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MFE, P.S.Berlusconi: superata ogni previsione, utile nove mesi +38,7%

MFE, P.S.Berlusconi: superata ogni previsione, utile nove mesi +38,7%Milano, 20 nov. (askanews) – MFE (Mediaset) ha superato ogni previsione nei primi nove mesi dell’anno: l’utile è cresciuto del 38,7% e la posizione finanziaria è migliorata di 200 milioni rispetto a fine 2023, mentre gli azionisti sono stati remunerati con un dividendo di 140 milioni. Lo ha sottolineato l’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi anticipando, in un’intervista al TG5, i risultati trimestrali del gruppo che verranno diffusi domattina.


“Abbiamo migliorato sotto tutti i punti di vista: rispetto alle nostre previsioni, al budget, abbiamo migliorato rispetto all’anno scorso e soprattutto anche rispetto agli ultimi tre mesi”, ha detto. “Siamo soddisfatti. Mentre tutte le aziende media in Europa hanno rallentato, noi siamo riusciti – caso direi abbastanza unico – ad accelerare ulteriormente”. “Anticipo solo due dati – ha proseguito -. L’utile è cresciuto del 38,7% rispetto al periodo omologo dell’anno precedente, quindi una crescita importante. Abbiamo migliorato la posizione finanziaria netta di circa 200 milioni rispetto alla fine dell’anno scorso. E abbiamo remunerato tutti i nostri azionisti con un dividendo di circa 140 milioni. Direi che meglio di così è onestamente difficile”.

Comcast, via libera spin-off da 7 mld per reti NBCUniversal

Comcast, via libera spin-off da 7 mld per reti NBCUniversalNew York, 20 nov. (askanews) – Mercoledì, il gigante dei media Comcast ha annunciato che concretizzerà il piano per scorporare le sue reti televisive via cavo NBCUniversal, mettendo ai margini un’attività che un tempo era il suo fiore all’occhiello.


L’azienda separerà i canali di intrattenimento e quelli di notizie. Lo spin-off interesserà MSNBC, CNBC, USA, Oxygen, E!, Syfy e Golf Channel. Tali asset hanno generato circa 7 miliardi di dollari di fatturato nei 12 mesi conclusi il 30 settembre. Bravo rimarrà parte di NBCUniversal di Comcast e continuerà ad alimentare il servizio di streaming della società, Peacock. La separazione includerà anche asset digitali come Fandango e Rotten Tomatoes, GolfNow e Sports Engine, ha spiegato una nota della società.


Si prevede che la separazione dei canali richiederà circa un anno. Comcast ha perso 365.000 clienti TV durante il terzo trimestre, mentre l’intero settore delle TV a pagamento ha perso in totale circa 4 milioni di clientinei primi sei mesi dell’anno. Nel premercato Comcast sta guadagnando lo 0,4%

Ford taglierà 4.000 posti lavoro in Europa entro fine 2027

Ford taglierà 4.000 posti lavoro in Europa entro fine 2027New York, 20 nov. (askanews) – La casa automobilistica statunitense Ford ha annunciato mercoledì che taglierà 4.000 posti di lavoro in Europa entro la fine del 2027. I licenziamenti avverranno soprattutto nelle fabbriche della Germania e del Regno Unito, mentre negli altri mercati europei le riduzioni saranno minime. Intanto lo stabilimento di Colonia sarà il primo ad essere interessato dal piano con giornate lavorative ad orario ridotto a partire da gennaio.


Ford ha spiegato che la decisione è parte del progetto di ristrutturazione dell’azienda che intende creare una “struttura più competitiva in termini di costi”. Ora la società si prepara all’incontro con i sindacati per valutare la ristrutturazione. La casa automobilistica ha spiegato che resterà impegnata in Europa e la prossima generazione di veicoli Ford europei sarà definita dal software. Ford ha anche adeguato il programma di produzione dei veicoli Explorer e Capri, che hanno visto una richiesta inferiore alle attese.

