Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Vino, IGM: un docufilm per celebrare i primi vent’anni di attività

Vino, IGM: un docufilm per celebrare i primi vent’anni di attivitàMilano, 29 ott. (askanews) – Si è svolta a Palazzo Ripetta a Roma la serata celebrativa che segna il culmine del programma di iniziative legate al ventesimo anniversario dell’Istituto del Vino Italiano di Qualità – Grandi Marchi (IGM), che rappresenta delle 18 grandi famiglie del vino simbolo della migliore enologia italiana.


L’incontro, che ha visto come ospiti di eccezione il ministro Francesco Lollobrigida e il viceministro Maurizio Leo, ha fornito l’occasione per rivivere il percorso dell’IGM attraverso la proiezione di un docufilm appositamente realizzato per narrarne i primi due decenni di attività. Un viaggio tra esperienze, aneddoti e propositi con il racconto del presidente Piero Mastroberardino, del presidente onorario Piero Antinori e di tutti i vignaioli che compongono questa squadra prestigiosa. Quaranta minuti per ripercorrere la storia del gruppo, dal primo incontro all’impegno verso i mercati emergenti, dalle missioni nei vari continenti ai passaggi di testimone tra esponenti di diverse generazioni. “Siamo tornati a Roma per condividere un momento importante di questo ambizioso viaggio condotto insieme da un gruppo di amici, prima ancor che colleghi – ha affermato Mastroberardino – tutti legati da un comune sentire: la simbiosi tra i valori familiari e quelli della propria terra, da cui scaturiscono interpretazioni enoiche di rara bellezza. Il contributo di ciascuna di queste antiche e prestigiose storie familiari – ha aggiunto – contribuisce a comporre un mosaico di buone pratiche nel mondo imprenditoriale che travalica l’ambito specifico della filiera vino. Di qui – ha concluso – la proposizione di un programma di attività che, in uno con la missione di difesa e valorizzazione della nostra filiera, promuove iniziative a carattere etico e investimenti ad elevata sostenibilità, che fa di IGM una rappresentazione armonica della biodiversità tipica del patrimonio enologico dello Stivale”.


“A IGM va riconosciuto il grande merito di aver messo da parte l’individualismo a favore del lavoro di squadra” ha detto Lollobrigida, spiegando che “così facendo ha dimostrato come l’Italia, nel momento in cui si muove come sistema, risulti sempre vincente grazie a un patrimonio fatto di straordinaria qualità e di capacità umane che sono nel nostro Dna. Qui – ha proseguito il ministro – ci troviamo di fronte a delle grandi famiglie, rappresentative dei propri territori e capaci di stare al passo con i tempi senza mai perdere le radici e la propria identità. Infine – ha chiosato – va sottolineato il modo di proporre il vino di questo gruppo, in un approccio a questo meraviglioso prodotto fatto di cultura e di consapevolezza”. A chiudere la serata, l’intervento del primo presidente del gruppo. “Era il 2003 quando noi produttori ci incontrammo per la prima volta in occasione di una Wine Experience a New York” ha raccontato Piero Antinori, ricordando che “prese così l’avvio questa grande avventura che ha visto i nostri vini aprire nuove frontiere, dalla Russia alla Cina, fino al Sud Est Asiatico, le missioni in Australia, India, Malesia, e in tanti altri mercati che ancora oggi sono considerati emergenti ma che all’epoca rappresentavano una vera e propria operazione pionieristica. Negli anni – ha concluso – la nostra attenzione si è spostata anche su scenari più consolidati: già note le nostre missioni in Usa, Canada e Inghilterra che ogni anno confermano il crescente interesse di questi mercati tanto per le nostre etichette quanto per lo stile e la cultura che ci contraddistinguono”.

