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Pensioni, Inps: sul sito la domanda online per Quota 103

Pensioni, Inps: sul sito la domanda online per Quota 103Roma, 15 mar. (askanews) – È disponibile sul sito www.inps.it la domanda per la pensione anticipata flessibile, prevista in via sperimentale dalla legge di bilancio 2023 (legge n.197/2022) per i lavoratori che entro il 31/12/2023 maturano un’età anagrafica di almeno 62 anni e un’anzianità contributiva minima di 41 anni.
La pensione si può ottenere trascorsi tre mesi dalla maturazione dei requisiti e, comunque, non prima del primo aprile 2023. I soli lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni devono attendere sei mesi e almeno il primo agosto 2023.
Durante il periodo che intercorre tra la data di decorrenza della pensione anticipata flessibile e la data di conseguimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia, non è possibile cumulare la pensione con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione dei redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5mila euro lordi annui.
L’importo massimo mensile della pensione anticipata flessibile in pagamento non potrà superare cinque volte il trattamento minimo stabilito per ciascun anno (per il 2023 l’importo è pari a 2818,65 euro). Tale limite non trova più applicazione al raggiungimento del requisito anagrafico previsto per la pensione di vecchiaia, che per il biennio 2023/2024 è di 67 anni.
Il termine di pagamento del Tfr/Tfs, inoltre, non tiene conto della data di collocamento a riposo dell’interessato, bensì del momento in cui il dipendente avrebbe raggiunto il requisito ordinario previsto per la pensione anticipata, ovvero matura il requisito anagrafico previsto per la pensione di vecchiaia.
Per tutti i necessari approfondimenti, comprese le modalità di presentazione della domanda, si rimanda al messaggio n. 754 del 21 febbraio 2023 e alla circolare Inps n. 27 del 10 marzo 2023 pubblicati sul sito www.inps.it.

BMW, prevede consegne in lieve aumento nel 2023 ed Ebit 8-10%

BMW, prevede consegne in lieve aumento nel 2023 ed Ebit 8-10%Roma, 15 mar. (askanews) – Il gruppo BMW Group prevede consegne di autovetture in tutto il mondo “in leggero aumento” nel 2023 ed un margine EBIT dell’8-10% nel segmento auto. E’ quanto si legge in una nota della casa automobilistica tedesca.
“Il gruppo BMW mostra un alto grado di resilienza, soprattutto in condizioni difficili” dichiara il presidente Oliver Zipse “Un elevato livello di flessibilità e le nostre prestazioni operative, si sono rivelati una combinazione efficace per garantire il successo del gruppo anche di fronte a venti contrari, sfruttando le opportunità di una crescita profittevole”.

Assonautica: bene Legge Salvamare, ora si renda operativa

Assonautica: bene Legge Salvamare, ora si renda operativaRoma, 14 mar. (askanews) – “La SalvaMare è finalmente una legge dello Stato ma occorre adesso renderla operativa. Proprio al riguardo ci auguriamo che possano esser adottati i relativi decreti per far sì che già dalla prossima estate si possano metter in pratica i vantaggi previsti a tutela del nostro Mare. Si conferma la disponibilità dell’Assonautica e del Sistema Camerale a collaborare con il Ministero dell’Ambiente per condividere le politiche di contrasto all’inquinamento marino di concerto con le altre realtà presenti ed attive”. Lo afferma il Presidente di Assonautica, Giovanni Acampora.
Sul punto, il Segretario Generale di Assonautica, Antonio Bufalari, ha aggiunto: “Ha ragione Marevivo quando sollecita l’adozione dei decreti attuativi. Abbiamo necessità che i Ministeri competenti, Ambiente e – per la pesca – Politiche agricole, adottino norme operative che permettano la piena attuazione della SalvaMare, così da promuovere – da parte di tutti – la raccolta della plastica in mare ed il corretto smaltimento e riciclo della stessa. Ritengo, inoltre, che sia di fondamentale importanza la previsione normativa tesa a promuovere l’educazione ambientale nelle scuole per la salvaguardia del Mare e delle Acque interne e sull’argomento va attivata una azione mirata con il Ministero dell’Istruzione. Il tutto, infine, ritengo che debba entrare nelle competenze del Ministero del Mare e nel redigendo Piano del Mare per lo sviluppo della nuova politica e coscienza marittima italiana”.

