Hermes: chiude un 2022 da record, ricavi a 11,6 miliardiMilano, 17 feb. (askanews) – Un 2022 “eccezionale” per Hermes, con una crescita delle vendite del 23% nell’ultimo trimestre, di gran lunga superiore alle attese, grazie all’aumento della domanda in Cina per le borse Birkin e la pelletteria della maison francese. Nel dettaglio, i ricavi negli ultimi tre mesi dell’anno sono saliti a quasi 3 miliardi di euro, portando il fatturato complessivo 2022 a 11,6 miliardi (+29%). Gli utili dell’intero anno sono saliti del 38% a 3,4 miliardi. “Hermès ha avuto un anno eccezionale grazie soprattutto al buon andamento dei mercati internazionali”, ha dichiarato il presidente esecutivo Axel Dumas. Gli acquirenti cinesi, anche se la diffusione del Covid-19 ha provocato rigide chiusure nel quarto trimestre, hanno contribuito a incrementare le vendite nella regione Asia-Pacifico (Giappone escluso) di circa il 25%.
Superbonus, FINCO: preoccupa stop a cessioni credito e sconti in fatturaRoma, 17 feb. (askanews) – Una simile misura avrà (speriamo di poter dire avrebbe) ripercussioni gravi e purtroppo durature sull’assetto di migliaia di imprese che già hanno i cassetti fiscali pieni ed i conti correnti vuoti. Le conseguenze – si legge in una nota della FINCO – si faranno pesantemente sentire anche sul consumatore sia singolo che condominiale. Cosa paradossale, tenuto conto che la misura è nata soprattutto per tale categoria, generando legittime aspettative, oltre che impegni concreti, messi ora in discussione. La Federazione FINCO si chiede poi perché coinvolgere in questa cessazione anche i bonus per la riqualificazione al 50% che hanno sempre funzionato, mai dato luogo ad abusi e inciso, in realtà, in termini positivi perfino sulle Casse dello Stato. Bloccare – in una situazione di fermo da parte degli istituti bancari ed assicurativi! – anche la pur parziale soluzione di acquisto dei crediti da parte delle Regioni e degli Enti Pubblici è una misura controproducente già nel medio periodo, senza contare, in generale, gli aspetti di contenzioso che tale decisione indurrà ed il disallineamento di tale provvedimento rispetto alle direttive comunitarie relative alla transizione energetica. Inoltre, i bonus edilizi, in assenza di cessione del credito e sconto in fattura, saranno fruibili fondamentalmente dai più abbienti, cosa che renderà poco raggiungibili gli obiettivi di riqualificazione energetica del nostro patrimonio immobiliare, oltre che creare disparità di trattamento tra i cittadini. Confidiamo in un ripensamento nel corso dell’iter di conversione in legge del decreto legge 11/2023 o, almeno, nell’individuazione di soluzioni alternative che non possono limitarsi all’esenzione da questo vincolo per interventi per cui sia stata già presentata la Cila prima dell’entrata in vigore del decreto in questione o, nel caso di condominii, sia stata già adottata la delibera assembleare che ha approvato l’esecuzione dei lavori o, ancora, il fatto che i cessionari non sarebbero più responsabili in solido ove in possesso di documentazione utile a tal fine. Soprattutto, confidiamo nel mantenimento delle possibilità di sconto in fattura e di cessione del credito per gli interventi che da tempo funzionano, come quelli specificatamente volti alla riqualificazione energetica. La Federazione – con tutte le Associazioni ad essa federate, dai produttori di infissi, alle coperture, alle schermature solari e tutti i settori dell’involucro edilizio, ma anche del verde per coibentazione, del settore delle rinnovabili e molti altri comparti – si rende perfettamente conto dei vincoli di bilancio, ed è per questo che sul Superbonus FINCO è da sempre favorevole ad un decremento percentuale progressivo dell’agevolazione con una sua connessa stabilizzazione, ma non con queste repentine modalità. Un’analisi approfondita delle cifre dovrebbe indurre a ritenere che in questo caso la spesa varrebbe l’impresa: sottoforma di ritorni per l’Erario, di innovazione tecnologica, di emersione del nero, ma ancor prima per evitare risorse che l’Erario dovrà (dovrebbe) comunque impiegare per le casse integrazioni che saranno causate da una siffatta misura. Ancora una volta sarebbe stato (e sarà) essenziale coinvolgere gli operatori, dall’inizio, come del resto prevede il procedimento AIR (Analisi di Impatto della Regolamentazione), ivi inclusa la principale rappresentanza italiana di produttori ed installatori di componenti e sistemi per l’efficienza energetica, quale è FINCO.
