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G7 lavoro, Calderone: dialogo risposta a frammentazione relazioni

G7 lavoro, Calderone: dialogo risposta a frammentazione relazioniCagliari, 11 set. (askanews) – Il G7 del lavoro sarà utile per definire un piano d’azione sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, attraverso una “visione umanocentrica” e confrontarsi su un possibile assetto di regole e relazioni. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Marina Calderone, intervenendo a Labour7. “Ci dobbiamo impegnare tutti per fare in modo che il dialogo sociale sia la risposta alle condizioni che possono portare alla frammentazione delle relazioni e a un improprio del concetto delle relazioni – ha aggiunto – l’attuazione del piano d’azione non può che passare attraverso il dialogo con le parti sociali”.

Usa, inflazione frena come da attese al 2,5% annuo ad agosto

Usa, inflazione frena come da attese al 2,5% annuo ad agostoRoma, 11 set. (askanews) – Calmieramento in linea con le attese per l’inflazione negli Stati Uniti: ad agosto i prezzi hanno segnato un aumento dello 0,2% rispetto al mese precedente e il tasso di crescita su base annua si è smorzato al 2,5%, secondo la stima preliminare diffusi dal governo (U.S. Bureau of Labor Statistics).


A luglio l’inflazione Usa aveva segnato una risalita al 2,9%, con un aumento dei prezzi rispetto al mese precedente pari allo 0,2%. Mediamente per agosto gli analisti prevedevano un nuovo rialzo mensile dei prezzi dello 0,2% ma un calmieramento del tasso di crescita su base annua al 2,5-2,6%. La frenata del caro vita spiana la strada a un possibile taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, la prossima settimana.

Ocse, a luglio il tasso disoccupazione è rimasto stabile al 5%

Ocse, a luglio il tasso disoccupazione è rimasto stabile al 5%Roma, 11 set. (askanews) – Tasso di disoccupazione stabile al 5% a luglio per la media dei paesi che partecipano all’Ocse. Con un comunicato, l’organizzazione parigina riferisce di cali in nove Stati, tra cui l’Italia dove la disoccupazione è scesa al 6,5% a luglio dal 6,9% di giugno.


Il livello di disoccupazione è rimasto invariato in altri 16 Paesi e aumentato in 7, con i maggiori rialzi registrati negli Stati Uniti e in Giappone. Nell’area euro a luglio la disoccupazione è rimasta a un minimo storico del 6%. L’unico paese che mostri un tasso di disoccupati a due cifre è la Spagna, con l’11,5%, stabile rispetto a giugno.

L’Antitrust punta i fari sull’edilizia scolastica, mercato da 1 mld

L’Antitrust punta i fari sull’edilizia scolastica, mercato da 1 mldRoma, 11 set. (askanews) – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha annunciato di aver avviato un’indagine conoscitiva sui mercati dell’editoria scolastica in Italia, che comprende anche le pubblicazioni e gli ausili destinati a studenti e a docenti della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado.


Un segmento “considerevole sotto vari profili”, rileva l’Antitrust con un comunicato. Infatti, oltre all’obiettiva rilevanza economica delle attività interessate, pari a circa un miliardo di euro l’anno, è noto l’impatto “stagionale” del reperimento dei libri per i consumatori, ovvero circa 7 milioni di studenti e le loro famiglie, e il coinvolgimento professionale di quasi un milione di docenti. La particolare valenza culturale del bene-libro ha anche portato all’adozione di normative speciali, che condizionano profondamente il settore. L’indagine, prosegue il comunicato, intende approfondire le dinamiche concorrenziali dei mercati interessati e una serie di criticità oggetto di ricorrente considerazione pubblica, come l’andamento dei prezzi, le modifiche frequenti delle edizioni, le difficoltà di approvvigionamento e delle modalità di distribuzione, le possibili rigidità nelle modalità di adozione scolastica, anche considerando le innovazioni tecnologiche nel settore, soprattutto per quanto riguarda la combinazione dei formati cartaceo-digitale e la circolazione dei diritti di proprietà delle edizioni digitali.


Contestualmente all’avvio dell’indagine, l’Autorità ha avviato una consultazione pubblica (call for inputs) sulle tematiche specificate in dettaglio nel provvedimento d’avvio dell’indagine: tutti i soggetti interessati possono inviare – entro 30 giorni – contributi pertinenti all’indirizzo e-mail IC57@agcm.it entro i prossimi 30 giorni.

