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Credit Agricole Italia: Maioli proposto presidente, Brasseur nuovo AD

Credit Agricole Italia: Maioli proposto presidente, Brasseur nuovo ADMilano, 12 feb. (askanews) – Il cda di Crédit Agricole Italia ha indicato Giampiero Maioli come presidente della banca in vista della prossima assemblea degli azionisti del 23 aprile. Hugues Brasseur è stato indicato come nuovo direttore generale e amministratore delegato.


La candidatura di Maioli all’incarico di presidente da parte degli azionisti Crédit Agricole e Fondazioni, spiega una nota, “rappresenta il riconoscimento per il lungo percorso professionale di esperienza e successo, le consolidate conoscenze del mercato italiano, degli stakeholder, e finalizzato ad accompagnare il gruppo in Italia nel suo percorso di sviluppo e crescita”. Maioli sostituirà alla presidenza Ariberto Fassati, presidente dal 2007 e che ha contribuito alla costruzione del Gruppo Crédit Agricole in Italia per oltre 40 anni: dal 1992 al 2012 è stato Senior Country Officer, seguendo le partecipazioni rilevanti di Crédit Agricole in Italia e i successivi investimenti del gruppo nel Paese. Brasseur – che assumerà la funzione di Senior Country Officer per il gruppo in Italia e entrerà a far parte del Comitato Esecutivo di Crédit Agricole S.A. – vanta, sin dal 2000, un consolidato percorso professionale e manageriale nell’ambito del Gruppo Crédit Agricole. Ha ricoperto, dal settembre 2012 a dicembre 2016, prima il ruolo di condirettore generale e poi quello di direttore generale vicario di Crédit Agricole Italia. Nel gennaio 2017, terminata l’esperienza italiana, viene nominato direttore generale della Caisse Régionale de l’Anjou et du Maine.


L’indirizzo di designare nel segno della continuità Maioli quale presidente nonché quello di indicare Brasseur quale amministratore delegato, direttore generale e Senior Country Officer, “rappresentano un chiaro segnale di come il mercato e il territorio italiano continuino a rimanere centrali e strategici per il Gruppo Crédit Agricole”. Maioli, classe 1956, ha coordinato le operazioni tra Cariparma e il gruppo Banca Intesa fino alla nascita del nuovo gruppo Cariparma Crédit Agricole, di cui viene nominato direttore generale nel 2007 e amministratore delegato nel 2010. Guida tutte le operazioni italiane, l’integrazione di Credito Valtellinese e la fusione con CA Friuladria, realizzando così il progetto di Banca Unica del gruppo, rinominato Crédit Agricole Italia dal 2017. Maioli è Ceo, direttore generale di Crédit Agricole Italia e Senior Country Officer del gruppo Crédit Agricole per l’Italia dall’aprile 2012. È membro del Comitato Esecutivo di Crédit Agricole S.A. e vice presidente dell’Abi.

Commissione Ue: il programma di lavoro 2025, focus sulla semplificazione

Commissione Ue: il programma di lavoro 2025, focus sulla semplificazioneBruxelles, 12 feb. (askanews) – Una vera e propria rivoluzione nel modo di lavorare della Commissione europea, soprattutto nella fase preparatoria delle proposte legislative, con una consultazione più attenta degli “stakeholder e dei co-legislatori, il Parlamento europeo e il Consiglio Ue, e una forte spinta alla semplificazione burocratica, con la revisione di molte normative esistenti e il ritiro di diverse proposte rimaste indietro o bloccate nel processo decisionale.


L’hanno annunciata, oggi a Strasburgo, i due commissari europei più vicini alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, con cui hanno già lavorato nello scorso mandato come vicepresidenti esecutivi: Valdis Dombrovskis, responsabile per l’Economia, la Produttività, l’Attuazione e Semplificazione della normativa Ue, e Maros Sefcovic, responsabile per il Commercio e la Sicurezza economica e le Relazioni interistituzionali. Dombrovskis e Sefcovic hanno presentato in conferenza stampa le decisioni prese ieri a Strasburgo dal collegio dei commissari: il programma di lavoro della Commissione per il 2025, accompagnato da una comunicazione su “Attuazione e Semplificazione”, improntato alla priorità assoluta della semplificazione delle normative e della riduzione degli oneri burocratici per le imprese, con l’obiettivo di rafforzarne la competitività e la capacità d’innovazione, più una comunicazione preliminare sul nuovo bilancio comunitario pluriennale 2028-2034, che verrà proposto a giugno.


