Euro in rally sopra 1,09 dollari a massimi oltre un mese dopo BceRoma, 15 giu. (askanews) – Rally dell’euro: a 1,0933 dollari nel pomeriggio la valuta condivisa sale ai massimi da oltre un mese a questa parte. Lo scatto segue le dichiarazioni della presidente della Bce, Christine Lagarde, che dopo il rialzo dei tassi di interesse da 25 punti base deciso oggi ha di fatto preannunciato un ulteriore aumento a luglio.
E secondo alcuni analisti la terminologia utilizzata implicherebbe una mossa ulteriore anche a settembre. Prima del Consiglio direttivo di oggi la valuta condivisa si attestava poco sopra 1,08 dollari.
Berlusconi, attesa per il testamento e il destino del 61% di FininvestMilano, 15 giu. (askanews) – C’è attesa per l’apertura del testamento di Silvio Berlusconi che alzerà il velo sui futuri assetti azionari ed equilibri di Fininvest, la holding della famiglia che controlla MFE-Mediaset, Mondadori e detiene il 30% di Banca Mediolanum. Tre partecipazioni che tutte assieme oggi valgono in Borsa circa 2,9 miliardi di euro.
Le ultime volontà del Cavaliere, che si trovano nella mani del notaio Arrigo Roveda dello Studio RLCD di Milano, saranno determinanti per capire i pesi futuri tra i cinque figli Marina (presidente di Fininvest e Mondadori), Pier Silvio (AD di MFE), Barbara, Eleonora e Luigi, nonchè il ruolo di Marta Fascina e il futuro di Forza Italia. L’attesa è per come verrà redistribuito il 61,21% del capitale di Fininvest che era posseduto da Silvio Berlusconi attraverso quattro holding (la Prima 17,15%, la Seconda 15,75%, la Terza 7,835 e l’Ottava 20,48%). Il resto delle quote è diviso tra i figli: Marina e Pier Silvio hanno il 7,65% ciascuno, mentre Barbara, Eleonora e Luigi possiedono insieme il 21,42% attraverso la H14, di cui ognuno ha il terzo del capitale. Il restante 2% circa sono azioni proprie.Dal testamento si capirà quale sarà la destinazione del 33% del patrimonio dell’ex premier, ossia la quota disponibile per chi non ha coniuge ma più figli, e in quel 33% dovrebbe rientrare anche la partecipazione in Fininvest. Poiché Silvio Berlusconi deteneva il 61,21% della holding significa che circa il 40% viene assegnato in automatico ai figli, mentre bisogna capire come sarà assegnata la quota restante. Congetture di stampa riferiscono che potrebbero entrare nella cassaforte Marta Fascina o addirittura anche alcuni storici amici come Fedele Confalonieri e Adriano Galliani. Ma sarebbe un inedito nella storia di Fininvest dal momento che nessun membro esterno alla famiglia Berlusconi è mai entrato nel capitale.
L’assemblea dei soci della holding sul bilancio 2022, attesa per fine giugno, sarà il primo banco di prova per gli assetti futuri del gruppo, nonchè la prima riunione dopo la scomparsa del fondatore. E rispetto a un anno fa è venuto a mancare anche un altro consigliere, l’avvocato Niccolò Ghedini. Il cda di Fininvest è oggi così costituito: Marina Berlusconi, Danilo Pellegrino (amministratore delegato), Barbara Berlusconi, Luigi Berlusconi, Pier Silvio Berlusconi, Adriano Galliani, Ernesto Mauri e Salvatore Sciascia.Fininvest controlla il 53,3% di Mondadori, il 48,6% di MFE-Mediaset, il 30% di Banca Mediolanum. Tramite Fininvest Real Estate & Services gestisce alcune proprietà immobiliari, come Villa Gernetto a Lesmo, e possiede Alba Servizi Aerotrasporti che governa la flotta aerea del gruppo. E’ sua, inoltre, la proprietà del Teatro Manzoni di Milano e dal 2018 possiede il 100% del Monza Calcio.
