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Eni, accordo per vendita Nigerian Agip Oil Company Ltd a Oando

Eni, accordo per vendita Nigerian Agip Oil Company Ltd a OandoRoma, 4 set. (askanews) – Eni e Oando Plc, la principale società energetica nigeriana quotata sia alla Borsa della Nigeria che a Johannesburg, hanno siglato l’accordo per la cessione di Nigerian Agip Oil Company Ltd (Naoc Ltd), società interamente controllata da Eni e attiva in Nigeria nell’esplorazione e produzione di idrocarburi onshore e nella generazione di energia elettrica. Lo ha comunicato Eni.

In Nigeria Naoc Ltd detiene partecipazioni societarie in 4 blocchi onshore (Oml 60, 61, 62, 63) operati per conto della Naoc jv (operatore Naoc Ltd 20%, Oando 20%, Nnpc E&P Limited 60%), nelle centrali elettriche di Okpai 1 e 2 (con una potenza installata di 960Mw), e in due licenze esplorative onshore (Opl 282 e Opl 135, rispettivamente del 90% e del 48%), di cui è anche operatore. La quota che Naoc Ltd detiene in Spdc jv (Shell Production Development Company Joint Venture – operatore Shell 30%, TotalEnergies 10%, Naoc 5%, Nnpc 55%) non rientra nel perimetro della transazione e rimarrà nel portafoglio Eni.

In seguito al completamento dell’operazione con Oando Plc, Eni continuerà a essere presente in Nigeria attraverso Nigerian Agip Exploration (Nae) e Agip Energy and Natural Resources (Aenr), confermando l’impegno dell’azienda per la salute e la sicurezza delle proprie persone e per l’ambiente. Eni proseguirà le attività nel paese concentrandosi sugli asset offshore operati. Eni manterrà nel proprio portafoglio anche le quote detenute negli asset operati da terzi, sia offshore che onshore, e in Nigeria Lng. L’operazione è in linea con il piano 2023-2026 di Eni. L’Upstream affiancherà la crescita organica di base con attività di portafoglio di elevato profilo, aggiungendo risorse che ne incrementino il valore, cedendo allo stesso tempo attività in grado di offrire valore e opportunità maggiori ai nuovi proprietari.

Il closing dell’operazione è soggetto, inter alia, all’autorizzazione di tutte le autorità locali e regolatorie competenti.

Lavoro, 531mila assunzioni previste dalle imprese a settembre

Lavoro, 531mila assunzioni previste dalle imprese a settembreRoma, 4 set. (askanews) – Sono 531mila i lavoratori ricercati dalle imprese (con un contratto a tempo determinato superiore a un mese o a tempo indeterminato) per il mese di settembre, 7mila in più (+1,3%) rispetto a quanto programmato un anno fa. Per l’intero trimestre settembre-novembre 2023 le assunzioni previste superano di poco 1,4 milioni, in aumento dell’1,9% rispetto all’analogo periodo del 2022. A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal.

Continua a crescere la difficoltà di reperimento segnalata dalle imprese che coinvolge il 48% delle assunzioni programmate, in aumento di 5 punti percentuali rispetto a dodici mesi fa, con quote comprese tra il 60% e il 70% per molte figure tecnico – ingegneristiche e di operai specializzati. Sono le grandi imprese (con oltre 250 dipendenti) e le piccole imprese (10-49 dipendenti) a coprire completamente l’incremento complessivo rispetto al 2022 delle assunzioni programmate (rispettivamente, con +4,4mila e +4,3mila nel mese e +11mila e +12mila nel trimestre); mentre le imprese di minore dimensione (1-9 dipendenti) prevedono per settembre un calo delle assunzioni (-3mila).

Il comparto manifatturiero nel complesso programma 99mila entrate a settembre 2023 (dato analogo rispetto a 12 mesi fa) e 275mila entrate nel trimestre (-0,2%). Tra i principali settori manifatturieri si segnalano le previsioni della meccatronica con 25mila contratti a settembre e 69,5mila nel trimestre e dalla metallurgia (20mila e 55mila, rispettivamente). Più distanziate le industrie alimentari (13mila e quasi 40mila) e quelle della moda (11mila e 33mila). Le costruzioni programmano a settembre 60,5mila assunzioni e 196mila nel periodo settembre-novembre (+3,5mila nel mese e +15mila nel trimestre).

