Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

M.O., Schlein: Meloni scelga da che parte stare, no a Board of peace

M.O., Schlein: Meloni scelga da che parte stare, no a Board of peace

Roma, 17 feb. (askanews) – Giorgia Meloni deve “scegliere da che parte stare”, l’Italia deve “dire di no” al ‘Board of peace’”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein intervenendo in aula alla Camera. “L’Italia, forte della sua storia, deve dire di no (al ‘Board of peace’, ndr) e difendere le sedi multilaterali, il diritto internazionale”. L’Italia, ha aggiunto deve “dire che sono le Nazioni unite a dover guidare i processi di pace” che “non si fanno con le telefonate in cui Trump dà ragione a Putin” e nemmeno con i club privati” o “con transazioni opache e nemmeno coi video che trasformano le macerie di Gaza che ha subito dei crimini di genocidio in resort di lusso per ricchi e per i propri interessi”.

Ha aggiunto la leader Pd: “Scegliete di stare dalla parte della Costituzione della dignità del paese e di un’Europa capace di contare. Mi rivolgo alla presidente Meloni: noi siamo all’opposizione, abbiamo presentato oggi una risoluzione unitaria di tutte le opposizioni. Ma quando Meloni va all’estero rappresenta tutto il paese e rappresenta anche noi”. Dunque “io chiedo di non andare a Washington e di non far partecipare l’Italia al ‘Board of peace’ con cui Trump vuole sostituire le Nazioni unite”. Il governo deve “tener fede alla nostra Costituzione e alla storia del nostro paese”.

M.O., Schlein: governo cerca di violare Costituzione giocando con parole

M.O., Schlein: governo cerca di violare Costituzione giocando con parole

Roma, 17 feb. (askanews) – “State cercando di violare un divieto costituzionale giocando con le parole”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando in aula alla Camera.

“Si decide se l’Italia accetta di partecipare a un organismo nato per soppiantare le Nazioni unite. Si decide se l’Italia accetta di partecipare allo smantellamento del diritto internazionale per sostituirlo con il ‘Board of peace’”, ha aggiunto.

Stiamo parlando di “sostituire la diplomazia con gli affari” e la “Commissione europea ha chiarito che non sarà parte del board nemmeno come osservatrice”. Rivolta al ministro degli Esteri Antonio Tajani ha aggiunto: “Non ci venga a raccontare che è previsto dalla risoluzione Onu: prevedeva un organismo temporaneo che coinvolgesse i palestinesi, lo statuto proposto da Trump non prevede nessuna di queste cose”.

Meloni a madre bimbo Napoli: istituzioni vicine, il possibile per aiutarvi

Meloni a madre bimbo Napoli: istituzioni vicine, il possibile per aiutarvi

Roma, 17 feb. (askanews) – Una telefonata per esprimere la “vicinanza” delle istituzioni e ribadire che si sta facendo “tutto il possibile, per quanto di competenza” perché si possa mantenere viva la speranza. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, questa mattina ha telefonato a Patrizia, la madre del bambino ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo aver subito un trapianto di cuore con un organo lesionato.

La premier, viene spiegato, avrebbe anche detto di condividere l’obiettivo che sia fatta chiarezza e giustizia quando verranno accertate le responsabilità.

M.O., risoluzione unitaria opposizioni: Italia non legittimi Board of peace

M.O., risoluzione unitaria opposizioni: Italia non legittimi Board of peace

Roma, 17 feb. (askanews) – La risoluzione unitaria delle opposizioni “impegna il Governo a non aderire, né a partecipare in qualunque forma al ‘Board of peace’ o ai suoi lavori, al fine di non legittimare un organismo internazionale non conforme ai principi fondamentali previsti dall’articolo 11 della Costituzione né a quelli del diritto internazionale”. E’ quanto si legge nel testo firmato dalla segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente M5S Giuseppe Conte, i leader Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, il capogruppo di Azione Matteo Richetti, la presidente dei deputati di Italia Viva Maria Elena Boschi, e il segretario di +Europa Riccardo Magi.

