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Lagarde: se quadro economia cambiasse aggiorneremmo valutazioni

Lagarde: se quadro economia cambiasse aggiorneremmo valutazioniRoma, 13 set. (askanews) – Nel caso in cui si verificasse un cambiamento rilevante nel quadro economico la Banca centrale europea aggiornerà le sue valutazioni sulla politica monetaria. Lo ha affermato la presidente Christine Lagarde, rispondendo ad una domanda durante la conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo informale, a Budapest. “Per quanto riguarda le decisioni collettive – ha detto – abbiamo uno scenario di base, guarderemo a tutti i dati, abbiamo un sacco di dati e ne riceveremo altri, se ci fosse un cambiamento significativo rispetto al nostro scenario di base aggiorneremo la nostra valutazione”.

Bce, Lagarde: critiche Tajani? “Bce istituzione indipendente”

Bce, Lagarde: critiche Tajani? “Bce istituzione indipendente”Roma, 13 set. (askanews) – “La Bce è una istituzione indipendente, è stabilito molto chiaramente nei Trattati Ue e nei loro articoli che non siamo soggetti a pressioni di alcun genere. Cerchiamo di tenerci alla larga da queste espressioni e lavoriamo davvero sulla base del mandato per la stabilità dei prezzi e dei dati che riceviamo”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde, rispondendo ad una domanda sulle critiche giunte da vari esponenti italiani, tra cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sulle ultime decisioni di politica monetaria.


“Ho detto molto chiaramente che determiniamo la nostra posizione sulla base delle prospettive di inflazione, dell’inflazione di fondo e della trasmissione monetaria”, ha detto Lagarde durante la conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo informale e Budapest. Sull’inflaizone nell’area euro “siamo passati dal 10,6% di ottobre 2023 ora siamo a 2,2%, con eterogeneità tra paesi ma certamente è una tendenza positiva verso il nostro target, che siamo fiduciosi di raggiungere”, ha concluso.

L’allarme di Confindustria: gas più caro, effetto negativo sull’inflazione

L’allarme di Confindustria: gas più caro, effetto negativo sull’inflazioneRoma, 13 set. (askanews) – Risale il prezzo del gas in Europa con ricadute negative in arrivo sul fronte dell’inflazione. A lanciare l’allarme è il Centro Studi di Confindustria nella Congiuntura Flash.


Dopo il balzo in agosto (+17,2%), a settembre il prezzo del gas in Europa si mantiene a 36 euro/mwh, da un minimo di 27 a marzo. Scende invece quello del petrolio, a 74 dollari al barile, da un massimo di 90 in aprile. Entrambi i prezzi sono più alti rispetto ai livelli del 2019. “Il gas più caro – avverte il Csc – alzerà i prezzi dell’elettricità per famiglie e imprese, agendo negativamente sull’inflazione”.

Industria eurozona torna a calare a luglio: -0,3% mese, -2,2% annuo

Industria eurozona torna a calare a luglio: -0,3% mese, -2,2% annuoRoma, 13 set. (askanews) – È tornata a calare a luglio la produzione dell’industria nell’area euro, con un meno 0,3% rispetto al mese precedente dopo la dinamica piatta segnata a giugno e le contrazioni di maggio (-0,9%) e aprile (-0,2%). Lo riporta Eurostat, secondo cui nel paragone su base annua la produzione risultava diminuita del 2,2% a luglio, uno smorzamento rispetto almeno 4,1% di giugno.


Guardando ai dati mensili, la flessione più forte a luglio ha riguardato i beni di consumo durevoli (-2,8%), seguiti dai beni di investimento (-1,6%) e dai beni intermedi (-1,3%). In Italia, ricorda l’ente di statistica comunitario, a luglio la produzione industriale aveva registrato un calo dello 0,9% rispetto al mese precedente.

Pil, Confindustria: nel III trim. servizi frenano ma industria cala meno

Pil, Confindustria: nel III trim. servizi frenano ma industria cala menoRoma, 13 set. (askanews) – Dopo il +0,2% registrato dal Pil italiano nel secondo trimestre dell’anno, con l’export che perde quota, le indicazioni per il terzo trimestre sono di minore crescita nei servizi e di un’attenuazione nel calo dell’industria. L’inflazione rallenta nell’Eurozona e “finalmente famiglie e imprese saranno aiutate dal taglio dei tassi, che stimola consumi e investimenti”. Risale però il prezzo del gas in Europa. E’ il quadro che emerge dalla Congiuntura Flash diffusa dal Centro Studi di Confindustria.

