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Africa, Banga (BM): il focus è semplice, creare lavoro per giovani

Africa, Banga (BM): il focus è semplice, creare lavoro per giovaniRoma, 8 nov. (askanews) – Il mio focus sull’Africa è molto semplice: creare lavoro per i giovani. Tutto il resto è interessante, ma se non porti il lavoro per i giovani perdiamo l’opportunità di cambiare il futuro dell’Africa e quello che può essere come continente”. Lo ha affermato il presidente della Banca Mondiale, l’indiano Ajay Banga durante un dibattito alla conferenza “Italy and the World Bank Group: Partnering for Africa’s Prosperity”, organizzata a Roma dall’istituzione di Washington assieme a Banca d’Italia e e ministero dell’Economia e delle Finanze.


“L’Africa ha un dividendo demografico: nei prossimi 10-15 anni ci saranno 1,2 miliardi di giovani pronti per entrare nel mercato del lavoro. Ma sarà un dividendo demografico solo se te ne prendi cura a tutti i livelli”, ha detto.

Panetta: comunità internazionale rafforzi impegno congiunto

Panetta: comunità internazionale rafforzi impegno congiuntoRoma, 8 nov. (askanews) – Di fronte alla frammentazione dell’economia globale, ai rischi di nuove divisioni in blocchi “è essenziale che la comunità internazionale rafforzi il proprio impegno congiunto, superando le divergenze e trovando soluzioni condivise alle sfide che riguardano noi tutti”. Lo ha affermato il governatore della banca d’Italia, Fabio Panetta, nel discorso di apertura nella della conferenza “Italy and the World Bank Group: Partnering for Africa’s Prosperity”, organizzata a Roma assieme a Banca Mondiale e ministero dell’Economia e delle Finanze.


“Oggi la comunità internazionale si trova ad affrontare sfide molto complesse. Gli shock senza precedenti osservati negli ultimi anni, dalla pandemia all’aggressione della Russia all’Ucraina, alla crisi energetica, hanno avuto un impatto significativo sull’economia globale, accentuando gli orientamenti protezionistici emersi in precedenza”, ha osservato. “In passato considerata un processo inarrestabile, la globalizzazione è ora messa a rischio dai conflitti geopolitici che minacciano gli scambi internazionali e la stabilità dell’economia mondiale”. E secondo il governatore “di fronte alla frammentazione del commercio globale, le principali economie sono diventate riluttanti a legarsi commercialmente con paesi con cui non hanno consolidate affinità politiche, economiche e culturali”.


“Questo alimenta il timore che possa riemergere un mondo diviso in blocchi economici, politici e persino militari – ha avvertito – in grado di minacciare quei principi di cooperazione internazionale e multilateralismo che, dopo la Seconda guerra mondiale, hanno sostenuto il progresso economico a livello globale e mantenuto la pace tra le grandi potenze”. L’anniversario di Bretton Woods, ha proseguito Panetta, offre l’opportunità “di riflettere sulla lungimiranza di quei leader che ottant’anni fa si sono incontrati per gettare le basi di un mondo più unito e prospero. È importante riaffermare il nostro impegno in favore dei principi fondamentali della cooperazione internazionale e del multilateralismo, che discendono dall’esperienza di Bretton Woods e sono cruciali per assicurare la pace in un mondo lacerato e diviso”.

Industria, Istat: a settembre produzione -0,4% su mese, -4% su anno

Industria, Istat: a settembre produzione -0,4% su mese, -4% su annoRoma, 8 nov. (askanews) – Produzione industriale in calo in Italia. Per il mese di settembre l’Istat stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dello 0,4% rispetto ad agosto. Al netto degli effetti di calendario, a settembre 2024 l’indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 4%. I giorni lavorativi di calendario sono stati 21 come a settembre 2023.


