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Mattarella a Pechino invoca l’”autorevolezza” della Cina per una soluzione in Ucraina e Medio Oriente

Mattarella a Pechino invoca l’”autorevolezza” della Cina per una soluzione in Ucraina e Medio Oriente

Pechino, 9 nov. (askanews) – Sergio Mattarella si appella all’autorevolezza della Cina, “uno dei protagonisti fondamentali della vita internazionale”, per la ricerca di una soluzione ai due conflitti che stanno sconvolgendo la stabilità internazionale: Ucraina e Medioriente. Il Presidente della Repubblica, reduce dall’incontro di ieri con il Presidente Xi Jinping al quale ha ribadito amicizia e desiderio di rafforzare i rapporti bilaterali e dal quale ha ricevuto attestati di stima e amicizia, coglie l’occasione della lectio magistralis all’università più importante della Cina, Beida, che da oggi accoglie una cattedra in “cultura italiana” (finanziata dalla Fondazione Agnelli) per affrontare i nodi più spinosi dello scenario internazionale sul quale i due paesi si trovano su posizioni lontane. Il capo dello Stato esprime appunto una “aspettativa” nei confronti di Pechino a cui riconosce “grande autorevolezza sul proscenio internazionale” affinché si adoperi “per porre termine alla brutale aggressione russa all’indipendenza e alla integrità territoriale dell’Ucraina”.


Per Mattarella infatti “non è pensabile che un membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, violi, come ha fatto la Federazione Russa invadendo l’Ucraina, norme fondamentali del diritto internazionale usando la forza contro un suo vicino più piccolo per imporgli la propria volontà. Accondiscendere a un tale comportamento – a suo avviso – significherebbe consegnare alla barbarie la comunità degli Stati”. Il Presidente confida anche che la Cina “vorrà aggiungere la sua voce affinché i diversi attori regionali esercitino moderazione e possa essere finalmente applicata una soluzione a due Stati tra Israele e la Palestina”. Per Mattarella infatti “occorre fermare subito la guerra, per avviare soluzioni anche all’immane crisi umanitaria che ne è derivata”. Il ragionamento parte dal presupposto che “per millenni Cina e Italia hanno svolto anche un ruolo significativo nel definire l’idea stessa di civiltà” fatta di progresso materiale ma anche morale e intellettuale. Fin dai tempi di Marco Polo, simbolo che unifica i due paesi, cinesi e italiani hanno aperto nuovi cammini in ambito economico e commerciale, un legame e una collaborazione che sono stati promossi da personaggi che nulla avevano a che fare con i conflitti. Mattarella oggi condivide l’analisi del suo predecessore, Giorgio Napolitano, quando nel corso della sua visita di Stato in Cina, nel 2010, affermava: ‘Il peso della Cina, dell’Asia, del resto del mondo sugli eventi internazionali è destinato a consolidarsi e a crescere. Da buon italiano, da buon europeo considero altamente positiva questa evoluzione’.


La Cina come l’Unione Europea rappresentano il futuro di pace e apertura per i giovani. “Ma senza dialogo e collaborazione – avverte Mattarella – sarebbe inconcepibile poter affrontare i costi sociali, economici e ambientali delle sfide che l’umanità si trova a fronteggiare. Per far questo occorrono regole condivise, poste in essere, e non rinviate di vertice in vertice”. Un invito dunque a riprendere il filo della comunicazione a partire dalle Nazioni Unite che sono il luogo privilegiato per trovare soluzioni alle crisi attraverso lo strumento del multilateralismo. Il capo dello Stato sollecita quindi una assunzione di leadership da parte di Pechino e nel farlo non nasconde “le differenze di approccio o le differenze di opinione” che però “non possono mai far velo tra amici, se espresse con franchezza e con disponibilità all’ascolto”. E restando in tema di franchezza il Presidente toccato poi l’altro tema foriero di possibili tensioni, quello economico, su cui la Cina esercita ormai una posizione dominante a livello globale: “La Cina è, per l’Italia, il primo partner economico in Asia” ma con “spirito costruttivo” bisogna trovare “un rapporto equilibrato che consenta la rimozione delle barriere che ostacolano l’accesso al mercato cinese di prodotti italiani di eccellenza”. Mentre sul versante finanziario l’Italia è aperta a nuovi investimenti cinesi, “in una logica di trasparenza, concretezza e mutuo vantaggio che stimolino occupazione e generino crescita del valore e delle competenze”. Il tema del flusso commerciale era stato affrontato anche nel colloquio in mattinata con il primo ministro Li Qiang al quale aveva espresso la volontà di ampliare il flusso commerciale, oggi squilibrato dal lato delle importazioni per quanto riguarda l’Italia, auspicando maggiori investimenti rispetto ai 15 miliardi registrati nel 2023.


