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Ue, Fratoianni in aula: piano Ursula Bomber Leyen è suicidio Unione

Ue, Fratoianni in aula: piano Ursula Bomber Leyen è suicidio UnioneRoma, 19 mar. (askanews) – “L’Europa si suicida con il piano” di riarmo proposto da “Ursula Bomber Leyen da 800 miliardi di euro”. Lo ha affermato il deputato di Avs Nicola Fratoianni, storpiando il nome della presidente della Commissione Ue, nel corso del dibattito in aula sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue del 20 e 21 marzo. “Le è piaciuta” la battuta, “ho visto, e forse è anche d’accordo, so che non lo può dire, ma lo dica se vuole”, ha aggiunto Fratoianni rivolgendosi alla premier Meloni, presente in aula.


“800 miliardi di euro – ha continuato Fratoianni – per aumentare la spesa in armamenti nazionale. Di questo si tratta. Lasciamo stare la discussione. Siamo tutti per la difesa comune. Noi ce l’abbiamo nel programma, siamo anche per l’esercito comune. Ma non è questa la discussione”, perché nel piano “c’è qualche timida raccomandazione a fare qualche acquisto insieme, ma per il resto nulla. Non è un caso che Trump, Putin e le destre nazionaliste populiste odiano l’Europa, la odiano perché l’Europa è il continente delle libertà ma è anche quello che ha fondato la sua coesione su un welfare inclusivo, sui diritti del lavoro, sui salari, sulle pensioni, sul diritto alla salute per tutti. Quegli 800 miliardi, checché ne dica lei o il ministro Giorgetti, saranno soldi tolti ad altri investimenti”, ha concluso il leader di SI.

Meloni alla Camera per il dibattito sul Consiglio Ue, assenti i ministri leghisti. Pd: governo lacerato

Meloni alla Camera per il dibattito sul Consiglio Ue, assenti i ministri leghisti. Pd: governo laceratoRoma, 19 mar. (askanews) – In aula alla Camera la discussione generale sulle comunicazioni rese ieri dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del consiglio europeo di domani e dopodomani. La premier è presente. Gli iscritti a parlare sono 18, il dibattito andrà avanti per due ore quindi ci sarà la replica di Meloni e a seguire le dichiarazioni di voto sulle risoluzioni (90 minuti circa) e il voto. A differenza di quanto avvenuto in Senato, dove l’approvazione della risoluzione di maggioranza ha precluso il voto sulle altre, l’assemblea di Montecitorio voterà su tutti i documenti presentati.


Sono presenti anche diversi ministri in aula alla Camera tra i banchi del governo insieme alla premier Giorgia Meloni. Ad ascoltare il dibattito sulle comunicazioni rese ieri dalla presidente del Consiglio in vista del consiglio Ue di domani e dopodomani, ci sono il ministro della Difesa, Guido Crosetto, il ministro per gli Affari Europei, Tommaso Foti, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, il ministro dell’ambiente Pichetto Fratin. In apertura di seduta è stato presente anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Assenti i ministri leghisti. Il Pd ha subito sottolineato le divisioni in maggioranza: “Potete star sicuri presidente Meloni che in quest’aula continueremo a far parlare la realtà invece delle vostre favolette…. il suo governo è diviso, anzi lacerato sulla politica estera”, ha detto la deputata del Pd Anna Ascani, prendendo la parola nell’aula della Camera per la discussione sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni sul Consiglio Ue. “Il vice premier Salvini anche lui assente oggi ha pronunciato lo slogan ‘meno europa più libertà… Capiamo il desiderio di Meloni di evitare di mettere in piazza le differenze all’interno del governo” ma “prenda posizione, ritrovi il coraggio che aveva, invece di vederla ora alternare silenzi e mezze parole nei consessi internazionali”, ha concluso Ascani.


“Consegnare una cambiale in bianco a Commissione europea che ha dimostrato la sua incapacità non andava per noi, la Lega è quell’anima scomoda che dice quando le cose non vanno, avendone consapevolezza. Presidente Meloni dobbiamo essere consapevoli del nostro ruolo di ponte tra Europa e Stati Uniti”, ha detto, prendendo la parola nell’aula della Camera per la discussione sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni sul Consiglio Ue, il deputato della Lega Stefano Candiani. “Non siamo noi a mettere in crisi l’Europa ma è l’Ue che si mette in crisi per i suoi attori” ha aggiunto Candiani ribadendo che “indicare i problemi significa essere più europeisti di quelli che poi prendono i fondi da Soros”. “Abbiamo – ha infine sottolineato Candiani – una sola risoluzione di maggioranza convidisa e l’opposizione ne ha cinque tutte diverse, quindi respingiamo la narrazione delle divisioni nella maggioranza e anche quella delle assenze e delle presenze”.

Naufragio migranti a Lampedusa:40 dispersi, 6 morti, 10 salvati

Naufragio migranti a Lampedusa:40 dispersi, 6 morti, 10 salvatiRoma, 19 mar. (askanews) – “Un altro drammatico naufragio si è verificato ieri 18 marzo a 18 miglia nautiche da Lampedusa. Secondo fonti di organizzazioni non governative, dieci sopravvissuti sarebbero stati tratti in salvo e sbarcati sull’isola dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza. Dopo l’allaerme Frontex sono state tratte in salvo 10 persone, mentre 6 corpi esamini sono stati tratti dalle onde, purtroppo all’appello mancano 40 persone, perché i superstitti dicono che sulla barca c’erano 56 persone”.


Questo evento grave e drammatico ci deve fare riflettere anche sul silenzio mediatico che ormai circonda i naufragi nel Mediterraneo, infatti a darne per primi l’annucio sono stati volontari che ogni giorno operano per salvare vite umane in mare”. Lo riferisce l’associazione Don Bosco 2000 “Ancora una volta – afferma l’associazione no profit- il Mediterraneo si trasforma in una tomba silenziosa per decine di persone in cerca di salvezza. Ci indigniamo di fronte all’indifferenza con cui questi eventi vengono trattati, come se le vite umane perse in mare non avessero più rilevanza. I migranti stanno scomparendo non solo nelle acque del Mediterraneo, ma anche dalla narrazione pubblica e dall’attenzione dei media. Chiediamo trasparenza, informazione e un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni. Ogni vita conta e ogni naufragio è un fallimento collettivo dell’Europa.” E per tantop “Don Bosco 2000 rinnova l’appello per un’azione immediata e strutturata a livello europeo per prevenire queste tragedie, garantire soccorsi tempestivi e fornire canali sicuri di migrazione per chi fugge da guerre, persecuzioni e miseria”.

Il messaggio di Mattarella a Papa Francesco: grazie per il servizio costante a tutta l’umanità

Il messaggio di Mattarella a Papa Francesco: grazie per il servizio costante a tutta l’umanitàRoma, 19 mar. (askanews) – “Santità, è con sentimenti di particolare, affettuosa vicinanza che mi dirigo a Lei per porgerLe i migliori auguri nella lieta ricorrenza del solenne inizio del Pontificato. Insieme a me, il popolo italiano Le è riconoscente per questi dodici anni nei quali ha offerto la più autentica testimonianza dei valori evangelici, in un servizio costante non soltanto alla Chiesa cattolica ma all’Umanità tutta”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in un messaggio inviato a sua santità Papa Francesco.


“Di questo afflato – sottolinea Mattarella – la lettera enciclica Dilexit nos offre un esempio luminoso, con l’invito a ogni donna e ogni uomo e di buona volontà a varcare i confini del personale tornaconto e a riconoscersi legati agli altri da quel vincolo di umana fratellanza che prescinde da considerazioni di prossimità geografica o di affinità culturale”. “Mentre al livello internazionale
sembrano affievolirsi le ragioni del Diritto e di una corretta articolazione della convivenza tra gli Stati, la Sua voce è e resta più che mai necessaria”, sottolinea il presidente della Repubblica nel messaggio inviato al Papa. “Desidero richiamare gli spunti inediti di riflessione che il Suo alto Magistero ha posto al centro del dibattito in seno a importanti consessi multilaterali: alla Conferenza delle parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, al Vertice G7 presieduto dall`Italia, al G20, Vostra Santità ha portato un vibrante richiamo alla riscoperta della speranza, all`accantonamento di logiche di forza e di prevaricazione, a quelle istanze di rinnovamento dischiuse da un uso etico delle nuove tecnologie” ha ricordato Mattarella nel suo messaggio a Papa Francesco.  “L`apertura della Porta Santa presso il carcere romano di Rebibbia all`inizio dell`anno giubilare, nonché la decisione di innalzare nei prossimi mesi agli onori degli altari Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati – figure molto amate, anche dalle giovani generazioni – ispirano nei miei concittadini viva gratitudine nei confronti del Vescovo di Roma, di cui tutti avvertiamo la particolare sollecitudine per l`Italia – ha concluso -. In questo spirito, Padre Santo, Le rinnovo sinceri auguri di ogni benessere nella prosecuzione del Pontificato cui aggiungo quelli – vieppiù sentiti – di pronto ristabilimento”.(foto archivio)


 

Mattarella a Papa Francesco: grazie per servizio costante a Chiesa ma a tutta l’ umanità

Mattarella a Papa Francesco: grazie per servizio costante a Chiesa ma a tutta l’ umanitàRoma, 19 mar. (askanews) – “Santità, è con sentimenti di particolare, affettuosa vicinanza che mi dirigo a Lei per porgerLe i migliori auguri nella lieta ricorrenza del solenne inizio del Pontificato. Insieme a me, il popolo italiano Le è riconoscente per questi dodici anni nei quali ha offerto la più autentica testimonianza dei valori evangelici, in un servizio costante non soltanto alla Chiesa cattolica ma all’Umanità tutta”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in un messaggio inviato a sua santità Papa Francesco.


“Di questo afflato la lettera enciclica Dilexit nos offre un esempio luminoso, con l’invito a ogni donna e ogni uomo e di buona volontà a varcare i confini del personale tornaconto e a riconoscersi legati agli altri da quel vincolo di umana fratellanza che prescinde da considerazioni di prossimità geografica o di affinità culturale”.

Ue, al via discussione Camera su comunicazioni Meloni, premier in aula

Ue, al via discussione Camera su comunicazioni Meloni, premier in aulaRoma, 19 mar. (askanews) – E’ iniziata in aula alla Camera la discussione generale sulle comunicazioni rese ieri dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del consiglio europeo di domani e dopodomani. La premier è in aula. Gli iscritti a parlare sono 18, il dibattito andrà avanti per due ore quindi ci sarà la replica di Meloni e a seguire le dichiarazioni di voto sulle risoluzioni (90 minuti circa) e il voto. A differenza di quanto avvenuto in Senato, dove l’approvazione della risoluzione di maggioranza ha precluso il voto sulle altre, l’assemblea di Montecitorio voterà su tutti i documenti presentati.

Crosetto: assurda richiesta di Putin di fermare gli aiuti all’Ucraina mentre la bombarda

Crosetto: assurda richiesta di Putin di fermare gli aiuti all’Ucraina mentre la bombardaRoma, 19 mar. (askanews) – Dopo la telefonata tra Putin e Trump “c’è un po’ più di acqua nel bicchiere rispetto al giorno precedente. Accontentiamoci di questo. Il punto di arrivo è il bicchiere pieno, questo è un piccolissimo passo avanti”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervistato a Mattino 5 su Canale 5. “Almeno le infrastrutture energetiche – ha aggiunto il ministro – non dovrebbero più colpirle, anche se nella notte le hanno colpite. Ma noi dovremmo arrivare al giorno in cui non cadrà più una bomba in nessuna parte dell’Ucraina, anche in quelle civili, non solo quelle energetiche”.


Ma – sottolinea il ministro – “smettere di aiutare l’Ucraina finche lui (Putin ndr) non smette di bombardarla mi pare una richiesta assurda in questo momento. Il giorno in cui lui smette di bombardare può chiedere anche che dall’altra parte si smetta di aiutare l’Ucraina e si inizi a ricostruirla”. Riguardo gli esiti del colloqui di ieri fra Putin e Trump, ha detto Crosetto, “Giudico i fatti – ha detto il ministro – Dai frutti lo riconosceremo. Se ci sarà la tregua, se smetterà di attaccare allora saremo tutti contenti”.

Meloni sostiene Trump su Ucraina. E no a rappresaglie su dazi. “Manovra esclusa”

Meloni sostiene Trump su Ucraina. E no a rappresaglie su dazi. “Manovra esclusa”Roma, 18 mar. (askanews) – Sostegno agli “sforzi” di Donald Trump per una soluzione del conflitto in Ucraina; no a “rappresaglie” o reazioni “di istinto” sui dazi; sì a un aumento delle spese in difesa, ma senza “distogliere un solo euro dai fondi della coesione”. Queste le posizioni esposte nell’Aula del Senato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che esclude anche una “manovra correttiva”, che non è nei “radar” dell’esecutivo.


La premier tiene le sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 marzo proprio mentre è in corso la lunga telefonata tra il presidente americano e Vladimir Putin. Conferma il suo appoggio all’iniziativa del tycoon e allo stesso tempo ribadisce che “il sostegno al popolo ucraino non è mai stato in discussione”, una posizione comune, ha assicurato, a tutta la coalizione. Però l’invio di truppe “non è mai stato all’ordine del giorno” e la proposta di Gran Bretagna e Francia è “molto complessa, rischiosa e poco efficace” perchè è “ingenuo” se non “folle” pensare di fare a meno della Nato. E chi “ripete ossessivamente che l’Italia dovrebbe scegliere tra Europa e Usa, lo fa strumentalmente per ragioni di polemica domestica o perché non si è accorto che la campagna elettorale americana è finita”. Piuttosto, questo sì per Meloni, l’Europa deve attrezzarsi per costruire il secondo “pilastro” della Nato e l’Italia farà la sua parte ma senza “tagliare i servizi, la scuola, le infrastrutture, la sanità o il welfare” o usare i fondi di coesione. Spetta all’Ue, dopo l’annuncio “roboante” di un piano da 800 miliardi che non prevede però “nuove risorse” di Bruxelles, trovare le modalità di finanziamento. Da parte sua l’Italia suggerisce “soluzioni alternative alla semplice creazione di nuovo debito ed è per questo che con il ministro Giorgetti abbiamo proposto un meccanismo di garanzie pubbliche europee”.


La premier sorvola sulle tensioni dei giorni scorsi con la Lega, assicura la “compattezza” della maggioranza, ironizzando invece sulle divisioni nelle opposizioni, e al Carroccio strizza l’occhio – oltre che nelle aperture a Trump – anche quando assicura di non essere “d’accordo sulla maggiore cessione di sovranità” all’Ue, che deve “occuparsi di meno materie”. D’altro canto, però, la premier sembra punzecchiare senza nominarlo Matteo Salvini (oggi a Varsavia, assente giustificato) quando ricorda che la maggiore spesa nella difesa per la costituzione del pilastro europeo della Nato è “consacrato anche nel programma con il quale” la coalizione “si è presentata agli italiani” e che anche se sono “scelte difficili” è “il nostro lavoro mettere il destino degli italiani prima del nostro, la coscienza prima dei sondaggi, ciò che è necessario prima di ciò che è conveniente”. Sul tema la premier attacca anche le opposizioni e in particolare quel M5s che la accusa di deriva bellicista, mentre è stato Giuseppe Conte, da presidente del Consiglio, a sottoscrivere “l’impegno di arrivare al 2% del Pil in difesa” ma “se non eravate d’accordo perché lo avete sottoscritto? Per compiacere qualcuno?” Critica estesa anche a chi “oggi sventola le bandiere della pace contro le spese per la difesa” ma “si lamenta anche di una eccessiva ingerenza americana nelle nostre vicende” ignorando che “le due cose non stanno insieme”.


Tra i temi al centro dell’intervento di Meloni, pur se non all’ordine del giorno del Consiglio europeo, la questione dei dazi. Su questo, appare critica rispetto alla reazione dell’Unione europea, e invita a maggior cautela perchè “non sarebbe saggio cadere nella tentazione di rappresaglie che diventano circolo vizioso” e “in cui tutti perdono”. Non serve, per lei, una “reazione d’istinto” ma piuttosto “pragmatismo” per “cercare un possibile terreno di intesa”. Tra i temi al centro del summit ci saranno invece la competitività e i migranti. Sul primo punto la presidente del Consiglio chiede – tra le altre cose – “misure immediate” contro il caro energia, il completamento dell’unione del mercato di capitali, per evitare la ‘fuga’ fuori dall’Ue di 300 miliardi di investimenti, e un nuovo bilancio pluriennale in grado di “indirizzare meglio le risorse”. Sui migranti, garantisce che il governo “è determinato a portare avanti” il protocollo con l’Albania, su cui l’Italia è “apripista” in Europa e chiede di “anticipare il più possibile l’entrata in vigore di quanto previsto dal nuovo Patto migrazione e asilo” sull’indicazione dei Paesi sicuri.


Domani si replica alla Camera. Poi, dopo il consueto pranzo al Quirinale, Meloni partirà per Bruxelles, dove domani sera dovrebbe riunire a cena la pattuglia di Fratelli d’Italia.

Pd, Schlein tiene il punto su ‘Rearm Eu’, minoranza non la sfida

Pd, Schlein tiene il punto su ‘Rearm Eu’, minoranza non la sfidaRoma, 18 mar. (askanews) – Elly Schlein tiene il punto, nella risoluzione Pd viene inserito il giudizio fortemente critico sul piano di riarmo presentato da Ursula von der Leyen e la minoranza dà l’ok al testo, rivendicando i passaggi in cui si esprime però apprezzamento per il ‘Libro bianco’ sulla difesa della Commissione Ue. Il Pd stavolta riesce a trovare un punto di equilibrio con un documento in cui si dice un po’ di tutto ma che – appunto – tiene fermo il giudizio negativo su ‘Rearm Eu’ su cui si è schierata la leader democratica.


Non va in scena il ‘bis’ dello strappo avvenuto in Europa, col partito spaccato in due e la leader Pd che per un solo voto non è finita in minoranza, una ‘ferita’ che Schlein e i suoi fedelissimi hanno voluto sanare inserendo nella risoluzione il cuore dell’intervento che la segretaria aveva tenuto alla direzione Pd del 27 febbraio: “Sì alla difesa europea, no al riarmo dei singoli Stati” e, appunto, quel piano di riarmo da cambiare “radicalmente”. Il livello di scontro raggiunto nei giorni scorsi ha pesato, l’evocazione di un congresso anticipato ha probabilmente convinto la minoranza a non cercare un’altra rottura, che a questo punto rischiava di essere non sanabile. Tanto più che Antonio Decaro, il possibile candidato da opporre a Schlein, ieri sera è uscito con una dichiarazione in cui l’ha definita “segretaria autorevole, pienamente titolata a terminare il suo mandato”. Una precisazione, ha voluto chiarire, necessaria “perché da qualche giorno, come è successo in altre occasioni, si fa il mio nome come possibile candidato alla segreteria del partito”.


Fatto sta che la minoranza stavolta preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno, valorizza gli apprezzamenti al ‘Libro bianco’, come pure la sostanziale presa d’atto che ci saranno “aumenti” della spesa militare – nel passaggio in cui si precisa che i fondi di coesione non possono essere usati per questo scopo. E sul quel piano di riarmo da cambiare “radicalmente” si sorvola: “Un avverbio non si nega a nessuno”, minimizza un dirigente della minoranza. “Però non c’è scritto che impegniamo il governo a dire no”, aggiunge un altro. Qualcuno, a microfoni spenti, non nasconde l’insofferenza: “Abbiamo fatto quella sparata a Bruxelles e ora ci accontentiamo di questoà”, si sfoga un parlamentare. La maggioranza è soddisfatta, perché anche se il documento contiene un po’ di tutto alla fine la segretaria può rivendicare di avere mantenuto il passaggio che le stava più a cuore. “Per noi va bene. La minoranza ha capito che eravamo a un centimetro dalla rottura…”, commenta un esponente della maggioranza.


Si vedrà quanto reggerà la tregua. Resta il nodo della linea da tenere sulle mozioni degli altri partiti di opposizione. Il Pd darà indicazione di astenersi, ma diversi già fanno sapere che le cose non sono così semplici: tra i riformisti molti potrebbero votare no almeno su qualche passaggio del documento M5s e lo stesso potrebbe accadere tra le file della maggioranza sui testi di Azione e Iv.

Meloni: esercito unico europeo non è all’ordine del giorno. No a maggiore cessione di sovranità all’Ue

Meloni: esercito unico europeo non è all’ordine del giorno. No a maggiore cessione di sovranità all’UeRoma, 18 mar. (askanews) – “L’esercito unico europeo non è all’ordine del giorno”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella replica in Senato in merito alle comunicazioni in vista del prossimo Consiglio Ue, sottolineando però che “sono una patriota e metterò questa nazione in sicurezza, perché, come dice la Costituzione, difendere la patria è un sacro dovere di ogni cittadino”. “Noi – ha poi aggiunto – non siamo d’accordo sulla maggiore cessione di sovranità” all’Unione europea, “noi continuiamo a pensare che l’Europa debba occuparsi di meno materie e di quelle delle quali gli stati nazionali non possono occuparsi da soli”. “Io penso, ma è uno studio che adesso devo ancora fare – ha proseguito la premier -, che se andassimo a fare una verifica ci accorgeremmo che le competenze che ha la Commissione Europea sono maggiori di quelle che ha il Presidente degli Stati Uniti d’America, che ha otto competenze di massima. Allora io penso che più sono le materie che tu cerchi di condividere e più sarà difficile trovare un accordo su tutto, perché gli Stati Nazionali hanno le loro diversità che sono un valore aggiunto nell’Europa di oggi, per cui io penso che l’Unione Europea dovrebbe concentrarsi sulle materie sulle quali l’Unione Europea fa la differenza e lasciare alla competenza degli Stati Nazionali le materie sulle quali gli Stati nazionali possono fare meglio perché sono più prossimi ai cittadini. Si chiama principio di sussidiarietà, è scritto nei trattati e io continuo a credere che sia uno dei principi più importanti scritti nei trattati dell’Unione Europea e anche forse l’unico principio che non è stato mai veramente attuato all’interno dell’Unione Europea”, ha sottolineato Meloni.


Rispondendo al leader di Italia Viva Matteo Renzi, durante le repliche Meloni ha anche chiarito: “La manovra correttiva non è nei radar del governo”.