Cripto, Bitcoin supera i 94.000 usd sulla scia elezione Trump

Cripto, Bitcoin supera i 94.000 usd sulla scia elezione TrumpNew York, 20 nov. (askanews) – Mercoledì Bitcoin ha superato per la prima volta i 94.000 dollari, mentre i trader continuavano a monitorare le nomine che il presidente eletto Donald Trump intende fare per guidare sia il Dipartimento del Tesoro che la Securities and Exchange Commission, l’authority dei mercati.


Le azioni di piattaforme di scambio cripto come Coinbase e MicroStrategy, a pochi minuti dall’apertura dei mercati, stanno guadagnando rispettivamente il 2,3% e l’11,8%. L’elezione di Trump è vista come un’era favorevole alle criptovalute, con regolamentazioni di favore e l’istituzione di una possibile riserva strategica nazionale in bitcoin.


Intanto martedì le opzioni sull’iShares Bitcoin Trust ETF (IBIT) di BlackRock hanno iniziato a essere negoziate sul Nasdaq e oggi toccherà al Grayscale Bitcoin Trust (GBTC), al Grayscale Bitcoin Mini Trust (BTC) e al Bitwise Bitcoin ETF (BITB).

Bce, De Guindos: salgono rischi su conti pubblici ma sono gestibili

Bce, De Guindos: salgono rischi su conti pubblici ma sono gestibiliRoma, 20 nov. (askanews) – In questa fase il maggiore elemento di rischio per la stabilità finanziaria nell’area euro è “la fragilità della crescita economica”, vi sono anche accresciute preoccupazione sulla sostenibilità dei debiti pubblici “ma siamo molto lontani dalla situazione di rischio di ridenominazioni (uscita dall’euro) in alcuni paesi” osservata nel 2020. E sebbene ci siano “delle sfide per le politiche di bilancio, si tratta di questioni che possono essere gestite. E penso che oggi, se guardiamo alla crisi dei debiti di 10-15 anni fa direi che la situazione è totalmente differente”. Lo ha affermato il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, nella conferenza stampa di presentaizone del rapporto sulla stabilità finanziaria.


“La fragilità della crescita è probabilmente il maggiore rischio che stiamo fronteggiando ora, anche come economia globale – ha detto -. Ma questo va combinato anche con l’incertezza politica di quello che potrebbe accadere su politiche di bilancio e politiche commerciali, specialmente se dovessero innescare ulteriori tensioni. Penso che questo avrebbe chiari riflessi sulla crescita e potrebbe peggiorare le prospettive e pesare sulla stabilità finanziaria”. (fonte immagine: ECB 2024).

Le preoccupazioni della Banca centrale europea

Le preoccupazioni della Banca centrale europeaRoma, 20 nov. (askanews) – Si fa più cupo il quadro dei rischi sulla stabilità finanziaria nell’area euro, secondo l’ultimo rapporto stilato dalla Banca centrale europea. Gli elevati livelli di valutazione di alcuni titoli e la concentrazione dei rischi rendono “i mercati sono più suscettibili a improvvise correzioni”, avverte l’istituzione, in un contesto di crescita economica che resta fragile e con dinamiche preoccupanti su commercio internazionale, geopolitica e incertezza delle scelte politiche.


Nel frattempo le vulnerabilità sui conti in alcuni Paesi e il potenziale di crescita a rilento sollevano inquietudini sulla sostenibilità dei debiti pubblici. E le potenziali difficoltà a onorare i pagamenti per alcune imprese e famiglie potrebbero innescare un indebolimento della qualità degli attivi delle banche e degli intermediari non bancari, specialmente se dovessero materializzarsi rischi sulla crescita economica. In questo studio semestrale (Financial stability review) la Bce parla di “elevate vulnerabilità alla stabilità finanziaria in un contesto volatile”. Sulla crescita economica e i rischi si sono acresciuti nella direzione dell’indebolimento, mentre l’inflazione si è avvicinata al 2% (l’obiettivo perseguito dalla politica monetaria della stessa Bce). Nel frattempo negli ultimi mesi sui mercati finanziari si sono verificati diverse episodi di marcata volatilità, finora di breve periodo.


