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Riforme,Meloni:vorrei arrivare a prossime elezioni con premierato

Riforme,Meloni:vorrei arrivare a prossime elezioni con premieratoRoma, 9 gen. (askanews) – L’eventuale riforma della legge elettorale “dipende” dall’approvazione o meno in questa legislatura della riforma del premierato. “Vorrei arrivare alle prossime elezioni con la riforma del premierato approvata e in questo caso la legge elettorale deve essere tarata sul premierato”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa di inizio anno nell’aula dei gruppi parlamentari di Montecitorio.


Le legge elettorale, ha precisato, “è materia soprattutto di competenza parlamentare”. E ha aggiunto: “Se il premierato non dovesse arrivare in tempo, cosa che non auspico, allora ci si interrogherà sell’attuale legge elettorale sia la migliore oppure no”.

Servizi, Meloni: Vittorio Rizzi a capo del Dis, nomina oggi in CdM

Servizi, Meloni: Vittorio Rizzi a capo del Dis, nomina oggi in CdMRoma, 9 gen. (askanews) – In sostituzione dell’ex capo del DIS Elisabetta Belloni “confermo che abbiamo deciso di nominare il prefetto Vittorio Rizzi, attuale vicedirettore dell’Aisi. La nomina verrà formalizzata nel Cdm di oggi”. Lo ha comunicato la premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa di inizio anno. Rizzi, ha precisato Meloni, “ha una carriera estremamente prestigiosa nella Polizia di Stato, in cui ha raggiunto straordinari risultati operativi, apprezzati all’interno e all’estero. È stato vice direttore generale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, ma ricordo anche la sua esperienza internazionale, che in un ruolo come quello del Dis è importante”, ha concluso. “Ho letto molte ricostruzioni che non corrispondono a verità sulle dimissioni di Elisabetta Belloni che ha deciso di anticipare di qualche mese la scadenza naturale del suo incarico (alla guida del Dis, ndr) per evitare di finire nel tritacarne che di solito accompagna nomine così importanti”. “Ho stima e rispetto enormi per Belloni che ringrazio ancora per il lavoro straordinario per il G7 – ha detto la premier -. Belloni è un funzionario capace, coraggioso, di lungo corso, la mia stima e il rapporto personale sono assolutamente inalterati. E’ parecchio ambita anche fuori dai confini nazionali e prevedo che il suo percorso non termini qui. Spero che si possa chiudere questa querelle antipatica. Belloni ha consegnato le dimissioni prima di Natale, perciò le vicende di questi giorni non c’entrano assolutamente niente”, ha precisato Meloni a proposito di un
legame tra le dimissioni della direttrice del Dis e i casi Cecilia Sala o SpaceX.


 

SpaceX, Meloni: fase istruttoria, neanche io ho le idee chiare

SpaceX, Meloni: fase istruttoria, neanche io ho le idee chiareRoma, 9 gen. (askanews) – Quelle con SpaceX sono “interlocuzioni nella normalità di un governo, si fa con decine di aziende che si propongono”, in questi casi “si fa un’istruttoria e si sottopone nelle sedi competenti”: “Nello specifico gli ambiti in cui confrontarsi sono molti, dal Consiglio supremo di Difesa fino al Parlamento, noi siamo banalmente in una fase istruttoria, per cui non capisco le accuse rivolte, neanche io ho le idee chiare su questa vicenda”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa annuale.

Cecilia Sala, Meloni: Abedini a vaglio Ministero, serve riservatezza

Cecilia Sala, Meloni: Abedini a vaglio Ministero, serve riservatezzaMilano, 9 gen. (askanews) – “Il caso Abedini è al vaglio tecnico e politico del ministero della Giustizia: è vicenda che ovviamente bisogna continuare a discutere con i nostri amici americani, avrei voluto parlarne anche con Biden ma ha dovuto annullare il suo viaggio. Ma il lavoro è molto complesso, non è terminato ieri. Penso che si debba discutere nei dettagli nelle sedi competenti”. Coì la premier Giorgia Meloni ha risposto alla domanda sulla correlazione tra la liberazione di Cecilia Sala e il fermo dell’ingegnere iraniano Abedini su mandato degli Usa. Tema su cui “intervengono molte questioni di triangolazione diplomatica con Iran e Usa”.


