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Bankitalia, Signorini: primi segni di effetti riforme e di Pnrr

Bankitalia, Signorini: primi segni di effetti riforme e di PnrrRoma, 3 ott. (askanews) – In Italia “si comincia finalmente a vedere qualche segno degli effetti delle riforme strutturali introdotte nel corso degli anni e da ultimo stimolate dal Pnrr. I successi conseguiti devono indurre a mantenere alta l’attenzione per questi temi. Le riforme funzionano: proprio per questo vanno consolidate e sviluppate”. Lo ha affermato il presidente dell’Ivass, Luigi Federico Signorini, direttore generale di Banca d’Italia, nel suo intervento alla 56esima giornata del credito, a Roma. “I fatti recenti offrono qualche motivo per considerazioni positive: ma si deve guardare avanti – ha proseguito – consapevoli dei rischi di cui tener conto e delle sfide da affrontare. I rischi non mancano, né per l’economia reale né per il sistema finanziario: frammentazioni, conflitti e (ricordiamolo) anche eventi climatici di gravità crescente. La sfida posta dall’impetuoso avanzamento della tecnologia incombe anch’essa tanto sulle imprese quanto sugli intermediari finanziari: ma contiene promesse, non solo minacce”. “Dell’insieme delle riforme strutturali fa parte quella, attuata lungo un considerevole arco di tempo, del sistema pensionistico, che contribuisce alla sostenibilità delle finanze pubbliche italiane nel lungo termine: e quindi alla stabilità dell’ambiente macroeconomico, essenziale a sua volta per la crescita del sistema produttivo. È altrettanto importante assicurare un’impostazione prudente delle scelte di bilancio nel medio termine – ha sottolineato il Dg di Bankitalia – nello spirito delle nuove regole europee”. “Il ritardo italiano, ma anche europeo, nell’adozione della tecnologia, la troppa lentezza della produttività non vanno dimenticati. Il rapporto Draghi è un opportuno richiamo. Colmare il ritardo richiederà politiche accorte – ha detto – che stimolino il potenziale innovativo – delle imprese e delle persone – di cui questa parte del mondo è tanto ricca”. Secondo Signorini, “sul piano finanziario, le riforme regolamentari del sistema bancario – come ho già sostenuto in passato in questa stessa sede – alla prova della doppia crisi degli anni scorsi hanno dimostrato di funzionare bene; occorre procedere con quanto resta da attuare. Alla regolamentazione, essenzialmente macroprudenziale, del sistema degli intermediari finanziari non bancari si è cominciato a por mano, ma la strada da percorrere è ancora significativa. Le riforme strutturali, in ogni campo, richiedono perseveranza, intelligenza e capacità di adattamento. Nel mondo in cui oggi viviamo, perseguirle è sempre più necessario”.

Manovra, Mef: nessun aumento accise ma riallineamento diesel-benzina

Manovra, Mef: nessun aumento accise ma riallineamento diesel-benzinaRoma, 3 ott. (askanews) – “Del tutto fuorviante la notizia secondo la quale il Governo intende aumentare le accise sui carburanti. Sulla base degli impegni Pnrr, delle Raccomandazioni specifiche della Commissione europea e del Piano per la transizione ecologica approvato nel 2022, il Governo è tenuto ad adottare misure volte a ridurre i sussidi ambientali dannosi (Sad). In questo contesto, rientrano anche le minori accise che gravano sul gasolio rispetto a quelle sulla benzina, e pertanto è allo studio un meccanismo di allineamento tra i livelli delle rispettive accise”. Lo precisa il Ministero dell’Economia e delle Finanze in una nota. “In ogni caso – prosegue il Mef – in coerenza con l’impostazione di questo Governo, l’intervento non si tradurrà nella scelta semplicistica dell’innalzamento delle accise sul gasolio al livello di quelle della benzina, bensì in una rimodulazione delle due. Il Piano strutturale di bilancio di medio termine ha previsto che questo allineamento sarà definito nell’ambito delle misure attuative della delega fiscale”.

