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Napolitano, Finocchiaro commossa: ha speso la sua vita per l’Italia

Napolitano, Finocchiaro commossa: ha speso la sua vita per l’ItaliaMilano, 26 set. (askanews) – Chiude con la voce rotta dalla commozione, Anna Finocchiaro, il suo ricordo di Giorgio Napolitano durante le esequie alla Camera: “Posso dire in piena coscienza alla sua famiglia, ai tanti che come me l’hanno profondamente rispettato e amato, ai suoi avversari che, anche con gli errori che sono dell’umano, il Presidente Napolitano ha speso la sua vita per l’Italia, ed ad essa appartiene la sua memoria”.

La presidente di Italiadecide non si sofferma sugli anni al Quirinale, “altri lo faranno”, ma – dopo aver ricordato la scelta del 1945 di iscriversi al Pci “per impulso morale più che per ragioni ideologiche: perchè il Pci era il partito che aveva più combattuto il fascismo, e perchè il Pci si mescola al popolo, diceva – ne sottolinea l’impegno in Parlamento: “Giorgio Napolitano è stato, sopra a tutto, parlamentare. I dirigenti politici consideravano più importante l’impegno politico piuttosto che quello parlamentare. Lui vi si è invece ‘immerso’, perché lo considerava il luogo per l’approfondimento e la riflessione sulle questioni, il confronto tra forze politiche, la ricerca della migliore tra le transazioni per la cura dell’interesse collettivo e perché credeva fermamente che nella qualità della rappresentanza risiede la forza e autorevolezza del Parlamento e delle istituzioni repubblicane”. E da questa convinzione discende l’impegno per le riforme: “Garantire efficacia ed efficienza dell’agire delle istituzioni per garantire la democrazia e per corrispondere alle esigenze del Paese resterà un suo continuo monito, una sua ossessione. Ci tornerà nel discorso di insediamento del 2013: ‘Non si può più, in nessun campo, sottrarsi al dovere della proposta, alla ricerca della soluzione praticabile, alla decisione netta e tempestiva per le riforme di cui hanno bisogno improrogabile per sopravvivere e progredire la democrazia e la società italiana’”.

Finocchiaro traccia un breve excursus dell’attività parlamentare di Napolitano: “Il suo primo impegno parlamentare è dedicato, ai temi economici; a partire dagli anni ’70 si rafforza quello in materia di politica estera, che lo rende interlocutore degli maggiori protagonisti della scena politica internazionale. Pochi ricordano poi che, sempre, farà riferimento alla questione politica del ruolo e della condizione delle donne italiane. È Presidente della Camera dal ’92 al ’94. Nel febbraio del ’93 oppone l’immunità di sede alla Guardia di Finanza delegata dalla Procura di Milano all’acquisizione di atti (peraltro già pubblici), nel maggio convoca la Giunta per il Regolamento per rendere palese il voto sulle autorizzazioni a procedere. Non serve commentare”. E conclude: “Sarà due volte Presidente della Repubblica, altri lo ricorderanno. Io che con lui ho lavorato a lungo, anche con tempestosi scambi di opinioni (io che, più che le tesissime telefonate, temevo le sue lettere, con scrittura tanto più puntuta e obliqua quanto più era arrabbiato con me), posso dire in piena coscienza alla sua famiglia, ai tanti che come me l’hanno profondamente rispettato e amato, ai suoi avversari che, anche con gli errori che sono dell’umano, il Presidente Napolitano ha speso la sua vita per l’Italia, ed ad essa appartiene la sua memoria”.

Napolitano, Gianni Letta: lutto repubblicano, no divisioni parte

Napolitano, Gianni Letta: lutto repubblicano, no divisioni parteRoma, 26 set. (askanews) – “La perdita è di tutti, tocca e riguarda tutti coloro che hanno a cuore le istituzioni, tutti ci inchiniamo per l’omaggio alla memoria di un uomo che ha amato l’Italia”. Lo ha detto Gianni Letta intervenendo nell’aula della Camera alla cerimonia laica in ricordo del presidente emerito Giorgio Napolitano scomparso il 22 settembre.

“Di fronte a un lutto che definirei repubblicano non ci sono divisioni di parte, supera ogni divergenza, e annulla le distinzioni culturali e politiche”, ha aggiunto Letta elogiando “il senso dello Stato che non è mai venuto meno nemmeno nelle prove più difficili per lui, come il confronto con i governi Berlusconi”.

Napolitano, il figlio Giulio: per lui la politica non era demagogia

Napolitano, il figlio Giulio: per lui la politica non era demagogiaRoma, 26 set. (askanews) – “Non ricordo, nella lunga e straordinaria vita di mio padre, un solo giorno che non sia stato di lavoro. Il suo lavoro era la politica, era per lui, come per molti di quella eccezionale generazione, una cosa seria, richiedeva analisi, responsabilità non sopportava la demagogia”, “la riduzione del confronto a urlo e invettiva”, “credeva nella lotta politica”. Lo ha detto, durante la cerimonia di esequie laiche nell’aula della Camera, Giulio Napolitano, figlio del presidente emerito Giorgio Napolitano, scomparso il 22 settembre.

Napolitano, figlio Giulio: per lui politica cosa seria non demagogia

Napolitano, figlio Giulio: per lui politica cosa seria non demagogiaRoma, 26 set. (askanews) – “Non ricordo, nella lunga e straordinaria vita di mio padre, un solo giorno che non sia stato di lavoro. Il suo lavoro era la politica, era per lui, come per molti di quella eccezionale generazione, una cosa seria, richiedeva analisi, responsabilità non sopportava la demagogia”, “la riduzione del confronto a urlo e invettiva”, “credeva nella lotta politica”. Lo ha detto, durante la cerimonia di esequie laiche nell’aula della Camera, Giulio Napolitano, figlio del presidente emerito Giorgio Napolitano, scomparso il 22 settembre.

Napolitano, La Russa: sempre coerente, con sua storia e valori Carta

Napolitano, La Russa: sempre coerente, con sua storia e valori CartaMilano, 26 set. (askanews) – “Il Presidente Giorgio Napolitano ha sempre rivendicato – con orgoglio – la propria storia politica, le proprie radici, i valori in cui ha creduto”. Lo ha sottolineato il presidente del Senato Ignazio La Russa, durante le esequie alla Camera di colui che definisce “un protagonista della nostra storia repubblicana”.

Giorgio Napolitano “è stato testimone di una cultura che si fa politica e di una cultura politica che si fa istituzione” e “da Capo dello Stato ha guidato la Nazione, riconoscendosi in quei valori che sono le fondamenta della nostra Carta Costituzionale”. La Russa ha poi osservato: “Certo, come tutti i grandi leader, ha avuto nell’agone politico confronti e contrasti, anche duri. Ha svolto ruoli e assunto scelte difficili. Ha attraversato tempi perigliosi che, tuttavia, ha sempre affrontato con la coerenza dei propri convincimenti politici e culturali, sapendoli conformare all’evoluzione dei tempi e delle mutate realtà storiche e sociali”.

C’è spazio anche per un ricordo personale di La Russa: “Durante il mio passato incarico di Ministro della Difesa ho avuto l’onore di lavorare a stretto contatto con il Presidente Napolitano. La mia stima verso di lui si è rafforzata per il suo operato di profonda attenzione verso le nostre Forze armate e verso il ruolo fondamentale che queste svolgono per la difesa e la sicurezza della Nazione e dei cittadini”. A Napolitano, ha proseguito il presidente del Senato, “sarò inoltre sempre grato per l’impegno e la dedizione che volle dedicare alle celebrazioni per i centocinquant’anni dell’Unità d’Italia, contribuendo così a rafforzare il senso di appartenenza, l’amore verso la Patria e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale e identitario”.

Un segno, quello lasciato da Napolitano, evidente dagli accadimenti di questi giorni: “Sono state numerose le autorità, a partire dal Presidente Mattarella, che si sono recate alla camera ardente allestita in Senato, così come sono stati tantissimi gli italiani che hanno voluto dedicargli un estremo saluto. Ho personalmente potuto registrare un segno tangibile di affetto e ammirazione, reso ancora più solenne dalla storica visita di Papa Francesco – che ringrazio – e che non ha precedenti in Senato. La scelta di questo estremo saluto con rito laico che tutti – a partire dal Sommo Pontefice – abbiamo rispettato, non mi impedisce di pensare che il Suo garbato e ironico modo di fare e il Suo spirito continueranno a vivere nel ricordo degli italiani ma anche in qualcosa di più grande di tutti noi. Ciao Presidente”.

Il feretro di Napolitano a Montecitorio per il funerale laico

Il feretro di Napolitano a Montecitorio per il funerale laicoRoma, 26 set. (askanews) – In prima fila nell’aula di Montecitorio per il funerale laico di Giorgio Napolitano sono presenti gli ex presidenti delle Camere, Fausto Bertinotti, Gianfranco Fini, Roberto Fico, Laura Boldrini, Pier Ferdinando Casini e Pietro Grasso. Sulla stessa fila siedono gli ex premier: Mario Draghi, Giuseppe Conte, Enrico Letta, Mario Monti, Romano Prodi, Massimo D’Alema. Spicca l’assenza di Matteo Renzi. Applauso e inno di Mameli all’arrivo del feretro a Montecitorio, dove tutti lo hanno accolto in piedi. Ci sono, tra gli altri, Mattarella e Macron. Oltre alla premier Giorgia Meloni.

Clio Bettoni, vedova del presidente emerito Giorgio Napolitano, si è unita al resto della famiglia solo dopo l’ingresso a Palazzo Montecitorio del corteo funebre che ha accompagnato il feretro dal Senato alla Camera per le esequie di Stato laiche. La signora Napolitano segue le celebrazioni funebri seduta sulla sedia a rotelle.

Oggi i funerali laici di Giorgio Napolitano

Oggi i funerali laici di Giorgio NapolitanoRoma, 26 set. (askanews) – Il feretro del presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato portato fuori da Palazzo Madama, sede del Senato, dove, nella sala Nassiriya, era stata allestita la camera ardente.

Il feretro, avvolto nel tricolore, è stato accompagnato all’uscita dell’ingresso principale, su Corso Rinascimento, dal presidente del Senato Ignazio La Russa e dai familiari di Napolitano. Il carro funebre è diretto verso Montecitorio dove in Aula si terranno i funerali laici.

Napolitano, Mattarella arrivato a Montecitorio per esequie

Napolitano, Mattarella arrivato a Montecitorio per esequieRoma, 26 set. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato a Montecitorio per le esequie del presidente Giorgio Napolitano. Prima di lui, la premier Giorgia Meloni e quindi la presidente della Corte costituzionale Silvana Sciarra.

Il presidente del Senato Ignazio La Russa raggiungerà Montecitorio dopo la traslazione del feretro di Napolitano dal Senato alla Camera. Le alte cariche vengono accolte in piazza Montecitorio dal picchetto d’onore, eccezionalmente formato da rappresentanti di tutte le forze armate della Repubblica italiana.

Pnrr, Meloni: la terza rata arriva a giorni, lavoriamo agli obiettivi della quinta

Pnrr, Meloni: la terza rata arriva a giorni, lavoriamo agli obiettivi della quintaRoma, 25 set. (askanews) – “Nei prossimi giorni attendiamo la terza rata” del Pnrr, “nei giorni scorsi abbiamo formalmente richiesto la quarta, stiamo lavorando alacremente per raggiungere gli obiettivi della quinta e per la revisione complessiva del Piano, che include il Capitolo REPowerEU”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al termine della cabina di regia sul Pnrr a Palazzo Chigi.

La riunione, prosegue, “è stata utile per prendere atto del lavoro svolto in questi primi undici mesi di governo, di quello che siamo chiamati a fare per raggiungere gli obiettivi nel breve periodo e soprattutto di quello che occorre fare oggi per mettere a terra i progetti domani e per assicurare la completa realizzazione del complesso ed articolato PNRR italiano”.

Per il funerale laico di Napolitano a Montecitorio anche leader Ue

Per il funerale laico di Napolitano a Montecitorio anche leader UeRoma, 25 set. (askanews) – Per il primo funerale “laico” della storia d’Italia all’interno del Palazzo della Camera dei deputati arriveranno leader da tante capitali europee per l’ultimo saluto a Giorgio Napolitano.

Mentre sono ancora in corso i preparativi per l’allestimento dell’evento a Montecitorio, dove sono attesi oltre 100 diplomatici, arriva la conferma della presenza del Presidente francese Emmanuel Macron e del presidente della Repubblica federale di Germania, Frank Walter Steinmeier. Ma ci saranno anche l’ex presidente Francois Hollande e il premier albanese, Edi Rama, i reggenti di San Marino e l’ex premier portoghese. A riprova che il presidente emerito aveva una solida rete di rapporti in Ue. La cerimonia si aprirà domani alle 11,40, per concludersi alle 13, per la famiglia prenderanno la parola il figlio Giulio e la nipote Sofia, dopo il saluto dei presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, gli oratori saranno Anna Finocchiaro, Gianni Letta, Monsignor Ravasi, Giuliano Amato e Paolo Gentiloni. Il feretro sarà collocato nella sala dei ministri che si trova nel corridoio laterale dell’Aula. In Aula siederanno il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e tutte le altre autorità, una quarantina tra civili e militari e un centinaio di ospiti della famiglia, i deputati e i senatori in carica, gli ex parlamentari siederanno invece in tribuna, due tribune saranno destinate comunque alla stampa: una per gli operatori, l’altra per i giornalisti e se non bastasse si potrà seguire la cerimonia anche nella sala della Regina, al primo piano. Previsti anche maxischermi all’esterno del Palazzo: uno a piazza Montecitorio e uno a piazza Capranica. Il tutto, ovviamente, con la diretta televisiva Rai.

Rinviati tutti gli eventi politici e parlamentari previsti in questi giorni. Oggi è stata chiusa alle 16 la camera ardente aperta domenica mattina. Tra le personalità che hanno reso omaggio all’ex capo dello Stato si segnalano, il segretario di Fi e ministro degli Antonio Tajani e il ministro dell’Economia ed esponente della Lega, Giancarlo Giorgetti che nella dedica lascita sul libro degli ospiti ha ringrazio Napolitano per averlo reso “immeritatamente saggio” riferendosi a quando nel marzo 2013 il Presidente lo chiamò a far parte de gruppo di esperti per elaborare un programma di riforme istituzionali ed economiche. Anche Massimo D’Alema si è recato oggi alla camera ardente pe l’ultimo saluto a Napolitano: “è stato un maestro severo, a volte, ma anche un uomo capace di slanci affettuosi”, ha detto l’ex premier. “E ha rappresentato, nella forma più alta, il senso dello Stato: quell’amore verso la democrazia e il nostro Paese che ha dato un tratto, una caratteristica, del comunismo italiano”.