Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Ricerca, IIT: al via confronto sul contratto aziendale

Ricerca, IIT: al via confronto sul contratto aziendaleMilano, 24 feb. (askanews) – Al via il confronto sindacale per giungere ad un contratto collettivo aziendale del personale IIT – Istituto italiano di tecnologia. “Il Comitato Esecutivo dell’Istituto Italiano di Tecnologia, riunitosi il 22 febbraio sotto la presidenza di Gabriele Galateri – si legge in una nota dell’istituto – anche a seguito delle richieste della rappresentanza dei dipendenti e come già anticipato in sede di incontri precedenti con tale rappresentanza e le sigle sindacali coinvolte, tenuto conto anche della pluralità di sedi operative dell’Istituto dislocate in regioni diverse sul territorio nazionale, ha deliberato di proporre alle segreterie dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil un incontro preliminare per l’apertura di un percorso negoziale volto alla stipulazione, con le strutture sindacali competenti per materia, di un contratto collettivo aziendale, finalizzato all’ulteriore miglioramento della disciplina dei rapporti di lavoro subordinato di livello non dirigenziale del proprio personale amministrativo e tecnico. Tale disciplina, oggi contenuta nel regolamento interno del personale, in questa prospettiva potrà confluire nel contratto collettivo”.
“Un contratto aziendale – conclude la nota – basato sui principi e criteri che oggi caratterizzano l’attuale disciplina regolamentare dei rapporti di lavoro sopra indicati rappresenterebbe un importante obiettivo, da poter raggiungere insieme alle rappresentanze dei dipendenti, nell’ottica del continuo miglioramento dell’istituto”.

“Dignità del lavoro e civiltà digitale”, convegno all’Accademia dei Lincei

“Dignità del lavoro e civiltà digitale”, convegno all’Accademia dei Lincei

Confronto su ordinamento italiano e valori costituzionali, piattaforme e intelligenza artificiale

Roma, 24 feb. (askanews) – “In Italia la riflessione sugli effetti della digitalizzazione sulla dignità del lavoro è ancora agli inizi, mentre nei Paesi europei e negli USA i contributi scientifici sono già in uno stadio avanzato e le forme di intelligenza artificiale sono sempre più diffuse soprattutto nelle imprese multinazionali. I problemi che pone la civiltà digitale rispetto alla dignità del lavoratore sono di diverso ordine: a), rispetto all’ordinamento italiano vengono in questione i valori costituzionali; b), bisogna affrontare il tema del rapporto tra la dignità del lavoratore e le diverse forme dell’intelligenza artificiale e in particolare quelle costituite dalle macchine dotate di capacità di autoapprendimento e in grado di elaborare decisioni autonome; c), in terzo luogo, sono gli algoritmi che operano secondo i dati immessi dall’uomo e perseguono obbiettivi indicati da chi decide quali dati immettere. Soprattutto rispetto alla seconda forma di intelligenza artificiale, la legge italiana già dal 2019 applica la disciplina del lavoro subordinato a coloro che operano mediante piattaforme digitali. In prospettiva comparata, sarà indispensabile prendere in considerazione la giurisprudenza delle Corti di diversi paesi europei (come Francia, Spagna, Germania, Regno Unito), nonché le Direttive, in atto e proposte, della Commissione europea e del Consiglio Europeo”. È questo il filo conduttore al centro del confronto al convegno “Dignità del lavoro e civiltà digitale”, in corso di svolgimento presso l’Accademia Nazionale dei Lincei (tutte le informazioni su: https://www.lincei.it/it/manifestazioni/dignit%C3%A0-del-lavoro-e-civilta-digitale-convegno, i lavori potranno essere seguiti dal pubblico anche in streaming).