Stamattina Sefcovic ha anche presentato queste decisioni della Commissione alla plenaria del Parlamento europeo. “In totale – ha spiegato il commissario -, annunciamo 51 iniziative di punta nel programma di lavoro di quest’anno, di cui 11 iniziative hanno una forte dimensione di semplificazione, tra cui tre pacchetti ‘omnibus’. Inoltre, abbiamo individuato 37 misure della legislazione esistente su cui condurremo una revisione con valutazioni e ‘fitness check’ (verifiche di idoneità, ndr)”. Inoltre, ha proseguito Sefcovic, “all’inizio di questo nuovo ciclo interistituzionale, abbiamo esaminato tutte le proposte attualmente in attesa di decisione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio Ue e proponiamo di ritirarne 37, quelle per le quali ulteriori progressi sembrano improbabili. E proporremo anche di abrogare quattro atti legislativi Ue esistenti”. Significativamente, tra le proposte legislative ritirate c’è anche la direttiva sulla responsabilità civile dell’Intelligenza Artificiale, che prevedeva la possibilità di richiedere risarcimenti per i danni alle persone legati all’uso dell’IA.


“L’Ue – ha affermato Dombrovskis durante la conferenza stampa – non può più permettersi di continuare ‘business as usual’. Questa percezione è stata chiarita nel rapporto Draghi dell’anno scorso ed è sancito nelle linee guida politiche del nuovo mandato della Commissione. Le libertà e la qualità della vita di cui godiamo non possono essere date per scontate in un mondo complesso e in continua evoluzione. Garantire la nostra prosperità e preservare i nostri valori dipende più che mai dalla nostra capacità di adattarci, innovare e competere”. “Ecco perché dobbiamo agire con decisione per svincolare” dal peso eccessivo degli oneri burocratici “persone, aziende e autorità, in modo da realizzare il pieno potenziale dell’Europa. La semplificazione – ha indicato il commissario – è al centro del nostro piano per realizzare un’Europa più competitiva”.


L’Ue, ha ricordato, “sta ora emergendo da un periodo di intensa attività normativa” per “affrontare i radicali cambiamenti apportati dalla trasformazione tecnologica e dai cambiamenti climatici. Tuttavia, l’accumulo di norme nel tempo, la loro crescente complessità e le sfide di attuazione stanno limitando il nostro potenziale economico e la nostra prosperità”. Oggi, ha rilevato Dombrovskis, “la regolamentazione è vista da oltre il 60% delle aziende dell’Ue come un ostacolo agli investimenti, con il 55% delle piccole e medie imprese che segnalano gli ostacoli normativi e gli oneri amministrativi come la loro sfida più grande. Le aziende europee dovrebbero dedicare molto meno tempo e risorse al rispetto della burocrazia, in modo da potersi concentrare su ciò che conta davvero: sviluppare idee innovative, metterle in atto in Europa e creare posti di lavoro di alta qualità”. Il commissario a questo punto ha cercato di prevenire le prevedibili critiche da parte degli ambientalisti e delle forze di centro sinistra che avevano appoggiato il Green Deal, rivendicando “il nostro impegno per garantire le transizioni verde e digitale”, che secondo lui “non ha vacillato”. Tuttavia, ha aggiunto, “dobbiamo pensare a come arrivarci”. Nonostante i dati riferiti da Sefcovic sulla revisione delle norme esistenti e il ritiro annunciato di tante proposte legislative, Dombrovskis ha sottolineato che “la semplificazione non è deregolamentazione”. E ha precisato: “Piuttosto, vogliamo cercare di garantire il raggiungimento dei nostri obiettivi con norme e regolamenti che siano praticabili, efficaci e coerenti. Dare più potere di decidere (‘empowering”, ndr) alle nostre aziende in un’Europa più competitiva contribuirà a creare una base economica fiorente che può aiutare, non ostacolare, il raggiungimento dei nostri obiettivi verdi, digitali e sociali”.

Pubblicità, Nielsen: nel 2024 raccolta chiude a +3,8%, dicembre -1,6%

Pubblicità, Nielsen: nel 2024 raccolta chiude a +3,8%, dicembre -1,6%Milano, 12 feb. (askanews) – Gli investimenti pubblicitari in Italia hanno chiuso il mese di dicembre in calo dell’1,6%, portando la raccolta pubblicitaria dell’intero 2024 a segnare una crescita del 3,8%. Lo rileva Nielsen. Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search, social, classified e dei cosiddetti OTT, l’andamento nel 2024 si attesta a +3,9%.


Relativamente ai singoli mezzi, la tv è in calo del 1,6% a dicembre ma segna +7,3% nell’intero 2024. In calo a dicembre i quotidiani e i periodici con ribassi rispettivamente del 13,1% (2024 -8,5%) e del 17,7% (2024 -5,5%). La radio è in sensibile calo a dicembre (-18,2%), mentre resta positiva sul 2024 (+2,2%). Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo del Web advertising nel 2024 chiude con un +3,4% (+1% se si considera il solo perimetro Fcp AssoInternet). Segno positivo nel 2024 per l’Out of Home (Transit e Outdoor) che registra un +0,7% e per il Cinema +23,5%. In calo del 9,7% la Go TV e del 8,4% il Direct Mail. “Volendo tirare le somme dell’anno appena concluso potremmo definire il 2024 un’ottima annata, sicuramente la migliore degli ultimi anni post Covid (ad esclusione del 2021 che ha registrato un +14%), il che conferma la solidità del settore”, ha dichiarato Luca Bordin, Country Leader Italia. “Il mercato senza OTT non ha ancora raggiunto i livelli di investimento del 2019 (-0,6%) e che, all’interno di questa dinamica, il mezzo tv spicca con un +7,5% mantenendo una quota superiore al 40%. Guardando al 2025 confidiamo, con un certo ottimismo, in un mercato stabile visto il confronto col 2024 segnato dai grandi eventi sportivi, le previsioni del Pil riviste lievemente in ribasso a +0,8%, un’inflazione prevista inferiore al 2% e le possibili turbative dei mercati dovute alle nuove politiche americane sui dazi”.

Borsa, Ue propone di accorciare a 1 giorno il regolamento titoli

Borsa, Ue propone di accorciare a 1 giorno il regolamento titoliRoma, 12 feb. (askanews) – La Commissione europea ha deciso di proporre di accorciare dai 2 attuali a 1 giorno i tempi regolamentari per le operazioni di regolamento e liquidazione degli scambi di titoli finanziari in Europa. La proposta è stata presentata dalla commissaria Ue ai servizi finanziari, la portoghese Maria Luís de Albuquerque.


Si tratta materialmente del processo tramite il quale l’acquirente di azioni o obbligazioni si vede consegnare il titolo e il venditore ottiene il pagamento. Con un comunicato, la Commissione spiega che l’obiettivo di questa riduzione dei tempi è rafforzare l’efficienza e la competitività dei servizi di post trading dei mercati della Ue. La proposta è stata formalizzata dopo le raccomandazioni giunte dall’Esma,che aveva stilato un rapporto in cooperazione con l’eurosistema delle banche centrali.


Ad ogni modo, questo accorciamento dei tempi non sarà immediato: la proposta è per renderlo operativo dall’11 ottobre del 2027, in modo da dare ai partecipanti di mercato tempo sufficiente per sviluppare, testare e concordare nuovi standard procedurali per una transizione ordinata. Materialmente si procederebbe con una modifica alle regole della Central Securities Depositories Regulation (Csdr) e l’attuale requisito “T+2” si trasformerebbe in “T+1”. Oltre all’efficienza, la proposta aiuterebbe anche a migliorare la liquidità dei mercati finanziari europei e a evitare frammentazioni su procedure e costi negli stessi. La proposta verrà ora sottoposta al Parlamento europeo e al Consiglio.