Per le imprese dei servizi sono previsti 371mila contratti di lavoro per settembre (+1,0% rispetto a 12 mesi fa) e quasi 989mila nel trimestre (+1,3% sull’analogo periodo del 2022). Previsioni positive soprattutto per i servizi alle persone (111mila contratti nel mese e 238mila nel trimestre), grazie in particolare alle assunzioni nel settore dell’istruzione e servizi formativi privati, e trasporti e logistica (44mila e 126 mila), mentre si collocano su livelli inferiori rispetto allo stesso periodo del 2022 le previsioni di assunzione delle imprese commerciali (59mila nel mese pari a -2,2% rispetto all’anno precedente e 185mila nel trimestre pari a -0,8%) e di quelle del turismo (69mila, cioè -7,3% sul 2022 e 193mila pari a -2,2%). Il tempo determinato si conferma la forma contrattuale maggiormente proposta con 284mila unità, pari al 53,4% del totale. Seguono i contratti a tempo indeterminato (108mila), i contratti di somministrazione (57mila), gli altri contratti non alle dipendenze (32mila), i contratti di apprendistato (26mila), gli altri contratti alle dipendenze (14mila) e i contratti di collaborazione (11mila).

Le imprese dichiarano difficoltà di reperimento per oltre 252mila assunzioni a settembre (il 48% del totale), confermando come causa prevalente la “mancanza di candidati” con una quota del 31,7%, mentre la “preparazione inadeguata” si attesta al 12%. I gruppi professionali con mismatch più elevato sono gli operai specializzati (64,2% la quota di entrate difficili da reperire), i conduttori di impianti fissi e mobili (53,2%) e le professioni tecniche (49,5%). In particolare, le figure più difficili da trovare sono gli attrezzisti, operai e artigiani del trattamento del legno (74,1% e un picco dell’87,7% nel Nord Ovest), gli operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (73,6%, con un massimo nel Nord Est dell’80,9%), i meccanici artigianali, montatori, riparatori, manutentori macchine fisse e mobili (73,1%, al 76,7% nel Nord Ovest) e i fabbri ferrai costruttori di utensili (72%, ma fino all’81,5% nel Centro). Difficili da reperire anche i tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (67,5%, che raggiunge il 74,5% nelle regioni centrali), i tecnici in campo ingegneristico (64,2%, con un massimo di 66,5% nel Nord Est), i tecnici della salute (58,9%, al 65,6% nel Centro) e i tecnici della distribuzione commerciale (58,8%, con una punta del 68,3% nel Nord Est). Cresce il ricorso alla manodopera straniera che passa da 95mila ingressi dello scorso anno, pari al 18,2% del totale entrate, agli attuali 108mila ingressi, pari al 20,4% del totale entrate (+13mila contratti; +13,6%). A ricorrere maggiormente alla manodopera straniera sono i servizi operativi di supporto a imprese e persone (il 35,2% delle entrate programmate è riservato a manodopera straniera), i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (32,7%), le industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo (25,8%), i servizi di alloggio ristorazione e turistici (25,7%) ed infine le industrie alimentari (25,1%). A livello territoriale evidenziano maggiori difficoltà di reperimento le imprese delle regioni del Nord Est, dove il 53,4% del personale ricercato è difficile da trovare, una quota notevolmente superiore a quella registrata nel Sud e Isole (43,5%) e nel Centro (45,9%), mentre il valore nel Nord Ovest (47,4%) si mantiene vicino alla media. In particolare, per le principali regioni in termini di flusso di assunzioni emergono le seguenti quote di difficoltà di reperimento: in Lombardia 122mila contratti e difficoltà di reperimento pari a 46,5%, nel Lazio 56mila e 38,0%, per il Veneto 52mila e 54,4%, in Emilia-Romagna 49mila e 51,9% e, infine, in Campania 42mila e 41%.