“Le prospettive per la stabilità sono offuscate dalle incertezze macro finanziarie e geopolitiche, assieme alla crescente incertezza sulle politiche del commercio internazionale”, spiega il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos nell’editoriale del rapporto. Con ogni probabilità il riferimento è alla recente vittoria alle presidenziali Usa di Donald Trump. Ma anche prima di questo sviluppo stavano già accrescendo potenziali attriti sugli scambi commerciali tra Ue e Cina, così come tra Usa e Cina, per non parlare dell’alta tensione con la Russia.


Secondo l’analisi della Bce, finora i mercati finanziari si sono dimostrati resilienti ma sarebbe sbagliato abbassare la guardia. Le vulnerabilità di fondo rendono i mercati azionari e i mercati del credito potenzialmente propensi a ulteriori volatilità. E soprattutto nei mercati azionari le elevate valutazioni e la concentrazione del rischio aumentano le possibilità di bruschi aggiustamenti. Se dovessero materializzarsi scenari avversi, avverte l’analisi, il settore finanziario non bancario potrebbe amplificare le tensioni di mercato, date le sue fragilità a livello di liquidità, che in alcuni casi si combinano con un elevato ricorso alla leva finanziaria e con esposizioni al rischio concentrate su alcuni segmenti. Passando all’esame dei conti pubblici, nonostante il declino dei rapporti tra debito e Pil – dopo i forti rialzi seguiti a restrizioni, lockdown e misure compensatorie operati dai governi a motivo del Covid – secondo la BCE i fondamentali restano deboli in alcuni paesi. I costi di servizio del debito continueranno a salire, mentre verranno rinnovati i titoli in scadenza a tassi più alti di quelli a cui erano stati emessi. Gli elevati livelli di indebitamento combinati con prospettive di crescita deboli e con politiche incerte aumentano il rischio di dinamiche di spesa che sforerebbero le previsioni, creando allarmismi di mercato sulla sostenibilità dei debiti.


L’aumento dei costi di rifinanziamento legato ai rialzi dei tassi di interesse e la debolezza della crescita economica al tempo stesso pesano anche sui bilanci delle imprese, che riportano un indebolimento degli utili. Guardando al settore dell’immobiliare, la Bce vede un quadro misto, con una stabilizzazione dei prezzi delle case mentre l’immobiliare commerciale è ancora sotto tensione dopo che l’esplosione del lavoro da remoto e dell’e-commerce seguito al Covid e a tutte le sue sfaccettature non sembra destinato a rientrare. Più positivo il quadro sulle famiglie, che traggono beneficio della solidità del mercato del lavoro e che hanno aumentato il livello di risparmio e ridotto l’indebitamento. Su prestiti e credito, finora l’aumento dei rischi è stato graduale, dice la Bce, ma Pmi e famiglie a basso reddito potrebbero trovarsi in affanno se la crescita dovesse indebolirsi più del previsto, dinamica che influirebbe in maniera negativa sulla qualità del credito di banche e intermediari finanziari. Un altro possibile canale di rischio è sulle esposizioni all’immobiliare commerciale. La Bce tuttavia rileva che la capacità delle banche di assorbire altri deterioramenti del credito viene sostenuta dagli elevati livelli di redditività e dalla solidità delle posizioni patrimoniali e di liquidità. In questo quadro è necessario mantenere gli attuali margini prudenziali sui requisiti patrimoniali, per preservare la solidità e la resilienza del sistema finanziario, dice la Bce. Inoltre la crescente rilevanza degli intermediari finanziari non bancari e la loro interconnessione con il sistema rende necessarie misure generalizzate per rafforzarne la resilienza. Questo dovrebbe sostenere la stabilità finanziaria e muoversi nella direzione degli obiettivi dell’unione dei mercati dei capitali, che punta a sostenere produttività e crescita economica in Europa.