Dal canto suo l’Italia forte della fiducia acquisita nel rapporto bilaterale vuole “offrire un contributo sostanziale alla tessitura di un legame Cina – Unione Europea sempre più robusto, sostenibile ed egualmente vantaggioso per le parti, nel contesto di un ordine internazionale fondato su regole rispettate. Regole e norme che devono valere per tutti ed essere applicate in buona fede da ogni parte. Ci adoperiamo, quindi – assicura -, affinché il dialogo tra Pechino e le Istituzioni europee, basato sul mutuo rispetto, sulla trasparenza e sulla collaborazione a lungo termine, sia costruttivo”. E questo vale anche per quell’aumento dei dazi deciso da Bruxelles nei confronti delle auto elettriche cinesi: “Nessuno in Europa, men che meno l’Italia, immagina una stagione di protezionismo” scandisce Mattarella. “Un dialogo tra Pechino e l’Unione Europea fluido, responsabile e approfondito anche in ambito politico e strategico – insomma – rappresenterebbe un valore” per affrontare temi che riguardano tutti tra cui c’è anche “la tutela e la promozione della dignità di ogni persona. Ribadire principi che rappresentano un presidio di civiltà, indipendentemente dai contesti politici, economici o culturali, non esprime interferenza nei confronti di alcuno – puntualizza -. È, piuttosto, un invito per comportamenti coerenti con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che impegna l’intera Comunità internazionale”.


L’invito è quindi di recuperare la cultura del dialogo che per secoli ha visto così vicine Italia e Cina: “I nostri Paesi hanno dimostrato di saper superare le sfide più grandi, di poter colmare distanze che ad altri apparivano infinite – conclude -. Dalla grandezza delle civiltà delle nostre origini e dalla loro capacità di interagire e comprendersi dobbiamo trarre ispirazione per una leadership responsabile e all’altezza delle crisi di oggi”.

Governo, La Russa: olio di ricino? Non vale neanche la pena parlarne

Governo, La Russa: olio di ricino? Non vale neanche la pena parlarneMilano, 9 nov. (askanews) – “Di che vogliamo parlare? Di che vogliamo parlare… Non ne vale neanche la pena”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa, intervistato al convegno di FdI-ECR a Milano, rispondendo ad una domanda sul riferimento all’”olio di ricino” fatto da Elly Schlein per replicare a Giorgia Meloni.


La Russa ha poi parlato della “battuta” di Giorgia Meloni sui diritti sindacali e la malattia: “Ci hanno costruito la prima pagina dei giornali, sul fatto che uno dice una battuta, sul fatto che una dice ‘sono costretta a lavorare anche se sono malata’… Una battuta che è diventata un fatto… Ma i diritti ce li hanno tutti i lavoratori, non solo gli operai: hanno i diritti anche i dirigenti e i quadri”.

Ucraina, l’appello di Mattarella a Pechino: Cina si adoperi per porre fine all’aggressione russa

Ucraina, l’appello di Mattarella a Pechino: Cina si adoperi per porre fine all’aggressione russaPechino, 9 nov. (askanews) – La Cina si adoperi per far cessare la “brutale” aggressione russa all’Ucraina. E’ l’appello rivolto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della lectio magistralis all’università Beida di Pechino nel corso della sua visita di Stato in Cina.


“La Cina è uno dei protagonisti fondamentali della vita internazionale – ha detto il capo dello Stato -. Desidero esprimere l’aspettativa che essa faccia uso della sua grande autorevolezza sul proscenio internazionale per ribadire la sua tradizionale posizione a sostegno delle norme di convivenza della comunità internazionale, adoperandosi per porre termine alla brutale aggressione russa all’indipendenza e alla integrità territoriale dell’Ucraina, primo passo per una pace giusta sulla base dei principi della Carta delle Nazioni Unite e delle norme del diritto internazionale, incluse quelle sulla sovranità, indipendenza e integrità territoriale degli Stati”.