Un anno fa, sotto i riflettori dei media c’era il testamento di Leonardo del Vecchio, scomparso il 27 giugno 2022, che aveva ridisegnato gli assetti di Delfin, la cassaforte dell’impero finanziario del fondatore di Luxottica. Le quote era state ripartite in otto parti uguali (12,5% ciascuno) tra: i sei figli – Claudio, Marisa, Paola, Leonardo Maria, Luca e Clemente -, la vedova Nicoletta Zampillo e il figlio di lei Rocco Basilico, nato dal primo matrimonio con il finanziere Paolo Basilico, fondatore del gruppo Kairos. La guida del gruppo era stata affidata al “delfino” Francesco Milleri.
Generali: acquisisce Liberty Seguros per 2,3 miliardiMilano, 15 giu. (askanews) – Generali ha raggiunto un accordo con Liberty Mutual per l’acquisizione di Liberty Seguros, Compañia de Seguros y Reaseguros, compagnia assicurativa spagnola che opera in Spagna, Portogallo, Irlanda ed Irlanda del Nord. Il corrispettivo totale dell’operazione per cassa è pari a 2,3 miliardi, incluso l’intero eccesso di capitale di Liberty Seguros, soggetta ad aggiustamenti al closing. L’impatto stimato sul Solvency Ratio del gruppo è pari a circa -9,7 p.p. Liberty Seguros ha un Solvency Ratio superiore al 330% al 31 dicembre 2022.
L’operazione, coerente con il piano strategico “Lifetime Partner 24: Driving Growth”, permetterà al gruppo di crescere ulteriormente, incrementare lo sviluppo del business Danni e di rafforzare la propria leadership in Europa. Grazie a questa operazione, Generali raggiungerà la quarta posizione nel business Danni in Spagna e consoliderà la seconda posizione in Portogallo. Generali entrerà in Irlanda, collocandosi tra le prime dieci compagnie in un mercato attrattivo e profittevole, ampliando ulteriormente la presenza del gruppo in Europa. Dall’operazione il gruppo prevede di generare economie di scala attraverso la riduzione dei costi, l’ottimizzazione dei sistemi IT, il cross-selling dei prodotti Generali e anche grazie al comprovato track record del gruppo nelle integrazioni.
Metalmeccanici, sindacati: 4 ore di sciopero il 7 e 10 luglioRoma, 15 giu. (askanews) – Quattro ore di sciopero nazionale dei metalmeccanici il 7 e 10 luglio. Lo hanno proclamato i sindacati di categoria Fim, Fiom e Uilm, chiedendo al governo risposte per impedire il declino industriale del Paese. Illustrando le ragioni dello sciopero il leader della Uilm, Rocco Palombella, ha spiegato: “Dopo mesi di confronti senza risultati sulle tante vertenze aperte che interessano migliaia di lavoratori in settori strategici, dopo l’assenza di condivisione di scelte e progetti per gestire la transizione ecologica, in particolare nel settore automotive, dopo i nostri numerosi appelli inascoltati sulla mancanza di visione e politiche industriali, con Fim e Fiom abbiamo deciso di proclamare quattro ore di sciopero nazionale da tenersi i prossimi 7 e 10 luglio”. Per il segretario generale Fiom-Cgil, Michele De Palma, “sono 4 ore di sciopero di avvertimento che Fim Fiom Uilm hanno deciso di proclamare. Vogliamo contrattare, non vogliamo accompagnare il Paese alla dismissione industriale. È stato registrato dall’Istat un calo del 7% della produzione industriale. La transizione ecologica e digitale si fa con le lavoratrici e i lavoratori. I lavoratori metalmeccanici già stanno pagando gli effetti derivanti dalla pandemia, dalla crisi economica, dall’instabilità geopolitica e da un’inflazione a livelli record”. Per il segretario generale della Fim, Roberto Benaglia, “l’industria metalmeccanica ha superato meglio di altri settori le difficoltà post-pandemia e legate al conflitto, ma oggi soffre di l’incertezza totale e mancanza di politiche nelle transizioni in atto sulle principali filiere”. Ma “è urgente che il governo metta in campo politiche industriali capaci di gestire in maniera sostenibile sul piano sociale e lavorativo le transizioni. Per questo quella che oggi annunciamo unitariamente, è una mobilitazione di merito, una mobilitazione non contro ma costruttiva per rivendicare strumenti di politica industriale che siano condivisi con tutte le parti sociali interessate che permettano al nostro Paese, come sta avvenendo in altri paesi, di attrarre i grandi investimenti”. Mlp