De Guindos: fusioni Ue positive anche se Unione banche incompleta

De Guindos: fusioni Ue positive anche se Unione banche incompletaRoma, 20 nov. (askanews) – Un colpo al cerchio e uno alla botte. Alla Bce “penso che siamo stati abbastanza espliciti sul fatto che le fusioni trans frontaliere tra banche in Europa sono positive, anche se l’Unione bancaria non è completa. E io sono a favore del consolidamento trans frontaliero”. Così il vicepresidente della Bce, Luid de Guindos, rispondendo ad una domanda durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto sulla stabilità finanziaria. Ma ha anche aggiunto che la ratifica della riforma del Mes sarebbe “un passo importante” per l’integrazione del settore bancario nell’Ue.


Per quanto non sia stato esplicitamente citato in questa occasione, il caso UniCredit-Commerzbank era di sottofondo, dopo che ha riacceso il dibattito sulle aggregazioni transeuropee. “Difenderò sempre un approccio pro europeo e ritengo che dovrebbe prevalere sull’approccio nazionalistico sulle fusioni. Ma lasciatemi dire che è anche importante che se dobbiamo difendere l’integrazione europea delle banche, questo deve essere fatto in maniera generale, coprendo tutte le sfaccettature e tutte le componenti dell’Unione bancaria. E penso che simultaneamente la ratifica (della riforma) del trattato del Mes – ha aggiunto – sarebbe un passo importante in questa direzione”.


Una posizione che cerca di essere equidistante, quindi, quella assunta dal numero due della Bce. Da quando il gruppo italiano si è fatto avanti come pretendente per la banca tedesca, in Germania si sono create forti resistenze. E se da un lato da ambienti italiani è stata messa in rilievo l’ipocrisia di una Germania che si dice a favore dell’Unione bancaria ma poi si mette di traverso a una possibile aggregazione transeuropea, dall’altro dalla Germania – e anche dal presidente del Mes, il lussemburghese Pierre Gramegna all’ultima riunione dell’Eurogruppo – è stato osservato che l’Italia non ha ratificato la riforma di questo strumento, che avrebbe anche ricadute per i meccanismi di sicurezza sul sistema bancario. (fonte immagine: ECB 2024).

Bce vede mercati finanziari più inclini a “brusche correzioni”

Bce vede mercati finanziari più inclini a “brusche correzioni”Roma, 20 nov. (askanews) – Si fa più cupo il quadro dei rischi sulla stabilità finanziaria nell’area euro, secondo l’ultimo rapporto stilato dalla Banca centrale europea. Gli elevati livelli di valutazione di alcuni titoli e la concentrazione dei rischi rendono “i mercati sono più suscettibili a improvvise correzioni”, avverte l’istituzione, in un contesto di crescita economica che resta fragile e con dinamiche preoccupanti su commercio internazionale, geopolitica e incertezza delle scelte politiche.


Nel frattempo le vulnerabilità sui conti in alcuni Paesi e il potenziale di crescita a rilento sollevano inquietudini sulla sostenibilità dei debiti pubblici. E le potenziali difficoltà a onorare i pagamenti per alcune imprese e famiglie potrebbero innescare un indebolimento della qualità degli attivi delle banche e degli intermediari non bancari, specialmente se dovessero materializzarsi rischi sulla crescita economica. In questo studio semestrale (Financial stability review) la Bce parla di “elevate vulnerabilità alla stabilità finanziaria in un contesto volatile”. Sulla crescita economica e i rischi si sono acresciuti nella direzione dell’indebolimento, mentre l’inflazione si è avvicinata al 2% (l’obiettivo perseguito dalla politica monetaria della stessa Bce). Nel frattempo negli ultimi mesi sui mercati finanziari si sono verificati diverse episodi di marcata volatilità, finora di breve periodo.