Alla domanda se ci sia stato un momento di svolta Meloni ha risposto: “Direi che non c’è stato un momento di svolta: la vicenda è stata seguita all’inizio, ci sono stati una serie di tasselli, le interlocuzioni con l’Iran sono soprattutto di natura diplomatica e di intelligence, il governo è tenuto alla riservatezza che si deve in questi casi, salvo ovviamente riferire negli ambiti competenti: Mantovano è già stato al Copasir ed è pronto a tornare se sarà chiesto. Credo che questa attenzione sia dovuta anche al fatto che in Iran attualmente ci sono oltre 500 italiani e quindi bisogna essere molto cauti nel muoversi”.

Space X, Meloni: già smentito, mai parlato con Musk questa vicenda

Space X, Meloni: già smentito, mai parlato con Musk questa vicendaRoma, 9 gen. (askanews) – “Non ho mai parlato personalmente con Elon Musk di queste vicende”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa di inizio anno nell’aula dei gruppi parlamentari di Montecitorio rispondendo a chi gli domanda del possibile accordo su Starlink. La premier ha ribadito che è stato smentito: “Sono stupita da come alcune notizie false rimbalzino e diventino centro del dibattito e continuino a essere discusse dopo le smentite. E non parlo di voi – ha aggiunto rivolta ai giornalisti – ma parlo dell’opposizione soprattutto”.


“Non so se altri siano abituati a usare la cosa pubblica per fare favori agli amici ma non è mio costume. Valuto gli investimenti stranieri con l’unica lente dell’interesse nazionale e non delle amicizie o delle idee politiche di chi deve investire”, ha aggiunto.

Quello che dice Meloni durante la conferenza stampa di inizio anno

Quello che dice Meloni durante la conferenza stampa di inizio annoRoma, 9 gen. (askanews) –  “Non ritengo di dovermi difendere dalla previsione di rappresentare un limite o un problema per la libertà di stampa e dunque per la democrazia”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, aprendo la conferenza stampa “di fine anno”, e citando l’intervento del presidente del Consiglio dei giornalisti che l’ha preceduta dice: “Un po’ mi stupisce che si metta insieme nello stesso intervento l’idea che questo governo intenda comprimere i diritti della stampa da una parte, e dall’altra si cita l’opera svolta dal Dipartimento per l’editoria guidato dal sottosegretario Barachini che rappresenta l’intero governo”.


Meloni ha poi affrontato il tema delle poche conferenze stampa effettuate da presidente del Consiglio: “Sento dire spesso che io non risponderei abbastanza alle domande dei giornalisti. Ho chiesto a Fabrizio Alfano di fare a spanne un calcolo delle domande cui ho risposto nel 2024, sono 350: più di una domanda al giorno. Ho fatto una scelta di non partecipere alle conferenze stampa al termine del Cdm: una scelta precisa, data soprattutto dal fatto che da un lato si accusa il governo di eccessivo leaderismo, dall’altro si dice che Giorgia Meloni al governo è da sola… Ma Meloni al governo non è sola e credo sia giusto che i ministri che hanno lavorato ai provvedimenti siano anche i ministri che poi ne parlano”.“Penso che non si possa definire la proposta di riforma sulla diffamazione un tentativo di limitazione della libertà di stampa”. “La riforma sulla diffamazione raccoglie l’auspicio della Corte Costituzionale e prevede che per la diffamazione mezzo stampa non ci sia più il carcere, una fattispecie su cui sono totalmente d’accordo ma una multa – ha spiegato la premier -, che può arrivare fino a 50mila euro, riguarda però il caso di una notizia falsa pubblicata consapevolmente con l’intento di diffamare qualcuno. Non penso che un giornalista dotato di deontologia possa diffamare volontariamente qualcuno ma questo non è un caso comune ma un caso limite, aggiungo che la proposta prevede che se si pubblica la smentita il caso è risolto”.


