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Tim: Alessandro Pansa cooptato nel cda

Tim: Alessandro Pansa cooptato nel cdaMilano, 14 giu. (askanews) – Il cda di Tim ha proceduto, a maggioranza, alla cooptazione di Alessandro Pansa come consigliere, in sostituzione del Ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, che si è dimesso lo scorso gennaio. Lo comunica una nota del gruppo.

Pansa, attuale presidente di Sparkle (Tim) e capo della Polizia dal 2013 al 2016, non detiene azioni Tim e si qualifica come amministratore non esecutivo, informa la nota. Il primo azionista di Tim, Vivendi, aveva proposto come consigliere l’ex presidente di Leonardo, Luciano Carta.

Google, Antitrust Ue avvia procedura sulla pubblicità online

Google, Antitrust Ue avvia procedura sulla pubblicità onlineRoma, 14 giu. (askanews) – Nuova procedura dell’Antitrust europeo contro Google. La Commissione ha annunciato di aver inviato una nuova comunicazione di addebiti al gigante Internet statunitense, in merito a presunte violazioni delle regole sulla concorrenza nel settore pubblicitario.

Con un comunicato, l’esecutivo comunitario spiega di aver effettuato una analisi preliminare secondo cui Google favorirebbe i propri sistemi e i propri servizi pubblicitari online, a danno di fornitori di servizi analoghi, degli editori che vendono spazi pubblicitari e degli stessi inserzionisti. Secondo la commissione Google dispone di una posizione dominante anche a livello europeo su una serie di segmenti chiave della pubblicità online. In particolare con il suo servizio destinato a editori e server “Dfp” e con i sistemi “Google Ads” e “DV360”.

Le obiezioni mosse dall’antitrust comunitario riguardano un periodo che inizia dal 2014. Secondo la commissione Google avrebbe abusato della sua posizione dominante favorendo la sua piattaforma pubblicitaria AdX in violazione dell’articolo 102 del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.

Strasburgo approva norme Ue per regolare Intelligenza artificiale

Strasburgo approva norme Ue per regolare Intelligenza artificialeBruxelles, 14 giu. (askanews) – Divieto assoluto dell’uso dell’intelligenza artificiale (AI) per attività di sorveglianza biometrica, riconoscimento delle emozioni e polizia predittiva Considerati ad alto rischio i sistemi di IA utilizzati per influenzare gli elettori nelle elezioni I sistemi di IA generativa come ChatGPT devono dichiarare come è stato generato il contenuto

Le norme mirano a promuovere un uso di IA affidabile e incentrato sull’essere umano e sulla tutela di salute, sicurezza, diritti fondamentali e democrazia dai suoi effetti dannosi. La plenaria de Parlamento europeo ha adottato oggi a Strasburgo la sua posizione sulla proposta di Regolamento Ue sull’Intelligenza Artificiale (IA), con 499 voti a favore, 28 contrari e 93 astensioni. Il testo votato costituisce ora la posizione negoziale per avviare, oggi stesso, i colloqui con il Consiglio Ue e la Commissione (“trilogo”) per trovare un accordo sul testo definitivo.

Il regolamento mira a garantire che l’IA sviluppata e utilizzata in Europa sia conforme ai diritti e ai valori dell’Ue, ad esempio in materia di supervisione umana degli algoritmi, di sicurezza, privacy, trasparenza, non discriminazione e benessere sociale e ambientale. Il testo adotta un approccio basato sul rischio e stabilisce obblighi per fornitori e operatori dei sistemi di IA a seconda del livello di rischio che può generare. In linea di principio, saranno vietati i sistemi di IA che presentano un livello di rischio inaccettabile per la sicurezza delle persone, come quelli utilizzati per il punteggio sociale (ovvero classificare le persone in base al loro comportamento sociale o alle loro caratteristiche personali, come certi casi in Cina).

Gli eurodeputati hanno ampliato l’elenco delle pratiche vietate che era stato incluso nella proposta originaria della Commissione, per includere divieti sugli usi intrusivi e discriminatori dell’IA, come: 1) l’uso di sistemi di identificazione biometrica remota “in tempo reale” e “a posteriori” in spazi accessibili al pubblico; 2) i sistemi di categorizzazione biometrica basati su caratteristiche sensibili (ad esempio genere, razza, etnia, cittadinanza, religione, orientamento politico); 3) i sistemi di “predittivi” usati nell’attività delle forze dell’ordine (basati su profilazione, ubicazione o comportamenti criminali passati); 4) i sistemi di riconoscimento delle emozioni utilizzati dalle forze dell’ordine, nella gestione delle frontiere, nel luogo di lavoro e negli istituti d’istruzione; 4)l’estrazione non mirata di dati biometrici da Internet o da filmati di telecamere a circuito chiuso per creare dei database di riconoscimento facciale (in violazione dei diritti umani e del diritto alla privacy). Gli emendamenti approvati dal Parlamento europeo chiedono poi che la classificazione delle applicazioni “ad alto rischio” includa anche i sistemi di IA che comportano danni significativi per la salute, la sicurezza, i diritti fondamentali delle persone o l’ambiente. In particolare, sono stati aggiunti alla lista “ad alto rischio” i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati per influenzare gli elettori e l’esito delle elezioni e i sistemi di raccomandazione utilizzati dalle piattaforme dei social media (quelli con oltre 45 milioni di utenti).

Gli eurodeputati hanno aggiunto un intero capitolo che mancava nella proposta originaria della Commissione, presentata nell’ormai lontano aprile 2021, riguardo ai nuovi, sorprendenti e anche inquietanti sviluppi dell’IA “generativa”, utilizzata dai sistemi come ChatGPT, che sono in rapida evoluzione con continui progressi. Chiedono che i fornitori di “foundation models” alla base dell’IA generativa, siano obbligati a valutare e mitigare i possibili rischi (alla salute, alla sicurezza, ai diritti fondamentali, all’ambiente, alla democrazia e allo stato di diritto) e a registrare i loro modelli nella banca dati dell’Ue prima della loro immissione sul mercato europeo. Il Parlamento europeo chiede che ai sistemi di IA generativa che si basano su questi modelli, come ChatGPT, sia imposto il rispetto dei requisiti di trasparenza, dichiarando che il contenuto è stato generato dall’IA, quando è il caso, e rendendo possibile la distinzione delle cosiddette immagini “deep-fake” da quelle reali. Secondo gli eurodeputati, inoltre, dovrebbero essere previste delle salvaguardie per evitare la generazione di contenuti illegali, ed essere pubblicate le sintesi dettagliate dei dati protetti dal diritto d’autore utilizzati per il “training” dei sistemi di IA generativa. Per stimolare l’innovazione nel campo dell’IA e sostenere le Pmi, gli emendamenti del Parlamento europeo prevedono esenzioni per le attività di ricerca e le componenti dell’IA fornite con licenze “open-source”. Il regolamento promuove i cosiddetti spazi di sperimentazione normativa, o ambienti di vita reale, creati dalle autorità pubbliche per testare l’IA prima che venga messa in opera. Infine, gli eurodeputati sostengono che va rafforzato il diritto dei cittadini di presentare reclami sui sistemi di IA e di ricevere spiegazioni sulle decisioni basate su sistemi ad alto rischio con un impatto significativo sui loro diritti fondamentali, e chiedono di riformare il ruolo del nuovo Ufficio Ue per l’IA, che la proposta prevede di istituire, e che avrà il compito di monitorare l’attuazione di queste norme. “Oggi tutti gli occhi sono puntati su di noi. Mentre le Big Tech lanciavano l’allarme per le loro creazioni, l’Europa è andata avanti e ha proposto una risposta concreta ai rischi che l’IA sta iniziando a rappresentare”, ha dichiarato dopo il voto il correlatore Brando Benifei (Pd), aggiungendo che “durante i negoziati con il Consiglio Ue ci batteremo per proteggere la nostra posizione e contrastare i pericoli per la democrazia e la libertà” che potrebbero comportare certe applicazioni dei sistemi di intelligenza artificiale, in particolare quella generativa.

Vodafone e CK Hutchison fondono le loro attività nel mobile in UK

Vodafone e CK Hutchison fondono le loro attività nel mobile in UKMilano, 14 giu. (askanews) – Vodafone e CK Hutchison uniscono le loro attività di telefonia mobile nel Regno Unito in un’operazione da 15 miliardi di sterline che crea il più grande operatore del Paese e una delle reti 5G leader in Europa.

L’accordo prevede la fusione delle attività britanniche di Vodafone con Three UK di CK Hutchison, creando una società con 28 milioni di clienti. Vodafone deterrà il 51% e CK Hutchison, con sede a Hong Kong, il 49% del nuovo gruppo (MergeCo). Si prevede che l’operazione si concluderà entro la fine del 2024, previa approvazione delle autorità e degli azionisti. Vodafone e CKHGT dispongono di opzioni call e put che, se esercitate, porterebbero all’acquisizione da parte di Vodafone della partecipazione del 49% di CKHGT. MergeCo avrà un board di sei persone, composto da tre amministratori nominati da Vodafone e tre amministratori nominati da CK Hutchison. L’attuale Ceo di Vodafone UK, Ahmed Essam, diventerà Ceo di MergeCo, mentre l’attuale Cfo di Three UK Darren Purkis assumerà il ruolo di Cfo del nuovo gruppo.

“La fusione è ottima per i clienti, per il Paese e per la concorrenza”, ha dichiarato Margherita Della Valle, Ceo del gruppo Vodafone. “È trasformativa perché creerà una rete 5G migliore della categoria, anzi migliore in Europa, offrendo ai clienti un’esperienza superiore. Come Paese, il Regno Unito beneficerà della creazione di un operatore sostenibile, fortemente competitivo e di terza scala, con un chiaro piano di investimenti nella rete da 11 miliardi di sterline, che promuoverà la crescita, l’occupazione e l’innovazione. Per Vodafone, questa transazione rappresenta una svolta nel nostro mercato nazionale. È un voto di fiducia nel Regno Unito e nelle sue ambizioni di essere un centro per la tecnologia del futuro”.

Istat: quasi 1 su 4 a rischio povertà-esclusione sociale nel 2022

Istat: quasi 1 su 4 a rischio povertà-esclusione sociale nel 2022Roma, 14 giu. (askanews) – Nel 2022 poco meno di un quarto della popolazione (24,4%) è a rischio di povertà o esclusione sociale, quasi come nel 2021 (25,2%). E’ quanto emerge dal report Istat “Condizioni di vita e reddito delle famiglie, anni 2021-2022”.

La popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale, nel 2022, interessa circa 14 milioni 304mila persone. Questo andamento “sintetizza la sensibile riduzione della popolazione in condizione di grave deprivazione materiale e sociale, grazie alla ripresa economica, con una quota di popolazione a rischio di povertà uguale all’anno precedente”. Nel 2022, il 20,1% delle persone residenti in Italia risulta a rischio di povertà, circa 11 milioni e 800mila individui. A livello nazionale la quota di popolazione a rischio di povertà rimane uguale all’anno precedente (20,1%).

Il 4,5% della popolazione, circa 2 milioni e 613mila individui, si trova in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale, ossia presenta almeno sette segnali di deprivazione dei tredici individuati dal nuovo indicatore (Europa 2030). Rispetto al 2021 (la quota era del 5,9%) “vi è una decisa riduzione delle condizioni di grave disagio, grazie alla ripresa dell’economia dopo la crisi pandemica e l’incremento dell’occupazione e dei redditi familiari”. Nel 2022 la riduzione della popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale interessa tutte le ripartizioni ad eccezione del Mezzogiorno, che rimane l’area del paese con la percentuale più alta di individui a rischio (40,6%, come nel 2021). In questa ripartizione l’indicatore composito rivela un aumento della quota di individui a rischio di povertà (33,7% rispetto al 33,1% del 2021) e il segnale positivo della riduzione della quota di individui che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro (17,1% rispetto al 19,5% del 2021). A livello regionale si osserva un deciso miglioramento per la Campania e la Sicilia, con la riduzione del rischio di povertà o esclusione sociale, trainato da una sensibile riduzione di tutti e tre gli indicatori (rischio di povertà, grave deprivazione e bassa intensità di lavoro). Tuttavia, il rischio di povertà o esclusione sociale aumenta in Puglia, Sardegna e Calabria; in queste ultime due regioni peggiorano i tre indicatori e soprattutto aumentano la bassa intensità di lavoro e la grave deprivazione.

Nel 2021 il reddito medio delle famiglie (33.798 euro) è tornato a crescere sia in termini nominali (+3%) sia in termini reali (+1%). Nel 2021 il reddito totale delle famiglie più abbienti è 5,6 volte quello delle famiglie più povere (rapporto sostanzialmente stabile rispetto al 2020). Tale valore sarebbe stato più alto (6,4) in assenza di interventi di sostegno alle famiglie.

Mlp

Nvidia a Wall street raggiunge capitalizzazione 1000 miliardi dollari

Nvidia a Wall street raggiunge capitalizzazione 1000 miliardi dollariRoma, 14 giu. (askanews) – Nvidia Corp. è entrata ufficialmente a far parte del club borsistico più esclusivo martedì, diventando la settima società pubblica statunitense a terminare una sessione di contrattazioni capitalizzando almeno 1.000 miliardi di dollari.

Il gigante dei chip ha realizzato qualcosa che non era riuscito a fare alla fine del mese scorso, chiudendo ufficialmente con una capitalizzazione di mercato superiore a 1 trilione. Le azioni di Nvidia hanno guadagnato il 3,9% nelle negoziazioni di martedì, chiudendo con una capitalizzazione di mercato di 1,01 trilioni. Solo Apple, Amazon, Alphabet, Tesla, Meta Platforms e Microsoft Corp. hanno precedentemente superato la soglia di $ 1 trilione alla chiusura di una giornata di negoziazione. La pietra miliare della capitalizzazione di mercato arriva in mezzo a uno straordinario rialzo da inizio anno per le azioni Nvidia, aumentate del 181% in tale arco di tempo tra l’ottimismo sulla capacità dell’azienda di beneficiare di una crescente corsa tra le aziende per addestrare e implementare l’intelligenza artificiale.

Nvidia è “posizionata in modo univoco con un intero stack di silicio AI, software, scalabilità, fornitura e ecosistema di sviluppatori per trasformare il mercato dei data center tradizionali da quasi 1 trilione di dollari”, ha scritto l’analista di BofA Securities Vivek Arya in una nota di fine maggio ai clienti.

Borsa,Wall Street chiude in rialzo in vista della riunione della Fed

Borsa,Wall Street chiude in rialzo in vista della riunione della FedRoma, 13 giu. (askanews) – La Borsa di Wall Street ha chiuso in rialzo la seduta di martedì dopo che gli operatori hanno ostentato ottimismo sul fatto che gli ultimi dati sull’inflazione potrebbero convincere la Federal Reserve a evitare un rialzo dei tassi a giugno.

Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato 146 punti, o lo 0,4%, chiudendo a 34.212,12. L’S&P 500 ha guadagnato lo 0,7% chiudendo a 4.369,01 e il Nasdaq Composite è salito dello 0,8% a 13.573,32. L’indice dei prezzi al consumo Usa ha evidenziato che l’inflazione è aumentata dello 0,1% a maggio, in calo rispetto allo 0,4% del mese precedente, e ha guadagnato il 4% su base annua. La Fed deciderà la sua prossima mossa sulla politica mercoledì.

Mediaset, Pier Silvio Berlusconi: costruire gruppo più forte e più vivo

Mediaset, Pier Silvio Berlusconi: costruire gruppo più forte e più vivoMilano, 13 giu. (askanews) – “Il mio papà, il nostro fondatore, vi ha sempre amato tutti, uno per uno. E adesso il nostro dovere è seguire la sua impronta indelebile, lavorare, lavorare, lavorare. Con entusiasmo e rispetto. Oggi dobbiamo guardare avanti e impegnarci ancora di più, sempre di più. Dobbiamo costruire un gruppo ancora più forte e ancora più vivo”. Così recita un passaggio della lettera che, a 24 ore dalla scomparsa di Silvio Berlusconi, l’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi ha inviato a tutti i collaboratori. “Lo dobbiamo fare per Mediaset. Lo dobbiamo fare per tutti noi – ha aggiunto – Ma soprattutto lo vogliamo fare per lui. Vi abbraccio forte. Siete nel mio cuore. E sarete per sempre nel suo cuore”.

Istat, oltre mezzo milione di occupati in più nel primo trimestre

Istat, oltre mezzo milione di occupati in più nel primo trimestreRoma, 13 giu. (askanews) – Oltre mezzo milione di occupati in più, disoccupazione in calo all’8,3% e tasso d’inattività in discesa al 33,8%. E’ quanto emerge dai dati Istat sul mercato del lavoro nel primo trimestre 2023.

Nei primi tre mesi dell’anno, dunque, prosegue la crescita tendenziale del numero di occupati (+513 mila, +2,3% rispetto al primo trimestre 2022), la cui stima si attesta a 23 milioni 250 mila unità; in aumento anche il tasso di occupazione delle persone tra i 15 e i 64 anni che raggiunge il 60,6% (+1,5 punti). L’aumento dell’occupazione coinvolge i dipendenti a tempo indeterminato (+542 mila, +3,7%) e gli indipendenti (+50 mila, +1%), mentre risultano in calo i dipendenti a termine (-79 mila, -2,7%); la crescita riguarda quasi esclusivamente gli occupati a tempo pieno (+498 mila, +2,7%), essendo molto contenuta quella di chi lavora a tempo parziale (+15 mila, +0,4%).

La diminuzione del numero delle persone in cerca di occupazione, che si attesta a poco più di 2 milioni di unità (-76 mila in un anno, -3,5%), ha interessato soltanto i disoccupati con precedenti esperienze di lavoro; in calo anche la quota di chi è alla ricerca di lavoro da almeno 12 mesi che scende al 54,3% del totale disoccupati (-4,5 punti), per un totale di 1 milione 139 mila persone. Il tasso di disoccupazione scende all’8,3% (-0,5 punti in un anno), in calo soltanto nel Centro-nord e soprattutto tra i giovani.

Nel primo trimestre 2023 prosegue il calo del numero di inattivi di 15-64 anni (-558 mila, -4,3% in un anno) che si attesta a 12 milioni 559 mila. Si riduce il numero di coloro che non cercano e non sono disponibili a lavorare (-234 mila, -2,2%) e, soprattutto, quello delle forze di lavoro potenziali (-324 mila, -12,5%), ossia della componente degli inattivi più vicina al mercato del lavoro. Il calo degli inattivi si riflette nella diminuzione del tasso di inattività 15-64 anni che arriva al 33,8% (-1,4 punti). I giovani di 15-34 anni mostrano la crescita più sostenuta del tasso di occupazione (+1,8 punti) e la riduzione più marcata del tasso di disoccupazione (-1,4 punti); la stessa dinamica, sebbene di minore intensità, riguarda i 35-49enni e i 50-64enni (in entrambi i casi +1,5 il tasso di occupazione e -0,1 punti quello di disoccupazione); la riduzione del tasso di inattività è invece simile tra i giovani (-1,3 punti) rispetto ai 35-49enni e ai 50-64enni (-1,5 punti in entrambi i casi).