Collaborazione multistakeholder pilastro di sviluppo sostenibile

Collaborazione multistakeholder pilastro di sviluppo sostenibileMilano, 14 mar. (askanews) – La collaborazione tra imprese, istituzioni e società civile è il pilastro indispensabile per realizzare percorsi concreti di sostenibilità. “La sostenibilità richiede partnership multistakeholder che permettono la condivisione di risorse, competenze, conoscenze – dichiara Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone della Csr – Si parla sempre più spesso di co-progettazione e di cross-fertilization, un concetto che nato nelle scienze naturali viene oggi adattato a discipline diverse. Tra i soggetti pubblici e privati che credono nel valore delle partnership si attiva un percorso di collaborazione in cui l’apprendimento è reciproco”. Di collaborazione multistakeholder si parlerà a Roma, il 16 marzo, presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” in occasione della quinta tappa del Il Giro d’Italia della Csr, il viaggio alla scoperta delle eccellenze italiane della sostenibilità promosso da Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale.
I saluti iniziali e l’apertura dei lavori della tappa saranno affidati a Antonella Canini, Prorettrice delegata all’Ambiente, alla Sostenibilità e alla Transizione energetica dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e a Sabrina Florio, presidente di Anima per il sociale nei valori d’impresa. “Nel titolo della edizione di quest’anno del Giro d’Italia vi è il cuore della mission di Anima – commenta Sabrina Florio -. La triangolazione tra Imprese, istituzioni, società civile per favorire la promozione e lo sviluppo della sostenibilità fa parte del nostro DNA e della nostra mission dalla nascita dell’Associazione ormai da più di venti anni. Su questa collaborazione abbiamo da sempre investito il nostro know-how ed energie, grazie al supporto dei nostri soci, professionisti, manager e imprese best practice. Perché siamo fermamente convinti che il modello di sviluppo economico non possa che essere sostenibile e inclusivo”.
La partecipazione all’incontro di Roma sarà possibile in modalità mista, sia in presenza che in streaming sul canale YouTube del Salone. Il programma completo della giornata è consultabile sul sito de Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale, giunto quest’anno all’11° edizione con il titolo di “Abitare il cambiamento”.
Il primo panel della tappa romana sarà dedicato alla collaborazione tra pubblico e privato nel segno della sostenibilità. A introdurlo sarà Gloria Fiorani, coordinatrice del Comitato attuazione mission e vision Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e direttrice del Master MARIS. “Istituzioni, atenei e imprese dovrebbero sviluppare e implementare modelli di governance territoriali in grado di mettere al centro le generazioni future, il cui interesse è oggi costituzionalmente garantito e l’educazione di qualità auspicata da Agenda 2030 – commenta Gloria Fiorani – La sperimentazione di esperienze di terza missione e di service learning in un’ottica di apprendimento e contaminazione multi-stakehodler e multidisciplinare permette di formare professionalità innovative e di stimolare l’innovazione sociale sul territorio. Il progetto pilota della Città metropolitana di Roma Capitale pone sicuramente le basi per una replicabilità e scalabilità a livello regionale, in collegamento con l’Ecosistema dell’innovazione Rome Technopole”.
I due casi citati verranno poi approfonditi nel dettaglio da Renato Baciocchi, responsabile di Spoke 2 Rome Technopole, neonato ecosistema dell’innovazione finanziato dal Pnrr e dalla Regione Lazio, e da Damiano Pucci, consigliere delegato alla pianificazione urbanistica e strategica della Città Metropolitana Roma Capitale. Pucci presenterà in anteprima il poster interattivo Agenda Metropolitana, realizzato in collaborazione con gli studenti dell’ateneo romano, che sarà affisso in tutti i punti strategici della Capitale, a cominciare dalle biblioteche. Il primo panel della tappa di Roma del Giro accoglierà anche gli interventi di Marina Migliorato, co-fondatrice e presidente della start up CONNECT-Italia; di Edoardo Zanchini, responsabile del nuovo ufficio di scopo “Clima” di Roma Capitale, e di Enrico Giovannini, direttore scientifico di ASviS.
La collaborazione tra pubblico e privato per realizzare progetti di sostenibilità è sempre più spesso trainata dalle grandi aziende in sinergia con le istituzioni. Ne parleranno, nel corso della seconda parte della giornata, Giada Scarpini, responsabile Corporate Affairs funzione Affari Legislativi di Poste Italiane; Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative di Roma Capitale; Ilenia Truglio, responsabile Sustainability Plannning & Stakeholders Engagement di Enel Italia e Andrea Craig, responsabile Sviluppo Gestione e Supporto Operativo SUAP di Infocamere. A concludere i lavori, con una sintesi delle evidenze emerse, sarà Marco Meneguzzo, ordinario di Strategia e politica aziendale Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Prosegue nel 2023 anche l’attività del Salone Extra iniziata nel 2020: da gennaio a novembre andranno in scena presentazioni di libri, incontri di networking e tavole rotonde pensati per esplorare ulteriormente gli argomenti affrontati nelle tappe del Giro d’Italia della CSR e approfondire le diverse tematiche legate alla sostenibilità. Durante un evento del Salone Extra, il 20 marzo alle 17.30, sarà presentato il primo dei Quaderni del Salone della CSR, una nuova collana di pubblicazioni che con cadenza bimestrale approfondiscono alcune tematiche legate in particolare al ruolo delle imprese per lo sviluppo sostenibile. Il primo numero Valutare l’impatto, un obiettivo strategico ha affrontato un tema cruciale: l’importanza di misurare e valutare l’impatto generato e di condividere il percorso con gli stakeholder. Ne parleranno con gli autori anche alcune delle imprese intervistate.
Nel 2023 il Salone promuove inoltre la seconda edizione del Premio Impatto, un’iniziativa sull’importanza di misurare e valutare l’impatto generato da progetti che intendono contribuire al percorso verso lo sviluppo sostenibile. Dopo il successo della prima edizione, che ha visto premiate il 3 ottobre 2022 a Milano tre imprese profit e tre non profit, il regolamento per la partecipazione alla nuova edizione del premio sarà online nei prossimi giorni sul sito de Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale.

Borse europee rimbalzano con Ws e inflazione Usa, Milano +2,36%

Borse europee rimbalzano con Ws e inflazione Usa, Milano +2,36%

Generali +3,6% dopo conti. Vendite sui bond dopo la corsa di lunedì

Milano, 14 mar. (askanews) – Chiusura in netto rialzo per Piazza Affari e le Borse europee che rimbalzano dal crollo di lunedì in seguito alla bufera sulle banche americane, innescata dal fallimento della Silicon Valley Bank. A Milano l’indice principale Ftse Mib, che ieri ha lasciato sul terreno il 4%, ha guadagnato il 2,36%, a Parigi il Cac40 ha fatto segnare un +1,86%, a Francoforte il Dax +1,82%, a Londra il Ftse100 +1,21%.
Archiviato (per oggi) il panico per un effetto contagio sul settore bancario globale, dopo una prima parte della seduta all’insegna del nervosismo e della volatilità, i listini del Vecchio Continente hanno messo il turbo, spinti dalla performance sprint di Wall Street e dal dato sull’inflazione Usa. I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono cresciuti a febbraio in linea con le attese, rallentando al +6% annuo e rafforzando le scommesse di un piccolo aumento dei tassi di interesse da parte della Fed nella prossima riunione.
A Piazza Affari, tra i titoli principali, seduta sugli scudi per Interpump (+4,35%), seguita da Unicredit (+4,2%) e Moncler (+3,95%). Generali, in scia ai buoni risultati 2022 diffusi, ha chiuso con un rialzo del 3,62%. Bene anche Mediobanca (+2,52%).
Sul fronte dei titoli di Stato, dopo la brusca discesa di lunedì, sono tornati a salire i rendimenti nell’eurozona e negli Usa: il tasso del Btp decennale sul mercato secondario si è portato al 4,3% (+17 punti base), il Bund al 2,45% (+ 25 pb).

Del Barba: l’Agenda 2030 non si realizza a colpi di decreto

Del Barba: l’Agenda 2030 non si realizza a colpi di decretoMilano, 14 mar. (askanews) – La sostenibilità non si realizza a colpi di decreto, ma dando fiducia e strumenti alle imprese per perseguire obiettivi a impatto sociale e ambientale che vanno oltre il tradizionale obiettivo del profitto. E’ la convinzione di Mauro Del Barba, promotore della legge di istituzione delle aziende benefit del 2015. In occasione della quarta Giornata nazionale dedicata alle Società Benefit, celebrata con un convengo di studi a Milano, Del Barba parla del modello “benefit” come strumento in grado di armonizzare, verso un obiettivo comune, le motivazioni diverse che esprimono imprese, istituzioni, politica e cittadini dalle rispettive visioni di “sostenibilità”.
“La sostenibilità è una questione complessa, che chiama in causa le istituzioni, quindi la politica; chiama in causa i capitali, quindi la finanza; chiama in causa l’intrapresa, quindi le società, le imprese e gli imprenditori – dice Dal Barba raggiunto durante una pausa dei lavori – E’ un mix che deve trovare una sua armonia. Procedere verso gli obiettivi dell’Agenda 2030 a colpi di decreto, è una metodologia che manda in tilt il sistema, perché i cambiamenti sono così profondi che solo una sinergia tra la libertà dell’imprenditore, la forza del capitale, e la capacità della politica di dare direzione può imprimere il giusto passo a questo processo. Quello che le società benefit dicono agli altri attori è: signori guardate che le imprese possono fare di più. Date loro fiducia, date un assetto giuridico come il nostro, che consenta di guardare ai bisogni della società andando oltre lo scopo tradizionale di fare profitto. E vedrete che la nostra esperienza farà emergere e venire a galla tutti quei comportamenti, che poi il legislatore potrà anche sistematizzare e rendere norma. Dobbiamo avere fiducia nel mercato, naturalmente, e nelle capacità dell’imprenditore di assumere dentro di sé e dentro la propria azienda i valori etici che riguardano il sociale e l’ambiente”.
Ma quali sono le caratteristiche che rendono allora le società benefit un modello d’impresa in grado di perseguire concretamente gli obiettivi di sostenibilità? “Le società benefit si propongono di essere il giusto assetto, l’assetto più performante, per affrontare le sfide della sostenibilità dove le imprese sono sottoposte a grandissimi stress da parte del regolatore, da parte il mercato e da parte della finanza – dice Del Barba – E dopo sei anni di collaudo le società benefit possono ben dire di essere l’assetto più avanzato con cui reggere all’urto di queste sfide. Sono loro in grado di esprimere un protagonismo che non può che venire dallo scopo duale. Vale a dire dall’assumere dentro di sé obiettivi di beneficio comune, sociale e ambientale, e portare nella propria governance questi aspetti in una posizione centrale, tanto quanto quello di produrre profitto. In questo modo gli stakeholder entrano nella vita dell’azienda”.
Dopo una prima normativa sancita nel piccolo stato federato USA del Marylad, la normativa italiana sulle società benefit è la prima approvata in uno stato sovrano. Il nostro Paese si trova così a fornire l’esempio normativo, e soprattutto valoriale, a numerosi altri Paesi, Francia e Spagna tra i più recenti. In Italia a fine 2022 le società benefit sono circa 2800, la gran parte delle quali riunite in AssoBenefit, associazione promotrice del convegno e della quale Del Barba è presidente. Al di la dei tecnicismi, ricorda Del Barba, essere una società benefit è una questione di “valori”, valori etici e economici.
“Essere ‘benefit’ non è un qualche cosa di scontato, di immediatamente comprensibile – spiega Dal Barba – Non siamo abituati a pensare alle prese con obiettivi di beneficio comune. Siamo abituati a pensare alle imprese come soggetti a cui dare una direzione attraverso degli obblighi. Ecco la forza che le società benefit vogliono mettere in campo è il protagonismo, è la capacità dell’impresa stessa di darsi degli obiettivi per il bene comune. Abbiamo perso questa abitudine, e AssoBenefit aiuta i propri soci, attraverso le loro stesse esperienze, attraverso lo studio insieme, attraverso il networking, a far emergere e a sistematizzare questi valori affinché siano riconoscibili dal mercato e dalle altre imprese”.
Valori etici che però devono essere misurabili nel loro impatto concreto sul tessuto sociale e ambientale, per non restare delle pure dichiarazioni di principio. E in questo contesto gli attuali strumenti di rendicontazione rispondono in modo efficace a questa necessità? “E certo qualcuno dice: ma tutto questo può poi rimanere una sorta di moto dell’anima. Ma proprio affinché questi valori siano poi messi a terra, le società benefit hanno come obbligo quello di misurare le proprie performance, di avere una governance trasparente – risponde il presidente di AssoBenefit – La questione della misura dell’impatto, è una questione che attiene tutte le imprese. Oggi avere una label, una certificazione, o anche un’autovalutazione che misura una performance di sostenibilità, e ci tengo a dire ‘una’ performance, perché abbiamo ormai capito che c’è una pluralità di misure che deve essere effettuata, è un aspetto che può essere significativo anche per la competitività delle imprese. E quindi va oltre la necessità delle società benefit di rendicontare i propri benefici comuni. Ma ancora una volta quello che emerge dall’esperienza delle società benefit è che tutto ciò aumenta anche la competitività dell’azienda. Le imprese che hanno per vocazione il produrre valore, naturalmente misureranno delle performance superiori. Ma in questo non chiedono vantaggi; si mettono al pari di tutti gli altri, e accettano la sfida”. (nella foto: di Mauro Del Barba e la vice presidente di Assobenefit Monica De Paoli)

illycaffè si conferma tra le aziende più etiche al mondo del 2023

illycaffè si conferma tra le aziende più etiche al mondo del 2023Milano, 14 mar. (askanews) – illycaffè è stata riconosciuta da Ethisphere come una delle aziende più etiche al mondo del 2023. E’ l’undicesimo anno consecutivo che illycaffè riceve questo riconoscimento ed è tutt’ora l’unica azienda italiana inserita nella lista delle 2023 World’s most ethical companies. Nel 2023, sono state premiate 135 aziende di 19 Paesi e 48 diversi settori.
“Siamo orgogliosi di essere presenti per l’undicesimo anno consecutivo, unica azienda italiana, nella lista delle società più etiche al mondo: un riconoscimento che premia il nostro impegno come azienda familiare che da 90 anni coltiva l’etica di impresa di generazione in generazione – ha affermato Andrea Illy, presidente di illycaffè – Un risultato raggiunto anche grazie alle capacità del management, che ha saputo tradurre questo impegno nella gestione quotidiana del business. illycaffè sta correndo a pieno ritmo verso la carbon neutrality nel 2033 attraverso l’agricoltura rigenerativa e l’economia circolare”.

Accordo grano: la Cina finora primo beneficiario, Italia quarta

Accordo grano: la Cina finora primo beneficiario, Italia quartaMilano, 14 mar. (askanews) – È la Cina con 5,2 milioni di tonnellate di prodotti agricoli tra grano, mais e olio di girasole, pari al 21,5% sul totale partito dai porti ucraini da agosto 2022, il Paese che ha più beneficiato del Black Sea grain initiative. È quanto afferma il Centro studi Divulga che ha elaborato i dati Onu delle rotte dei prodotti agricoli partiti dai porti di Chornomorsk (36,4% del totale), Yuzhny (35,8%) e Odessa (27,8%) in questi 240 giorni.
Complessivamente sono 24,2 milioni le tonnellate di prodotti agricoli partiti dai porti ucraini: quasi la metà è mais (49,3%) mentre il 27,2% è grano tenero, il 5,4% è farina di girasole, il 5,1% olio di girasole.
Spagna (4,1 milioni di tonnellate di prodotti pari al 17%) e Turchia (2,7 milioni di tonnellate di prodotti pari all’11,2%) si piazzano rispettivamente al secondo e terzo posto tra i Paesi che più hanno importato dall’Ucraina in questo periodo. L’Italia, invece, con 1,76 milioni di tonnellate (7,3%) è quarta in questa classifica, davanti a Olanda, Egitto, Israele e Bangladesh. In particolare, da agosto 2022, nel nostro Paese sono arrivate 1,2 milioni di tonnellate di mais, fondamentale per l’alimentazione animale, 377mila tonnellate di grano tenero, e quasi 90mila tonnellate di olio di girasole.
Un altro dato significativo, secondo le elaborazioni del Centro studi Divulga, è rappresentato dal fatto che quasi il 55% dei prodotti ha raggiunto i Paesi in via di sviluppo, come quelli del Nord Africa e dell’Asia, allentando il rischio di tensioni sui prezzi del pane che avrebbero potuto provocare instabilità in territori fortemente dipendenti dalle materie prime provenienti dalle aree coinvolti dal conflitto

