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Maltempo, Arera: stop pagamento bollette a popolazioni colpite

Maltempo, Arera: stop pagamento bollette a popolazioni colpiteMilano, 19 mag. (askanews) – L’Arera ha approvato un provvedimento di urgenza che sospende il pagamento di bollette e avvisi di pagamento di acqua, rifiuti luce e gas (compresi il gpl e altri gas distribuiti per mezzo di reti canalizzate) a favore delle popolazioni dell’Emilia-Romagna colpite dagli eccezionali eventi meteorologici.

La delibera riguarda tutte le utenze nei Comuni danneggiati dagli eventi calamitosi dal 1 di maggio, con i peggioramenti degli ultimi giorni. Sarà applicata dalla data di emanazione da parte delle autorità competenti dei provvedimenti per l’identificazione dei Comuni coinvolti. Tra le fatturazioni sospese rientrano tutte quelle emesse o da emettere con scadenza a partire dal 1 maggio, comprese le eventuali fatture relative ai corrispettivi previsti dai venditori o dai gestori del Servizio Idrico Integrato per allacciamento, attivazione, disattivazione, voltura o subentro. Inoltre, per garantire la fruizione dei servizi essenziali nelle aree colpite, non si applicherà la disciplina delle sospensioni per morosità, anche nel caso di morosità verificatesi precedentemente alla medesima data del 1 maggio. La sospensione dei pagamenti delle bollette è un primo provvedimento di urgenza, in vista degli eventuali provvedimenti straordinari che verranno adottati dal Governo a sostegno delle popolazioni interessate da alluvioni ed esondazioni. Nuovi interventi dell’Autorità potranno prevedere anche l’introduzione di specifica disciplina in materia di rateizzazione dei pagamenti, agevolazioni anche di natura tariffaria ed eventuali deroghe dal rispetto degli obblighi di cui alla regolazione vigente a favore degli operatori colpiti dagli eventi in argomento. Infine, i venditori e gestori che erogano i servizi pubblici sopra richiamati potranno offrire ulteriori agevolazioni più favorevoli, in linea con quanto disposto dalla delibera Arera.

Ponte Stretto, Salvini: settimana prossima approvazione definitiva

Ponte Stretto, Salvini: settimana prossima approvazione definitivaNapoli, 19 mag. (askanews) – “La settimana prossima in Senato ci sarà l’approvazione definitiva del decreto sul Ponte dello Stretto”. A dirlo il ministro dei Trasporti e Infrastrutture, Matteo Salvini, intervenendo a Sorrento (Napoli) al forum “Verso Sud”. “A me piace mantenere gli impegni che prendo con gli elettori prima del voto perché – ha aggiunto in videocollegamento – anche da questo deriva la maggiore o minore astensione: se in un programma di governo in cui chiedo il consenso, e poi vado a fare il ministro, c’è anche il collegamento del Ponte sullo stretto non posso più andare a chiedere a qualcuno di fare questo perché la scrivania dove passano questi progetti è la mia”. In merito al Ponte, il leader della Lega ha poi spiegato: “Il Ponte sullo stretto vede la luce normativamente nel 1971, il progetto ha più anni rispetto a quanti non ne abbia io, il Ponte che non c’è è costato milioni”. “Il Ponte da solo – ha poi aggiunto – non risolve i problemi della Sicilia, dell’Italia, dell’Europa, va inserito in un contesto. Il ponte non è tra Messina e Villa San Giovanni, ma è tra Palermo-Roma-Berlino e il Nord Europa e serve solo alla Sicilia questo gap che costa 6 miliardi di euro all’anno, ma alle imprese di tutta Italia. Il ponte creerà circa 100mila posti di lavoro veri negli anni di lavorazione. A lavori ultimati, oltre a essere un’opera di ingegneria unica al mondo potrà attrarre in Italia un turismo di elite e non solo di massa che oggi va a visitare i ponti in giro per il mondo. Sarà il ponte a campata unica più lungo al mondo. Conto entro l’estate prossima l’avvio dei lavori possano essere oggettivamente e non politicamente smentiti quelli che criticano”, ha concluso Salvini.