Vino, Terre d’Oltrepò: la nostra sarà evoluzione in coop gerarchica

Vino, Terre d’Oltrepò: la nostra sarà evoluzione in coop gerarchicaMilano, 29 ott. (askanews) – “Il progetto in corso non prevede una trasformazione di Terre d’Oltrepò in Spa, bensì un’evoluzione in cooperativa gerarchica, all’interno della quale opererà una Spa interamente controllata dalla cooperativa stessa. Tale modello è stato scelto per consentire alla cooperativa di accedere a finanza fresca e attirare partner che condividano e supportino i nostri progetti di filiera, in linea con l’obiettivo di ristrutturare e rafforzare l’azienda. La riorganizzazione mira a garantire stabilità e sostenibilità economica, tutelando al contempo gli interessi dei nostri soci”. E’ quanto si legge in una nota diffusa da Terre d’Oltrepò che “esprime sorpresa e rammarico” in merito al comunicato diffuso oggi da Confcooperative Milano e dei Navigli sulla “trasformazione della cooperativa”. Nota che per la realtà pavese nata nel 2008 con la fusione tra la Cantina Sociale Intercomunale di Broni e la Cantina di Casteggio e che associa oltre 660 aziende vinicole con circa cinquemila ettari vitati, appare “non solo inopportuna ma anche dannosa, alimentando polemiche sterili e infondate in un momento cruciale per il nostro progetto di rilancio”.


“Trovo sorprendente e irrispettoso che Confcooperative abbia deciso di consegnare alle agenzie stampa nazionali un comunicato senza nemmeno aver chiesto chiarimenti e basandosi unicamente su fonti giornalistiche e non ufficiali” tuona Umberto Callegari, Ceo di Terre d’Oltrepò, aggiungendo che “questo approccio disprezza il lavoro svolto con metodo, sacrificio e passione per oltre un anno, con l’unico scopo di tutelare i soci e la cooperazione territoriale e lombarda”. “Trovo inoltre incredibilmente fuori luogo il rimando a tensioni mediatiche che appartengono a un passato da cui questa dirigenza non solo è del tutto estranea, ma da cui sta facendo di tutto per distanziarsi” prosegue il manager, domandandosi “quale sia stato il ruolo di Confcooperative in quel passato e cosa intenda ottenere ora con un’azione così sconsiderata”. “A scanso di equivoci, riteniamo opportuno evidenziare come Terre d’Oltrepò, in quanto cooperativa per azioni, sia soggetta (in virtù dell’art. 2519 del Codice Civile) alle norme dettate per le società per azioni, salvo deroghe specifiche previste per le cooperative. È noto, inoltre, che, per le Spa, il Codice Civile prevede che l’unico organo legittimato a gestire l’impresa e ad adottare scelte gestorie sia il Consiglio di Amministrazione, e non l’assemblea dei soci. Anche nel caso in cui lo statuto di una Spa prevedesse (e non è il caso di Terre d’Oltrepò) l’autorizzazione assembleare per specifici atti, la responsabilità della decisione resterebbe comunque esclusivamente in capo agli amministratori” continua il Ceo, precisando che “detto questo, Terre ”Oltrepò riconosce l’opportunità di un passaggio assembleare quale sede elettiva per fornire ai soci aggiornamenti trasparenti sull’andamento dell’impresa, in coerenza con lo stile di trasparenza che caratterizza questa gestione, pur non considerandolo un vincolo decisionale per l’operatività aziendale”.


Riaffermando “il proprio impegno verso la trasparenza, la partecipazione e la valorizzazione degli interessi dei soci, che restano al centro delle nostre decisioni e del nostro percorso di crescita”, la cooperativa si augura “che Confcooperative possa intervenire con una dichiarazione di rettifica, chiarendo la reale natura e trasparenza del nostro lavoro, per preservare la reputazione di tutti coloro che hanno contribuito al progetto e riparare, almeno in parte, il grave danno di immagine causato a Terre d’Oltrepò e al suo operato”.

Vino, Uiv: il Mef ha ritirato le norme relative ai vini dealcolati

Vino, Uiv: il Mef ha ritirato le norme relative ai vini dealcolatiMilano, 29 ott. (askanews) – Secondo quanto risulta a Unione italiana vini (Uiv), “il ministero dell’Economia ha ritirato le norme relative ai vini dealcolati recentemente inserite nella proposta di decreto legislativo in materia di accise”. Ora, superato l’impasse, per Uiv “è necessario che il ministero dell’Agricoltura approvi al più presto il decreto tenendo conto degli elementi principali già discussi con la filiera”. Tra questi, il processo di dealcolizzazione che dovrà avvenire in locali appositamente dedicati; il divieto della pratica per i vini Dop/Igp; considerare la soluzione idroalcolica residua (acqua di rete, tra il 95% e il 99,9%) come rifiuto e quindi non sottoposta ad accise. Uiv confida che nelle prossime settimane il Masaf possa convocare le organizzazioni per presentare la nuova proposta di decreto.


