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Vino, Villa Sandi al fianco della collezione Peggy Guggenheim di Venezia

Vino, Villa Sandi al fianco della collezione Peggy Guggenheim di VeneziaMilano, 7 nov. (askanews) – Villa Sandi rafforza il proprio impegno in ambito culturale e il legame con Venezia annunciando l’importante unione con la Collezione Peggy Guggenheim, tra le più prestigiose istituzioni d’arte moderna a livello internazionale. L’azienda vitivinicola, leader nella produzione di vini e di Prosecco Docg e Doc in Veneto e in Friuli Venezia Giulia, aderisce al progetto Guggenheim Intrapresae ed entra a far parte di un gruppo di realtà aziendali di fama internazionale che sostiene programmazione e iniziative della Collezione Peggy Guggenheim.


La collaborazione è occasione per celebrare i primi quarant’anni dall’apertura al pubblico di Villa Sandi, storico edificio di scuola palladiana situato tra le verdi colline della Marca Trevigiana che dà il nome all’azienda. Dopo un accurato restauro durato diversi anni, è stata tra le prime realtà italiane ad accogliere visitatori esterni, promuovendo così l’arte e la bellezza come parte della propria identità. E con il 2024 la Cantina si appresta a tagliare lo storico traguardo di 500mila visite, confermando il proprio ruolo di ambasciatrice di cultura, arte e sapori. Il legame con la Collezione Peggy Guggenheim nasce dalla volontà dell’azienda “di sostenere la cultura con un gesto concreto, promuovendo il dialogo tra arte e impresa, e valorizzando il patrimonio artistico di Venezia a beneficio delle nuove generazioni e dei visitatori di tutto il mondo”. “Il vino, come l’arte, è veicolo d’eccellenza capace di condividere un patrimonio di emozioni: per questo, abbracciare un progetto così prestigioso come Guggenheim Intrapresae non solo ci riempie di orgoglio, ma conferma il nostro profondo legame con Venezia e il suo ricco patrimonio culturale” ha dichiarato Giancarlo Moretti Polegato, presidente di Villa Sandi, spiegando che “attraverso questa collaborazione, ci impegniamo a valorizzare e preservare tesori artistici, diventando custodi di un’eredità che va oltre il nostro tempo. Siamo legati alla storia delle nostre terre e siamo stati fra le prime Cantine ad aprire le porte ai visitatori, accompagnandoli alla scoperta e alla conoscenza del mondo del vino e non solo” – ha aggiunto, sottolineando che “per questo oggi guardiamo con ancora più slancio a nuovi orizzonti per continuare a consentire alla cultura e alle sue meraviglie di ispirare e arricchire il mondo”.


“In un contesto globale sempre più sensibile al valore culturale e alla responsabilità sociale, il mecenatismo è per Villa Sandi una scelta strategica volta a rafforzare la propria identità e costruire un legame profondo con i propri consumatori” spiega il Gruppo vitivinicolo, aggiungendo che “attraverso questo progetto, contribuisce a valorizzare uno dei musei più iconici del mondo e sostiene la diffusione del sapere artistico per le generazioni presenti e future. Inoltre, dà ai propri dipendenti l’opportunità di accedere gratuitamente al museo e a iniziative dedicate, come visite guidate, laboratori per bambini e giornate di approfondimento”. Villa Sandi è un edificio di scuola palladiana risalente al 1622 ai piedi delle colline trevigiane. Sotto della villa, si estendono per circa un chilometro e mezzo secolari e suggestive cantine sotterranee ideali per la maturazione e l’invecchiamento dei vini. L’ingresso è indicato da un elegante viale, accompagnato da statue del celebre scultore veneto Orazio Marinali, le cui opere decorano anche il timpano e il giardino retrostante. Un imponente pronao, sostenuto da quattro colonne ioniche, orna il corpo principale dell’edificio, ai cui lati si estendono due barchesse porticate e una piccola chiesa. Nel delicato accostamento di colori pastello, di stucchi e bassorilievi delle stanze dove hanno soggiornato, tra gli altri, Napoleone Bonaparte e Antonio Canova, splendono originali lampadari di Murano. Villa Sandi è nella “Top 100” della World’s Best Vineyards.

