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Def, Giorgetti: se azzecco previsioni 2025 sono un mago

Def, Giorgetti: se azzecco previsioni 2025 sono un magoRoma, 9 apr. (askanews) – La situazione geopolitica “rende molto complicate e difficili e persino aletorie le previsioni non solo di lungo termine ma anche quelle a breve” quindi “mi chiedete previsioni a più lungo termine? In questa situazione se azzecco il pil del 2025 sono già un mago”. Lo ha detto il Miniustro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei Ministri.


Fare previsioni in questa fase, ha ribadito “è molto, molto difficile e lasciano il tempo che trovano, con rispetto per gli economisti”. Intanto nel documento, elaborato nel solo quadro tendenziale a legislazione vigente, il prodotto interno lordo è previsto in crescita dello 0,6% nel 2025 “di fatto dimezzato rispetto alle precedenti stime”, mentre nel 2026 e 2027 la crescita sarà dello 0,8%.


Nonostante questo tengono i saldi di finanza pubblica. Il deficit è confermato al 3,3% del pil nell’anno in corso, al 2,8% nel 2027 e al 2,6% nel 2027, livelli già previsti nel Piano Strutturale di Bilancio dell’autunno scorso. Il rapporto debito/pil nel 2025 è previsto al 136,6%, un livello inferiore rispetto al 136,9% del PSB. Nel 2026 dovrebbe attestarsi al 137,6% (contro il 137,8% della precedente stima) e nel 2027 a 137,4% (invece del 137,5).

Dazi, Giorgetti, apprezzo decisione Trump su pausa

Dazi, Giorgetti, apprezzo decisione Trump su pausaRoma, 9 apr. (askanews) – “Prendo atto e apprezzo la decisione di Donald Trump” di una pausa di 90 giorni per i dazi. “Ha capito l’obiettivo, vedremo”. Lo ha detto il Ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, nella conferenza stampa dopo l’approvazione del nuovo def.


Sull’impatto in termini macroeconomici dei dazi “avremmo potuto scrivere qualsiasi numero. Stiamo cercando di capoire gli impastti diretti e indiretti. Ma bisogna ragionare a mente fredda. Servono interventi chirurgici per essere efficaci”. Dopo la decisione di Donald Trump, giunta mentre la conferenza stampa era in corso, Giorgetti ha detto che “il pil potrebbe essere rivisto al rialzo, ma non sappiamo”.

Dazi, allarme Wto: spaccare economia globale in 2 taglia Pil del 7%

Dazi, allarme Wto: spaccare economia globale in 2 taglia Pil del 7%Roma, 9 apr. (askanews) – “Spaccare l’economia globale in due blocchi potrebbe portare sul lungo termine a una perdita a una riduzione in termini reali del Pil globale di circa il 7%”. È la previsione dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), secondo quanto dichiarato con un comunicato dalla direttrice generale, Ngozi Okonjo-Iweala.


“Ci appelliamo a tutti i membri del Wto per intervenire su questa sfida tramite cooperazione e dialogo. E’ cruciale per la comunità globale lavorare assieme – aggiunge – per preservare l’apertura del sistema commerciale internazionali”. (fonte immagine: WTO).

Ponte Stretto, Salvini: opera significa 120mila posti di lavoro

Ponte Stretto, Salvini: opera significa 120mila posti di lavoroRoma, 9 apr. (askanews) – “Il ponte sullo Stretto è opera prioritaria per tutto il paese e si avvicina, a poche settimane, l’apertura dei cantieri. Significa 120.000 posti di lavoro diretti e indiretti creati in tutta Italia; significa meno inquinamento, con 200.000 tonnellate di CO2 non emesse nell’aria; significa risparmiare un’ora e mezza in macchina e due ore in treno. E significa dare lavoro a tantissime imprese su tutto il territorio nazionale”. Così il vice premier e ministro di Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, con un video messaggio dopo la decisione del Cdm, che ha approvato l’attestazione dei motivi imperativi di rilevante interesse pubblico (Iropi) relativi alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. (fonte immagine: MIT).

Le Borse europee proseguono in forte calo in attesa di WS, Milano -3,5%

Le Borse europee proseguono in forte calo in attesa di WS, Milano -3,5%Milano, 9 apr. (askanews) – Le principali Borse europee proseguono la seduta con i listini in forte calo, nell’attesa dell’avvio di Wall Street dopo il nuovo ribasso messo segno ieri dalla Borsa Usa. Nel giorno dell’entrata in vigore dei dazi Usa su 60 Paesi, si rafforza la paura di una escalation della guerra commerciale e la volatilità rimane elevata. Alle 13.15 circa, Milano cede il 3,5%, Francoforte il 3,9%, Londra il 3,7%, Parigi il 3,6% e Madrid il 3,2%.