La Bce ha alzato i tassi di altri 25 punti base, rifinanziamento al 4%Roma, 15 giu. (askanews) – La Banca centrale europea ha nuovamente alzato i tassi di interesse dell’area euro di 25 punti base. La mossa, annunciata al termine del Consiglio direttivo, era ampiamente attesa e vede il riferimento sulle principali operazioni di rifinanziamento salire al 4%, il tasso sui depositi salire al 3,50% e quello sulle operazioni marginali al 4,25%. Con un comunicato, l’istituzione rileva che sebbene sia calata l’inflazione è prevista restare “troppo alta per troppo tempo” – contestualmente ha rivisto al rialzo le sue previsioni sul caro vita – e ribadisce la sua determinazione a farla attenuare. Per questo reitera l’intento di portare i tassi “a livelli sufficientemente restrittivi da conseguire un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine” e di mantenerceli “finché necessario”. La Bce ha anche formalizzato la decisione, su cui si era già orientata, di azzerare a partire da luglio i rinnovi di titoli in scadenza accumulati con il programma di acquisti App.
Bce alza i tassi di altri 25 punti base, rifinanziamento al 4%Roma, 15 giu. (askanews) – La Banca centrale europea ha nuovamente alzato i tassi di interesse dell’area euro di 25 punti base. La mossa, annunciata al termine del Consiglio direttivo, era ampiamente attesa e vede il riferimento sulle principali operazioni di rifinanziamento salire al 4%, il tasso sui depositi salire al 3,50% e quello sulle operazioni marginali al 4,25%.
Con un comunicato, l’istituzione rileva che sebbene sia calata l’inflazione è prevista restare “troppo alta per troppo tempo” – contestualmente ha rivisto al rialzo le sue previsioni sul caro vita – e ribadisce la sua determinazione a farla attenuare. Per questo reitera l’intento di portare i tassi “a livelli sufficientemente restrittivi da conseguire un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine” e di mantenerceli “finché necessario”. La Bce ha anche formalizzato la decisione, su cui si era già orientata, di azzerare a partire da luglio i rinnovi di titoli in scadenza accumulati con il programma di acquisti App.
Gardini (Confcooperative): Pil in crescita ma le diseguaglianze aumentanoRoma, 15 giu. (askanews) – Lavoro e inclusione sociale sono il filo conduttore dell’azione delle cooperative che non delocalizzano, creano lavoro e pagano le tasse in Italia. Realizzano il 25% dell’agroalimentare Made in Italy. Rappresentano il 30% della distribuzione al consumo e al dettaglio, il 19,6% degli sportelli bancari ed erogano servizi di welfare a 7 milioni di italiani. Le cooperative sono protagoniste dello sviluppo del Paese e sono l’ossatura di quella parte di economia sociale che si fa carico di aiutare l’Italia a crescere in modo sostenibile. Lo ha detto il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini, aprendo i lavori della 41esima assemblea nazionale che quest’anno ha come tema: “Abbiamo cura del paese”. “Il mismatch – ha detto Gardini – mina la competitività delle imprese, costa 1,2% di Pil e 21 miliardi di euro. Riguarda le imprese, grandi piccole e micro: 1 nostra cooperativa su 2 non trova le figure di cui necessita. Le nostre imprese occupano 540.000 persone, ne potrebbero assumere altre 30.000, ma non trovano professionalità, dal