Ddl Made Italy: fondo sovrano, liceo e giornata nazionaleRoma, 17 mag. (askanews) – Un fondo sovrano destinato a sostenere le filiere strategiche nazionali, il cui importo massino non è ancora definito, e il rifinanziamento della nuova Sabatini. Sono alcune delle misure contenute nella bozza del ddl Made in Italy, atteso in uno dei prossimi Consigli dei ministri. “Nell’obiettivo di supportare la crescita e il consolidamento delle filiere strategiche nazionali – si legge nella bozza al momento composta da 47 articoli – anche con riferimento alla fase dell’approvvigionamento di materie prime ed energia, il Ministero dell’economia e delle finanze e autorizzato ad investire, a condizioni di mercato, nel capitale di imprese nazionali ad alto potenziale o di imprese nazionali che, in ragione della rilevanza sistemica gia raggiunta, possano generare importanti esternalita positive per il Paese e ridurre i costi di coordinamento tra gli attori delle filiere coinvolte”. L’investimento “e realizzato tramite l’acquisto o la sottoscrizione di azioni o altri strumenti finanziari dei veicoli societari o fondi di investimento o attraverso altri strumenti di coinvestimento, per un “importo massimo” nella bozza non ancora definito. Non sono quantificati al momento nemmeno gli oneri per far fronte al meccanismo”. Sono inoltre previste risorse pari a 274 milioni di euro per il 2023 per il rifinanziamento della Nuova Sabatini, l’incentivo per facilitare l’accesso al credito delle imprese per investimenti in beni strumentali. “Per assicurare continuita alle misure di sostegno agli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese e far fronte alle difficolta connesse al progressivo incremento dei tassi di interesse, l’autorizzazione di spesa e integrata di 274 milioni di euro per l’anno 2023”. Il ddl prevede l’stituzione del liceo del made in Italy “al fine di promuovere, nell’ottica dell’allineamento tra domanda e offerta di lavoro, le conoscenze, le abilità e le competenze connesse a Made in Italy”. Il ddl istituisce la “Giornata nazionale del Made in Italy’, il 15 aprile, “al fine di celebrare la creativita e l’eccellenza italiana, presso le istituzioni, le scuole di ogni ordine e grado e i luoghi di produzione e di riconoscerne il ruolo sociale e il contributo allo sviluppo economico e culturale della Nazione e del suo patrimonio identitario, nonche di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti dei temi della promozione e tutela del valore e delle qualita peculiari delle opere dell’ingegno e dei prodotti italiani”.
Findomestic: dopo 4 mesi intenzioni acquisto tornano in calo (-8,4%)Milano, 17 mag. (askanews) – Dopo quattro mesi di crescita consecutiva le intenzioni d’acquisto a tre mesi degli italiani tornano ai livelli di inizio anno con un calo dell’8,4% rispetto ad aprile. Secondo l’analisi dell’Osservatorio Findomestic di maggio realizzata in collaborazione con Eumetra, è il comparto casa a determinare quest’andamento negativo. Sembra finito l’effetto Superbonus: sfiorano una flessione del 20% (-19,4%) le intenzioni di ristrutturare casa, calano dell’11,8% gli impianti di isolamento termico e del 9,2% le caldaie a condensazione o biomassa. In calo anche i mobili (-12,7%) che, tuttavia, si confermano su livelli superiori alla media degli ultimi 12 mesi. In controtendenza solo gli impianti fotovoltaici (+11,9%) e gli infissi (+4,4%).