Quindi ha detto che “mi capita sempre più frequentemente di trovare virgolettate sui giornali dichiarazioni che mi vengono attribuite di cose che non ho mai detto e non ho mai pensato. Mi capita frequentemente di vedere riportati fatti non avvenuti. Vorrei provassimo partendo da questa conferenza stampa a ripartire con un piede diverso. Io assicuro rispetto per il vostro lavoro, mi permetto chiedere rispetto per il mio”. Poi, parlando di intelligenza artificiale Meloni ha detto che  “siamo di fronte a qualcosa che è diverso” dal passato “l’intelletto rischia di essere sostituito e può avere un forte impatto sui lavoratori con alti profili”, nello specifico “su questa materia, la professione giornalistica rischia di più e non possiamo non tenere conto delle mutazioni”.“Non ho mai parlato personalmente con Elon Musk di queste vicende” ha detto rispondendo a chi gli domanda del possibile accordo su Starlink. La premier ha ribadito che è stato smentito: “Sono stupita da come alcune notizie false rimbalzino e diventino centro del dibattito e continuino a essere discusse dopo le smentite. E non parlo di voi – ha aggiunto rivolta ai giornalisti – ma parlo dell’opposizione soprattutto”. “Non so se altri siano abituati a usare la cosa pubblica per fare favori agli amici ma non è mio costume. Valuto gli investimenti stranieri con l’unica lente dell’interesse nazionale e non delle amicizie o delle idee politiche di chi deve investire”, ha aggiunto, Quindi, a proposito del caso Abedini la premier ha detto che “il caso è al vaglio tecnico e politico del ministero della Giustizia: è vicenda che ovviamente bisogna continuare a discutere con i nostri amici americani, avrei voluto parlarne anche con Biden ma ha dovuto annullare il suo viaggio. Ma il lavoro è molto complesso, non è terminato ieri. Penso che si debba discutere nei dettagli nelle sedi competenti”. Coì la premier Giorgia Meloni ha risposto alla domanda sulla correlazione tra la liberazione di Cecilia Sala e il fermo dell’ingegnere iraniano Abedini su mandato degli Usa.
Tema su cui “intervengono molte questioni di triangolazione diplomatica con Iran e Usa”. Alla domanda se ci sia stato un momento di svolta Meloni ha risposto: “Direi che non c’è stato un momento di svolta: la vicenda è stata seguita all’inizio, ci sono stati una serie di tasselli, le interlocuzioni con l’Iran sono soprattutto di natura diplomatica e di intelligence, il governo è tenuto alla riservatezza che si deve in questi casi, salvo ovviamente riferire negli ambiti competenti: Mantovano è già stato al Copasir ed è pronto a tornare se sarà chiesto. Credo che questa attenzione sia dovuta anche al fatto che in Iran attualmente ci sono oltre 500 italiani e quindi bisogna essere molto cauti nel muoversi”.


 

Giornalisti, appello Meloni: basta con virgolettati di cose mai dette

Giornalisti, appello Meloni: basta con virgolettati di cose mai detteRoma, 9 gen. (askanews) – “Mi capita sempre più frequentemente di trovare virgolettate sui giornali dichiarazioni che mi vengono attribuite di cose che non ho mai detto e non ho mai pensato. Mi capita frequentemente di vedere riportati fatti non avveuti. Vorrei provassimo partendo da questa conferenza stampa a riparture con un piede diverso. Io assicuro rispetto per il vostro lavoro, mi permetto chiedere rispetto per il mio”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa di inizio anno nell’aula dei gruppi parlamentari di Montecitorio.

Giustizia, Meloni: riforma diffamazione non limita libertà stampa

Giustizia, Meloni: riforma diffamazione non limita libertà stampaRoma, 9 gen. (askanews) – “Penso che non si possa definire la proposta di riforma sulla diffamazione un tentativo di limtazione della libertà di stampa”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno rispondendo alla questione posta dal presidente dell’Ordine dei giornalisti.


“La riforma sulla diffamazione raccoglie l’auspicio della Corte Costituzionale e prevede che per la diffamazione mezzo stampa non ci sia più il carcere, una fattispecie su cui sono totalmente daccordo ma una multa – ha spiegato la premier -, che può arrivare fino a 50mila euro, riguarda però il caso di una notizia falsa pubblicata consapevolenmte con l’intento di diffamare qualcuno. Non penso che un giornalista dotato di deontologia possa diffamare volontariamente qualcuno ma questo non è un caso comune ma un caso limite, aggiungo che la proposta prevede che se si pubblica la smentita il caso è risolto”.

Diritti, Meloni: Governo non limita diritti informazione

Diritti, Meloni: Governo non limita diritti informazioneRoma, 9 gen. (askanews) – Da parte del governo “non c’è alcuna limitazione del diritto all’informazione o del diritto a essere informati. Nell’esercitare la delega il governo non ha ritenuto di inasprire le pene per chi dovesse violare queste prescrizioni”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa di inizio anno nell’aula dei gruppi parlamentari di Montecitorio rispondendo a una sollecitazione del presidente dell’Ordine dei giornalisti sul decreto legislativo con lui è stato vietato di pubblicare l’ordinanza di custodia cautelare, norma ribattezzata da molti “legge bavaglio”.


“Viene consentito comunque al giornalista di avere l’ordinanza, si chiede di fare una sintesi e non fare copia e incolla perché nelle ordinanze ci sono anche atti sensibili”, ha precisato Meloni.

Bartoli: i giornalisti chiedono di ripensare la riforma della diffamazione

Bartoli: i giornalisti chiedono di ripensare la riforma della diffamazioneRoma, 9 gen. (askanews) – “Per il quarto anno consecutivo torniamo a lanciare l’allarme su una serie di provvedimenti legislativi che restringono in maniera preoccupante la libera informazione in materia di cronaca giudiziaria e cronaca nera. Tutti conveniamo sulla necessità di trovare un bilanciamento tra due diritti costituzionali: il rispetto della persona e il diritto a essere correttamente e compiutamente informati. Oggi, in Italia, il rispetto della privacy sta però oscurando il diritto dei cittadini a conoscere quanto accade”. Lo dice Carlo Bartoli, presidente del Consiglio nazionale Ordine dei giornalisti in occasione della conferenza stampa di inizio anno della presidente del consiglio Giorgia Meloni.


“Mi appello alle istituzioni, ma anche a chi ci ascolta: difendendo il giornalismo non si protegge una corporazione, ma la democrazia, il nostro diritto ad essere cittadini informati e consapevoli”, continua Bartoli ricordando che “l’Italia è da anni sotto osservazione delle istituzioni europee per il numero record di azioni giudiziarie intimidatorie, sia penali che civili, contro i giornalisti. Per questo chiediamo di ripensare totalmente la riforma della diffamazione in discussione al Senato; speriamo inoltre che il Parlamento voglia correggere una norma disastrosa, quella sulla cosiddetta presunzione di innocenza. Oggi ogni Procuratore decide in maniera arbitraria se dare o non dare una notizia. In ogni circondario vale una regola diversa, anche se siamo cittadini della stessa Repubblica”. “Ci sostengono e ci confortano i ripetuti messaggi a difesa della libertà di stampa del Presidente della Repubblica Sergio Matterella, le riflessioni straordinarie di Papa Francesco su comunicazione e Intelligenza artificiale. Confidiamo nell’Europa, nella Corte europea dei diritti dell’Uomo, nella Corte Costituzionale, nella Corte di Cassazione, anche se alcuni politici ci descrivono come speculatori che lucrano sulle disavventure altrui”, osserva.


Bartoli chiede anche al Parlamento “una riforma della professione”. “Nell’epoca dell’Intelligenza artificiale siamo ancora legati a norme della metà del secolo scorso. Una riforma che non può però essere il pretesto per mettere le mani, come qualcuno vorrebbe, sulle norme che regolano l’autogoverno della professione”. Infine a Meloni chiede “che venga applicata anche ai giornalisti la legge sull’equo compenso che porta il suo nome come prima firmataria” e per questo “siamo fiduciosi in un suo interessamento; ci dispiacerebbe pensare che il diritto a reclamare una retribuzione dignitosa valga in Italia per tutti i lavoratori, ma non per i giornalisti”. Bartoli ha consegnato a Meloni “il nuovo Codice deontologico che il Cnog ha recentemente approvato”. “Nell’epoca della manipolazione, della disinformazione, della distorsione della realtà, dei messaggi di odio e discriminazione c’è ancor più bisogno di giornalismo – aggiunge -. Da decenni, i giornalisti non esitano a rischiare la vita, e talvolta a perderla, per raccontare i delitti di mafia, il malaffare, i soprusi e le violenze, i crimini di guerra, gli stermini”. E in conclusione ha ricordato due giornalisti: “diversi, ma uniti dalla determinazione nel combattere la mafia: Giuseppe Fava e Beppe Alfano a cui va il nostro commosso pensiero. E il nostro pensiero va anche agli altri 552 giornalisti reclusi nel mondo e ai 54 reporter uccisi nel 2024”.