Dal pack in cera d’api al robot-ortolano: gli oscar green di ColdirettiMilano, 17 feb. (askanews) – Dal contadino robot all’avvocato agricoltore che aiuta i detenuti, dalle posate di cardo al fagiolo della fertilità fino all’Ape pack per conservare i salumi, sono stati assegnati gli Oscar green della Coldiretti ai giovani innovativi. I premi sono stati consegnati nel corso delle finali di Roma, alla presenza tra gli altri del presidente della Coldiretti Ettore Prandini e dei ministri dell’agricoltura e dello sport Francesco Lollobrigida e Andrea Abodi. Anna Madeo in Calabria ha inventato la prima Ape pack, una carta d’api fatta con lino e cera d’api per avvolgere i salumi del suino nero, premiata con l’Oscar Campagna Amica. Un packaging totalmente green che sostituisce la plastica e il sottovuoto garantendo la conservazione dei salumi anche fuori dal frigo e per lunghi periodi di tempo, oltre ad essere lavabile e riutilizzabile. In Campania nelle terre confiscate alla camorra è nata con Nicola Margarita e la cooperativa terra Felix una filiera per la produzione di bioplastiche sfruttando la pianta del cardo che viene trasformata in posate green biodegradabili, in teli per proteggere le piante e in altri oggetti, mentre con gli scarti della lavorazione si fanno dei pannelli per far nascere i funghi cardoncelli. Un’idea che è valsa l’Oscar nella categoria Fare filiera. In Molise premiato con l’Oscar Custodi d’Italia Carmine Mosesso che ha recuperato un’antica varietà di fagioli, detti della levatrice, o fagiolo della fertilità che si donava anticamente alle donne che desideravano diventare madri ma che negli ultimi anni era quasi estinto prima di tornare sulle tavole grazie all’impegno dei giovani agricoltori. In Val d’Aosta vince l’Oscar Impresa digitale Didier Chappoz con Hortobot, il contadino robot che analizza l’orto prima ancora di essere coltivato, si occupa della semina, poi del trapianto, dell’irrigazione, della frollatura del terreno e del raccolto, aiuta a risparmiare energie e acqua ed è in grado di leggere e decifrare anche improvvise avversità meteo. L’Oscar alla solidarietà va a Stefano Piatti, avvocato esperto in gestione penitenziaria che è tornato alla terra avviando in Lombardia l’azienda agricola San Giuda divenuta un’occasione del recupero per detenuti ma anche soggetti con disagi psichici, ex tossicodipendenti e ragazze madri. Serena Vanzetti, della Cooperativa agricola Speranza in Piemonte, si aggiudica l’Oscar Energia per il futuro e la sostenibilità grazie a un progetto che ha permesso di utilizzare i reflui dell’allevamento per ricavare elettricità e biogas per assicurare il riscaldamento del Centro di ricerca sui tumori di Caldiolo (Torino), ma anche biocarburante per i camion.
Tim, Labriola: bene per tutti se c’è competizione sulla reteMilano, 17 feb. (askanews) – “Se c’è una competizione sulla rete che possa massimizzare il valore, ridurre il debito e metterci tutti quanti nelle condizioni di competere al meglio, penso vada bene per tutti quanti”. Lo ha detto l’AD di Tim, Pietro Labriola, in un’intervista interna rivolgendosi ai colleghi. “Comunque vada a finire abbiamo dimostrato che abbiamo una chiara visione del mercato – ha spiegato -. Poi ci sono delle cose che sono nella sfera delle nostre possibilità e delle cose al di fuori”.