“I primi mesi del 2023 sono stati contraddistinti da una ripresa della propensione al consumo – dichiara Gilles Zeitoun, amministratore delegato e direttore generale Findomestic – che ha trovato riscontro negli effettivi acquisti di beni durevoli, in crescita ma ancora frenati da un contesto che resta di forte preoccupazione. Il fenomeno dell’inflazione rimane la prima preoccupazione nel Paese (6 risposte su 10 nella nostra rilevazione) e continua a influenzare i comportamenti di spesa che restano improntati alla prudenza. Non a caso, con i redditi che crescono meno dei prezzi dei beni di consumo, al secondo posto tra le preoccupazioni più avvertite (39% di preferenze) troviamo quella relativa al progressivo calo del potere d’acquisto familiare”. Il settore casa soffre la fine dell’effetto Superbonus, ma non è l’unico a subire un ripiegamento delle intenzioni d’acquisto: senza una prospettiva concreta di incentivi nuovi o rivisti nei parametri anche le auto nuove cedono il 7% (tengono meglio le elettrificate a -1,4%) e le usate l’11%. I motoveicoli, un mercato in forte crescita dal 2021 ad oggi, fanno rilevare ancora intenzioni d’acquisto in positivo: +8,6%. Torna a sorridere il settore della tecnologia dopo il calo generalizzato della propensione all’acquisto (e delle vendite) registrato nel primo trimestre dell’anno. L’intenzione di dotarsi di un tablet raggiunge i livelli massimi da un anno a questa parte (+15,8% nell’ultimo mese). Lo stesso vale per le fotocamere (+18,8%) e la telefonia (+11,1%). Anche le TV, come rileva l’Osservatorio Findomestic di maggio, guadagnano il 6,3%, mentre le intenzioni d’acquisto di PC rimangono stabili. Andamenti contrapposti per i due segmenti degli elettrodomestici con i piccoli in flessione del 6,3% e i grandi in crescita del 10,4%. L’arrivo della bella stagione sembra non offrire un ulteriore impulso ad attrezzature per lo sport e fai da te, che rimangono sostanzialmente stabili (in lieve calo dell’1,4% il fai da te) su livelli comunque elevati e superiori ad un anno fa. Piccolo ridimensionamento per le intenzioni di acquistare un’e-bike (-4,3%) dopo 3 mesi di crescita consecutiva. Per l’estate in molti hanno già organizzato e acquistato il proprio pacchetto vacanze: nella rilevazione condotta a fine aprile, infatti, le intenzioni d’acquisto di viaggi arrestano la propria ascesa (-2,9%).
Ue propone riforma dell’Unione doganale: più IA e autorità unicaRoma, 17 mag. (askanews) – La Commissione europea ha presentato una serie di proposte di riforma dell’Unione doganale, istituita nel 1968, che prevedono un ampio utilizzo dell’intelligenza artificiale, anche sui controlli, una nuova autorità europea, un portale unico per le imprese e una revisione delle regole sul commercio elettronico, mentre viene eliminata l’esenzione dai dazi doganali dei pacchi con merci di valore inferiore ai 150 euro.
Con un comunicato, l’esecutivo comunitario sostiene che le misure proposte “illustrano una visione all’avanguardia a livello mondiale basata sui dati per le dogane dell’Ue, che semplificherà notevolmente le procedure doganali per le imprese, in particolare per gli operatori commerciali più affidabili”. Le dichiarazioni tradizionali verranno sostituite “con un approccio più intelligente alla vigilanza sulle importazioni basato sui dati”, si legge. Bruxelles rileva che le dogane subiscono pressioni dovute a un enorme incremento dei volumi commerciali, in particolare nel commercio elettronico, ma anche per il rapido aumento delle norme dell’Ue che devono essere verificate alle frontiere e l’evoluzione delle realtà e delle crisi geopolitiche. Inoltre la Commisione vuole un quadro doganale “adatto a un’era più verde”, oltre che digitale.
Bruxelles propone innanzittto una nuova autorità doganale europea, cui spetterebbe il compito di “presiedere un centro doganale digitale europeo che fungerà da motore del nuovo sistema. Il centro dati – si legge – sostituirà l’infrastruttura informatica doganale esistente negli Stati membri dell’Ue”, con risparmi stimati per 2 miliardi di euro l’anno. Le imprese che intendano introdurre merci nell’Unione “potranno registrare tutte le informazioni sui prodotti e sulle catene di approvvigionamento in un unico ambiente online: il nuovo centro doganale digitale europeo. Questa tecnologia all’avanguardia raccoglierà i dati forniti dalle imprese e, attraverso l’apprendimento automatico, l’intelligenza artificiale e l’intervento umano, fornirà alle autorità una visione a 360 gradi delle catene di approvvigionamento e della circolazione delle merci”.
