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Vino, il 23 e 24 agosto esordisce lo “Stintino Wine Festival”

Vino, il 23 e 24 agosto esordisce lo “Stintino Wine Festival”Milano, 11 ago. (askanews) – Nasce lo “Stintino Wine Festival”. La prima edizione è in programma il 23 e 24 agosto Alle Cantine di Pozzo San Nicola a Stintino (Sassari) e promette di essere “una vetrina per i vini della costa Nord-Ovest della Sardegna e l’occasione per scoprire e celebrare i vitigni autoctoni e i loro produttori”. Si tratta di due serate (con inizio alle 18) organizzate dalle Tenute Stintino e Alle Cantine della società agricola Logos, che daranno l’opportunità di degustare i vini delle Cantine Cherchi (Usini), Delogu (Alghero), Confraternita del Moscato (Sorso-Sennori), Rossini (Laerru), Tenuta delle Nereidi (Castelsardo) e Ledà (Alghero).


Oltre alle degustazioni, lo Stintino Wine Festival offrirà una serie di “speech” tenuti da esperti del settore, “un’opportunità per approfondire le conoscenze su vari aspetti del mondo del vino, dalla viticoltura alle tecniche di degustazione, offrendo preziosi spunti sia ai neofiti che ai conoscitori più esperti”. Previste inoltre le performance musicali della band Zeppara (23 agosto) e Beppe Dettori (24 agosto), oltre a dj set che accompagneranno l’evento. “Questo evento non è solo una festa del vino ma anche un tributo alla passione e alla dedizione dei nostri produttori locali” – affermano gli organizzatori di Alle Cantine, sottolineando che “vogliamo che i partecipanti vivano un’esperienza indimenticabile, immergendosi nei sapori, nei profumi e nella cultura della Sardegna”.

Torna a Milano “theGINday” l’8 e 9 settembre la 12esima edizione

Torna a Milano “theGINday” l’8 e 9 settembre la 12esima edizioneMilano, 11 ago. (askanews) – Domenica 8 e lunedì 9 settembre torna a Milano “theGINday”, l’evento italiano dedicato al mondo del Gin giunto alla sua dodicesima edizione. La location sarà ancora una volta quella del SuperStudio Più di via Tortona 27, sotto l’egida di Luca Pirola, ideatore ed organizzatore del format e fondatore di “Bartender.it”.


La manifestazione “focalizza il rapporto tra prodotto e utente con un contatto diretto con i brand delle grandi aziende, delle produzioni artigianali e dei piccoli distillatori”. Se negli stand sarà possibile degustare il gin solo in purezza, nei tre bar tematici, “Gin&Tonic Bar”, “Martini Cocktail Lounge” e “Negroni Bar”, verranno serviti i drink più iconici, con ricette e tecniche svelate da barman professionisti, utilizzando i vari brand presenti all’evento. Lo shop ufficiale “Bottega Liquori e Spiriti” sarà una vetrina unica dei prodotti presenti al “theGINday”, offrendo al pubblico l’opportunità di portarsi a casa le novità del momento e piccole produzioni ancora non distribuite sui canali tradizionali. Diversi i seminari, workshop, degustazioni e masterclass, a cui si aggiunge la seconda edizione dei “Gin Awards”. Una giuria di esperti tra professionisti del settore beverage come bartender, sommelier, produttori, degustatori e giornalisti qualificati, secondo decreteranno dopo assaggi alla cieca i vincitori tra quattro categorie: “Best Italian Gin”, “Best International Gin”, “Best Idea/Concept” e “Best Packaging”. Infine ci saranno due premi speciali: “Bartenders Choice”, dove saranno i professionisti a votare i cinque gin che non possono mancare in bottiglieria, ed “Exit Poll”, ovvero un riconoscimento al prodotto più apprezzato dai brand presenti all’evento secondo un sondaggio effettuato durante la manifestazione. La premiazione avverrà lunedì 9 settembre comee evento di chiusura di “theGINday”.


Torna anche la “theGINweek”, che per la sua quinta edizione coinvolgerà “i locali più cool della movida milanese, creando esperienze inedite, questa volta accompagnando l’evento e proseguendo oltre i due giorni di manifestazione, dal 8 al 14 settembre”.

Il 15 settembre il club del sigaro toscano festeggia 25 anni

Il 15 settembre il club del sigaro toscano festeggia 25 anniMilano, 11 ago. (askanews) – Domenica 15 settembre al Castello di Meleto di Gaiole in Chianti (Siena) il club di appassionati “Maledetto Toscano” festeggia i suoi primi 25 anni. Venticinque anni di “fumata lenta”, di riflessioni sulla letteratura, sulla musica, sulla cultura. Venticinque anni di promozione della toscanità e del Made in Italy del gusto e delle eccellenze, a partire dal sigaro toscano.


