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Mps: in Borsa -5,6%, Unipol stringe su Sondrio e allontana ipotesi Bper

Mps: in Borsa -5,6%, Unipol stringe su Sondrio e allontana ipotesi BperMilano, 6 set. (askanews) – Mps scivola a Piazza Affari dopo la mossa del gruppo Unipol che stringe sulla Popolare di Sondrio. Mossa che potrebbe portare a un asse con Bper, allontanando così la possibilità di un un’operazione di M&A con il Monte. Il titolo dell’istituto senese ha perso il 5,64% scendendo a 2,325 euro.

Ma le vendite non hanno risparmiato gli altri istituti bancari, su cui pesano i timori di una recessione globale: Unicredit ha ceduto il 4,99%, Bper il 3,6%. Si è salvata solo la popolare valtellinese (+1,5%) dopo essere balzata anche del 10% in apertura sulla notizia che Unipol, già primo azionista con il 9,5%, ha chiesto alla Bce l’autorizzazione a salire fino al 19,99%. L’eventuale incremento della partecipazione – sottolinea Unipol – “consentirebbe al gruppo di consolidare la partnership industriale e societaria con la Popolare di Sondrio nel comparto della bancassicurazione Vita e Danni, recentemente rinnovata per un periodo di cinque anni, rafforzandone l’impostazione in chiave strategica, aumentare la stabilità dell’assetto azionario della Popolare di Sondrio per il positivo perseguimento dei propri obbiettivi di piano industriale e stimolare l’evoluzione della Banca secondo le migliori practice di mercato”.

L’incremento della quota darebbe maggior forza all’ipotesi di un’aggregazione della Sondrio con Bper, di cui il gruppo Unipol già detiene il 19,9%, per dar vita a un polo forte in grado di insidiare Banco Bpm come terzo polo bancario nazionale. In tal senso, la mossa di Unipol potrebbe far uscire definitivamente Bper dalla rosa dei pretendenti del Monte. Tra l’altro, a giugno, sia Carlo Cimbri sia Piero Luigi Montani avevano già smentito un interesse di Bper per la banca senese. Interesse smentito solo pochi giorni fa anche dal Banco Bpm, che ha ribadito la sua strategia stand alone, presupposto del piano industriale di fine anno.

Visco: siamo vicini al livello a cui fermare l’incremento dei tassi

Visco: siamo vicini al livello a cui fermare l’incremento dei tassiRoma, 6 set. (askanews) – Nell’area euro “ci sono dei segnali per cui in qualche modo” alla Bce “possiamo essere rassicurati sui forti rischi di inflazione che temevano un anno fa”, e “ritengo che siamo vini al livello al quale fermare l’incremento dei tassi di interesse”.Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, durante un dibattito sull’inflazione all’Ispi.

Per il futuro bisogna “essere aperti alla possibilità di muoversi in caso di nuovi shock inattesi”, ma bisogna anche “essere prudenti nel guidare” la linea monetaria rispetto ai livelli attesi dai mercati sul medio periodo. Secondo Visco, che come tutti i governatori di banche centrali dell’eurozona siede nel Consiglio direttivo della Bce, “le condizioni monetarie dovranno restare sufficientemente restrittive” per “rassicurare”.

Bce, Visco: siamo vicini al livello a cui fermare incremento tassi

Bce, Visco: siamo vicini al livello a cui fermare incremento tassiRoma, 6 set. (askanews) – Nall’area euro “ci sono dei segnali per cui in qualche modo” alla Bce “possiamo essere rassicurati sui forti rischi di inflazione che temevano un anno fa”, e “ritengo che siamo vini al livello al quale fermare l’incremento dei tassi di interesse”.Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, durante un dibattito sull’inflazione all’Ispi.