Un unico portale, quindi, per la presentazione delle informazioni doganali. Viene poi prevista la suddivisione tra processi operativi e catene di approvvigionamento ritenute “completamente trasparenti” con operatori commerciali giudicati “più affidabili”, (operatori “Trust and Check”, Fiducia e Controllo”) che potranno mettere le loro merci in circolazione nell’Ue senza alcun intervento doganale attivo. Secondo le proposte, il centro digitale sarà operativo per le spedizioni del commercio elettronico a partire dal 2028; seguiranno (su base volontaria) gli altri importatori nel 2032. Gli operatori Trust and Check (Fiducia e Controllo) potranno inoltre sdoganare tutte le loro importazioni presso le autorità doganali dello Stato membro in cui hanno sede, indipendentemente dal luogo in cui le merci entrano nell’Unione. Un riesame nel 2035 valuterà l’opportunità di estendere tale possibilità a tutti gli operatori commerciali, aggiunge la Commissione, quando il centro diventerà obbligatorio a partire dal 2038.
Le proposte prevedono poi che l’intelligenza artificiale venga utilizzata “per analizzare e monitorare i dati e prevedere i problemi perfino prima che le merci abbiano iniziato il loro viaggio verso l’Unione. Le autorità doganali dell’Ue – si legge – potranno in tal modo concentrare i loro sforzi e le loro risorse dove sono più necessari: per impedire l’ingresso nell’Unione di merci pericolose o illegali e far rispettare il numero crescente di leggi dell’Unione che vietano determinate merci contrarie ai valori comuni, ad esempio nel settore dei cambiamenti climatici, della deforestazione e del lavoro forzato”. Ma il sistema basato sulla IA contribuirà anche “a garantire una corretta riscossione dei dazi e delle imposte, a vantaggio dei bilanci nazionali”, sostiene la Commissione.
“Le informazioni e le competenze saranno messe in comune e valutate a livello dell’Unione attraverso la nuova autorità doganale dell’Ue – riporta ancora il comunicato – che agirà sulla base dei dati forniti tramite il centro doganale digitale europeo”.
La riforma ha poi un altro elemento chiave nel puntare a che le merci vendute online nell’Ue rispettino tutti gli obblighi doganali. “Si tratta di un’importante innovazione rispetto all’attuale sistema doganale, che attribuisce la responsabilità al singolo consumatore e ai singoli vettori. Le piattaforme – dice la Commissione – avranno la responsabilità di garantire che i dazi doganali e l’Iva siano pagati al momento dell’acquisto”.
Nel contempo la riforma elimina l’attuale soglia in base alla quale le merci di valore inferiore a 150 euro sono esenti dai dazi doganali, che secondo Bruxelles è “ampiamente sfruttata dagli autori di frodi: fino al 65% di tali pacchi che entrano nell’Ue è attualmente sottovalutato al fine di evitare i dazi doganali all’importazione”.
La riforma semplifica inoltre il calcolo dei dazi doganali per le merci di modesto valore più comuni acquistate da paesi terzi, “riducendo a quattro le migliaia di possibili categorie di dazi doganali”. Il nuovo regime, secondo l’Ue, apporterà entrate doganali supplementari dell’ordine di 1 miliardo di euro l’anno.
Governo, Sbarra (Cisl): riannodi fili del dialogo con i sindacatiGenova, 17 mag. (askanews) – “Ormai da un mese e mezzo abbiamo attivato una forte mobilitazione unitaria nei luoghi di lavoro, abbiamo già sostenuto due grandi manifestazione interregionali a Bologna, a Milano e sabato saremo a Napoli. Il nostro obiettivo è convincere il governo a riannodare i fili del dialogo e del confronto con le parti sociali e con il sindacato. La stagione delle grandi riforme, degli investimenti, del rilancio in qualità e in quantità del lavoro e dell’occupazione può determinarsi attraverso il dialogo, la condivisione e il confronto tra governo e organizzazioni sindacali”. Lo ha detto il segretario della Cisl Luigi Sbarra, parlando con i giornalisti a margine del convegno “La partecipazione al lavoro” organizzato dal sindacato a Genova.