Inrl rilancia formalizzazione Patto congiunto professioni contabiliRoma, 17 feb. (askanews) – Piena adesione dell’Istituto Nazionale Revisori Legali all’appello lanciato nei giorni scorsi dal Ministro del Lavoro, Marina Calderone, alla unitarietà delle professioni contabili, in occasione di un convegno sul Terzo Settore. È il Presidente dell’istituto, Ciriaco Monetta, a ribadire il sostegno al ministro: “Auspichiamo che nel più breve tempo si possa formalizzare l’unitarietà delle tre professioni contabili, dottori commercialisti, revisori legali e consulenti del lavoro, e condividiamo – avendolo anche noi proposto da tempo – il progetto di creare un “unico interlocutore” per interloquire con il Legislatore, le Istituzioni, la classe Politica, il mondo accademico e le altre professioni. Tanto più che è stata già manifestata la piena disponibilità sia da parte del CNDCEC che dal CDL”. Il Presidente Monetta concorda con il passaggio pronunciato dal Ministro ed ex Presidente CDL, Calderone, che “uniti si vince”, “perché così sarà possibile dare un segnale importante di ripresa e rinascita delle professioni contabili per il bene di professionisti, imprese ed economia del Paese. Sarà l’occasione per dimostrare che i tempi sono cambiati e che è indispensabile adeguarsi all’evoluzione, alle nuove metodologie di lavoro ma principalmente al cambiamento epocale causato dagli ultimi tragici avvenimenti”. Monetta ha poi aggiunto: “Personalmente credo fermamente che il valore dei rapporti umani è sempre stato e lo sarà ancora di più dopo le recenti tristi esperienze del Covid, della guerra in Ucraina, del terremoto in Turchia e vicende destabilizzanti come il caro energia, l’unica ed immediata soluzione ai tanti problemi che affliggono il nostro Paese mai come in questo momento, i professionisti contabili appaiono indispensabili per la ripartenza dell’economia: dalla delicata scadenza dei bilanci 2022, con gli sforzi per assicurare a molte PMI la continuità aziendale, alla corretta gestione dei 66 miliardi di euro che il Pnrr ha destinato agli Enti Locali”. E nel ricordare che l’intento comune delle tre professioni contabili è anche quello di avere maggiore forza e rappresentatività, Monetta ha poi concluso: “Sono convinto che questo progetto di unitarietà sia l’unica grande occasione per scrivere il futuro, delle tre categorie, superando l’impasse di contrapposizioni che li ha caratterizzati negli ultimi 20 anni. Oggi più di ieri solo il gioco di squadra può portare al raggiungimento di obiettivi comuni”.
Filippo Brandolini è il nuovo presidente di UtilitaliaMilano, 17 feb. (askanews) – Filippo Brandolini è il nuovo presidente di Utilitalia, la federazione delle imprese dei servizi di acqua, ambiente ed energia. Subentra a Michaela Castelli, che ha guidato Utilitalia dal luglio del 2020, e ne porterà a termine il mandato fino al 2024. Brandolini si occupa da oltre vent’anni di servizi pubblici locali e di politiche ambientali, con particolare riferimento alla gestione dei rifiuti. Lo si legge in una nota. Dal 2009 è presidente di Herambiente, una delle aziende italiane nel settore del trattamento dei rifiuti, controllata dal gruppo Hera. Dal 2013 è componente del Consiglio di Amministrazione di Corepla, mentre dal 2014 al 2015 è stato presidente di Federambiente ed in tale ruolo ha guidato la fusione con Federutility per la costituzione di Utilitalia. Dal 2010 è vicepresidente esecutivo di SGI Europe, associazione europea di rappresentanza delle imprese che forniscono servizi di interesse generale.