Manovra, Giorgetti: occorre il contributo di tutti, tasseremo i profitti di chi li ha fatti

Manovra, Giorgetti: occorre il contributo di tutti, tasseremo i profitti di chi li ha fattiMilano, 3 ott. (askanews) – Anche il settore della Difesa rientra tra quelli che, avendo beneficiato delle condizioni di mercato, saranno chiamati a dare il proprio “contributo” alla prossima manovra, non solo le banche. Lo ha spiegato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso di un’intervista a un evento di Bloomberg. “Esiste l’articolo 53 della Costituzione, dove tutti sono chiamati a contribuire per le loro possibilità alle necessità delle nazioni – ha spiegato -, e andare a tassare i profitti a chi li ha fatti, è uno sforzo che tutto il sistema paese deve fare. Ci rivolgiamo a tutti, prevalentemente taglieremo spese ma un concorso per quanto riguarda le entrare ci sarà”.


“Non ci sarà più la narrativa come in passato sugli extra profitti bancari dal momento che in quel momento le banche facevano più profitti. Paradossalmente, oggi l’industria di chi produce armi, con tutte queste guerre… uno può dire che va particolarmente bene, è una situazione di mercato favorevole, produce utili superiori”. “Sono convinto che alla fine troveremo una situazione equilibrata”, ha concluso Giorgetti.

Stellantis, Tavares: lasciare a fine mandato nel 2026 è opzione

Stellantis, Tavares: lasciare a fine mandato nel 2026 è opzioneMilano, 3 ott. (askanews) – Carlos Tavares potrebbe lasciare Stellantis al termine del suo contratto a inizio 2026. “E’ un’opzione, c’è comunque tempo per risollevare la situazione del gruppo” ha detto Tavares facendo riferimento alla data di scadenza del suo contratto a margine di una visita allo stabilimento di Sochaux in Francia. Stellantis ha avviato la ricerca di un nuovo Ceo, spiegando che si tratta di una procedura normale per un gruppo così complesso in vista della prossima scadenza del contratto di Tavares.


“Nel 2026 avrò 68 anni un’età ragionevole per andare in pensione”, ha aggiunto Tavares. Lzp

Manovra, Giorgetti: contributo di tutti, anche utili settore Difesa

Manovra, Giorgetti: contributo di tutti, anche utili settore DifesaMilano, 3 ott. (askanews) – Anche il settore della Difesa rientra tra quelli che, avendo beneficiato delle condizioni di mercato, saranno chiamati a dare il proprio “contributo” alla prossima manovra, non solo le banche. Lo ha spiegato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso di un’intervista a un evento di Bloomberg. “Esiste l’articolo 53 della Costituzione, dove tutti sono chiamati a contribuire per le loro possibilità alle necessità delle nazioni – ha spiegato -, e andare a tassare i profitti a chi li ha fatti, è uno sforzo che tutto il sistema paese deve fare. Ci rivolgiamo a tutti, prevalentemente taglieremo spese ma un concorso per quanto riguarda le entrare ci sarà”.


“Non ci sarà più la narrativa come in passato sugli extra profitti bancari dal momento che in quel momento le banche facevano più profitti. Paradossalmente, oggi l’industria di chi produce armi, con tutte queste guerre… uno può dire che va particolarmente bene, è una situazione di mercato favorevole, produce utili superiori”. “Sono convinto che alla fine troveremo una situazione equilibrata”, ha concluso Giorgetti.

Assicurazioni, Ue avvia una procedura di infrazione sull’Italia

Assicurazioni, Ue avvia una procedura di infrazione sull’ItaliaRoma, 3 ott. (askanews) – La Commissione europea ha deciso di avviare procedure di infrazione verso Germania, Italia e Austria, inviando lettere di costituzione in mora per il non corretto recepimento delle disposizioni della direttiva sulla distribuzione assicurativa. Con un comunicato, Bruxelles spiega che la direttiva stabilisce requisiti minimi per la distribuzione dei prodotti assicurativi nel mercato unico al fine di garantire un livello elevato di professionalità, trasparenza e protezione dei consumatori.


Le lettere di costituzione in mora riguardano disposizioni relative agli intermediari assicurativi controllati da soggetti di paesi terzi nel caso di Austria e Germania, si legge, disposizioni relative agli intermediari assicurativi a titolo accessorio che vendono prodotti assicurativi come aggiunta ai loro prodotti e servizi e disposizioni relative alla pubblicazione delle sanzioni nel caso della Germania e le norme sulle attività transfrontaliere degli intermediari assicurativi in regime di libera prestazione di servizi nel caso dell’Italia. Germania, Italia e Austria dispongono ora di 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate dalla Commissione, trascorsi i quali, in assenza di una risposta soddisfacente, quest’ultima potrà decidere di emettere un parere motivato.