Nella media del terzo trimestre il livello della produzione diminuisce dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti. L’indice destagionalizzato mensile cresce su base congiunturale per i beni intermedi (+1,9%) e i beni strumentali (+1,8%); diminuiscono invece l’energia (-3,8%) e i beni di consumo (-2,5%).


Flessioni tendenziali caratterizzano tutti i comparti: la riduzione è più rilevante per i beni strumentali (-5,1%), i beni intermedi (-4,0%), i beni di consumo (-3,5%) e meno pronunciata per l’energia (-1,6%). I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali più elevati sono la fabbricazione di apparecchiature elettriche (+5,9%), la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (+1,9%) e l’attività estrattiva (+1,8%). Le flessioni maggiori si rilevano nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-15,4%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-10,7%) e nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-8,1%).


“In termini tendenziali si accentua la contrazione dell’indice corretto per gli effetti di calendario, che perdura da venti mesi”, è il commento dell’Istat.

Mps: utile netto nove mesi sale a 1,57 miliardi (+68,6%)

Mps: utile netto nove mesi sale a 1,57 miliardi (+68,6%)Milano, 8 nov. (askanews) – Mps chiude i primi nove mesi dell’anno con un utile netto pari a circa 1,57 miliardi, in crescita del 68,6% su anno. Il risultato netto ammonta a 407 milioni nel solo terzo trimestre (da 827 mln del trimestre precedente).


Le imposte sul reddito registrano un contributo positivo pari a 470 milioni (6 mln il contributo al 30 settembre 2023), imputabile principalmente alla rivalutazione delle DTA. A fine settembre, il Cet1 ratio fully loaded è in ulteriore miglioramento al 18,3%, con payout ratio al 75%, in crescita di 28 punti base trimestre su trimestre e largamente superiore ai requisiti normativi, sottolinea la banca. Il risultato operativo lordo dei nove mesi si attesta a 1,64 miliardi circa (+13,7%) grazie alla positiva dinamica dei ricavi (+8,3% a 3,03 mld), per la crescita sia del margine di interesse (+4,7%) sia delle commissioni (+10,7%), con un forte contributo del wealth management (+19,6%). I ricavi del solo terzo trimestre risultano in leggera flessione rispetto al trimestre precedente (-1,1%) a seguito del calo delle commissioni nette e degli altri ricavi della gestione finanziaria legato alla tipica stagionalità del trimestre.


La posizione di liquidità operativa presenta un livello di counterbalancing capacity non impegnata pari a circa 31,6 miliardi, inferiore rispetto al 30 giugno 2024 (33,4 mld) e in crescita rispetto al 31 dicembre 2023 (29,8 mld). Al 30 settembre, il patrimonio netto del gruppo e di pertinenza di terzi risulta pari a 11,3 miliardi, in aumento di circa 470 milioni rispetto al 30 giugno 2024.

Fed taglia tassi di altri 0,25 punti, Powell netto: “Non lascio”

Fed taglia tassi di altri 0,25 punti, Powell netto: “Non lascio”Roma, 7 nov. (askanews) – La Federal Reserve, la Banca centrale degli Stati Uniti ha tagliato i tassi di interesse di riferimento di 25 punti base, portando i fed funds a una forchetta del 4,50-4,75%. La mossa è in linea con le attese prevalenti e segue il taglio da 50 punti base operato nella riunione dello scorso settembre.


“Le prospettive economiche sono incerte” e il direttorio che stabilisce la linea monetaria, il Fomc, resta attento ai rischi sia sul versante inflazionistico che su quello occupazionale. “Abbiamo fatto un altro passo per ridurre il freno monetario, restiamo fiduciosi che la stabilità possa essere mantenuta”, ha spiegato il presidente dell’istituzione, Jerome Powell nella conferenza stampa esplicativa. “Nel breve termine le elezioni (presidenziali negli Usa-ndr) non avranno alcun effetto sulla nostra linea”. Più avanti si vedrà se eventuali misure della nuova amministrazione avranno ricadute per la linea della Fed.