Unione italiana vini rileva inoltre come un Regolamento comunitario sancisca dal 2021 l’obbligo di chiamare questo prodotto “vino dealcolizzato” o “parzialmente dealcolizzato”. Le imprese italiane chiedono perciò di poter operare alle stesse condizioni dei competitor europei, applicando la parola “vino” ai dealcolati.

A Riva del Garda nasce il primo salone italiano dedicato all’enoturismo

A Riva del Garda nasce il primo salone italiano dedicato all’enoturismoMilano, 29 ott. (askanews) – Riva del Garda Fierecongressi ha presentato all’Itas Forum di Trento il “Fine WineTourism Marketplace Italy”, il “primo salone italiano esclusivamente dedicato all’enoturismo”, nato dalla collaborazione con la spagnola Feria de Valladolid, che si terrà al Centro Congressi di Riva del Garda il 28 e 29 ottobre 2025.


I promotori hanno spiegato che la prima edizione del salone italiano “nasce dall’esperienza di successo maturata da Feria de Valladolid: un format innovativo che prevede un’area dedicata agli incontri B2B, cuore pulsante dell’evento, e un’area espositiva in cui le aziende vinicole sono supportate dalle realtà territoriali di promozione enoturistica”. L’evento prevede inoltre conferenze, attività di networking e ‘fam trip’ per scoprire il territorio, e si propone “come opportunità strategica per tutti gli operatori del settore, al fine di creare nuove sinergie e conoscere da vicino il panorama enoturistico italiano e internazionale”. “‘Fine’ è un progetto internazionale ambizioso, un’importante opportunità di collaborazione tra due grandi Paesi, Spagna e Italia, grazie alla sinergia tra due prestigiosi enti fieristici” ha detto Roberto Pellegrini, Presidente di Riva del Garda Fierecongressi, parlando di “un’iniziativa che consolida la presenza della nostra società sui mercati nazionali e internazionali, e apre a nuove prospettive di crescita, con risultati promettenti e duraturi”. “Siamo orgogliosi che Feria de Valladolid abbia deciso di consolidare il percorso di internazionalizzazione proprio a Riva del Garda” ha aggiunto Alessandra Albarelli, Dg di Riva del Garda Fierecongressi, evidenziando che è “una scelta che conferma il valore della nostra città e dell’intero Trentino come destinazioni di primo piano che, grazie alla posizione strategica, fungono da veri e propri hub per i mercati europei, offrendo straordinarie opportunità di crescita, networking e visibilità a livello internazionale”.


Secondo gli organizzatori il salone “accoglierà le più importanti aziende vinicole, Cantine, Consorzi, associazioni, destinazioni enoturistiche e Strade del vino provenienti non solo dall’Italia, ma anche da Spagna, Portogallo e Francia”. L’evento “sarà una vetrina privilegiata per presentare la ricchezza e la diversità dei territori del Sud Europa e della loro offerta vitivinicola, permettendo agli espositori di aprirsi al mercato internazionale”. “‘Fine’ è nato con l’obiettivo di espandersi anche oltre i confini spagnoli – ha dichiarato Alberto Alonso, Dg di Feria de Valladolid – e siamo certi che Riva del Garda e il Trentino siano la destinazione perfetta per riunire gli esperti dell’enoturismo, dall’Italia e da altri Paesi impegnati in questo settore”.


Alla presentazione è intervenuto anche l’assessore al Turismo della Provincia autonoma di Trento, Roberto Failoni che ha messo in luce come questo evento “rappresenti una straordinaria opportunità per il settore vinicolo e per quello dell’ospitalità, un’iniziativa in cui la nostra Provincia ha creduto fin da subito. Sono certo che questo appuntamento permetterà di sviluppare un’offerta turistica ancora più variegata e attrattiva”.

Vino, Federvini: torna il corso “Comunicare il consumo responsabile”

Vino, Federvini: torna il corso “Comunicare il consumo responsabile”Milano, 29 ott. (askanews) – Ha preso il via a La Sapienza di Roma il nuovo corso sul “Comunicare il consumo responsabile”, il progetto finalizzato a prevenire l’abuso di bevande alcoliche da parte dei giovani, a cura di Federvini, la Federazione confindustriale che rappresenta i principali produttori di vini, vini aromatizzati, spiriti e aceti.