“In un quarto di secolo abbiamo rivoluzionato non solo il modo di approcciarsi al sigaro ma anche quello di vivere le nostre eccellenze con passione e armonia tra di loro” racconta il presidente e tra i fondatori del Club, Stefano Fanticelli, aggiungendo che “è per questo che oltre al Toscano, abbiamo voluto mettere insieme i tanti partner che in questi anni ci hanno accompagnato in questo racconto del concetto di fare ‘slow’, così come pretende il sigaro per essere fumato”. Il programma dei festeggiamenti sarà ampio e aperto dalle 12 a tutti coloro che vorranno prenotarsi. Dopo un brindisi di benvenuto con un’anteprima nazionale di una nuova etichetta di Champagne Laurent-Perrier, sarà proiettato un filmato con il racconto dei 25 anni del Club e si terrà la commemorazione di Franco Testa, “grande filantropo e narratore del sigaro toscano”. Dalle 13.30 si potranno degustare liberamente le eccellenze degli artigiani del gusto presenti: le carni di Simone Fracassi, il tartufo di Cristiano Savini, i sottoli di Agnoni, i salumi e la Tarese del Valdarno della macelleria Sani, i formaggi di Andrea Magi con in anteprima il “Maledetto Toscano”, oltre ad un buffet. Alle 15.30 taglio della torta realizzata dalla Pasticceria Bardelli di Cesa in Valdichiana (Ar) con i vini di Ferrari Trento raccontati da Marcello Lunelli e poi spazio a distillati e cocktail con Velier e i distillati di Capovilla, tra cui il Rum, in abbinamento al cioccolato di Vestri, ai succhi di frutta di Biobacche Toscana.


La musica di Perfidia accompagnerà il pomeriggio con tre fumate con una selezione di sigari dal Caveau del “Maledetto Toscano”. In particolare, il tema sarà quello della tradizione caraibica, a partire dall’outfit bianco o coloniale. La stessa fumata guidata vedrà tre sigari: un Toscano “senza nome”, un cubano vintage e il Sigaro Nicita, un kentucky che riassume la tradizione del Nicaragua e dell’Italia, pensato da Federico Marino. Era il 1999 quando due amici, Roberto Fanticelli e Aroldo Marconi, sparpagliati fra Montepulciano e Montecatini, hanno costruito un piccolo quanto stabile punto di riferimento per gli appassionati del sigaro, coinvolgendo otto amici pionieri appassionati del buon vivere dando vita al “Maledetto Toscano”, nome ispirato al libro di Curzio Malaparte, con il logo con Dante Alighieri che si fa accendere il sigaro da un diavolo. Oggi il club ha molti associati in tutta Italia e partner internazionali, e accompagna il Made in Italy in tutto il mondo attraverso degustazioni guidate dai propri esperti. L’ultima attività in ordine di tempo è stata l’inaugurazione del primo Caveau pubblico dedicato al sigaro (toscano in prevalenza), che ne contiene oltre cinquemila della collezione privata del Club, tra cui spiccano circa 800 pezzi di “Moro” e altri da collezione. Il caveau, a temperatura e umidità controllata, mette a disposizione delle cassettiere private ed esclusive nelle quali ogni singolo socio può conservare i propri sigari.

Vino, dal 6 al 15 settembre il primo “Barbera D’Asti Wine Festival”

Vino, dal 6 al 15 settembre il primo “Barbera D’Asti Wine Festival”Milano, 11 ago. (askanews) – Conto alla rovescia per la prima edizione del “Barbera D’Asti Wine Festival” che si terrà ad Asti da venerdì 6 a domenica 15 settembre. L’evento è organizzato dal Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato e dal 6 all’8 settembre prevede un ricco palinsesto di incontri tematici con importanti ospiti del mondo del vino e del cinema, della letteratura, dell’arte e dell’imprenditoria, moderati dai giornalisti del Corriere della Sera, Luciano Ferraro, Roberta Scorranese e Isidoro Trovato.