Usa, inflazione sopra attese, Cpi gennaio +0,5% mese e +3% annuo

Usa, inflazione sopra attese, Cpi gennaio +0,5% mese e +3% annuoNew York, 12 feb. (askanews) – A gennaio, i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono cresciuti dello 0,5%, secondo quanto comunicato dal dipartimento del Lavoro, oltre lo +0,4% di dicembre. Le stime erano per un rialzo dello 0,3%. Il dato annuale ha accelerato dal +2,9% di dicembre al 3% si gennaio, mentre gli analisti avevano previsto un +2,8%.


Il dato “core”, ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,4%, rispetto al +0,2% di dicembre; ben oltre le attese che vedevano un rialzo dello 0,3%. I prezzi energetici sono saliti dell’1,1% rispetto al + 2,6%, registrato nel mese precedente. I prezzi dei generi alimentari sono cresciuti dello 0,4%, rispetto al +0,3% di dicembre.

Gas, FT: Ue studia nuovo tetto ai prezzi ma lobby mercati frenano

Gas, FT: Ue studia nuovo tetto ai prezzi ma lobby mercati frenanoRoma, 12 feb. (askanews) – La Commissione europea sta valutando la possibilità di adottare un nuovo meccanismo di tetto ai prezzi del gas indicizzati sui mercati europei, da inserire nell’ambito di un documento sull’industria verde che dovrebbe essere presentato il mese prossimo. Lo riporta il Financial Times, citando diverse fonti anonime a conoscenza delle trattative.


Il quotidiano precisa che le lobby degli operatori che gestiscono i mercati e gli indici correlati a questi beni energetici stanno effettuando pressioni sulla Commissione, guidata da Ursula von der Leyen, affinché non si muove in tal senso. Nelle ultime settimane i prezzi del gas sul mercato di Amsterdam, che alcuni paesi tra cui l’Italia utilizzano come indice per i prezzi dell’energia, sono saliti ai massimi da due anni a questa parte, tra persistenti tensioni geopolitiche e dopo i tagli alle forniture residuali di gas russo che passavano dall’Ucraina. Nel frattempo le riserve europee di gas naturale sono scese sotto la metà, con maggiori consumi da parte dei paesi del Nord Europa a causa delle temperature basse.

Industria, Istat: nel 2024 in calo del 3,5%. A dicembre crollo del 7,1%

Industria, Istat: nel 2024 in calo del 3,5%. A dicembre crollo del 7,1%Roma, 12 feb. (askanews) – Il 2024 si chiude con una diminuzione della produzione industriale del 3,5%; la dinamica tendenziale dell’indice corretto per gli effetti di calendario è stata negativa per tutti i mesi dell’anno, con cali congiunturali in tutti i trimestri. Lo ha reso noto l’Istat.


Tra i principali raggruppamenti di industrie, solamente per l’energia si registra un incremento nel complesso del 2024. Nell’ambito della manifattura, solo le industrie alimentari, bevande e tabacco sono in crescita rispetto all’anno precedente, mentre le flessioni più marcate si rilevano per industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori e fabbricazione di mezzi di trasporto. A dicembre 2024 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca del 3,1% rispetto a novembre. Al netto degli effetti di calendario, a dicembre 2024 l’indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 7,1% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 20 contro i 18 di dicembre 2023).

Industria, Istat: nel 2024 produzione -3,5%, a dicembre -7,1% su anno

Industria, Istat: nel 2024 produzione -3,5%, a dicembre -7,1% su annoRoma, 12 feb. (askanews) – Il 2024 si chiude con una diminuzione della produzione industriale del 3,5%; la dinamica tendenziale dell’indice corretto per gli effetti di calendario è stata negativa per tutti i mesi dell’anno, con cali congiunturali in tutti i trimestri. Lo ha reso noto l’Istat.


Tra i principali raggruppamenti di industrie, solamente per l’energia si registra un incremento nel complesso del 2024. Nell’ambito della manifattura, solo le industrie alimentari, bevande e tabacco sono in crescita rispetto all’anno precedente, mentre le flessioni più marcate si rilevano per industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori e fabbricazione di mezzi di trasporto. A dicembre 2024 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca del 3,1% rispetto a novembre. Al netto degli effetti di calendario, a dicembre 2024 l’indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 7,1% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 20 contro i 18 di dicembre 2023).