Manovra, Assotir: aumento accise su gasolio è stangata da 350 milioni

Manovra, Assotir: aumento accise su gasolio è stangata da 350 milioniRoma, 3 ott. (askanews) – “Per il settore dell’autotrasporto, lo stop allo sconto sulle accise del gasolio si traduce in una stangata da oltre 350 milioni di euro l’anno”. A lanciare l’allarme è il segretario generale di Assotir, Claudio Donati, in merito all’ipotesi di allineare le aliquote sul gasolio a quelle sulla benzina, intervento che farebbe impennare il prezzo del diesel di 11 centesimi al litro.


“Sarebbe un salasso ingiustificato, del tutto iniquo – prosegue Donati – ma oltretutto non possiamo fare a meno di ricordare che alla vigilia elettorale le forze dell’attuale maggioranza avevano addirittura promesso di ridurre il costo delle accise”. Secondo Donati, “forse anche questo governo è pronto a cedere alle folgorazioni ambientaliste, quando tornano utili a fare cassa. Per questo diventa ancora più urgente riprendere il confronto con il ministro Salvini, sia in quanto ministro dei Trasporti, sia in quanto vicepremier”.


“Questa ipotesi – aggiunge Anna Vita Manigrasso, presidente nazionale di Assotir, – conferma che l’autotrasporto viene considerato come un settore da spremere ogni volta che se ne presenta l’esigenza. È una triste coincidenza il fatto che moltissimi addetti del settore, in queste settimane, stiano ricevendo gli ordini di pagamento del contributo all’ART (l’Autorità di Regolazione dei Trasporti) relativo al 2024, nonostante l’autotrasporto sia stato escluso da tale obbligo, con un’apposita norma approvata lo scorso anno”. L’Associazione annuncia subito che è pronta a dare battaglia all’aumento “sconsiderato delle accise sul gasolio”. Ma sottolinea anche che l’aumento delle accise non deve diventare un diversivo. Una volta ottenuto il dietro-front del governo, sarà necessario risolvere tutta una serie di problemi che da tempo affliggono il settore dell’autotrasporto. “Dobbiamo evitare trappole diversive – prosegue Manigrasso. – L’emergenza di turno (la pandemia, la recessione economica, o il caro-gasolio che sia), non deve impedire di affrontare la questione delle regole nuove necessarie per dare un futuro al settore. La priorità in particolare è la subvezione, ovvero quel fenomeno di intermediazione parassitaria che oggi fa prosperare tante società di ‘Trasportatori senza camion’”.

Mediobanca: no disdette ad Accordo consultazione, rinnovato al 2027

Mediobanca: no disdette ad Accordo consultazione, rinnovato al 2027Milano, 3 ott. (askanews) – L’accordo di consultazione tra soci di Mediobanca è “automaticamente rinnovato per altri tre anni sino al 31.12.2027”, in quanto “non sono pervenute disdette” entro i termini previsti. Lo riporta un avviso stampa pubblicato da piazzetta Cuccia nel quale si previsa anche che, per effetto di alcune variazioni intervenute, “la percentuale vincolata all’accordo è aumentata da 10,98% a 11,40% del capitale sociale”.


L’incremento, si spiega, è dovuto in parte all’apporto da parte di Finprog Italia di ulteriori 1,6 milioni di azioni, per una partecipazione complessiva pari a 6,1 milioni di azioni (0,73% del capitale), e in parte alla riduzione del numero delle azioni componenti il capitale sociale di Mediobanca per annullamento di azioni proprie in portafoglio.