In piazza Affari l’andamento è negativo per tutti i titoli del Ftse Mib, con quelli legati al petrolio particolarmente pesanti: Saipem segna -7,3% ed Eni -6,6%.

Le Borse europee aprono in netto calo, oggi in vigore i dazi Usa: Milano -3%

Le Borse europee aprono in netto calo, oggi in vigore i dazi Usa: Milano -3%Milano, 9 apr. (askanews) – Apertura pesante per le Borse europee nel giorno dell’entrata in vigore dei dazi Usa su 60 Paesi, sulla scia della chiusura in rosso di Wall Street e di Tokyo. A Milano, ai primi scambi, il Ftse Mib perde il 3,1%, a Parigi il Cac40 il 2,5%, a Francoforte il Dax il 3%.


Ieri i listini europei avevano interrotto la scia negativa di crolli, chiudendo in netto rialzo, ma il tentativo di rimbalzo sembra essere durato un solo giorno. Già in serata, gli indici americani si erano sgonfiati e avevano archiviato la seduta in ribasso sui timori di un’escalation della guerra commerciale tra Usa e Cina, pesantemente colpita con dazi fino al 104%.

Borse Europa rimbalzano dopo tre sedute di crolli, Milano +2,44%

Borse Europa rimbalzano dopo tre sedute di crolli, Milano +2,44%Roma, 8 apr. (askanews) – Finale tutto positivo per le Borse in Europa, così come in precedenza per la maggior parte dei mercati dell’Asia, mentre anche Wall Street è in forte recupero dopo tre sedute consecutive di tracolli. A fine contrattazioni Londra segna un più 2,78%, Francoforte più 2,93%, Parigi più 2,50%. A Piazza Affari l’indice Ftse-Mib ha chiuso al +2,44%.


I maggiori guadagni hanno coinvolto Leonardo (+7,45%), Unipol (+7,25%), Banca Mediolanum (+5,37%) e Finecobank (+5,26%). In calo Eni (-1,28%) e Stellantis (-0,84%). Poco mosso l’euro-dollaro a 1,0918 dopo l’altalena delle ultime sedute, nel quadro di altissima volatilità causata dalle tensioni per i dazi commerciali decisi dall’amministrazione Trump. Nel pomeriggio a Wall Street il Dow Jones rimbalza del 2,35%, il Nasdaq risale in misura analoga.


Il presidente Usa Donald Trump ha avuto telefonate che di fatto hanno iniziato trattative con Corea del Sud e Giappone. Il segretario di Stato al Tesoro, Scott Bessent ha riferito che una delegazione giapponese giungerà a Washington già questa settimana. (fonte immagine: The White House).

Borsa, Piazza Affari chiude in netto recupero, Ftse-Mib +2,44%

Borsa, Piazza Affari chiude in netto recupero, Ftse-Mib +2,44%Roma, 8 apr. (askanews) – Chiusura finalmente positiva Piazza Affari, dopo tre sedute consecutive di tracolli l’indice Ftse-Mib ha registrato un rimbalzo del 2,44%, in linea con i recuperi delle altre Borse europee e mentre anche Wall Street mette segno consistenti risalite. Permane un quadro di volatilità legata alla tensioni commerciali per i dazi decisi dall’amministrazione Trump, ma intanto si profilano trattative con diversi paesi.


Il segretario di Stato al tesoro Usa, Scott Bessent ha riferito che già questa settimana una delegazione del Giappone sarà negli Usa per cercare una soluzione negoziale.

Euro digitale, Cipollone (Bce): contrasta pressioni da stablecoin Usa

Euro digitale, Cipollone (Bce): contrasta pressioni da stablecoin UsaRoma, 8 apr. (askanews) – Nelle intenzioni della Bce, l’euro digitale dovrebbe disincentivare i residenti nell’area valutaria dal far ricorso ad “altre soluzioni di pagamento” digitali, ad esempio le stablecoin in dollari che potrebbero iniziare “una sostituzione valutaria” di fatto. “L’euro digitale potrebbe aiutare il nostro sistema resistere questa pressione, offrendo una soluzione integrata che consentirebbe di pagare in tutti i modi ovunque”, ha affermato Piero Cipollone, componente del Comitato esecutivo della Bce rispondendo ad una domanda durante una audizione al Parlamento europeo.