La Bce: il peggior crollo della domanda di mutui da 20 anni

La Bce: il peggior crollo della domanda di mutui da 20 anniRoma, 19 mag. (askanews) – Nel primo trimestre nell’area euro si è verificato il più drastico inasprimento delle condizioni di erogazione del credito bancario dal 2011, quando avvenne la crisi sui debiti pubblici, e sempre nei primi tre mesi di quest’anno la domanda di mutui da parte delle famiglie ha registrato il crollo più pesante da vent’anni a questa parte. Lo rileva la Banca centrale europea nel bollettino economico. “Le banche hanno segnalato un forte calo della domanda di prestiti da parte di imprese e famiglie”, si legge.

La Bce fa riferimento alla sua ultima indagine sul credito bancario nell’area euro. “Nel primo trimestre – si legge – i criteri per la concessione dei prestiti alle imprese e alle famiglie per l’acquisto di abitazioni hanno evidenziato un ulteriore significativo inasprimento, segnalando un perdurante indebolimento della dinamica del credito. L’inasprimento è stato più forte di quanto le banche avessero previsto nel trimestre antecedente e, in prospettiva storica, il suo ritmo per le imprese si è confermato il più intenso mai registrato dalla crisi del debito sovrano dell’area dell’euro nel 2011”. Secondo la stessa Bce a determinare la stretta “sono stati la percezione di maggiori rischi relativi alle prospettive economiche e, in misura minore, la più ridotta tolleranza al rischio da parte delle banche”, oltre ai rialzi dei tassi di interesse di riferimento operati dalla stessa Bce e la contrazione della liquidità che la banca centrale rende disponibile.

Nel frattempo “le banche hanno segnalato un forte calo della domanda di prestiti da parte di imprese e famiglie nel primo trimestre del 2023. Il calo della domanda di prestiti da parte delle imprese è stato il più marcato dalla crisi finanziaria mondiale, mentre la contrazione della domanda di prestiti da parte delle famiglie – rileva la Bce – è stata la più elevata dall’avvio dell’indagine nel 2003”. Secondo l’istituzione questa flessione della domanda di prestiti “è stata superiore alle aspettative” delle stesse banche, che “hanno segnalato che il livello generale dei tassi di interesse è stato il principale fattore alla base” di questo calo. “La contrazione della domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni si è confermata significativa ed è stata principalmente trainata dall’aumento dei tassi di interesse, dall’indebolimento delle prospettive del mercato degli immobili residenziali – si legge – e dal basso clima di fiducia dei consumatori”.

La domanda di prestiti crolla ma la Bce insiste sui rialzi dei tassi

La domanda di prestiti crolla ma la Bce insiste sui rialzi dei tassiRoma, 19 mag. (askanews) – Nel primo trimestre di quest’anno si è verificato il peggior crollo da almeno vent’anni a questa parte della domanda di prestiti da parte delle famiglie nell’eurozona, prevalentemente a riflesso del drastico aumento dei tassi operato dalla Bce. E nel suo ultimo Bollettino economico, l’istituzione di Francoforte ribadisce l’intenzione di continuare con questa stretta creditizia: “le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di riferimento siano fissati a livelli sufficientemente restrittivi da conseguire un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2 per cento”, si legge.

Secondo la Bce, anche se è calata l’inflazione dell’area euro resta “troppo elevata da troppo tempo”. E i tassi di interesse “restano lo strumento principale utilizzato per definire l’orientamento di politica monetaria”, che spingendosi in senso restrittivo punta a favorire un abbassamento delle spinte inflazionistiche. La Bce ha avviato la manovra di aumento dei tassi nel luglio del 2022 e da allora li ha complessivamente aumentati di 375 punti base, ovvero 3,75 punti percentuali, con un recente rialzo da 25 punti base anche a inizio maggio. Una stretta da record nella storia dell’istituzione, contro una inflazione galoppante a sua volta a massimi storici.

E da record sono anche gli effetti che questa stretta sta avendo sul mercato del credito. Nel primo trimestre “il calo della domanda di prestiti da parte delle imprese è stato il più marcato dalla crisi finanziaria mondiale, mentre la contrazione della domanda di prestiti da parte delle famiglie – rileva la Bce – è stata la più elevata dall’avvio dell’indagine nel 2003”. Il riferimento è all’ultima indagine sul credito bancario condotta dalla stessa istituzione. Le banche coinvolte “hanno segnalato che il livello generale dei tassi di interesse è stato il principale fattore alla base” del crollo. “La contrazione della domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni si è confermata significativa ed è stata principalmente trainata dall’aumento dei tassi di interesse, dall’indebolimento delle prospettive del mercato degli immobili residenziali – si legge – e dal basso clima di fiducia dei consumatori”.

