dalla stessa Bce sulla dinamica del credito: nel terzo trimestre, dopo oltre due anni in cui proseguiva ininterrotta, si è arrestata la fase di inasprimento complessiva sui criteri di concessione di prestiti da parte delle banche per l’insieme dell’area euro.


L’allentamento riguarda i mutui alle famiglie per l’acquisto di casa, non il credito al consumo in cui la stretta prosegue. E anche sui prestiti alle imprese la dinamica è ancora restrittiva, ma più lieve rispetto ai mesi scorsi. Andamenti analoghi si sono registrati anche in Italia, mentre i tagli dei tassi già operati e quelli attesi in prospettiva hanno rianimato la domanda di mutui. (fonte immagine: ECB 2024).

Bce, crollo petrolio toglie appigli ai falchi contro taglio tassi

Bce, crollo petrolio toglie appigli ai falchi contro taglio tassiRoma, 15 ott. (askanews) – Il crollo dei prezzi del petrolio sgombera dal campo l’elemento più concreto e attuale che avrebbe potuto alimentare resistenze all’imminente consiglio della Bce, rispetto a un nuovo taglio dei tassi di interesse.


Il direttorio si svolgerà tra domani sera e giovedì mattina in trasferta a Lubiana, in Slovenia, per una delle riunioni che periodicamente portano i banchieri centrali dell’eurozona a rotazione nei paesi che utilizzano la valuta condivisa. Le decisioni di politica monetaria verranno comunicate alle 14 e 15 di giovedì, mezz’ora dopo la presidente Christine Lagarde terrà la consueta conferenza stampa esplicativa. Nelle ultime settimane era stata la stessa presidente, assieme ad altri esponenti dell’istituzione, a lanciare segnali nei quali operatori e analisti avevano letto una chiara indicazione sull’intento di effettuare un nuovo taglio dei tassi questo mese di ottobre, laddove in precedenza era prevista una pausa e un nuovo taglio solo a dicembre.


Il rapido calo dell’inflazione, che a settembre nell’eurozona è scesa all’1,8%, contestualmente all’indebolimento dell’attività delle imprese sembra spingere la Bce ad accelerare il passo nella sua manovra di riduzione del freno monetario. L’obiettivo di “stabilità dei prezzi” perseguito da Francoforte viene quantificato in una inflazione media per la zona euro al 2%, riferito però a un periodo ragionevolmente lungo, anche in prospettiva futura, e non a un singolo mese. Alcuni osservatori si sono spinti a ipotizzare che la Bce possa ritrovarsi spiazzata a fronteggiare nuovamente inflazione troppo bassa.


Le impennate dei prezzi del petrolio della scorsa settimana avevano creato però un elemento di ulteriore incertezza in questi scenari. Oggi il barile di oro nero ha subito nuovi ei drastici cali, dopo quelli già registrati ieri. Il West Texas Intermediate è brevemente sceso fin sotto i 70 dollarei, ai minimi da un mese. Le assicurazioni giunte da Israele sul fatto che la rappresaglia per l’attacco missilistico dell’Iran non colpirà impianti petroliferi si è combinata agli sviluppi sul versante economico, che non fanno presagire livelli di domanda vigorosi. Del resto l’Opec, il cartello degli esportatori di greggio, ha appena ritoccato al ribasso le sue previsioni sui consumi globali. Il probabile nuovo taglio dei tassi dovrebbe accentuare l’inversione di tendenza appena registrata dalla stessa Bce sulla dinamica del credito: nel terzo trimestre, dopo oltre due anni in cui proseguiva ininterrotta, si è arrestata la fase di inasprimento complessiva sui criteri di concessione di prestiti da parte delle banche per l’insieme dell’area euro.


L’allentamento riguarda i mutui alle famiglie per l’acquisto di casa, non il credito al consumo in cui la stretta prosegue. E anche sui prestiti alle imprese la dinamica è ancora restrittiva, ma più lieve rispetto ai mesi scorsi. Andamenti analoghi si sono registrati anche in Italia, mentre i tagli dei tassi già operati e quelli attesi in prospettiva hanno rianimato la domanda di mutui. (fonte immagine: ECB 2024).

Petrolio accentua ribassi, barile Wti sfiora -5% a 70,16 dollari

Petrolio accentua ribassi, barile Wti sfiora -5% a 70,16 dollariRoma, 15 ott. (askanews) – Si accentuano ulteriormente i ribassi dei prezzi del petrolio. A metà metà seduta in Europa il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord crolla del 4,75% a 73,78 dollari. E negli scambi dell’after hours sul mercato statunitense, il West Texas Intermediate sfiora il meno 5% cadendo a 70,16 dollari, sui minimi da inizio mese.


Le quotazioni dell’oro nero hanno imboccato drastiche correzioni ribassiste dopo le rassicurazioni giunte da Israele, sul fatto che la rappresaglia per l’attacco missilistico iraniano prenderà di mira impianti militari, e non sistemi petroliferi quindi. Contestualmente la debolezza dei dati sul commercio estero della Cina alimenta la prospettiva di livelli di domanda debole.

Eurozona, produzione industria rimbalza ad agosto, +1,8% su mese

Eurozona, produzione industria rimbalza ad agosto, +1,8% su meseRoma, 15 ott. (askanews) – Produzione dell’industria in risalita ad agosto nell’area euro, un più 1,8% rispetto al mese precedente, dopo la contrazione dello 0,5% di luglio, con il quale si è azzerato il calo su base annua che persisteva da diversi mesi. Secondo quanto riporta Eurostat, nel confronto con lo stesso mese di un anno prima la produzione è infatti marginalmente aumentata, dello 0,1% dopo il meno 2,1% di luglio e il meno 4,2% di giugno.