“Abbiamo costruito una nostra piattaforma – ha sottolineato Sbarra – abbiamo declinato le nostre priorità e, sulla base della forza della mobilitazione, chiediamo al governo di aprire una grande stagione di confronto e di dialogo per affrontare insieme il tema dell’inflazione che va contrastato con una nuova politica dei redditi per salvaguardare il potere di acquisto di retribuzioni, salari e pensioni, il tema del rinnovo dei contratti, dell’accelerazione dei processi di attuazione del Pnrr, della salute e della sicurezza sul luoghi di lavoro, della sanità, della non autosufficienza e di una visione nuova delle politiche industriali”.
Imprese, Giorgetti: ruolo Stato resta fondamentale per favorire crescitaMilano, 17 mag. (askanews) – “Resta fondamentale il ruolo dello Stato italiano, quale azionista capace a seconda dei casi di presidiare settori strategici e favorire la crescita di aziende come investitore paziente, come nel caso della Cdp”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in un collegamento video tenuto in occasione della presentazione a Milano del volume dedicato a “La fusione Montecatini-Edison (1965-1971) di Giorgio La Malfa e Taddeo Molino Lova.
Bce, Tajani: continuare ad alzare i tassi sarebbe un erroreRoma, 17 mag. (askanews) – Continuare ad alzare i tassi di interesse ufficiali “sarebbe un errore” da parte della Bce, perché nell’area euro l’inflazione “non ha una origine interna, quindi il problema non si risolve alzando i tassi”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani rispondendo una domanda al termine della sua vista all’Abi, in occasione del Comitato esecutivo.
La Bce ha manifestato l’intenzione di aumentare ancora il costo del danaro. “Mi auguro che questo non accada – ha detto Tajani – perché sarebbe un errore. L’ho detto più volte. Nella sua libertà la Banca centrale può fare quello che vuole. Però già essere passati da 0,50 a 0,25 è un passo in avanti”. Il riferimento è al fatto che l’ultimo aumento deciso dalla Bce ha marcato una moderazione del ritmo della stretta, con 25 punti in base in più sui tassi invece dei 50 punti base dei precedenti rialzi.
“L’inflazione italiana ed europea è un’inflazione che non ha una origine interna, come quella americana, quindi il problema non si risolve alzando i tassi di interesse. Poi, alla fine – ha concluso Tajani – ne fanno le spese solo le famiglie e le imprese”.
Commercio estero, Istat: a marzo surplus 7,541 mldRoma, 17 mag. (askanews) – A marzo, il saldo commerciale 2023 è pari a +7.541 milioni di euro (era -757 milioni a marzo 2022). Il deficit energetico (-5.328 milioni) è inferiore rispetto a un anno prima (-8.269 milioni), mentre l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici, pari a 12.869 milioni, è elevato e in forte aumento rispetto a marzo 2022 (7.512 milioni). Lo rende noto l’Istat. Nel mese di marzo 2023 i prezzi all’importazione diminuiscono dell’1,4% su base mensile e del 2,6% su base annua (da +1,3% di febbraio), si tratta della prima volta da febbraio 2021 e riflettono soprattutto i persistenti ribassi dei prezzi dei prodotti energetici nell’area non euro.
Mobilità, presto le scatole nere difenderanno anche l’ambienteRoma, 16 mag. (askanews) – Non solo il corretto rilevamento della dinamica di un incidente stradale a fini assicurativi: le scatole nere, quei piccoli dispositivi dotati di Gps installati sulle auto assieme all’assicurazione Rc, possono svolgere anche un ruolo nella sicurezza pubblica e persino aiutare nella definizione di politiche ambientali atte a limitare le emissioni climalteranti. Se ne è parlato nel corso della tavola rotonda “Mobilità, sicurezza stradale, infrastrutture e ambiente. L’economia dei dati a servizio dell’individuo e della collettività”, organizzato dal Think Tank The Urban Mobility Council, promosso dal Gruppo Unipol, presso la Sala del Refettorio della Camera dei deputati.
