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L’impero Fininvest: con Mediaset e Mondadori un gruppo da 4 miliardi

L’impero Fininvest: con Mediaset e Mondadori un gruppo da 4 miliardiMilano, 12 giu. (askanews) – Con un fatturato di quasi 4 miliardi di euro e più di 15mila dipendenti, il gruppo Fininvest, fondato da Silvio Berlusconi a metà degli anni Settanta, è una delle maggiori realtà imprenditoriali italiane che opera nei settori della televisione, della radio, del cinema e dell’editoria. La holding controlla i gruppi Mediaset (oggi MFE-MediaForEurope) e Mondadori, e ha un’importante partecipazione del 30% in Banca Mediolanum. Tre partecipazioni che tutte assieme oggi valgono in Borsa oltre 2,8 miliardi di euro. Dal 2018 possiede anche il 100% dell’A.C. Monza, dopo essere stata per 31 anni proprietaria del Milan. Oltre alla passione per il calcio la holding di casa Berlusconi racconta anche il legame dell’ex premier con la città di Milano: dal 1978, infatti, è sua la proprietà del Teatro Manzoni. Tramite Fininvest Real Estate & Services gestisce inoltre alcune proprietà immobiliari, come Villa Gernetto a Lesmo, e possiede Alba Servizi Aerotrasporti che governa la flotta aerea del gruppo.

Questo l’impero industriale che il fondatore di Forza Italia lascia ai cinque figli: la primogenita Marina, che è già presidente di Fininvest – carica che ricopre dal 2005 – e di Mondadori (dal 2003), il secondogenito Pier Silvio, amministratore delegato di MFE, e i figli del secondo matrimonio Barbara, Eleonora e Luigi. Fininvest è controllata per il 61,2% da Silvio Berlusconi, attraverso quattro holding. Il resto delle quote sono divise tra i figli: Marina e Pier Silvio hanno il 7,65% ciascuno, mentre Barbara, Eleonora e Luigi possiedono insieme il 21,42% attraverso la Holding Quattordicesima, di cui ognuno ha il terzo del capitale. Il restante 2% circa sono azioni proprie. Il bilancio 2021 di Fininvest – l’ultimo disponibile – vede il risultato netto della capogruppo in utile per 361,2 milioni rispetto alla perdita di 27 milioni del 2020, che scontava il venir meno dei dividendi delle partecipate a causa della pandemia. Lo scorso anno, alla famiglia Berlusconi Fininvest ha staccato dividendi per complessivi 150 milioni, in aumento rispetto ai 100 milioni dell’anno precedente. A livello consolidato, l’utile 2021 è stato di 360,2 milioni, più che raddoppiato dai 141 milioni del 2020, i ricavi sono saliti a 3,81 miliardi (+10,4%), con un avanzo di oltre 250 milioni. “Un dato che certifica una più che rassicurante stabilità finanziaria e che permette di considerare eventuali ulteriori opportunità di crescita”, spiegava Fininvest nella nota con cui a fine giugno 2022 l’assemblea dei soci aveva approvato il bilancio.