Visco invoca unità di intenti Bce, governi e parti sociali eurozonaRoma, 17 feb. (askanews) – Nell’area euro serve “unità di intenti” tra governi, banca centrale e parti sociali in questa fase, perché bisogna evitare che si inneschi una “rincorsa” a scaricare lo shock energetico, che invece va considerato come “una tassa da assorbire ineludibile”, tutelando i più vulnerabili. Va evitata una spirale prezzi-salari perché questo spingerebbe la Bce a una linea più restrittiva. E’ l’appello lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco nel suo intervento al dibattito sul libro dello scomparso Gianni Toniolo, “Storia della Banca d’Italia”, organizzato dall’Università Ca’ Foscari a Venezia. “I salari reali devono aumentare, per carità, ma deve avvenire attraverso la crescita, gli investimenti e la produttività: questo è cruciale”, ha detto al termine del suo lungo intervento, che ha ripercorso diversi episodi della storia di Bankitalia citati nel libro. “La Bce, 20 ministri delle Finanze, i sindacati di 20 paesi e le associazioni delle industrie 20 paesi” devono cercare di operare con questa unità di intenti. “La sfida è molto forte – ha riconosciuto Visco – ma secondo me è ineludibile. E se non ci si riesce la politica monetaria progredirà in modo restrittivo”. Nel quadro attuale di “volatilità estrema” si è verificato questo aumento del prezzo del gas e dell’energia che “è assimilabile a una imposta sulla nostra economia, ma non solo quella italiana: tutta l’economia europea”. “Parlo da membro del Consiglio direttivo della Bce e con quel cappello – ha proseguito Visco – dico che dobbiamo evitare una ricorsa nel tentativo di spostare questa tassa dall’uno all’altro, la dobbiamo riassorbire e il più in fretta possibile. Se questo significa salari reali negativi è vero, e bisogna redistribuire risorse ai più colpiti. Ma non possiamo aumentare il costo del lavoro a cui poi seguirebbe un aumento dei prezzi”, ha detto Visco in riferimento ai rischi di spirale tanto temuti dai banchieri centrali. “Dobbiamo evitare questo trasferimento, questa propagazione”.
Bce, Schnabel: a marzo +50 pb tassi in qualunque scenario plausibileRoma, 17 feb. (askanews) – Isabel Schnabel, l’esponente tedesca del Comitato esecutivo della Bce ribadisce in maniera inflessibile la necessità di operare un rialzo dei tassi da altri 50 punti base alla riunione del Consiglio direttivo di marzo. Una presa di posizione che giunge all’indomani dei richiami alla prudenza, e a maggiore gradualità, lanciati da Fabio Panetta, che a sua volta siede nel Comitato esecutivo. “Considerato l’attuale livello dei tassi di policy e il livello e la persistenza dell’inflazione di fondo, un rialzo dei tassi da 50 punti base è necessario virtualmente in qualunque scenario plausibile, per riportare l’inflazione al 2% – ha sostenuto Schnabel in una intervista a Bloomberg -. Non ci stanno incongruenze tra il nostro principio di essere legati ai dati e queste intenzioni, perché è molto improbabile che i dati che perveranno metteranno in discussione questa linea”. Ieri, intervenendo ad un dibattito a Londra, il banchiere centrale italiano aveva invece affermato di considerare “imprudente (unwise) muoversi molto velocemente ora, con l’inflazione che potrebbe evolversi in entrambe le direzioni. Penso che siamo di fronte a una incertezza molto elevata. Non dico che dobbiamo fermarci, ma di prenderci il tempo che serve per valutare meglio l’economia”. Un chiaro suggerimento sulla necessità, quantomeno, di moderare la portata dei rialzi dei tassi. Non è la prima volta che i due esponenti mostrano in maniera abbastanza evidente divergenze di valutazioni. Il Comitato esecutivo della Bce assume le decisioni operative quotidiane dell’istituzione, ne fanno parte la presidente (Christine Lagarde), il vicepresidente e altri quattro banchieri centrali. Le decisioni sui tassi di interesse vengono invece assunte dal Consiglio direttivo, al quale, oltre ai componenti del Comitato esecutivo, partecipano anche tutti i governatori di banche centrali nazionali dell’area euro. La prossima riunione sui tassi del Consiglio si svolgerà il 16 marzo. Alla domanda sul cosa si debba verificare per rallentare il ritmo dei rialzi a 25 punti base a maggio, “dovrei vedere che la nostra politica monetaria sta diventando restrittiva – ha risposto Schnabel – cosa che si manifesterebbe sui mercati del credito, sui mercati del lavoro e in diversi aggregati e componenti di domanda numero uno”.