socio sanitario all’area tecnico scientifica, dall’agroalimentare al trasporto e ai servizi turisti e culturali”. Il presidente di Confcooperative ha sottolineato come nonostante il Pil cresca più delle aspettative aumentino le diseguaglianze. “Abbiamo 3,8 milioni di lavoratori poveri che ricevono una retribuzione annuale uguale o inferiore ai 6.000 euro e oltre 3 milioni di lavoratori irregolari o in nero. Investiamo sulle imprese virtuose che generano lavoro dignitoso, riducendo, ulteriormente, il cuneo fiscale che pesa circa il 10% in più della media Ocse. Libererebbe nuove risorse per le imprese e lascerebbe più soldi in tasca ai lavoratori con un effetto positivo sui consumi interni depressi dall’inflazione”. “Le famiglie in povertà assoluta sono 1,9 milioni, erano 800.000 nel 2005: parliamo di 5,6 milioni di persone. La povertà relativa riguarda invece 2,9 milioni di famiglie e 8,8 milioni di persone”. Gardini ha fatto cenno anche ad una povertà educativa: “500.000 giovani, più di 11 giovani su 100, nella fascia 18-24 anni, abbandonano i percorsi di formazione senza aver conseguito un titolo di studio”. E sul fronte sanitario, “drammatica la situazione del 12% di italiani che nel 2022 hanno scelto di non curarsi per mancanza di disponibilità economica pur avendone bisogno per risorse economiche scarse”. Inoltre, “circa 3 milioni di famiglie vivono nel sovraffollamento e lo indicano come il principale fattore di tensione e di criticità per la propria condizione personale. Il fenomeno riguarda 1,8 milioni di famiglie che vivono in affitto, il 35,6% del totale e 1 milione di famiglie proprietarie, circa il 15,2% del totale”. Un ultimo passaggio dedicato alla rappresentanza. “Ribadiamo la validità della scelta fatta con Alleanza delle Cooperative Italiane. L’Alleanza ha dato prova di unità, di capacità di individuare linee di indirizzo e di azione per la cooperazione e per il Paese, senza perdere di vista l’azione sindacale quotidiana di difesa e sostegno delle nostre imprese. Ciò non ci esime dal costruire insieme altre partnership nel mondo dell’associazionismo, dell’Accademia e dei corpi intermedi per trovare ambiti di lavoro comune, utili a convergere su linee strategiche da indicare a chi guida il Paese. Non possiamo – ha concluso Gardini – chiedere unità a chi governa se noi stessi non siamo capaci di muoverci in armonia”.
Intesa Sanpaolo: al via Isybank, la banca digitale del gruppoMilano, 15 giu. (askanews) – Intesa Sanpaolo presenta Isybank, la nuova banca digitale del gruppo, uno dei pilastri del piano d’impresa 2022-25, centrale nel modello di servizio alla clientela e nella strategia di sviluppo digitale.
Isybank si rivolge ai 4 milioni di clienti della banca che già non usano le filiali in quanto fruitori prevalentemente digitali dei servizi bancari e orientati al mobile banking. La nuova app Isybank sarà disponibile da oggi in versione sia iOS sia Android. Nell’arco del piano, per lo sviluppo e la crescita di Isybank sono previsti investimenti per 650 milioni: 128 milioni sono stati investiti nel 2022, altri 152 milioni sono stimati nel 2023, con un forte impatto sull’infrastruttura tecnologica dell’intero gruppo, e lancio operativo nel 2024 su un livello di clienti elevato. Ad oggi sono già 400 gli specialisti dedicati alla nuova banca digitale. “Sono orgoglioso di questa iniziativa che rappresenta un punto di forza non solo per il gruppo ma per l’Italia”, ha dichiarato il Ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. “E’ la dimostrazione che in questo Paese siamo capaci di far cose eccellenti a livello mondiale. La tecnologia è il futuro della forza di un’azienda, non è una minaccia per chi lavora in una banca ma è unga grandiosa opportunità”.