35 anni dalla caduta del Muro di Berlino, Meloni: difendere sempre i valori di libertà e democrazia

35 anni dalla caduta del Muro di Berlino, Meloni: difendere sempre i valori di libertà e democraziaBudapest, 9 nov. (askanews) – “Oggi celebriamo il ‘Giorno della libertà’, istituito con la legge n. 61 del 15 aprile 2005 dalla Repubblica italiana. Una giornata per ricordare il crollo del Muro di Berlino, abbattuto il 9 novembre 1989, e con esso la fine del comunismo sovietico e dei regimi del Novecento”. Lo ricorda con un post su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.


Abbiamo “ancora negli occhi – prosegue la premier – le potentissime immagini della folla che preme per aprire i varchi e poi danza sulle macerie di quel simbolo di oppressione che per quasi 30 anni ha diviso la Germania e, di fatto, il mondo intero. Immagini che hanno segnato la storia e che hanno contribuito in maniera determinante a consegnarci una società libera e democratica. Valori che dobbiamo in ogni modo difendere e rivendicare sempre, per noi che abbiamo la fortuna di conoscerli e per tutte le popolazioni oppresse. Viva la libertà. Mai più totalitarismi”, conclude Meloni.

Muro Berlino, Meloni: difendere sempre valori libertà e democrazia

Muro Berlino, Meloni: difendere sempre valori libertà e democraziaBudapest, 9 nov. (askanews) – “Oggi celebriamo il ‘Giorno della libertà’, istituito con la legge n. 61 del 15 aprile 2005 dalla Repubblica italiana. Una giornata per ricordare il crollo del Muro di Berlino, abbattuto il 9 novembre 1989, e con esso la fine del comunismo sovietico e dei regimi del Novecento”. Lo ricorda con un post su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.


Abbiamo “ancora negli occhi – prosegue la premier – le potentissime immagini della folla che preme per aprire i varchi e poi danza sulle macerie di quel simbolo di oppressione che per quasi 30 anni ha diviso la Germania e, di fatto, il mondo intero. Immagini che hanno segnato la storia e che hanno contribuito in maniera determinante a consegnarci una società libera e democratica. Valori che dobbiamo in ogni modo difendere e rivendicare sempre, per noi che abbiamo la fortuna di conoscerli e per tutte le popolazioni oppresse. Viva la libertà. Mai più totalitarismi”, conclude Meloni.

Italia-Cina, Mattarella incontra Li Qiang: riequilibrare import-export

Italia-Cina, Mattarella incontra Li Qiang: riequilibrare import-exportPechino, 9 nov. (askanews) – “E’ un piacere incontrare il primo ministro e sviluppare l’amicizia, la stima e la collaborazione” tra Italia e Cina, rinnovate anche “nel colloquio con il Presidente Xi con il quale abbiamo parlato del rapporto intenso che lega Cina e Italia e della grande considerazione per l’azione del Presidente”. Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al termine dell’incontro con il premier cinese Li Qiang nella sala del Popolo a Pechino, nell’ambito della visita di Stato in Cina.


“Tre mesi fa la visita qui della premier Meloni è il segno della volontà di intensificare il più possibile i già eccellenti rapporti, l’interscambio negli anni dal 2016 al 2022 è raddoppiato da 38 a 74 miliardi ma è ancora al di sotto del potenziale – ha detto Mattarella -, la nostra volontà è quella di ampliare il flusso commerciale e c’è l’esigenza di un equilibrio nei rapporti tra import ed export e sugli investimenti. Abbiamo molto a cuore quelli cinesi in Italia e incoraggiamo quelli italiani in Cina che sono cresciuti velocemente a 15 miliardi nel 2023, auspichiamo crescano anche quelli cinesi in Italia, anche questi sono al di sotto del potenziale, auspichiamo si sviluppi una collaborazione crescente”. Dal canto suo il primo ministro ha sottolineato che “Mattarella è un amico di vecchia data del popolo cinese e uno statista di grande reputazione che da sempre presta attenzione e sostegno alla causa dell’amicizia tra Cina e Italia e ha dato un contributo importante allo sviluppo delle relazioni bilaterali. In tre mesi le due visite istituzionali dimostrano la volontà di approfondire le relazioni, cosa che è stata molto apprezzata dalla Cina”.

Italia-Cina, Mattarella:con Xi Jinping sintonia piena e convergenze

Italia-Cina, Mattarella:con Xi Jinping sintonia piena e convergenzePechino, 9 nov. (askanews) – “C’è piena sintonia e convergenza di vedute con il Presidente Xi Jinping, segno dei buoni rapporti bilaterali tra Cina e Italia e tra Cina e Ue”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine dell’incontro nella sala del Popolo di Pechino con il Presidente dell’assemblea nazionale del Popolo Zhao Leji.


“Questa visita in Cina per me è molto importante, pochi mesi fa è stata qui la premier Meloni, è del tutto inconsueta la presenza ravvicinata dei massimi vertici istituzionali del paese qui e manifesta quanto sia importante per noi sviluppare sempre di più il rapporto di amicizia e collaborazione con la Cina”, ha aggiunto.

Italia-Cina, Mattarella vede Xi Jinping, ribadita amicizia e nuova stagione collaborazione

Italia-Cina, Mattarella vede Xi Jinping, ribadita amicizia e nuova stagione collaborazionePechino, 8 nov. (askanews) – La parola più ricorrente è stata amicizia, insieme a dialogo e collaborazione. Nell’incontro oggi nella sala del popolo di Pechino Sergio Mattarella e il Presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping, hanno usato un linguaggio univoco per ribadire che i rapporti tra i due paesi sono positivi e si rafforzano. Nonostante l’uscita dal memorandum sulla via della Seta, insomma, le relazioni ripartono con nuovo slancio. A partire dal settore culturale, su cui è stata centrata la visita di Stato del Presidente della Repubblica, con la chiusura del forum culturale Italia-Cina e la firma di dieci accordi e memorandum che spaziano dalla cooperazione cinematografica alla concorrenza.


I legami tra i due popoli sono antichi e solidi dice Mattarella e Xi Jinping gli risponde definendolo “un vecchio amico del popolo cinese e un mio buon amico” con cui “lavorare insieme per costruire un mondo migliore di armonia e convivenza, superando i conflitti e attraverso la cooperazione”. Dialogare, “porsi gli uni di fronte agli altri è un metodo fecondo – ha detto Mattarella -, porta alla costruzione di un patrimonio comune. E’ un atteggiamento, che spinge a evadere tentazioni di anacronistici ritorni a un mondo di blocchi contrapposti”. “Gli italiani, membri fondatori dell’Unione Europea, sono sostenitori dell’importanza dei fenomeni aggregativi tra Paesi che condividono interessi o sensibilità – ha aggiunto il capo dello Stato -. Ma non contrapposti ad altri”. Nel tete a tete Mattarella ha invitato il presidente cinese è a fare in modo che “lo spazio continui a rimanere luogo di collaborazione tra le nazioni e non luogo di scontro”. L’auspicio del capo dello Stato è per un mercato mondiale più libero senza barriere in cui aumenti la collaborazione commerciale. Il tema posto dall’Italia al colosso cinese infatti è anche di tipo commerciale, anche se i due capi di Stato non hanno fatto un riferimento esplicito. A livello di governo il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha esplicitato le preoccupazioni per il nostro export e per il settore dell’auto. “Io ho detto al ministro degli Esteri cinese che noi siamo per trovare un accordo con l’organizzazione mondiale del commercio per dialogo e reciprocità. Si deve discutere. La posizione dell’Ue è stata oggettiva – ha spiegato Tajani a proposito della decisione dell’Ue di aumentare i dazi alle auto elettriche cinesi – ma mi auguro che si possa trovate un accordo. Noi siamo in spirito di amicizia ma siamo un Paese industriale dove il settore auto è fondamentale e prezzi troppo bassi di auto prodotte all’estero rischiano di non rendere competitiva la qualità italiana. La nostra idea è che si debba dialogare e che si trovi un accordo basato sul principio della reciprocità”.


Per ora si riparte dunque dal dialogo “sui settori tradizionali e al contempo – ha detto ancora il capo dello Stato – ci si propone di ampliare la collaborazione in nuovi ambiti. Penso, ad esempio, all’impatto della dimensione digitale sulla fruizione del patrimonio artistico. Nuove frontiere del bello diventano accessibili anche da remoto o con modalità immersive. Nuove opportunità e orizzonti, quindi, ma anche nuove sfide, come quelle della verifica e certificazione delle fonti. Il nostro rapporto bilaterale si articola in una vastissima gamma di temi e settori di comune interesse”. I due presidenti condividono anche la preoccupazione per lo scenario globale e Pechino può giocare un ruolo di primo piano sul versante russo-ucraino. “Attualmente il nostro mondo vive cambiamenti mai visti da un secolo a questa parte – ha ammesso Xi Jinping -. La Cina e l’Italia, essendo due grandi civiltà, con la loro tradizione di apertura, tolleranza, tenacia e inclusività possono incentivare la comunità internazionale per superare le divergenze con il dialogo, e i conflitti con la convivenza armoniosa”.


“Conoscete, vivendolo quotidianamente, il ruolo fondamentale del dialogo interculturale – ha reso atto Mattarella al suo interlocutore – per la creazione di solidi e duraturi rapporti non soltanto tra gli Stati, ma anche, e soprattutto, tra i popoli. La cultura accresce la dignità delle persone. Non è una aspirazione ingenua – osserva -. Non è uno scambio che ignori le differenze ma queste non devono ostacolare al confronto. Solo così si può costruire un patrimonio comune”. Occorre sempre preservare un’interlocuzione costruttiva con gli altri, per quanto lontani o diversi, senza alzare ingiustificati steccati. E’ il senso del multilateralismo, fondato su regole certe, condivise e per tutti vincolanti. Occorrono buona fede e buona volontà e l’adesione convinta a norme fondamentali di convivenza. Ad esempio, la norma che vieta l’uso – e anche la sola minaccia – della forza nei rapporti tra gli Stati”. “L’amicizia si nutre di conoscenza reciproca, di ascolto, di dialogo e di comprensione. Il mio auspicio è quindi che il continuo, operoso, lavoro di costruzione di ponti culturali tra i nostri popoli contribuisca a far crescere l’amicizia tra di noi, fondamento della convivenza costruttiva e impulso a un comune lavoro di conciliazione di fronte alle sfide globali”, ha concluso Mattarella.

Scontri Amsterdam, Meloni: spaventoso dilagare antisemitismo

Scontri Amsterdam, Meloni: spaventoso dilagare antisemitismoBudapest, 8 nov. (askanews) – A margine del Consiglio Europeo informale di Budapest, la presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, ha espresso al primo ministro olandese Dick Schoof profonda preoccupazione per l’aggressione subita dai tifosi israeliani ad Amsterdam. Lo fa sapere Palazzo Chigi in una nota.


“L’antisemitismo dilagante è inaccettabile e spaventoso ed è nostro dovere garantire piena sicurezza ai cittadini di religione ebraica”, ha dichiarato Meloni.

Ue, prima decidere cosa fare o prima trovare le risorse? E’ il dilemma che divide Draghi e Meloni

Ue, prima decidere cosa fare o prima trovare le risorse? E’ il dilemma che divide Draghi e MeloniBudapest, 8 nov. (askanews) – La priorità è trovare prima le risorse o decidere prima cosa farne? E’ su quale delle due strade prendere per rafforzare l’Unione europea che sembrano dividersi l’ex presidente della Bce ed ex premier Mario Draghi e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.


Stamane, arrivando al vertice europeo informale di Budapest, l’ex premier, incaricato di redigere un rapporto sulle ricette per rafforzare la competitività Ue, tema del summit ungherese, sembra avere pochi dubbi. Parlando ad esempio della possibilità per l’Italia di riuscire a coniugare l’aumento della spesa per la difesa al 2% del Pil con il rispetto del Patto di stabilità, Draghi ha detto che “è possibile, bisognerà prendere tutta una serie di decisioni” ma in un certo senso “è inutile dire se è possibile sì o no, oggi bisogna decidere cosa fare perché questa è la nuova situazione, i soldi poi si trovano”. Quindi, parafrasando l’ex numero uno Bce, prima bisogna decidere cosa fare, poi si troveranno le risorse. Concetto ribadito poi da Draghi rispondendo a una domanda sulla necessità di fare debito comune europeo. “Non è indispensabile investire in fondi comuni” di debito. “O meglio: sì, è indispensabile ma non è la prima cosa, quello che il rapporto sulla competitività da me redatto dice è che ci sono moltissime altre decisioni che si possono prendere senza affrontare immediatamente il problema del finanziamento pubblico comune”.


In ogni caso, ha concluso l’ex governatore di Bankitalia, con l’avvento della presidenza Trump “ci sono grandi cambiamenti in vista” nelle relazioni tra Ue ed Usa “e credo che una cosa che l’Europa non può più fare è posporre le decisioni. Come avete visto in questi anni si sono posposte tante decisioni importanti perché aspettavamo il consenso, ma poi il consenso non è venuto e abbiamo avuto solo uno sviluppo più basso, una crescita minore, e oggi una stagnazione. Quindi a questo punto – ha sottolineato Draghi -, mi auguro che ritroveremo uno spirito unitario con cui riusciremo a trovare il meglio da questi grandi cambiamenti. Andando in ordine sparso non si va da nessuna parte” perché, ha concluso, “siamo troppo piccoli”. Per la presidente del Consiglio Meloni, invece, bisogna prima individuare le risorse perché si sa già cosa bisognerebbe fare. “Sono convinta – ha detto Meloni arrivando al vertice – che l’Europa e l’Italia debbano investire di più nella propria indipendenza, nella propria autonomia e quindi investire di più ad esempio nel settore della difesa. Chiaramente servono gli strumenti per poterlo fare, questo è un grande dibattito che riguarda il Patto di stabilità che l’Italia ha posto. Nel nuovo patto di stabilità ci sono delle aperture – ha ammesso Meloni – ma secondo me va fatto molto di più e quindi penso che questo sia un altro di quei dibattiti che bisognerà prima o poi riaprire perché al di là della volontà c’è poi quello che si può fare e le risorse vanno pur individuate in qualche modo”.


“L’unica cosa che non sono disposta a fare – ha continuato la premier – è prendermela con i cittadini e i lavoratori italiani. Noi spendiamo le risorse” che abbiamo “su priorità reali, non gettiamo i soldi dalla finestra e quindi vanno trovate nuove risorse per scelte che sono strategiche, che io condivido, ma bisogna anche dire come si fa ad aiutare gli Stati membri a trovare quelle risorse”. Oggi per l’Europa, ha continuato Meloni, “ci sono molte sfide” ma “più o meno sappiamo cosa dobbiamo fare. La domanda è se vogliamo dare gli strumenti agli Stati membri” per poterle affrontare “e la questione delle risorse è la questione che va affrontata. Questo è il vero dibattito, non so se stamani si arriverà a soluzioni concrete, ma è l’elemento centrale su cui intendo concentrarmi”.


Un dilemma, quello della priorità sulle scelte o sulle risorse, emerso anche ieri dall’audizione al Parlamento europeo di conferma, come prossimo commissario Ue designato agli Affari economici e alla Produttività, dell’attuale vicepresidente esecutivo della Commissione Ue uscente, Valdis Dombrovskis. “Penso – aveva osservato Dombrovskis – che la questione principale non sia tanto il ‘come’ finanziare gli investimenti” per le nostre priorità. “Prima di tutto bisogna determinare le priorità, concordare quali sono le esigenze di finanziamento, per che cosa e di quanto abbiamo bisogno, e successivamente decidere sulle modalità di finanziamento. Con nuove ‘risorse proprie’? Con contributi degli Stati membri? Con un prestito comune? Ma il primo punto importante – aveva insistito – è decidere cosa vogliamo finanziare, e se ci mettiamo d’accordo su questo, per quali importi. A quel punto possiamo discutere su come esattamente finanziarli. E penso che nessuna opzione sia esclusa”, aveva concluso Dombrovskis contraddicendo – tra l’altro – la netta chiusura sul debito comune europeo espressa la settimana scorsa dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.