Allo sviluppo internazionale guarda MFE (la denominazione che ha assunto Mediaset nel 2021 con il passaggio della sede legale in Olanda) che, con 2,8 miliardi di ricavi e un capitalizzazione di Borsa complessiva di circa 1,7 miliardi, è il principale asset dell’impero Berlusconi. MFE non è solo la tv con Canale 5, Italia 1 e Rete 4, ma anche la pubblicità con Publitalia ’80, le radio con RadioMediaset (Radio 105, R101, Virgin Radio, Radio Monte Carlo e Radio Subasio), le torri con Ei Towers, il cinema con Medusa e le produzioni di fiction con TaoDue. Fininvest ha un controllo “blindato” su MFE, detenendo il 47,9% del capitale, percentuale che porterebbe al fallimento qualsiasi tentativo di Opa non concordata. Al momento, in ogni caso, non c’è nessun segnale che lasci intendere una volontà della famiglia di disimpegnarsi e con Vivendi, che nel 2016 tentò la scalata, non sembrano esserci segnali di allarme. Coi francesi, dopo cinque anni di battaglia, è stato firmato lo scorso anno un accordo “di pace”, che ha messo fine a tutte le pendenze legali e alle varie richieste di risarcimento milionarie, avviando un processo di vendita sul mercato dell’intera quota nel corso di un periodo di cinque anni. Vivendi ha poi favorito di recente il via libera dell’assemblea all’operazione di fusione per incorporazione di Mediaset Espana in MFE. Sullo sfondo resta la partita ProsiebenSat, l’emittente tedesca di cui il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi è primo azionista con il 29% circa. Più “tranquillo” l’asset Mondadori, di cui Fininvest ha il 53,3% del capitale (69,5% dei diritti di voto), per un valore di mercato di circa 270 milioni. Il gruppo, quotato in Borsa e che sette anni fa ha acquisito Rcs Libri, è oggi il maggiore editore di libri e tra i leader del settore magazine nel Paese. Ha chiuso il 2022 con ricavi a 903 milioni e realizzando il miglior risultato netto degli ultimi 15 anni a 52,1 milioni, che ha permesso di proporre un dividendo in crescita del 30%. E’ recente l’uscita dal Giornale, con la firma della cessione per 3,7 milioni della partecipazione del 18,45% detenuta nella società editrice del quotidiano, nell’ambito dell’acquisto da parte della famiglia Angelucci delle quote di maggioranza.

Fininvest possiede anche il 30% di Banca Mediolanum, una partecipazione che oggi vale in Borsa 1,8 miliardi. Un sodalizio, quello con la famiglia Doris, che dura dal 1982, ossia da quando Ennio Doris lanciò Programma Italia, la prima rete in Italia ad offrire consulenza globale nel settore del risparmio, con Silvio Berlusconi socio al 50%. Realtà che ha poi portato, nel 1997, alla nascita di Mediolanum. Restando in area finanziaria, nel 2021 Fininvest è uscita dall’azionariato di Mediobanca vendendo il suo 2% per 174 milioni. La partecipazione in Piazzetta Cuccia risaliva al 2007. Un legame (indiretto) con l’istituto di piazzetta Cuccia resta, essendo Banca Mediolanum azionista con il 3,4%. Infine il calcio. Dopo essere stato per 31 anni, fino ad aprile 2017, proprietaria del Milan, nel settembre 2018 la holding della famiglia Berlusconi ha rilevato il 100% del Monza sborsando 2,9 milioni e rilanciando il club, portandolo prima in Serie B e poi in A. Fininvest custodisce gran parte dell’attività dell’impero di Berlusconi ma l’ex premier ha conservato al di fuori della capogruppo altre proprietà, soprattutto immobiliari. E gli asset ai piani alti, diversi da MFE, Mondadori e Mediolanum, sono più difficili da valutare. Secondo l’ultima stima della rivista americana Forbes il patrimonio di Silvio Berlusconi ammonterebbe a circa 6,8 miliardi di dollari.

Ubs: acquisizione Credit Suisse completata, inizia nuovo capitolo storico

Ubs: acquisizione Credit Suisse completata, inizia nuovo capitolo storicoMilano, 12 giu. (askanews) – Ubs ha completato l’acquisizione dell’ex rivale Credit Suisse, realizzando la più grande fusione bancaria dal 2008 e creando un colosso globale della gestione dei patrimoni.

