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Il ministero dell’Economia: il Mes favorisce l’Italia

Il ministero dell’Economia: il Mes favorisce l’ItaliaRoma, 21 giu. (askanews) – “Sulla base di riscontri avuti da analisti e operatori del mercato, è possibile che la riforma del Mes, nella misura in cui venga percepita come un segnale di rafforzamento della coesione europea, porti ad una migliore valutazione del merito di credito degli Stati membri aderenti, con un effetto più pronunciato per quelli a più elevato debito come l’Italia”. E’ quanto si legge nella lettera, inviata alla commissione Esteri della Camera, dal ministero dell’Economia sui due progetti di legge (Pd e Iv) in cui si chiede la ratifica della riforma del Meccanismo europeo di stabilità.

Nella missiva, firmata dal capo dipartimento del Mef, si precisa comunque che resta “molto difficile da prevedere ex ante” quanto la ratifica dell’accordo possa comportare “in termini di possibile riduzione del costo di indebitamento del nostro Paese”. Nella lettera si puntualizza che non dovrebbero esserci effetti diretti o indiretti negativi in seguito ad una eventuale ratifica. “Per quanto riguarda gli effetti diretti sulle grandezze di finanza pubblica, dalla ratifica non discendono nuovi o maggiori oneri rispetto a quelli autorizzati in occasione della ratifica del trattato istitutivo” del Meccanismo europeo di stabilità. Quanto agli effetti indiretti, “in linea generale, questi appaiono di difficile valutazione. Essi potrebbero astrattamente presentarsi – si osserva – qualora le modifiche apportate con l’accordo rendessero il Mes più rischioso e quindi maggiormente probabile la riduzione del capitale versato o la richiesta di pagamento delle quote non versate del capitale autorizzato”. Ma, si aggiunge che, “ciò premesso, non si rinvengono nell’accordo modifiche tali da far presumere un peggioramento del rischio legato” alla istituzione. Inoltre, “non si ha notizia che un peggioramento del rischio del Mes sia stato evidenziato da altri soggetti quali le agenzie di rating, che hanno invero confermato la più alta valutazione attribuitagli anche dopo la firma degli accordi sulla riforma”. In merito alla prospettiva poi che, ratificato l’accordo, si voglia procedere all’attivazione, si legge: “rispetto alla prospettiva degli Stati membri azionisti del Mes, l’attivazione del supporto rappresenterebbe, direttamente, una fonte di remunerazione del capitale versato e, indirettamente, un probabile miglioramento delle condizioni di finanziamento sui mercati”. La valutazione al Mef da parte della commissione Esteri era stata sollecitata il 27 aprile scorso, dopo un mese dall’incardinamento delle due pdl, su cui il governo Meloni e la maggioranza hanno sinora preso tempo.

Casa,Fimaa:planimetrie consultabili online anche per agenzie immobiliari

Casa,Fimaa:planimetrie consultabili online anche per agenzie immobiliariRoma, 21 giu. (askanews) – Sarà disponibile da inizio luglio la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate che consentirà anche agli agenti immobiliari di accedere in tempo reale alle planimetrie catastali degli immobili. Fimaa ha potuto visionarla in anteprima con i tecnici dell’Agenzia delle Entrate che hanno illustrato le funzionalità ai dirigenti della Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari.

“È uno strumento semplice e intuitivo”, commenta il presidente di Fimaa, Santino Taverna. Questo “semplificherà il lavoro degli agenti immobiliari. La possibilità di consultare online le planimetrie catastali – spiega ancora Taverna – viene riconosciuta da tempo a diverse categorie professionali. Gli agenti immobiliari hanno chiesto per anni di essere inclusi nell’elenco in modo da poter svolgere compiutamente la propria professione”. La Federazione ricorda di essersi sempre battuta per raggiungere questo obiettivo. In particolare aveva depositato delle memorie sia nel corso di un’indagine conoscitiva condotta dalla Commissione parlamentare sull’Anagrafe Tributaria in materia di Banche Dati, sia durante le audizioni parlamentari sulla delega fiscale del 2021.

