Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Unità Nazionale, Mattarella depone corona alloro ad Altare Patria

Unità Nazionale, Mattarella depone corona alloro ad Altare PatriaRoma, 17 mar. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deposto una corona d’alloro all’Altare della Patria, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera.


Alla cerimonia erano presenti le più alte cariche istituzionali tra le quali, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. La Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera è stata istituita nel 2012 per celebrare l’atto di nascita dell’Italia unita, grazie all’approvazione della legge 4671 il 17 marzo 1861 da parte del Parlamento a Torino.

Un successo la piazza per l’Europa, ma restano distanze opposizioni

Un successo la piazza per l’Europa, ma restano distanze opposizioniRoma, 15 mar. (askanews) – La manifestazione convocata dal giornalista di Repubblica Michele Serra “per l’Europa” è stata un successo, su questo non ci sono dubbi. Piazza del Popolo era gremita, così come le vie adiacenti, tanto che a un certo punto si è resa necessaria la chiusura delle stazioni della metropolitana Flaminio e Spagna e sono stati bloccati gli accessi alla piazza. Sotto la marea di bandiere blu dell’Unione europea, però, a dividere è la guerra, tema drammaticamente di attualità, sul quale chi è sceso oggi in piazza ha idee diverse che oscillano tra il ReArm Europe, lanciato dalla presidente della commissione Europea Ursula von der Leyen, e il Disarm.


È una divisione che attraversa la politica, il Pd e le opposizioni che hanno aderito alla manifestazione (tutte tranne M5s), senza bandiere, rimanendo ai piedi del palco, ma anche quanti – circa 50 – prendono la parola dal palco: intellettuali, artisti, comici, cantanti, sindaci. “In un mondo che sembra in frantumi, una piazza che unisce persone e idee diverse è uno scandalo”, dice Michele Serra aprendo la maratona oratoria che andrà avanti per quattro ore. In piazza “siamo 50mila”. A prevalere sono le bandiere dell’Unione Europea che vengono distribuite in diversi punti. Ma subito dopo ci sono quelle arcobaleno della pace. Diverse bandiere dell’Ucraina, qualcuna della Georgia, un paio della Palestina. Un fantoccio di Trump in cartapesta che sputa dollari. Qualche manifestante indossa la kefiah e non sono pochi i cartelli con la scritta Disarm Europe. Il contrario del piano von der Leyen su cui si è diviso il Pd nel voto al Parlamento Europeo. “Oggi non facciamo polemiche ci godiamo questa meravigliosa manifestazione per un’Europa federale. Per l’Europa federale siamo tutti qui”, si schermisce la segretaria Elly Schlein di fronte alle domande dei cronisti che le chiedono delle divisioni nel partito e dell’assenza dei 5 stelle. Schlein si gode il bagno di folla, gli applausi, gli incoraggiamenti ad andare avanti di quanti si fanno firmare la bandiera europea. Isolata la critica di un signore che le dice: “Viva la Picierno, cerca di votare non di astenerti”. Anche la segretaria porta con sé la bandiera dell’Ue ma sceglie di passare sotto alla lunghissima bandiera arcobaleno portata in piazza dagli uomini e dalle donne della Tavola per la Pace che va a salutare calorosamente.


Di segno opposto le dichiarazioni del leader di Azione Carlo Calenda: “La pace deve essere garantita da un’Europa forte e forte vuol dire esserlo anche militarmente”. Calenda entra in piazza dal lato opposto rispetto al Pd, così come il segretario di Più Europa Riccardo Magi. Il leader di Azione si tiene a distanza dal retropalco dove invece si ritrovano i sindaci guidati dal presidente Anci e primo cittadino di Napoli Manfredi, il Pd e anche Avs con Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni: “La mia identità – dice Fratoianni – è piuttosto solida. Sono stato il primo, persino da solo a votare contro l’invio delle armi all’Ucraina all’inizio della guerra, quando tutti, anche quando M5S, votavano a favore non ho mai cambiato idea, non la cambierò oggi perché c’è Calenda”. Fratoianni che giustifica l’assenza del leader M5s: “La scelta di Giuseppe Conte è legittima e la rispetto. La coerenza è una cosa molto seria e si misura negli atti”. In piazza c’è anche Italia Viva con Maria Elena Boschi, Luciano Nobili, Ivan Scalfarotto. Matteo Renzi plaude a distanza sui social: “Si torna a parlare oggi, finalmente, di Stati Uniti d’Europa. È un sogno difficile, certo. Ma sognare in grande oggi è più urgente che mai. Ed è l’unica risposta ai populisti di casa nostra e di oltre Oceano. Noi ci siamo”. In piazza sono scesi anche i leader dei tre sindacati Cgil, Cisl e Uil, da tempo assenti insieme ad una manifestazione. “Noi lanciamo la proposta di convocare per il 29 marzo una grande assemblea per essere in grado di discutere di pace, di disarmo, ma anche di lavoro, di politica industriale, di investimenti, per cogliere il senso della giornata di oggi – dice il segretario della Cgil, Maurizio Landini -. Dobbiamo provare insieme a costruire un punto di vista europeo che, per quanto ci riguarda, parta dalle condizioni di chi ha bisogno di lavorare per vivere”.


Corrado Augias, uno dei più applauditi, si spinge a dire che “oggi questa piazza è di nuovo Ventotene”. Un cartello gli fa eco con un gioco di parole “Ventotene soffia ancora”. Ma, come si diceva, anche sul palco il posizionamento rispetto al tema della difesa europea non è univoco: “Ripudiare la guerra non significa essere arresi, inerti. Essere contro la guerra non significa rinunciare a lottare, lottare significa lottare contro la guerra, la democrazia è sempre lotta per la democrazia”, dice Antonio Scurati. L’ultimo messaggio dal palco è affidato alla senatrice a vita Liliana Segre che esorta a “fare dell’Ue la nostra patria”. Quindi tocca all’ideatore dell’evento insieme al sindaco di Roma Roberto Gualtieri chiudere: “Il sindaco – dice Michele Serra – mi autorizza a dire che eravamo 50mila veri, un numero enorme, 50mila cittadini europei. Non perdiamoci di vista”.

Ue, Conte: sul piano di riarmo Giorgetti si dissocia da Meloni

Ue, Conte: sul piano di riarmo Giorgetti si dissocia da MeloniRoma, 15 mar. (askanews) – “Poco fa il Ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti ha espresso tutto il suo disappunto per questo progetto di riarmo e per il fatto che, mentre ‘siamo limitati rispetto a fare delle cose fondamentali per il popolo italiano’, ora ‘troviamo 10-20-30 miliardi per finanziare le armi’. Ha aggiunto che è ‘singolare’ che ora ‘improvvisamente si scopra che si debbano spendere valangate di miliardi per la Difesa’, che i soldi andrebbero spesi ‘nell’economia italiana, nell’industria italiana, nelle imprese italiane, creando lavoro e occupazione’. Ma cos’è questa? L’ennesima, quotidiana dissociazione? Ieri Delmastro contro Nordio. Oggi Giorgetti contro Meloni? Giorgetti, sei il Ministro dell’economia del governo Meloni: siete andati voi in Europa a firmare vincoli sulle spese in sanità, scuola e imprese, decisi dall’asse franco-tedesco. E, ancora, siete andati voi a chiedere a Bruxelles di togliere freni e vincoli sulle armi per altri 30 miliardi in armi anziché per gli ospedali”. Lo scrive il leader M5s Giuseppe Conte, sui social.


“È stata Meloni – prosegue – a sottoscrivere al Consiglio europeo questo folle Piano di Riarmo da 800 miliardi che consentirà a ogni Stato membro di armarsi fino ai denti, per suo proprio conto e senza limiti. Altro che Next Generation Ue: quello è stato un piano per far ripartire l’Europa nel segno della solidarietà, intervenendo a favore dei Paesi più colpiti come l’Italia. Il Piano di riarmo è invece un piano che disgregherà l’Europa perché darà vita ad asimmetrie di potere, basate sulla forza militare, senza alcun progetto comune, sulla base di chi può permettersi maggiore capacità fiscale”. “Dopo tre anni di strategia bellica fallimentare, ora i guerrafondai di Europa sono tutti uniti, con l’obiettivo di ingrassare industrie e lobby delle armi. E il nostro Governo è diviso, privo di visione, letteralmente a pezzi. Meloni, Giorgetti e sodali: almeno risparmiateci queste dichiarazioni, queste buffonate volte a prendete in giro gli italiani”, conclude Conte.

Ue, Schlein: Pd in piazza per l’idea di un’Europa politica

Ue, Schlein: Pd in piazza per l’idea di un’Europa politicaRoma, 15 mar. (askanews) – “L’Europa che vogliamo costruire è un’Europa federale, un’Europa unita, un’Europa che affronta insieme le sue sfide. Noi come Partito democratico ci siamo, ci siamo con lo spirito federalista che si richiama allo spirito di Ventotene, che vuole sfidare i nazionalismi, che vuole riuscire a far superare l’unanimità con i veti e gli egoismi nazionali che hanno fino a qui tenuto sempre a freno il progetto europeo”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in piazza del Popolo alla manifestazione per l’Europa.


Il progetto europeo, ha proseguito, “deve andare avanti e deve fare anche uno sforzo di solidarietà con un nuovo grande piano di investimenti comuni europei, un nuovo Next Generation Eu, pensando ai valori fondamentali, il valore della giustizia sociale, della solidarietà, della pace giusta. Questo è lo spirito con cui il Pd partecipa con grande piacere insieme a tutte queste persone, unite nell’idea che l’Europa debba finalmente diventare un’Europa politica”.

”Una piazza per l’Europa”, la manifestazione a Roma tra bandiere dell’Ue e della pace

”Una piazza per l’Europa”, la manifestazione a Roma tra bandiere dell’Ue e della paceRoma, 15 mar. (askanews) – Si riempie Piazza del popolo a Roma, per la manifestazione “Una piazza per l’Europa”, nata su sollecitazione del giornalista di Repubblica Michele Serra. Rispettato finora l’invito a non portare in piazza bandiere di partito. Sotto al palco sventolano le bandiere dell’Unione Europea e quelle della pace, una lunghissima occupa lo spazio sottostante al palco. Diversi manifestanti espongono i cartelli DisArm Europe, qualcuno indossa la kefiah. Un grande pupazzo di Trump si innalza al centro della piazza. Numerosi i sindaci con la fascia tricolore presenti.

Ucraina, Meloni al summit dei volenterosi: impegno per garantire la sicurezza, no all’invio di truppe

Ucraina, Meloni al summit dei volenterosi: impegno per garantire la sicurezza, no all’invio di truppeRoma, 15 mar. (askanews) – L’Italia “intende continuare a lavorare con i partner europei e occidentali e con gli Stati Uniti per la definizione di garanzie di sicurezza credibili ed efficaci” ma non intende partecipare al dispiegamento di “una eventuale forza militare sul terreno”. È quanto ribadito, secondo una nota di Palazzo Chigi, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato oggi ad una riunione in videoconferenza organizzata dal primo ministro del Regno Unito, Keir Starmer, “sull’impegno a favore di una pace giusta e duratura, che assicuri la futura sovranità e la sicurezza dell’Ucraina”.


La partecipazione di Meloni è stata in dubbio fino all’ultimo proprio per la sua contrarietà all’ipotesi di una forza di peace-keeping europea, giudicata “complessa e poco efficace”. Poi il lavoro diplomatico per ampliare la discussione alla difesa comune e una telefonata con lo stesso Starmer hanno sbloccato l’impasse. La riunione, secondo quanto di apprende, è ancora in corso.

Giorgetti: una fatica tremenda ridurre il debito, no aumento per finanziare armi

Giorgetti: una fatica tremenda ridurre il debito, no aumento per finanziare armiMilano, 15 mar. (askanews) – “Che io avrei litigato con la premier sulla difesa sono tutte balle, ma è inutile smentire… Che si debba avere la capacità di difesa è giusto e corretto, ma che improvvisamente si scopre che si debbano spendere valangate di miliardi facendo debito per la difesa è singolare, posto che la guerra ucraina c’è da 3 anni”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso del suo intervento a un evento della Lega ad Ancona. “Non è possibile che noi, che stiamo facendo una fatica tremenda per ridurre il fardello enorme del nostro debito, che siamo limitati rispetto a fare delle cose fondamentali per il popolo italiano, adesso troviamo 10-20-30 miliardi per finanziare le armi”.


In ogni caso, “il ragionamento da fare è chiederci cosa abbiamo bisogno – ha proseguito -, dove andiamo a spendere e possibilmente, se dobbiamo spendere, che si spenda nell’industria italiana, nelle imprese italiane, creando occupazione e lavoro qua”.

Lega, Salvini: se qualcuno vuol fare segretario si candidi, lo sosterrò

Lega, Salvini: se qualcuno vuol fare segretario si candidi, lo sosterròRoma, 15 mar. (askanews) – “Se qualcuno si candida a segretario della Lega sarò il primo firmatario della mozione a suo sostegno”. Lo ha detto Matteo Salvini ad Ancona intervenendo a ‘Tutta un’altra economia, la sfida del valore’, il primo dei tre eventi della Lega che porteranno al congresso federale.


“Sono ancora segretario della Lega per 20 giorni: dotti analisti sui giornali di sinistra, gli stessi che avevano previsto la fine di Putin, prevedono la morte mia e della Lega da circa 10 anni. Il congresso non sarà tanto per farlo ma sarà un congresso programmatico, mettiamo giù una visione di Italia per i prossimi dieci anni ma è anche un congresso elettivo. Dei borbottii, dei mugugni, dei lamenti e dei retroscena non ce ne facciamo niente. Ho messo a disposizione il mio mandato, se qualcuno si sente di fare il segretario sarò suo leale sostenitore e non muoio per andare a fare altri tre anni. Fare il segretario è bello ma impegnativo: se qualcuno si candida sarò il primo firmatario della mozione a suo sostegno”, ha detto Salvini.

Ucraina, Meloni a volenterosi: impegno per sicurezza, no invio truppe

Ucraina, Meloni a volenterosi: impegno per sicurezza, no invio truppeRoma, 15 mar. (askanews) – L’Italia “intende continuare a lavorare con i partner europei e occidentali e con gli Stati Uniti per la definizione di garanzie di sicurezza credibili ed efficaci” ma non intende partecipare al dispiegamento di “una eventuale forza militare sul terreno”. È quanto ribadito, secondo una nota di Palazzo Chigi, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato oggi ad una riunione in videoconferenza organizzata dal primo ministro del Regno Unito, Keir Starmer, “sull’impegno a favore di una pace giusta e duratura, che assicuri la futura sovranità e la sicurezza dell’Ucraina”.


La partecipazione di Meloni è stata in dubbio fino all’ultimo proprio per la sua contrarietà all’ipotesi di una forza di peace-keeping europea, giudicata “complessa e poco efficace”. Poi il lavoro diplomatico per ampliare la discussione alla difesa comune e una telefonata con lo stesso Starmer hanno sbloccato l’impasse. La riunione, secondo quanto di apprende, è ancora in corso.

Salvini: da cretini litigare con Trump, governo tratti direttamente con lui

Salvini: da cretini litigare con Trump, governo tratti direttamente con luiRoma, 15 mar. (askanews) – Donald Trump “è sicuramente un personaggio complesso, con un atteggiamento sulla politica economica non preventivabile, che non segue la scuola diplomatica franco-tedesca, è una novità. Può stare simpatico o antipatico ma è certo che per 4 anni governerà la potenza più importante del mondo. Quindi o ci litighi o ci vai d’accordo: è da cretini litigare con il presidente Usa, è autolesionismo”. Lo ha detto Matteo Salvini ad Ancona intervenendo a ‘Tutta un’altra economia, la sfida del valore’, il primo dei tre eventi della Lega che porteranno al congresso federale.


“Non è un ragionamento raffinato – ha insistito Salvini – non vuol dire essere servi. Trattare con Trump è un dovere, nel migliore dei mondi possibili ci andrebbe Ursula von der Leyen con i commmissari delegati ma ho come il timore e l’impressione che se il commissario lituano e slovacco va a Washington difficilmente trova qualcuno che gli apre la porta. Quindi noi che abbiamo un buon giro di carte in mano, buoni rapporti con gli Usa, dobbiamo trattare con loro direttamente”. Salvini ha fatto sapere che “da ministro andrò negli Usa portando aziende e proponendo investimenti italiani lì, aperture di fabbriche là. L’Italia ha buoni argomenti di scambio: se queste buone carte ce le avesse Macron aspetterebbe l’Europa unita o andrebbe negli Usa a difendere l’interesse nazionale francese?”. Quindi “la Lega deve dare forza e coraggio a questo governo di andare a trattare direttamente con gli Usa”.