E dato che nei mesi scorsi era stato riferito che Trump potrebbe non gradire la permanenza di Powell alla guida della banca centrale, a quest’ultimo è stata rivolta una domanda secca sul sé lascerebbe la carica ove gli venisse chiesto dal presidente eletto. Powell ha risposto in maniera altrettanto netta: “No”. Intanto il cambio euro-dollaro mostra una dinamica volatile, mentre Wall Street procede con rialzi. L’euro risale a 1,0806 sul dollaro dopo precedenti cedimenti. Il Dow Jones segna più 0,14% e il Nasdaq guadagna l’1,63%. I tassi sui titoli di Stato Usa decennali calano di 10 punti base al 4,318%.

Ue, in audizione Dombrovkis sotto pressing riapre al debito comune

Ue, in audizione Dombrovkis sotto pressing riapre al debito comuneBruxelles, 7 nov. (askanews) – Per finanziare gli investimenti necessari nei prossimi anni per perseguire gli obiettivi prioritari comuni decisi dall’Ue (in particolare transizione verde e digitale, sicurezza e difesa, competitività) non basteranno gli investimenti del settore privato, ma serviranno anche quelli pubblici nazionali e del bilancio comunitario; e, se gli Stati membri si accorderanno su questo, non va escluso nemmeno il possibile ricorso a nuove emissioni di debito comune.


E’ quanto ha detto, in sostanza, questo pomeriggio a Bruxelles l’attuale vicepresidente esecutivo della Commissione europea uscente, Valdis Dombrovskis (lettone, Ppe), durante la sua audizione di conferma al Parlamento europeo come prossimo commissario Ue designato agli Affari economici e alla Produttività. L’apertura di Dombrovskis verso la possibilità di nuovo debito comune, sebbene tirata a forza dalle ripetute domande di alcuni europarlamentari, contraddice la netta chiusura che era stata espressa la settimana scorsa, il 30 ottobre, dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen in una conferenza stampa a Bruxelles. Durante l’audizione di Dombrovskis, la prima domanda su questo tema gli è stata rivolta dall’eurodeputata del Pd Irene Tinagli, che nella scorsa legislatura era stata presidente della commissione Affari economici del Parlamento europeo.


“Secondo la Bce – ha riferito Tinagli – per perseguire le sue priorità l’Unione europea avrebbe bisogno di investimenti annuali per centinaia di miliardi di euro. E questi soldi non possono venire tutti dal settore privato, e neanche dall’Unione dei mercati dei capitali dell’Ue, per la quale ci vorrà ancora tempo. Quindi – ha chiesto – non saranno necessari fondi pubblici per completare gli investimenti insufficienti del settore privato?”. “La trasformazione verde e digitale, gli investimenti nella sicurezza e nelle capacità di difesa, tutto questo – ha risposto Dombrovskis – richiederà di mobilitare investimenti sia privati che pubblici. Dobbiamo valutare quali sono le nostre esigenze finanziarie. Dobbiamo completare l’Unione dei mercati dei capitali, e poi abbiamo il nuovo quadro Ue di governance finanziaria (il nuovo Patto di stabilità, ndr) che dà agli Stati membri la possibilità di avere percorsi di aggiustamento di bilancio che arrivano a 7 anni, più graduali, se scelgono di fare riforme e investimenti. Inoltre, ci sono i fondi Ue, come i Fondi di coesione, quelli del programma ‘InvestEU’, quelli del Pnrr, e poi ci sarà il nuovo quadro di bilancio pluriennale (per gli anni dopo il 2027, ndr) che la Commissione proporrà l’anno prossimo”.