Mlp

Tornano gli aumenti per benzina e diesel

Tornano gli aumenti per benzina e dieselRoma, 12 feb. (askanews) – Al quarto rialzo consecutivo delle quotazioni dei prodotti raffinati, si rivede il segno “più” anche sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi, dopo due settimane di ribassi.


Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, questa mattina Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Stessa mossa per Q8 e Tamoil. Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati da Staffetta, rilevati alle 8 di lunedì mattina su circa 18mila impianti: benzina self service a 1,822 euro/litro (compagnie 1,828, pompe bianche 1,809), diesel self service a 1,728 euro/litro (compagnie 1,734, pompe bianche 1,716). Benzina servito a 1,962 euro/litro (compagnie 2,006, pompe bianche 1,877), diesel servito a 1,869 euro/litro (compagnie 1,913, pompe bianche 1,784). Gpl servito a 0,740 euro/litro (compagnie 0,749, pompe bianche 0,730), metano servito a 1,512 euro/kg (compagnie 1,506, pompe bianche 1,517), Gnl 1,500 euro/kg (compagnie 1,502 euro/kg, pompe bianche 1,498 euro/kg).


Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,920 euro/litro (servito 2,182), gasolio self service 1,842 euro/litro (servito 2,109), Gpl 0,870 euro/litro, metano 1,530 euro/kg, Gnl 1,629 euro/kg.

Fed, Powell si impegna a non emettere una valuta digitale (Cbdc)

Fed, Powell si impegna a non emettere una valuta digitale (Cbdc)Roma, 11 feb. (askanews) – Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell si è impegnato a non lavorare per tutto il suo mandato alla creazione di una valuta digitale della banca centrale (Cbdc): niente dollaro digitale dalla Fed, quindi. Powell ha infatti risposto in maniera affermativa (con un “sì”) a chi, durante l’audizione semestrale al Congresso Usa – l’esponente repubblicano Bernie Moreno – gli chiedeva di impegnarsi affinché l’istituzione non proceda alla emissione di una valuta digitale, “come invece stanno facendo in Cina e altrove”, ha aggiunto il parlamentare.


Poco dopo l’insediamento, il presidente Usa, Donald Trump ha emesso un ordine esecutivo che vieta alla Fed e a tutte le agenzie federali di effettuare qualsivoglia attività verso la creazione di una valuta digitale della banca centrale. Trump invece vuole puntare a fare degli Usa il polo globale di criptoattività e stablecoin. Molti esponenti dei repubblicani Usa, che ora hanno la maggioranza al Congresso, sono ostili alle ipotesi di Cbdc. Specialmente coloro che appartenengono all’ala più vicina a Trump (Maga) ritengono che le valute digitali delle banche centrali presentino il rischio di diventare strumenti di controllo sociale sulle popolazioni nelle mani dei governi.


Invece nell’area euro la Bce sta portando avanti da anni i preparativi per l’eventuale emissione di un euro digitale, su cui la decisione non è stata ancora presa. Ieri, intervenendo al Parlamento europeo, la presidente Christine Lagarde ha ribadito di essere favorevole alla creazione di un euro digitale, che anzi ritiene necessario per preservare la sovranità Ue nel quadro di cambiamenti in corso dell’economia globale, in particolare sulle transazioni elettroniche. Oggi proprio su questo tema il Parlamento Ue ha approvato una risoluzione con una serie di raccomandazioni alla Bce. In uno dei punti chiede che l’eventuale decisione di emettere l’euro digitale “non sia adottata esclusivamente dal Consiglio direttivo della Bce” ma che sia, “in ultima analisi una decisione politica che deve essere adottata dai colegislatori dell’Ue – recita il documento – dato il profondo impatto potenziale di tale decisione su un’ampia gamma di settori dell’Ue, tra cui la vita privata, la protezione dei consumatori, la stabilità finanziaria, la politica finanziaria e altri settori che esulano dallo stretto ambito di competenze della politica monetaria”. (di Roberto Vozzi). (fonte immagine: United States Senate).