Il Festival continuerà dal 9 fino al 15 settembre con masterclass e degustazioni guidate da diversi esperti del mondo del vino, e approfondimenti sulla Barbera d’Asti e le eccellenze del Monferrato, oltre a “food experience” nel centro storico della cittadina piemontese. Incontri, masterclass e degustazioni diurne avranno come location Palazzo del Michelerio, un ex monastero risalente al ‘500, mentre nel cortile di Palazzo Alfieri si terranno concerti e performance musicali. “Il ‘Barbera d’Asti Wine Festival’ rappresenta per noi una manifestazione capace di proiettare ulteriormente il nostro territorio e il vitigno Barbera sul palcoscenico internazionale” spiega il presidente del Consorzio, Vitaliano Maccario, aggiungendo che “grazie a queste giornate puntiamo a rafforzare ulteriormente e promuovere l’identità e la visibilità della Barbera d’Asti e delle nostre Denominazioni (quattro Docg e dieci Doc), elevandone il prestigio a livello mondiale”.

Vino, alle “Cantine di Franciacorta” degustazione di 40 Saten

Vino, alle “Cantine di Franciacorta” degustazione di 40 SatenMilano, 11 ago. (askanews) – Il 14 e 15 settembre, in occasione del “Festival del Franciacorta”, il wine store le “Cantine di Franciacorta” di Erbusco (Brescia) organizza una speciale degustazione di Saten che avrà per protagonista 40 aziende vinicole franciacortine “selezionate fra le più blasonate e quelle emergenti più interessanti”.


Ogni azienda proporrà due tipologie di Franciacorta: il Saten ed un’altra a sua scelta, e gli assaggi saranno accompagnati da un buffet servito e il calice della degustazione sarà lasciato in omaggio. Sono in programma quattro sessioni al giorno, di due ore circa ciascuna (alle 10, alle 12.30, alle 15, alle 17.30). Nata ad Erbusco nel 1994, solo quattro anni dopo la nascita del Consorzio per la Tutela del Franciacorta, l’enoteca con mescita “Cantine di Franciacorta” prosegue dunque il suo impegno per far conoscere l’eccellenza della produzione enologica franciacortina, forte di un assortimento di 1.200 etichette.

Vino, il 30 settembre a Casteggio torna “Oltrepò-Terra di Pinot Nero”

Vino, il 30 settembre a Casteggio torna “Oltrepò-Terra di Pinot Nero”Milano, 11 ago. (askanews) – Lunedì 30 settembre l’Antica Tenuta Pegazzera di Casteggio (Pavia) accoglierà la quarta edizione di “Oltrepò – Terra di Pinot Nero, un territorio, un vitigno, due eccellenze”, l’evento organizzato dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese dedicato al grande vitigno che qui ha trovato uno dei suoi territori d’elezione. In occasione dell’appuntamento, le Cantine porteranno in degustazione alcune delle migliori espressioni di Pinot Nero, sia nella sua versione ferma che in quella spumantizzata.


“Siamo entusiasti di inaugurare questa quarta edizione: l’evento è cresciuto costantemente e l’esperienza acquisita ci permette di migliorare ogni anno” ha affermato Francesca Seralvo, vignaiola e presidente del Consorzio, eletta all’unanimità lo scorso marzo, aggiungendo che “l’edizione 2024 rappresenterà il culmine del lavoro svolto finora, con l’obiettivo di promuovere sempre di più il nostro territorio e la sua eccellenza vinicola, il Pinot Nero. Vogliamo che il dialogo iniziato a settembre 2021 si ampli con nuovi interlocutori e adotti un linguaggio sempre più in linea con le nostre produzioni” – ha proseguito Seralvo, sottolineando che “è fondamentale valorizzare le nostre eccellenze in un mercato in continua evoluzione, promuovendoci con passione e determinazione”. “Oltrepò – Terra di Pinot Nero” accoglierà giornalisti e professionisti del settore italiani e stranieri, che avranno la possibilità di degustare i vini nel “walk around tasting” sotto il porticato della splendida Tenuta. Una selezione di etichette sarà inoltre protagonista di due masterclass tematiche, dedicate al Pinot Nero nelle sue due diverse vinificazioni. Nelle precedenti edizioni, questo evento ha registrato la partecipazione di oltre 300 professionisti tra stampa e operatori di settore.

Vendemmia, Ottavia Vistarino: fiduciosa su selezioni eccellenti

Vendemmia, Ottavia Vistarino: fiduciosa su selezioni eccellentiMilano, 11 ago. (askanews) – “A una primavera piovosa ha fatto eco un’estate calda e umida che ha portato una maturazione delle uve disomogenea. Prevediamo una riduzione quantitativa ma siamo fiduciosi di poter vinificare singole partite di Pinot Nero, Riesling e Chardonnay di assoluta eccellenza, grazie ad una vendemmia di alta selezione, organizzata su più stacchi in vigneto alla ricerca della perfetta maturazione e dei grappoli migliori. Questa selezione prosegue anche in cantina grazie al selezionatore ottico degli acini”. E’ fiduciosa Ottavia Vistarino che, alla guida di Conte Vistarino, si appresta alla vendemmia del Pinot Nero “prevista dopo la terza settimana di agosto, in ritardo di alcuni giorni rispetto alla media degli ultimi anni”.