Il recupero di agosto – che tuttavia, va ricordato, non è il mese più intenso per la produzione – riflette una forte risalita sui beni di investimento, con il +3,7% rispetto al mese precedente, un discreto aumento sulla produzione di beni di consumo durevoli (+1,7%) , una dinamica più debole per l’energia (+0,4%), per i beni di consumo non durevoli (+0,2%) e un calo leggero per i beni intermedi (-0,3%). Da segnalare la risalita della produzione in Germania, +3,3% rispetto al mese precedente con cui è stato interamente compensato il calo di portata analoga accusato a luglio. In Francia la produzione è aumentata dell’1,4% e in Italia di un marginale +0,1%, dopo il -1% mensile di luglio.

Bankitalia: nuovo forte aumento domanda mutui dalle famiglie

Bankitalia: nuovo forte aumento domanda mutui dalle famiglieRoma, 15 ott. (askanews) – Anche in Italia nel terzo trimestre si sono stabilizzati i criteri delle banche per l’offerta di credito alle imprese e sui mutui alle famiglie, mentre è continuato un leggero inasprimento sul credito al consumo, a riflesso di una “minore tolleranza per il rischio” da parte degli istituti. E se la domanda di credito delle imprese ha continuato a diminuire, ma in misura più lieve rispetto ai ritmi visti da inizio 2023, la richiesta di mutui delle famiglie “ha registrato un nuovo marcato aumento”. Lo riporta alla Banca d’Italia nella sua indagine sul credito bancario, relativa alla Penisola e con cui contribuisce all’indagine per tutta l’area area euro e elaborata dalla Bce (Bank lending survey).


I termini e le condizioni generali sono divenuti leggermente più favorevoli, principalmente attraverso la diminuzione dei tassi di interesse praticati sui prestiti, dovuta anche alla riduzione dei margini. “Al miglioramento dei termini e delle condizioni hanno contribuito la maggiore tolleranza del rischio, la pressione concorrenziale e le prospettive economiche generali”, nota Bankitalia. I criteri di offerta sui finanziamenti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni non hanno registrato variazioni. Per il trimestre in corso gli intermediari si attendono criteri invariati per i prestiti alle imprese e per quelli alle famiglie con finalità di consumo e un lieve allentamento sui mutui.


Nel trimestre in corso la domanda di prestiti di imprese e famiglie è attesa crescere in tutti i comparti. Le condizioni di accesso delle banche al finanziamento sono migliorate con riferimento principalmente ai titoli di debito a medio-lungo termine, prosegue Bankitalia. Nel trimestre in corso le condizioni di accesso alla raccolta non registrerebbero variazioni significative. Nei sei mesi terminanti in settembre le variazioni del portafoglio di attività di politica monetaria dell’Eurosistema non hanno esercitato alcun impatto sulle attività totali delle banche, sulle condizioni di finanziamento, sulla redditività, sul coefficiente patrimoniale, sulle politiche di offerta e sui volumi erogati. Gli effetti sarebbero nulli anche nel semestre in corso.

Welfare, Urso: servono partecipazione imprese, natalità e inclusione

Welfare, Urso: servono partecipazione imprese, natalità e inclusioneRoma, 15 ott. (askanews) – L’Italia è in grado di rispondere in maniera adeguata a una domanda orientata sempre più verso un welfare inclusivo e sostenibile, questo sarà raggiungibile “solo attraverso la partecipazione attiva delle imprese, sempre più protagoniste”, con “la collaborazione tra pubblico e privato insieme all’integrazione della tecnologia e a nuove politiche demografiche, che puntino sulla natalità, e a nuove politiche del lavoro, che puntino all’inclusione: è la strada giusta per affrontare insieme le sfide che abbiamo davanti e costruire un futuro migliore per tutti”. Lo ha affermato il ministro di Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso intervenendo al Welfare Italia Forum.


Il forum “rappresenta da anni un appuntamento per riflettere sulle opportunità di creare valore all’interno del nostro sistema di welfare, chiamato a rivestire un ruolo chiave non solo per far fronte a una demografia in trasformazione – ha osservato – ma soprattutto per divenire leva di crescita e sviluppo. Lo scorso anno, nel 2023 il welfare ha rappresentato la principale voce di spesa pubblica coinvolgendo oltre 425 enti pubblici e privati e generando un valore di 206 miliardi di euro in termini di produzione”. “Un dato che dimostra ancora una volta quanto sia strategico il settore per il benessere collettivo e per la crescita dello sviluppo del paese. Nei prossimi anni sarà necessario reperire ulteriori risorse e rivedere nel contempo il sistema per garantirne l’effettiva sostenibilità – ha proseguito -. Dal vostro rapporto presentato oggi emerge la necessità di reperire altri 176 miliardi , 176 addizionali entro il 2030”.


“Al welfare è richiesto lo sforzo non solo di trovare soluzioni alla all’altezza dell’attuale panorama – ha notato Urso – ma anche di rispondere in modo innovativo ai bisogni della nostra popolazione che è sempre più anziana. Il mio impegno come ministro di Imprese e Made in Italy è quello di sostenere politiche che incentivino l’innovazione, la digitalizzazione e le competenze anche all’interno del vostro settore, così da garantire un accesso più equo ai servizi e promuovere la crescita e il benessere delle nostre comunità ovunque in Italia, da Nord a Sud”. (segue)