UniCredit compra il 9% di Commerzbank e studia opportunità creare valore

UniCredit compra il 9% di Commerzbank e studia opportunità creare valoreMilano, 11 set. (askanews) – UniCredit ha acquisito una partecipazione azionaria pari a circa il 9% del capitale socialedi Commerzbank AG. Il 4,49%, ha reso noto la banca guidata da Andrea Orcel, “è stato acquistato nell’ambito di un’offerta di accelerated book building condotta per conto della Repubblica Federale di Germania”, in linea con l’intenzione di quest’ultima di ridurre la propria partecipazione in Commerzbank AG, mentre il resto “era stato acquistato mediante operazioni sul mercato”.


UniCredit, si legge nel comunicato, “esprime il proprio supporto agli attuali consigli di gestione e di sorveglianza di Commerzbank AG e ai progressi che questi ultimi hanno compiuto nel migliorare le performance della banca”. L’acquisizione della partecipazione in Commerzbank AG, sottolinea UniCredit nel comunicato, “è coerente con la strategia di UniCredit e i parametri entro i quali effettua qualsivoglia investimento”.


UniCredit “esplorerà insieme a Commerzbank AG possibili opportunità di creazione di valore per gli stakeholder di entrambe le banche”. Qualsivoglia decisione in merito alla partecipazione “dipenderà anche dalla coerenza di tale investimento con gli stringenti parametri finanziari di UniCredit, così come sono stati chiaramente e costantemente comunicati al mercato”. Ciò detto, al fine di mantenere flessibilità, UniCredit “presenterà alle autorità competenti, se e quando necessario, le istanze autorizzative per poter eventualmente superare la soglia di partecipazione del 9.9% in Commerzbank AG.


Il management di UniCredit, si legge ancora nel comunicato, “rimane concentrato nel proseguire l’esecuzione di UniCredit Unlocked, e nel perseguire una crescita redditizia sostenibile e distribuzioni per tutti gli azionisti. Infatti, questo è dove UniCredit continua a ritenere di poter estrarre il maggior valore per i propri azionisti”. L’operazione, conclude la banca, ha “un impatto sul Cet 1 ratio di UniCredit pari a circa 15bps e non influirà sulla politica di distribuzione esistente”.

Volkswagen termina in anticipo garanzie su salari e posti lavoro

Volkswagen termina in anticipo garanzie su salari e posti lavoroMilano, 10 set. (askanews) – Volkswagen ha deciso di terminare le garanzie su salari e posti di lavoro previste dai contratti collettivi. Le garanzie non saranno più efficaci a partire dalla metà del 2025. Lo riporta Bloomberg, spiegando che le garanzie fanno parte di accordi siglati 30 anni fa e dovevano restare in vigore fino al 2029.


La decisione di Volkswagen in crisi per il calo delle vendite fa parte di una serie di misure adottare per ridurre i costi. Fra queste anche la possibile chiusura, per la prima volta nella storia del gruppo, di due impianti in Germania dove Volkswagen conta circa 300mila addetti. Lzp

Fs, lancia il collegamento notturno in treno Roma-Vienna

Fs, lancia il collegamento notturno in treno Roma-ViennaRoma, 10 set. (askanews) – Ferrovie dello stato insieme alla austriaca Obb lancia il collegamento notturno in treno da Roma a Vienna. Il viaggio inizierà alle 17.30. Si arriverà alle 9.00 a Vienna oppure a Monaco di Baviera alle 9.30. Sono previste fermate a Firenze Santa Maria Novella, Bologna Centrale, Villaco, Klagenfurt, Leoben, Bruck an der Mur. Il treno, che avrà cadenza quotidiana, è stato inaugurato oggi alla stazione Tiburtina. Si tratta del primo treno con cuccette nuove dopo diverso tempo, ha spiegato l’ad di Trenitalia, Luigi Corradi che ha sottolineato come la richiesta di treni notturni sia in aumento. Il primo treno partirà questa sera da Roma con una corsa inaugurale. Le carrozze arrivate a Villaco si divideranno, una parte verso Vienna e una verso Monaco, mentre da Vienna partirà sempre questa sera la prima corsa commerciale. Il treno da Vienna incontrerà a Villaco quello da Monaco e i due treni si uniranno fino a Roma. All’inaugurazione il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini e l’ad di Fs, Stefano Donnarumma.

Bce, dopo il calo dell’inflazione per giovedì è atteso nuovo taglio ai tassi

Bce, dopo il calo dell’inflazione per giovedì è atteso nuovo taglio ai tassiRoma, 10 set. (askanews) – Con l’inflazione che continua a moderarsi e la crescita economica in rallentamento, nell’eurozona sembrano esserci le condizioni per sbloccare un nuovo taglio dei tassi di interesse di riferimento da parte della Bce. Domani e giovedì mattina torna a riunirsi il Consiglio direttivo dell’istituzione monetaria. Le decisioni operative verranno comunicate alle 14 e 15 di giovedì e, mezz’ora dopo, la presidente Christine Lagarde terrà la consueta conferenza stampa esplicativa.


L’attesa prevalente tra analisti e osservatori è che dopo la pausa di luglio la Bce proceda a un nuovo ritocco al ribasso dei tassi, come quello operato a giugno, il primo da molti anni a questa parte. Per l’imminente decisione e soprattutto per le prospettive future un elemento rilevante sarà rappresentato dall’aggiornamento delle previsioni su crescita economica e inflazione, che l’istituzione pubblicherà contestualmente al comunicato sui tassi. Gli analisti di Ing si attendono limature alle stime di crescita – tre mesi fa indicate al più 0,9% per quest’anno, 1,4% sul prossimo e 1,6% sul 2026 – e una sostanziale conferma di quelle di inflazione: 2,5% quest’anno, 2,2% nel 2025 e 1,9% nel 2026 (sotto l’obiettivo formale della Bce del 2%).


Va poi ricordato che in base alla revisione del quadro operativo (operational framework) decisa lo scorso marzo, dal 18 settembre si ridurrà il “corridoio dei tassi”. Un elemento tecnico rappresentato dal differenziale tra i vari indicatori ufficiali stabiliti dalla Bce. Da quando l’istituzione ha cominciato, dopo la crisi finanziaria del 2008-2009, a effettuare massicce immissioni di liquidità supplementari nel sistema, di fatto il tasso di riferimento è via via diventato sempre più quello sui depositi (Drf, attualmente al 3,75%) che le banche commerciali parcheggiano presso la stessa Bce, laddove in precedenza il tasso chiave era quello sulle principali operazioni di rifinanziamento (Mro, 4,25%). Un terzo tasso riguarda le operazioni marginali (Mlf, 4,50%).


In passato, prima della crisi dello scorso decennio, il corridoio dei tassi era stato piuttosto ampio (circa 200 punti base), attualmente è limitato a 75 punti base e dal 18 settembre verrà ulteriormente ridotto limitando il differenziale tra tasso sui depositi e tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento a 15 punti base (rispetto agli attuali 50) e mantenendo quello tra operazioni marginali e operazioni principali a 25 punti base. L’auspicio della Bce è che il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento riguadagni rilevanza, lentamente e nel corso degli anni però, data la persistenza delle liquidità in eccesso. Nella decisione presa a marzo, la Bce ha ribadito che intende continuare “a indirizzare l’orientamento della politica monetaria adeguando il tasso sui depositi”. Se quest’ultimo verrà tagliato di 25 punti base, per aggiustarsi al nuovo quadro operativo il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento dovrà essere ridotto di 60 punti base rispetto ai livelli attuali.


Non si può quindi escludere che per far combaciare questo nuovo quadro operativo con le decisioni che verranno assunte giovedì, le riduzioni risultino differenziate tra i vari indicatori, con il termine di decorrenza fissato proprio per il 18 settembre. Un altro elemento che pragmaticamente verrà tenuto presente dai banchieri centrali Ue, è anche il fatto che la prossima settimana successiva – proprio del giorno in cui entrerà in vigore il nuovo quadro operativo Bce – si terrà il direttorio della dalla Federal Reserve (il Fomc), la Banca centrale degli Stati Uniti. Anche qui è atteso un primo taglio dei tassi di riferimento sul dollaro, la cui entità resta poco chiara. Nell’esaltato clima da campagna elettorale per le presidenziali, si sono viste non poche pressioni mediatiche sulla banca centrale Usa affinché operi un taglio aggressivo. Tuttavia diversi osservatori ritengono che l’istituzione eviterà di farsi tirare dalla giacca e si limiterà, sempre che riduca i tassi, a un classico taglio da 25 punti base. Dalla Bce “ci aspettiamo un taglio di 25 punti percentuali del tasso di deposito questa settimana, seguito da un altro a dicembre. I rischi sono orientati verso un ulteriore allentamento nei prossimi mesi”, sostiene Nadia Gharbi, economista di Pictet Wealth Management. “L’indebolimento delle prospettive di crescita degli Stati Uniti e del mondo e un taglio della Fed superiore alle attese potrebbero aumentare la pressione sulla Bce – avverte – affinché faccia di più di quanto attualmente previsto”. Su questa base sono attese ulteriori riduzioni dei costi sui nuovi mutui, così come sulle rate dei mutui a tasso variabile. Una dinamica che in Italia sta proseguendo lentamente, ma assieme a una continua contrazione dei prestiti bancari: meno 1,6% su base annua a luglio, secondo l’ultima statistica della Banca d’Italia, un calo analogo al mese precedente. La debolezza del credito bancario riflette la forte stretta su tassi e nuove liquidità precedentemente operata dalla Bce in risposta alla impennata inflazionistica. Sempre in Italia, a luglio la contrazione dei prestiti alle famiglie si è smorzata al meno 0,6 per cento sui dodici mesi, mentre il calo del credito alle società non finanziarie si è accentuato al meno 3,9 per cento. I tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso Annuale Effettivo Globale, Taeg) si sono collocati al 3,94 per cento, dal 4,02 di giugno. Il tasso sulle nuove erogazioni di credito al consumo è invece salito al 10,51 per cento, dal 10,29 nel mese precedente. Infine, i tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 5,27 per cento, praticamente analoghi al 5,26 nel mese precedente. (di Roberto Vozzi).

Bce, dopo calo inflazione atteso nuovo taglio ai tassi giovedì

Bce, dopo calo inflazione atteso nuovo taglio ai tassi giovedìRoma, 10 set. (askanews) – Con l’inflazione che continua a moderarsi e la crescita economica in rallentamento, nell’eurozona sembrano esserci le condizioni per sbloccare un nuovo taglio dei tassi di interesse di riferimento da parte della Bce. Domani e giovedì mattina torna a riunirsi il Consiglio direttivo dell’istituzione monetaria. Le decisioni operative verranno comunicate alle 14 e 15 di giovedì e, mezz’ora dopo, la presidente Christine Lagarde terrà la consueta conferenza stampa esplicativa.


L’attesa prevalente tra analisti e osservatori è che dopo la pausa di luglio la Bce proceda a un nuovo ritocco al ribasso dei tassi, come quello operato a giugno, il primo da molti anni a questa parte. Per l’imminente decisione e soprattutto per le prospettive future un elemento rilevante sarà rappresentato dall’aggiornamento delle previsioni su crescita economica e inflazione, che l’istituzione pubblicherà contestualmente al comunicato sui tassi. Gli analisti di Ing si attendono limature alle stime di crescita – tre mesi fa indicate al più 0,9% per quest’anno, 1,4% sul prossimo e 1,6% sul 2026 – e una sostanziale conferma di quelle di inflazione: 2,5% quest’anno, 2,2% nel 2025 e 1,9% nel 2026 (sotto l’obiettivo formale della Bce del 2%).


Va poi ricordato che in base alla revisione del quadro operativo (operational framework) decisa lo scorso marzo, dal 18 settembre si ridurrà il “corridoio dei tassi”. Un elemento tecnico rappresentato dal differenziale tra i vari indicatori ufficiali stabiliti dalla Bce. Da quando l’istituzione ha cominciato, dopo la crisi finanziaria del 2008-2009, a effettuare massicce immissioni di liquidità supplementari nel sistema, di fatto il tasso di riferimento è via via diventato sempre più quello sui depositi (Drf, attualmente al 3,75%) che le banche commerciali parcheggiano presso la stessa Bce, laddove in precedenza il tasso chiave era quello sulle principali operazioni di rifinanziamento (Mro, 4,25%). Un terzo tasso riguarda le operazioni marginali (Mlf, 4,50%).


In passato, prima della crisi dello scorso decennio, il corridoio dei tassi era stato piuttosto ampio (circa 200 punti base), attualmente è limitato a 75 punti base e dal 18 settembre verrà ulteriormente ridotto limitando il differenziale tra tasso sui depositi e tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento a 15 punti base (rispetto agli attuali 50) e mantenendo quello tra operazioni marginali e operazioni principali a 25 punti base. L’auspicio della Bce è che il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento riguadagni rilevanza, lentamente e nel corso degli anni però, data la persistenza delle liquidità in eccesso. Nella decisione presa a marzo, la Bce ha ribadito che intende continuare “a indirizzare l’orientamento della politica monetaria adeguando il tasso sui depositi”. Se quest’ultimo verrà tagliato di 25 punti base, per aggiustarsi al nuovo quadro operativo il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento dovrà essere ridotto di 60 punti base rispetto ai livelli attuali.


Non si può quindi escludere che per far combaciare questo nuovo quadro operativo con le decisioni che verranno assunte giovedì, le riduzioni risultino differenziate tra i vari indicatori, con il termine di decorrenza fissato proprio per il 18 settembre. Un altro elemento che pragmaticamente verrà tenuto presente dai banchieri centrali Ue, è anche il fatto che la prossima settimana successiva – proprio del giorno in cui entrerà in vigore il nuovo quadro operativo Bce – si terrà il direttorio della dalla Federal Reserve (il Fomc), la Banca centrale degli Stati Uniti. Anche qui è atteso un primo taglio dei tassi di riferimento sul dollaro, la cui entità resta poco chiara. Nell’esaltato clima da campagna elettorale per le presidenziali, si sono viste non poche pressioni mediatiche sulla banca centrale Usa affinché operi un taglio aggressivo. Tuttavia diversi osservatori ritengono che l’istituzione eviterà di farsi tirare dalla giacca e si limiterà, sempre che riduca i tassi, a un classico taglio da 25 punti base. Dalla Bce “ci aspettiamo un taglio di 25 punti percentuali del tasso di deposito questa settimana, seguito da un altro a dicembre. I rischi sono orientati verso un ulteriore allentamento nei prossimi mesi”, sostiene Nadia Gharbi, economista di Pictet Wealth Management. “L’indebolimento delle prospettive di crescita degli Stati Uniti e del mondo e un taglio della Fed superiore alle attese potrebbero aumentare la pressione sulla Bce – avverte – affinché faccia di più di quanto attualmente previsto”. Su questa base sono attese ulteriori riduzioni dei costi sui nuovi mutui, così come sulle rate dei mutui a tasso variabile. Una dinamica che in Italia sta proseguendo lentamente, ma assieme a una continua contrazione dei prestiti bancari: meno 1,6% su base annua a luglio, secondo l’ultima statistica della Banca d’Italia, un calo analogo al mese precedente. La debolezza del credito bancario riflette la forte stretta su tassi e nuove liquidità precedentemente operata dalla Bce in risposta alla impennata inflazionistica. Sempre in Italia, a luglio la contrazione dei prestiti alle famiglie si è smorzata al meno 0,6 per cento sui dodici mesi, mentre il calo del credito alle società non finanziarie si è accentuato al meno 3,9 per cento. I tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso Annuale Effettivo Globale, Taeg) si sono collocati al 3,94 per cento, dal 4,02 di giugno. Il tasso sulle nuove erogazioni di credito al consumo è invece salito al 10,51 per cento, dal 10,29 nel mese precedente. Infine, i tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 5,27 per cento, praticamente analoghi al 5,26 nel mese precedente. (di Roberto Vozzi).

Sulle pensioni Sbarra chiede subito un tavolo di confronto complessivo

Sulle pensioni Sbarra chiede subito un tavolo di confronto complessivoCagliari, 10 set. (askanews) – Sui temi della previdenza “il governo farebbe bene ad allestire una tavolo di confronto complessivo” perché “non possiamo inseguire le uscite ferragostane o maturate sotto l’ombrellone”. Così il leader della Cisl, Luigi Sbarra, a margine del Labour7 sottolineando che “agosto è stato ricco di anticipazioni e fughe in avanti. Questi temi vanno affrontati in maniera seria”. Secondo Sbarra va convocato “subito” un tavolo al ministero del Lavoro o a Palazzo Chigi per parlare della piattaforma unitaria del sindacato. Le priorità sono pensione di garanzia per i giovani, sostegno alla previdenza complementare, flessibilità in uscita. I 41 anni per noi è sono una misura importante, ma bisogna declinarla a prescindere dall’età e senza ulteriori vincoli. E poi bisogna separare assistenza e previdenza. Bisogna fare chiarezza sui costi della previdenza”. In merito all’ipotesi di allungare a 70 anni l’età pensionate nel pubblico impiego, il numero uno della Cisl ha aggiunto: “Siamo pronti a discutere nel merito, ma non obbligando e rendendo volontaria la scelta se rimanere oppure no e senza penalizzazione e vincoli ulteriori”.