Draghi: chi paga meno le donne sa che va contro la Costituzione?

Draghi: chi paga meno le donne sa che va contro la Costituzione?Milano, 12 set. (askanews) – “La gente che paga meno le donne sa che sta andando contro la Costituzione italiana?”. Così l’ex presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenuto a Milano a Il tempo delle donne, a proposito del gender pay gap ancora in essere nel nostro Paese.


Draghi ha riconosciuto un fatto, che “i governi hanno fatto tante cose, io ho ringraziato pubblicamente la ministra Bonetti ma bisognerà continuare e insistere. La parità non si fa per decreto ma bisogna costruire un ambiente per favorirla”.

Draghi: l’Europa sia padrona del proprio destino

Draghi: l’Europa sia padrona del proprio destinoMilano, 12 set. (askanews) – “Sono consapevole che ci vorrà tempo” per dare seguito al Rapporto sulla competitività e che “guardando la situazione dei vari governi in Europa è abbastanza scoraggiante perché sono tutti molto deboli quindi prendere grandi decisioni diventa difficile. Ma la risposta non deve arrivare in una settimana. L’importante è avere una visione a comune”. Così l’ex presidente della Bce, Mario Draghi, a pochi giorni dalla presentazione a Bruxelles del suo rapporto interviene sulla sua effettiva applicabilità e sui tempi.


Intervenendo a Il tempo delle donne, iniziativa del Corriere della Sera a Milano, intervistato dal direttore Luciano Fontana, Draghi ha detto: “Si vuol essere padroni del proprio destino o no? Affrontare i problemi dell’espansionismo cinese, l’aggressione russa, quel che succederà negli Usa in una situazione di autonomia, indipendenza e sovranità o di dipendenza, forse anche di servitù a un certo punto? Il rapporto vuole dare una risposta su cosa fare per essere indipendenti. Per esserlo bisogna avere un’unità di vedute, in politica estera, sulla difesa”. “A 27?” si chiede Draghi che poi argomenta: “Se si riesce bene, altrimenti si lavora a gruppi di Paesi, si fanno accordi intergovernativi”. L’importante è “Raggiungere la consapevolezza che si vuole essere indipendenti nell’affrontare le sfide del momento”.


Mlo

Sogin, assemblea approva bilancio 2023.Gruppo torna in utile a 3,6 mln

Sogin, assemblea approva bilancio 2023.Gruppo torna in utile a 3,6 mlnRoma, 12 set. (askanews) – Si chiude con un utile pari a 1,2 milioni di euro il bilancio di Sogin (società che gestisce lo smatellamento degli impianti nucleari e i rifiuti radioattivi) al 31 dicembre 2023 (era di 0,9 milioni nel 2022). L’Assemblea degli Azionisti il 5 settembre scorso ha approvato il Bilancio di Gruppo. Si tratta, spiega un comunicato, del primo bilancio del Consiglio di Amministrazione che si è insediato il 3 Agosto 2023, guidato dal Presidente, Carlo Massagli e dall’Amministratore Delegato, Gian Luca Artizzu.


I risultati aziendali complessivi del Gruppo Sogin mostrano il ritorno all’utile di esercizio, pari a 3,6 milioni di euro contro la perdita di 0,926 milioni di euro dell’esercizio precedente. Il valore della produzione di Sogin si attesta a circa 212,9 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai circa 276,9 milioni di euro realizzato nel 2022 che, tuttavia, presentava un dato eccezionale e non ricorrente dovuto alle attività legate alla gestione del Ciclo del Combustibile. L’EBITDA si attesta circa su 19,1 mln di euro (nel 2022 pari a 21,8 mln di euro).


Nucleco, la società controllata del Gruppo, chiude con un utile pari a 2,4 milioni di euro (-0,51 milioni nel 2022) ed il valore della produzione è pari a circa 39,8 milioni di euro, in aumento rispetto all’anno precedente (30,5 milioni nel 2022). Nel 2023 Sogin ha realizzato un volume di attività di decommissioning nucleare (costi di avanzamento) pari a circa 104,5 milioni di euro in aumento rispetto al 2022 di circa il 18%, mentre l’avanzamento fisico cumulato al 31 dicembre 2023 del programma di decommissioning nucleare passa al 43,36 %, avanzando di 3,98 punti percentuali rispetto al 2022.