Giorgetti: debito, Ue consideri Ucraina e clima. Ho mal di pancia da superbonus

Giorgetti: debito, Ue consideri Ucraina e clima. Ho mal di pancia da superbonusCernobbio (CO), 3 set. (askanews) – L’Italia vuole ridurre il suo debito pubblico ma al tempo stesso chiede all’Europa di considerare in modo diverso le spese per la transizione energetica e per il sostegno all’Ucraina. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento al Forum Ambrosetti in corso a Cernobbio.

“L’Italia condivide la politica di riduzione del debito pubblico e condivido quanto dice il mio collega tedesco. Però non posso ignorare che in questo momento – ha detto Giorgeti – la stessa Commissione Europea ci chiede una politica di un certo tipo ad esempio sulla transizione e quindi ci sembra ragionevole considerare in modo diverso questo tipo di investimento rispetto alle spe per pensioni o stipendi pubblici. Se a livello internazionale siamo impegnati ad aiutare l’Ucraina, ci pare evidente che l’aiuto umanitario all’Ucraino va sottratto dal Patto di stabilità. Noi li autiamo e continueremo ad aiutarli ma se dovessimo ridurre le pensioni agli italiani diventa un po’ più complicato”. Tra gli altri temi toccati c’è quello del superbonus. “Pensate al superbonus e capirete perché ogni giorno a pensarci mi viene mal di pancia: non solo per gli effetti negativi su conti pubblici, ma perché ingessa la politica economia lasciano margini esigui ad altri interventi”, così Giorgetti, che sul tema ha aggiunto: “C’è l’effetto pernicioso, distorsivo, il coddetto spiazzamento, che ha su realizzazione interventi previsti da Pnrr ovvero su rafforzamento strutturale della capacità produttiva”.

Lavoro, Calderone: risorse per sicurezza ci sono, buon impianto norme

Lavoro, Calderone: risorse per sicurezza ci sono, buon impianto normeCernobbio (Como), 3 set. (askanews) – “Le risorse per la sicurezza sul lavoro ci sono sempre, anche nei fondi ordinari. Bisogna vedere quali tipi di interventi devono essere fatti: ne abbiamo già fatti nel Dl Primo maggio e altri se ne faranno”. Lo ha sottolineato la ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, a margine del Forum Ambrosetti in corso a Cernobbio (Como). “Noi abbiamo un buon impianto di norme in materia di sicurezza, bisogna renderle effettive e c’è da investire tantissimo sulla cultura della sicurezza e sulla prevenzione”.

Calderone ha posto l’accento anche “sul fatto di far diventare la prevenzione un tema di uso comune, anche in ambito scolastico e nelle scuole: per questo – ha detto – nel Dl del primo maggio abbiamo previsto l’assicurazione Inail per tutti gli studenti e tutto il personale scolastico”. Sul fronte del Pil, in calo dello 0,4% nel secondo trimestre del 2023, Calderone non ha mostrato preoccupazione: “Sono attenta a tutti i dati che ci vengono restituiti, ma abbiamo tanto, tantissimo come Paese in termini di potenziale inespresso che vuol dire anche aumento della produttività”.

Mps accende Cernobbio, Tajani: “Vendere presto”. Ma la Lega frena

Mps accende Cernobbio, Tajani: “Vendere presto”. Ma la Lega frenaCernobbio (Como), 2 set. (askanews) – La privatizzazione di Banca Mps irrompe sul Lago di Como e accende il dibattito all’interno della maggioranza di governo. Nella seconda giornata del Forum Ambrosetti, in corso a Cernobbio, è il vicepremier Antonio Tajani a spronare il ministero dell’Economia, azionista di maggioranza con il 64,2%, a decidere “in breve tempo” sul futuro del Monte. “Probabilmente”, ha detto a Bloomberg Tv, si potrà accelerare la vendita perché “lo Stato non deve fare il banchiere. Sarà il ministro Giorgetti a fare le proposte: per me prima si fa e meglio è, ma la proposta deve venire dal ministro Giorgetti. Vedremo quale sarà”.