Tinagli gli ha allora rivolto un’altra domanda più diretta: “Lei sottoporrà – ha chiesto – una proposta per colmare il divario finanziario dopo il 2026? È possibile immaginare nuove emissioni Ue di debito comune?”. “Dopo la scadenza del Fondo Rrf (che finanzia i Pnrr nazionali, ndr) dovremo vedere come potenziare le capacità d’investimento”, ha replicato Dombrovskis, e questo, ha ricordato, è un lavoro che dovrà fare soprattutto il nuovo commissario Ue designato al Bilancio, il polacco Piotr Serafin. “Dovremo trovare come finanziare gli investimenti: attraverso nuove risorse proprie (del bilancio comunitario, ndr) che saranno proposte l’anno prossimo, attraverso contributi più grandi da parte degli Stati membri (sempre al bilancio Ue, ndr), oppure – ha detto finalmente Domvbrovskis – attraverso prestiti comuni. Tutto questo sarà discusso nell’ambito del nuovo quadro pluriennale di bilancio”.


Il commissario designato è tornato sull’argomento poco più tardi, rispondendo a un altro eurodeputato che insisteva sul tema del debito comune. “Penso – ha osservato Dombrovskis – che la questione principale non sia tanto il ‘come’ finanziare gli investimenti” per le nostre priorità. “Prima di tutto bisogna determinare le priorità, concordare quali sono le esigenze di finanziamento, per che cosa e di quanto abbiamo bisogno, e successivamente decidere sulle modalità di finanziamento. E qui il commissario designato ha ripetuto la domanda sulle tre modalità possibili (che non sono alternative): “Con nuove ‘risorse proprie’? Con contributi degli Stati membri? Con un prestito comune?”. “Ma il primo punto importante – ha insistito – è decidere cosa vogliamo finanziare, e se ci mettiamo d’accordp su questo, per quali importi. A quel punto possiamo discutere su come esattamente finanziarli. E penso – ha concluso Dombrovskis – che nessuna opzione sia esclusa”. Poprio quest’ultima frase contraddice chiaramente la conclusione opposta che aveva affermato von der Leyen il 30 ottobre. “L’approccio che dobbiamo avere – aveva detto la presidente della Commissione – è il seguente: dobbiamo prima discutere se ci sono grandi progetti di comune interesse europeo, ad esempio uno scudo di difesa aerea. Se questo è il caso e si tratta di un progetto transfrontaliero, lo consideriamo allora un progetto europeo comune che vogliamo portare avanti insieme?” In questo caso, ha continuato von der Leyen, “penso che ci siano due modi per finanziarlo: o con contributi nazionali o con nuove risorse proprie” per il bilancio comunitario. “Quindi su uno di questi due elementi dobbiamo decidere come andare avanti”. “Qualunque meccanismo di finanziamento si scelga, alla fine deve essere ripagato. E voglio insistere: ci sono solo due modi per pagarlo: o contributi nazionali o nuove risorse proprie per il bilancio europeo: non ci sono altri modi per finanziare progetti futuri”, aveva concluso la presidente della Commissione.

Ue, in audizione Dombrovkis sotto pressing riapre a debito comune

Ue, in audizione Dombrovkis sotto pressing riapre a debito comuneBruxelles, 7 nov. (askanews) – Per finanziare gli investimenti necessari nei prossimi anni per perseguire gli obiettivi prioritari comuni decisi dall’Ue (in particolare transizione verde e digitale, sicurezza e difesa, competitività) non basteranno gli investimenti del settore privato, ma serviranno anche quelli pubblici nazionali e del bilancio comunitario; e, se gli Stati membri si accorderanno su questo, non va escluso nemmeno il possibile ricorso a nuove emissioni di debito comune.


E’ quanto ha detto, in sostanza, questo pomeriggio a Bruxelles l’attuale vicepresidente esecutivo della Commissione europea uscente, Valdis Dombrovskis (lettone, Ppe), durante la sua audizione di conferma al Parlamento europeo come prossimo commissario Ue designato agli Affari economici e alla Produttività. L’apertura di Dombrovskis verso la possibilità di nuovo debito comune, sebbene tirata a forza dalle ripetute domande di alcuni europarlamentari, contraddice la netta chiusura che era stata espressa la settimana scorsa, il 30 ottobre, dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen in una conferenza stampa a Bruxelles. Durante l’audizione di Dombrovskis, la prima domanda su questo tema gli è stata rivolta dall’eurodeputata del Pd Irene Tinagli, che nella scorsa legislatura era stata presidente della commissione Affari economici del Parlamento europeo.