In particolare a Cipollone è stato chiesto se non vedesse rischi sul fatto che negli Usa l’amministrazione Trump ha vietato alla Federal Reserve e alle agenzie federali di perseguire un dollaro digitale. “Pensiamo che la nuova amministrazione Usa abbia fatto una scelta importante – ha detto – sta spingendo per Stablecoin che abbiano una rilevanza globale. Potrebbe esserci una possibilità che le Stablecoin americane abbiano prendano piede in una qualche misura nel sistema europeo, che la gente possa pagare con Stablecoin americane”.


“Questo non sarebbe uno scenario molto favorevole per noi – ha detto – perché sarebbe l’inizio di una sostituzione valutaria. E l’euro digitale potrebbe aiutare il nostro sistema resistere a questa pressione, offrendo una soluzione integrata che consentirebbe di pagare in tutti i modi ovunque. Quindi la gente avrà meno voglia di cercare alternative: questo – ha spiegato – dovrebbe prevenire la gente dal cercare altre soluzioni”. Ad una ulteriore domanda, tuttavia, Cipollone ha puntualizzato che l’euro digitale “non servirebbe e fare concorrenza alle stablecoin”. Mentre ha rilevato che le nuove normative europee sugli asset digitali (Micar) “in questa fase consentono la possibilità di emettere Stablecoin denominate in ogni valuta. E quindi si possono ipotizzare possibili usi che fanno completamente legale per per una Stablecoin denominata in dollari di essere usata in Europa – ha detto – perché questo è compatibile con le regole: c’è questa possibilità”.

Euro digitale, Cipollone: rafforzerà autonomia strategica Europa

Euro digitale, Cipollone: rafforzerà autonomia strategica EuropaRoma, 8 apr. (askanews) – Alla Bce “il progetto dell’euro digitale procede secondo i piani” mentre le motivazioni a favore della sua introduzione “sono forti e numerose e, a mio parere, convergono tutte verso un principio fondamentale: rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa”. Lo afferma Piero Cipollone, componente del Comitato esecutivo della Bce, nelle sue dichiarazioni iniziali ad una audizione alla Commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo.


“In un contesto internazionale meno prevedibile, è giunto il momento di passare all’azione. I pagamenti al dettaglio sono sempre più digitali. I consumatori scelgono sempre più spesso di utilizzare mezzi di pagamento digitali nei negozi e anche di acquistare online. Ma per gran parte di queste operazioni – osserva – dipendiamo da operatori non europei. Oggi i cittadini di 13 paesi dell’area dell’euro si affidano esclusivamente a circuiti di carte internazionali o soluzioni elettroniche per i pagamenti nei negozi”. Eventuali circuiti di carte di pagamento nazionali “si basano a loro volta sul co-branding con i circuiti internazionali per consentire i pagamenti transfrontalieri nell’Eurozona. In un futuro non molto distante – secondo l’esponente della Bce responsabile dei sistemi di pagamento – questa situazione potrebbe sfociare in una dipendenza da altri mezzi di pagamento privati, ad esempio stablecoin basate su valute estere”.


E “l’eccessiva dipendenza da operatori non europei compromette la nostra resilienza e la nostra sovranità monetaria. Inoltre – prosegue, secondo il testo pubblicato dalla Bce – rende evidente l’urgente necessità di un euro digitale. Se non agiamo, non soltanto ci esporremo a rischi significativi, ma ci lasceremo sfuggire anche una grande opportunità. Questo è il momento di agire. Bisogna compiere al più presto progressi per quanto riguarda sia il regolamento sull’euro digitale sia il regolamento sul corso legale del contante, se vogliamo rafforzarci per resistere a possibili perturbazioni e invertire l’inesorabile crescita della dipendenza da imprese non europee”. “Abbiamo sottolineato l’importanza dell’autonomia strategica dell’Europa sin dall’inizio del progetto dell’euro digitale. Si tratta di un progetto comune pubblico-privato a livello europeo e, in quanto colegislatori, siete essenziali per la sua realizzazione. È giunto il momento di tradurre in realtà l’autonomia strategica dell’Europa nel settore critico dei pagamenti. Affinché l’euro digitale sia un successo, occorre una legislazione solida e lungimirante. In un mondo in rapida trasformazione, dimostriamo a tutti gli europei che raccogliamo le sfide con determinazione, proteggiamo la nostra moneta e – conclude – garantiamo la libertà dei cittadini di pagare come desiderano”. (fonte immagine: European Parliament).