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Tajani riunisce Fi e avvisa Salvini: non accetteremo derive anti-Ue

Tajani riunisce Fi e avvisa Salvini: non accetteremo derive anti-UeRoma, 5 apr. (askanews) – Un europeismo certo di antica data, ma rivendicato con orgoglio forse nuovo e più determinato. Sui rapporti dell’Italia con l’Unione europea, messi continuamente alla prova dall’alleato leghista al governo, Antonio Tajani, vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia, non ha mai abbandonato i toni pacati che da sempre caratterizzano il suo discorso politico ma oggi, al Consiglio nazionale del partito, è apparso tutt’altro che conciliante.


“Sia chiaro – ha scandito appena arrivato al Palazzo dei Congressi – che noi difendiamo l’Europa e continueremo a difenderla, l’Europa è la nostra casa e io non farei mai parte di un governo antieuropeo, questo dev’essere chiaro. Per fortuna mi pare che il presidente del Consiglio Meloni abbia fatto sempre scelte a difesa dell’Ue” perché “noi non accetteremmo mai derive antieuropeiste. L’Italia è un Paese fondatore dell’Europa, non intendiamo rinnegare la nostra storia”. Sullo sfondo, c’è il nuovo capitolo dell’eterna contrapposizione con il Carroccio e il suo leader Matteo Salvini in tema di Unione europea: vari esponenti leghisti da giorni invocano la necessità di una trattativa bilaterale Italia-Stati Uniti, escludendo la Ue, per ridurre al minimo i dazi messi in campo dal presidente Donald Trump. Lo ripete Salvini in apertura del congresso della Lega a Firenze, qualche ora dopo l’intervento del leader di Fi. “Io non faccio polemiche con nessuno – premette Tajani -, dico che è competente soltanto la Commissione Ue a trattare con gli Stati Uniti in materia commerciale perché la competenza della Commissione europea è esclusiva, quindi non tocca a noi trattare, noi possiamo fare nessun altro tipo di trattative. Un conto è una trattativa per un piano di export, ma la trattativa normativa sui dazi la fa soltanto la Commissione europea, questi sono i trattati. Sono le regole, non le ho scritte io, ma quando si parla bisogna ben conoscere le regole e sapere qual è il diritto”. Come singoli Paesi europei, ha proseguito Tajani, “siamo deboli, per questo insisto sull’unità. Farci dividere, fare trattative individuali” con gli Usa “non significa fare il bene delle nostre imprese, significa indebolire il potere contrattuale delle nostre imprese e indebolirle”.


Un concetto condiviso e ribadito dal presidente del Partito popolare europeo, Manfred Weber, ospite d’onore dell’evento. “Per quanto riguarda i rapporti con gli Stati Uniti – ha detto Weber -, soltanto un’Europa unita può opporsi ai dazi di Trump, bisogna discuterci e concludere un accordo basato su un commercio equo, e non sulla paura del commercio”. Una posizione nettissima quella di Tajani, che nelle pieghe della sua lunga relazione ha lanciato stilettate meno esplicite all’alleato di governo, la Lega. Per esempio sul Mes: “Oggi c’è chi dice che bisogna fare di più per la spesa sanitaria” anziché spendere dei soldi per la sicurezza dell’Unione “ma era contrario al Mes. Noi dicevamo che il Mes bisognava prenderlo quando serviva perché poteva essere utile per tutelare la nostra salute”. Oppure, quando a proposito dell’export, ha ricordato che “grazie al mercato europeo noi esportiamo beni per oltre 200 miliardi ogni anno. Non dobbiamo mai dimenticarlo perché tutti quelli che parlano contro l’Europa non portano mai una prova per dire l’Europa fa danni all’Italia”. E ancora: “con l’iniziativa di oggi vogliamo dare un segnale politico forte agli ‘sfascisti’ e ai ‘pacifinti’ che manifestano non lontano da noi?”. Certo, il riferimento esplicito era al M5s, che si preparava a sfilare contro il riarmo per le strade di Roma. Ma l’aggettivo “sfascista” ha ricordato molto la bordata di Tajani di qualche giorno fa e che tutti avevano interpretato come rivolta contro Salvini: “Noi in Europa – aveva detto il leader di Forza Italia – dobbiamo costruire, non abbiamo bisogno di sfasciacarrozze”.

Governo, Molinari: congresso Lega chieda che Salvini torni a Viminale

Governo, Molinari: congresso Lega chieda che Salvini torni a ViminaleFirenze, 5 apr. (askanews) – “Il congresso deve chiedere a Matteo Salvini il sacrificio di tornare al Viminale”. Lo ha detto il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari, dal palco del congresso di Firenze. “Uscito indenne dal processo di Palermo, Matteo Salvini è il miglior garante della sicurezza del Paese, l’unico che può darci un Paese più sicuro. Matteo pensaci – dice rivolto al segretario leghista e vice premier, seduto in prima fila in platea – perchè credo che qui saranno tutti quanti d’accordo”.

Dazi, Salvini: trattare con Usa e azzerare politiche suicide Ue

Dazi, Salvini: trattare con Usa e azzerare politiche suicide UeFirenze, 5 apr. (askanews) – “Queste ore dimostrano che c’è bisogno di studiare, capire, agire, in base a un obiettivo non a breve ma a medio e lungo termine. Con gli amici americani nel nome della qualità, dell’eccellenza, non competiamo sfruttando i bambini in fabbrica, ci deve essere la trattativa, sarà complessa e delicata ma è meglio negoziare che guerreggiare. Ma intanto si possono cambiare le politiche suicide del Green deal: la sbornia elettrica, i danni fatti all’automotive e agli agricoltori”. Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, aprendo il congresso del partito a Firenze.

M5S, Conte: non vogliamo riarmo, follia Europa in economia guerra

M5S, Conte: non vogliamo riarmo, follia Europa in economia guerraRoma, 5 apr. (askanews) – “Da questa piazza parte un messaggio forte e chiaro: non vogliamo un piano di riarmo che butti 800 miliardi e porti l’Europa in una economia di guerra”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando con i cronisti alla partenza della manifestazione contro il riarmo.


“Vogliamo costruire – ha aggiunto l’ex premier – un percorso di pace e avere un’Europa che dia priorità alla sanità. Milioni di cittadini rinunciano a comprare farmaci e rinunciano alle cure; abbiamo bisogno di investire sul lavoro e abbiamo i salari più poveri d’Europa. Il futuro dei giovani non può essere nelle forze armate. No a questa follia peraltro senza un briciolo di difesa comune europea”, ha concluso.

M5S, Conte: opposizioni in piazza, piantiamo pilastro alternativa governo

M5S, Conte: opposizioni in piazza, piantiamo pilastro alternativa governoRoma, 5 apr. (askanews) – “Questa è stata una piazza che abbiamo messo a disposizione di tutti e sono contento che le forze principali di opposizione siano qui rappresentate. Stiamo piantando un pilastro molto solido, fermo, per costruire una alternativa di governo”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando con i cronisti alla partenza della manifestazione contro il riarmo.


“Perché – ha spiegato – avere un governo che ha svenduto il paese ai bisogni della Germania, tra l’altro con un progetto che disgregherà l’Europa creando ancora più divari e diseguaglianze anziché rafforzare il progetto comune vuol dire che è un governo che ha ulteriormente fallito. Il governo ha addirittura dichiarato che va rivisto il patto di stabilità, lo abbiamo detto in tutti i modi che quel patto di stabilità ci costringeva a tagliare 13 miliardi e lei solo adesso si rende conto dell’errore. Un fallimento che Meloni si porterà dietro per tutta la sua vita politica”, ha concluso Conte.

M5S, al via raduno contro riarmo. Conte chiama in piazza “popolo pace”

M5S, al via raduno contro riarmo. Conte chiama in piazza “popolo pace”Roma, 5 apr. (askanews) – Bandiere del Movimento 5 stelle, bandiere della pace, qualche sparuta bandiera rossa, kefie palestinesi, ma anche cartelli e striscioni contro il riarmo, a difesa dell’Onu e per chiedere investimenti in istruzione e sanità: sono queste le presenze che iniziano a popolare piazza Vittorio Emanuele II a Roma. Da qui partirà a breve il corteo verso i Fori Imperiali contro le scelte della Commissione europea e del governo italiano in materia di politica internazionale e di investimenti per le spese militari.


È duplice la sfida lanciata dal leader stellato Giuseppe Conte, con la convocazione “solitaria”, in origine, della manifestazione. Da un lato l’obiettivo è dimostrare che dopo aver toccato il fondo nelle urne europee del 2024, quando per la prima volta le sue liste sono scese sotto il 10 per cento in una consultazione elettorale nazionale, il Movimento è vivo e vegeto ed è in grado di trascinare in piazza qualche migliaio di attivisti e simpatizzanti (e le folte avanguardie già in piazza sembrano dimostrare la tenuta dell’organizzazione a 5 stelle); dall’altro che sollevare le bandiere della pace consente agli ex “grillini” ormai liberatisi della presenza ingombrante del fondatore Beppe Grillo di fare da punto di riferimento per un campo più ampio, quello appunto dei pacifisti di area cattolica o di sinistra radicale. Un biglietto da visita importante in vista di qualsiasi negoziato con le altre forze di centrosinistra per alleanze a livello locale, regionale o – in prospettiva – nazionale. Tra gli ospiti politici attesi in piazza e sul palco ci sono i soci fondatori di Alleanza Verdi Sinistra, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, ma anche Maurizio Acerbo, attuale segretario di Rifondazione comunista. Annunciata al corteo anche una delegazione del Partito democratico guidata dal capogruppo al Senato Francesco Boccia e composta da parlamentari e componenti della segreteria nazionale. Tra gli speaker che avranno spazio ai Fori imperiali attivisti, giornalisti e intellettuali non solo strettamente “di area” (come Marco Travaglio, Tomaso Montanari, Barbara Spinelli) ma provenienti dal mondo pacifista e cattolico come Alex Zanotelli e Flavio Lotti, dall’arcipelago ambientalista come Giuseppe Onufrio di Greenpeace, dall’Anpi con il suo presidente Gianfranco Pagliarulo, o dal mondo della cultura e della tv come lo storico Alessandro Barbero o il divulgatore scientifico Mario Tozzi. E ancora: previsti interventi dell’economista Jeffrey Sachs e dell’eurodeputato belga del Partito del Lavoro Marc Botenga.

Quirinale, Mattarella nomina 29 giovani Alfieri della Repubblica

Quirinale, Mattarella nomina 29 giovani Alfieri della RepubblicaRoma, 5 apr. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha conferito 29 attestati d’onore di ‘Alfiere della Repubblica’ a giovani che, nel 2024, si sono distinti nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato oppure hanno compiuto atti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. Lo riferisce un comunicato del Quirinale.


Accanto ai riconoscimenti per comportamenti individuali, il presidente Mattarella ha assegnato anche 4 targhe per premiare azioni collettive di giovani e giovanissimi, anch’esse espressione dei valori di solidarietà, inclusione e accoglienza. ‘Nuove vie per la solidarietà’, è il tema che ha ispirato la scelta dei giovani insigniti dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, con gli attestati d’onore di ‘Alfiere della Repubblica’. Negli ultimi anni – si precisa in un comunicato del Quirinale – l’idea di solidarietà si è evoluta integrando nuove tecnologie, approcci sostenibili e un maggior coinvolgimento delle comunità. E i giovani, in particolare, sono oggi protagonisti di una solidarietà moderna che riflette uno spirito dinamico, creativo e tecnologico. Una solidarietà che è sempre più accessibile, inclusiva e adattata alle sfide del mondo contemporaneo.


Tra le storie narrate vi si trovano quelle di ragazze e ragazzi che hanno deciso di impiegare le proprie abilità scientifiche e tecnologiche per affrontare importanti sfide sociali e ambientali al fine di migliorare la qualità di vita di tante persone; gli esempi di adolescenti che utilizzano la scrittura come strumento di cambiamento sociale, per affrontare temi rilevanti e sensibilizzare i coetanei sull’importanza della cultura nella costruzione di una società più consapevole e aperta; la testimonianza di giovani attivi nel valore universale dello sport, potente strumento che consente di superare qualsiasi barriera fisica, culturale, sociale o economica.

Difesa Ue, Weber (Ppe): se vogliamo la pace prepariamoci alla guerra

Difesa Ue, Weber (Ppe): se vogliamo la pace prepariamoci alla guerraRoma, 5 apr. (askanews) – “Se vogliamo mantenere la pace, dobbiamo rafforzarci, il miglior modo per creare la pace è prepararsi alla guerra, essere preparati per difendere noi stessi. Noi abbiamo un forte esercito italiano e abbiamo una forte industria italiana della difesa che possono beneficiare moltissimo degli investimenti” che si stanno profilando. Lo ha detto il presidente del Partito popolare europeo, Manfred Weber, a margine del Consiglio nazionale di Forza Italia, in corso al Palazzo dei congressi.

Dazi, Tajani: il primo obiettivo è ridurre al 10% quelli Usa

Dazi, Tajani: il primo obiettivo è ridurre al 10% quelli UsaRoma, 5 apr. (askanews) – “Noi non siamo per la guerra commerciale. Se poi diventa indispensabile intervenire e dare un segnale politico, allora quello lo si potrà dare, ma non in un’ottica di escalation. Il primo obiettivo potrebbe essere la riduzione dal 20 al 10% dei dazi americani per poi arrivare a dazi zero-dazi zero”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma per il Consiglio nazionale del partito, a una domanda su come affrontare i dazi imposti dagli Usa all’Unione europea.

Governo, Tajani: non farei mai parte di esecutivo anti-Ue

Governo, Tajani: non farei mai parte di esecutivo anti-UeRoma, 5 apr. (askanews) – “Sia chiaro che noi difendiamo l’Europa, continueremo a difenderla, l’Europa è la nostra casa, io non farei mai parte di un governo antieuropeo quindi questo deve essere chiaro, per fortuna mi pare che il presidente del consiglio Meloni abbia fatto sempre scelte a difesa dell’Unione europea”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma dove a breve prenderà il via il Consiglio nazionale del partito, a una domanda sull’atteggiamento della Lega, spesso ostile all’Unione europea.