La svolta è arrivata solo con il decreto-legge Pnrr e Semplificazioni – convertito nella legge 29 dicembre 2021, n. 233. Il testo affidava all’Agenzia delle Entrate il compito di aggiornare l’elenco dei soggetti abilitati e, come termine ultimo, fissava il 6 febbraio 2022. Finora la norma aveva ricevuto un’applicazione parziale attraverso un iter macchinoso che non consentiva la consultazione in tempo reale. Fimaa non ha smesso di sollecitare la piena attuazione della norma, fino ad ottenere il risultato odierno. “Finalmente – conclude Taverna – il provvedimento ottenuto da Fimaa nel 2021, dopo un lungo dialogo istituzionale e interventi tecnici sulla piattaforma da parte dell’Ade, viene finalmente attivato. Ringraziamo i dirigenti e i tecnici dell’Agenzia delle Entrate per l’ottimo lavoro svolto. Gli agenti immobiliari potranno ora svolgere la propria attività con tutti gli strumenti necessari di cui avevano necessità. Un risultato ad integrale vantaggio della clientela”.

Superbonus, Ance: crediti incagliati a 30 miliardi trovare soluzioni

Superbonus, Ance: crediti incagliati a 30 miliardi trovare soluzioniRoma, 21 giu. (askanews) – “Vanno trovate soluzioni efficaci per i crediti incagliati che secondo stime ufficiali ammontano ormai a 30 miliardi. Purtroppo quello che temevamo è accaduto: le soluzioni messe in campo, diverse da quelle che avevamo proposto con Abi, sono miseramente fallite. Anzi non sono mai partite. Nel frattempo gli speculatori stanno lucrando sulle spalle di imprese e cittadini ormai estenuati”. Lo ha detto la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio, nella relazione all’assemblea dell’Ance.

“Mi chiedo quanto ancora si vuole aspettare prima di intervenire per onorare gli impegni presi – ha aggiunto -. Naturalmente, visti i ritardi accumulati su moltissimi lavori, è assolutamente necessario offrire una proroga al completamento dei cantieri in corso”. “Non stiamo chiedendo concessioni al settore – ha concluso -, ma soluzioni per evitare una marea di fallimenti, contenziosi e disagi per i cittadini”.

Inps: calano i lavoratori domestici nel 2022, sono 894mila (-7,9%)

Inps: calano i lavoratori domestici nel 2022, sono 894mila (-7,9%)Roma, 21 giu. (askanews) – Nell’anno 2022 i lavoratori domestici contribuenti all’Inps sono stati 894.299, con un decremento rispetto al 2021 pari a -7,9% (-76.548 lavoratori), dopo gli incrementi registrati nel biennio 2020-2021 dovuti a una spontanea regolarizzazione di rapporti di lavoro per consentire ai lavoratori domestici di recarsi al lavoro durante il periodo di lockdown e all’entrata in vigore della norma che ha regolamentato l’emersione di rapporti di lavoro irregolari. Lo stesso fenomeno si è registrato negli successivi al 2009 e al 2012 , anni in cui sono entrate in vigore regolarizzazioni di lavoratori, sia comunitari che extracomunitari. E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Inps.

