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Inps, per assegno unico universale erogati 11,5 miliardi in 7 mesi

Inps, per assegno unico universale erogati 11,5 miliardi in 7 mesiRoma, 17 set. (askanews) – Per i primi sette mesi del 2024 sono stati erogati alle famiglie assegni per 11,5 miliardi di euro, che si aggiungono ai 18,2 miliardi del 2023 e ai 13,2 miliardi di erogazioni di competenza del 2022. Lo ha reso noto l’Inps che ha pubblicato l’aggiornamento dell’Osservatorio Statistico sull’Assegno Unico Universale.


Sono 6.219.848 i nuclei familiari che hanno ricevuto l’assegno per il 2024, per un totale di 9.854.566 figli. Con riferimento al mese di luglio 2024, l’importo medio per figlio, comprensivo delle maggiorazioni applicabili si attesta su 171 euro, e va da circa 57 euro per chi non presenta Isee o supera la soglia massima (che per il 2024 è pari a 45.574,96 euro), a 224 € per la classe di Isee minima (17.090,61 euro per il 2024).

Germania, nuova caduta indice Zew, quadro economia a minimi 4 anni

Germania, nuova caduta indice Zew, quadro economia a minimi 4 anniRoma, 17 set. (askanews) – Nuovo pesante peggioramento a settembre dell’indice Zew in Germania sul clima di fiducia tra gli economisti e gli esperti di finanza. A quota 3,6 punti, ha registrato una caduta di 15,6 punti rispetto ai valori di agosto. E secondo l’istituto di ricerche le valutazioni sulla situazione economica hanno continuato a peggiorare, finendo ai minimi dal maggio del 2020.


“La speranza per un rapido miglioramento della situazione sta chiaramente svanendo”, commenta con una nota il presidente dello Zew, Achim Wambach.

Gigante scommesse online Flutter rileva italiana Snai per 2,3 mld

Gigante scommesse online Flutter rileva italiana Snai per 2,3 mldRoma, 17 set. (askanews) – La multinazionale di scommesse online Flutter Entertainment ha annunciato di aver raggiunto un accordo per l’acquisizione dell’italiana Snai – Snaitech S.p.A. – da una società sussidiaria di Playtech Plc, per un corrispettivo di 2,3 miliardi di euro.


Con un comunicato, il gigante Usa spiega che l’operazione è perfettamente in linea con la strategia di Flutter di investire per consolidare la propria leadership nei mercati internazionali. Si prevede che la transazione si completerà entro il secondo trimestre del 2025 e che avrà un impatto positivo immediato sugli utili per azione. Snai è il terzo operatore online nel mercato italiano, precisa Flutter, con una quota di mercato del 9,9% nel 2023 e 291.000 giocatori medi mensili. Nel 2023 ha generato ricavi per 947 milioni di euro (al netto delle imposte sul gioco). Flutter ha chiuso il 2023 con un fatturato complessivo di oltre 11 miliardi di dollari.


Al termine dell’operazione, Flutter diventerà il primo player in Italia, con una quota di mercato online pari a circa il 30%, se si considerano le attività italiane esistenti. Secondo il gruppo Usa l’Italia “è il più grande mercato del gioco in Europa, con un Gross Gaming Revenue stimato a 21 miliardi di euro nel 2023”, ma “la penetrazione dell’online rimane bassa, pari al 21%”. (fonte immagine: FLUTTER).

Ue, Gentiloni: il Pnrr sta funzionando bene, anche nel sociale

Ue, Gentiloni: il Pnrr sta funzionando bene, anche nel socialeStrasburgo, 16 set. (askanews) – In questi primi tre anni e mezzo di attuazione, il piano di Recovery post pandemico europeo, “NextGenerationEU”, con il fondo Rrf che finanzia i piani nazionali di ripresa e resilienza (Pnrr), è stato senza dubbio “un’esperienza positiva”, è stato “fondamentale nel sostenere la ripresa economica dalla pandemia e nel fornire un nuovo impulso agli investimenti e alle riforme in Europa”.