L’iniziativa, che coinvolge anche l’Università Luigi Vanvitelli di Capua (Caserta) e, per la pima volta, quella di Firenze, per la sua terza edizione sceglie il claim”Lo abbiamo sempre fatto e non lo sapevamo!” per evidenziare come il consumo responsabile di vini, liquori e acquaviti “sia da sempre naturalmente inscritto nello stile di vita italiano ispirato ai princìpi della dieta mediterranea”. “Un modello culturale – evidenzia Federvini – che vede nella moderazione, socialità e convivialità dell’esperienza di consumo i suoi tratti distintivi e che racchiude i valori straordinari della tradizione e dell’esperienza plurisecolare della gastronomia italiana. Un patrimonio inimitabile – sottolinea – riconosciuto e apprezzato nel mondo ma di cui a volte rischiamo di non essere del tutto consapevoli”. “Il nostro impegno non è soltanto rivolto a contrastare l’abuso di alcol ma a radicare il consumo responsabile come valore cardine della nostra cultura. La dieta mediterranea, simbolo di moderazione e benessere, costituisce un patrimonio immateriale e non replicabile del nostro Paese, che esalta la socialità e l’equilibrio” ha dichiarato Chiara Soldati, presidente del Centro di studio ed intervento per gli aspetti social del consumo delle bevande alcoliche (Casa) di Federvini, auspicando “che questa iniziativa possa tradursi in un punto di riferimento stabile nelle università italiane, ispirando un impegno duraturo per la promozione di uno stile di vita consapevole ed equilibrato”.


Avviato nel 2022 dalla collaborazione della Federazione con il Prof. Alberto Mattiacci, Ordinario di Economia e Gestione delle imprese presso La Sapienza, il progetto “No Binge” ha già interessato centinaia di studenti romani e delle Università Vanvitelli di Capua e di Verona, invitati ad elaborare una campagna di comunicazione mirata a promuovere la cultura del consumo responsabile di vini e spiriti indirizzata al target dei giovani adulti. Una challenge rivolta direttamente agli allievi dei corsi in comunicazione e marketing, chiamati, al termine di una introduzione sul tema alcol e salute a cura di Federvini, “a confrontarsi con le proprie conoscenze e abilità in un lavoro di squadra per confezionare un vero e proprio piano di comunicazione integrato”.

Oltre 30 Paesi rappresentati al decimo “Campionato mondiale Pizza doc”

Oltre 30 Paesi rappresentati al decimo “Campionato mondiale Pizza doc”Roma, 29 ott. (askanews) – Da martedì 12 a giovedì 14 novembre 2024 torna il Campionato Mondiale Pizza DOC. La decima edizione del Campionato, uno degli eventi più importanti e sentiti del Mondo Pizza, si terrà all’interno degli spazi del NEXT – Nuova Esposizione Ex Tabacchificio di Cafasso, a pochi passi dagli affascinanti templi di Capaccio – Paestum, in provincia di Salerno. Un’edizione importante che celebra il primo decennio della kermesse supportata appieno dall’amministrazione comunale di Capaccio, dalla Provincia di Salerno e dalla Regione Campania.


Organizzata da ‘Accademia Nazionale Pizza DOC’, ente di formazione per pizzaioli professionisti ma non solo, la kermesse dedicata al Mondo Pizza ha aperto le iscrizioni a pizzaioli italiani e internazionali. Ad oggi sono iscritti pizzaioli provenienti da oltre 30 nazioni nel mondo. Tantissimi iscritti, infatti, provengono da USA, Brasile, Argentina, Canada, Cile, Venezuela, Ecuador, Colombia, Panama, Korea del Sud, Albania, Tunisia, Polonia, Svezia, Francia, Spagna, Regno Unito, Slovacchia, Romania, Ungheria, Malta e tanti altri ancora. Le iscrizioni avvengono sul sito www.campionatomondialepizzadoc.it fino al 5 novembre, ultima data utile per iscriversi e partecipare al grande evento in una cornice di arte e cultura all’ombra dei Templi di Paestum, il sito archeologico considerato esempio unico della cultura della Magna Grecia. Per i vincitori delle varie categorie della decima edizione del Campionato Mondiale Pizza DOC saranno tanti i premi in palio, come ad esempio prodotti e servizi offerti dagli sponsor, mentre il vincitore assoluto diventerà testimonial per un anno dell’Accademia Nazionale Pizza DOC partecipando al prossimo corso ‘Master Istruttore’, che si terrà dopo il Campionato.


Il campionato è reso possibile anche grazie al supporto di aziende leader del settore come Mulino Caputo con le sue farine, i prodotti caseari di Latteria Sorrentina, il pomodoro San Marzano di Solania, i prodotti conservieri di Carbone Conserve, i forni elettrici di Sa.Car Forni, le impastatrici di Mecnosud e dai prodotti di eccellenza dell’azienda emiliana Menù srl. ‘Sono orgoglioso del viaggio fatto fino ad oggi assieme allo staff, a tutti i giudici, docenti dell’Accademia ed i partner che in questi anni hanno supportato il Campionato Mondiale Pizza DOC – ha affermato un emozionato Antonio Giaccoli, presidente dell’Accademia Nazionale Pizza DOC – Siamo partiti nel 2014 da una comune festa della pizza nella mia città, Nocera Superiore, ed oggi siamo arrivati in ogni angolo del mondo. Un’emozione unica che ha permesso a me, e a tanti professionisti che negli anni mi hanno circondato, di diffondere e promuove la professione del pizzaiolo nel mondo’.


Ben 20 le categorie ed 1 trofeo a cui possono iscriversi i partecipanti della decima edizione del Campionato Mondiale Pizza DOC, ovvero: 4 categorie TOP dalle quali si decreterà il nome del Campione Mondiale Pizza DOC 2024, 7 categorie Special, 4 categorie di gruppo, 3 categorie di abilità, 1 gara amatoriale ed 1 trofeo speciale. Novità di quest’anno, infatti, sarà il Trofeo Panuozzo DOC, prodotto tipico campano che è un vero e proprio fratello della pizza. A partire dai 16 anni di età, tutti i pizzaioli/e possono iscriversi alle gare. Queste le categorie TOP dalle quali verrà eletto il nome del Campione Mondiale Pizza DOC 2024: ‘ Pizza Classica, ovvero la pizza specialità del concorrente; ‘ Pizza Margherita DOC, anche senza rispettare il disciplinare STG; ‘ Pizza Contemporanea, realizzata con tutte le moderne tecniche di impasto; ‘ Pizza a Ruota di Carro, la classica pizza napoletana dal diametro tra i 35 ed i 40 cm.


Queste le categorie Special: ‘ Pizza in Teglia, ovvero la classica pizza a fette; ‘ Pizza in Pala, la classica pizza scrocchiarella; ‘ Pinsa Romana, famosa per la sua forma ovale; ‘ Pizza senza Glutine, la pizza gluten free margherita o classica; ‘ Pizza Fritta, il classico ‘battilocchio’ o quella larga con ‘due pettole’; ‘ Fritti, ovvero le 3 tipologie di fritto classico e contemporaneo come il crocchè di patate, arancino e frittatina di pasta; ‘ Pizza Gourmet, la pizza realizzata come un piatto di alta ristorazione, sia salata che dolce. Queste le 4 categorie di Gruppo: ‘ Pizza in Team, con più concorrenti che possono concorrere in team anche in categorie differenti; ‘ Pizza a due, la collaborazione con uno chef o pasticciere o pizzaiolo; ‘ Brand di Pizzeria, novità di quest’anno dedicata a dei veri e propri mini tornei tra grandi catene di pizzerie; ‘ Pizza DOC School, ovvero il concorso dedicato agli istituti scolastici alberghieri. Le 3 categorie di Abilità, invece, sono: ‘ Free Style, il vero spettacolo acrobatico tra pizza e pizzaiolo; ‘ Pizza più larga, la pizza dal diametro più lungo; ‘ Pizza più veloce, la pizza stesa nel minor tempo possibile. A queste categorie, vanno aggiunte 3 categorie Extra molto popolari: ‘ Pizza Social. Tutte le pizze in gara durante i tre giorni del Campionato saranno fotografate e poi inserite sui canali social del Campionato e votate dal 22 novembre al 06 dicembre prossimo. La pizza più votata sui social media sarà premiata al prossimo Pizza DOC Awards 2024. ‘ Pizza DOC Lovers, la categoria per i pizzaioli amatoriali; ‘ Trofeo Panuozzo DOC, novità di quest’anno dedicata ad un vero e proprio fratello della pizza. Il Campione Mondiale Pizza DOC 2024 – Pizza DOC In The World 2024 sarà scelto tra il primo classificato della pizza classica, della pizza margherita, della pizza contemporanea e della pizza a ruota di carro, in funzione di chi ottiene il punteggio più alto. Saranno assegnati premi speciali come ad esempio la ‘Miglior Pizzaiolo Italiano nel Mondo’, Miglior Pizzaiola DOC 2024′, il ‘Premio Giudici di Forno’ ovvero il premio della critica, e tanti altri premi che saranno consegnati durante la cerimonia di premiazione che avverrà nel pomeriggio di giovedì 14 novembre. A presentare la kermesse saranno: Enzo Calabrese, conosciuto come il ‘Bruno Pizzul della Pizza’, storica voce del Mondo Pizza; Rossella Pisaturo, collaboratrice Rai, speaker radiofonica di RCS75 e conduttrice di ‘Casa Sanremo’; Stefania Sirignano, speaker radiofonica e voce di ‘Radio Punto Zero’; lo speaker radiofonico Dino Della Porta. Anche quest’anno ci saranno i DOC Talk, ovvero i format di approfondimento sul Mondo Pizza. Durante i 3 giorni di gara, infatti, ci sarà spazio per i workshop di approfondimento con maestri pizzaioli, aziende, esperti del settore, giornalisti ed influencer. I DOC Talk, gratuiti ed aperti al pubblico con prenotazione consigliata, saranno condotti da Luca Fresolone, meglio conosciuto sui social come ‘La cucina del Presidente’, quest’anno accompagnato anche da esperti del settore come Luciano Pignataro, autore della guida 50TopPizza e storico riferimento del giornalismo enogastronomico in Italia, e Vincenzo Pagano, autore del sito di approfondimento ‘Scatti di Gusto’. Per ogni incontro ci sarà anche degustazione di pizza e di prodotti in abbinamento. Saranno circa 100 i giornalisti, food blogger, influencer, maestri pizzaioli e chef che si accomoderanno in giuria per valutare le circa 800 pizze sfornate nei 3 giorni di gara. Presidente della giuria sarà la giornalista Antonella Amodio. Per la sezione senza glutine, invece, presidente di giuria sarà il giornalista Alfonso Del Forno. Per non lasciare nessun dubbio su eventuali influenze, anche alla decima edizione del Campionato Mondiale Pizza DOC verrà adottato il sistema della giuria nascosta, ovvero i giudici non vedranno chi elabora il prodotto prima di aver votato la pizza. Al via del direttore di gara, il pizzaiolo avrà a disposizione dai 10 ai 20 minuti, a seconda della categoria di gara, per preparare la sua pizza, dopodiché verrà mostrata alla giuria dai nostri collaboratori. I giudici assegneranno un punteggio da 0 a 50 ai tre parametri di valutazione: Aspetto, Cottura, Gusto. Il voto sarà completamente digitale attraverso un’app che scansionerà il QRCode assegnato ad ogni singola pizza in fase di accreditamento del concorrente. Anche i giudici di forno valuteranno la gara del concorrente mediante i criteri: pulizia del banco di lavoro, etica professionale e rispetto dei tempi di gara. Direttore tecnico della gara sarà Marco Di Pasquale, maestro pizzaiolo coadiuvato dai docenti dell’Accademia Nazionale Pizza DOC. Ospiti d’eccezione della kermesse saranno personalità di spicco dell’universo food e pizza in particolare, come Domenico Massasso, chef ufficiale del Torino Calcio, i docenti dell’Accademia Errico Porzio, Salvatore Lioniello, Vincenzo Fotia, Angioletto Tramontano, Raffaele Bonetta, Fabio Di Giovanni, Antonio Fiorillo, Alessandro Della Monica, Carlo Fiamma, Marco Iovane ed i vertici del mondo pizza. Tanto spazio sarà dedicato all’Area Expò DOC per aziende del settore ristorativo che vorranno mettersi in mostra. Un’area espositiva di circa 4000 mq che permetterà alle aziende di posizionarsi in un contesto internazionale con un target specifico e fidelizzato. Spazio anche alla beneficenza con il supporto al progetto ‘La stanza di Tobia’. Per sostenere la casa accoglienza di via Foria a Napoli, progetto sostenuto dalla Accademia Nazionale Pizza DOC che ospita le famiglie dei piccoli bambini affetti da patologie tumorali, basterà acquistare il cappello ufficiale del decimo Campionato Mondiale Pizza DOC, oggetto da indossare obbligatoriamente per ogni concorrente. L’intero ricavato, infatti, sarà interamente devoluto al progetto ‘La stanza di Tobia’. Tutti i giorni, a partire dalle 17.30 circa, ci sarà una diretta streaming sui canali social del Campionato e su YouFood Tv durante la quale si parlerà della giornata di gara appena trascorsa. Ancora pochi i posti disponibili per partecipare alla decima edizione del Campionato Mondiale Pizza DOC e scoprire chi sarà l’erede di Stefano Di Martino, vincitore della nona edizione nel 2023.

A Golosaria Consorzio Grana Padano racconta l’origine millenaria della Dop

A Golosaria Consorzio Grana Padano racconta l’origine millenaria della DopMilano, 29 ott. (askanews) – Il consorzio Grana Padano rinnova la partnership con Golosaria, l’evento meneghino che dal 2 al 4 novembre per la prima volta sarà alla Fiera Milano Rho. I temi dell’edizione 2024 vertono sui territori intesi come depositari delle biodiversità, sulle identità ovvero sul senso di appartenenza che i prodotti alimentari sviluppano nelle comunità, e sul futuro con la consapevolezza che lo sviluppo nasce dalla presa di coscienza del proprio valore.


Per l’occasione il Grana Padano, oltre a partecipare con le sue tre stagionature 12/16 e Riserva Oltre 20 mesi, alle master class in abbinamento ad altre eccellenze italiane, allestirà la mostra dedicata alle origini che risalgono al 1135, quando i monaci cistercensi, presso l’Abbazia di Chiaravalle a Milano, misero a punto la ricetta del formaggio “grana” con il preciso intento di creare un prodotto adatto alla stagionatura e alla conservazione delle proprietà nutritive del latte. Una ricetta che si diffuse nel territorio padano e che oggi è la stessa del formaggio DOP più consumato e conosciuto al mondo. “Il Grana Padano è un prodotto internazionale, ma è fortemente legato ai luoghi dove nasce, alla maestria dei casari e alle tradizioni italiane – afferma il presidente del Consorzio, Renato Zaghini – Il formaggio Dop più consumato al mondo è anche il custode delle comunità rurali e ne garantisce un futuro sostenibile”.

Conclusa vendemmia in Alto Adige, enologi fiduciosi su qualità vini

Conclusa vendemmia in Alto Adige, enologi fiduciosi su qualità viniMilano, 28 ott. (askanews) – Come in diverse altre parti del nostro Paese, anche la vendemmia che si è appena conclusa in Alto Adige è arrivata dopo un anno difficile in vigna. Nonostante l’annata impegnativa e i raccolti inferiori rispetto al 2023, quattro giovani capi cantinieri ora alle prese con l’inizio del lavoro in cantina, si dicono fiduciosi sulla qualità e prevedono “bianchi freschi e fruttati, e rossi eleganti”. Lo spiegano Michael Dezini, enologo della Tenuta Josef Brigl di Appiano, Elisabeth Gottardi della Tenuta Gottardi di Egna, Stefan Doná, enologo dalla Cantina Valle Isarco, e Erwin Carli, enologo della Cantina Kurtatsch.


“La maturazione fisiologica è stata raggiunta alla perfezione, i valori di pH e acidità così come i livelli di zucchero sono corretti e i grappoli molto sani” racconta Gottardi, mentre Dezini e Carli sottolineano soprattutto la qualità dei bianchi, “in particolare il Pinot Bianco, il Pinot Grigio e il Sauvignon”, così come Donà che precisa che “quest’anno gli acini sono rimasti più piccoli ma molto concentrati, ragion per cui ci aspettiamo una quantità minore ma di qualità eccellente”. Il calo del raccolto si è registrato in tutte le zone di coltivazione e per tutte le varietà. Gottardi e Carli fanno notare che, rispetto ad altre annate, è stata maggiore la quantità di fiori appassiti e ciò ha comportato, soprattutto per le varietà di Pinot, una resa molto inferiore. Dezini mette in luce che soprattutto per il Pinot Grigio, il Sauvignon e il Gewurztraminer si sono registrati forti cali di produzione, evidenziando che “dal punto di vista quantitativo abbiamo registrato perdite anche per tutte le varietà di vino rosso, in particolare per il Lagrein e il Pinot Nero”. A Mazon, zona molto rinomata per il Pinot Nero, Gottardi stima che tale perdita si aggiri attorno a un quarto rispetto ai due anni precedenti.