“Abbiamo completato l’acquisizione legale del Credit Suisse”, hanno annunciato i vertici di Ubs in una lettera aperta pubblicata sui giornali elvetici e internazionali, parlando dell’”inizio di un nuovo capitolo storico”. Nella lettera, i vertici di Ubs sottolineano la sua forte cultura aziendale e il suo approccio “conservativo” al rischio, chiarendo che non scenderà a “nessun compromesso”. Per evitare il collasso della seconda banca svizzera, il 19 marzo Ubs ha accettato di acquistare Credit Suisse su pressione delle autorità per 3 miliardi di franchi svizzeri. Il gruppo supervisionerà 5.000 miliardi di dollari di asset. La fusione pone fine ai 167 anni di storia del Credit Suisse, colpita negli ultimi anni da scandali e perdite.

Le due banche impiegano complessivamente 120.000 dipendenti in tutto il mondo, anche se Ubs ha già dichiarato che taglierà posti di lavoro per sfruttare le sinergie e ridurre i costi. Venerdì scorso, il Ceo di Ubs Sergio Ermotti ha avvertito che i prossimi mesi saranno probabilmente “accidentati”, poiché l’integrazione porterà a “ondate” di decisioni difficili, in particolare in materia di occupazione.

Piazza Affari chiude settimana in calo su dati macro, affonda Mps

Piazza Affari chiude settimana in calo su dati macro, affonda MpsRoma, 9 giu. (askanews) – Chiusura di settimana negativa per Piazza Affari sotto pressione per i dati macro con la produzione industriale di aprile scesa del 7,2% su base annua. L’Ftse Mib nel finale ha ceduto lo 0,41%, a 27.162 punti. In calo lo spread Btp-Bund che si porta a 173 punti base.

In calo anche le altre piazze europee: Francoforte cede lo 0,25%, mentre Parigi perde lo 0,12%. Giù anche Londra, con il footsie indietro dello 0,50%. Sul listino, pioggi di vendite per il titolo Mps che ha ceduto il 10,8% dopo che anche Bper ha smentito il suo interesse per la banca senese. In calo anche Bper che ha ceduto l’1,96% e Saipem, in calo dell’1,98%.

Sul fronte opposto, bene Erg che ha guadagnato l’1,83% e Leonardo in rialzo dell’1,28% sulla scia di nuovi contratti firmati.

Fisco, Entrate: ultimi giorni per richiedere rottamazione cartelle

Fisco, Entrate: ultimi giorni per richiedere rottamazione cartelleRoma, 9 giu. (askanews) – Ultimi giorni per richiedere la “rottamazione” delle cartelle esattoriali. Lo ricorda in una nota l’Agenza delle entrate, specificando che le domande per aderire alla definizione agevolata devono essere presentate esclusivamente in via telematica sul sito dell’agenzia, entro il prossimo 30 giugno. La scadenza non riguarda le zone colpite dal maltempo a maggio dove l’adesione è posticipata al 30 settembre prossimo, come previsto dal decreto Alluvione. Il provvedimento ha infatti stabilito una proroga di tre mesi dei termini riferiti alla Definizione agevolata delle cartelle (“Rottamazione-quater”) per i soggetti che alla data del Primo maggio avevano la residenza ovvero la sede legale o la sede operativa nei territori delle regioni Emilia-Romagna, Marche e Toscana interessati dai gravi eventi alluvionali.

L’agenzia ricorda inoltre che l’adesione alla “Rottamazione-quater” dei debiti affidati alla riscossione dal primo gennaio 2000 al 30 giugno 2022 consente ai contribuenti di versare solo l’importo del debito residuo senza corrispondere le sanzioni, gli interessi, compresi quelli di mora, e l’aggio, mentre le multe stradali potranno essere definite senza il pagamento degli interessi, comunque denominati, e dell’aggio. Sarà possibile pagare in un’unica soluzione o in un massimo di 18 rate in 5 anni. Per la presentazione delle domande di adesione è sempre consigliabile attivarsi in anticipo rispetto alla scadenza, per evitare il rischio di rallentamenti dei sistemi informatici dovuto all’elevato traffico degli ultimi giorni.