Consorzio Vini Romagna: ci sono i presupposti per una buona annata

Consorzio Vini Romagna: ci sono i presupposti per una buona annataMilano, 7 nov. (askanews) – “Nonostante le difficoltà, la vendemmia 2024 in Romagna è stata ottima per tutte le uve bianche, ancor più per le uve bianche precoci, e molto buona anche per il Sangiovese. La vinificazione è alle fasi finali e ci sono tutti i presupposti per una buona annata”. A parlare è il presidente del Consorzio Vini di Romagna, Roberto Monti, tirando le somme dopo una raccolta iniziata il 6 agosto e conclusa il 16 ottobre al termine di un anno climaticamente complicato, che ha preso il via in un inverno 2023 particolarmente caldo.


“Dal punto di vista sanitario, le avversità sono state tenute bene sotto controllo. Le prime vendemmie dei vitigni precoci, come Pinot Grigio e Chardonnay, hanno avuto inizio nei primi giorni di agosto, con uve in ottime condizioni sanitarie. Si è proseguito poi con le altre varietà precoci Pinot Bianco, Sauvignon Blanc e poi Albana, e nelle aree collinari più calde è partita presto anche la vendemmia del Sangiovese, così come per il Trebbiano destinato a base spumante, la cui raccolta in pianura è iniziata gli ultimi giorni di agosto” racconta il presidente, spiegando che “tutto sommato questo anticipo di maturazione è risultato positivo, poiché quando sono arrivate le piogge di metà settembre, già oltre il 60% della produzione era stata raccolta. Le difficoltà determinate dalle intense precipitazioni – chiosa – hanno poi allungato la vendemmia, ma per gran parte del prodotto si è riusciti a portare a termine le operazioni entro il mese di settembre, salvaguardando così anche l’aspetto qualitativo”. “Gli eventi alluvionali di quest’anno si sono verificati durante la vendemmia e hanno determinato qualche disagio ma senza compromettere la quantità e la qualità della produzione, fatta eccezione per pochi vigneti” chiarisce Monti, rimarcando che “come già si era visto nel 2023, i danni maggiori hanno interessato paesi e città alluvionate, mentre i danni diretti ai vigneti sono stati abbastanza contenuti».


“La Romagna del vino negli ultimi anni ha dimostrato la sua vitalità e ambizione attraverso la creazione di nuove sottozone, la sperimentazione di tecniche di affinamento e stili alternativi, la reintroduzione di vitigni autoctoni e le iniziative avviate in questi ultimi anni stanno procedendo e iniziano a dare buoni riscontri” commenta Monti, sottolineando che “è chiara la necessità di proseguire su questa strada e al contempo portare attenzione alle nuove tendenze dei consumatori: oggi i consumi si vanno spostando verso i vini bianchi e fanno bene i nostri produttori a lavorare sull’Albana per sfruttarne la versatilità nel dare vini eccellenti, seppur molto diversi in funzione degli stili di produzione, capaci di soddisfare in versione secco dalla sezione aperitivo all’accompagnamento a tutto pasto”. “Analogamente, si sta procedendo bene sulla Rebola e anche sul Famoso, e altrettanto può dirsi per il Trebbiano e anche per gli spumanti bianchi e rosè contraddistinti dal marchio collettivo Novebolle” prosegue il presidente, aggiungendo che “per quanto riguarda il Sangiovese, la produzione sta evolvendo verso vini con maggiore frutto, più leggeri, meno impegnativi: il gradimento per l’intensità del frutto sta accrescendo anche l’interesse e i consumi dei Sangiovese in appassimento. Continua a crescere la schiera di produttori che si cimentano in Sangiovese che esaltino i caratteri dei territori puntuali – evidenzia – anche in ragione della possibilità di diffondere la conoscenza di tali progetti enologici attraverso la rivendica in etichetta della Sottozona, cui fa da volano il marchio collettivo consortile Rocche di Romagna. In sostanza, tutta la produzione è in evoluzione per regalare nuove perle al consumatore, e l’annata 2024 non sarà da meno”.