Il numero di occupati, stimati dalla Rilevazione sulle forze di lavoro al netto degli effetti stagionali, risulta in aumento di +104 mila unità (+0,4% rispetto al quarto trimestre 2022) e si attesta a 23 milioni 361 mila; la crescita riguarda i dipendenti a tempo indeterminato (+92 mila, +0,6%) e gli indipendenti (+27 mila, +0,5%), mentre mostrano un lieve calo i dipendenti a termine (-15 mila, -0,5% in tre mesi). Il tasso di occupazione sale al 60,9% (+0,3 punti in tre mesi); l’aumento coinvolge entrambe le componenti di genere ed è più intenso nel Centro-nord rispetto al Mezzogiorno. Il tasso di disoccupazione raggiunge l’8% (+0,1 punti in tre mesi) e quello di inattività cala al 33,7% (-0,4 punti). Mlp

In Borsa MFE chiude a +5,9%, morte Berlusconi accende speculazione

In Borsa MFE chiude a +5,9%, morte Berlusconi accende speculazioneMilano, 12 giu. (askanews) – Seduta sotto i riflettori a Piazza Affari per Mediaset nel giorno della scomparsa di Silvio Berlusconi. Le azioni MFE A, che danno diritto a un solo voto in assemblea, hanno guadagnato il 5,86% a 0,5005 euro, portandosi sui massimi degli ultimi 12 mesi, le MFE B, che danno diritto a dieci voti, il 2,32% a 0,7045 euro. I titoli si sono comunque sgonfiati dalla fiammata iniziale, quando avevano registrato rialzi del 10% circa subito dopo l’annuncio della morte del fondatore di Forza Italia.

MFE-MediaForEurope è la denominazione che ha assunto Mediaset nel 2021 con il passaggio della sede legale (ma non fiscale) in Olanda. La morte dell’ex premier accende un certo appeal speculativo sul gruppo televisivo in ottica di disimpegno/successione, ma Finvinest, la holding della famiglia che per oltre il 61% al momento fa capo a Silvio Berlusconi (ai 5 figli le quote restanti), ha un controllo “blindato” su MFE, detenendo il 48,6% del capitale. Percentuale che porterebbe al fallimento qualsiasi tentativo di Opa non concordata. In ogni caso, a oggi, non c’è alcun segnale che lasci intendere una volontà della famiglia di disimpegnarsi e con Vivendi, che nel 2016 tentò la scalata, non sembrano esserci segnali di allarme. La stessa Fininvest, nella nota in cui oggi ha ricordato la figura del fondatore, ha assicurato che “le attività proseguiranno in una linea di assoluta continuità sotto ogni aspetto”. Coi francesi, dopo cinque anni di battaglia, è stato firmato lo scorso anno un accordo “di pace”, che ha messo fine a tutte le pendenze legali e alle varie richieste di risarcimento milionarie, avviando un processo di vendita sul mercato dell’intera quota nel corso di un periodo di 5 anni. Vivendi ha poi favorito di recente il via libera dell’assemblea all’operazione di fusione per incorporazione di Mediaset Espana in MFE. Sullo sfondo resta la partita ProsiebenSat, l’emittente tedesca di cui il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi è primo azionista con il 29% circa.

Il titolo Mondadori – di cui Fininvest ha il 53,3% del capitale (69,5% dei diritti di voto) – ha chiuso in rialzo dell’1,54% a 1,982 euro. Poco mossa Banca Mediolanum – di cui la holding della famiglia Berlusconi possiede il 30% – che ha guadagnato lo 0,39% a 8,218 euro.