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Monito di Mattarella nel Giorno del Ricordo: non va usato per lotta politica

Monito di Mattarella nel Giorno del Ricordo: non va usato per lotta politica

Inammissibili i tentativi di negazionismo. Unità nel ricordo

Roma, 10 feb. (askanews) – Non si devono usare le tragedie della storia italiana per la lotta politica contingente. Mentre da giorni infiamma il dibattito politico sulle foibe e sulla necessità, secondo la destra, di dare lo stesso risalto alle vittime del comunismo rispetto a quelle del fascismo (questa sera perfino Sanremo dedicherà uno spazio alle foibe), Sergio Mattarella nel suo discorso per il Giorno del Ricordo lancia un monito a non strumentalizzare certi eventi.
“Sulla comprensione storica dei fatti che oggi ricordiamo, si è fatta molta strada nella collaborazione – rileva il capo dello Stato -. Si tratta di rispettare le diverse sensibilità e i differenti punti di vista. Sapendo che la lezione della storia ci insegna a non ripetere errori e a non far rivivere tragedie – avverte Mattarella -, men che mai a utilizzarle come strumento di lotta politica contingente”.
Mattarella ha ricordato il valore della istituzione di questa giornata commemorativa perchè “ha avuto il merito di rimuovere definitivamente la cortina di indifferenza e, persino, di ostilità che, per troppi anni, ha avvolto le vicende legate alle violenze contro le popolazioni italiane vittime della repressione comunista”, dice. “Un carico di sofferenza, di dolore e di sangue, per molti anni rimosso dalla memoria collettiva e, in certi casi, persino negato”, aggiunge a conclusione della cerimonia che si è svolta al Quirinale e in diretta sulla Rai a cui hanno partecipato il Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati e il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani e gli studenti vincitori del concorso “10 febbraio – Amate Sponde. Ricostruire l’esistenza dopo l’esodo, tra rimpianto e forza d’animo”.
“Nessuno deve avere paura della verità. La verità rende liberi”, è l’altro messaggio che il Presidente vuole lanciare rimarcando che “le dittature – tutte le dittature – falsano la storia, manipolando la memoria, nel tentativo di imporre la verità di Stato”. E la verità è che tanti connazionali sono stati perseguitati per il solo fatto di essere italiani ecco perchè oggi è necessario rendere onore a quelle vittime e a quelle sofferenze. Ma “le sofferenze subite dai nostri esuli, dalle popolazioni di confine, non sono e non possono essere motivo di divisione nella nostra comunità nazionale. Al contrario devono rappresentare un richiamo di unità nel ricordo, nella solidarietà, nel sostegno”, avverte il capo dello Stato “ribadendo lo stupore e la condanna per inammissibili tentativi di negazionismo e di giustificazionismo”.
Per quanto riguarda il presente Mattarella invita a non dimenticare le lezioni della storia che insegna che “il nazionalismo esasperato, fondato sulla repressione delle minoranze, sulle pretese di superiorità o di omogeneità di lingua e cultura, etnica o razziale, produce inevitabilmente una spirale di violenza e di guerra”. E ancora: “La storia ci ha insegnato che la differenza è ricchezza e non una malapianta da estirpare. Che i muri e i reticolati generano diffidenza, paura e conflitti – ha aggiunto il capo dello Stato -. Che le ideologie basate sulla negazione dei diritti individuali, in nome della superiorità dello Stato o di un partito, lungi dal risolvere le controversie, opprimono i cittadini e sfociano in gravissime tragedie. Che la prepotenza e l’uso della forza non producono mai pace e benessere, ma generano violenza e gravi ingiustizie”. Come dimostra purtroppo la vicenda Ucraina dove “l’insensata e tragica invasione russa dell’Ucraina” rappresenta “un inaccettabile tentativo di portare indietro le lancette della storia, cercando di ritornare in tempi oscuri, contrassegnati dalla logica del dominio della forza”.