“Secondo la Bce – ha riferito Tinagli – per perseguire le sue priorità l’Unione europea avrebbe bisogno di investimenti annuali per centinaia di miliardi di euro. E questi soldi non possono venire tutti dal settore privato, e neanche dall’Unione dei mercati dei capitali dell’Ue, per la quale ci vorrà ancora tempo. Quindi – ha chiesto – non saranno necessari fondi pubblici per completare gli investimenti insufficienti del settore privato?”. “La trasformazione verde e digitale, gli investimenti nella sicurezza e nelle capacità di difesa, tutto questo – ha risposto Dombrovskis – richiederà di mobilitare investimenti sia privati che pubblici. Dobbiamo valutare quali sono le nostre esigenze finanziarie. Dobbiamo completare l’Unione dei mercati dei capitali, e poi abbiamo il nuovo quadro Ue di governance finanziaria (il nuovo Patto di stabilità, ndr) che dà agli Stati membri la possibilità di avere percorsi di aggiustamento di bilancio che arrivano a 7 anni, più graduali, se scelgono di fare riforme e investimenti. Inoltre, ci sono i fondi Ue, come i Fondi di coesione, quelli del programma ‘InvestEU’, quelli del Pnrr, e poi ci sarà il nuovo quadro di bilancio pluriennale (per gli anni dopo il 2027, ndr) che la Commissione proporrà l’anno prossimo”.


Tinagli gli ha allora rivolto un’altra domanda più diretta: “Lei sottoporrà – ha chiesto – una proposta per colmare il divario finanziario dopo il 2026? È possibile immaginare nuove emissioni Ue di debito comune?”. “Dopo la scadenza del Fondo Rrf (che finanzia i Pnrr nazionali, ndr) dovremo vedere come potenziare le capacità d’investimento”, ha replicato Dombrovskis, e questo, ha ricordato, è un lavoro che dovrà fare soprattutto il nuovo commissario Ue designato al Bilancio, il polacco Piotr Serafin. “Dovremo trovare come finanziare gli investimenti: attraverso nuove risorse proprie (del bilancio comunitario, ndr) che saranno proposte l’anno prossimo, attraverso contributi più grandi da parte degli Stati membri (sempre al bilancio Ue, ndr), oppure – ha detto finalmente Domvbrovskis – attraverso prestiti comuni. Tutto questo sarà discusso nell’ambito del nuovo quadro pluriennale di bilancio”.


Il commissario designato è tornato sull’argomento poco più tardi, rispondendo a un altro eurodeputato che insisteva sul tema del debito comune. “Penso – ha osservato Dombrovskis – che la questione principale non sia tanto il ‘come’ finanziare gli investimenti” per le nostre priorità. “Prima di tutto bisogna determinare le priorità, concordare quali sono le esigenze di finanziamento, per che cosa e di quanto abbiamo bisogno, e successivamente decidere sulle modalità di finanziamento. E qui il commissario designato ha ripetuto la domanda sulle tre modalità possibili (che non sono alternative): “Con nuove ‘risorse proprie’? Con contributi degli Stati membri? Con un prestito comune?”. “Ma il primo punto importante – ha insistito – è decidere cosa vogliamo finanziare, e se ci mettiamo d’accordp su questo, per quali importi. A quel punto possiamo discutere su come esattamente finanziarli. E penso – ha concluso Dombrovskis – che nessuna opzione sia esclusa”. Poprio quest’ultima frase contraddice chiaramente la conclusione opposta che aveva affermato von der Leyen il 30 ottobre. “L’approccio che dobbiamo avere – aveva detto la presidente della Commissione – è il seguente: dobbiamo prima discutere se ci sono grandi progetti di comune interesse europeo, ad esempio uno scudo di difesa aerea. Se questo è il caso e si tratta di un progetto transfrontaliero, lo consideriamo allora un progetto europeo comune che vogliamo portare avanti insieme?” In questo caso, ha continuato von der Leyen, “penso che ci siano due modi per finanziarlo: o con contributi nazionali o con nuove risorse proprie” per il bilancio comunitario. “Quindi su uno di questi due elementi dobbiamo decidere come andare avanti”. “Qualunque meccanismo di finanziamento si scelga, alla fine deve essere ripagato. E voglio insistere: ci sono solo due modi per pagarlo: o contributi nazionali o nuove risorse proprie per il bilancio europeo: non ci sono altri modi per finanziare progetti futuri”, aveva concluso la presidente della Commissione.

