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“The Italian Challenge”: articolo in inglese Mit su Ponte Messina

“The Italian Challenge”: articolo in inglese Mit su Ponte MessinaRoma, 18 mar. (askanews) – Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato dal vicepremier Matteo Salvini, in apertura del proprio sito internet pubblica un articolo in inglese che illustra le caratteristiche dell’infrastruttura che collegherà Sicilia e Calabria e che diventerà il ponte sospeso più lungo al Mondo (3,2 km). Secondo quanto riporta un comunicato, l’iniziativa vuole essere un segnale di attenzione per l’estero, visto lo spazio che i media stranieri stanno riservando al dossier.
“Sarà il ponte strallato più lungo al mondo – afferma l’articolo sul sito del Mit – il fiore all’occhiello della ingegneria italiana: 3,2 km a campata unica per traffico veicolare e ferroviario. Il Ponte sullo Stretto di Messina (tra Sicilia e Calabria) è la sfida del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e di tutto il governo di centrodestra, da pochi mesi alla guida del Paese”.
“Un’opera imponente – prosegue il Mit – di cui si parla da decenni e la cui realizzazione diventa concreta: all’indomani dell’approvazione in Consiglio dei ministri del decreto che dà nuova vita alla società Stretto di Messina, si prevede per luglio 2024 la progettazione esecutiva e l’inizio dei lavori. Il Ponte rappresenta un importante volano dell’economia nazionale e uno dei corridoi strategici nella politica economica dell’Unione, in grado di collegare la Sicilia al resto d’Europa”.

Fisco, Landini: non ci fermeremo, non escludiamo lo sciopero

Fisco, Landini: non ci fermeremo, non escludiamo lo sciopero

Mobilitazione con Cisl e Uil. I tre leader si vedranno la prossima settimana

Roma, 18 mar. (askanews) – Il leader della Cgil, Maurizio Landini, ribadisce la sua contrarietà alla delega fiscale. “Non siamo più disponibili ad accettare l’idea di un sistema fiscale che continua a gravare su lavoratori dipendenti e pensionati – ha detto concludendo il XIX congresso confederale – non siamo d’accordo. Abbiamo avanzato una piattaforma. Siamo in presenza di una diversità molto profonda, consistente con il Governo. Bisogna avviare una mobilitazione, senza escludere nessuno strumento compreso lo sciopero. Vogliamo farlo insieme con Cisl e Uil e lo discuteremo la prossima settimana. Abbiamo un incontro fissato con loro”.
A quanto si apprende i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil (Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri) si vedranno con ogni probabilità mercoledì prossimo. I tre leader sindacali dovrebbero vedersi al Cnel. Secondo Landini “non c’è solo un problema di metodo” con l’esecutivo: “C’è il problema di allargare la base imponibile. Non lo so come andrà a finire. Siamo diversi, ma uniti. Di sicuro, se non facciamo nulla abbiamo già perso. E’ questa la battaglia che dobbiamo fare. Lo diciamo in modo molto chiaro al Governo, alle forze politiche e alle controparti: non ci fermeremo, non accetteremo che il lavoro sia quello che continua a pagare per tutti. Questo Paese lo vogliamo cambiare più del Governo e delle forze politiche. E lo diciamo a Cisl e Uil: lo vogliamo fare assieme a voi”.

Luiss, via alla quarta edizione del Master in Cybersecurity

Luiss, via alla quarta edizione del Master in CybersecurityRoma, 18 mar. (askanews) – È stata inaugurata a Roma la quarta edizione del Master in Cybersecurity: politiche pubbliche, normative e gestione dell’Università Luiss Guido Carli, concepito in sede internazionale per offrire una formazione avanzata sul tema della sicurezza informatica.
“Per costruire un Master ben fatto in cybersecurity – ha detto ad askanews la vicepresidente della Luiss, Paola Severino – occorre mettere insieme tante competenze: quella economica, quella giuridica, quella politologica, quella filosofica e quella etica. Noi in questo Master abbiamo cercato di costruire tutte queste capacità, perciò abbiamo creato qualcosa di innovativo, che ha trovato un grande apprezzamento”.
Quello della protezione dei dati è un tema chiave sia per le aziende sia per gli utenti che hanno bisogno di essere protetti da potenziali attacchi informatici. Per questo oggi quella del Cybersecurity specialist è una delle figure digitali più richieste e alla presentazione del Master, oltre al direttore generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale Bruno Frattasi, era rappresentato anche il ministero dell’Università e della Ricerca.
“L’iniziativa di oggi, il Master che la Luiss organizza, così come altre iniziative in ambito universitario – ci ha detto Marcella Panucci, capo di gabinetto del Miur – sono di fondamentale importanza per garantire non soltanto l’alfabetizzazione, am anche un alto livello di specializzazione, che ci consenta come Paese di affrontare queste minacce e questi rischi in maniera solida e strutturale”.
Le figure specilzzate in sicurezza informatica in Italia sono poche, oltre il 70% delle aziende fatica a trovarle e ogni anno, nell’arco dei primi quattro mesi del Master, il livello di occupabili è pari al 100%.
“Ecco come – ha concluso la professoressa Severino – nell’offerta formativa della Luiss, noi diamo una grande rilevanza a questo tipo di corsi: perché interdisciplinari, perché hanno una caratura internazionale, e perché sono molto apprezzati per l’uscita dei nostri diplomati, che possono accedere al mondo del lavoro in maniera molto qualificata”.
La classe 2023 del Master è formata da 74 studenti, di cui circa il 50% donne, tra neolaureati e professionisti provenienti da vari settori.

Nel 2022 tiene l’export di ortofrutta italiana: vendite a 5,3 mld

Nel 2022 tiene l’export di ortofrutta italiana: vendite a 5,3 mldMilano, 17 mar. (askanews) – Dopo il record del 2021, il commercio estero dell’ortofrutta italiana nel 2022 cresce a valore dell’1,5% toccando i 5,3 miliardi di euro, mentre i volumi si mantengono più o meno stabili sui livelli del 2021 (-0,4%). Il saldo a valore è positivo per circa 666 milioni, mentre peggiora quello a volume (-110.001 tonellate), frutto della differenza fra le quantità importate (3,7 milioni tonnellate) e quelle esportate (circa 3,6 tons). In questo scenario, la frutta si conferma campione del nostro export: sul podio, nel dettaglio, salgono le mele (863 milioni euro), l’uva da tavola (738 milioni) e i kiwi (509 milioni). Lo rende noto Fruitimprese sulla base dei dati Istat.
In un anno comunque difficile per l’aumento dei costi produttivi e le tensioni geopolitiche buona la performance della frutta fresca (2,8 miliardi euro, +6,3%) che recupera in parte l’inflazione. Positivi anche legumi e ortaggi (1,6 miliardi, +4,1%). Male l’export di frutta secca (-25,8%) che perde molto in valore, complice il calo dei consumi. Recupera in valore l’export di agrumi (+2,4%) anche se le quantità importate (403.000 tonnelate) sono il doppio dell’export (201 mila tonnellate). Sul fronte import in forte aumento legumi e ortaggi in valore (+34,1%) e, come detto, gli agrumi (+13,9%).
Se tra i prodotti più esportati primeggia la frutta (mele, uva da tavola, kiwi) i valori non recuperano l’inflazione; molto bene pesche e nettarine (+43,5%) complice una stagione negativa della Spagna. In difficoltà arance e pere per problemi produttivi. Tra i prodotti campioni di import, banane e ananas crescono con valori in aumento (+12,6% e +15,9%) in linea con l’inflazione.
Il comparto “conferma il dinamismo delle imprese sia sul fronte dell’export che dell’import, nonostante un quadro complessivo di grandi difficoltà interne ed esterne – ha commentato il presidente di Fruitimprese, Marco Salvi – L’ortofrutta fresca conferma il suo peso strategico per l’economia del Paese, come seconda voce del nostro export agroalimentare dopo il vino – e per l’affermarsi del made in Italy sui mercati di mezzo mondo”. “La competitività delle imprese dell’ortofrutta – conclude il presidente Salvi – è stata messa a dura prova nel corso del 2022 dagli aumenti dei costi fuori controllo dell’energia, trasporti, imballaggi, concimi, fertilizzanti, e non ci stanchiamo di chiedere una corretta redistribuzione di costi e responsabilità lungo l’intera filiera produttiva e distributiva. Resta anche fortissima la nostra preoccupazione per i dossier comunitari (imballaggi e prodotti fitosanitari) e per il calo importante dei consumi, di cui parleremo nella nostra prossima assemblea il 20 aprile a Roma”.

Santanchè: ottimi segnali di ripresa dal turismo di montagna

Santanchè: ottimi segnali di ripresa dal turismo di montagnaMilano, 17 mar. (askanews) – “I dati stimati da Federalberghi-Confcommercio sul turismo legato alla settimana bianca sono molto incoraggianti e positivi per un settore che ha tanto sofferto per la crisi non solo legata al COVID ma anche al caro energia. Forti segnali di ripresa che testimoniano che il 2023 sarà l’anno del sorpasso sul 2019. Proprio oggi abbiamo pubblicato sul sito del ministero il nuovo bollettino ‘come va il turismo in Italia’ nel quale è emerso che nel corso di gennaio 2023, le presenze turistiche nelle varie regioni italiane hanno registrato risultati positivi, in netto miglioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In particolare, Lazio, Veneto e Campania hanno mostrato importanti recuperi in termini di affluenza turistica. Anche il dato di saturazione delle strutture ricettive online conferma il trend di crescita del settore turistico in tutta la penisola italiana. Stiamo lavorando nella direzione giusta anche se abbiamo ancora tanto lavoro da fare”. Lo ha detto il ministro del Turismo Daniela Santanchè commentando i dati di Federalberghi-Confcommercio sulla base di una ricerca commissionata ad Acs Marketing Solutions.

Ucraina,Urso: prepariamo condizioni sostenere ricostruzione Paese

Ucraina,Urso: prepariamo condizioni sostenere ricostruzione PaeseNapoli, 17 mar. (askanews) – “Noi siamo in prima linea nel sostegno umanitario all’Ucraina, nel sostegno alla difesa dell’Ucraina attraverso anche l’invio di armi da difesa, e nel raggiungere quanto prima la pace in Ucraina. Nel contempo prepariamo le condizioni per sostenere l’Ucraina e per realizzare la ricostruzione del Paese che diventerà il più grande asset di crescita europeo nei prossimi decenni”. A dirlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine del Festival Euromediterraneo dell’Economia in corso a Napoli.
“Abbiamo un meeting che si svolgerà il 26 aprile a Roma per il quale stiamo preparando i dossier a cominciare da quello che riguarda i corridoi logistici infrastrutturali e portuali per consentire all’Ucraina di esportare i propri prodotti sin da subito, – continua – anche via terra e per consentire ai prodotti che devono arrivare in Ucraina di poterlo fare nei tempi dovuti. In quel meeting perciò affronteremo il problema logistico infrastrutturale e portuale realizzando una grande piattaforma logistica italo ucraina in territorio ucraino al confine con Ungheria e Slovacchia che sarà la più grande piattaforma logistica terrestre dell’Ucraina per canalizzare proprio prodotti verso Europa”. “Nel frattempo ci hanno chiesto un aiuto per il ripristino delle macchine agricole già dalla prossima primavera. E poi cooperazione sulle materie prime, ma anche nel settore spaziale di cui siamo già partner commerciale. Possiamo e dobbiamo diventare anche partner industriale. Poniamo le premesse per fare da subito la migliore collaborazione per sostenere l’economia ucraina e dunque la resistenza ucraina e nel contempo preparare le premesse perché l’Italia e le sue imprese siano in prima linea quando ci sarà da realizzare la ricostruzione” conclude Urso.

Vino: nel 2022 volumi vendita calati del 5,4% nella distribuzione moderna

Vino: nel 2022 volumi vendita calati del 5,4% nella distribuzione modernaMilano, 17 mar. (askanews) – Il 2022 è stato un anno difficile anche per il mercato del vino nella distribuzione moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. Il 2023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo il quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già Iri) a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19esima tavola rotonda su vino e distribuzione moderna, organizzata da Veronafiere.
Dai dati generali delle vendite nell’anno 2022 emerge che a valore il calo in generale per il vino è stato dell’1,8% ma se si guarda a volume il calo sale al 5,4%. Per gli spumanti la contrazione a volume è stata del 4,7% che diventa uno 0,2% se si esclude il Prosecco. Calo a doppia cifra per i volumi di vino liquoroso, scesi del 12,6%. Performance negativa anche per i vini rossi arretrati di oltre un 7%.
Per quanto riguarda invece la classifica dei vini e degli spumanti più venduti a volume nella distribuzione moderna, sul podio troviamo il prosecco (Veneto e Friuli Venezia Giulia) con 46 milioni di litri venduti, il Chianti (Toscana) con 17 milioni di litri, il Lambrusco (Emilia Romagna) con quasi 17 milioni di litri. Si fanno notare le buone performance del Nero d’Avola (Sicilia) al 10imo posto con quasi 8 milioni di litri, il Pignoletto (Emilia Romagna) al 12esimo posto con sei milioni di litri, il Primitivo (Puglia) al 13esimo posto con quasi sei milioni di litri.
La classifica dei vini “emergenti”, cioè quelli col maggior tasso di crescita rispetto all’anno precedente, elaborata a valore, mostra invece sul podio: Ribolla (Friuli V.G.) con +12%; Muller Thurgau (Trentino Alto Adige) con +10%; Vermentino (Sardegna, Liguria, Toscana) con +9,9%. Da notare i buoni piazzamenti in questa speciale classifica di Vernaccia (Toscana), Orvieto (Umbria, Lazio), Nebbiolo (Piemonte, Lombardia).
“Lo scenario geo-politico e le conseguenze sui prezzi hanno generato effetti non marginali sulle vendite, che però hanno resistito evitando un tracollo – ha dichiarato Virgilio Romano, business insight director di Circana (già Iri) – La fine del Covid potrebbe dare più certezze a tutti. Nel corso della tavola rotonda presenteremo i dati dei primi mesi dell’anno, in modo da approfondire i primi segnali che vengono dai mercati e che potrebbero condizionare il 2023. Senza drammatici ulteriori aumenti dei prezzi, le Cantine e la Distribuzione potranno tornare a confrontarsi sulla base delle scelte aziendali e delle strategie di medio-lungo periodo”.
“Nel tempo è divenuta uno dei luoghi privilegiati del dialogo tra le cantine e le insegne distributive, spesso caratterizzato da posizioni lontane – ha sottolineato Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere, a proposito della tavola rotonda promossa con Vinitaly – Per favorire l’incontro, in un periodo non facile per le vendite del vino, abbiamo anche rinnovato la formula, che consentirà ai rappresentanti dei produttori di porre direttamente domande ai distributori, in modo che il confronto sia sempre più costruttivo”.

Ferpi, Bianchini alla guida del Comitato regionale Lazio

Ferpi, Bianchini alla guida del Comitato regionale LazioRoma, 17 mar. (askanews) – L’Assemblea dei soci Ferpi della Delegazione del Lazio, ospitata il 14 marzo a Roma dalla sede di Eprcomunicazione, ha proceduto all’elezione dei cinque componenti del Comitato regionale Lazio, come previsto dallo Statuto e dai regolamenti della Federazione.
Ad essere eletti, tra le dieci candidature pervenute, i soci Serena Bianchini, Vincenzo D’Anna, Anna C. Forciniti, Valentina Lombardo ed Elisabetta Marchesini.
Al termine dello scrutinio, il Comitato regionale neoeletto si è riunito ed ha indicato Serena Bianchini come propria Delegata regionale, la quale avrà la responsabilità di rappresentare la Delegazione negli organi nazionali, di assicurare il buon esito delle iniziative intraprese sul territorio e il raggiungimento degli obiettivi che via via si individueranno. Dopo la ratifica da parte del prossimo Consiglio Direttivo Nazionale, che procederà anche alla proclamazione del Delegato, guiderà la Delegazione per un triennio.
Il Presidente della Ferpi, Filippo Nani, presente all’assemblea romana, ha sottolineato “il valore del lavoro sul campo delle singole Delegazioni, allo stato dodici, della Federazione e il crescente senso di comunità e appartenenza che la partecipazione ampia al momento associativo dell’assemblea e la grande disponibilità di mettersi in gioco al servizio della Federazione di tanti soci in questi mesi testimonia”. Nel fare gli auguri di buon lavoro ai neoeletti, ha ricordato “la necessità di uno sforzo comune per affrontare le sfide della professione oggi e per accogliere ed accompagnare i giovani che si stanno affacciando proprio ora, così numerosi, su questo mondo”.