Ue, bilancio pluriennale, la Commissione chiede 65,8 mld in più

Ue, bilancio pluriennale, la Commissione chiede 65,8 mld in piùBruxelles, 20 giu. (askanews) – La Commissione Europea ha presentato oggi a Bruxelles nella sua proposta di revisione del quadro di bilancio pluriennale comunitario (Mff – “Multiannual Financial Framework”) per il periodo 2021-2027, chiedendo agli Stati membri una integrazione pari a 65,8 miliardi di euro. Si tratta di “soldi freschi”, aggiuntivi rispetto alle risorse esistenti, per far fronte a tutta una serie di nuove condizioni venutesi a creare in particolare a seguito dell’invazione russa dell’Ucraina: la crisi energetica, l’inflazione e l’aumento dei tassi di interesse, i problemi sorti nelle catene di approvvigionamento, e poi anche la competizione globale a livello tecnologico, le nuove sfide a livello geopolitico e la questione migratoria. “Il mondo è completamente cambiato rispetto al 2020”, quando l’attuale Quadro finanziario pluriennale fu negoziato e approvato, ha sottolineato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, annunciando l’iniziativa in un breve punto stampa oggi a Bruxelles. Durante una successiva conferenza stampa di presentazione della proposta, il commissario europeo al Bilancio, Johannes Hahn, ha ricordato come il bilancio comunitario sia stato “fondamentale per consentire all’Unione europea di rispondere alle sfide senza precedenti degli ultimi anni: la pandemia e la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina”, con tutte le sue conseguenze. Nonostante i nostri successi nell’affrontare queste sfide, abbiamo dovuto usare tutta la flessibilità disponibile nel Quadro finanziario pluriennale 2021-2027″. Per questo, ha spiegato il commissario, dobbiamo proporre ora una sua revisione che assicuri il finanziamento delle nostre priorità politiche di fronte alle sfide future. Innanzitutto, la Commissione propone nuovo un fondo speciale (“facility”) per l’Ucraina da 50 miliardi di euro per 4 anni, di cui 33 miliardi sotto forma di prestiti e 17 miliardi come sovvenzioni. In secondo luogo, 10 miliardi di euro andranno alle politiche migratorie e alle nuove sfide di politica estera. “A parte chi fugge dall’Ucraina, utilizziamo assistendo a un aumento dell’immigrazione dalla dai paesi del vicinato meridionale, e naturalmente ci sono sempre i rifugiati siriani in Turchia”, ha ricordato Hahn. Inoltre, ” l’attuazione del nuovo patto sull’immigrazione e l’asilo richiederà finanziamenti aggiuntivi in particolare per quanto riguarda le procedure alle frontiere” che verranno rafforzate e prese molto più rapide, richiedendo nuovi investimenti in personale e infrastrutture per gestire i richiedenti asilo e i migranti economici irregolari da rimpatriare. Altri fondi saranno necessari per la stabilizzazione paesi vicini sotto tensione come la Moldova e i Balcani occidentali. Il terzo elemento della proposta riguarda la nuova piattaforma Step (“Strategic Technologies for Europe Platform”) per il rafforzamento della competitività tecnologica europea. Verranno rafforzati con 10 miliardi di euro aggiuntivi gli strumenti già esistenti come “Invest EU”, il Fondo di innovazione, i finanziamenti del programma quadro di ricerca Horizon per il Consiglio europeo di rinnovazione, e quelli del Fondo europeo di difesa. Si punterà soprattutto alle nuove tecnologie digitali, al “clean-tech” e alle biotecnologie. Molto importante è poi “l’aggiustamento tecnico” che dovrà essere fatto per compensare l’aumento del costo del debito emesso dall’Ue per finanziare, attraverso il Fondo di ripresa e resilienza, i Pnrr dei diversi Stati membri. Il forte aumento dell’inflazione, e quindi dei tassi di interesse, è stato calcolato che costerà circa 15 miliardi di euro di qui alla fine dell’estate. La Commissione, ha spiegato Hahn, propone quindi di creare uno strumento speciale dedicato esclusivamente alla copertura dei costi aggiuntivi causati dall’incremento dei tassi di interesse, e chiede di dedicargli 18,9 miliardi di euro. L’inflazione ha aumentato anche i costi dell’amministrazione comunitaria, per i quali la proposta della Commissione chiede nuovi fondi pari a 1,9 miliardi di euro. Infine, si prevedono 3 miliardi aggiuntivi per lo strumento di flessibilità del bilancio Ue, che è andato praticamente esaurito, soprattutto a causa della guerra in Ucraina. La proposta della Commissione dovrà ora essere approvata dal Consiglio Ue e dal Parlamento europeo, in modo da entrare in vigore a partire dal 2024. Da notare che è intanto “sparita” un’altra proposta annunciata all’inizio dell’anno da Ursula von der Leyen: quella di un nuovo “Fondo di sovranità” con cui l’Ue avrebbe sostenuto il suo piano industriale per le tecnologie pulite e la transizione energetica, anche in risposta all’”Inflation Reduction Act” americano. La presidente della Commissione aveva indicato che la proposta sarebbe stata presentata insieme alla revisione del Quadro finanziario pluriennale Mmf, ma non è stato così. Sul Fondo di sovranità, ha spiegato Hahn rispondendo a un giornalista in conferenza stampa, “c’è un approccio graduale; c’era un’idea che è ancora viva, o almeno è vivo il suo spirito”, che porta a “focalizzarci su certe aree industriali che consideriamo importanti per la nostra competitività globale, dove vogliamo essere ‘first movers’ e non i secondi o terzi fornitori. Il digitale, le biotecnologie e le nostre tecnologie Verdi, questi sono i settori prioritari; ma per accelerare abbiamo dovuto modificare questa idea, trasferendola in una soluzione che sarà attuabile subito, appena ci sarà un accordo” sul Mmf. “Questo è l’approccio graduale: se andiamo ad attribuire fondi ad alcuni programmi che sono coerenti con queste intenzioni, e dove le procedure sono già state definite – ha continuato il commissario -, allora è possibile passare subito alla fase applicativa. Non dobbiamo reinventare la ruota, possiamo concentrarci sui reali bisogni senza perderci in negoziati su un nuovo fondo”. E soprattutto su come finanziarlo, visto che diversi paesi chiedevano nuove emissioni di debito comune, come per il piano “NextGenerationEU”, incontrando su questo la netta opposizione dei paesi “frugali” con in testa Germania e Olanda. “C’era una richiesta giustificata degli Stati membri di avere la messa a disposizione immediata dei fondi, e penso che la proposta odierna in questo senso sia ottima”, ha concluso Hahn.