Giornata di caos sui treni, un guasto a Roma paralizza la circolazione

Giornata di caos sui treni, un guasto a Roma paralizza la circolazioneRoma, 2 ott. (askanews) – Giornata di caos quella di oggi nella circolazione ferroviaria. Stamattina, mentre i pendolari si apprestavano a recarsi in stazione per prendere i treni, un guasto tecnico ha causato la disconnessione degli impianti di Roma Termini e Tiburtina, tagliando in due l’Italia. Numerose le cancellazioni. Intorno alle 8:30 è iniziata la garaduale ripresa della circolazione ma con forti ritardi già accumulati sia per i treni regionali, che per gli intercity e l’Alta velocità, con punte durante la giornata fino a 4 ore.


A metà mattinata, è poi intervenuto l’amministratore delegato di Rfi, società del gruppo Fs che ha in carico l’infrastruttura ferroviaria, Gianpiero Strisciuglio, che ad un evento di Trenitalia sul trasporto regionale al quale sarebbero dovuti intervenire anche l’ad del Gruppo Fs, Stefano Donnarumma e il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, entrambi assenti, ha spiegato cosa è successo. “E’ avvenuto un guasto raro – ha detto – che ha colpito la cabina elettrica che alimenta gli impianti circolazioni nei nodi di Roma. I nostri operai sono intervenuti prontamente e alle 8:30 è stata ripristinata la circolazione ma con ritardi importanti. Sono in corso di accertamenti – ha concluso Strisciuglio -. Andremo a fondo nella verifica, perché siamo una grande azienda e non accettiamo questo tipo di guasti”. Donnarumma, che intanto si era recato alla sala operativa del gruppo per verificare gli strumenti e le risorse dispiegate in situazioni come quella di oggi, in un post sui social ha aggiunto che il personale du Rfi e Trenitalia si è attivato tempestivamente per affrontare le criticità e gli impatti sul traffico ferroviario. “Il Gruppo FS è un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale nel campo dei trasporti – ha scritto il manager -. È per questo motivo che tutti noi ferrovieri dobbiamo continuare a dare il massimo per migliorare sempre più con efficienza ed efficacia, per garantire livelli di servizio ottimale ma anche saper gestire imprevisti come questi con lucidità e professionalità”.


Di chiodo piantato per errore su un cavo da parte di un’impresa privata addetta alla manutenzione, ha parlato poi il ministro Salvini: “il tempo di reazione di fronte a questo errore, e conto che il privato ne risponderà, non è stato all’altezza di quello che la seconda potenza industriale d’Europa deve avere”. “Ho chiesto che emergano le responsabilità e chi ha sulla coscienza i disagi creati oggi a migliaia di persone ne dovrà rispondere”, ha aggiunto il vicepremier specificando di aver chiesto una verifica su tutte le centraline di alimentazione in tutta Italia”.


In serata infine è intervenuta di nuovo Rfi che ha annunciato l’intenzione di prendere provvedimenti “anche di tipo contrattuale – nei confronti di tutti i soggetti che hanno commesso errori o non sono stati all’altezza della situazione”. Nel frattempo sono esplose le polemiche. L’associazione dei consumatori Codici chiede che vengano rimborsati i biglietti in maniera integrale. “Si è registrata l’ennesima giornata da incubo per chi si sposta in treno – ha detto Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici – e questa volta quanto accaduto non può essere sanato applicando solamente il regolamento europeo. Alla luce dei pesanti ritardi che si sono registrati sulla rete ferroviaria e delle conseguenze per chi, ad esempio, doveva recarsi al lavoro e non l’ha potuto fare, è doveroso riconoscere il rimborso totale del costo del biglietto”.


Sul fronte sindacale, invece, la Fit-Cisl chiede a Rfi di far rientrare le attività di manutenzione a suo tempo esternalizzate. “Noi riteniamo – afferma il sindacato – che la soluzione per migliorare il servizio ferroviario non sia la privatizzazione poiché essa non produrrebbe nessun vantaggio per la collettività e neppure per il sistema ferroviario. La chiave del successo di Ferrovie dello Stato è il modello di gruppo integrato, come è stato fino ad oggi, e non una parcellizzazione in altri modelli organizzativi che in passato e in altri paesi non hanno prodotto i risultati attesi di miglioramento del servizio. Oggi più che mai è necessaria una internalizzazione delle attività manutentive svolte nell’ambito di impianti strategici”.