La contrazione non è ancora finita, dato che per il secondo trimestre “le banche si attendono un’ulteriore, ma più contenuta, flessione (netta) della domanda di prestiti da parte di imprese e famiglie”. Il tutto mentre gli istituzti di credito stanno a loro volta stringendo i criteri per la concessione dei prestiti. “In prospettiva storica”, rileva ancora la Bce, il ritmo di questa stretta sul credito alle imprese “si è confermato il più intenso mai registrato dalla crisi del debito sovrano dell’area dell’euro nel 2011”.

Bce alzerà ancora tassi “a livello sufficientemente restrittivo”

Bce alzerà ancora tassi “a livello sufficientemente restrittivo”Roma, 19 mag. (askanews) – La Banca centrale europea ribadisce l’intenzione di proseguire con i rialzi dei tassi di interesse: “le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di riferimento siano fissati a livelli sufficientemente restrittivi da conseguire un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2 per cento nel medio termine e siano mantenuti su tali livelli finché necessario”. Lo si legge nel Bollettino economico, pubblicato a due settimane dall’utima riunione operativa del direttorio, che ha alzato i tassi di altri 25 punti base.

Secondo l’istituzione di Francoforte “le prospettive di inflazione continuano a essere troppo elevate da troppo tempo. L’inflazione complessiva ha registrato una riduzione negli ultimi mesi, sebbene le pressioni di fondo sui prezzi rimangano intense”, si legge. Inoltre, la Bce ripete che i tassi “restano lo strumento principale utilizzato per definire l’orientamento di politica monetaria”. Ma che paralelamente proseguirà anche la manovra di riduzione degli stock di titoli, prevalentemente pubblici, accumulato negli anni scorsi “a un ritmo misurato e prevedibile”. In questo ambito si opera con un inasprimento quantitativo passivo: cioè mediante il non rinnovo dei bond che giungono a scadenza. E a inizio mese, assieme al rialzo dei tassi, la Bce ha deciso di sospendere tutti i rinnovi sul piano di acquisti App a partire da luglio.

Nasce Cdp Real Asset: 10 miliardi di investimenti sul territorio

Nasce Cdp Real Asset: 10 miliardi di investimenti sul territorioMilano, 18 mag. (askanews) – Oltre 5 miliardi di euro di masse gestite per investimenti complessivi immobiliari generati sul territorio pari a 10 miliardi. E’ l’obiettivo che il gruppo Cassa Depositi e Prestiti punta a raggiungere nei prossimi tre anni attraverso Cdp Real Asset Sgr. Quattro le linee di intervento strategiche della società, guidata da Giancarlo Scotti, che oggi a Milano, insieme al presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini, e all’AD Dario Scannapieco, ha presentato le direttrici del piano strategico: sviluppo delle infrastrutture sociali dell’abitare, riqualificazione del patrimonio pubblico dismesso, supporto al settore turistico e crescita del mercato infrastrutturale italiano.

“Le finalità – ha spiegato Scotti – sono quelle di operare sul territorio e perseguire quelli che sono i nostri principi di partenza, che sono stati quelli di operare sul social housing e sulla riqualificazione degli immobili pubblici, e continuare sul settore del turismo e delle infrastrutture. I fattori abilitanti saranno quelli di portare degli investimenti sul territorio, con un rispetto dei criteri Esg, e di essere il punto di riferimento per gli investitori nazionali e internazionali che vorranno investire sul territorio italiano”. Le infrastrutture sociali, con le 3 S dell’abitare sostenibile – social, student e senior housing – rappresentano una parte rilevante della strategia di Cdp Real Asset, in un momento in cui il tema della carenza degli alloggi per gli studenti nel nostro Paese è di enorme attualità. “Noi lo stiamo seguendo sin dalla costituzione del nostro primo fondo del 2010 – ha spiegato Scotti -. Il secondo fondo che è nato recentemente, il FNAS, avrà proprio negli studentati e nella realizzazione di nuovi posti letto l’obiettivo principale. Abbiamo fatto una sollecitazione alle varie Sgr presenti sul mercato perchè noi operiamo con una logica di fondo di fondi: abbiamo ricevuto delle proposte e da queste proposte si vede che c’è un piano per poter realizzare 10mila posti letto”.

Sul fronte della valorizzazione degli immobili ex pubblici, i progetti di riqualificazione, come la Manifattura Tabacchi di Firenze e la nuova Accademia della Guardia di Finanza a Bergamo, riguardano complessivamente più di un milione di metri quadrati per investimenti di circa 1,5 miliardi. Nel turismo sono previsti investimenti complessivi per oltre 1 miliardo in circa 50 strutture, con l’obiettivo di riqualificare le strutture ricettive e di sostenere la crescita dei gestori. Infine, le infrastrutture, con la recente nascita del primo fondo di fondi italiano del comparto infrastrutturale, con un target di 500 milioni, a sostegno dei settori chiave per la nostra economia quali la transizione energetica e digitale, l’economia circolare e le rinnovabili.

Maltempo, rinviato a giugno lo sciopero del trasporto aereo. Salvini: un bel senso di unità del Paese

Maltempo, rinviato a giugno lo sciopero del trasporto aereo. Salvini: un bel senso di unità del PaeseRoma, 18 mag. (askanews) – “Permettetemi di ringraziare i responsabili del settore trasporto aereo di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che, dopo nostra richiesta e vista la situazione in Emilia Romagna, hanno deciso di sospendere e rinviare a giugno lo sciopero che avevano fissato per domani. Li ringrazio per la sensibilità e la pronta accoglienza di quanto richiesto”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e i Trasporti Matteo Salvini nel corso del question time.

“E’ un bel senso di unità del Paese – ha aggiunto – e ci tengo a ringraziare i rappresentanti sindacali e i lavoratori tutti”.

Bankitalia: per riforma fisco coperture adeguate, più tasse su rendite

Bankitalia: per riforma fisco coperture adeguate, più tasse su renditeRoma, 18 mag. (askanews) – Per la riforma fiscale sono necessarie “coperture adeguate, strutturali e credibili”, che al momento la delega non prevede. Il carico fiscale andrebbe redistribuito utilizzando i proventi dalla lotta all’evasione in primo luogo per alleggerire i contribuenti che versano regolarmente le imposte. Il sistema fiscale deve favorire la crescita economica e questo è possibile incentivando gli investimenti e spostando il carico tributario “dai fattori produttivi, ossia lavoro e capitale, alle rendite e ai consumi”. Questa la posizione della Banca d’Italia sulla delega per la riforma del sistema tributario, illustrata dal Caposervizio assistenza e consulenza fiscale dell’Istituto di Via Nazionale nel corso dell’audizione in Commissione finanze alla Camera.

“L’elevato peso del nostro debito pubblico impone la necessità di conseguire e mantenere nel tempo significativi avanzi primari, per cui – ha spiegato Ricotti – a fronte di qualsiasi riduzione nelle entrate pubbliche vanno individuate coperture adeguate, strutturali e credibili”, che al momento la delega prevede soltanto per l’eliminazione dell’Irap, a fronte della quale viene introdotta una sovraimposta Ires. La lotta all’evasione fiscale, fenomeno “inaccettabilmente iniquo e distorsivo della concorrenza tra imprese”, deve continuare con determinazione e “la prima forma di redistribuzione dovrebbe essere quella di utilizzare i proventi per alleggerire il carico tributario dei contribuenti in regola”.

Nell’ottica di orientare il sistema fiscale a favorire la crescita, ha sottolineato ancora la Banca d’Italia “andrebbe spostato l’onere tributario dai fattori produttivi, lavoro e capitale, alle rendite e ai consumi”. Ricotti ha ricordato che “dal confronto con i principali paesi dell’Unione europea emerge come in Italia le aliquote implicite di tassazione su lavoro e capitale siano tra le più elevate e sempre superiori a quelle medie registrate nell’area dell’euro”. Nel merito della delega, che prevede l’approdo a regime ad un sistema basato sulla flat tax contestualemente alla riduzione del carico tributario, Bankitalia sostiene che questo modello “potrebbe risultare poco realistico” per un Paese come l’Italia “con un ampio sistema di welfare, soprattutto alla luce dei vincoli di finanza pubblica”. Secondi Ricotti “andranno attentamente valutati gli effetti redistributivi” derivanti dalla tassa piatta. “La sfida – ha detto – sarà tradurre in pratica i principi cui si ispira la delega tenendo insieme i vincoli di bilancio pubblico, l’equità orizzontale e verticale”.

L’analisi di Bankitalia si è poi soffermata sui meccanismi preventivi di lotta all’evasione che la riforma introduce, come la cooperative compliance e il concordato preventivo. Questi strumenti, secondo Ricotti, non devono indebolire i controlli successivi alla presentazione della dichiarazione dei redditi che, anzi, andrebbero rafforzati “per non rischiare di vanificare i risultati finora ottenuti dalla lotta all’evasione”.

Maltempo, Anas: il punto della viabilita’ lungo le statali

Maltempo, Anas: il punto della viabilita’ lungo le stataliRoma, 18 mag. (askanews) – Prosegue senza sosta l’impegno del personale e dei mezzi Anas (Gruppo FS Italiane) per fronteggiare la nuova forte ondata di maltempo che dalla scorsa notte sta interessando la regione Emilia-Romagna. Anas, dall’avvio dell’emergenza, sta impiegando 240 persone, tra personale Anas e Squadre incaricate per il servizio di Pronto Intervento. Per le principali operazioni sono stati impiegati sul territorio oltre 50 tra veicoli e mezzi operativi. La strada statale 9 “via Emilia” è stata riaperta al traffico lungo tutto tratto ricadente in Emilia-Romagna. Riaperta al traffico la strada statale 253 “San Vitale” a Villafontana (BO) e la strada statale 71 “Umbro Casentinese Romagnola” a Mercato Saraceno (FC). Sulla strada statale 3bis “Tiberina” (E45) è stato riaperto al traffico lo svincolo di Case Murate. Riaperta al traffico – in entrambe le direzioni di marcia – la strada statale 253 bis “Trasversale di Pianura” nel territorio di Budrio (BO) tra il km 30,400 ed il km 36,770 precedentemente chiusa per rischio esondazione del fiume Gaiana. La strada statale 16 “Adriatica” è stata riaperta al traffico a Ravenna nei pressi del km 201 mentre permane la chiusa al traffico, per rischio esondazione, ad Alfonsine (RA) nei pressi del km 122, a Bagnacavallo (RA) dal km 136,100 al km 147.

Per allagamento è stata disposta la chiusura della strada statale 67 “Tosco Romagnola” a Coccolia (RA) dal km 201 al km 197,400 con percorso alternativo su viabilità secondaria. La SS 67 “Tosco Romagnola” è altresì chiusa al traffico – per frane e smottamenti – nel comune di Portico e San Benedetto (FC), nei pressi del km 146,700, del km 148 e nei pressi del km 154,400; a Rocca San Casciano è disposta la chiusura nei pressi del km 163,800 e nel comune di Dovadola , nei pressi del km 168,600 e del km 170,400.

Nella città metropolitana di Bologna è altresì attiva la chiusura al traffico, per rischio di esondazione del fiume Savena, la strada statale 65 bis “Fondovalle Savena” a Pianoro tra il km 0,500 ed il km 2,500. A Cesena per allagamento della sede stradale è chiusa al traffico, in entrambe le direzioni, la strada statale 726 “Secante di Cesena” dallo svincolo n.3 (km 26,700) allo svincolo n.5 (km 31,200) ed è inoltre chiuso al traffico lo svincolo n.6, per chi viaggia in direzione Roma.

La strada statale 71 “Umbro Casentinese Romagnola” è chiusa al traffico – per frane e smottamenti – dal km 226,800 al km 233,400 nei comuni di Sarsina e Quarto con deviazione del traffico sulla SS3 bis (E45). La strada statale 65 “della Futa”, nella città metropolitana di Bologna, a causa della presenza di frane e smottamenti è chiusa al traffico nel comune di Loiano dal km 76,400 al km 72,600 e nei pressi del km 84 in comune di Livergnano.

Per smottamento, la strada statale 64 “Porrettana” è chiusa a Marzabotto (BO) nei pressi del km 70,500 con deviazione del traffico sulla viabilità locale e a Sasso Marconi (BO) dal km 73,500 al km 71,800. La strada statale 726 “Secante di Cesena” è chiusa al traffico dallo svincolo n. 5 (km 31,500) allo svincolo n.3 (km 26,700).

Inoltre, lungo la strada statale 727bis “Tangenziale di Forlì” permane la chiusura della carreggiata in direzione Bologna dal km 0 al km 5 mentre è disposta la chiusura – in entrambe le direzioni di marcia – nei pressi del km 4,900 mentre è riaperta in carreggiata opposta, direzione Rimini.

Come già comunicato in precedenza, al fine di alleggerire il traffico e facilitare le operazioni di soccorso nelle aree colpite dall’emergenza maltempo, su disposizione della Prefettura di Forlì Cesena, Anas ha temporaneamente istituito il divieto di transito ai mezzi pesanti sulla la strada statale 3 bis “Tiberina” (E45) tra Sansepolcro (AR) e Ravenna. In alternativa è possibile utilizzare l’autostrada A1. I mezzi pesanti sulla E45 in direzione nord sono deviati con uscita obbligatoria a Sansepolcro e prosecuzione sulla SS73 in direzione Arezzo/A1.

Confcommercio, a maggio Pil -0,2% su mese e inflazione giù al 7,8%

Confcommercio, a maggio Pil -0,2% su mese e inflazione giù al 7,8%Roma, 18 mag. (askanews) – Pil in calo a maggio (-0,2%) rispetto ad aprile, con una crescita dell’1,5% su base annua. Dopo il rimbalzo di aprile l’inflazione è attesa tornare sul percorso di progressivo rientro. Per il mese in corso la stima è di un aumento dello 0,5% congiunturale e di una crescita del 7,8% nel confronto annuo. E’ quanto previsto dall’Ufficio Studi di Confcommercio nella congiuntura mensile.

Dopo un primo trimestre positivo, con una crescita superiore alle attese, l’economia italiana si avvia a superare l’1% di crescita per l’anno in corso. Gli elementi di fragilità riguardano oggi l’incertezza derivante dallo scenario internazionale e una pericolosa lentezza nel rientro delle dinamiche inflazionistiche. Anche a marzo il mercato del lavoro ha confermato una buona tenuta. La progressiva crescita dell’occupazione, attualmente al di sopra di 200mila unità rispetto ai livelli della prima parte del 2019, continua a sostenere la capacità di spesa delle famiglie nonostante l’erosione determinata dall’elevata inflazione sui redditi e sui risparmi. Alle difficoltà che si registrano sul versante della produzione industriale – anche a marzo si è avuta una diminuzione (-0,6% su febbraio) – si contrappone il lento recupero dei consumi da parte delle famiglie, sostenuto anche dalla componente estera del turismo. Il miglioramento della domanda, seppure meno intenso e concentrato su alcuni specifici segmenti dei servizi, alimenta le performance positive dell’economia. Ciò che oggi appare un sostegno, potrebbe, però, costituire un freno alla crescita, se le esigenze di ricostituire il potere d’acquisto dello stock di risparmio facessero aggio sulle propensioni agli acquisti, soprattutto di beni durevoli.

Ad aprile, i consumi, misurati nella metrica dell’Icc, hanno registrato una moderata variazione tendenziale (+0,2%), determinata esclusivamente dai servizi (+4,5%). Più complessa appare la situazione relativa alla domanda di beni i quali, nell’insieme, registrano una riduzione dell’1,5%. Tra questi, la domanda per le autovetture mostra favorevoli segnali di recupero (+16,9% tendenziale). Le dinamiche degli ultimi mesi non hanno, comunque, permesso di recuperare il consistente gap con i livelli osservati nello stesso periodo del 2019. Inoltre, secondo gli esperti di settore, gli sviluppi delle immatricolazioni degli ultimi mesi sono legate all’evasione di ordini pregressi, rallentati da inefficienze nelle catene produttive. Si conferma negativa la dinamica dei consumi alimentari (-3,0% tendenziale), dell’energia elettrica (-7%) e dei mobili (-7,8%). Relativamente all’abbigliamento e alle calzature, nonostante alcuni miglioramenti registrati di recente (+0,7% ad aprile su base annua) la distanza con i volumi pre-Covid appare molto difficile da colmare.