Il titolare del Mef sarà a Villa d’Este domani, ma a contenere gli entusiasmi oggi ci ha pensato il sottosegretario Federico Freni: “Verrà il giorno in cui Mps sarà ceduta, la fretta non è una buona consigliera. Soprattutto in queste vicende”, ha sottolineato. Anche il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ha confermato la volontà di procedere “sulla strada” della privatizzazione, ma ha ribadito che le tempistiche sono quelle che “riterrà opportuno” il Tesoro, “anche al fine di ottenere il massimo dei riscontri”. Un deciso no arriva invece dalla Lega, con Alberto Bagnai, responsabile del dipartimento Economia del Carroccio, che prova a chiudere i giochi: “La vendita della quota di Monte dei Paschi non è all’ordine del giorno. Il governo ha il dovere di approfondire i dossier e discuterne attentamente e riservatamente”.

Usa, Summers: ultimi dati convalidano atterraggio morbido economia

Usa, Summers: ultimi dati convalidano atterraggio morbido economiaRoma, 2 set. (askanews) – L’economia statunitense, anche sulla scorta degli ultimi dati sull’occupazione, resta “forte”, con buone probabilità che i rialzi della Federal reserve provochino un “atterraggio morbido” e non una recessione. E’ l’opinione dell’ex segretario al Tesoro Lawrence Summers che, parlando a Bloomberg Television, ha affermato di vedere ancora sfide per l’economia americana per evitare una recessione anche se le probabilità di successo stanno migliorando.

“Questi numeri sono coerenti con scenari molto ottimistici”, ha detto Summers alla Wall Street Week di Bloomberg Television con David Westin, riferendosi ai dati sull’occupazione di venerdì di agosto. “Ci sono tutti i tipi di cose che avrebbero potuto essere campanelli d’allarme nei numeri di oggi e che non hanno suonato.” I datori di lavoro statunitensi hanno assunto 187.000 persone nette in agosto e hanno esteso l’orario di lavoro medio settimanale: entrambi segnali che l’economia rimane “forte”, ha affermato Summers. Allo stesso tempo, i guadagni orari sono aumentati di meno in più di un anno, e ci sono stati oltre mezzo milione di nuovi ingressi nella forza lavoro, contribuendo a ridurre quello che è stato uno squilibrio storicamente ampio tra domanda e offerta di lavoro.

“Questi erano buoni numeri”, ha detto Summers, professore dell’Università di Harvard e collaboratore di Bloomberg TV. “Penso ancora che la strada verso un atterraggio morbido sia molto difficile, ma questo è stato un passo avanti in quella strada.” Guardando al futuro – ha concluso – sarà importante monitorare le potenziali pressioni sui salari derivanti dall’attività lavorativa. Il recente accordo firmato tra United Parcel Service (Ups) e i suoi lavoratori sindacali era “probabilmente non coerente con un’inflazione del 2%”, ha affermato. Ora è la volta delle case automobilistiche, che si trovano ad affrontare minacce di sciopero da parte del sindacato United Auto Workers (Uaw).

Patto Stabilità, Gentiloni: ottimista su intesa, non estenderemo stop

Patto Stabilità, Gentiloni: ottimista su intesa, non estenderemo stopCernobbio (Co), 2 set. (askanews) – Ottimista (“se volete, per necessità”) che si possa raggiungere una intesa sulla riforma del patto di stabilità e crescita entro la fine dell’anno, anche perchè un mancato accordo vorrebbe dire ritornare alle difficoltà delle vecchie regole, che non sono riuscite né a promuovere la crescita né a ridurre il debito. Esclusa, comunque, un’estensione al 2024 della sospensione delle regole di bilancio, decisa nel 2020 pochi giorni dopo lo scoppio della pandemia. A dirlo è il Commissario Ue all’economia, Paolo Gentiloni, intervenuto sabato alla seconda giornata del forum Ambrosetti dedicata all’Europa.

“Dobbiamo trovare entro la fine dell’anno un’intesa sul patto di stabilità e di crescita, sono soddisfatto del fatto che i governi stiano lavorando sulla base della proposta della Commissione e sono ottimista, se volete per necessità, sul fatto che si possa raggiungere una intesa entro fine anno”, ha dichiarato Gentiloni, parlando con la stampa a margine del forum. “Noi abbiamo deciso di sospendere le regole del patto di stabilità il 17 marzo del 2020, dopo la dichiarazione della pandemia. Le abbiamo prolungate abbastanza facilmente nel 2021, con qualche discussione nel 2022, con molte discussioni nel 2023. Non le prolungheremo nel 2024”. Secondo Gentiloni, un mancato accordo sul nuovo patto di stabilità, e quindi un ritorno alla situazione precedente, “metterebbe in luce le difficoltà delle regole precedenti”. Regole che, “pur avendo degli elementi certamente utili, positivi e da confermare, non sono riuscite né a promuovere la crescita né a ridurre sostanzialmente il debito, quindi riproporle non sarebbe sicuramente ideale”, ha evidenziato. Christine Lagarde, “ci ricorda spesso che raggiungere questa intesa è fondamentale anche nella valutazione complessiva che la Bce fa della situazione dei mercati e questo credo sia anche uno dei motivi aggiuntivi per cui bisogna lavorare con grande spirito di responsabilità per trovare un’intesa”.

L’11 settembre, Bruxelles aggiornerà le proprie previsioni economiche e il contesto, seppur non di recessione, vede comunque un rallentamento dell’economia, per cui è fondamentale per l’Unione europea essere competitiva. “La crescita rallenta perché sulla manifattura pesano i costi dell’energia, pesa, soprattutto per alcuni paesi, il rallentamento della Cina. Speriamo che nel settore dei servizi la stagione turistica contribuisca anche alla ripresa della crescita”, ha spiegato Gentiloni. “Siamo in un contesto di persistente inflazione, un contesto credo di rallentamento ma non di recessione, un contesto nel quale è fondamentale l’Unione europea sia competitiva”. “Essere competitivi – ha sottolineato Gentiloni – significa tre cose: primo, dobbiamo usare le risorse che abbiamo. Si parla spesso della necessità di nuove risorse, ma non dimentichiamo che abbiamo le risorse del Next Generation Ue che sono tuttora da impegnare e costituiscono per la Ue una massa finanziaria senza precedenti. Secondo, dobbiamo trovare entro la fine dell’anno un’intesa sul patto di stabilità e di crescita. La terza condizione – ha proseguito – è mettere in campo nuovi strumenti per rafforzare la competitività, anche perchè Next Generation Eu si conclude nel 2026 e per la Ue deve venire la necessità di mettere in campo nuove risorse. E’ una discussione non facile ma alla quale sarebbe sbagliato sottrarsi. Perchè – ha concluso – come ha ricordato il Presidente della Repubblica Mattarella non possiamo perdere le grandi opportunità che l’Europa ha di fronte”.

Accordo Italia-Francia su rinvio lavori a tunnel Monte Bianco

Accordo Italia-Francia su rinvio lavori a tunnel Monte BiancoMilano, 2 set. (askanews) – È stata diramata, su indicazione dei Ministri Matteo Salvini e Clément Beaune, la nota congiunta Italia-Francia con cui si chiede alla Società che gestisce il Traforo del Monte Bianco di soprassedere all’avvio dei lavori previsto per questo lunedì 4 settembre 2023, scongiurando così il blocco quasi completo della circolazione transalpina, dopo la frana al Frejus. Così una nota del Mit.

L’intesa raggiunta prevede inoltre di convocare quanto prima una sessione straordinaria della Conferenza Intergovernativa al fine di valutare se sussistano ancora le condizioni per procedere con i lavori, una volta assicurata la viabilità al Frejus; oppure, se sia più opportuno rinviare l’ammodernamento del Bianco al 2024. Il Mit è in costante contatto con la Regione Valle D’Aosta, gli enti territoriali, gli operatori e le associazioni degli autotrasportatori per fornire notizie aggiornate sulle decisioni che verranno assunte.

Usa, scioperi Hollywood cancellano 5 miliardi da economia California

Usa, scioperi Hollywood cancellano 5 miliardi da economia CaliforniaRoma, 2 set. (askanews) – L’impatto degli scioperi di Hollywood sull’economia della California sfiora i 5 miliardi di dollari a soli quattro mesi dopo che gli sceneggiatori hanno iniziato i picchetti. Tale cifra dovrebbe crescere dopo che gli ultimi colloqui tra rappresentanti sindacali e studi cinematografici si sono conclusi con un nulla di fatto. E’ quanto emerge da una ricerca del Milken Institute il cui responsabile per le strategie sottolinea come il primo sciopero congiunto di attori e scrittori in 60 anni ha bloccato la maggior parte delle produzioni di Hollywood, creando un effetto a catena per ristoratori, tintorie, autisti, società di noleggio e altre piccole imprese che sostengono il settore. “Tutte queste diverse persone che forniscono servizi di supporto per far sì che le produzioni avvengano, vengono inchiodate”, ha detto al Financial Times Klowden, che è stato consigliere dell’industria e dei governatori della California.

Con lo sciopero degli sceneggiatori, giunto al suo 124esimo giorno, il bilancio sull’economia della California ha eclissato il colpo di 2,1 miliardi di dollari derivante dall’ultima grande azione sindacale di Hollywood nel 2007-2008, quando i membri della Writers Guild of America si ritirarono per 100 giorni. Fiona Ma, tesoriera dello stato della California, questa settimana ha inviato un “appello urgente” ai direttori dei principali studi in cui ha criticato il loro fallimento nel raggiungere un accordo con i sindacati e li ha esortati a tornare al tavolo delle trattative. Notando che circa 700.000 californiani lavorano nel settore dell’intrattenimento, ha affermato che gli scioperi hanno minacciato “la stabilità e il valore degli investimenti dei pensionati” nello stato e hanno chiesto la fine della situazione di stallo.

La WGA e un gruppo che rappresenta gli studi hanno ripreso le discussioni all’inizio di agosto dopo un periodo di “raffreddamento”, alimentando le speranze di una soluzione. I negoziatori sindacali si sono incontrati con i capi di Hollywood, tra cui l’amministratore delegato della Disney Bob Iger e il CEO di Netflix Ted Sarandos, il 22 agosto. Ma la discussione – scrive ancora il Ft – si è conclusa con i funzionari della WGA che si sono lamentati di aver ricevuto una conferenza da parte degli amministratori delegati. Gli studi, rappresentati dall’Alleanza dei produttori cinematografici e televisivi, hanno quindi pubblicato i termini dettagliati della loro offerta nella speranza di ottenere il sostegno di alcuni membri del sindacato. La WGA ha criticato quello che ha definito un tentativo di “deviazione” e non ci sono state più discussioni tra le parti.

L’ultima fase di stallo ha fatto temere che gli scioperi possano continuare fino all’autunno o oltre. Da diverse settimane non ci sono più discussioni tra gli studios e la Screen Actors Guild, composta da 160.000 membri, i cui membri hanno scioperato a metà luglio. Gli studi hanno iniziato a posticipare le uscite dei film al prossimo anno, in gran parte perché le regole dello sciopero impediscono agli attori di promuovere i loro film. La Warner Bros. ha ritardato l’uscita di Dune: Parte 2 con Timothée Chalamet e Zendaya fino alla prossima primavera. Sony ha spostato diversi film nel prossimo anno, tra cui Ghostbusters: Afterlife, e ha eliminato Spider-Man: Beyond the Spider-Verse dal suo calendario di uscita.

Al di là dell’impatto diretto sulle uscite cinematografiche e televisive, l’allungamento degli scioperi avrà un effetto considerevole sull’economia di Los Angeles, ha affermato Klowden, anche se Hollywood è in ritardo rispetto ai porti in termini di importanza finanziaria. Una volta risolti gli scioperi, la ripresa di Los Angeles “non sarà così veloce come si potrebbe pensare”, ha detto Klowden. Molti attori e scrittori potrebbero trovare lavoro in altre città e non saranno disponibili quando le produzioni riprenderanno. Alcuni membri dell’equipaggio potrebbero trasferirsi in altri settori. Lo spazio nello studio potrebbe essere limitato al termine degli scioperi. Bilson, membro del sindacato dei lavoratori teatrali dietro le quinte, ha affermato di sostenere gli scrittori e gli attori in sciopero, ma è anche preoccupato per il futuro del settore.