Per il futuro bisogna “essere aperti alla possibilità di muoversi in caso di nuovi shock inattesi”, ma bisogna anche “essere prudenti nel guidare” la linea monetaria rispetto ai livelli attesi dai mercati sul medio periodo. Secondo Visco, che come tutti i governatori di banche centrali dell’eurozona siede nel Consiglio direttivo della Bce, “le condizioni monetarie dovranno restare sufficientemente restrittive” per “rassicurare”.

Bonomi (Confindustria): il Paese non ci ama quanto noi lo amiamo

Bonomi (Confindustria): il Paese non ci ama quanto noi lo amiamoRoma, 6 set. (askanews) – “In questi anni non mi sono annoiato”. Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, con una battuta, ricorda i suoi quattro anni alla guida degli imprenditori italiani e sottolinea come gli industriali siano dei veri e propri “eroi civili” che amano il proprio Paese ma non sono ricambiati in egual modo.

In occasione dell’assemblea di Confindustria Emilia Area Centro, Bonomi, in vista della fine del suo mandato nella primavera del 2024, ripercorre gli avvenimenti salienti della sua presidenza: “sono stato eletto in pieno Covid, ho avuto il problema dello shock delle materie prime, c’è stato lo shock energetico, la guerra russo-ucraina, la più grande siccità da settant’anni, le alluvioni, 24 ore di colpo di stato in Russia e potrei andare avanti con un lungo elenco ovviamente”. Nonostante un contesto complicato, “l’immagine bella – ha aggiunto – è quella delle assemblee del sistema di Confindustria quando incontri i colleghi e le colleghe che, in parecchie occasioni, ho avuto modo di definire ‘eroi civili’. Hanno fatto delle cose, in questo periodo, inimmaginabili, e cito solo le 7mila imprese che hanno aperto i loro spazi per la campagna vaccinale. Oggi ce ne dimentichiamo. Purtroppo il nostro Paese ha poca memoria, ma quello che hanno fatto i miei colleghi è una cosa straordinaria. Lo fanno tutti i giorni per il Paese, un Paese che non ci ama quanto noi lo amiamo, purtroppo, ma questo non ci ferma. Noi andiamo avanti ogni giorno perchè sappiamo di avere una grande responsabilità, verso le nostre famiglie, verso la comunità delle famiglie che lavorano nelle nostre imprese e verso i territori”.

Il 15 settembre, all’auditorium Parco della Musica di Roma, si terrà l’assemblea di Confindustria e Bonomi terrà la sua ultima relazione da presidente. Per l’avvio dell’iter di nomina del suo successore occorrerà aspettare l’inizio dell’anno prossimo.

Confindustria, Bonomi: Paese non ci ama quanto noi lo amiamo

Confindustria, Bonomi: Paese non ci ama quanto noi lo amiamoRoma, 6 set. (askanews) – “In questi anni non mi sono annoiato”. Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, con una battuta, ricorda i suoi quattro anni alla guida degli imprenditori italiani e sottolinea come gli industriali siano dei veri e propri “eroi civili” che amano il proprio Paese ma non sono ricambiati in egual modo.

In occasione dell’assemblea di Confindustria Emilia Area Centro, Bonomi, in vista della fine del suo mandato nella primavera del 2024, ripercorre gli avvenimenti salienti della sua presidenza: “sono stato eletto in pieno Covid, ho avuto il problema dello shock delle materie prime, c’è stato lo shock energetico, la guerra russo-ucraina, la più grande siccità da settant’anni, le alluvioni, 24 ore di colpo di stato in Russia e potrei andare avanti con un lungo elenco ovviamente”. Nonostante un contesto complicato, “l’immagine bella – ha aggiunto – è quella delle assemblee del sistema di Confindustria quando incontri i colleghi e le colleghe che, in parecchie occasioni, ho avuto modo di definire ‘eroi civili’. Hanno fatto delle cose, in questo periodo, inimmaginabili, e cito solo le 7mila imprese che hanno aperto i loro spazi per la campagna vaccinale. Oggi ce ne dimentichiamo. Purtroppo il nostro Paese ha poca memoria, ma quello che hanno fatto i miei colleghi è una cosa straordinaria. Lo fanno tutti i giorni per il Paese, un Paese che non ci ama quanto noi lo amiamo, purtroppo, ma questo non ci ferma. Noi andiamo avanti ogni giorno perchè sappiamo di avere una grande responsabilità, verso le nostre famiglie, verso la comunità delle famiglie che lavorano nelle nostre imprese e verso i territori”.