Comitato ordinatore: Giuseppe Santoro-Passarelli (coordinatore, Linceo, Sapienza Università di Roma), Domenico Carrieri (Sapienza Università di Roma), Alessandro Cavalli (Linceo, Università di Pavia), Enzo Cheli (Linceo, Università di Firenze), Roberto Scazzieri (Linceo, Università di Bologna)
Dopo gli indirizzi di saluto di Roberto Antonelli (Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei), il programma dei lavori è stato sudddiviso in due sessioni. Nella prima (Lavoro nell’economia delle piattaforme e dignità della persona: una prospettiva interdisciplinare), al termine dell’introduzione di Natalino Irti (Linceo, Sapienza Università di Roma), previsti gli interventi di Domenico Carrieri (Sapienza Università di Roma): Dignità del lavoratore ed Economia digitale in una prospettiva sociologica; Roberto Scazzieri (Linceo, Università di Bologna): Il bilanciamento tra interessi asimmetrici in un’economia globalizzata; Antonio Carcaterra (Sapienza Università di Roma): Dignità del lavoro e civiltà delle macchine; Paolo Ridola (Sapienza Università di Roma): Dignità del lavoro, diritti dei lavoratori e libertà d’iniziativa economica; Valerio Maio (UnitelmaSapienza): Industria 4.0 dignità del lavoratore e intelligenza artificiale come forma di autoapprendimento; Giuseppe Santoro-Passarelli (Linceo, Sapienza Università di Roma): Industria 4.0 dignità del lavoratore e rapporti di lavoro tramite piattaforma digitale e disciplina legale e collettiva del rapporto dei riders nell’ordinamento italiano; Luisa Corazza (Università del Molise): Contrattazione collettiva e conflitto in un’economia digitale; Paolo Pascucci (Università di Urbino Carlo Bo): Dignità del lavoratore e sicurezza del lavoro; Stefano Bellomo (Sapienza Università di Roma): Tempi di lavoro e diritto alla disconnessione nella civiltà digitale.
A seguire, nella seconda sessione (Lavoro tramite piattaforma digitale e algorithmic management: uno sguardo europeo e comparato), presieduta da Gian Primo Cella (Università di Milano); interventi di Mariella Magnani (Università di Pavia): Gestione algoritmica Introduzione alla proposta di direttiva e la effettività della tutela (onere della prova alla luce della proposta di direttiva 9 dicembre 2021 ecc. (artt. 14-16); Lucia Valente (Sapienza Università di Roma): La direttiva 1152 del 2019 e gli indici di presunzione della subordinazione nella direttiva del 9 dicembre 2021 dei rapporti di lavoro dei riders; Nicola Countouris (University College of London e ETUI): Il lavoro mediante piattaforma in una prospettiva comparata; Jesus Cruz Villalon (Universidad de Sevilla): Il lavoro mediante piattaforma nella legislazione e nella giurisprudenza spagnola e loro influenza sul diritto dell’Unione Europea; Orsola Razzolini (Università di Milano): La gestione algoritmica dei rapporti di lavoro. Problemi e prospettive; Gaetano Zilio Grandi (Università di Venezia “Ca’ Foscari”): Informazione e consultazione sindacale (art.9 proposta della direttiva). Conclusioni affidate a Pietro Rescigno (Linceo, Sapienza Università di Roma) e Alessandro Roncaglia (Linceo, Sapienza Università di Roma).