Il 2023 è stato un anno di particolare complessità, per un insieme di fatti relativi al settore, da un lato, e, dall’altro, interni all’Azienda che ha vissuto un cambiamento di governance ed una conseguente revisione organizzativa. Per quanto riguarda il settore in cui opera Sogin, si registra una ripresa importante dell’interesse pubblico sul nucleare civile, per effetto degli scenari energetici dettati dall’agenda energetica internazionale e grazie ad una serie di iniziative politiche alle quali si sono aggiunte iniziative da parte di associazioni private di sostenitori e cultori del tema, alle quali Sogin contribuisce per rappresentare il valore delle competenze tecniche che può essere naturalmente messo a servizio di questo rinnovato interesse verso il settore.


Per quanto riguarda le attività legate al Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e al Parco Tecnologico (DNPT), dopo la consegna al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, a luglio 2023, della proposta di Carta Nazionale delle Aree Idonee alla localizzazione del DNPT è seguita, a dicembre 2023, la pubblicazione dell’elenco delle Aree Idonee con conseguente pubblicazione, a febbraio 2024, del decreto che introduceva la possibilità delle autocandidature. Il decreto-legge n.181/2023, inoltre, ha previsto che fosse Sogin a predisporre un programma di incentivazione diretto a beneficio delle collettività ospitanti il DNPT.

Bce taglia costo danaro di 25 pb e resta cauta su mosse future

Bce taglia costo danaro di 25 pb e resta cauta su mosse futureRoma, 12 set. (askanews) – La Banca centrale europea ha tagliato come da attese il tasso di riferimento nell’area euro di 25 punti base. Parallelamente l’istituzione monetaria ha ritoccato al ribasso le sue previsioni di crescita economica, a riflesso del recente indebolimento dell’economia. Fattore, quest’ultimo, che sta creando crescenti aspettative sul fatto che, andando avanti, la Bce potrebbe ritrovarsi nella necessità di accelerare la manovra di rimozione del freno monetario.


Per ora la presidente Christine Lagarde resiste a queste pressioni, limitandosi a riconoscere che alla luce degli ultimi dati “era opportuno compiere un ulteriore passo nella moderazione del grado di restrizione monetaria”. Non ha aggiunto molto altro sulle mosse future, ribadendo la formula del Consiglio che “decide volta per volta in base all’evolversi dei dati” e della Bce che “non si vincola a un percorso predeterminato di tagli”, salvo concordare sul fatto che la traiettoria del costo del danaro è chiaramente verso il basso. Ha aggiungendo una battuta: “que serà, serà”. La decisione di oggi è stata unanime ma dalle dichiarazioni giunte nelle ultime settimane è abbastanza chiaro che all’interno del Consiglio persistono resistenze da parte delle componenti più rigorose, rispetto a una sterzata più accomodante della linea, temendo che in futuro l’inflazione possa riservare sorprese negative. Del resto la stessa Bce si attende che nei prossimi mesi possano esserci risalite dell’indice generale, dovute a effetti paragone statistici, anche se poi stima che l’inflazione rientri al livello obiettivo (2%) nella seconda metà del prossimo anno (l’ultimo dato, relativo a luglio ha mostrato una attenuazione al 2,2%).


La Bce ha più volte sottolineato che in questa fase imposta la linea monetaria utilizzando il tasso sui depositi, con cui vengono retribuite le banche commerciali che parcheggiano fondi presso la stessa istituzione. E’ stato ridotto di 25 punti base al 3,50%. Questo è dovuto al fatto che dato il contesto di persistenti liquidità in eccesso i tassi di mercato tendono a convergere verso questo valore, che viene utilizzato anche per le operazioni di rifinanziamento straordinarie a lungo termine alle banche. Lo scorso marzo la Bce aveva poi deciso di rivedere il suo quadro operativo (operational framework). Aveva allora stabilito che a decorrere da mercoledì prossimo, 18 settembre, i differenziali tra i vari tassi chiave sarebbero stati ridotti. In particolare quello tra tasso sui depositi e il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento (Mro) dagli attuali 50 punti base a 15 punti base. Per aggiustare il secondo tasso al nuovo regime dal 18 ottobre di fatto sarà operato un taglio di 60 punti base, dall’attuale 4,25% al 3,65%. 60 punti base saranno anche rimossi dal tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali, portandolo al 3,90%.


Queste tecnicalità hanno scarsi effetti concreti al momento, perché appunto il tasso maggiormente seguito resta quello sui depositi. La portata dell’ultimo taglio, che era ampiamente prevista dagli analisti, ha lasciato insoddisfatti tutti coloro che nel panorama politico o tra le parti sociali speravano in una manovra di accomodamento più energica. Ad ogni modo archiviata come da programma la decisione ora la palla passa la Federal Reserve. Martedì e mercoledì prossimo si riunirà il direttorio della Banca centrale Usa, il Fomc, e dopo i recenti dati sull’inflazione l’ipotesi rimasta in piedi è anche qui quella di un taglio dei tassi sul dollaro da 25 punti base.