Chiude la vendemmia siciliana 2024: calo medio del 20% ma uve sane

Chiude la vendemmia siciliana 2024: calo medio del 20% ma uve saneMilano, 7 nov. (askanews) – Uve sane e di qualità nonostante la siccità abbia messo a dura prova la vendemmia siciliana appena conclusa con un calo medio di circa il 20%. Iniziata a metà luglio negli areali della Sicilia occidentale, con oltre quindici giorni di anticipo, la vendemmia si è chiusa in questi giorni nei territori dell’Etna. “Il bilancio conclusivo che possiamo fare dalla vendemmia 2024 rispecchia quanto già potevamo presagire: abbiamo avuto un calo nella produzione che si attesta intorno al 20%, dovuto sicuramente alle scarse piogge durante tutto l’inverno che non hanno permesso di rimpinguare le riserve idriche del terreno e di affrontare nelle migliori condizioni un’estate lunga e calda” dichiara Antonio Rallo, presidente del Consorzio Vini Doc Sicilia, spiegando che la situazione, a fine vendemmia, è eterogenea nel territorio siciliano. A Nordest la quantità di uva raccolta è nella media, mentre ad Ovest le perdite sono state maggiori. Se la quantità lascia i produttori insoddisfatti – aggiunge Rallo – la qualità delle uve raggiunge picchi storici di eccellenza, in particolare per alcune varietà simbolo della Sicilia quali Nero d’Avola, Grillo e Frappato”.


“Il calo stimato è del 10-15% rispetto all’annata 2022 ma le uve sono perfettamente sane e di qualità. Perricone, Grillo, Catarratto e Syrah hanno mostrato in questa annata grande resistenza e qualità” commenta Mario Di Lorenzo, presidente del Consorzio Doc Monreale, che conta dieci associati, un Disciplinare rinnovato e territori con un’altezza che varia dai 300 ai 600 metri sul livello del mare. “Il Marsala di questa vendemmia sarà unico e di qualità eccellente perché i vini base di Grillo, Catarratto e Insolia, hanno raggiunto, grazie ad una perfetta maturazione, una gradazione ottimale di quasi due gradi in più, arrivando fino a 12 gradi” racconta Benedetto Renda, presidente del Consorzio per la tutela del vino Marsala Doc, Denominazione che chiude questa vendemmia con una perdita che si assesta in media al 30%. Bilancio positivo anche per il Cerasuolo di Vittoria Docg, il cui Consorzio stima rese inferiori a quelle degli ultimi anni ma grande qualità. “Il nostro areale ha nel Frappato e Nero d’Avola un grande punto di forza: sono due varietà tipicamente meridionali e particolarmente adatte ad areali contraddistinti da scarsa piovosità” dice il presidente Guglielmo Manenti, sottolineando che “grazie al lavoro di selezione del viticoltore, hanno incrementato la capacità di resilienza nel superamento di annate siccitose, aiutato anche dalle importanti escursioni termiche tra la notte e il giorno, di cui gode l’areale, insieme a condizioni di ventilazione ristoratrici”.


Nei territori del versante Nord-Est, a Messina, l’unica provincia che vanta tre Doc (Faro, Malvasia delle Lipari, Mamertino) tra la terraferma e le isole Eolie, la presidente del Consorzio Faro Doc, Enza La Fauci, afferma che “ci aspettiamo dei rossi freschi con una buona complessità e struttura”, spiegando che “tra i vitigni che hanno reagito meglio alla siccità: il Nocera, perché robusto, ma anche il Nerello Mascalese e il Nerello Cappuccio”. “Il calo è in media del 20-30%” aggiunge la presidente della Doc Mamertino, Flora Mondello, che parla di “una qualità senza dubbio indiscutibile, con rossi eleganti e bianchi profumati”. Il Consorzio Malvasia delle Lipari registra anch’esso un calo produttivo tra il 20 e il 30%. “Una vendemmia di qualità – commenta il presidente Mauro Pollastri – con bianchi dal profilo organolettico che punta su aromaticità, intensità, persistenza e dal lungo invecchiamento”. “A Pantelleria, nella maggior parte dei vigneti, la vendemmia dello Zibibbo è iniziata e si è conclusa in anticipo di circa una settimana e sono state raccolte uve sane e ben mature, caratterizzate da una qualità più che buona con punte di eccellenza nonostante il calo stimato sia del 40%” afferma Benedetto Renda, presidente del Consorzio Pantelleria Doc che vanta 406 ettari vitati e 322 viticoltori. A chiudere la lunga vendemmia siciliana, i produttori del vulcano. In attesa dei dati ufficiali del Sian, il Consorzio Etna Doc conferma la previsione di un +60% rispetto al 2023, quando si registrò un -42%. “Dopo un periodo di siccità, la maggior parte della produzione etnea in area Doc ha goduto di leggere ma continue piogge da fine luglio e ciò ha permesso alle piante di riequilibrare il proprio stato idrico” spiega il presidente del Consorzio Etna Doc, Francesco Cambria, rimarcando che “per molti produttori la 2024 sarà un’annata decisamente interessante”.

Borgo Conventi arricchisce linea Cru con il “Pinot Nero Collio Doc 2021″

Borgo Conventi arricchisce linea Cru con il “Pinot Nero Collio Doc 2021″Milano, 7 nov. (askanews) – La storica Tenuta Borgo Conventi di Farra d’Isonzo (Gorizia) presenta il suo primo Pinot Nero, “Euda” che si affianca al “Braida Nuova” e a “Luna di Ponca Collio Bianco Doc” arricchendo la linea Crù. Si tratta di un Collio Doc dell’annata 2021 progettato e realizzato assieme al celebre enologo Riccardo Cotarella che da oltre vent’anni collabora con la famiglia Moretti Polegato (Villa Sandi) che ha acquisito la Cantina friulana nel 2019 dalla famiglia Folonari.


Coltivare un vitigno difficile come il Pinot Nero in questa splendida mezzaluna in provincia di Gorizia celebre soprattutto per i suoi grandi bianchi, è una scommessa coraggiosa praticata da un pugno di viticoltori più o meno in 13 ettari complessivi sui circa 1.500 del Collio. “Euda” è ottenuto da uve selezionate in un vigneto di appena un ettaro a Dolegna, nell’area più a Nord della Doc Collio, al confine con la Slovenia, dove il suolo è caratterizzato dalla disgregazione di marne e arenarie stratificate ed è tendenzialmente argilloso. Dopo una macerazione prefermentativa a freddo sulle bucce, inzia la fermentazione in acciaio che poi si conclude in barriques di rovere francese, quindi affina circa un anno sempre nelle piccole botti e poi in bottiglia. Vino di fascia alta prodotto complessivamente in 1.800 bottiglie, è destinato esclusivamente ad un circuito selezionato di ristoranti ed enoteche. “Siamo orgogliosi di presentare la nuova etichetta: un vino pregiato, dalla forte personalità, che prosegue la tradizione di eccellenza della Cantina” ha dichiarato Giancarlo Moretti Polegato, sottolineando che “il nostro obiettivo è quello di continuare a produrre vini eccezionali, con rispetto e amorevole cura per ogni dettaglio, trasferendo in ogni bottiglia i sapori, i colori e i profumi straordinari di questa terra”.


Euda è il diminutivo di Eudaimonia, “la felicità intesa in senso filosofico come fine ultimo dell’esistenza, una condizione dell’anima attribuita ad Amedeo Modigliani, cui è ispirata l’etichetta che raffigura un volto senza età, realizzato con una microincisione su lamina grigia con un effetto tattile progettata dal designer Massimiliano Gosparini per Tonutti Tecniche Grafiche, che ha vinto il premio “Best Excellence in Embellishment” al Vinitaly Design Award 2024.

Vino, Ampelaia imbottiglia due nuovi Cru di Cabernet Franc per il 2025

Vino, Ampelaia imbottiglia due nuovi Cru di Cabernet Franc per il 2025Milano, 6 nov. (askanews) – Ampeleia, Cantina biodinamica di Roccatederighi (Grosseto), approfondisce il suo viaggio nel suo vitigno di riferimento, il Cabernet Franc, imbottigliando due nuovi cru che si aggiungono alle sue due referenze in purezza già in commercio, una delle quali, nata dalla vendemmia inaugurale nel 2002, prende il nome dell’azienda, sviluppata da Giovanni Podini con il prezioso apporto della celebre vignaiola Elisabetta Foradori (oggi membro del Cda).


Questi due vini sono frutto di un lavoro di selezione figlio di una profonda conoscenza delle vigne, che mette in luce non solo i differenti terroir ma esalta i singoli filari presenti negli otto ettari di vigneti dove questa varietà internazionale riesce ad esprimersi con notevole e interessante differenza, pur senza perdere la propria identità. L’intuizione è nata dall’osservazione delle (piccole) differenze tra una pianta e l’altra nel vigneto della Rocca, e nel 2019 le uve raccolte dai pochissimi filari selezionati sono state destinate ad una sperimentale vinificazione separata, che ha confermato le loro peculiarità e il loro potenziale, poi ratificato da una consulenza geologica. Sempre secondo quanto spiegato infatti dall’enologo Marco Tait, la differenza sta soprattutto nel terreno che in queste Colline Metallifere, differisce di metro in metro: in alcune zone c’è una maggiore presenza di sasso, meno argilla e un calcare diverso, e persino il microclima riesce a variare, grazie a correnti d’aria che investono un filare e non quello a fianco. Ma il merito di questo patrimonio così ricco è certamente anche del metodo biodinamico che protegge i suoli e salvaguardia la buona salute delle piante in un contesto di grande biodiversità. L’uscita sul mercato dei nuovi Cru è prevista per settembre 2025, con l’introduzione delle annate 2022: in totale, fra entrambe le etichette non si arriverà a 2.000 bottiglie. Ampelaia conta oggi su 120 ettari di terreno tra i 200 e i 600 metri sul livello del mare nell’Alta Maremma, con 35 ettari di vigneto sparsi tra boschi e prati per “lasciare la natura il più intatta possibile”, secondo il motto “preservare senza alterare”. Dopo la sala degustazione e il wine shop aperti nel 2023, nel maggio scorso l’azienda ha inaugurato “Ampeleia Vini e Cucina”, il nuovo “agri-ristoro” con i piatti della tradizione maremmana.