Musumeci:Al via con stakeholders a un grande Piano per il Mare

Musumeci:Al via con stakeholders a un grande Piano per il MareRoma, 24 feb. (askanews) – I porti e l’economia del Mare in generale sono decisivi per la crescita del Sud e dell’intero Paese. Per questo dalla prossima settimana inizieremo a lavorare con tutti gli operatori per la creazione di un grande Piano per il Mare. Lo ha detto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Sebastiano Musumeci intervenendo agli Stati generali delle Camere di commercio sull’Economia del Mare.
Musumeci: “L’elemento di novità che scaturisce da questo nuovo quadro politico non può che essere motivo di attenzione da parte del governo. “Non serve solo creare un nuovo ministero, ma occorre rimepirlo di contenuti e strategie – ha affermato Musumeci – noi abbiamo bisogno di queste istituzioni (Unioncamere, istituto Tagliacarne, Assonautica) che sanno fare sintesi e leggere tra le pieghe di una realtà che a volte può apparire diversa da quella che è. Una sintesi compiuta che deve invitare l’autorità di governo a riflettere e trovare poi subito le soluzioni”.
“Nell’economia blu – ha ricordato il ministro – l’Italia naviga tra primo e quarto posto tra le varie filiere che compongono questo sistema. E’ un piacere ma ho il dovere e il diritto di sperare che la nostra nazione possa ambire a traguardi più ambiziosi, vista la nostra geografia e la nostra storia. Dobbiamo evitare il rischio di sederci sugli allori e trovare invece sempre più e meglio l’ambizione per andare avanti. Non esistono traguardi, ma tappe successive. In un Mediterraneo che cambia, in un mare non più di frontiera ma di cerniera, noi italiani possiamo giocare un ruolo da protagonisti, senza supponenza o egoismo. Conosciamo il valore della collaborazione e del dialogo con gli altri paesi, ma abbiamo le presunzione di credere che se mettiamo a sistema le nostre risorse e potenzialità, possiamo andare ben oltre”.
“C’è un dato su tutti che mi convince e che è il vero elemento di novità – ha sottolineato – un Sud degradato diventerebbe una zavorra per tutto il paese. Pensare che attraverso il mare e i porti il Sud possa migliorare la propria condizione economica è un fatto di rilevante novità sul quale 10-15 anni fa nessuno avrebbe scommesso. Noi meridionali non siamo propensi a costruire il futuro, lo aspettiamo, a differenza di quelli del Nord che il futuro a volte lo anticipano. Per questo sono convinto che i porti possano aiutare in maniera decisiva la crescita per il Mezzogiorno. E’ evidente che occorre guardare le tratte lunghe e non solo le brevi o solo i confini nazionali. Per decenni il sistema portuale del Sud (ma anche a Nord) è stato considerato un argomento tabù. C’è bisogno di un nuovo protagonismo in tutto il sistema portuale italiano. Naturalmente c’è bisogno dei necessari investimenti: C’è un porto ma c’è anche un retroporto. E’ il porto che definisce la Zes, la Zona economica speciale. Abbiamo il dovere di partire da questo dato. Poi c’è il dato dell’interconnessione e ferroviaria che riguarda non solo il commercio ma anche il turismo. L’intermodalità è decisiva per la crescita del Sud nel suo insieme”.
Per arrivare a questi risultati, ha argomentato Musumeci, “occorre individuare le criticità. Serve quindi programmazione per darsi obiettivi, priorità e tempistiche. E lavorare di conseguenza. In Italia purtroppo è mancata una seria programmazione sulle politiche del mare. Con questi presupposti intendiamo lavorare a un grande piano per il Mare. Nel corso di questi cinque – ha proseguito – anni pensiamo di poter fare del ministero per il Mare non solo il luogo di coordinamento ma anche di gestione di compiti che per ora si trovano in capo a ministeri diversi. La prossima settimana – ha concluso – il gruppo di lavoro inizierà il confronto con i vari attori fino a luglio per ascoltare e mettere a frutto tutti i contributi e riempire insieme il foglio bianco che abbiamo davanti”.

Fiumicino, niente più restrizioni sui liquidi all’imbarco al T1

Fiumicino, niente più restrizioni sui liquidi all’imbarco al T1Roma, 24 feb. (askanews) – Niente più restrizioni sui liquidi all’imbarco attraverso al Terminal 1 dell’aeroporto di Fiumicino. Le nuove disposizioni, già in vigore da qualche giorno nello scalo aeroportuale romano, sono state spiegate dall’ad di Adr, Marco Troncone, a margine della cerimonia dell’Enac in ricordo di Antonio Catricala’.
“Abbiamo una nuova tecnologia – ha detto Troncone – che ha il pregio di essere maggiormente affidabile sul fronte della sicurezza. In più si velocizzazione i tempi per i controlli di sicurezza ai varchi con una maggiore qualità del servizio per i passeggeri. È un momento iconico di svolta dopo il 2001 (con l’attacco terroristico alle Torri gemelle di New York ndr.) è ci piace associarlo a un ritorno alla normalità”.
“La nuova tecnologia- ha aggiunto Troncone – è attiva al Terminal 1 dove passa oltre il 70% dei passeggeri ed entro l’anno sarà disponibile anche per il Terminal 3 per i voli internazionali”.