Savona (Consob): l’alta inflazione crea presupposti per la deformazione della democrazia

Savona (Consob): l’alta inflazione crea presupposti per la deformazione della democraziaMilano, 9 giu. (askanews) – “Abbattere l’inflazione senza creare depressione e squilibri sociali è compito assai arduo, che richiede un forte impegno politico nello scegliere un livello accettabile di equità distributiva, che trovi consenso nei cittadini e possa continuare a poggiare sulla capacità del mondo produttivo”. Lo ha dichiarato il presidente della Consob, Paolo Savona, nel corso del suo intervento all’incontro annuale con il mercato finanziario, definendo l’inflazione “come un’Idra dalle molte teste: se una viene tagliata e cauterizzata, agiscono le altre”. Ma “la politica non dispone di un Eracle, il gigante mitologico che affrontò l’Idra, né di uno Iolao, che cauterizzava con il fuoco le teste tagliate per impedire che ricrescessero”.

“Gli effetti negativi dell’inflazione sul risparmio e sul funzionamento del mercato finanziario – ha spiegato Savona – non sono i soli sui quali va applicato l’impegno dei gruppi dirigenti privati e pubblici dell’economia, perché la storia insegna che un’elevata inflazione crea i presupposti anche per una deformazione della democrazia e l’emersione di forme di violenza sociale, che danneggerebbero tutti”. Secondo Savona, “una politica economica che intenda interrompere gli effetti a catena dell’inflazione dovrebbe cercare consenso distinguendo la parte esogena da quella endogena”. “I Governi – ha proseguito – hanno il potere, sovente invocato e talvolta praticato, di bloccare la trasmissione degli aumenti dei prezzi dei beni e dei servizi al costo dei fattori di produzione, capitale e lavoro; se però l’esercitano, come l’esperienza insegna, causano conseguenze negative al buon funzionamento dell’economia reale e finanziaria, producendo danni superiori a quelli della stessa inflazione. Un saggio esercizio del potere redistributivo degli oneri da inflazione richiede da parte delle istituzioni democratiche di valutare ogni componente del problema e di limitare interventi sequenziali volti a soddisfare le pressioni di parte”.

Industria, ad aprile peggior calo annuo produzione dal 2020 (-7,2%)

Industria, ad aprile peggior calo annuo produzione dal 2020 (-7,2%)Roma, 9 giu. (askanews) – Ad aprile la produzione dell’industria in Italia ha accusato un calo dell’1,9% rispetto al mese precedente, il peggiore dal settembre dello scorso anno. Si tratta del quarto mese consecutivo di contrazione, con cui la dinamica su base annua si è ulteriormente aggravata, al meno 7,2% dal meno 3,2% annuo regisrato marzo. E secondo le serie storiche dell’Istat, questa contrazione su base annua è stata la più acuta dal luglio del 2020, quando la produzione risentiva degli effetti nefasti dei primi lockdown imposti a motivo del Covid.

L’istituto di statistica parla di “diminuzioni estese a tutti i principali comparti. A livello settoriale è molto ampia la flessione per l’energia e i beni intermedi, mentre risulta contenuto il calo per i beni strumentali”. Nella media del periodo febbraio-aprile il livello della produzione diminuisce dell’1,3% rispetto ai tre mesi precedenti, riporta l’Istat con un comunicato. L’indice destagionalizzato mensile segna diminuzioni congiunturali in tutti i comparti: variazioni negative caratterizzano, infatti, i beni intermedi (-2,6%), i beni strumentali (-2,1%) e, in misura meno marcata, i beni di consumo (-0,4%) e l’energia (-0,3%).

Il calo su base annua del 7,2% è stato corretto per gli effetti di calendario, tenuto conto che i giorni lavorativi di sono stati 18 contro i 19 di aprile 2022). Flessioni tendenziali caratterizzano tutti i comparti, dice ancora l’Istat, la riduzione è modesta per i beni strumentali (-0,2%), mentre risulta più rilevante per l’energia (-12,6%), i beni intermedi (-11,0%) e i beni di consumo (-7,3%). Gli unici settori di attività economica in crescita tendenziale sono la fabbricazione di mezzi di trasporto (+5,7%), la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+2,1%) e la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+0,6%). Le flessioni più ampie si registrano nell’industria del legno, della carta e della stampa (-17,2%), nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-13,6%) e nella fabbricazione di prodotti chimici e nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-10,9% per entrambi i settori).

Ponte stretto, Salvini: cantieri aperti nell’estate del 2024

Ponte stretto, Salvini: cantieri aperti nell’estate del 2024Roma, 9 giu. (askanews) – “I cantieri del Ponte verranno aperti nell’estate del 2024”. Lo afferma il vicepremier e ministro di Infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini in un colloquio con Il Giornale.

“Ho avuto le conferme dall’amministratore delegato Piero Ciucci e dal presidente Giuseppe Recchi. Naturalmente per raggiungere questo obiettivo ambizioso ci sono tutta una serie di passi da compiere. Il primo speriamo di realizzarlo entro questo mese di giugno – prosegue -: nomineremo i nove esperti, scienziati di altissimo livello, che seguiranno lo sviluppo di questa meraviglia della tecnica, lavorando naturalmente d’intesa con tutti gli ingegneri e i tecnici delle società coinvolte nell’impresa”. “Io credo che sarà il ponte più monitorato, studiato e controllato del mondo. Aggiungo che, sempre secondo gli esperti, il primo treno potrebbe sfrecciare nel 2032”, dice ancora il vicepremier.

Quanto al Pnrr, “leggo su alcuni giornali che io guiderei la pattuglia dei ritardatari e allora voglio tranquillizzare tutti. Spenderemo i quasi 40 miliardi a nostra disposizione fino all’ultimo centesimo. Anzi, ho detto a Fitto che se dovessero avanzare fondi da altri capitoli di spesa, sono pronto a impiegarli subito. Ho una lista lunghissima di interventi possibili: case popolari, studentati, poi oltre un miliardo contro la dispersione idrica e una serie di dighe che attendono il finanziamento giusto”. Infine, sui monopattini “stiamo preparando un disegno di legge per mettere ordine. Il far west deve finire: ci saranno limiti di velocità da rispettare, assicurazione, casco e chiamerò alle loro responsabilità le società di noleggio. Abbiamo avuto troppi incidenti e troppi morti – avverte il ministro – ora è il momento di intervenire”.

Patto stabilità, secondo Lindner le trattative sono in stallo

Patto stabilità, secondo Lindner le trattative sono in stalloRoma, 9 giu. (askanews) – Il ministro delle Finanze della Germania, Christian Leander afferma che le trattative sulla riforma delle regole del Patto di stabilità e di crescita sono sostanzialmente allo stallo. In una intervista al Financial Times, ribadisce la richiesta di una regola automatica sul taglio del debito-Pil, che per Paesi con livelli elevati chiede dell’1% l’anno e avverte che al momento manca “una soluzione che convinca tutti”.

Lindner sostiene di aver già fatto passi verso un compromesso. E di non voler uno scontro con Bruxelles. “Si tratta di convincere tutti che gli attuali livelli di debito sono semplicemente troppo alti”. Il ministro tedesco sostiene inoltre che la Germania non è sola su queste posizioni. “Anche se altri sono più silenziosi non bisogna fraintenderlo come un segnale che non siano d’accordo con noi. Abbiamo tanti altri paesi dalla nostra parte”, dice.

Maltempo, SIMEST: dal 26 giugno al via richieste ristori per aziende

Maltempo, SIMEST: dal 26 giugno al via richieste ristori per aziendeRoma, 8 giu. (askanews) – SIMEST – la Società del Gruppo CDP che sostiene la crescita delle imprese italiane nel mondo – comunica che – a partire dal 26 giugno alle ore 09:00 – le aziende esportatrici potranno accedere al portale dedicato sul sito simest.it per richiedere i ristori relativi ai danni materiali diretti subiti a causa dell’eccezionale ondata di maltempo.