E soprattutto, “abbiamo affrontato il rischio di una grande divergenza tra gli Stati membri con un maggiore spazio di bilancio e quelli con un margine di bilancio più limitato. Tre anni dopo, possiamo dire che questa grande divergenza è stata evitata”. Bisogna, ora, “individuare i settori in cui è indispensabile il finanziamento comune europeo per beni comuni”, un’idea che “non può finire con ‘NextGenerationEU’”.


Lo ha sottolineato, stasera a Strasburgo, il commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni. Il commissario è intervenuto in una una riunione congiunta delle commissioni europarlamentari per gli Affari economici e per il Bilancio. Con il finanziamento comune dei Pnrr nei diversi Stati membri, ha rimarcato il commissario, “stiamo consentendo una tripla transizione: verde, digitale e sociale”, e non solo la doppia transizione verde e digitale di cui si parla sempre. “Queste sono le priorità comuni che avevamo concordato collettivamente. Insieme rappresentano oltre il 90% delle misure finanziate nell’ambito del Fondo Rrf”.


“Gli Stati membri – ha rilevato Gentiloni – stanno ottenendo risultati. Circa un terzo dei traguardi parziali e degli obiettivi finali dei Pnrr, nell’area verde e digitale sono già segnalati come completati, o valutati come raggiunti. E per quanto riguarda le politiche sociali, il punteggio è ancora più alto, con il 46%”; ma, ha aggiunto, “dovremo mantenere e persino accelerare il ritmo”. Tuttavia, ha avvertito il commissario, “sarebbe un errore considerare il prossimo mandato” della Commissione europea “semplicemente come l’attuazione di quanto concordato in precedenza. Le istituzioni dell’Ue devono collettivamente essere ambiziose nel tracciare un nuovo percorso per l’economia europea e riflettere su cosa verrà dopo il 2026”, quando termineranno i finanziamenti dei Pnrr.


Secondo Gentiloni, “il messaggio del recente rapporto di Mario Draghi è chiaro: per riconquistare la competitività, l’Ue ha bisogno di un massiccio piano di investimenti”. Che dovrà essere “finanziato da investimenti privati, prima di tutto. Ma anche da investimenti pubblici”. L’Ue, ha sottolineato il commissario, “dovrebbe individuare i settori in cui il finanziamento comune è indispensabile, a partire dalla difesa comune. Il ‘NextGenerationEU’ giungerà al termine. Ma l’idea di finanziamento comune per beni comuni non può finire” con la fine del Piano di Recovery. “E confido – ha concluso Gentiloni rivolto agli europarlamentari – che porterete avanti questo lavoro davvero importante”, visto che “l’ambizione è qualcosa che non è mai mancata a questa Camera”.

Deutsche Bank valuta se ostacolare UniCredit-Commerzbank (stampa)

Deutsche Bank valuta se ostacolare UniCredit-Commerzbank (stampa)Roma, 16 set. (askanews) – Deutsche Bank sta studiando possibili interventi per cercare di mettere i bastoni tra le ruote a UniCredit nei suoi piani per rilevare Commerzbank. Lo riporta l’agenzia statunitense Bloomberg, citando fonti anonime vicine alla questione secondo cui il gruppo guidato da Christian Sewing ha vagliato la possibilità di acquistare, in toto o in parte, la quota del 12% della rivale ancora detenuta dallo Stato federale tedesco.


Questa eventuale entrata a gamba tesa non viene comunque data per certa: l’agenzia aggiunge che sebbene Deutsche Bank sia contraria alla aggregazione UniCredit-Commerzbank, potrebbe anche decidere di non fare nulla. L’operazione italo tedesca creerebbe un gruppo tra i più grandi in Europa con un totale di raccolta e attivi superiore a quello di Deutsche Bank. Bloomberg ricorda che quest’ultima aveva avuto discussioni per un possibile take over di Commerzbank nel 2019 e che in quel caso il piano aveva sostegno di esponenti del governo. Infine, per parte sua Commerzbank ha iniziato a lavorare ad una “strategia difensiva” da quando UniCredit ha fatto la sua mossa.