Pirelli: Giorgio Bruno lascia, Camfin indicherà Andrea Casaluci Ceo

Pirelli: Giorgio Bruno lascia, Camfin indicherà Andrea Casaluci CeoMilano, 20 giu. (askanews) – Giorgio Bruno, Deputy-Ceo di Pirelli, ha manifestato la propria indisponibilità a essere indicato quale futuro Ceo di Pirelli, scegliendo di concludere il mandato per intraprendere un proprio percorso imprenditoriale. Lo rende noto una nota di Camfin che indicherà Marco Tronchetti Provera e Andrea Casaluci per i ruoli, rispettivamente, di vice presidente esecutivo e di Ceo di Pirelli in vista della prossima assemblea degli azionisti per il rinnovo del board. Casaluci, 50 anni, in Pirelli dal 2002, è dal 2018 General Manager Operations di Pirelli.

Camfin procederà a designare i propri quattro candidati a Marco Polo International Italy per il loro inserimento nella lista che presenterà all’assemblea Pirelli, da convocarsi entro il 31 luglio. A esito di tale assemblea, il cda si riunirà per procedere alla nomina delle cariche sociali. Giorgio Bruno, 63 anni e da giugno 2021 Deputy-Ceo di Pirelli, ha manifestato la volontà di concludere il proprio mandato di componente del cda per dedicarsi a proprie attività imprenditoriali e di conseguenza la propria indisponibilità a essere indicato quale Ceo di Pirelli. “Desidero ringraziare il dottor Giorgio Bruno per il contributo dato in tanti anni, in più fasi e con diversi ruoli, alla gestione del gruppo Pirelli e per il fondamentale supporto assicurato nel tempo al top management della società”, ha dichiarato Marco Tronchetti Provera. “Alla luce della sua ferma decisione di intraprendere un nuovo percorso imprenditoriale, formulo al dottor Bruno i miei auguri più sentiti per le nuove sfide che affronterà e che ci vedranno ancora collaborare”.