Il 15 settembre, all’auditorium Parco della Musica di Roma, si terrà l’assemblea di Confindustria e Bonomi terrà la sua ultima relazione da presidente. Per l’avvio dell’iter di nomina del suo successore occorrerà aspettare l’inizio dell’anno prossimo.

Telefonica: Saudi Telecom entra con il 9,9%, investe 2,1 miliardi

Telefonica: Saudi Telecom entra con il 9,9%, investe 2,1 miliardiMilano, 6 set. (askanews) – Saudi Telecom Company (stc Group) entra con forza nel capitale di Telefonica, acquisendo una partecipazione del 9,9% nel colosso spagnolo per un corrispettivo totale di 2,1 miliardi di euro. Saudi Telecom, precisa in una nota, “non intende acquisire il controllo o una quota di maggioranza, ma vediamo questa operazione come un’interessante opportunità di investimento per utilizzare il nostro solido bilancio, mantenendo la nostra politica dei dividendi”.

Questa acquisizione, sottolinea, “rappresenta un’altra pietra miliare nella strategia di espansione e crescita del nostro gruppo e riflette la fiducia nella crescita sostenibile e nel potenziale di crescita di Telefonica”. In Europa, la più recente operazione nel settore di Saudi Telecom è stata l’acquisizione da parte della controllata Tawal degli asset delle torri di tlc di United Group in Bulgaria, Croazia e Slovenia. “Questo significativo investimento a lungo termine da parte di stc Group – ha detto il presidente Mohammed K. A. Al Faisal – è la continuazione della nostra strategia di crescita, in quanto investiamo in settori vitali della tecnologia e delle infrastrutture digitali in mercati promettenti a livello globale”. “Il nostro investimento in Telefónica – ha sottolineato Olayan Alwetaid, Ceo di stc Group – dimostra la nostra fiducia nella leadership di Telefonica, nella sua strategia e nella sua capacità di creare valore. In qualità di azionisti di lungo termine e solidali, ci impegniamo a rafforzare la nostra partnership”.

Pop. Sondrio, Unipol conferma avvio iter per possibile aumento quota

Pop. Sondrio, Unipol conferma avvio iter per possibile aumento quotaMilano, 6 set. (askanews) – Il gruppo Unipol-UnipolSai punta a salire nel capitale della Banca Popolare di Sodrio.

“Con riferimento alle notizie apparse in data odierna su alcuni organi di stampa, Unipol Gruppo precisa di aver avviato le attività propedeutiche all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle competenti Autorità di Vigilanza (italiane ed estere) al fine di valutare, tenuto conto delle condizioni di mercato e di contesto generale tempo per tempo in essere, possibili futuri incrementi della partecipazione detenuta dal Gruppo Unipol in Banca Popolare di Sondrio”. Con un comunicato, il gruppo Unipol ha commentato così le indiscrezioni di stampa riportate da Repubblica secondo cui il gruppo bolognese starebbe puntando a salire al 20% nel capitale della banca – di cui già è il primo azionista con una quota del 9,5% – e avrebbe inoltrato due mesi fa la richiesta alla Bce per poter salire fino al 19,99%.

Intanto la Popolare di Sondrio vola in Borsa, dove poco prima delle 10.30 sale del 5,81% a 4,514 euro dopo aver segnato un massimo intra-day a 4,654 euro. “L’eventuale incremento della partecipazione – sottolinea ancora il gruppo Unipol nel comunicato – consentirebbe al Gruppo Unipol di consolidare la partnership industriale e societaria con BPSO nel comparto della bancassicurazione Vita e Danni (recentemente rinnovata per un periodo di cinque anni), rafforzandone l’impostazione in chiave strategica, aumentare la stabilità dell’assetto azionario del Gruppo BPSO per il positivo perseguimento dei propri obbiettivi di piano industriale e stimolare l’evoluzione della Banca secondo le migliori practice di mercato”.

Manovra, Salvini: priorità stipendi e pensioni, totale sintonia con Meloni

Manovra, Salvini: priorità stipendi e pensioni, totale sintonia con MeloniMilano, 6 set. (askanews) – “L’obiettivo comune è quello di mettere i soldi, pochi o tanti lo vedremo, per l’aumento su stipendi e pensioni, la conferma del taglio del cuneo fiscale in totale sintonia con Giorgia e tutta la maggioranza, non ci sarà nessuna sbavatura”. A dirlo il vicepremier, Matteo Salvini, ai microfoni di Rtl 102.5 a proposito della prossima manovra economica.

Salvini che ha bollato le ricostruzioni giornalistiche di questi giorni come “fantasione” ( i quotidiani “sono un po come i giornali sportivi a luglio e agosto” ha detto), ha ribadito che “saremo unanimi, concordi, seri e concreti. Abbiamo davanti quattro anni abbondanti di governo, ci sono progetti su pensioni, flat tax, taglio tasse alle imprese che in questi quattro anni porteremo avanti. Questa è una delle prossime manovre”. Mlo

Petrolio, Arabia Saudita proroga tagli, Brent sopra 90 dollari

Petrolio, Arabia Saudita proroga tagli, Brent sopra 90 dollariRoma, 5 set. (askanews) – Petrolio in risalita, con il Brent che si riporta sopra i 90 dollari al barile dopo che l’Arabia Saudita ha deciso di prorogare di altri tre mesi, fino alla fine di quest’anno, il taglio supplementare volontario alla sua offerta di greggio, pari a 1 milione di barili al giorno. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale Saudita (Spa), citando fonti del ministero dell’Energia del paese.

Riyad ha comunque deciso di riesaminare con cadenza mensile questa decisione, per l’ipotesi di modificare l’offerta. La stretta Saudita si aggiunge alla riduzione concordata dal cartello dei produttori allargato, l’Opec Plus allo scopo di sostenere le quotazioni rispetto al quadro di indebolimento dell’economia. Nel frattempo i prezzi risultano in rialzo negli scambi pomeridiani. Il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord aumenta dell’1,65 per cento a 90,46 dollari. Il West Texas intermediate sale del 2,05 per cento a 87,31 dollari.

Euro cala a 1,0741 dollari, sui minimi da quasi 3 mesi

Euro cala a 1,0741 dollari, sui minimi da quasi 3 mesiRoma, 5 set. (askanews) – L’euro accentua i ribassi a metà giornata, a 1,0748 dollari la valuta unica segna i valori minimi da metà giugno. Il deprezzamento si è accentuato dopo che i dati sui prezzi alla produzione dell’industria nell’area valutaria hanno evidenziato un nuovo e netto calo, dinamica che favorisce l’ipotesi di un mantenimento dello status quo sui tassi di interesse da parte del consiglio direttivo della Bce, che si terrà il 14 settembre.

Secondo Eurostat, a luglio i prezzi alla produzione hanno registrato un ulteriore meno 0,5% rispetto al mese precedente, mentre la dinamica di variazione su base annua è caduta al meno 7,6%. Gli sviluppi potrebbero preludere a ulteriori calmieramenti dell’inflazione dei prezzi al consumo, contro cui la Bce negli ultimi 12 mesi ha aggressivamente alzato i tassi di interesse per l’eurozona di 425 punti base complessivi. Per il direttorio del 14 l’istituzione ha indicato che potrebbe alzare ancora i tassi oppure mantenere lo status quo. La debolezza dell’economia e gli sviluppi di oggi sul venir meno delle pressioni inflazionistiche possono alimentare la seconda ipotesi.