Lazio, Bettini (Pd): è D’Amato che può sconfiggere Rocca

Lazio, Bettini (Pd): è D’Amato che può sconfiggere RoccaRoma, 10 feb. (askanews) – “Ora è il momento di raccoglierci tutti attorno alla candidatura di Alessio D’Amato. Sì, il mio appello è davvero a tutti gli elettori democratici”. Lo scrive Goffredo Bettini in un post su Facebook. “La destra al governo – spiega – sta dimostrando fragilità, soffre rispetto a limpida adesione valori antifascismo e Costituzione. Nel Lazio ha roccaforte, ma è stata sconfitta più volte. È momento di raccoglierci attorno a D’Amato, mio appello a tutti elettori democratici. Posta in gioco è davvero alta, ognuno deve assumersi proprie responsabilità democratiche”
Il voto per le regionali, sottolinea, “conterà molto sugli orientamenti della politica nazionale. La destra al governo sta dimostrando tutta la sua fragilità e tutta la sua incapacità di superare i vincoli del passato”. E’ vero che la destra “nel Lazio ha una sua roccaforte. Ma nel Lazio è stata già sconfitta più volte”.
Dunque, “è indispensabile, tale appello, non per gonfiare la boria di partito o per sottovalutare le qualità degli altri candidati, o per spirito di egemonia. Niente di tutto ciò: esso intende richiamare i cittadini ad un fatto oggettivo, che sono sicuro sia evidente a tutte le menti più illuminate. D’Amato, in tutti i sondaggi, è il candidato che davvero può competere e sconfiggere Rocca, il nostro avversario.
Second Bettini “a D’Amato, persona perbene, deve andare tutta la nostra passione di lotta, affinché possa prevalere contro il ritorno della destra, che nel corso dei decenni passati, quando ha governato, ha procurato danni e crisi istituzionali.In queste ultime ore, quelle che davvero contano, anche personalmente intensificherò il dialogo e i rapporti per convincere coloro che sono ancora incerti o che non intendono votare. La posta in gioco è alta. Ognuno, davvero, deve assumersi le proprie responsabilità democratiche”.

Lombardia, Moratti: Majorino sempre politico, non ha mai lavorato

Lombardia, Moratti: Majorino sempre politico, non ha mai lavoratoMilano, 10 feb. (askanews) – Il candidato di centrosinistra e M5s alla presidenza della Regione Lombardia, Pierfrancesco Majorino, “non ha mai lavorato perché è stato sempre solo politico”. Lo ha detto ieri sera la candidata civica e del Terzo Polo, Letizia Moratti, durante un incontro elettorale in provincia di Monza e Brianza.
“Io ho iniziato a lavorare a vent’anni, di lavoro ne conosco, ho gestito imprese pubbliche e private, organizzazioni complesse, il bilancio dello Stato che riguardava l’istruzione, la Rai che era disastrata e l’ho sistemata nel giro di due anni, quindi so dove mettere le mani e il tema è proprio quello. Abbiamo bisogno di chi sa gestire” ha aggiunto.
“Io non sono politica, vengo da un’esperienza civica e quando sono stata chiamata sono sempre stata chiamata come civica: a mettere a posto la Rai, al ministero anche se certamente sostenuto dal centrodestra, sempre civica anche al Comune di Milano e come tecnica a mettere a posto il disastro della sanità in Lombardia” ha concluso Moratti.

Lombardia, Conte: su etica pubblica Majorino ci ha dato garanzie

Lombardia, Conte: su etica pubblica Majorino ci ha dato garanzieRoma, 10 feb. (askanews) – “Non siamo arrivati a Majorino con un incontro di vertice, abbiamo verificato se c’erano i presupposti per la condivisione di un programma. Il Pd lombardo, a differenza di quello laziale, ha accettato tutti i nostri punti e direi anche con entusiasmo. Dopo abbiamo parlato del candidato che loro avevano indicato ma per loro conto”. Lo ha detto i leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervistato da Telelombardia sul tema delle elezioni regionali.
“Dobbiamo mantenere alta l’etica pubblica, abbiamo chiesto questo – ha spiegato l’ex premier – a Majorino, ci ha dato tutte le garanzie, di qui nasce la candidatura comune. Siamo assolutamente convinti che sia il giusto interprete di questo progetto politico. Noi non facciamo valutazioni estetiche, non facciamo passerelle, non stiamo a guardare aspetti fisici, noi guardiamo alla sostanza. Majorino è una persona di sostanza”, ha concluso Conte.

Lazio, candidati segreteria Pd uniti a sostegno D’Amato: vinciamo

Lazio, candidati segreteria Pd uniti a sostegno D’Amato: vinciamoRoma, 10 feb. (askanews) – Stefano Bonaccini, Paola De Micheli, Elly Schlein e Gianni Cuperlo, insieme a sostegno della corsa di Alessio D’Amato alla presidenza della Regione Lazio nell’ultimo giorno della campagna elettorale. I candidati alla segreteria del Pd hanno voluto sostenere e promuovere la sua candidatura alla presidenza della Regione Lazio con un invito ai cittadini di tutto il territorio a recarsi alle urne domenica 12 e lunedì 13 febbraio per eleggere il nuovo presidente. “Ti ho conosciuto in quella tragedia che è stata la pandemia, ho conosciuto la tua caparbietà e la tua lucidità nell’assumere scelte giuste e difficili, non dare retta ai sondaggi andiamo a vincere!”, ha detto Stefano Bonaccini. E anche Paola De Micheli ha ricordato quei giorni e il carattere di D’Amato: “Nella fase della pandemia hai dimostrato quanto tu sia in gamba e capace di gestire le emergenze. Io ero ministra delle Infrastrutture e ho avuto modo di verificare l’attenzione sugli scali dell’Aeroporto di Fiumicino e sul porto di Civitavecchia. Sei una persona di valore che saprà guidare il Lazio verso le sfide del futuro”.
Elly Schlein ha lanciato il suo sostegno con un “forza Alessio, questa è una sfida importantissima per il futuro della Regione, dopo dieci anni di buon governo da difendere con i denti perché non possiamo permetterci arretramenti sui diritti e sulla giustizia sociale”. Per Gianni Cuperlo “Alessio D’Amato è stato protagonista, ha guidato la sanità del Lazio negli anni terribili della pandemia e ora va difeso il grande lavoro svolto”.

Sanremo, Meloni: preferivo Zelensky ci fosse ma no rapporti alienati

Sanremo, Meloni: preferivo Zelensky ci fosse ma no rapporti alienatiRoma, 10 feb. (askanews) – “Non penso” che il mancato intervento di Zelensky a Sanremo abbia alienato i rapporti tra l’Italia e l’Ucraina. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni rispondendo a una domanda dei giornalisti in una conferenza stampa al termine del Consiglio europeo straordinario, a Bruxelles.
“Non è mai facile fare entrare la politica in una manifestazione come Sanremo, poi c’entra sempre…. Io avrei preferito che Zelensky ci fosse, credo che la lettera alla fine sia stata comunque… Mi è dispiaciuto che su un tema del genere ci sia stata una polemica, i nostri rapporti comunque non sono alienati…”, ha concluso.

Ue, Salvini: spocchia di Macron incomprensibile, non andrà lontano

Ue, Salvini: spocchia di Macron incomprensibile, non andrà lontanoMilano, 10 feb. (askanews) – “Un certo atteggiamento di spocchia da parte di Macron è incomprensibile” e “non penso che andrà lontano”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini, parlando del presidente della Repubblica francese. “Non penso che sia una manifestazione di europeismo, di solidarietà e di acume politico”, ha aggiunto Salvini tornando sulle polemiche seguite al vertice a Parigi di Macron con il cancelliere tedesco Scholz e il presidente ucraino Zelensky.
Il vicepremier ha sottolineato che questo è un “momento in cui c’è la guerra, c’è il caro delle materie prime, i cinesi mandano i palloni spia il giro per il mondo: Macron pensa di fare da solo?”.

Ucraina, Meloni: da Macron errore politico con invito a Zelensky

Ucraina, Meloni: da Macron errore politico con invito a ZelenskyBruxelles, 10 feb. (askanews) – “Il tema non è stare in una foto, se io fossi stata invitata avrei consigliato a Macron di non fare quella riunione perchè a noi sull’Ucraina interessa dare un messaggio di compattezza. Non è facile per nessuno di noi gestire il tema dell’Ucraina con la nostra opinione pubblica, le persone sono preoccupate, ma tutti abbiamo preferito il giusto all’utile: importante era la foto dei 27 con Zelensky, il messaggio più forte. Privilegiando le opinioni pubbliche di alcuni si rischiava di indebolire l’opinione pubblica generale, è politicamente sbagliato. Non mi interessa di essere in una fotografia che non ho condiviso”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in conferenza stampa a Bruxelles, tornando sulle tensioni con il presidente francese all’indomani del vertice a Parigi con il presidente ucraino e il cancelliere tedesco.

Ue, Meloni: grande vittoria, soddisfatta di protagonismo Italia

Ue, Meloni: grande vittoria, soddisfatta di protagonismo ItaliaBruxelles, 10 feb. (askanews) – Il documento finale del Consiglio europeo è “una grande vittoria” e “dimostra che quando c’è la volontà politica di ottenere dei risultati si possono raggiungere. Sono estremamente soddisfatta del protagonismo dell’Italia di ieri e nei giorni precedenti, ma la differenza la fa la capacità politica di costruire relazioni, riuscire a dialogare con tutti e avere la consapevolezza necessaria per difendere i propri interessi e cercare una convergenza con gli altri”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Melooni, in conferenza stampa a Bruxelles.

Meloni: a fianco Ucraina per il tempo e con strumenti necessari

Meloni: a fianco Ucraina per il tempo e con strumenti necessariBruxelles, 10 feb. (askanews) – Da parte dell’Europa “c’è la conferma del pieno sostegno alla causa ucraina, alla sovranità, alla libertà, quindi abbiamo ribadito il sostegno a 360 gradi e il fatto che l’Europa intende a rimanere a fianco dell’Ucraina per tutto il tempo e con tutti gli strumenti necessari”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in conferenza stampa a Bruxelles all’indomani del Consiglio europeo.
Meloni ha parlato dell’”importante presenza di Zelensky” e dell’”immagine di compattezza data ieri dall’Europa, un segnale molto importante. L’Italia ha avuto sempre una posizione estremamente chiara e coerente, a Zelensky ho ribadito il nostro impegno a 360 gradi e la piena disponibilità” al sostegno.