“Dopo aver collaborato per tanti anni a guidare lo sviluppo del Gruppo Pirelli – ha spiegato Bruno -, ho deciso d’intraprendere un mio percorso imprenditoriale che assorbirà in futuro le mie energie professionali. Ringrazio Pirelli e il dottor Tronchetti per questo lungo percorso insieme, per le tante esperienze condivise finora e per quelle che certamente condivideremo in futuro come imprenditori. A Pirelli, a tutti i dipendenti, al dottor Tronchetti e al management, rivolgo i miei migliori auguri per un futuro ricco di soddisfazioni”.

Riforma fiscale, verso lo stand-by della flat tax per i dipendenti. Arriva lo sconto sulla tredicesima

Riforma fiscale, verso lo stand-by della flat tax per i dipendenti. Arriva lo sconto sulla tredicesimaRoma, 20 giu. (askanews) – Sospensione, almeno per il momento, della flat tax incrementale per i lavoratori dipendenti prevista nel disegno di legge delega per la riforma fiscale. Al suo posto arriva un’imposta sostitutiva agevolata sui premi di produttività, sugli straordinari eccedenti una certa soglia, sulle tredicesime. La novità è contenuta in un emendamento del governo al ddl delega per la riforma fiscale, presentato in Commissione finanze alla Camera, che sta esaminando il provvedimento. La votazione su questo emendamento e sugli altri presenti oggi pomeriggio da governo e relatori è prevista per domani (alle 12 di domani è il termine per i sub-emendamenti).

La flat tax incrementale per i lavoratori dipendenti non viene cancellata ma, è scritto nell’emendamento “resta in valutazione, anche a fini prospettici”. L’emendamento del governo non fa cenno all’aliquota dell’imposta sostitutiva, che sarà determinata con i decreti attuativi. Tuttavia, oggi la flat tax incrementale sui redditi per i lavoratori autonomi, che l’ultima legge di bilancio ha previsto in via sperimentale per il solo 2023, è con aliquota del 15%.

Inoltre, lavoratori autonomi e imprenditori potranno versare a rate, nel corso dell’anno, gli acconti e saldi irpef “senza penalizzazioni”, lo prevede un emendamento al ddl delega fiscale presentato dal relatore Alberto Gusmeroli (Lega) in Commissione finanze alla Camera, dove il provvedimento è all’esame. “Mantenendo l’attuale sistema di calcolo del saldo e degli acconti” è scritto nell’emendamento che sarà votato presumibilmente domani, si prevede “una più ampia distribuzione del carico fiscale nel corso del tempo, anche attraverso un meccanismo di progressiva introduzione della periodicità mensile degli acconti e dei saldi e l’eventuale riduzione della ritenuta d’acconti, senza maggiori oneri per la finanza pubblica”.

“Soddisfazione” esprime Gusmeroli per questa proposta di modifica alla delega fiscale. “Dopo quasi tre anni di intensa battaglia condotta da me e dalla Lega, ho depositato come relatore, un emendamento alla delega fiscale per la riduzione della ritenuta di acconto e la rateizzazione delle imposte e, in particolare, del maxi acconto annuale delle imposte di novembre Basta con le tasse pagate in anticipo”.

Ferretti: via libera Borsa Italiana a Ipo, debutto atteso il 27 giugno

Ferretti: via libera Borsa Italiana a Ipo, debutto atteso il 27 giugnoMilano, 20 giu. (askanews) – Borsa Italiana ha approvato l’ammissione alla quotazione su Euronext Milan delle azioni ordinarie di Ferretti, attualmente quotata a Hong Kong. L’inizio del periodo di offerta è previsto per il 21 giugno e terminerà il 22 giugno, salvo proroga o cessazione anticipata, mentre l’inizio delle negoziazioni, previsto indicativamente per il 27 giugno, resta subordinato all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte della Consob e di Borsa Italiana.