Per la Cantina fondata nel 1674 a Rocca de Giorgi (Pavia) e che conta circa 826 ettari, di cui 102 vitati, l’annata 2024 ha visto mettere in campo un grande sforzo per contrastare un andamento climatico complesso. Ottavia Vistarino è trisnipote di Augusto Giorgi di Vistarino che nel 1850 importò dalla Francia e piantò per primo il Pinot Nero nell’Oltrepò Pavese.

Il 29 settembre a Mantova il Festival dei vini e dei sapori di Lombardia

Il 29 settembre a Mantova il Festival dei vini e dei sapori di LombardiaMilano, 11 ago. (askanews) – Domenica 29 settembre alla Loggia dei Mercanti di Palazzo Andreani a Mantova si terrà la seconda edizione del “Festival dei Vini e dei Sapori”, una giornata per incontrare le ricchezze enogastronomiche e culturali della Lombardia. Organizzato dalla Federazione delle Strade dei Vini e dei Sapori di Lombardia, il Festival celebra le undici Strade della Federazione attraverso degustazioni e assaggi, offrendo uno sguardo approfondito sul mondo delle eccellenze lombarde, devolvendo l’intero ricavato in beneficenza.


La Federazione delle Strade dei vini e dei sapori di Lombardia presenterà tutte le eccellenze enogastronomiche che co-esistono in Lombardia: dalla Strada del Vino della Valtellina, con il suo Sforzato di Valtellina Docg e la Bresaola, alla Strada del Vino Valcalepio e sapori della bergamasca, con il suo omonimo vino Doc e i suoi formaggi, e alla Strada del Franciacorta, vino che nel 1995 è divenuto il primo territorio e vino italiano prodotto con il metodo della rifermentazione in bottiglia. Dal vino Botticino Doc dei Colli Longobardi Strada del vino alla Strada del Vino del San Colombano e dei Sapori Lodigiani, con la famosa raspadura e il suo San Colombano Doc Rosso, fino al salame di Varzi della Strada dell’Oltrepò Pavese. I visitatori avranno anche la possibilità di assaggiare il raffinato olio del Garda, prodotto d’eccellenza della Strada dei vini e dei sapori del Garda. Infine, sarà presente la Strada dei vini e sapori mantovani, che offrirà al pubblico la possibilità di assaggiare il Lambrusco mantovano, i vini dei Colli mantovani e il Parmigiano Reggiano. Novità di quest’anno è presenza al Festival della Strada del Riso e dei Risotti Mantovani, nella campagna del Mincio al confine con il veronese, e della Strada del Riso dei tre fiumi, l’ultima nata in ordine temporale tra le Strade del Vino e dei Sapori della Regione Lombardia, con sede nel Pavese, a Mortara. “Con questo Festival, la Federazione ha l’obiettivo di valorizzare le diverse espressioni lombarde, facendole anzitutto conoscere al consumatore finale” racconta il presidente Gianni Boselli, spiegando che “sarà una giornata di festa, in cui i protagonisti saranno i prodotti lombardi identitari, quelli autenticamente legati ai territori che immediatamente vengono associati a una zona”.

Distilleria Castagner completa la gamma mixology per l’aperitivo

Distilleria Castagner completa la gamma mixology per l’aperitivoMilano, 10 ago. (askanews) – La distilleria trevigiana Castagner completa il suo “progetto mixology” puntando al segmento dell’aperitivo con il “Bitter Castagner” e il “Vermouth Castagner”, che si aggiungono a “Casta”, la grappa per la miscelazione creata nel 2017, affiancata nel 2021 dal “Gin Vitae”.