Nella risoluzione, c’è quindi l’impegno a “non delegittimare il ruolo dell’Onu che va rafforzato e sostenuto”. Occorre, scrivono, “scongiurare, in ogni caso, qualsiasi forma di contribuzione finanziaria, diretta o indiretta, al ‘Board of Peace’.

Referendum, Salvini: giusto chiedere chi finanzia chiunque

Referendum, Salvini: giusto chiedere chi finanzia chiunque

Milano, 17 feb. (askanews) – “E’ giusto chiedere chi finanzia chiunque. Mensilmente escono articoli su alcuni giornali su chi finanzia la Lega in maniera trasparente, non mi offendo, è giusto”. Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha risposto ai giornalisti che a margine della visita al villaggio olimpico a Milano gli hanno chiesto conto della polemica tra il il Ministero della Giustizia e l’Anm dopo la richiesta del primo della lista dei finanziatori del comitato per il No.

Referendum, Conte: da Nordio uscite inaccettabili,appello a restare lucidi

Referendum, Conte: da Nordio uscite inaccettabili,appello a restare lucidi

Roma, 17 feb. (askanews) – “Se vogliono la lista (dei donatori del comitato per il No, ndr) c’è la legge sulla privacy, al di là del fatto specifico faccio un appello, tenendo conto delle uscite inaccettabili degli ultimi giorni del ministro Nordio: manteniamoci lucidi”. Lo ha detto intervistato a Start su Sky Tg24 il leader M5s Giuseppe, Conte sottolineando anche che “l’attacco a Gratteri è stato molto brutto, può essere che la prima formulazione delle sue parole fosse un po’ ambigua, ma poi ha chiarito”.

“Crescono i No nei sondaggi? Era evidente avvenisse, perchè i cittadini si informano e non ci stanno più”, “cerchiamo di far capire ai cittadini il merito di questa riforma che modifica sette articoli della Costituzione”, ha concluso.

Treni, vertice al Viminale: più controlli sull’intera rete

Treni, vertice al Viminale: più controlli sull’intera rete

Roma, 16 feb. (askanews) – Droni per presidiare le aree sensibili, rafforzamento dei sistemi di videosorveglianza anche con l’impiego dell’intelligenza artificiale, pattuglie congiunte FS Security-Forze dell’ordine ed estensione delle recinzioni lungo le infrastrutture più rilevanti e la rete dell’Alta Velocità. Sono alcune delle misure analizzate, dopo i recenti episodi di danneggiamento, dal Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Lo rendono noto fonti del Ministero dell’Interno.

Alla riunione, presieduta al Viminale dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, hanno partecipato i vertici delle Forze di polizia, dei servizi di intelligence e di Ferrovie dello Stato Italiane. Il Comitato ha inoltre deciso maggiori controlli sui treni e sull’intera rete, insieme al potenziamento del programma “Stazioni Sicure” nei grandi scali ferroviari e nelle aree più frequentate.

M.O.,risoluzione unitaria opposizioni:”no a ruolo Italia in board of peace”

M.O.,risoluzione unitaria opposizioni:”no a ruolo Italia in board of peace”

Roma, 16 feb. (askanews) – Opposizioni verso una risoluzione unitaria in occasione delle comunicazioni del ministro degli esteri Antonio Tajani in Parlamento sul Board of peace. Il testo non è ancora definito nei dettagli ma l’obiettivo è di mostrare compattezza contro la decisione del governo italiano di partecipare al Board of peace per Gaza in qualsiasi ruolo, neanche dunque come “osservatore”.

Secondo quanto si apprende, Pd, M5S e Avs, +Europa convergeranno su un testo unitario. Italia Viva starebbe ancora riflettendo. Dopo aver presentato un suo testo. Azione ha deciso di convergere sulla risoluzione delle opposizioni (“sottoscrive la risoluzione delle opposizioni che ricalca la proposta del partito di Calenda. No ad alcuna forma di partecipazione al Board of peace”).