Giornata dell’acqua: italiani promossi ma con riserva

Giornata dell’acqua: italiani promossi ma con riservaMilano, 17 mar. (askanews) – Torna il 22 marzo la Giornata mondiale dell’acqua e con essa i consigli per un uso consapevole delle risorse idriche, come evitare di tenere aperto il rubinetto inutilmente, preferire la doccia alla vasca da bagno, usare l’acqua corrente solo quando serve. L’80% degli italiani ha fatto propri questi consigli e li mette in pratica ogni giorno. È quanto emerge dalla ricerca svolta da SodaStream, marchio leader nell’acqua frizzante, partendo dal tema centrale del World Water Day 2023 “Accelerating change”, un invito collettivo a essere parte del cambiamento con il proprio personale contributo.
Nel complesso emergono dati positivi sui comportamenti più semplici da attuare. Il 90% degli intervistati, infatti, usa la doccia e non la vasca da bagno e ne limita l’uso entro dieci minuti, l’80% chiude il rubinetto quando l’acqua non serve (lavaggio dei denti, rasatura ecc.), il 94% usa la lavatrice e la lavastoviglie solo a pieno carico e il 63% lava le verdure in ammollo e non sotto l’acqua corrente. Un’analisi più approfondita, però, mette in evidenza che c’è ancora margine di miglioramento su tutti quei comportamenti che richiedono più attenzione in termini di tempo e impegno economico.
Nonostante la costante attività di sensibilizzazione da parte di associazioni, istituzioni e opinion leader, oltre il 50% degli italiani sciacqua ancora i piatti prima di metterli in lavastoviglie e più del 50% non pensa mai a come riciclare l’acqua che utilizza in casa. Inoltre, se il 75% fa costantemente una corretta manutenzione dell’impianto idraulico per evitare sprechi, solo il 47% degli intervistati può contare su rubinetti di ultima generazione. Un dato che dimostra quanto la rubinetteria con tecnologia a risparmio idrico sia assente nelle case di oltre la metà degli intervistati.
In generale gli italiani si dimostrano più attenti a risparmiare acqua nella maggior parte delle attività quotidiane ma ci sono margini di crescita, facendo proprie altre piccole abitudini per non sprecarla: riutilizzare l’acqua di cottura di pasta e verdure (per esempio per sciacquare i piatti prima di metterli in lavastoviglie o come concime naturale), utilizzare l’acqua del deumidificatore o dell’asciugatrice per il ferro da stiro (quest’accortezza allunga la vita dell’elettrodomestico perché priva di calcare), monitorare i consumi (controllare periodicamente il contatore è il modo migliore di accorgersi subito di perdite invisibili), quando si va in vacanza chiudere il rubinetto centrale (per evitare sprechi e danni in caso di guasti agli impianti).