“Per quanto riguarda i bianchi tutto fa pensare che sarà un’annata classica con vini fruttati e dal carattere varietale anche se è ancora troppo presto per una valutazione dettagliata” mette in luce Carli, mentre Donà è ancora più fiducioso parlando di “una 2024 straordinaria che convince per freschezza, mineralità e aromi intensi”. Specialmente il Sylvaner, il Kerner e il Sauvignon Blanc che hanno beneficiato delle temperature notturne più fresche in autunno che avrebbero conferito ai vini una raffinata acidità e un fruttato limpido. Anche Dezini si sbilancia spiegando che “i bianchi del 2024 sono caratterizzati da una bella freschezza e un pronunciato sapore fruttato”. Meno risolute le sue conclusioni sui rossi, con la Schiava che sembra “piuttosto difficile”, il Lagrein che “promette bene”, e il Pinot Nero che svetta sugli altri. Quest’ultima considerazione è sposata anche da Elisabeth Gottardi che descrive il Blauburgunde 2024 come “molto equilibrato”, attribuendogli “freschezza, eleganza, profondità e un lungo potenziale di conservazione”.


Foto Sudtirol – Florian Andergassen

Vino, Bruno Vespa festeggia dieci anni da vignaiolo in Puglia

Vino, Bruno Vespa festeggia dieci anni da vignaiolo in PugliaMilano, 28 ott. (askanews) – “Abbiamo celebrato un traguardo importante: in questi dieci anni la nostra Cantina è diventata un piccolo punto di riferimento per il settore enogastronomico ed enoturistico, grazie alla qualità dei nostri vini e ai sapori autentici del territorio pugliese. Ogni bottiglia che abbiamo selezionato racconta infatti una storia, un viaggio attraverso le vigne della Puglia. Guardiamo al futuro con entusiasmo, pronti a continuare ad esplorare e valorizzare le meraviglie di questa terra”. Lo ha detto Bruno Vespa che lo scorso fine settimana ha festeggiato i dieci anni della sua “Vespa Vignaioli” nella rinnovata Cantina nella Masseria Li Reni di Manduria (Taranto).


Per festeggiare questo anniversario, è stato organizzato un incontro con diversi e celebri esperti che hanno discusso sull’evoluzione e il potenziale dei vini del Sud Italia. I lavori, tutti coordinati dall’80enne giornalista abruzzese, si sono svolti in due giorni. Sabato pomeriggio si è tenuto il panel dal titolo “I vini del Sud nel mondo che cambia” a cui hanno partecipato Gigi Brozzoni, Riccardo Cotarella, Franco Maria Ricci, Carlo Cambi, Paolo Massobrio, Luciano Pignataro e Carlo Ottaviano. Al termine si è tenuta una “verticale” di sette annate storiche di “Raccontami”, uno dei vini di punta della Cantina pugliese, che ha ricevuto la “Stella” del Gambero Rosso per aver ottenuto per dieci anni consecutivi i “Tre Bicchieri”, il massimo riconoscimento assegnato dalla guida i “Vini d’Italia”. L’incontro di domenica è stato invece dedicato al delicato tema “Vino e salute” e ha visto l’intervento di Michele Mirabella, Giorgio Calabrese e di Massimo Massetti, direttore della Cardiochirurgia del Policlinico Gemelli.

Vino, a Caprai Premio alla Carriera della rivista austriaca Falstaff

Vino, a Caprai Premio alla Carriera della rivista austriaca FalstaffMilano, 27 ott. (askanews) – Nell’ambito della sua “La Guida ai vini d’Italia”, la rivista austriaca Falstaff (pubblicata nei Paesi di lingua tedesca) ha assegnato il “Premio alla Carriera” a Marco Caprai, il 60enne titolare della celebre Cantina umbra Arnaldo Caprai di Montefalco (Perugia).


“Un riconoscimento bellissimo, che premia un impegno lungo 40 anni non solo mio, ma di tutti i nostri collaboratori” ha commentato Marco Caprai, il cui nome da quasi quarant’anni è indissolubilmente legato al Sagrantino di Montefalco che ha contribuito in maniera determinate a riportare in auge. La cerimonia di premiazione si svolgerà il prossimo 26 novembre a Eataly a Monaco di Baviera, in Germania.