Usa, Fed taglia tassi di 0,25 punti, fed funds al 4,50%-4,75%

Usa, Fed taglia tassi di 0,25 punti, fed funds al 4,50%-4,75%Roma, 7 nov. (askanews) – La Federal Reserve, la Banca centrale degli Stati Uniti ha tagliato i tassi di interesse di riferimento di 25 punti base, portando i fed funds a una forchetta del 4,50-4,75%. La mossa è in linea con le attese prevalenti e segue il taglio da 50 punti base operato nella riunione dello scorso settembre.


“Le prospettive economiche sono incerte” e il direttorio che stabilisce la linea monetari, il Fomc resta attento ai rischi sia sul versante inflazionistico che su quello occupazionale, recita il comunicato diffuso dalla Fed. La decisione è stata assunta dal direttorio all’unanimità. Ora l’attenzione si sposta sulla conferenza stampa esplicativa che terrà il presidente dell’istituzione monetaria, Jerome Powell. Quest’ultimo potrebbe essere interpellato sulla vittoria del candidato repubblicano Donald Trump alle presidenziali, anche se con ogni probabilità cercherà di evitare commenti sulla questione.

Leonardo, fatturato primi 9 mesi +12,4%, utile balza a 730 mln

Leonardo, fatturato primi 9 mesi +12,4%, utile balza a 730 mlnRoma, 7 nov. (askanews) – Il gruppo Leonardo ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un fatturato in crescita del 12,4% a 12,76 miliardi di euro, gli ordinativi sono saliti del 7,8% – rispetto ai dati proforma dello stesso periodo di un anno prima – mentre il risultato netto è balzato a 730 milioni di euro (+136,2%), da 301 milioni un anno prima, posto che il dato include 366 milioni di poste una tantum legate alla valutazione del gruppo Telespazio. La società comunicato i risultati a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio di amministrazione.


“L’andamento economico-finanziario del periodo, con lo sviluppo del business e il rafforzamento degli indicatori finanziari, grazie anche all’attuazione del programma di efficientamento in essere, sta confermando la bontà del percorso intrapreso nel perseguimento degli obiettivi indicati nel piano industriale”, ha commentato Roberto Cingolani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo, citato in un comunicato.

Inps: nel settore privato maschi guadagnano 8mila euro in più delle donne

Inps: nel settore privato maschi guadagnano 8mila euro in più delle donneRoma, 7 nov. (askanews) – Nel 2023 su 17.382.601 lavoratori del settore privato i maschi costituiscono il 57% della distribuzione complessiva e la retribuzione media annua si attesta a 23.662 euro, con gli uomini che guadagnano in media circa 8mila euro in più rispetto alle donne. E’ quanto rileva l’Inps nell’aggiornamento sull’andamento dei lavoratori dipendenti del settore privato.


La retribuzione media annua mostra un trend crescente con l’aumentare dell’età, fino alla fascia 55-59 anni, ed è significativamente più alta per i lavoratori maschi, con un valore di 27.080 euro rispetto ai 19.083 euro delle lavoratrici femmine.