Economia del Mare vale 150 mld in termini di valore aggiunto

Economia del Mare vale 150 mld in termini di valore aggiuntoRoma, 24 feb. (askanews) – L’Economia del Mare vale quasi 150 miliardi di euro in termini di valore aggiunto. L’importanza di questo settore, che consente all’Italia di occupare il terzo posto a livello europeo per ricchezza prodotta, dopo Spagna e Germania, è stata al centro degli Stati Generali delle Camere di Commercio sull’Economia del Mare, in corso oggi a Roma, ai quali partecipano i Ministri per la Protezione civile e per le politiche del mare Nello Musumeci e delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.
L’iniziativa, organizzata da Unioncamere, Assonautica Italiana e Blue Forum, rappresenta un importante appuntamento che chiama a raccolta l’intero sistema camerale, con l’obiettivo di collegare sempre meglio le esigenze delle imprese e le politiche di sviluppo nazionali dell’Economia del Mare.
Un percorso iniziato nel 2013, quando ci si pose l’obiettivo di elaborare una strategia camerale comune relativa all’attivazione di una policy mirata alla Blue Economy.
“L’economia del mare, soprattutto in un Paese come il nostro con oltre 7mila km di coste, rappresenta un volano imprescindibile per la crescita economica”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “D’altronde nel settore operano oltre 220mila aziende che danno lavoro a quasi un milione di occupati. Ed è anche un’economia giovane. Infatti, nel settore ci sono oltre 21 mila imprese capitanate da giovani, pari al 9,4% delle imprese blu, contro l’8,9% dell’intero tessuto imprenditoriale nazionale”.
In una fase di rilancio del settore marittimo in tutte le sue filiere, che ha trovato legittimazione nelle scelte del nuovo Governo, le Camere di Commercio possono e devono continuare a svolgere il ruolo di riferimento del sistema imprenditoriale italiano dell’Economia del Mare, quali facilitatori e interlocutori privilegiati delle istituzioni nazionali.
“Le Camere di Commercio” – ha sottolineato il Presidente di Assonautica Italiana Giovanni Acampora – “nel corso degli anni, hanno sempre di più contribuito nelle proprie funzioni, a far sì che l’Economia del Mare si attestasse tra gli asset principali di sviluppo del nostro Paese. Avere finalmente un Ministero per le politiche del Mare ci consentirà di dare concretezza a questa visione che per tanti anni abbiamo sostenuto e che metteva al centro il coordinamento delle politiche del sistema mare, in una visione unitaria, trasversale rispetto alle diverse filiere e fortemente orientata alle sinergie dei territori. Come sistema camerale continueremo ad essere in prima linea, dando il nostro contributo al Governo, impegnato nella istituzione del Comitato Interministeriale per le politiche del mare e dei comitati tecnici, con l’obiettivo di scrivere insieme il Piano triennale del Mare. Per questo abbiamo organizzato il 2° Summit Nazionale sull’Economia del mare Blue Forum, in programma a Gaeta dal 25 al 27 maggio 2023 e intitolato “Italia Nazione di Mare”, in cui, insieme a tutti i principali stakeholder del mare contribuiremo alla costruzione della strategia marittima dell’Italia”.
Secondo il X Rapporto nazionale, realizzato del 2022 dal Centro Studi Guglielmo Tagliacarne per conto di Informare, l’Economia del Mare rappresenta più di 220.000 imprese e quasi un milione di occupati.

Ue-Usa, Podesta: non chiediamo scusa perché Ira aiuta lavoro Usa

Ue-Usa, Podesta: non chiediamo scusa perché Ira aiuta lavoro UsaRoma, 24 feb. (askanews) – Il capo dei consulenti dell’amministrazione Biden per le politiche energetiche e di transizione, John Podesta afferma che “non chiederà scusa” all’Unione europea per il fatto che l’Inflation Reduction Act andrà a sostenere posti di lavoro e investimenti americani.
Il provvedimento, da quasi 370 miliardi di dollari, è stato criticato della Commissione europea e da diverse capitali Ue, che temono distorsioni competitive ai danni dell’industria europea con conseguenti perdite di posti di lavoro. Sul tutto sono state avviate trattative i cui risultati restano non definiti.
La vicenda peraltro stride con la versione che si era descritta finora di relazioni Usa-Ue e tornate positive sul commercio internazionale, dopo le tensioni che c’erano state sui dazi con l’amministrazione Trump.
Le frasi usate da Podesta non sembrano presagire una linea conciliante. “Non chiediamo scusa per il fatto che i dollari pagati dei contribuenti americani vadano a investimenti americani e a posti di lavoro americani”, ha detto in un’intervista al Financial Times. “Ci auguriamo che la base dell’industria europea abbia successo, ma sta all’Europa lavorarci. Non saremo noi a farlo per conto loro”.
Secondo Podesta “la sfida di intervenire sul cambiamento climatico richiede una trasformazione dell’economia globale di proporzioni che non si sono mai viste nella storia umana. Se c’è una gara qui è una gara con il cambiamento climatico. Penso che gli europei – ha aggiunto – dovrebbero dare il benvenuto alla leadership Usa in questa corsa”.
L’Ira “ci dà gli strumenti per iniziare questo percorso” ma “avendo in cima ai nostri pensieri posti di lavoro americani per lavoratori americani”, ha chiarito.

Trasporto aereo, Tajani: strategico per diplomazia della crescita

Trasporto aereo, Tajani: strategico per diplomazia della crescitaRoma, 24 feb. (askanews) – “L’obiettivo del Governo è un’incisiva azione per la crescita e il trasporto aereo ha un ruolo strategico”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un videomessaggio nel corso della cerimonia dell’Enac in ricordo di Antonio Catricala’ che, ha aggiunto Tajani “ha dedicato la sua vita ai temi della mobilità e del mercato”.
“Il ministero degli Esteri- ha proseguito Tajani – è impegnato a tutto campo per rendere il nostro paese sempre più attraente. La politica estera è un’azione corale: contate su di noi per una vera diplomazia della crescita basata sul gioco di squadra”.

Auto, Pichetto: elettriche oggi per ricchi. Incentivi inimmaginabili

Auto, Pichetto: elettriche oggi per ricchi. Incentivi inimmaginabiliRoma, 24 feb. (askanews) – Al momento le auto elettriche si vendono a prezzi che di fatto le rendono “auto solo per ricchi”. E l’idea di erogare incentivi per acquistarle, se questo dovesse servire a sostituire milioni di veicoli più inquinanti, per allinearsi alle regole sulle emissioni che vorrebbe l’Ue, “è inimmaginabile”, date le risorse di bilancio che richiederebbe. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente e sella sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin intervistato su Radio 24.
In ogni caso “la valutazione sul piano degli incentivi la deve fare prima di tutto il mio collega Adolfo Urso (ministro di Imprese e Made in Italy), perché è legata al suo ministero e alla disponibilità di incentivi”, ha puntualizzato.
Ma “fin quando le auto elettriche erano 6.000-60.000 l’anno potevi starci. Ma se arriviamo a milioni o centinaia di migliaia probabilmente l’effetto sul bilancio dello Stato ce l’hanno. L’auto elettrica è un obiettivo da raggiungere ma il problema è se l’auto elettrica la consideriamo o non totalmente elettrica”, o se invece si consente anche l’uso di veicoli che di fatto abbattono le emissioni usando biocarburanti e biometanno. “Poi è chiaro che l’accompgnamento deve essere appaiato al fatto che l’industria deve vendere a un prezzo possibile. E onestamente l’auto elettrica in questo momento è fatta solo per i ricchi”.
In Italia “abbiamo 40 milioni di auto, di cui milioni sono euro 1 o euro 2 e pensare di sostituirle con l’elettrico è inimmaginabile – ha avvertito Pichetto -: bisogna essere razionali e equilibrati”.

Acqua, Pichetto: su alcuni territori potrebbe servire razionamento

Acqua, Pichetto: su alcuni territori potrebbe servire razionamentoRoma, 24 feb. (askanews) – Il ministro di Ambiente e energia, Gilberto Pichetto Fratin non esclude che “su alcuni territori” si debbano effettuare dei razionamenti dell’acqua a causa della persistente siccità. Decisioni in tal senso non sono state ancora prese, ha precisato. Ma “certamente ci sono dei rischi sulla produzione di elettricità idroelettrica, perché se le dighe non riescono a far scendere l’acqua ‘la ruota non gira’. Speriamo si riescano a riempire le dighe nei prossimo 2-3 mesi, perché altrimenti ci sarebbero conseguenze”, ha detto intervistato su Radio 24.
“Poi noi importiamo elettricità dalla Francia prodotta dal nucleare. La Francia ha piani di spegnimento se manca l’acqua di raffreddamento delle centrali e qualche rischio c’è”, ha proseguito.
In Italia bisogna “mettere in atto azioni per riempire le dighe il più possibile”. Sull’ipotesi di razionamenti “credo che sia opportuno attendere conclusioni del tavolo” tecnico con le varie parti coinvolte. Ma poi “un po’ di razionalità nell’uso dell’acqua bisogna metterla in atto oltre che predicarla. Al momento non c’è nessuna decisione sui razionamenti. Ma credo che dopo i vari confronti si debbano tirare e può darsi – ha affermato – che su alcuni territori si debba arrivare a questo”.

Case green Ue, Pichetto: serivierrero 1.000 miliardi. E chi lo fa?

Case green Ue, Pichetto: serivierrero 1.000 miliardi. E chi lo fa?Roma, 24 feb. (askanews) – Come sulle auto elettriche, anche sull’efficienza energetica delle case le regole europee fissano degli obiettivi difficilmente realizzabili o ipotizzabili in Italia nei tempi indicati: “Mi esprimo con un esempio: con tutto il 110% abbiamo messo 70 miliardi. E’ stato un intervento di efficientamento su 360mila edifici. Un calcolo, anche molto prudente, sul passaggio di 2 classi energetiche che investirebbe dai 3 ai 4 milioni di edifici in Italia, quanto richiederebbe? 1.000 miliardi? E chi lo farebbe in un paese dove l’85% sono proprietari di casa perché è stato il modo di risparmio delle famiglie più umili”. Lo ha affermato il ministro dell’ambiente e sella sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin intervistato su Radio 24.