“Le prospettive per la stabilità sono offuscate dalle incertezze macro finanziarie e geopolitiche, assieme alla crescente incertezza sulle politiche del commercio internazionale”, spiega il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos nell’editoriale del rapporto. Con ogni probabilità il riferimento è alla recente vittoria alle presidenziali Usa di Donald Trump. Ma anche prima di questo sviluppo stavano già accrescendo potenziali attriti sugli scambi commerciali tra Ue e Cina, così come tra Usa e Cina, per non parlare dell’alta tensione con la Russia.


Secondo l’analisi della Bce, finora i mercati finanziari si sono dimostrati resilienti ma sarebbe sbagliato abbassare la guardia. Le vulnerabilità di fondo rendono i mercati azionari e i mercati del credito potenzialmente propensi a ulteriori volatilità. E soprattutto nei mercati azionari le elevate valutazioni e la concentrazione del rischio aumentano le possibilità di bruschi aggiustamenti. Se dovessero materializzarsi scenari avversi, avverte l’analisi, il settore finanziario non bancario potrebbe amplificare le tensioni di mercato, date le sue fragilità a livello di liquidità, che in alcuni casi si combinano con un elevato ricorso alla leva finanziaria e con esposizioni al rischio concentrate su alcuni segmenti. Passando all’esame dei conti pubblici, nonostante il declino dei rapporti tra debito e Pil – dopo i forti rialzi seguiti a restrizioni, lockdown e misure compensatorie operati dai governi a motivo del Covid – secondo la BCE i fondamentali restano deboli in alcuni paesi. I costi di servizio del debito continueranno a salire, mentre verranno rinnovati i titoli in scadenza a tassi più alti di quelli a cui erano stati emessi. Gli elevati livelli di indebitamento combinati con prospettive di crescita deboli e con politiche incerte aumentano il rischio di dinamiche di spesa che sforerebbero le previsioni, creando allarmismi di mercato sulla sostenibilità dei debiti.


L’aumento dei costi di rifinanziamento legato ai rialzi dei tassi di interesse e la debolezza della crescita economica al tempo stesso pesano anche sui bilanci delle imprese, che riportano un indebolimento degli utili. Guardando al settore dell’immobiliare, la Bce vede un quadro misto, con una stabilizzazione dei prezzi delle case mentre l’immobiliare commerciale è ancora sotto tensione dopo che l’esplosione del lavoro da remoto e dell’e-commerce seguito al Covid e a tutte le sue sfaccettature non sembra destinato a rientrare. Più positivo il quadro sulle famiglie, che traggono beneficio della solidità del mercato del lavoro e che hanno aumentato il livello di risparmio e ridotto l’indebitamento. Su prestiti e credito, finora l’aumento dei rischi è stato graduale, dice la Bce, ma Pmi e famiglie a basso reddito potrebbero trovarsi in affanno se la crescita dovesse indebolirsi più del previsto, dinamica che influirebbe in maniera negativa sulla qualità del credito di banche e intermediari finanziari. Un altro possibile canale di rischio è sulle esposizioni all’immobiliare commerciale. La Bce tuttavia rileva che la capacità delle banche di assorbire altri deterioramenti del credito viene sostenuta dagli elevati livelli di redditività e dalla solidità delle posizioni patrimoniali e di liquidità. In questo quadro è necessario mantenere gli attuali margini prudenziali sui requisiti patrimoniali, per preservare la solidità e la resilienza del sistema finanziario, dice la Bce. Inoltre la crescente rilevanza degli intermediari finanziari non bancari e la loro interconnessione con il sistema rende necessarie misure generalizzate per rafforzarne la resilienza. Questo dovrebbe sostenere la stabilità finanziaria e muoversi nella direzione degli obiettivi dell’unione dei mercati dei capitali, che punta a sostenere produttività e crescita economica in Europa.

Ue, Panetta: svanita la distinzione tra “periferici” e “centrali”

Ue, Panetta: svanita la distinzione tra “periferici” e “centrali”Roma, 19 nov. (askanews) – Nell’Unione europea la distinzione tra paesi “centrali” e paesi “periferici” non è più valida, non tanto perché i secondi siano riusciti a raggiungere tassi di crescita analoghi ai primi ma piuttosto perché gli ex centrali hanno visto declinare le loro performance economiche. Ma questo ha anche riallineato gli incentivi ad attuare le riforme di cui si discute da tanti anni. Lo ha sostenuto il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta durante un dibattito a seguito del suo intervento alla fondazione Pinardi, a Milano.