Mangiare cibi a con farina di insetti: per 1 italiano su 3 si può fare

Mangiare cibi a con farina di insetti: per 1 italiano su 3 si può fare

Ricerca Università di Bergamo. Il settore in Europa vale oltre 260 mln

Milano, 17 mar. (askanews) – Un italiano su tre è propenso ad acquistare alimenti che contengono insetti commestibili. E la maggior parte di loro lo farebbe per soddisfare la propria curiosità e per sperimentare alimenti innovativi. È quanto emerso da “Insect food e consumatori”, la più recente indagine sul tema realizzata dall’Università degli Studi di Bergamo e presentata in occasione dell’evento “Cibi a base di insetti: cosa ne pensano i consumatori?”, presso il dipartimento di Scienze aziendali, con la partecipazione di Giovanni Malanchini, consigliere della Regione Lombardia, di Ipiff (International platform of insects for food and Feed) e di Alia Insect Farm.
Con l’entrata in vigore nel 2018 della normativa Europea (Reg UE 2015/2283) che legittima il consumo degli insetti e la loro appartenenza alla categoria di “Novel food”, con la conseguente possibilità di allevare e introdurre sul mercato tali insetti e le farine derivate, infatti, il settore è cresciuto notevolmente. E si stima possa crescere ancora: in Europa, in particolare, il valore di mercato del novel food si appresta a triplicare, passando da 82 milioni di dollari del 2018 ai 261 milioni previsti nel 20231. Attualmente, il settore europeo degli insetti è composto nella maggior parte da piccole e medie imprese come start up, ma anche grandi aziende che prima erano attive in settori diversi come quello del pet food.
Come evidenziato da Ipiff, organizzazione no-profit che rappresenta gli interessi del settore dei produttori di insetti, la produzione si basa su qualche migliaio di tonnellate (volumi destinati sia al settore feed che food), mentre gli investimenti hanno già superato quota un miliardo di euro e si stima arriveranno ai tre miliardi nel 2025. Il settore degli insetti raggiungerà entro il 2030 oltre 30 mila impiegati full time.
Le opportunità sono anche e soprattutto sul fronte della domanda di mercato. Nonostante le precedenti ricerche in Italia abbiano evidenziato una ridotta disponibilità di acquistare o assaggiare cibi a base di insetti i nuovi dati presentano un’attitudine diversa e sostanziale: un italiano su tre si è detto favorevole al consumo di insect food. L’indagine è stata condotta su un campione composto da 1.170 individui rappresentativi della popolazione italiana, i cui dati sono stati raccolti in un intervallo di tempo compreso tra ottobre 2021 e settembre 2022. In base alle risposte ottenute dai questionari somministrati, in particolare, risulta che il 9% degli intervistati sarebbe “altamente propenso” a consumare insect food e il 21% “mediamente propenso”, mentre il restante 70% si dichiara poco propenso.
La ricerca dell’Università di Bergamo poi, per la prima volta, a profilare le caratteristiche dei consumatori, individuando quattro gruppi omogenei per caratteristiche sociodemografiche, comportamentali e psicologiche: i progressisti, gi inconvincibili, gli edonisti e i follower. Gli edonisti (15% del totale degli intervistati, 181 individui), in particolare, sono tra i più aperti all’acquisto. Sono soprattutto uomini, fino ai 25 anni d’età, per lo più onnivori, con un livello di istruzione media e una vita attiva (dichiarano di praticare sport fino a 5 volte a settimana). Rispetto agli altri cluster, registrano la percentuale più alta di soggetti che hanno già avuto esperienze passate con il consumo di cibo a base di insetti, e l’interesse più basso verso le dimensioni di salubrità ed etica nelle decisioni alimentari. Altrettanto interessati all’insect food sono i “progressisti” (18%, 208 soggetti): persone over 40, equamente divise tra uomini e donne, per lo più liberi professionisti e imprenditori e un livello di scolarizzazione universitario. Si definiscono onnivori e praticanti sport individuali con una media di una o due volte a settimana. Sono i più interessati a provare alimenti inusuali e nuovi e compiono scelte di acquisto alimentari che tengano conto delle proprietà salutistiche degli alimenti e della loro dimensione etica. I meno interessati all’insect food sono gli “inconvincibili” e i “follower”. Gli “inconvincibili” (33%, 391 partecipanti), composti soprattutto da donne, tra i 18 e 25 anni, con un livello di istruzione medio-alto, sono onnivori e non hanno avuto esperienze pregresse con il cibo a base di insetti. Non vogliono esplorare alimenti nuovi e sono poco interessati alla dimensione salutistica degli alimenti. I secondi, ovvero i “follower” (33%, 390 consumatori), sono rappresentati soprattutto da donne, over 26, con istruzione intermedia e sedentarie. Interessati alla salubrità e alla dimensione etica degli alimenti acquistati, tendono a volersi conformare alle opinioni altrui, non hanno mai avuto esperienze pregresse con il cibo a base di insetti e non vogliono variare i loro consumi alimentari.
Ma quali sono le variabili che possono accostarsi all’intenzione di acquisto di alimenti a base di insetti? Spiccano le esperienze pregresse nel consumo di insetti: chi ha già sperimentato alimenti a base di insetti risulta più incline a ripetere l’esperienza; il genere, con gli uomini maggiormente inclini alla possibilità di acquistare cibi a base di insetti; la propensione al cambiamento: i soggetti più curiosi risultano più aperti all’entomofagia.
“‘Insect food e consumatori” è la prima indagine che offre una profilazione degli italiani sul tema, rappresentando un riferimento importante per tutto il settore in Italia -ha spiegato Riccardo Valesi, ricercatore del dipartimento di Scienze aziendali dell’Università degli Studi di Bergamo – Come evidenziato dalla ricerca, i driver principali che spingerebbero i consumatori all’acquisto di questi alimenti sono la curiosità e lo spirito innovativo. Ma questo è solo il primo passo per indagare un mercato molto promettente per il futuro: condurremo altri studi per approfondire il rapporto tra italiani e insect food utilizzando anche tecniche neuroscientifiche che potrebbero includere l’assaggio diretto di questi cibi al fine di valutare i processi percettivo-emotivi impliciti sottesi ai soggetti rientranti nei target primari (progressisti ed edonisti) e secondari (follower)”.