Le prese di posizione del centrosinistra sono state nette in questi giorni, a partire dai leader. Se l’articolo 11 della Costituzione impedisce di essere membri del board, anche il ruolo di osservatore viene bocciato con forza in quanto entità che sta assumendo le sembianze di un “comitato d’affari”, che “non dà voce ai palestinesi” e che dimostra ancora una volta, per le opposizioni, la sudditanza della premier Giorgia Meloni al presidente americano Donald Trump: da “ponte con gli Usa” a “burattino manovrato da Trump”.

Tajani interverrà nell’aula della Camera domani alle 13,30. E dopo il dibattito e le repliche ci sarà un voto sulle risoluzioni. In Senato l’intervento del ministro si limiterà ad una audizione davanti alla commissioni Esteri e Difesa.

Ue, Conte: Europa si riprenda sovranità su circuiti di pagamento

Ue, Conte: Europa si riprenda sovranità su circuiti di pagamento

Roma, 16 feb. (askanews) – “Riprendiamoci spazi di sovranità”: è questo l’appello che Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 stelle, ha lanciato nel suo ultimo post social. “Sembra assurdo ma è così: in Europa – ha spiegato – non siamo padroni dei circuiti su cui viaggiano i pagamenti delle nostre carte. Così può capitare che dagli Stati Uniti decidano di bloccare i conto correnti e i pagamenti con carta. È successo ai giudici della Corte Penale internazionale che avevano emesso un mandato di arresto contro Netanyahu. È successo alla relatrice speciale Onu Francesca Albanese”.

“Il problema – ha sottolineato l’ex premier – lo racconta bene Milena Gabanelli sul DataRoom del Corriere. I circuiti dei pagamenti europei sono in mano ai grandi player americani come Visa, Mastercard e altri che dominano questo mercato. L’Europa non ha sovranità su questo campo, e in situazioni di tensioni geopolitiche può diventare un fattore di rischio. L’Unione europea deve riappropriarsi della propria sovranità monetaria, introducendo una infrastruttura di pagamento indipendente, pubblica e realmente europea: l’euro digitale, un circuito europeo messo in campo dalla Banca centrale europea per eliminare la dipendenza dai colossi americani e per ridurre i costi per i cittadini e i commercianti”.

“Il provvedimento è all’esame del Parlamento europeo, e dopo un periodo di incomprensibili indecisioni ha registrato una forte accelerazione politica la scorsa settimana a Strasburgo grazie all’ok a due emendamenti a firma M5S, con il nostro Pasquale Tridico, approvati a larghissima maggioranza. È un passaggio politico molto importante e ora non ci sono più scuse: l’euro digitale è necessario e l’Europa – ha concluso Conte – deve riprendersi i suoi spazi di sovranità”.

Referendum, il ministero della Giustiza: Anm renda noti fondi ricevuti da Comitato No. Il Pd: proscrizione

Referendum, il ministero della Giustiza: Anm renda noti fondi ricevuti da Comitato No. Il Pd: proscrizione

Roma, 16 feb. (askanews) – Alta tensione in vista del referendum sulla giustizia, dopo le parole del ministro delle giustizia Carlo Nordio che su un sistema para-mafioso da rompere (grazie proprio al sistema del sorteggio), un’altra vicenda alimenta la bufera. Il ministero della Giustizia ha infatti chiesto all’Associazione nazionale magistrati di rendere noti i fondi ricevuti a sostegno del Comitato del No al Referendum, e l’opposizione è insorta.

Al ministero della Giustizia è pervenuto “un atto di sindacato ispettivo con il quale il parlamentare interrogante riferisce che il Segretario generale dell’Anm avrebbe dichiarato che il ‘Comitato Giusto dire No’ promosso dall’Anm ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente con una donazione volontaria”. Lo scrive la capo del Gabinetto di via Arenula, Giusi Bartolozzi, in una lettera al presidente dell’Anm Cesare Parodi. “Da ciò l’interrogante assume un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto dell’Anm”, sottolinea l’alta funzionaria del ministero della Giustizia chiedendo a Parodi di valutare “l’opportunità di rendere noto alla collettività, nell’ottica di una piena trasparenza, gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato ‘Giusto dire No’ da parte di privati cittadini”.

“Le notizie riportate da alcuni media circa la richiesta della capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio all’Associazione Nazionale Magistrati di avere l’elenco di chi ha fatto donazioni al comitato per il No al referendum costituzionale è un atto molto grave che tradisce il nervosismo che si respira nei palazzi del governo. Un segnale che sa tanto di liste di proscrizione e di cui è difficile comprendere le ragioni. Si mette in discussione la libertà di partecipazione e si alimenta un clima di pressione nei confronti della magistratura e dei cittadini che voteranno No. Il ministro chiarisca subito. Le istituzioni e il popolo sovrano si rispettano. Non si intimidiscono”. Così la deputata democratica, responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani, allegando ad una nota la missiva inviata da Giusi Bartolozzi al presidente dell’Anm. Sulla stessa linea, se non più dura, il leader Avs Angelo Bonelli: “Altro che liste di proscrizione. Qui siamo davanti a liste di proscrizione contro i magistrati e a un attacco frontale all’equilibrio costituzionale dei poteri. Le parole e le iniziative del ministro Carlo Nordio e del suo capo di gabinetto Bartolozzi, riportate oggi da la Repubblica, sono gravissime e dimostrano che il referendum viene usato come arma politica per delegittimare chi non si allinea”.

Intanto il magistrato dell’antimafia Nino Di Matteo sconfessa il ministro della Giustizia. “A coloro i quali, in queste ore, cercano di strumentalizzare il mio pensiero, voglio precisare che, proprio perché ho sempre contrastato la degenerazione del sistema di autogoverno per le improprie ingerenze di correnti e cordate, oggi ho le mani ancora più libere nel denunciare che questa riforma costituzionale, invece di risolvere il problema, finisce per aggravarlo, accentuando il rischio di un, sempre più stringente, controllo politico sul Csm e sull’intera magistratura. Con grave rischio per la tutela delle garanzie e dei diritti di ogni cittadino”, afferma il magistrato Nino Di Matteo commentando le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio che ieri ha precisato di averlo citato parlando di sistema “para-mafioso” del Csm.

Mentre dal Pd si mettono anche insieme diverse dichiarazioni del ministro per chiederne il cambio: “Chi guida il Ministero della Giustizia deve garantire equilibrio tra i poteri, rispetto del Parlamento e tutela dell’autonomia della magistratura. Se mente alle Camere, delegittima i magistrati e alimenta uno scontro istituzionale permanente, non è più in grado di rappresentare la giustizia italiana. La presidente del Consiglio non può continuare a tacere”, dichiara il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia. “Non siamo di fronte – denuncia Boccia- a uno scivolone, ma a una sequenza gravissima di comportamenti incompatibili con il ruolo di Ministro della Giustizia. Nordio ha mentito al Parlamento sul caso Al Masri, venendo meno al dovere di lealtà verso le Camere. Ha poi evocato logiche mafiose parlando dell’autogoverno della magistratura, delegittimando un organo costituzionale e colpendo l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Oggi, senza aver mai chiesto scusa, dagli uffici del Ministero parte la richiesta all’Anm dei nominativi dei finanziatori del Comitato per il No. A che titolo il governo pretende quei nomi? L’Anm è un’associazione privata e un comitato referendario risponde ai cittadini che lo sostengono, non all’esecutivo. Quando il ministro della Giustizia utilizza il peso del suo incarico per chiedere l’elenco di chi sostiene una posizione politica, siamo davanti a una pressione istituzionale che assume il carattere di una vera e propria intimidazione”.

Nel frattempo alla missiva di via Arenula ha risposto così il presidente dell’Anm, Cesare Parodi:  “Devo purtroppo annotare che non sono nelle condizioni di rispondere in quanto il Comitato in questione è solo stato promosso dall’ANM, ma è soggetto – anche
giuridico – assolutamente autonomo”, scrive il presidente dell’Anm nella lettera di risposta inviata nel pomeriggio a Giusi Bartolozzi, capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia.