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Casa-lavoro, smart working, carpooling, bici: risparmio 2022 635mila euro

Casa-lavoro, smart working, carpooling, bici: risparmio 2022 635mila euroRoma, 7 mar. (askanews) – Dopo oltre 2 anni di restrizioni alla mobilità, a causa della pandemia, molti italiani sono tornati in azienda regolarmente ma cercando di percorrere la tratta casa-lavoro in modo più sostenibile dal punto di vista economico e ambientale. Nel 2022, scegliere di lavorare da casa, andare al lavoro in bici o a piedi o rinunciare all’utilizzo privato dell’auto condividendola con i propri colleghi ha portato gli italiani a risparmiare complessivamente oltre 635.000 euro ed evitare di emettere 413 tonnellate di CO2 in atmosfera. È quanto emerge dal Rapporto Annuale sulla Mobilità Sostenibile Aziendale 2023 elaborato da Jojob Real Time Carpooling, azienda benefit che costituisce il principale servizio che in Italia offre alle aziende uno strumento completo di welfare aziendale per quanto riguarda la mobilità.
Jojob Real Time Carpooling infatti permette alle aziende di diffondere e incentivare l’uso dei trasporti condivisi a basso impatto ambientale tra i dipendenti, grazie alla app per smartphone che certifica i viaggi casa-lavoro fatti dai dipendenti in carpooling, in bici, a piedi o con le navette aziendali.
“La mobilità sostenibile, e in particolare la mobilità condivisa sta registrando una crescita estremamente significativa con adesioni superiori al periodo pre pandemico”, sottolinea Gerard Albertengo, CEO e founder di Jojob Real Time Carpooling. “I numeri del 2022 parlano di opzioni che stanno diventando delle vere e proprie consuetudini per gli italiani e l’elevata inflazione, in parte causata dal recente rincaro della benzina, ha spinto i pendolari a scelte economicamente più sostenibili, come andare al lavoro a piedi o in bici. Chi invece opta per il carpooling affianca al risparmio economico il rispetto per l’ambiente”.
“In Italia, aggiunge Albertengo, grazie al Decreto che ha rafforzato l’adozione dei piani spostamenti casa lavoro e grazie ad una crescente sensibilità ambientale da parte delle aziende e dei pendolari, stiamo assistendo alla creazione di una vera e nuova infrastruttura di trasporto, il Carpooling. La presenza di migliaia di tragitti che collegano il territorio alle singole sedi aziendali, rappresentano una nuova alternativa di trasporto e con questi tassi di crescita, ben presto il Carpooling potrà essere considerato non solo efficiente ma anche la più capillare rete di trasporti per il pendolarismo.
Grazie al carpooling aziendale, i lavoratori possono condividere il tragitto casa-lavoro con colleghi e dipendenti di aziende limitrofe. Una decisione che, nel 2022, ha permesso di risparmiare 345.000 euro e di avere un’aria più pulita, con oltre 225 tonnellate in meno di emissioni di CO2. Sono oltre 200.000 i viaggi in carpooling aziendale certificati e circa 104.000 auto in meno sulle nostre strade.
I dipendenti delle aziende si sono lasciati conquistare anche dalla mobilità dolce, scegliendo di andare al lavoro a piedi, in bici o utilizzando le navette aziendali. Entrambe queste soluzioni sono integrate nell’applicazione e consentono alle aziende di misurarne i benefici ambientali e di incentivarne l’uso verso i propri collaboratori. Nel 2022 in bici e a piedi sono stati risparmiati oltre 47.000 euro e più di 30 tonnellate di CO2, mentre utilizzando le navette sono stati spesi 62.000 euro in meno con 40 tonnellate di CO2 non emesse.
Ottimi anche i numeri che arrivano dallo smart working: secondo i calcoli di Jojob Real Time Carpooling nel 2022 le giornate di lavoro da casa hanno fatto risparmiare 181.000 euro ed evitato 118 tonnellate di emissioni di CO2 nell’aria.
L’adozione di Jojob Real Time Carpooling da parte delle aziende consente ai mobility managers di attuare azioni concrete per lo sviluppo della mobilità sostenibile e di misurare puntualmente i risultati ottenuti. In accordo con le Linee Guida Ministeriali, Jojob fornisce non solo lo strumento attuativo ma consente inoltre di disporre dei dati di monitoraggio calcolati secondo i parametri Ispra e spendibili dunque negli aggiornamenti annuali di piani spostamento casa lavoro.
Tra le aziende che hanno adottato i servizi di Jojob Real Time Carpooling offrendo alternative di mobilità sostenibile ai propri dipendenti spiccano: Amadori, ARVAL, Automobili Lamborghini, BCC Banca Iccrea e società controllate, BPER Banca, Breton, BVLGARI, Contarina, Credem, Ducati Motor Holding, Euro Company, FAAC, Gruppo Chiesi, Gruppo Dolomiti Energia, Jacobacci & Partners, Lavazza, Mérieux NutriSciences Italia, Nexi, OMB Saleri, Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, Pietro Fiorentini, System Logistics, TIM, Twinset, Università di Torino, Valagro.

Mare, Acampora (Assonautica): ministero darà concretezza a nostra visione

Mare, Acampora (Assonautica): ministero darà concretezza a nostra visioneRoma, 7 mar. (askanews) – “L’Italia è da sempre considerata il pontile dell’Europa nel Mediterraneo, ma questa è una visione solo geografica, mentre noi dobbiamo arricchirla di contenuti politici e sociali per far capire il peso e la rilevanza del nostro Paese all’interno del sistema europeo”. Lo ha evidenziato il Presidente di Assonautica Italiana, Si.Camera e Camera di Commercio Frosinone Latina Giovanni Acampora questa mattina a Napoli al convegno “Promuovere l’economia blu: il ruolo delle città costiere”, organizzato dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO.
Per Acampora, “il panorama nazionale sta cambiando e avere finalmente un Ministero per le politiche del Mare ci consentirà di dare concretezza a questa nostra visione che per tanti anni abbiamo sostenuto e siamo pronti a dare il nostro contributo al Governo per scrivere insieme il Piano triennale del Mare”.
“Con Assonautica Italiana e come sistema camerale portiamo avanti numerose iniziative a favore dello sviluppo dell’Economia Blu e dei territori – ha proseguito Acampora -. Tra queste, ad esempio: il progetto di sviluppo del turismo nautico che il Ministero del Turismo ci ha affidato e che stiamo realizzando in collaborazione con l’Enit (l’Agenzia Nazionale del Turismo), “L’Italia vista dal Mare – Scopri dove ti porto”, inserito nel Piano di Promozione Nazionale; un risultato ottenuto grazie al lavoro compiuto per ottenere, la prima volta, l’importante riconoscimento della nautica da di porto quale tipologia di turismo al pari dei segmenti tradizionali; il Manifesto Blue, scritto dalla rete degli utenti del mare per contribuire a rispondere alla sfida dell’Europa per una transizione dalla crescita blu a un’Economia del Mare Sostenibile. Inoltre promuoviamo numerosi momenti di confronto e incontro, di rilievo nazionale e internazionale, come il Blue Forum la cui seconda edizione dal 25 al 27 maggio 2023 ospiterà a Gaeta i principali stakeholder istituzionali e associativi di tutti i settori della Blue Economy: sicurezza, shipping, logistica, costruzione navale, nautica, portualità turistica e commerciale, pesca e acquacoltura, ambiente, energia, innovazione e ricerca, formazione, turismo, sport, cultura. Quest’anno sarà l’occasione per contribuire alla definizione del Piano del Mare e per costruire insieme la nuova strategia marittima dell’Italia, tutti insieme per costruire il percorso verso un’Economia del Mare Sostenibile, Inclusiva e Innovativa”.

Lamborghini Urus S e Performante, ancora più lusso e prestazioni

Lamborghini Urus S e Performante, ancora più lusso e prestazioniMilano, 7 mar. (askanews) – Chiuso il 2022 con consegne di aumento del 10% a 9.233 unità il miglior risultato di sempre con una lista di attesa per le consegne di 18 mesi, Lamborghini che celebra quest’anno i 60 anni di attività si prepara alla mobilità elettrica con il Piano Direzione Cor Tauri da 1,8 miliardi di euro.
A fine marzo arriverà la prima novità della gamma elettrificata, l’erede dell’Aventador, nome del progetto LB744, che monterà un V12 ibrido, in attesa di completare l’elettrificazione della gamma nel 2025 e della prima elettrica nel 2028. Intanto delle 9.233 vetture vendute lo scorso anno, il 60% erano Urus (5.367 unità, +7%), il super suv aggiornato nelle versioni S e Performante che alzano ancora l’asticella del lusso e delle prestazioni.
Come location per un media drive dei due modelli, Lamborghini ha scelto Courchevel, l’esclusiva località delle Alpi francesi con la più alta concentrazione di ristoranti stellati e alberghi 5 stelle lusso d’Europa. I percorsi di guida selezionati erano tutti su strade di montagna fra Courchevel e Meribel, con ghiaccio e neve per via delle basse temperature. Condizioni che hanno permesso di apprezzare la tenuta e le dinamiche di guida delle due versioni del super suv Lamborghini.
Fra le novità, a livello estetico si notano le prese d’aria sul cofano e nuovi profili aerodinamici, come lo spoiler con pinne laterali per aumentare la deportanza della Performante (+8%). Il 4.0 V8 biturbo è stato portato a 666 CV (+16 CV) su entrambe le versioni che sono integrali con 4 ruote posteriori sterzanti. Impressionanti le performance: 0-100 in 3,3 secondi, velocità massima di 306 km/h, poco meno per la S, e 32,9 metri per passare da 100 km/h all’arresto completo. A distinguere le due versioni è il carattere: più sportiva la Performante, più glamour la S.
La Performante infatti è più bassa, larga e leggera: sulla bilancia il peso si ferma a 2.150 kg, 47 kg in meno della S. Il risultato è il miglior peso-potenza del segmento (3,2), ottenuto grazie a un uso più massiccio del carbonio (optional il look bicolore) e allo scarico in titanio Akrapovic che regala un sound unico, cui è stata dedicata una colonna sonora su Spotify. Le sospensioni sono a molla semi attive, mentre fra le opzioni di guida compare la modalità Rally che ha permesso all’Urus Performante di fissare il nuovo record a Pikes Peak, la famosa cronoscalata con 156 tornanti in Colorado.
La S invece monta le più confortevoli sospensione pneumatiche adattive, dispone di specifiche finiture interne ed esterne e di un maggior numero di opzioni di colori, con 350 combinazioni possibili. Le sensazioni di guida sono al top, così come finiture e comfort, su entrambe le versioni: le prestazioni, l’handling e la frenata sono da super sportiva stradale e fanno dimenticare di essere alla guida di un suv imponente, anche in condizioni di poca aderenza. I prezzi per l’Italia partono da circa 235mila euro per la S e da 260mila per la Performante.

Ocean and Climate Village a Napoli, Acampora: pieno supporto a economia mare

Ocean and Climate Village a Napoli, Acampora: pieno supporto a economia mare

Presidente Assonautica Italiana, Si.Camera e Camera di Commercio Frosinone Latina

Roma, 7 mar. (askanews) – Il Presidente di Assonautica Italiana, Si.Camera e Camera di Commercio Frosinone Latina Giovanni Acampora ha partecipato questa mattina a Napoli al convegno “Promuovere l’economia blu: il ruolo delle città costiere”, organizzato dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO.
L’evento si inserisce nell’Ocean&Climate Village, la prima mostra interattiva ed educativa dedicata alla relazione tra oceano e clima con l’obiettivo di creare la Generazione Oceano, in programma a Castel dell’Ovo fino al 12 marzo.
Nel corso del suo intervento, il Presidente Acampora ha sottolineato la “coincidenza particolarmente felice di questo evento con l’approvazione, dopo più di 15 anni di negoziato, del Trattato ONU sull’Alto Mare, un risultato importantissimo per quanti, come Francesca Santoro e IOC-UNESCO, si occupano di salvaguardare e proteggere il nostro Oceano”.
“Da più di 10 anni” – ha proseguito Acampora – “il sistema camerale supporta le imprese, le istituzioni, locali e nazionali, i Comuni, le Regioni, le Associazioni nell’importantissimo percorso di riconoscimento dell’Economia del Mare quale settore strategico del nostro Paese. Senza mai tralasciare la necessità, per altro richiamata dalla Commissione Europea, di accompagnare il settore in una transizione verso la sostenibilità. Per questo è nato il Manifesto Blue per un’Economia del Mare Sostenibile, Inclusiva e Innovativa, che unisce tutti gli utenti del mare e che continueremo a condividere nel nostro roadshow insieme ai principali stakeholder del settore”.
“Il prossimo appuntamento del 2° Summit Nazionale sull’Economia del Mare Blue Forum che si terrà a Gaeta dal 25 al 27 maggio 2023” – ha concluso Acampora – “sarà l’occasione per contribuire alla definizione del Piano del Mare e per costruire insieme la nuova strategia marittima dell’Italia, che non potrà prescindere dalla salvaguardia dei nostri mari”.

Lollobrigida: Nutriscore condiziona e non informa, c’è un cambio di rotta

Lollobrigida: Nutriscore condiziona e non informa, c’è un cambio di rottaCavalese, 7 mar. (askanews) – Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, è fiducioso sul fatto che l’Italia possa spuntarla in Europa sulla questione delle etichette fronte pacco, allontanando definitivamente l’ipotesi Nutriscore. “Io sono convinto che ci riusciremo. Ho la consapevolezza, anche in questi mesi, intanto che il ruolo dell’Italia è stato fondamentale e poi piano piano a livello di ministri ho registrato un cambio di rotta, anche da quelli che si erano lasciati irretire da uno strumento che non avevano capito” ha detto a margine dell’evento di Ambasciatori del gusto Futura 2023 a Cavalese, in provincia di Trento. “Come Fdi – ha ricordato il ministro – facemmo la prima mozione che lo denunciava come uno strumento di condizionamento e non di informazione. Ora approfondendolo anche altri hanno capito che non serviva a informare anche per effetto distorsivo dall’algoritmo”.
La decisione sulla etichetta fronte pacco che inizialmente doveva essere presa a fine 2022 è slittata di un anno e questo da molti viene letto con un vantaggio per il nostro Paese per spiegare a livello europeo gli impatti del Nutriscore e far conoscere la nostra proposta che è quella del Nutrinform. Tuttavia il ministro riconosce che se c’è un vantaggio nel Nutriscore è quello di aver fatto “scattare l’allarme sul punto di caduta. Ha fatto capire alle persone che c’è un tentativo nel mondo di standardizzare i prodotti, di non avere la qualità come priorità, per ragioni economiche di accentramento della ricchezza in grandi multinazionali invece che in tante pmi che producono qualità”. “Il nutriscore – ha concluso – ci ha permesso di avere consapevolezza, adesso dobbiamo passare all’azione perché dobbiamo garantire il diritto all’informazione. Noi vogliamo informare bene per far capire bene cosa comprano e come devono consumare quei prodotti le persone

Accordo Gesac-Arpac per contenimento rumore e Co2 a Capodichino

Accordo Gesac-Arpac per contenimento rumore e Co2 a CapodichinoNapoli, 7 mar. (askanews) – Protocollo d’intesa tra Gesac, società di gestione degli aeroporti di Napoli e Salerno, e Arpac, Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, finalizzato all’implementazione di misure per il contenimento del rumore di origine aeronautica e delle emissioni di Co2, attraverso l’adozione di nuove rotte aeree ed il miglioramento del sistema di monitoraggio ambientale. La cooperazione nasce dalla necessità di testare sul campo le nuove iniziative che Gesac sta realizzando a tutela dell’ambiente e della salute collettiva, con particolare riferimento alla riduzione del rumore e delle emissioni di gas climalterante. Gesac ha, infatti, commissionato ad Enav (Ente nazionale di assistenza al volo), una nuova procedura antirumore che evita il sorvolo del centro storico di Napoli per tutti i voli in partenza diretti verso nord che, secondo gli studi aeronautici, consentirà di minimizzare gli impatti acustici (30% in meno della popolazione esposta) e l’emissione di gas climalteranti (11mila tonnellate all’anno di Co2), oltre a diminuire il tempo di volo annuo di circa 500 ore. Questa procedura, entrata in vigore in fase sperimentale lo scorso 23 febbraio, vedrà la sua piena applicazione nelle prossime settimane, man mano che le compagnie aeree aggiorneranno i sistemi di navigazione di bordo inserendola tra quelle già in uso. Al fine di validare le stime previsionali e misurare i benefici complessivi delle nuove rotte, Arpac effettuerà delle campagne di monitoraggio acustico utilizzando due nuove stazioni di rilevamento che si aggiungono alle otto già esistenti che compongono il sistema di monitoraggio di Gesac, implementato già nel 2003. (segue)

Tim, Labriola:a breve annunceremo nuovo programma innovazione aziende

Tim, Labriola:a breve annunceremo nuovo programma innovazione aziendeMilano, 7 mar. (askanews) – “Come Tim stiamo cercando un nuovo modo di essere parte del motore propulsivo per lo sviluppo dell’innovazione in Italia”. Lo ha detto il Ceo Pietro Labriola, annunciando che a breve sarà presentato un nuovo programma del gruppo per contribuire all’innovazione delle aziende.
“Vanno trovate delle nuove modalità – ha spiegato Labriola, nel corso della presentazione del rapporto sulle smart cities realizzato dal Centro Studi Tim -. In molti casi anche i modelli tradizionali dei fondi di investimento lasciano il tempo che trovano, soprattutto in un contesto come quello italiano che non è fatto di economie di scala, il nostro è un paese con determinate caratteristiche che ha bisogno di modelli di innovazione differenti rispetto a quelli tradizionali. Noi – ha proseguito – stiamo lavorando su questi modelli di innovazione e nelle prossime settimane annunceremo un nuovo programma dove cerchiamo di contribuire allo sviluppo e all’innovazione delle aziende anche con degli elementi tipici, che non è necessariamente l’iniezione di capitale all’interno delle aziende, ma anche con alcuni asset che abbiamo a nostra disposizione”.

Pnrr, Giorgetti: già ricevuti 66,9 mld, in valutazione 3°rata 19 mld

Pnrr, Giorgetti: già ricevuti 66,9 mld, in valutazione 3°rata 19 mldRoma, 7 mar. (askanews) – Delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, “L’Italia ha ricevuto in totale 66,9 miliardi di euro, di cui 24,9 miliardi di euro a titolo di prefinanziamento e 42 miliardi di euro a rimborso della prima e seconda domanda di pagamento”. Lo ha riferito il Ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, nell’audizione in Commissione bilancio al Senato sul dl che ha modificato la governance del Piano.
“Al momento è in corso la valutazione, da parte della Commissione europea, della terza domanda di pagamento presentata nel mese di dicembre scorso, per un valore di circa 19 miliardi di euro, importo che – ha aggiunto – prevediamo di acquisire nel prossimo mese di maggio”.

Inapp: 1 donna su 5 fuori da mercato lavoro dopo nascita di un figlio

Inapp: 1 donna su 5 fuori da mercato lavoro dopo nascita di un figlioRoma, 7 mar. (askanews) – Essere madri e lavoratrici è, in Italia, un binomio complicato. Dopo la nascita di un figlio quasi 1 donna su 5 (18%), tra i 18 e i 49 anni, non lavora più e solo il 43,6% permane nell’occupazione (il 29% nel Sud e Isole). Motivazione prevalente la conciliazione tra lavoro e cura (52%), seguita dal mancato rinnovo del contratto o licenziamento (29%) e da valutazioni di opportunità e convenienza economica (19%). La quota di quante non lavoravano né prima, né dopo la maternità è del 31,8% e del 6,6% quella di quante hanno trovato lavoro dopo la nascita del figlio. È quanto emerge dal “Rapporto Plus 2022. Comprendere la complessità del lavoro” che raccoglie i risultati dell’indagine Inapp-Plus condotta su un campione di 45mila individui dai 18 ai 74 anni e che è stato presentato, alla vigilia della Festa della Donna, nel corso di un convegno.
“Si tratta di un fenomeno che ha pesanti effetti demografici ed economici – ha osservato Sebastiano Fadda, presidente dell’Inapp. L’Italia è l’ultimo paese per tasso di fecondità in Europa, e proprio nel 2022 è stato toccato il minimo storico di 400mila nuovi nati; peraltro, la maternità continua a rappresentare una causa strutturale di caduta della partecipazione femminile”. Il Paese – continua Fadda – non può più sopportare, oltre alla “fuga di cervelli”, anche questa altra forma di dispersione del capitale umano legata alla mancata valorizzazione e sostegno dell’occupazione femminile”.
Sul calo della partecipazione femminile dopo la maternità, infatti, pesano condizione familiare, servizi di welfare e istruzione.
Nei nuclei familiari composti da un solo genitore sono più elevate le quote di uscita dall’occupazione dopo la maternità: 23% contro 18% tra le coppie. Nelle coppie invece è maggiore la permanenza nella non occupazione: 32% contro il 20% tra i monogenitori.
Resta il nodo della poca disponibilità e accessibilità, anche economica, degli asili nido. “La scarsità di servizi per la prima infanzia – si legge nel Rapporto – è confermata dalla percentuale di genitori occupati che dichiara di non aver mandato i propri figli in età compresa tra 0 e 36 mesi all’asilo nido (56%). Tra coloro che invece mandano i figli al nido, poco meno della metà (48%) ha usufruito del servizio pubblico mentre una quota pari al 40% ha utilizzato un asilo nido privato e al crescere del reddito disponibile aumenta il ricorso ai servizi di asilo nido privati”. Per le famiglie che non possono farsi carico di tutti gli impegni di cura dei figli, i nonni sembrano essere l’alternativa più utilizzata (58%). Si tratta di un’opzione economicamente vantaggiosa e in generale flessibile. La risorsa principale del “welfare-fai-da-te” è soprattutto utilizzata nel Mezzogiorno (63%).
Il titolo di studio protegge dalla perdita del lavoro, ma solo in parte. Restano nel mercato del lavoro le più istruite (il 65% delle laureate), ma smette di lavorare oltre il 16% (sia di laureate, che di diplomate) contro il 21% delle madri con la licenza media.
Per conciliare lavoro e cura dei figli, circa un quarto degli intervistati ritiene fondamentale un orario di lavoro più flessibile, mentre un 10% indica la possibilità di lavorare in telelavoro o smart working. Il part-time è più frequentemente indicato dalle donne (12,4% rispetto al 7,9% degli uomini). Quest’ultimo dato, unito a quello relativo all’utilizzo dei congedi parentali (68,6% per le donne contro il 26,9% degli uomini) ribadisce un modello familiare che relega la componente femminile nel ruolo di caregiver principale, con evidenti ripercussioni occupazionali e retributive sia nel breve e che nel lungo periodo.
“Il percorso delle donne verso una piena e stabile occupazione è spesso una vera e propria corsa a ostacoli – ha puntualizzato Fadda – e ciò nonostante tra le lavoratici si registrino percentuali di laureate e di altamente qualificate più che doppie rispetto agli uomini. Ma si osserva una marcata distanza anche nell’accesso e nelle caratteristiche dei ruoli di responsabilità: le donne con ruoli apicali hanno la supervisione di una sola persona contro le sette persone supervisionate dai lavoratori maschi. Il cambio di passo non può essere affidato a singoli interventi spot, ma richiede una organica convergenza di tutte le politiche (dalle politiche fiscali ai sistemi di welfare, dagli orari di lavoro alle politiche per la famiglia) per sostenere da un lato le scelte di procreare e allevare i figli e d’altro lato l’effettiva parità di genere in tutta la vita lavorativa e sociale, e vorrei aggiungere, anche “pensionistica”.

Assemblea Fiere Parma su aumento da 16,5 mln riservato a Fiera Milano

Assemblea Fiere Parma su aumento da 16,5 mln riservato a Fiera Milano

TuttoFood verrà conferito all’ente parmense. Il 9 riunione cda milanese

Milano, 7 mar. (askanews) – “In relazione alle recenti notizie di stampa relative alla finalizzazione di un’operazione con Fiere di Parma, volta alla creazione di una comune piattaforma fieristica europea nel comparto agro-alimentare, Fiera Milano comunica che, al’esito delle trattative tra Fiera Milano e Fiere di Parma preannunciate con comunicato del 13 ottobre 2022, l’assemblea dei soci di Fiere di Parma è chiamata a deliberare un aumento di capitale avente ad oggetto 576.587 azioni ordinarie per un valore complessivo di 16,5 milioni pari al 18,5% del capitale sociale di Fiere di Parma, riservato alla sottoscrizione di Fiera Milano e da liberarsi mediante il conferimento in natura del ramo d’azienda TuttoFood”. È quanto si legge in una nota dell’ente fieristico milanese, all’indomani dell’approvazione dell’operazione da parte del Comune di Parma, uno dei soci pubblici dell’ente fieristico parmense. Il sindaco Michele Guerra in apertura del Consiglio comunale ha parlato di “una delibera storica rispetto alla storia di Fiere di Parma”. L’assemblea dei soci ( Crédit Agricole Italia 34,42%, Comune e Provincia di Parma, ciascuno con il 19,58%, Camera di commercio locale, col 12%, Unione parmense degli industriali con l’8,44% e la Regione Emilia-Romagna con il 5,08%) è in calendario per oggi.
Fiera Milano precisa nella nota che, successivamente alle determinazioni che saranno assunte dall’assemblea di Fiere di Parma, la finalizzazione dell’operazione sarà comunque soggetta all’approvazione del consiglio di amministrazione di Fiera Milano. Secondo indiscrezioni, il board di Fiera Milano si riunirà nella mattinata di giovedì 9 marzo. A seguire le comunicazioni finali delle due società.