Giornata di caos sui treni, guasto a Roma paralizza circolazione

Giornata di caos sui treni, guasto a Roma paralizza circolazioneRoma, 2 ott. (askanews) – Giornata di caos quella di oggi nella circolazione ferroviaria. Stamattina, mentre i pendolari si apprestavano a recarsi in stazione per prendere i treni, un guasto tecnico ha causato la disconnessione degli impianti di Roma Termini e Tiburtina, tagliando in due l’Italia. Numerose le cancellazioni. Intorno alle 8:30 è iniziata la garaduale ripresa della circolazione ma con forti ritardi già accumulati sia per i treni regionali, che per gli inetrcity e l’Alta velocità, con punte durante la giornata fino a 4 ore.


A metà mattinata, è poi intervenuto l’amministratore delegato di Rfi, società del gruppo Fs che ha in carico l’infrastruttura ferroviaria, Gianpiero Strisciuglio, che ad un evento di Trenitalia sul trasporto regionale al quale sarebbero dovuti intervenire anche l’ad del Gruppo Fs, Stefano Donnarumma e il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, entrambi assenti, ha spiegato cosa è successo. “E’ avvenuto un guasto raro – ha detto – che ha colpito la cabina elettrica che alimenta gli impianti circolazioni nei nodi di Roma. I nostri operai sono intervenuti prontamente e alle 8:30 è stata ripristinata la circolazione ma con ritardi importanti. Sono in corso di accertamenti – ha concluso Strisciuglio -. Andremo a fondo nella verifica, perché siamo una grande azienda e non accettiamo questo tipo di guasti”. Donnarumma, che intanto si era recato alla sala operativa del gruppo per verificare gli strumenti e le risorse dispiegate in situazioni come quella di oggi, in un post sui social ha aggiunto che il personale du Rfi e Trenitalia si è attivato tempestivamente per affrontare le criticità e gli impatti sul traffico ferroviario. “Il Gruppo FS è un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale nel campo dei trasporti – ha scritto il manager -. È per questo motivo che tutti noi ferrovieri dobbiamo continuare a dare il massimo per migliorare sempre più con efficienza ed efficacia, per garantire livelli di servizio ottimale ma anche saper gestire imprevisti come questi con lucidità e professionalità”.


Di chiodo piantato per errore su un cavo da parte di un’impresa privata addetta alla manutenzione, ha parlato poi il ministro Salvini: “il tempo di reazione di fronte a questo errore, e conto che il privato ne risponderà, non è stato all’altezza di quello che la seconda potenza industriale d’Europa deve avere”. “Ho chiesto che emergano le responsabilità e chi ha sulla coscienza i disagi creati oggi a migliaia di persone ne dovrà rispondere”, ha aggiunto il vicepremier specificando di aver chiesto una verifica su tutte le centraline di alimentazione in tutta Italia”.


In serata infine è intervenuta di nuovo Rfi che ha annunciato l’intenzione di prendere provvedimenti “anche di tipo contrattuale – nei confronti di tutti i soggetti che hanno commesso errori o non sono stati all’altezza della situazione”. Nel frattempo sono esplose le polemiche. L’associazione dei consumatori Codici chiede che vengano rimborsati i biglietti in maniera integrale. “Si è registrata l’ennesima giornata da incubo per chi si sposta in treno – ha detto Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici – e questa volta quanto accaduto non può essere sanato applicando solamente il regolamento europeo. Alla luce dei pesanti ritardi che si sono registrati sulla rete ferroviaria e delle conseguenze per chi, ad esempio, doveva recarsi al lavoro e non l’ha potuto fare, è doveroso riconoscere il rimborso totale del costo del biglietto”.


Sul fronte sindacale, invece, la Fit-Cisl chiede a Rfi di far rientrare le attività di manutenzione a suo tempo esternalizzate. “Noi riteniamo – afferma il sindacato – che la soluzione per migliorare il servizio ferroviario non sia la privatizzazione poiché essa non produrrebbe nessun vantaggio per la collettività e neppure per il sistema ferroviario. La chiave del successo di Ferrovie dello Stato è il modello di gruppo integrato, come è stato fino ad oggi, e non una parcellizzazione in altri modelli organizzativi che in passato e in altri paesi non hanno prodotto i risultati attesi di miglioramento del servizio. Oggi più che mai è necessaria una internalizzazione delle attività manutentive svolte nell’ambito di impianti strategici”.