Banche, tassi prestiti a imprese e famiglie ai massimi dal 2012

Banche, tassi prestiti a imprese e famiglie ai massimi dal 2012Roma, 14 mar. (askanews) – Continuano a salire i tassi di interesse bancari sui prestiti a imprese e famiglie in Italia, in scia ai rialzi dei livelli ufficiali operati dalla Bce. A febbraio il tasso medio sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni (i mutui) è salito al 3,79%, dal 3,59% del mese precedente che era stato il livello più elevato dal novembre del 2012. Lo riporta l’Abi nel suo rapporto mensile, ricordando che questa voce aveva segnato un picco del 5,72% a fine 2007.
Il tasso medio sul totale dei prestiti è stato pari al 3,66%, massimo dall’ottobre del 2014, dal 3,53% di gennaio, mentre il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è salito al 3,90% a febbraio, in questo caso è il massimo dal gennaio 2012, dopo il 3,72% il mese precedente.
Sempre secondo l’Abi, a febbraio 2023 la crescita dei prestiti a imprese e famiglie è proseguita ma con un nuovo rallentamento: complessivamente sono aumentati dello 0,8% rispetto a un anno prima, dal più 1,5% di gennaio. L’associazione elabora questi indicatori in base ai dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a imprese e famiglie (calcolati includendo i prestiti cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni).
Sull’andamento della dinamica dei prestiti i dati disaggregati più recenti risalgono a gennaio: i prestiti alle imprese sono rimasti sostanzialmente stabili su base annua (+0,1%), quelli alle famiglie sono cresciuti del 3%.
Intanto la Bce potrebbe procedere a nuovi consistenti rialzi dei valori di riferimento. Giovedì tornerà a riunirsi il Consiglio direttivo all’istituzione monetaria, che a più volte manifestato esplicitamente l’intenzione di effettuare un nuovo aumento da 50 punti base in questa occasione. Mentre successivamente continuerebbe ad alzare i tassi decidendo “volta per volta sulla base dell’evolversi dei dati”, secondo i propositi della stessa Bce.
La tempesta che si è scatenata sul sistema bancario statunitense dopo il fallimento della Silicon Valley Bank potrebbe forse frenare la Federal Reserve nella sua manovra rialzista, ma difficilmente si possono ipotizzare al momento ricadute analoghe sulla Bce (salvo che l’alta tensione non prosegua o peggiori).