Varietà di punta, il Franc trova grande sinergia con il terreno argilloso-calcareo di Roccatederighi, che gli dona tanta forza quanta gentilezza. Negli anni, a questo vitigno a bacca nera originario di Bordeaux, si sono affiancate altre varietà: Alicante Nero, Merlot, Mourvèdre, Carignano, Sangiovese, Alicante Bouschet, Trebbiano, Malvasia e Ansonica, parte dei quali danno vita all’icona pop “Unlitro”, blend “conviviale” e portavoce più conosciuto di Ampelaia. Sette le etichette in catalogo, tutte ottenute da fermentazioni spontanee, talvolta con percentuali di grappolo intero, e l’uso esclusivo di vasche di cemento sia per la fermentazione che per l’affinamento.

Alla Cantina Montina una mostra dedicata alle caricature di Benny

Alla Cantina Montina una mostra dedicata alle caricature di BennyMilano, 6 nov. (askanews) – Alla Galleria d’arte della Tenuta Montina di Monticelli Brusati (Brescia), l’8 novembre si inaugura la mostra di Benny, all’anagrafe Benedetto Nicolini, illustratore caricaturista e pittore modenese di nascita.


Il rapporto con la franciacortina Montina rende questa mostra unica, poiché collega due grandi realtà sportive lombarde: l’AC Milan, di cui Montina è stata Official Sparkling Wine per nove stagioni, e la Pallacanestro Brescia, di cui è sponsor da diversi anni. Le opere in mostra infatti celebrano gli atleti di entrambi i club: le caricature esaltano la personalità e le caratteristiche fisiche dei campioni rossoneri del passato e del presente, nonché quelle dei cestisti bresciani, trasformandoli in icone pop. Classe 1974, trasferitosi a Torino ancora bambino, Benny Nicolini, dopo esseresi specializzato all’Istituto europeo di design come illustratore, nel 1998 approda all’agenzia Armando Testa di Torino dove lavora come visualizer per sette anni. Da anni collabora con testate giornalistiche e pubblicitarie italiane ed estere, realizza locandine teatrali e partecipa con le sue caricature a diverse rassegne satiriche.


La mostra, è anche un omaggio al territorio bresciano e lombardo in generale, che vanta una lunga tradizione sportiva ed enologica, e celebra la passione per il calcio, la pallacanestro e il buon vino. Dal titolo “Benny plays MontinA – Un Franciacorta da Seria A” a cura di Mirko Gambaro, l’esposizione è visitabile, previa prenotazione, dal 9 novembre al 28 febbraio 2025.

Vin Santo Doc ospite d’onore al premio per il miglior budino di riso

Vin Santo Doc ospite d’onore al premio per il miglior budino di risoMilano, 5 nov. (askanews) – Due prodotti della tradizione e dell’ingegno toscano: Vin Santo ospite d’onore al concorso del miglior “Budino di riso – Il Dessert fiorentino”. Al ristorante biologico “Opera 83 Natural Kitchen” di Firenze è andata in scena la seconda edizione del concorso con 20 pasticcerie e forni dell’area metropolitana. Prodotti valutati da una giuria tecnica composta da pastry chef, giornalisti e specialisti di settore gastronomico. Ai primi tre posti si sono classificati il Caffè “Patrizia” di Campi Bisenzio, la Pasticceria “Cesare” di Firenze e la Pasticceria “Ginella” di Grassina.


“Il Vin Santo, la cui leggenda si perde nel Medioevo, è oggi un vino ottenuto dalla fermentazione di uve appassite e segnato da un lungo affinamento, che dal 1996 ricade in una Denominazione di Origine Controllata maggiormente rappresentata dal Consorzio Vino Chianti” ha ricordato Giovanni Busi, presidente del Consorzio, parlando di “un vino dal carattere unico, grazie alla sua rara complessità giocata su durezze e morbidezze, e il suo sorso setoso ed avvolgente. Siamo felici di aver portato il vin santo a ‘bagnare’ i vincitori di questa bella iniziativa”.

Vino, Cantina Produttori di Valdobbiadene: De Rui eletto presidente

Vino, Cantina Produttori di Valdobbiadene: De Rui eletto presidenteMilano, 5 nov. (askanews) – Cambio al vertice per Cantina Produttori di Valdobbiadene: l’assemblea dei soci ha eletto presidente Stefano De Rui che succede a Franco Varaschin, in carica negli ultimi dieci anni. Classe 1957, De Rui era vicepresidente dal marzo scorso ma il suo percorso nel gruppo cooperativo trevigiano era iniziato nel 1994 con la nomina a consigliere.


“Desidero ringraziare il presidente uscente, Franco Varaschin, per l’impegno profuso durante il suo mandato e per aver contribuito a condurre il nostro polo cooperativo dove è oggi” ha detto il nuovo presidente, sottolineando che “grazie alla sua attenta guida abbiamo raggiunto significativi traguardi e consolidato la nostra posizione nel mercato, divenendo nel panorama enologico italiano una realtà ancora più lungimirante e innovativa. Il suo lavoro instancabile e la sua visione hanno tracciato un percorso che continueremo a seguire, affrontando le sfide future con rinnovata determinazione e spirito di collaborazione”. Nata nel 1952 su iniziativa di 129 soci fondatori, Cantina Produttori Valdobbiadene conta oggi oltre mille ettari di vigneto collocati nei diversi areali di produzione e gestiti da circa 600 soci viticoltori.

Consorzio Brunello: seconda Stella a Campo del Drago consacra Montalcino

Consorzio Brunello: seconda Stella a Campo del Drago consacra MontalcinoMilano, 5 nov. (askanews) – “La seconda stella Michelin assegnata oggi al ristorante Campo del Drago di Rosewood Castiglion del Bosco guidato dallo chef Matteo Temperini, unitamente alla riconferma della stella alla Sala dei Grappoli Poggio alle Mura di Castello Banfi-Il Borgo capitanato dallo chef Domenico Francone, rinsaldano l’immagine di Montalcino, un territorio sempre più bandiera dello stile di vita italiano nel mondo. Siamo convinti che il trinomio vino, ristorazione e ospitalità rappresenti sempre di più un valore che si identifica con la ricerca costante della qualità totale, intesa anche quale leva per la crescita collettiva”. Lo ha detto il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci, commentando i riconoscimenti annunciati oggi dalla Guida Michelin nel corso della cerimonia ufficiale dell’edizione Italia 2025 al Teatro comunale Pavarotti di Modena.

Vino, Ais: domani a Firenze presentazione di “Vitae In deguSTAZIONE”

Vino, Ais: domani a Firenze presentazione di “Vitae In deguSTAZIONE”Milano, 5 nov. (askanews) – Domani, 6 novembre, a mezzogiorno alla Camera di Commercio di Firenze in piazza Mentana 1, si terrà la conferenza stampa di presentazione del programma dell’evento “Vitae In deguSTAZIONE”, la grande manifestazione dell’Associazione italiana sommelier (Ais) prevista per il 16 novembre alla Stazione Leopolda. Alla conferenza stampa sono annunciati gli interventi di Massimo Manetti (presidente Camera di Commercio di Firenze), Stefania Saccardi (vicepresidente Regione Toscana) Sandro Camilli, (presidente nazionale Ais) e di Marco Aldegheri (referente Area Comunicazione Ais). L’evento ha il patrocinio del Comune di Firenze, della Città metropolitana di Firenze, della Regione Toscana e della Camera di Commercio di Firenze.


La mattina del 16 alla Leopolda è prevista la finale del concorso nazionale “Miglior Sommelier d’Italia-Premio Trentodoc”, mentre nel pomeriggio un grande banco di assaggio celebrerà le eccellenze della guida ai vini “Vitae 2025”. Ad arricchire il ricco programma della giornata la consegna dei premi “Tastevin” Ais, Bonaventura Maschio e Surgiva. Dopo cinque anni torna la degustazione non solo delle ventidue etichette premiate col Tastevin Ais ma anche dei vini che hanno raggiunto il riconoscimento della “Gemma”. In programma anche delle masterclass guidate.