Al vertice della nuova banca digitale l’AD Antonio Valitutti e il presidente Mario Boselli. Nel board anche Virginia Borla, Giampio Bracchi, Donatella Busso, Renato Cerioli, Andrea Chioatto, Achille Galdini, Paola Papanicolaou. Il lancio della nuova realtà è avvenuto a Milano in Gioia 22 – la Scheggia di vetro – il grattacielo situato a Porta Nuova, che ospita la sede operativa di Isybank e altre divisioni del gruppo Intesa Sanpaolo.
La Fed segna una pausa sui rialzi dei tassi ma ne medita altriRoma, 14 giu. (askanews) – La Federal Reserve, la banca centrale statunitense ha come da attese segnato una pausa nella sua aggressiva manovra di rialzo dei tassi di interesse, ma al tempo stesso ha sorpreso gli operatori lanciando indicazioni che fanno presagire altri due aumenti entro la fine dell’anno. “Quasi tutti i partecipanti (al direttorio, il Fomc) hanno ritenuto che servirà qualche ulteriore inasprimento verso la fine dell’anno”, ha riferito il presidente, Jerome Powell nella conferenza stampa post Fomc.
Il segnale era già contenuto nelle nuove previsioni economiche, pubblicate contestualmente al comunicato del direttorio. Forniscono le attese degli esponenti del Fomc sul futuro dei tassi che essi stessi stabiliscono. E ora l’attesa mediana sul 2023 è di un picco al 5,6%, che implicherebbe altri due aumenti da 25 punti base. La Fed, poi, inizierebbe a tagliare i tassi già dal prossimo anno portandoli al 4,6% e poi al 3,4% nel 2025. A marzo queste stime interne indicavano, rispettivamente, 4,3% e 3,1% sui prossimi due anni. Attualmente i tassi sul dopllaro sono ad una forchetta del 5-5,25%. A più riprese oggi Powell ha spiegato che gli sforzi per far calare l’inflazione non sono finiti.
Intanto la Fed ha rivisto nettamente al rialzo le previsioni di crescita economica di quest’anno, ma ha limato al ribasso quelle dei due anni successivi. Ha limato l’attesa di inflazione per quest’anno al 3,2%, un decimale in meno rispetto alle previsioni di marzo, mentre ha confermato la stima sul 2024 al 2,5% e quella sul 2025 al 2,1%. Per l’economia Usa ora la Banca centrale statunitense prevede una espansione del Pil dell’1% quest’anno – una netta revisione al rialzo rispetto al +0,4% stimato a marzo – cui dovrebbe seguire un più 1,1% nel 2024 e un più 1,8% nel 2025. Sia il prossimo anno che quello successivo hanno visto le stime sul Pil ridotte di 0,1 punti percentuali rispetto a marzo.
Debolezza a Wall Street, che dopo una reazione iniziale tutta in ribasso ha visto tentativi di miglioramento in un quadro di volatilità. A fine scambi il Dow Jones perde lo 0,90%, mentre il Nasdaq ha guadagnato uno 0,39% e l’S&P è tornato leggermente positivo con un più 0,08%. Nette oscillazioni sul dollaro che in serata si attesta in parziale recupero, con l’euro a 1,0824 sul biglietto verde.
Tim: 9 consiglieri su 14 a favore di cooptazione in cda di PansaMilano, 14 giu. (askanews) – Nove consiglieri su 14 hanno votato a favore della cooptazione di Alessandro Pansa nel cda di Tim. Il voto, secondo quanto si apprende, non vuole rappresentare alcuna mossa ostile contro il primo socio Vivendi. Il gruppo francese aveva soltanto suggerito il nome dell’ex presidente di Leonardo, Luciano Carta, ma non lo aveva proposto ufficialmente come proprio rappresentante nel board, viene spiegato.
Pansa, presidente di Sparkle, è nel gruppo Tim dal 2019 ed è già informato sul dossier rete, argomento che sarà sul tavolo dei cda già convocati del 19 e 22 giugno. Pansa, 72 anni, nel 2013 è stato nominato Capo della Polizia e dal 2016 al 2018 è stato a capo del DIS (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza).