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Ist.Cattaneo: affluenza cala per disallineamento tornate regionali

Ist.Cattaneo: affluenza cala per disallineamento tornate regionaliMilano, 15 feb. (askanews) – Il drastico calo della partecipazione al voto alle elezioni regionali in Lombardia e Lazio è “riconducibile a fattori ricorrenti e strutturali” come “il disallineamento delle tornate elettorali regionali” che “le rende meno percepibili e meno salienti per l’opinione pubblica, anche per la limitata attenzione dedicata loro dai media”. È una delle conclusioni a cui giunge l’Istituto Cattaneo, che negli ultimi 40 anni ha curato oltre cento rapporti per istituzioni pubbliche e private sulla società italiana, sulla partecipazione e l’opinione pubblica e sulle istituzioni di governo.
“La rapida sequenza di elezioni di diverso genere – ha osservato inoltre l’Istituto Cattaneo – non solo respinge gli elettori, ma rende il risultato molto più prevedibile, a maggior ragione in presenza di una struttura asimmetrica della competizione che, come nelle elezioni politiche del 2022, vedeva il polo di centrodestra unito (ricomposto sia nella sua base elettorale che come alleanza tra partiti) così come lo era stato, con poche eccezioni, dal 2001 al 2008, e i suoi avversari divisi”.
Il drastico calo dell’affluenza registrato nell’ultima tornata regionale, ha sottolineato poi l’Istituto, è riconducibile a “fattori ricorrenti e strutturali” che si erano “già visti all’opera nelle elezioni regionali del novembre 2014 (Emilia-Romagna e Calabria). Una circostanza che fu allora da molti erroneamente ricondotta a fattori contingenti e strettamente legati alle ragioni per cui si era arrivati allo scioglimento anticipato della legislatura regionale o alla limitata attrattiva dei candidati a presidente”.

Autonomia, Calderoli: prevedo richieste delle Regioni a inizio 2024

Autonomia, Calderoli: prevedo richieste delle Regioni a inizio 2024Roma, 15 feb. (askanews) – “Un anno di tempo, che è partito dal primo gennaio 2023 per la proposta al Parlamento per quali materie siano suscettibili dei Livelli essenziali delle prestazioni e a seguire la definizione di quali siano i livelli essenziali e la relativa costi e fabbisogni standard”: così Roberto Calderoli, intervistato per la puntata di Porta a Porta che andrà in onda domani su Rai1, ha descritto i tempi di conclusione dell’iter del suo disegno di legge per l’autonomia regionale differenziata.
“Io – ha spiegato il ministro leghista per gli Affari regionali e le autonomie – ho previsto un anno per l’approvazione della legge in Parlamento e in parallelo un anno per la definizione dei Lep costi e fabbisogni standard. Quindi: inizio 2024 la possibilità che ciascuna regione richieda una materia o una parte di queste e non vuol dire che questa materia verrà garantita a quella regione. Cio sarà un negoziato fra regione e governo, il governo che dovrà dire sì, dopo di che già sulla proposta deve esserci un atto di indirizzo del Parlamento e poi è il Parlamento che deve decidere a maggioranza assoluta. Non è come viene proposto che una regione chiede e poi automaticamente viene: c’è un passaggio del Governo, due passaggi parlamentari, dopo di che questa ulteriore funzione o una parte di essa – ha concluso Calderoli – potrà essere attribuita alla regione”.

Cospito, bagarre destra-sinistra alla Camera, seduta sospesa

Cospito, bagarre destra-sinistra alla Camera, seduta sospesaRoma, 15 feb. (askanews) – Seduta brevemente sospesa alla Camera durante l’intervento di Bicchielli di noi moderato nel corso del dibattito sull’informativa del ministro dell Giustizia Carlo Nordio, Il presidente dell’assemblea, Lorenzo Fontana, ha richiamato più volte all’ordine i deputati, facendo i nomi di Nicola Fratoianni di AVS e Tommaso Foti di FdI e chiedendo a un certo punto “l’intervento dei commessi” dopo che in tanti deputati sia da destra che da sinistra erano scesi dai banchi verso l’emiciclo. La seduta è ripresa con l’intervento di Pino Bicchielli.

Lombardia, Sala: Milano guarda al futuro, per questo vince sinistra

Lombardia, Sala: Milano guarda al futuro, per questo vince sinistraMilano, 15 feb. (askanews) – “Milano costituisce da sempre, ma di più nell’ultimo decennio, una proposta politica in sè e questa proposta politica guarda al futuro”. Lo ha sottolineato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel suo podcast quotidiano commentando l’esito delle elezioni regionali in Lombardia che hanno visto il vantaggio, in controtendenza, del centrosinistra nella sua città. “Se le forze conservatrici propongono un modello che fa arretrare la vita di chiunque verso i lidi del passato noi non siamo così. Milano, come tante città europee, sembra proporre una vocazione ad affrontare i nodi del nostro presente: rivoluzione energetica e ambientale, sviluppo dei diritti, sviluppo economico giusto. Si assiste quindi a questo strano fenomeno per cui sono le grandi città a esprimere una proposta politica più forte di quella avanzata dai partiti” ha osservato Sala.
“Un po’ in tutto il mondo si verifica questo paradosso, le grandi città vivono problemi di sostenibilità, diritti, mobilità, urbanistica, a cui solo il progresso sembra dare risposta e cercano costantemente soluzioni alle necessità che avanzano dalla cittadinanza”, ha ribadito. “Stiamo però attenti ad una cosa: oggi una società che sia dentro il cuore dei problemi del nostro tempo esprime una duplice necessità: c’è bisogno che le cose funzionino e c’è bisogno che i diritti all’equità si allarghino e coinvolgano l’intera popolazione. Se si è bravi a esprimere una visione politica alta, ma poi non si riesce a far funzionare le cose non si ottiene il consenso dei cittadini e d’altro canto il solo presentarsi come quelli del fare senza ideali politici non può piacere agli abitanti di una città evoluta”.
Alle elezioni regionali in Lombardia “la coalizione di centrosinistra si afferma a Milano con numeri che non lasciano adito a dubbi: in Lombardia Fontana supera di 21 punti Majorino, a Milano Majorino supera di nove punti Fontana e sempre a Milano il Pd si afferma come la formazione più votata davanti a Fratelli d’Italia. La terza forza della città è la lista civica a sostegno del candidato Pierfrancesco Majorino che sopravanza la Lega. Si sbaglierebbe a pensare che siamo di fronte a un mero risultato elettorale, un dato numerico, o pensare che Milano sia una bizzarra enclave, piuttosto bisogna rendersi conto del fatto che le grandi città sperimentano necessità e soluzioni che le mettono in discontinuità con il resto del territorio” ha concluso auspicando che finisca la “retorica della sinistra della Ztl: abbiamo vinto in tutta la città. Dove abbiamo preso meno voti è stato proprio il centro, i numeri sono lì per essere esaminati”.

Lombardia, Sala: la gente ha avvertito le contraddizioni di Moratti

Lombardia, Sala: la gente ha avvertito le contraddizioni di MorattiMilano, 15 feb. (askanews) – “In una candidatura come quella di Letizia Moratti” non è stata “percepita” dagli elettori la necessaria “coerenza”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel suo podcast quotidiano commentando l’esito delle elezioni regionali in Lombardia. “Ne voglio parlare con rispetto, ma se in pochissimi mesi passi dal chiedere al centrodestra di esprimersi sulla tua candidatura al proporre al centrosinistra di accoglierti tra le tue fila e infine a sederti al tavolo con Bossi alla ricerca del suo appoggio la gente non capisce o perlomeno avverte le contraddizioni che ti porti appresso”, ha aggiunto riferendosi sempre a Moratti, già candidata civica e del Terzo Polo.

Ruby ter, Fi esulta per Berlusconi.E chiede commissione inchiesta

Ruby ter, Fi esulta per Berlusconi.E chiede commissione inchiesta

Messaggi di rallegramenti anche da Meloni e Salvini. “E ora riforma della Giustizia”

Roma, 15 feb. (askanews) – Forza Italia festeggia per l’assoluzione di Silvio Berlusconi nel processo Ruby ter. E ora gli azzurri chiedono una commissione di inchiesta e una accelerazione sulla riforma della giustizia.
“Grandissima soddisfazione” viene espressa dalla capogruppo al Senato Licia Ronzulli, che parla di una “una gogna mediatica, giudiziaria e politica che richiedono una profonda e strutturale riforma della giustizia per la tutela di tutti i cittadini, anche quelli che non hanno le possibilità e gli strumenti per difendersi. Questa sentenza ristabilisce la verità, ma non lo risarcisce dal danno d’immagine provocato da un’inchiesta che non doveva neanche cominciare, un danno d’immagine al nostro Paese, all’Europa, nel mondo. Né sana la grave lesione all’onorabilità e alla reputazione del presidente Berlusconi e della forza politica che rappresenta. Ci chiediamo chi pagherà per tutto questo”.
Il presidente del gruppo alla Camera Alessandro Cattaneo esprime “un’amara soddisfazione” chiedendo, nell’Aula di Montecitorio, la “calendarizzazione della commissione d’inchiesta sull’utilizzo politico della magistratura che vuole fare chiarezza su 25 anni di lotte giudiziarie che nulla avevano a che vedere con il merito ma che sono state usate come scontro politico. Mai più persecuzioni giudiziarie. Verità per anni di feroci battaglie giudiziarie”. La commissione di inchiesta viene invocata anche da Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Camera, che definisce il leader azzurro un “martire della giustizia”.
Di “un’assoluzione che riempie di soddisfazione” parla il vice ministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, che ricorda “chi ha sempre lavorato per dimostrare ciò che oggi viene, ancora una volta, riconosciuto dai giudici: Niccolò Ghedini. L’insussistenza delle accuse nei confronti del presidente Berlusconi rende merito alla verità e a chi, con straordinaria e affettuosa professionalità, ha contribuito ad affermarla”. “L’accanimento giudiziario nei suoi confronti rimane una pagina nera nella storia della Repubblica, e nessuno verrà chiamato a risarcire i guasti che sono stati prodotti”, sottolinea Stefania Craxi, presidente della Commissione Affari esteri e difesa a Palazzo Madama.
Messaggi a Berlusconi arrivano anche dagli alleati. La premier Giorgia Meloni parla di “un’ottima notizia che mette fine a una lunga vicenda giudiziaria che ha avuto importanti riflessi anche nella vita politica e istituzionale italiana” e rivolge un “un saluto affettuoso” al Cavaliere. “Felice per l’assoluzione di Silvio dopo anni di sofferenza, insulti e inutili polemiche”, anche il leader della Lega Matteo Salvini.

Bonaccini: Renzi-Calenda si convincano, senza Pd non c’è alternativa

Bonaccini: Renzi-Calenda si convincano, senza Pd non c’è alternativaMilano, 15 feb. (askanews) – “Il partito democratico deve riscoprire la vocazione maggioritaria. Queste elezioni dimostrano, e questo se lo mettano in testa Renzi e Calenda, senza il pd non ci può essere un’alternativa alle destre in questo Paese. Da soli non bastiamo, ma senza di noi è persino impossibile mettersi a discutere se si può battere la destra”. Lo ha detto il candidato alla segreteria del pd Stefano Bonaccini, intervistato a Coffeee Break su La7.
“Come tenere insieme” il centrosinistra?, ha aggiunto Bonaccini – Con un progetto per l’Italia anche con qualche sfumatura e differenza. La destra è unita su tutto? Bisogna decidere le cose prioritarie per l’Italia e avere le idee chiare”. E sul pd ha osservato: “Un’alleanza è tanto più forte quanto il perno di quell’alleanza è in salute”.

Lazio, Rocca: governerò sul campo, non sarò un tagliatore di nastri

Lazio, Rocca: governerò sul campo, non sarò un tagliatore di nastriRoma, 15 feb. (askanews) – “Le esperienze precedenti che ho avuto, anche in campo internazionale, mi hanno abituato a quelli che lei chiama i ‘riti della politica’. Sono abituato a mediare, ma anche a prendere decisioni nell’interesse comune e se necessario difenderle senza fare passi indietro. Non sono mai stato nella mia vita una figura di mera rappresentanza. Mi considero un operativo, uno che ha fatto esperienza sul campo. Anche la politica ha una sua tecnica, delle regole e delle prassi. Non sarò certo un tagliatore di nastri”. Così il neo governtore del Lazio, Francesco Rocca, in un’intervista a Il Giornale.

Lombardia, Santanchè: FdI traino, passati da 2 a 22 consiglieri

Lombardia, Santanchè: FdI traino, passati da 2 a 22 consiglieriRoma, 15 feb. (askanews) – “Fratelli d’Italia è il primo parti- to ma saremo generosi con gli alleati. In Lombardia avevamo due consiglieri, oggi sono ventidue”. Così Daniela Santanchè, ministro del Turismo, in un’intervista a La Stampa, commentando l’esito delle elezioni regionali.
“Le regionali erano una sorta di primo tagliando. FdI si è confermato il partito trainante della coalizione e il governo Meloni ne esce ancora più forte. Gli italiani credono in Giorgia Meloni, è indubbio che goda di grande consenso. In questi mesi ha dimostrato di saper meritare la loro fiducia. Il traino Meloni ha funzionato e non riconoscerlo vuol dire non saper leggere la politica”, ha spiegato.
“Direi una bugia se dicessi che non sono contenta del primato di FdI. Siamo il primo partito e dobbiamo essere generosi con gli alleati, però naturalmente ognuno avrà il giusto peso in giunta”.
“Non ho in mente cosa chiedere” per la giunta in Lombardia, “voglio prima vedere gli uomini e le donne a disposizione. Occorre una giunta forte, con le migliori personalità, per dare risposte ai lombardi e per fare ancora meglio di quanto fatto finora”. E con Fontana,troveremo un accordo”, ha sottolineato.

Fontana: aspetto l’autonomia, sarà una rivoluzione positiva

Fontana: aspetto l’autonomia, sarà una rivoluzione positivaRoma, 15 feb. (askanews) – “L’attesa più grande è per la rivoluzione dell’Autonomia”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al Corriere della sera. “È la possibilità di avere servizi migliori grazie a un trasferimento delle competenze dallo Stato alla Regione. Ciascuna Regione riceverà la cifra che oggi lo Stato spende per un determinato servizio: l’idea è che su quella cifra si possa risparmiare qualcosa da reinvestire in servizi migliori”, spiega.
“Un esempio concreto? Oggi lo Stato conferisce, poniamo, cento euro su una determinata materia. E suddivide quella somma in quattro capitoli. Con l’autonomia, fine dei capitoli: come spendiamo su quella materia sono affari nostri, senza quei vincoli che sono fonte di inefficienze”, sottolinea.
E sulle materie che saranno di competenza delle Regioni dice “in prospettiva, tutte quelle previste dalla Costituzione. Ma è chiaro che tutte insieme non è fattibile. Io comincerei dalla sanità e poi, gradualmente, una volta che siamo pronti ad organizzarci sul territorio, tutte le materie previste. Ma stiamo guardando troppo avanti, ora ci occupiamo della procedura per arrivare a quel risultato”.
Sulle dinamiche interne alla maggioranza in materia di autonomia si dice fiducioso. “Giorgia Meloni ha ribadito più volte di essere favorevole. I problemi semmai verranno da chi racconta certe bugie prive di significato. Si arriva a dire che l’autonomia è incostituzionale quando invece è una previsione esplicita della Costituzione”.