Le scatole nere, è emerso nell’incontro, è un primato tecnologico italiano al servizio della collettività e dell’ambiente. “L’Italia – ha sottolineato in questo senso Enrico San Pietro, Insurance General Manager di UnipolSai – è il Paese europeo maggiormente all’avanguardia per la diffusione delle scatole nere”, si tratta di “un’eccellenza tecnologica che abilita l’offerta di servizi innovativi e che potenzialmente può generare importanti vantaggi per la collettività”. Infatti, ha spiegato Sergio Savaresi, Direttore del Dipartimento Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano, “le moderne tecnologie telematiche consentono di passare dal concetto di Black Box a quello di Green Box, ossia un nuovo strumento per definire e classificare l’impatto ambientale di ciascun veicolo, superando il tradizionale concetto di appartenenza alla classe Euro. E’ un approccio innovativo che consente alle amministrazioni pubbliche di pianificare politiche efficaci per la gestione del traffico veicolare e limitare l’inquinamento”. In sostanza, attraverso i dati delle scatole nere, le amministrazioni pubbliche potrebbero passare da politiche basate sui dati medi, come quelli sulla quantità di emissioni rilasciate da un certo tipo di motore, a politiche basate sui dati effettivi del singolo veicolo. Una rivoluzione, in particolare nella gestione degli accessi ai centri urbani, perché sarebbe basata non solo sull’auto che si possiede, ma sui km che si percorrono, sul suolo che si occupa, sullo stile di guida.
Secondo Mario Nobile, Direttore Generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale, grazie alla tecnologia raggiunta in questo settore, i tempi sono ormai maturi per “un nuovo paradigma che renda efficiente e sostenibile l’utilizzo dei mezzi di trasporto, attraverso soluzioni che permettano la gestione dell’ecosistema mobility. L’approccio deve essere olistico e non solo data driven, basato sulle informazioni ricavabili dall’enorme mole di dati che vengono raccolti all’interno dei digital ecosystem dell’ambiente urbano. In quest’ottica, AgID sta guidando il mercato dell’innovazione verso la realizzazione di soluzioni che potranno rappresentare la risposta più coerente al bisogno di un Sistema Paese realmente sostenibile”. Secondo Stefano Genovese, coordinatore del Think Tank The Urban Mobility Council, che ha moderato l’incontro, “le opportunità generate dall’economia dei dati hanno aperto nuove prospettive nell’ambito della mobilità con benefici indiscutibili per i singoli e la collettività. Solo un approccio decisionale non ideologico, ma basato sull’analisi oggettiva dei dati potrà consentire, tanto ai decisori pubblici nazionali e locali quanto ai privati cittadini, di fare le scelte più efficienti ed economiche per adottare una transizione nella mobilità che sia a misura di ciascuno e, proprio per questo, accettata da tutti”.
Fabio Sbianchi, presidente di Octo Telematics, l’azienda che ha sviluppato il sistema delle scatole nere, ha sottolineato con orgoglio come questa sia “un’industria che abbiano creato noi italiani. Dietro di noi sono venute centinaia di aziende di tutto il mondo”, per questo, ha aggiunto, è importante salvaguardarne il know how e gli investimenti fatti. Sono intervenuti all’incontro anche Federico Cafiero De Raho e Davide Bellomo, rispettivamente vicepresidente e membro della commissione Giustizia della Camera; Alberto Luigi Gusmeroli e Paola De Micheli, rispettivamente presidente e vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera, e il senatore Gianluca Cantalamessa, della commissione Industria.
L’Abi: ad aprile la crescita dei prestiti si è azzerata, per la prima volta da oltre 7 anniRoma, 16 mag. (askanews) – Ad aprile, per la prima volta da oltre sette anni a questa parte la dinamica di crescita dei prestiti bancari in Italia si è azzerata. Lo riferisce l’Abi, l’associazione bancaria italiana nel suo Rapporto mensile: i prestiti a imprese non finanziarie e famiglie sono rimasti invariati rispetto allo stesso mese di un anno prima. Per trovare un episodio analogo nelle serie storiche dell’associazione bisogna tornare indietro di oltre 7 anni: al gennaio del 2016, quando si era registrata una variazione negativa dello 0,1% sui prestiti.