Assicurazioni: boom utili per 4 grandi gruppi, dice studio Fisac Cgil

Assicurazioni: boom utili per 4 grandi gruppi, dice studio Fisac CgilRoma, 2 set. (askanews) – Quattro grandi player assicurativi di livello internazionale – Generali e Unipol dalle radici italiane, Allianz ed Axa con importanti realtà nel nostro paese – hanno registrato nel primo semestre dell’anno un utile complessivo pari a 11,3 miliardi di euro, in crescita del 34% sullo stesso periodo dello scorso anno. A rilevarlo è un report su di un campione di quattro grandi importanti compagnie assicurative europee dell’Ufficio Studi e Ricerche della Fisac Cgil dal quale emerge, osserva la segretaria generale della categoria, Susy Esposito, “un quadro positivo per il settore, sia in termini di resilienza che di forte redditività, in un contesto macroeconomico estremamente complesso. Dati che dovranno essere la base per lo sviluppo della contrattazione, ora e in avanti, a tutti i suoi livelli, nazionale, aziendale e di gruppo. Con questi risultati è ora di fare passi in avanti sul fronte della contrattazione, ampliandola all’intera filiera assicurativa, iniziando dal rinnovo dei contratti Anapa e Anagina”.

Al risultato complessivo del campione citato di 11,3 miliardi di euro al 30 giugno 2023, si osserva nel report della Fisac Cgil di cui è stata diffusa una sintesi, hanno contribuito soprattutto i Rami Danni che registrano complessivamente nel semestre di quest’anno un utile operativo tecnico di 8,9 miliardi di euro, con un incremento del 33% sullo stesso periodo dello scorso anno, mentre i Rami Vita hanno presentato un utile operativo tecnico di 6,7 miliardi, con una crescita più contenuta, pari al 7%, dovuta alle minusvalenze sui titoli obbligazionari, causate dal rialzo dei tassi di interesse, sviluppatosi nel corso del 2022 e ancora in corso, oltre ai correlati riscatti di polizze vita. Il settore assicurativo nel campione selezionato, come evidenziato nel report della Fisac Cgil, ha manifestato una importante resilienza. Anche con riguardo al campione ‘italiano’, costituito dal Gruppo Generali e da quello Unipol, vi è stato un importante incremento (+51%) dell’utile di periodo: Generali è passata da 1.448 milioni di euro, registrati nel primo semestre del 2022, a 2.330 milioni di euro da gennaio a giugno 2023, per un incremento del 60%; Unipol nello stesso periodo è passata da 433 milioni di euro a 517 milioni di euro, con un incremento del 19%. Per gli altri due player si segnala un incremento significativo di Allianz, che migliora del 73% l’utile del semestre passando da 2,7 miliardi di euro a 4,6 miliardi di euro, mentre Axa conferma sostanzialmente utili per 3,8 miliardi di euro. I dati, sottolinea la Fisac Cgil, sono normalizzati e riconteggiati ai sensi dei nuovi principi contabili: Ifrs 17 sui contratti assicurativi e Ifrs 9 sugli strumenti finanziari.

Complessivamente, ricorda la Fisac Cgil, i quattro grandi gruppi hanno superato i 186 miliardi di euro di premi (Danni e Vita), con un incremento del 4,32%, sullo stesso periodo dello scorso anno. Le dinamiche di sviluppo risultano alquanto diverse tra Rami e tra le diverse compagnie. I Rami Danni presentano una crescita importante del 8,73%, in particolare si segnala un incremento di oltre il 12% del Gruppo Generali. Invece i Rami Vita registrano una crescita di appena lo 0,3%, con sviluppi decisamente diversi: il Gruppo Unipol evidenzia un aumento di oltre il 26% mentre il Gruppo Axa denota una diminuzione del 3% dei premi vita. Il settore assicurativo, si osserva infine nel report Fisac Cgil, si conferma nel complesso molto solido ed evidenza, inoltre, indici di solvibilità (Solvency Capital Requirement II – SCR Ratio) in deciso incremento e il campione presenta Gruppi tutti con ratio già superiori al 200% a dicembre 2022, quindi con fondi propri più che doppi rispetto al requisito di capitale di solvibilità SCR, che è passato da una media, aritmetica del campione, del 210% a dicembre 2022 ad una del 222% a giugno 2023, arrivando al 208% di Allianz, al 218% di Unipol, al 228% di Generali e, infine, al 235% di Axa.