Intanto la Bce ha aggiornato le sue previsioni, ritoccando al ribasso le attese di crescita e mantenendo invece inalterate quelle sull’inflazione. Ora per il Pil dell’area indica un più 0,8% quest’anno, 1,3% il prossimo e 1,5% nel 2026. Tre mesi fa i tecnici dell’istituzione indicavano 0,9% di crescita quest’anno, 1,4% il prossimo è 1,6% sul 2026. Sull’inflazione è invece confermata l’attesa di 2,5% quest’anno, il 2,2% nel prossimo e 1,9% nel 2026. Lagarde è stata interpellata anche su altri temi, tra cui il recente rapporto presentato dal suo predecessore, Mario Draghi. Una analisi che ha definito “formidabile”: fornisce una diagnosi grave ma che secondo noi è accurata. E formula proposte concrete di riforme strutturali che sarebbero molto utili per l’Europa”, ha affermato. “E anche per noi – ha aggiunto – per ottenere migliori risultati nella politica monetaria”. Lagarde ha citato tra le altre cose la necessità di completare l’Unione dei mercati dei capitali. Diverse domande le sono state rivolte anche sul “Risiko” bancario Ue rilanciato dal caso UniCredit-Commerzbank. Posto che le valutazioni sulla possibile aggregazione spettano al ramo di Vigilanza bancaria della Bce (il Ssm) e non a quello responsabile della politica monetaria, secondo Lagarde le due banche “sanno perfettamente quali siano i loro requisiti regolamentari” per procedere. E in generale “sarà molto interessante vedere questo processo dipanarsi”. Nella Ue “penso che ci siano alcune banche paneuropee. Quello di cui parlate qui è più una fusione transfrontaliera tra due grandi istituzioni, che sarà analizzata dal punto di vista regolamentare. Certamente – ha osservato Lagarde – darà soddisfazione a molti di quelli che avevano aspettative sul prodursi di fusioni transfrontaliere con l’Unione bancaria”.

Borse europee chiudono positive con Bce, a Milano (+0,84%) corre Tim

Borse europee chiudono positive con Bce, a Milano (+0,84%) corre TimMilano, 12 set. (askanews) – Chiusura positiva per Piazza Affari e le Borse europee nel giorno della Bce che, come ampiamente atteso, ha deciso all’unanimità di tagliare i tassi di interesse di 25 punti base, al 3,50%. A Milano il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,84% a 33.453 punti, a Parigi il Cac40 lo 0,52%, a Francoforte il Dax l’1,07%. Gli indici europei avevano rallentato nel pomeriggio dopo la diffusione di una serie di dati macro Usa, con l’indice dei prezzi alla produzione in aumento dello 0,2% ad agosto, e l’apertura contrastata di Wall Street.


La Bce, che ha ritoccato al ribasso le previsioni di crescita economica dell’eurozona, ha ribadito di non essersi vincolata ad alcun percorso predeterminato sulle riduzioni dei tassi. “Non ci stiamo impegnando preventivamente su un particolare percorso dei tassi”, ha affermato la presidente Christine Lagarde. Gli analisti si aspettano il prossimo taglio dei tassi a dicembre. “Con i pochi dati economici attesi per il meeting di ottobre, non prevediamo un altro taglio prima di dicembre”, ha affermato Goldman Sachs. Sul fronte dei nostri titoli di Stato, lo spread ha chiuso in calo a 139 punti, ma con il rendimento del Btp decennale in lieve aumento al 3,55%. A Piazza Affari, tra i titoli principali, seduta sugli scudi per Tim (+6,75% a 0,24 euro) spinta dal report di Bofa che ha alzato il target price sul titolo a 0,34 euro. Acquisti anche sul settore bancario dopo la mossa di Unicredit (+2,88% a 37,195 euro) che ieri ha annunciato di aver acquisito una quota del 9% in Commerzbank (+2,2% a 15,01 euro). Maglia rosa a Banco Bpm (+2,94%), bene anche Bper (+2,18%). Un’acquisizione completa di Commerzbank è tra le opzioni che Unicredit sta considerando, ha detto il Ceo Andrea Orcel. Sulle prossime mosse “vogliamo flessibilità, perchè come investitore privato al momento potremmo salire, potremmo scendere e potremmo unirci”, ha spiegato a Bloomberg tv.