A marzo questa voce, sebbene in netto rallentamento, aveva segnato comunque una variazione positiva, pari allo 0,4%. E proprio sul mese di marzo l’Abi riporta che come i prestiti alle imprese fossero diminuiti dell’1% su base annua, laddove quelli erogati alle famiglie avevano mantenuto una dinamica di crescita pari all’1,9%. L’associazione calcola queste variazioni depurandole da cartolarizzazioni, fluttuazioni dei cambi, aggiustamenti di valore o riclassificazioni. L’indebolimento della dinamica del credito risente ovviamente della stretta monetaria che da metà 2022 la Bce sta portando avanti, per cercare di far abbassare l’inflazione. Manovra che in ampia misura fa leva sul rialzo dei tassi di interesse di riferimento, complessivamente aumentati di 375 punti base (3,75 punti percentuali) dalla Bce. I dati dell’Abi sui tassi dei prestiti bancari si riferiscono ad aprile, prima quindi che la Bce operasse l’ultimo aumento da 25 punti base sui riferimenti ufficiali a inizio maggio. In Italia il tasso medio sul totale dei prestiti è stato del 3,99% (massimo dal maggio del 2012), a fronte del 3,80% di marzo. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è stato del 4,43% ad aprile, dal 4,30% il mese precedente. Infine il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni, i mutui, è stato del 4,03%, dal 4,00% di marzo che secondo l’Abi aveva rappresentato il livello più elevato da 11 anni (anche qui dal maggio del 2012).
In diverse recenti occasioni l’Abi ha richiamato alla prudenza, in particolare con il suo presidente Antonio Patuelli, sui rischi di avere un incremento troppo elevato o/e troppo rapido dei tassi di interesse, perché questo potrebbe determinare uno scoraggiamento delle opportunità di investimento e quindi anche una minore richiesta di finanziamenti in banca. Secondo l’associazione l’azione di politica monetaria deve cercare di posizionarsi in una condizione che non diventi restrittiva, perché questo andrebbe a penalizzare l’economia, con potenziali effetti recessivi che rischierebbero di risultare pesanti per tutti.
Btp Valore, Mef: premio extra finale di fedeltà pari allo 0,5%Milano, 16 mag. (askanews) – Il primo Btp Valore avrà una scadenza di 4 anni e prevederà un premio extra finale di fedeltà pari allo 0,5% del capitale investito per chi acquista il titolo durante i giorni di collocamento e lo detiene fino alla scadenza. Lo comunica il Ministero dell’economia che ha pubblicato la scheda informativa relativa alla prima emissione del titolo di Stato dedicato esclusivamente ai piccoli risparmiatori, che verrà collocato da lunedì 5 a venerdì 9 giugno, salvo chiusura anticipata.
Il primo Btp Valore avrà cedole nominali semestrali calcolate sulla base di tassi prefissati e crescenti nel tempo (il cosiddetto meccanismo step-up). Le cedole verranno calcolate in base ad un dato tasso cedolare fisso per i primi 2 anni, che aumenta per i restanti 2 anni di vita del titolo. La serie dei tassi cedolari minimi garantiti di questa prima emissione sarà comunicata al pubblico giovedì 1 giugno, mentre i tassi cedolari definitivi saranno annunciati alla chiusura del collocamento, il giorno 9 giugno, e non potranno comunque essere inferiori ai tassi cedolari minimi garantiti. L’importo minimo acquistabile è pari a 1.000 euro e non sono previsti riparti, né sarà applicato alcun tetto massimo assicurando la completa soddisfazione degli ordini, salvo facoltà da parte del Ministero di chiudere anticipatamente l’emissione.
L’eventuale chiusura anticipata non potrà comunque avvenire prima di mercoledì 7 giugno, garantendo al risparmiatore almeno tre intere giornate di collocamento. Nel caso la chiusura anticipata avvenisse alle 17.30 del terzo o del quarto giorno di collocamento, i tassi cedolari definitivi verranno fissati nella mattina del giorno successivo a quello di chiusura del collocamento e potranno essere soltanto confermati o rivisti rialzo, in base alle condizioni di mercato.