L’offerta consisterà in massimo 88.454.818 azioni, pari a circa il 26,1% del capitale sociale, detenute e offerte in vendita da Ferretti International Holding. Nell’ipotesi di vendita di tutte le azioni in offerta e di mancato esercizio dell’opzione di over-allotment, le azioni in offerta costituiranno circa il 26,1% del capitale sociale della società. È previsto che l’azionista venditore concederà a Unicredit, in qualità di stabilization manager, per conto dei joint global coordinators e joint bookrunners, un’opzione per l’acquisto di un massimo di ulteriori 8.845.482 azioni aggiuntive al prezzo di offerta, pari a circa il 10% del numero massimo delle azioni in offerta. Nell’ipotesi di esercizio integrale dell’opzione di over-allotment, le azioni in offerta saranno pari a 97.300.300 azioni, pari a circa il 28,7% del capitale sociale. Il prezzo per azione nell’ambito dell’offerta sarà determinato sulla base del bookbuilding che coinvolge gli investitori istituzionali. L’offerta sarà riservata esclusivamente a investitori qualificati.

Nell’ambito dell’Offerta, Goldman Sachs International, J.P. Morgan e UniCredit agiranno in qualità di joint global coordinators e joint bookrunners. Equita e Berenberg agiranno in qualità di joint bookrunners. UniCredit agirà inoltre come listing agent ai fini della quotazione.

Consiglio Ambiente approva regolamento Ue su ripristino natura

Consiglio Ambiente approva regolamento Ue su ripristino naturaBruxelles, 20 giu. (askanews) – Il Consiglio Ue sull’Ambiente, in corso a Lussemburgo, ha adottato a maggioranza qualificata il proprio “approccio generale” sulla proposta di regolamento sul ripristino della natura, che costituisce ora la posizione negoziale per le trattative con il Parlamento europeo e la Commissione (“trilogo”) per arrivare all’approvazione definitiva del testo legislativo.

L’Italia si è espressa contro il testo di compromesso adottato, che era stato proposto dalla presidenza di turno svedese del Consiglio Ue, e che aveva ricevuto anche l’appoggio esplicito della Commissione, nonostante le molte modifiche introdotte, in particolare per consentire più flessibilità agli Stati membri nell’applicare gli obblighi del regolamento sul proprio territorio. Oltre all’Italia, non hanno sostenuto il testo di compromesso Austria, Belgio, Finlandia, Olanda, Polonia e Svezia. Si è sfiorata la minoranza di blocco, ma bisogna tenere conto del fatto che questi paesi hanno posizioni spesso diverse sui punti che considerano critici. L’obiettivo del regolamento è sostanzialmente quello di dare attuazione agli impegni che l’Ue ha preso a livello internazionale di arrestare il declino della biodiversità sul proprio territorio, mirando a ripristinare almeno il 20% degli habitat naturali degradati entro il 2030 e il 100% entro 2050.

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha spiegato la posizione dell’Italia durante il dibattito pubblico di questa mattina al Consiglio. “L’Italia ritiene che il regolamento sul ripristino della natura sia uno strumento importante per arrestare la perdita di biodiversità e contribuire ad affrontare il cambiamento climatico e il suo impatto sulla società e sull’economia”, ha detto il ministro, ricordando che l’Italia si è “impegnata nel negoziato per definire uno strumento normativo che, nel rispetto dell’ambizione e della portata innovatrice del regolamento, possa essere efficace ed attuabile, garantendo la necessaria flessibilità agli Stati membri”. “Vi sono state alcune modifiche, introdotte anche con il nostro sostegno, che riteniamo migliorative”, ha riconosciuto Pichetto Fratin, citando in particolare l’approccio più flessibile agli obiettivi dell’arresto del deterioramento e l’approccio più graduale nella elaborazione del Piani nazionali.