Si tratta di contributi a fondo perduto per 300 milioni di euro complessivi che SIMEST mette a disposizione delle imprese in quanto gestore dei fondi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Le risorse possono essere richieste dalle PMI e dalle Mid Cap che abbiano sede operativa o unità locali nei comuni e nelle frazioni colpite dall’alluvione e che abbiano registrato nell’ultimo esercizio un fatturato dedicato all’export del 10%.

In particolare: una quota fino a 30 milioni di euro è riservata alle Micro e Piccole imprese una quota fino a 180 milioni di euro è riservata alle PMI (incluse le Micro e Piccole imprese) una quota fino a 90 milioni di euro è invece riservata alle Mid Cap (un numero di dipendenti oltre le 250 unità e fino a 1.500). Ciascuna impresa potrà richiedere un importo massimo fino a 1,5 milioni di euro. La concessione dei Contributi sarà disposta secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.

Contemporaneamente ai ristori, SIMEST dà avvio, per le imprese dei territori colpiti, a una sospensione fino al 31 dicembre 2023 dei pagamenti in quota capitale e interessi su tutti i finanziamenti in essere a valere sul Fondo 394 e sulla misura PNRR-Fondo 394, fermo restando la durata massima del finanziamento originariamente concesso. L’impegno di SIMEST in supporto del tessuto produttivo colpito dall’alluvione si completerà con la concessione di finanziamenti agevolati per €400 milioni a valere sul Fondo 394/81 gestito per conto della Farnesina. La misura sarà accessibile non solo alle imprese esportatrici ma – per la prima volta – anche a tutte le aziende della filiera produttiva locale.

Eurolandia cade in recessione tecnica, Pil primo trimestre -0,1%

Eurolandia cade in recessione tecnica, Pil primo trimestre -0,1%Roma, 8 giu. (askanews) – L’economia dell’eurozona è caduta in recessione tecnica. Nel primo trimestre del 2023 il Pil ha subito una contrazione dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti, secondo i nuovi dati diffusi da Eurostat. Il calo segue una contrazione analoga dello 0,1% nel quarto trimestre del 2022.

In questo modo, con due trimestri consecutivi di contrazione l’area euro si trova in quella che gli economisti definiscono recessione tecnica, laddove una recessione vera e propria è rappresentata dal calo del Pil su un intero anno. Il dato comunicato oggi dall’ente di statistica comunitario segna una revisione in peggio, rispetto alla stima di una crescita congiunturale dello 0,1% che era stata indicata lo scorso 16 maggio. Sempre nel primo trimestre, la dinamica di crescita su base annua dell’area euro si è indebolita al più 1%, a fronte del più 1,8% di fine 2022.

La dinamica dell’economia si è rivelata particolarmente negativa in Germania, con un calo dello 0,3% nel primo trimestre che segue un meno 0,5% a fine 2022, e in Olanda con un meno 0,7%, laddove il finale dello scorso anno era stato positivo per lo 0,4%. Tra le altre grandi economie Ue, in Francia il Pil ha segnato un aumento dello 0,2% dopo una dinamica piatta fine 2022, in Italia ha registrato una ripresa dello 0,6% dopo il meno 0,1% del quarto trimestre e in Spagna un aumento dello 0,5% dopo il più 0,4% di fine 2022.

Si conferma invece, nello stesso periodo, una crescita più sostenuta per l’occupazione dell’insieme dell’area euro: +0,6% rispetto al trimestre precedente, peraltro in accelerazione rispetto al +0,3% segnato da questa voce e quarto trimestre. La crescita degli occupati su base annua si è attestata l’1,6%, a fronte del +1,5% del quarto trimestre.