Bce, Lane: appropriata graduale rimozione del freno monetario

Bce, Lane: appropriata graduale rimozione del freno monetarioRoma, 16 set. (askanews) – Alla Bce guardando avanti “un approccio di graduale rimozione della restrizione sarà appropriato se i dati che perverranno risulteranno in linea con lo scenario previsionale di base”. Lo ha affermato il capo economista dell’istituzione monetaria, Philip Lane durante il suo intervento all’incontro dei capo economisti delle banche di investimento europee.


“Al tempo stesso dobbiamo mantenere l’opzionalità sulla velocità dell’aggiustamento”, ha aggiunto. “Da un lato, se i dati indicassero una sostenuta accelerazione nel processo disinflazionistico o un calo materiale della velocità della ripresa economica un aggiustamente più rapido sarebbe giustificato”. Dall’altra parte “se i dati dovessero indicare una disinflazione più lenta delle attese o una crescita economica più veloce, allora potrebbe risultare opportuno un ritmo di aggiustamento più lento”.


Quindi, secondo Lane “queste considerazioni rafforzano la validità” dell’approccio decisionale scelto: ovvero decidere “volta per volta” a ogni Consiglio direttivo, in base all’evolversi dei dati, con cui la Bce “mantiene opzionalità e flessibilità per le decisioni future”, ha spiegato.

Bce, Patuelli (Abi): su tagli tassi ha fatto il massimo possibile

Bce, Patuelli (Abi): su tagli tassi ha fatto il massimo possibileRoma, 16 set. (askanews) – Finora sulle riduzioni dei tassi di interesse la Banca centrale europea ha fatto “il massimo possibile”, tenuto conto del quadro decisionale con cui deve operare. In ogni caso “io non faccio mai né il tifo, né la critica” delle scelte di Francoforte, “perché le banche centrali sono come la Cassazione: hanno una decisione che è inappellabile”. Lo ha affermato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli intervistato dal Gr1 di Radio Rai, rispondendo ad una domanda sulle critiche mosse all’istituzione monetaria da vari esponenti della politica, tra cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani.


“Io non prendo mai posizione a favore o contro le decisioni, sia della Banca centrale europea, e ovviamente della Banca d’Italia, sia degli organi giudiziari. Nel senso che io non dico ‘ha fatto bene quel tribunale’ o ‘male ha fatto la Corte d’Appello’. Sono delle decisioni inappellabili quelle della Banca centrale europea, come delle altre banche centrali del mondo occidentale. Premesso questo è chiaro che il tasso Bce è già molto più basso rispetto a quello degli Stati Uniti d’America, il dollaro e l’euro sono le principali monete dell’Occidente e di conseguenza hanno una competizione fra di loro sui mercati – ha spiegato -. E il tasso principale della Federal Reserve, cioè della Banca centrale degli Stati Uniti, è ancora al 5,50 percento, nettamente superiore a quello della Bce”, che lo ha ridotto già due volte. E le Banche centrali “hanno un almeno indiretto reciproco condizionamento. Hanno una competitività di mercato anche le valute tra di loro”, ha osservato. Ora ci si attende che la Fed statunitense “riduca il suo tasso perché questo favorirebbe una tendenza mondiale. Peraltro la situazione americana è molto complessa – ha proseguito Patuelli – perché queste decisioni dovranno essere comunque assunte in presenza di una delle campagne elettorali presidenziali più complesse della recente storia. Quindi è una dinamica oggettivamente complessa e il passo della Bce io lo ritengo il massimo del possibile”.


“Nel senso che mettere d’accordo in un condominio normale in una delle nostre città 27 condomini non è una cosa facile. Chiaramente – ha concluso il numero uno dell’Abi – le forze politiche si esprimono con grande libertà su tutto e hanno la libertà e la responsabilità di potersi esprimere, giustamente”.

Debito pubblico, Bankitalia: cala a luglio, a 2.946,6 mld (-1,1 mld)

Debito pubblico, Bankitalia: cala a luglio, a 2.946,6 mld (-1,1 mld)Roma, 16 set. (askanews) – Debito pubblico italiano in lieve calo di 1,1 miliardi a luglio, a 2.946,6 miliardi. Lo rende noto la Banca d’Italia, dopo il livello record vicino ai 3mila miliardi di giugno. Lo scorso luglio il debito delle amministrazioni pubbliche è diminuito di 1,1 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.946,6 miliardi.


“L’avanzo di cassa delle amministrazioni pubbliche (1,9 miliardi) ha più che compensato l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (che ha complessivamente aumentato il debito per 0,8 miliardi). Le disponibilità liquide del Tesoro sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto al mese precedente (a 45,4 miliardi)”, spiega Bankitalia. Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito consolidato delle amministrazioni locali e quello delle amministrazioni centrali sono diminuiti rispettivamente di 0,7 e 0,4 miliardi (a fronte di una sostanziale stabilità di quello degli enti di previdenza).


La vita media residua è risultata pari a 7,7 anni, in linea con il valore del mese precedente. A luglio la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia è pari al 23 per cento (dal 23,1 del mese precedente). A giugno (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) la percentuale del debito detenuta dai non residenti si è collocata al 29,2 per cento (dal 28,9 per cento di maggio) e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) al 14,5 per cento (dal 14,4 per cento del mese precedente). A luglio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 60,5 miliardi, in diminuzione dell’8,4 per cento (5,6 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2023, anche per effetto del differimento dei versamenti in autotassazione dei contribuenti soggetti agli Indici sintetici di Affidabilità fiscale (Isa). Nei primi sette mesi del 2024 le entrate tributarie sono state pari a 309,3 miliardi, in aumento del 4 per cento (11,9 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Terzo Valico, Rixi: trovato un possibile maxi giacimento di gas

Terzo Valico, Rixi: trovato un possibile maxi giacimento di gasGenova, 16 set. (askanews) – “Il 20 settembre farò un sopralluogo sul Terzo Valico, dove due mesi fa c’è stata una fuga di gas. Sono usciti circa 2 milioni di metri cubi ed entro questo mese avremo l’analisi da parte di Eni per capire se si tratta di un giacimento oppure se sono esclusivamente delle infiltrazioni che verranno superate”. Lo ha affermato il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi, parlando con i giornalisti a margine dell’assemblea pubblica di Confcommercio Genova.


“Questo – ha aggiunto Rixi – comporterebbe, nel caso fosse un giacimento, da una parte un grande valore per il nostro territorio perché sarebbe uno dei giacimenti più grossi nel nostro Paese e dall’altra parte un ripensamento di una parte della progettazione del valico”. “Al momento – ha concluso il viceministro – stiamo comunque mantenendo tutti gli impegni per il 2026 e stiamo procedendo ovviamente a realizzare anche tutte le opere viarie nazionali, compreso il sistema delle Aurelie bis e le linee di penetrazione nell’entroterra”.

Eurozona, nel II trim crescita costo lavoro si lima a +4,7% annuo

Eurozona, nel II trim crescita costo lavoro si lima a +4,7% annuoRoma, 16 set. (askanews) – Nell’area euro durante il secondo trimestre di quest’anno si è verificata una lieve attenuazione della crescita del costo totale del lavoro, al più 4,7% su base annua fronte del più 5% registrato nei primi tre mesi dell’anno. Lo riporta Eurostat, secondo cui il costo di retribuzioni e salari è aumentato del 4,5% annuo mentre quelli legati a contributi e altre voci correlate è salito del 5,2%.


Per l’Italia, sul periodo in esame, l’ente di statistica comunitario riporta un aumento del 3,3% sul costo del lavoro totale, di cui un più 3,3% relativo a salari e retribuzioni e il più 3,1% su contributi e altre voci.