Bankitalia, nel 2022 segnalazioni sospette all’Uif +11,4%Roma, 4 lug. (askanews) – Nel 2022 le segnalazioni di operazioni sospette (Sos) ricevute dall’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia sono state 155.426, in crescita dell’11,4% rispetto al 2021. Secondo il rapporto annuale dell’Uif, presentato oggi in una conferenza gremita di pubblico a cui ha assistito anche il governatore Ignazio Visco, un’ampia maggioranza di segnalazioni proviene come di consueto dal sistema bancario e finanziario, con un accresciuto contributo dei prestatori di servizi di gioco e degli operatori non finanziari. Restano invece trascurabili le comunicazioni inviate dalle Pubbliche amministrazioni, prosegue l’Uif, nonostante l’attuale momento storico in cui il massiccio intervento pubblico nell’economia rafforza l’esigenza di presidi per la tutela della legalità. Oltre il 18% delle segnalazioni ricevute è risultato collegato alla criminalità organizzata, mentre quelle riguardanti il finanziamento del terrorismo sono state 342, in diminuzione del 41% rispetto al 2021. La tendenza crescente del flusso segnaletico non è stata spesso accompagnata da un miglioramento dei suoi contenuti informativi, rileva l’Uif che rivendica di aver introdotto e condiviso con i segnalanti nuovi criteri di valutazione delle segnalazioni connotate da un basso livello di rischio riciclaggio e il dettaglio dei relativi esiti, in base alla presenza o meno di sufficienti elementi a supporto del sospetto.
Anitec- Assinform: Nel 2022 digitale in Italia cresciuto del 2,4%Roma, 4 lug. (askanews) – Nel 2022 il mercato digitale è cresciuto del 2,4%. Lo scenario che si delineerà nei prossimi anni sarà caratterizzato da un impatto ancora più dirompente delle tecnologie digitali. Nel 2022 il mercato digitale ha fatto registrare una crescita del 2,4%, per un valore complessivo di 77,1 miliardi di euro, con andamenti differenziati tra i diversi segmenti. Nel 2023 la crescita del mercato digitale aumenterà (+3,1%) e nel 2024 (+4,3%) tornerà a essere superiore a quella dell’economia nel suo complesso. Questa dinamica sarà guidata dalla diffusione delle tecnologie digitali e da un’innovazione che corre sempre più veloce. E’ quanto emerge dal rapporto annuale Anitec-Assinform, l’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’ICT, sull’andamento del digitale in Italia, condotta in collaborazione con NetConsulting cube e presentata oggi a Roma.
“La combinazione di più tecnologie digitali e di una maggiore velocità dell’innovazione rispetto al passato – ha commentanto Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform – sta disegnando un’industria completamente diversa, che vedrà filiere e Supply Chain sempre più connesse e circolari. Fondamentale è il ruolo abilitante dei Digital Enabler nel trasformare produzione e processi, nel creare nuovi modelli di business, sfide competitive, come pure nuovi mercati. Non a caso stiamo assistendo a dinamiche a doppia cifra nella crescita di Digital Enabler e Transformer: dal Cloud Computing, alle piattaforme di Cybersecurity, alle soluzioni di Big Data management, essenziali per organizzare e gestire l’architettura del patrimonio informativo di imprese e istituzioni pubbliche e pertanto presupposto per l’adozione di strumenti per l’analisi evoluta e la valorizzazione dei dati, tra cui spiccano soluzioni di Intelligenza Artificiale e Blockchain”. Il mercato digitale ha consolidato nel 2022 una crescita del 2,4%, con un valore complessivo di 77,1 miliardi di euro. L’aumento più rilevante ha riguardato i Servizi ICT (+8,5% e 14,8 miliardi di euro), sostenuto principalmente dai servizi di Cloud Computing e di Cybersecurity. Andamenti particolarmente positivi si sono avuti nel segmento dei Contenuti e Pubblicità Digitali (+6,3% e 14,5 miliardi di euro) e in quello del Software e Soluzioni ICT (+6,2% e 8,6 miliardi di euro). Il mercato relativo a Dispositivi e Sistemi ha evidenziato una netta inversione di tendenza dopo la crescita consistente registrata nel 2021. Infatti, nel corso del 2022 ha subito un calo dell’1%. È infine proseguito il trend negativo dei Servizi di Rete TLC (-2,7%). Se il progresso del mercato digitale è in parte frenato dalle componenti tecnologiche più mature, sarà invece trainato dai prodotti e servizi più innovativi, ovvero Digital Enabler e Transformer, il cui incremento medio annuo nel periodo 2022-2026 dovrebbe attestarsi sul 12,8%.
Se la tendenza positiva del mercato digitale è chiara – ha proseguito Marco Gay – permangono tuttavia criticità, primi fra tutti la carenza di competenze digitali e l’eterogeneità nella diffusione delle tecnologie tra classi dimensionali di impresa e tra territori. La sfida per la digitalizzazione delle PMI è agli inizi ma il piano nazionale di transizione 4.0 e il PNRR costituiscono in tal senso delle opportunità significative. Proprio l’utilizzo delle risorse stanziate dal PNRR, insieme al contesto economico internazionale, rappresentano due fattori significativi che influenzeranno l’immediato futuro del mercato digitale”. Il trend di crescita degli investimenti in digitale delle piccole e medie imprese italiane permane più lento rispetto a quanto registrato dalle grandi imprese. Nel 2022 c’è stato un incremento del 2,5% per le piccole imprese, del 4,1% per le medie e del 5,9% per le grandi, a conferma della correlazione tra dimensioni aziendali e spesa digitale: più i contesti organizzativi aumentano di dimensioni, maggiore è la spesa destinata alla digitalizzazione. L’analisi geografica del mercato digitale italiano identifica invece nelle Regioni del Nord Ovest e del Centro le aree caratterizzate da una maggiore capacità di spesa in tecnologia, rappresentando quasi il 62% della spesa complessiva. A livello nazionale, nel 2023 il mercato è previsto comunque ancora in crescita (+3,1%). Le stime relative ai tre anni successivi (2024-2025-2026) sono orientate a una crescita ancora più sostenuta e si basano sull’ipotesi di un minore impatto dell’inflazione e su un maggiore impiego delle risorse economiche messe a disposizione dal PNRR per la digitalizzazione. Si prevede pertanto una crescita media annua del mercato digitale nel periodo 2022-2026 del 4,5%, fino a raggiungere quasi i 92 miliardi di euro nel 2026.
“Un uso efficiente dei fondi messi a disposizione dal PNRR è il primo passo in questa direzione – ha concluso Gay – ma c’è bisogno di una politica industriale che promuova la competitività delle imprese, che aumenti la loro produttività e rafforzi la collaborazione all’interno della filiera. Inoltre, sono necessari interventi di regolazione pro-concorrenziali che spingano l’innovazione, sostengano la formazione del capitale umano e sostengano la collaborazione tra imprese per aumentare scala e durabilità degli investimenti. Sono queste le leve che possono consentire al mercato digitale di crescere, alle tecnologie di essere abilitatori della trasformazione, ai giovani di essere protagonisti del mondo di oggi e di quello che verrà”.
Giorgetti consegna diplomi a ufficiali GdfRoma, 4 lug. (askanews) – Al Ministero dell’economia e delle finanze si è svolta oggi la cerimonia di chiusura dell’anno accademico 2022-23 della Scuola di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza con la consegna dei diplomi agli ufficiali del 50esimo corso superiore da parte del ministro Giancarlo Giorgetti e del comandante generale, Andrea De Gennaro. E’ quanto informa un comunicato.
“Con sacrificio, dedizione e successo avete affrontato un impegnativo percorso didattico, raggiungendo un traguardo importante”, ha affermato il ministro dell’economia nel corso del suo intervento complimentandosi con gli allievi, le loro famiglie e tutto il personale docente della Scuola presente all’evento. “La Guardia di finanza – ha sottolineato Giorgetti – ha sempre dedicato particolare attenzione al capitale umano, investendo molto nella formazione e nella specializzazione, requisiti indispensabili per rispondere alla complessità del nostro tempo”.
Istat: nel I trimestre aumentano reddito e potere d’acquisto delle famiglieRoma, 4 lug. (askanews) – Reddito e potere d’acquisto delle famiglie in aumento nel primo trimestre dell’anno. E torna a salire anche la propensione al risparmio dopo diversi trimestri di calo. Secondo i dati dell’Istat il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato del 3,2% rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi finali è cresciuta dello 0,6%.
A fronte di una sostanziale stabilità dei prezzi (+0,1% la variazione congiunturale del deflatore implicito dei consumi), il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto del 3,1%. La propensione al risparmio delle famiglie è stata pari al 7,6%, in aumento di 2,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
“Il potere d’acquisto delle famiglie – ha spiegato l’Istat – è aumentato del 3,1% rispetto al trimestre precedente, grazie al sensibile rallentamento della dinamica dei prezzi. La propensione al risparmio delle famiglie, pur continuando il suo calo in termini tendenziali, ha segnato il primo aumento in termini congiunturali dopo diversi trimestri di diminuzione, attestandosi al 7,6%”.
Trasporto aereo, Enac: garantire qualità servizi stagione estivaRoma, 3 lug. (askanews) – Garantire elevati livelli di sicurezza, efficienza, qualità dei servizi e tutela dei diritti dei passeggeri nella stagione estiva. I vertici dell’Enac hanno incontrato le compagnie aeree che operano in Italia e le associazioni di categoria dei gestori aeroportuali, per la stagione estiva.
L’obiettivo principale della riunione, si legge in una nota, è stato quello di sensibilizzare ulteriormente il sistema in previsione dell’aumento di traffico in modo da adottare tutte le misure necessarie per operare in sicurezza, efficienza e regolarità garantendo, anche in concomitanza dei picchi estivi, la qualità dei servizi e la tutela dei diritti dei passeggeri. In particolare, gli operatori sono stati invitati ad adottare misure adeguate, in termini di mezzi e risorse, per ridurre al minimo gli eventuali disagi e a porre particolare attenzione al pieno rispetto del Regolamento Comunitario che tutela i passeggeri nei casi di ritardi, cancellazioni, overbooking e mancata informativa.
“L’Enac – si legge nella nota -, come da mandato istituzionale, continuerà a effettuare un monitoraggio continuo del trasporto aereo avviando anche le eventuali istruttorie finalizzate all’irrogazione di sanzioni nei confronti delle compagnie che non rispettino i regolamenti comunitari di riferimento”. “Il presidente Pierluigi Di Palma – prosegue la nota – ha ribadito la necessità, nel caso di cancellazioni e ritardi, di assicurare una trasparente e tempestiva informazione ai passeggeri e una pronta ed efficace assistenza in caso di disservizi, soprattutto nei confronti delle persone con disabilità o con ridotta mobilità. L’impegno dell’Enac è, infatti, quello di garantire il diritto alla mobilità di tutti i cittadini, nessuno escluso, diffondendo la cultura della qualità quale obiettivo da raggiungere insieme a tutti gli operatori coinvolti nella filiera del trasporto aereo”.
“Il direttore generale Alessio Quaranta – aggiunge la nota – ha assicurato che l’Enac continuerà nella verifica rigorosa e costante della corretta applicazione delle disposizioni comunitarie, vigilando affinché gli impegni assunti dagli operatori e dall’industria siano effettivamente rispettati e sanzionando tutti i casi di accertate violazioni della normativa”. “Un adeguato coordinamento tra l’Autorità e gli operatori sulle policy da adottare e sulle eventuali misure di prevenzione – conclude la nota – riuscirà a supportare tutto il comparto nell’attuale fase di crescita e l’incremento della connettività, anche attraverso una continua attivitià di monitoraggio e analisi dei risultati a presidio del settore”.
Bonomi: nessun veto sul salario minimo, l’industria sia il riferimentoMilano, 3 lug. (askanews) – Da parte di Confindustria “non c’è un veto” sul salario minimo: “E’ una grande sfida per noi, per il governo e per i sindacati. L’industria paga correttamente e chiediamo che venga presa come riferimento”. Lo ha sottolineato il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, all’assemblea annuale di Assolombarda.
“Farei una domanda al sindacato: ma un metalmeeccanico se lavora nella piccola impresa o nell’industria deve avere stesso stipendio? Per me sì, ma perchè – ha detto – abbiamo 44 contratti collettivi nazionali, molti siglati dalle stesse sigle sindacali che fanno dumping sullo stipendio?”. Per Bonomi serve parlare “nel merito, non di chi sono quelli che non pagano il salario minimo. Continuo a leggere che l’industria paga poco: no, industria – ha concluso – paga il giusto”.
Industria, a giugno il peggior calo nel manifatturiero in Italia dal 2020Roma, 3 lug. (askanews) – Si aggrava a metà anno la contrazione nel manifatturiero italiano, con crolli di produzione e nuovi ordini accompagnati a cali rilevanti di approvvigionamenti e relativi prezzi. E’ la fotografia scatta dall’indagine presso i responsabili degli approvvigionamenti, l’indice Pmi che 43,8 punti a giugno, dai 45,9 di maggio ha segnato i valori più deboli dalla primavera del 2020, secondo S&P Global. La soglia di neutralità è a 50 punti.
Secondo l’inchiesta il manifatturiero italiano ha accusato il peggiore calo della produzione dal culmine della crisi causata dalle restrizioni imposte dai governi nel 2020 a motivo del Covid. I nuovi ordini sono calati notevolmente, mentre le aziende hanno ridotto drasticamente i loro acquisti. La carenza della domanda e il rapido miglioramento della catena di distribuzione hanno favorito la contrazione dei prezzi di acquisto ad un tasso mai osservato da aprile 2009. Sul versante occupazionale, invece le aziende hanno continuato ad aggiungere personale, anche se la crescita è scivolata ad un tasso marginale a causa dell’ottimismo sulla previsione futura che è diminuito rispetto a maggio.
Secondo un economista della Hamburg Commercial Bank, Tariq Kamal Chaudhry citato da S&P “la recessione del settore manifatturiero italiano appare intensificata. La ragione principale della debolezza di questo settore ad alta intensità di capitale è probabilmente il notevole aumento dei costi di finanziamento conseguente all’impennata dei tassi d’interesse della Bce”, afferma.
Industria, a giugno peggior calo manifatturiero Italia dal 2020Roma, 3 lug. (askanews) – Si aggrava a metà anno la contrazione nel manifatturiero italiano, con crolli di produzione e nuovi ordini accompagnati a cali rilevanti di approvvigionamenti e relativi prezzi. E’ la fotografia scatta dall’indagine presso i responsabili degli approvvigionamenti, l’indice Pmi che 43,8 punti a giugno, dai 45,9 di maggio ha segnato i valori più deboli dalla primavera del 2020, secondo S&P Global. La soglia di neutralità è a 50 punti.
Secondo l’inchiesta il manifatturiero italiano ha accusato il peggiore calo della produzione dal culmine della crisi causata dalle restrizioni imposte dai governi nel 2020 a motivo del Covid. I nuovi ordini sono calati notevolmente, mentre le aziende hanno ridotto drasticamente i loro acquisti. La carenza della domanda e il rapido miglioramento della catena di distribuzione hanno favorito la contrazione dei prezzi di acquisto ad un tasso mai osservato da aprile 2009. Sul versante occupazionale, invece le aziende hanno continuato ad aggiungere personale, anche se la crescita è scivolata ad un tasso marginale a causa dell’ottimismo sulla previsione futura che è diminuito rispetto a maggio.
Secondo un economista della Hamburg Commercial Bank, Tariq Kamal Chaudhry citato da S&P “la recessione del settore manifatturiero italiano appare intensificata. La ragione principale della debolezza di questo settore ad alta intensità di capitale è probabilmente il notevole aumento dei costi di finanziamento conseguente all’impennata dei tassi d’interesse della Bce”, afferma.
Generali, La Repubblica: Delfin autorizzata a salire sopra il 10%Roma, 3 lug. (askanews) – “Assalto a Generali”, titola a tutta pagina La Repubblica, secondo cui la holding finanziaria della famiglia Del Vecchio è stata autorizzata dall’Ivass a salire oltre il 10% del capitale del gruppo. “Si riapre la sfida per il controllo per della compagnia – dice il quotidiano -. L’operazione può influire sul rinnovo del Cda di Mediobanca, dove ci sono anche movimenti di Caltagirone e Benetton”.
Secondo le ricostruzioni del quotidiano l’autorizzazione dell’Ivass sarebbe stata concessa venerdì scorso, mentre la richiesta “era stata presentata senza squilli di tromba” già il 17 aprile perché Delfin, che aveva già il 9,8% del capitale “aveva involontariamente superato la soglia del 10% per il effetto del riacquisto di azioni proprie da parte della compagnia triestina”. Il quotidiano ipotizza che la holding possa portare la sua quota su Generali fino al 20%.
Mister prezzi convoca Compagnie aeree su caro voliRoma, 1 lug. (askanews) – Il Garante per la sorveglianza dei prezzi Benedetto Mineo, su indicazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha convocato per martedì 4 luglio i rappresentanti delle principali compagnie aeree interessate dai maggiori rincari. Gli incontri – sottolinea una nota – consentiranno di analizzare le dinamiche dei prezzi dei biglietti e saranno propedeutici all’immediata convocazione di una commissione di allerta rapida sul caro-voli.