Trasporti, venerdì nero per il Tpl con sciopero di 24 oreRoma, 17 feb. (askanews) – Nuovo venerdì di passione per il trasporto pubblico locale. E’ in corso infatti uno sciopero nazionale di 24 ore proclamato dall’Usb Lavoro privato e articolato a livello territoriale. La mobilitazione del settore è stata proclamata dal sindacato di base durante l’assemblea nazionale del 24 gennaio scorso per “rivendicare la centralità dei Trasporti Pubblici e del ruolo degli addetti al settore, principali vittime delle privatizzazioni selvagge, dei continui ricorsi ad appalti, subappalti e subaffidamenti che alimentano sfruttamento e precarizzazione”. Allo sciopero di oggi seguirà un presidio davanti al Ministero dei Trasporti il 3 marzo prossimo. “Il susseguirsi di rinnovi contrattuali ‘farsa’ in cambio della crescente svendita dei diritti fa, di questo lavoro – aggiunge l’Usb -, un lavoro dal quale si ‘fugge’, sia per l’indisponibilità di sottostare al crescente decadimento dello stato dei servizi e i pesanti carichi di lavoro, sia per la gravosa responsabilità di una mansione priva di adeguati livelli di sicurezza con pesanti penalizzazioni salariali che inaspriscono ancor più le condizioni dell’attuale crisi economica e del carovita. Servizi pubblici essenziali in totale abbandono che subiscono continui pesanti tagli a fronte di spese militari sempre in aumento”. Nel Lazio, lo sciopero è iniziato per il servizio notturno di superfice con turni a cavallo della mezzanotte e per l’intero turno; per il servizio diurno dalle ore 08:30 alle ore 17:00 e dalle 20:00 a fine servizio. A Milano, è iniziato dalle ore 00:01 alle 05:29 e prosegue dalle 08:31 alle 12:29 e dalle ore 15:31 a fine servizio. A Napoli, lo sciopero è iniziato alle ore 05:30 fino alle 08:30 e proseguira dalle 17:00 alle 20:00.
Air France-KLM: torna all’utile nel 2022 per 728 mln. Ricavi +84%Roma, 17 feb. (askanews) – Air France-KLM torna all’utile netto nel 2022 per 728 milioni di euro migliorando di oltre 4 miliardi il risultato dell’esercizio precedente. I ricavi sono aumentati dell’84,4% a 26,4 miliardi di euro mentre l’Ebitda si è attestato a 3,61 miliardi. Il risultato operativo è salito a 1,2 miliardi di euro con un margine del 4,5%, superiore ai livelli prepandemia (4,2% nel 2019). L’indebitamento si è ridotto di 1,9 miliardi di euro a 6,33 miliardi a fine 2022. Commentando i risultati, Benjamin Smith, CEO del Gruppo, ha dichiarato: “Per tutto il 2022, Air France-KLM ha dimostrato ancora una volta la sua resilienza e agilità in un contesto di crisi senza precedenti. Nonostante la sfida di Omicron, la guerra in Ucraina, la situazione inflazionistica e i problemi operativi nei principali aeroporti internazionali la scorsa estate, il nostro Gruppo e le sue compagnie aeree sono state in grado di intercettare con successo la forte domanda di viaggi”