“Ma il testo com’è adesso – ha sottolineato il ministro – non fornisce le necessarie garanzie di efficacia e applicabilità”. SI tratta di “uno strumento legislativo cruciale, e non possiamo permetterci che questo strumento non sia applicabile ed efficace e che non sia sostenibile per tutte le categorie interessate”, e in particolare “per i settori dell’agricoltura e della pesca”.   L’Italia inoltre considera che “quanto previsto dal testo continua a non essere soddisfacente” in materia di deroghe dalle norme di tutela delle zone naturali riguardo agli impianti di energie rinnovabili, “ma anche riguardo agli obiettivi quantitativi di ripopolamento dell’avifauna”. Ma, ha osservato Pichetto Fratin, “la perplessità più forte resta quella sulle possibili implicazioni finanziarie, che incidono direttamente sull’applicabilità concreta del regolamento. Continuiamo a ritenere che la disponibilità di risorse certe ed adeguate rappresenti una condizione imprescindibile per poter sostenere la fattibilità degli obiettivi e degli obblighi definiti” dalla nuova normativa.

Per questo, l’Italia ha chiesto “di esplicitare la previsione di misure aggiuntive adeguate e certe per affrontare le esigenze individuate, e l’inserimento anche nell’articolato del regolamento della possibilità di uno strumento (finanziario, ndr) specifico dedicato per il ripristino della natura”. “Le risorse necessarie per l’attuazione del regolamento devono essere chiarite e disponibili prima della sua entrata in vigore. Riteniamo quindi che il testo negoziale non assicuri un adeguato bilanciamento tra obiettivi e fattibilità, e che rischi, al contrario, di rendere inapplicabile il regolamento. Per questa ragione – ha concluso Pichetto Fratin -, esprimiamo la nostra contrarietà al testo”.

Mbda Italia, Soccodato a Le Bourget: domanda crescente, momento interessante

Mbda Italia, Soccodato a Le Bourget: domanda crescente, momento interessanteParigi, 20 giu. (askanews) – “Per me è un’avventura molto interessante, dopo 18 anni in un ruolo Corporate Leonardo passo in un’azienda operativa, una joint venture, la più grande del settore missilistico che c’è in Europa, di successo, con quattro paesi chiave in Europa, e, avendo esperienza di carattere internazionale, penso sia estremamente interessante”.

Lo dice ad askanews dal salone aeronautico di Le Bourget 2023, Giovanni Soccodato, da inizio giugno Mbda executive group director sales & business development e managing director di Mbda Italia, facendo il punto sulle attività di Mbda e sui progetti in via di sviluppo, come il progetto Hydis. “Così come estremamente interessante è il momento che sta vivendo Mbda – continua infatti Soccodato -, con una domanda crescente da parte dei clienti. Ed è confermato anche dai programmi importanti che stiamo facendo ed abbiamo fatto negli ultimi anni con le Forze Armate italiane, programmi che guardano a diversi settori, dalla difesa aerea, alla difesa navale e delle infrastrutture strategiche. Quindi anche su questo stiamo creando il futuro della nostra azienda. Pensando alla difesa aerea, con l’esperienza importantissima fatta con i sistemi Aster, stiamo guardando a nuove tecnologie e nuovi sviluppi: stiamo partecipando insieme ai partner francesi, tedeschi, inglesi e olandesi al progetto Hydis, per il quale aspettiamo a brevissimo di chiudere un contratto con la Commissione europea per nuove soluzioni tecnologiche per intercettori contro minacce ipersoniche ad alta quota, quindi con una sfida anche tecnologica che vedrà partecipare anche Mbda Italia con soluzioni e competenze italiane, che ci farà crescere in tecnologia e darà complessivamente all’Europa quella capacità di difesa completa multistrato per la difesa aerea dal cortissimo raggio fino al lunghissimo raggio antibalistico. Un tema molto importante”.