Volkswagen: 180 mld investimenti al 2027, 15 mld per gigafactory

Volkswagen: 180 mld investimenti al 2027, 15 mld per gigafactory

Focus su Usa e Cina. Quota bev al 10% in 2023, 20% in 2025

Milano, 14 mar. (askanews) – Nonostante una contrazione del 7% delle consegne globali, che nel 2022 si sono attestate a 8,3 milioni di unità, il gruppo Volkswagen rimane “ben posizionato” per la crescita futura. I margini operativi ante voci straordinarie sono cresciuti all’8,1%, grazie alla costante disciplina dei prezzi e dei costi e a un mix di prodotto migliore. Il flusso di cassa netto della Divisione Automotive è sceso a 4,8 miliardi di euro, a causa dell’aumento del capitale circolante legato alle problematiche delle catene di fornitura e logistiche, in particolare verso la fine dell’anno.
“Nel 2022 abbiamo fissato obiettivi chiari e ambiziosi e preso le decisioni necessarie per snellire i processi. Il 2023 sarà un anno decisivo per realizzare gli obiettivi strategici e accelerare i progressi in tutto il gruppo”, ha detto il Ceo di Volkswagen, Oliver Blume.
Nel corso del 2023 il gruppo prevede una “decisa” inversione di tendenza, con il rafforzamento della liquidità netta della Divisione Automotive. Con un elevato portafoglio ordini (1,8 milioni di veicoli), Volkswagen nel 2023 prevede una “graduale attenuazione” dei colli di bottiglia relativi alla catena di approvvigionamento. La liquidità netta della Divisione Automotive è aumentata a 43 miliardi di euro alla fine del 2022, sostenuta dall’Ipo di Porsche.
Volkswagen ha pianificato investimenti complessivi per 180 miliardi di euro nel periodo 2023-2027 per la produzione di batterie, la crescita in Nord America, l’incremento della competitività per quanto riguarda digitalizzazione e prodotti in Cina, nonché il continuo sviluppo della gamma di prodotti. Oltre due terzi (il 68%) degli investimenti saranno destinati a digitalizzazione ed elettrificazione. Nel precedente piano quinquennale, la quota era del 56%. Già nel 2025 si prevede che un veicolo su cinque venduti a livello mondiale sarà a trazione 100% elettrica.
Uno dei motivi principali dell’aumento degli investimenti è lo stanziamento di fino a 15 miliardi di euro per la costruzione di gigafactory di PowerCo, start-up del Gruppo dedicata a questo specifico business, e per l’approvvigionamento delle materie prime per le batterie. PowerCo ha annunciato la costruzione della prima gigafactory in Nord America, in Canada. Sarà la terza del gruppo dopo quelle di Salzgitter e Valencia. Entro il 2030, PowerCo dovrebbe generare un fatturato annuo di oltre 20 miliardi di euro. Inoltre, proseguiranno gli investimenti nell’ultima generazione di motori a combustione. Il picco degli investimenti è previsto per il 2025, per poi diminuire costantemente.
Il portafoglio prodotti del Gruppo Volkswagen ha registrato un notevole successo in particolare nel segmento Bev: nel 2022 le consegne di veicoli 100% elettrici sono aumentate del +26% e la quota Bev si è attestata al 7%. I Bev rappresentano ora il 16% del portafoglio ordini del Gruppo. Nel 2023 saranno presentati nuovi modelli Bev, tra cui la nuova ID.3, ID.7, ID. Buzz a passo lungo, Cupra Tavascan e Audi Q8 e-tron. Con il lancio di questi nuovi veicoli, quest’anno Volkswagen punta a raggiungere una quota Bev pari a circa il 10% delle consegne totali.
Quanto ai mercati, Volkswagen punta molto su Stati Uniti e Cina. Le consegne Bev negli Stati Uniti nel 2022 sono cresciute del 18,8%, toccando le 44.200 unità e posizionando il gruppo al quarto posto nel segmento delle auto 100% elettriche. Attualmente la quota di Volkswagen sul mercato totale – inclusi i veicoli con motore a combustione interna – è pari al 4%; l’obiettivo è portarla al 10% entro il 2030, principalmente attraverso l’espansione della gamma di prodotti per gli Usa, che includerà il debutto di ID.7 e ID. Buzz nel 2024. Intanto lo stabilimento di Chattanooga, Tennessee, è stato convertito all’e-mobility con la produzione dell’ID.4 ed è iniziato il rilancio del brand elettrico Scout: nel 2026 saranno prodotti 200mila veicoli nel sito in Columbia, South Carolina.
In Cina è stato introdotto un board cinese trasversale ai brand per accelerare i processi decisionali. Focus anche sulle partnership come quella con Horizon Robotics per lo sviluppo della guida autonoma. Con Cariad China, invece il gruppo punta a sviluppare software specifici per la Cina. Questo approccio sta già portando risultati: nel 2022 le consegne di veicoli 100% elettrici della famiglia ID. in Cina sono più che raddoppiate: in totale sono stati venduti 143.100 veicoli tra ID.3, ID.4 e ID.63. Complessivamente, le consegne Bev in Cina sono incrementate del 68% rispetto all’anno precedente.