Panetta ha citato i casi di Germania e Francia, le due prime economie dell’eurozona. “Quello che sta succedendo in Germania non è un problema congiunturale, che si cura con la politica monetaria: in Germania è emersa la consapevolezza dell’inadeguatezza del modello di crescita tedesco, che oggi non funziona più. Come è cresciuta la Germania nei 20 anni scorsi? Con basso costo dell’energia e energia fossile importata dalla Russia – ha proseguito Panetta – concentrazione sul settore manifatturiero, delocalizzazione della produzione in Russia e in Cina e vendite negli stessi mercati di sbocco in cui delocalizzava. Tutte queste cose oggi non ci sono più”. “La Francia non credo che abbia un problema congiunturale di eccesso di domanda. La Francia ha un problema che deve fare come noi un aggiustamento dei conti ed è emerso che le condizioni politiche lo rendono, rispetto al passato, un po’ più complicato. Quindi gli investitori chiedono un compenso maggiore per detenere passività di quel Paese”.


Guardando a quello che andrebbe fatto, Panetta ha citato la lunga lista di riforme e interventi che da anni vengono elencate. E su questo “in passato avevamo degli incentivi diversi, divaricati. C’era chi diceva che c’era un centro virtuoso e una periferia” in ritardo “quest’oggi non è vero, l’economia va a cambiare la posizione nel tempo. Adesso ci sono degli incentivi che sono più allineati, non perché noi abbiamo cominciato a crescere come razzi ma perché altri paesi che prima avevano un’economia più forte stanno rallentando”. “Questa cosa è diventata chiarissimo dopo la guerra e la crisi energetica”. La lista delle misure da adottare è stata delineata dai rapporto di Enrico Letta e Mario Draghi. “La Commissione europea ne sta discutendo, nella lettera scritta dalla presidente Ursula von der Leyen al Parlamento europeo quella è la discussione. Ci vorrà il tempo che ci vorrà, credo che sarà complicato. Però è una necessità: quelle riforme, quegli investimenti in campo energetico e nella tecnologia, le riforme della concorrenza e poi in termini anche più politici, un esercito Ue”. (fonte immagine: streaming Fondazione Pinardi).

Eurozona, si conferma la risalita dell’inflazione al 2% a ottobre

Eurozona, si conferma la risalita dell’inflazione al 2% a ottobreRoma, 19 nov. (askanews) – Si conferma la risalita dell’inflazione media nell’eurozona al 2% annuo ad ottobre, a fronte dell’1,7% cui era calata a settembre. Lo riporta Eurostat, secondo cui nell’intera Unione Europea l’inflazione è risalita al 2,3%, dal 2,1% di settembre.


Nella zona euro, i maggiori contributi alla crescita dei prezzi al consumo sono arrivati dai servizi, seguiti da alimentari, alcolici e tabacchi e dai beni industriali non energetici. Secondo l’ente di statistica comunitario l’inflazione di fondo, l’indice depurato da alimentari, alcolici e tabacchi e dall’energia ha mostrato una dinamica stabile al 2,7%. Tra settembre e ottobre i prezzi sono aumentati dello 0,3%.


Eurostat segnala che nei servizi l’inflazione è risalita al 4% a ottobre, dal 3,9% annuo di settembre. Questa risalita dell’indice generale era attesa a causa di effetti paragone su base statistica ma secondo la Banca centrale europea il carovita dovrebbe tornare ad attenuarsi nel prossimo anno. Dalla Bce è atteso un nuovo taglio dei tassi di interesse al direttorio che si svolgerà il prossimo 12 dicembre.


Oggi su queste tematiche è intervenuto il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta secondo cui il freno monetario all’economia andrebbe completamente rimosso, portando i tassi a livello di neutralità.