“Abbiamo creato una linea completa per l’aperitivo. Abbiamo voluto connotare queste nuove creazioni di un forte legame con il nostro dna, l’uva e il nostro territorio: nel Bitter, infatti, è infuso il radicchio di Treviso Igp, mentre nel Vermouth alcune botaniche sono infuse nella Glera, il vitigno del Prosecco, come omaggio alle nostre Colline di Conegliano Valdobbiadene” spiega il fondatore della distilleria di Visnà di Vazzola, Roberto Castagner, che oggi porta avanti l’azienda assieme ai figli Silvia, Giulia e Giovanni e al nipote Carlo. La scelta di Castagner di puntare sul segmento dell’aperitivo non è casuale ma è frutto di un progetto di ampliamento che dal focus sul fine pasto con grappe e amari, passa ad una visione allargata con il presidio di nuovi momenti di consumo strategici. Il rito dell’aperitivo è in netta in crescita con 14 milioni di italiani che ne fanno occasione di consumo fuori casa, per un giro d’affari complessivo di 4,5 miliardi di euro. Secondo Castagner, dunque, rimane fondamentale continuare a presidiare il mercato grappa con prodotti sempre più mirati a soddisfare le esigenze del consumatore moderno, ma è altresì importante sapersi evolvere guardando a nuovi mercati e a nuove occasioni di consumo.


“Il nostro obiettivo 2024-2027 è di trasformare la nostra distilleria, che storicamente è sempre stata dedita alla produzione di grappa di qualità, a punto di riferimento per la produzione di spirits e altre bevande spiritose della tradizione italiana come bitter e vermouth” ha continuato Castagner, sottolineando che “per affrontare le nuove sfide che si affacciano sul mercato investiamo continuamente in ricerca e innovazione in modo da acquisire nuove competenze e raggiungere il livello di know how stabilito con la grappa”.

Vino, Ferrari da 30 anni enologo di Maso Martis: presto nuove cuvee

Vino, Ferrari da 30 anni enologo di Maso Martis: presto nuove cuveeMilano, 9 ago. (askanews) – Matteo Ferrari taglia il traguardo dei 30 anni come enotecnico di Maso Martis, la Cantina biologica di Martignano (Trento) celebre per il Metodo Classico.


Ferrari, originario di Trento, entra in azienda a vent’anni, nel 1994, quando alla nascita del marchio Trentodoc mancavano ancora 13 anni. “All’inizio – racconta – sono stati anni di grande studio e di ricerca, di prove e di sperimentazione perché fino almeno fino al 2000 il mercato dello spumante in Trentino non era così facile e il consumo era ancora legato molto alla stagionalità”. Dal Duemila i consumi di bollicine incominciano ad ingranare e i Trentodoc di Maso Martis iniziano la loro ascesa. “I nostri vini sono piaciuti e abbiamo potuto dedicarci solamente alla produzione, fino ad ampliare anche gli ettari con dei terreni in affitto” continua Ferrari, precisando che “negli anni, a causa perlopiù del mutamento climatico, il modo di fare enologia nella spumantistica si è un po’ rovesciato: ad esempio, se i primi anni si doveva disacidificare le basi, oggi siamo quasi costretti a rincorrere l’acidità”. “E’ fondamentale capire quali sono i punti su cui lavorare per ottenere un prodotto di qualità che riesca ad essere costante nel gusto e riconoscibile nel tempo” prosegue, sottolineando che “soprattutto su un prodotto senza annata o su un’etichetta di entrata sul mercato bisogna essere riconoscibili, con un gusto e un’idea solo tua: il consumatore deve bere un Maso Martis, non un Blanc de Blancs”.


“Negli anni siamo passati da un’agricoltura convenzionale a una totalmente biologica, con una lavorazione delle uve e dei vini in biologico che ha influito sul nostro modo di vinificare, ma lo abbiamo fatto senza stravolgere i nostri prodotti e cercando di ottenere un’identità di prodotto che ben rappresenta l’uva, i vigneti e il territorio” rimarca il tecnico 49enne, che imputa il successo dei vini Maso Martis “all’alchimia tra tutti noi e all’affiatamento che abbiamo raggiunto, ma anche alla tanta serenità che si respira e che si percepisce in ogni fase del processo, non solo in degustazione ma già dalla campagna: c’è un confronto costruttivo tra tutti i ragazzi e un’unità di intenti per lavorare in modo puntuale e dettagliato su un’uva che servirà per un prodotto di cui vedremo i risultati, nel caso di ‘Madame Martis’, fra 10 anni”. E proprio “Madame Martis”, l’etichetta creata nel 1999 e diventata la più premiata e la più importante della Cantina trentina, “è quella che meglio rispecchia la mia filosofia: un vino maturo e verticale che regala grandi emozioni” dice l’enologo, aggiungendo che ” tra i miei preferiti c’è poi il ‘DosaggioZero Riserva’”. Sottolineando l’impegno costante della Cantina nel fare prove e sperimentazioni, Ferrari spiega che “da qualche anno stiamo lavorando sull’invecchiamento del vino base spumante, utilizzando il sistema dei vini di riserva tipico della Champagne e con questi vini di riserva stiamo creando delle cuvee che spumantizzeremo, qualcuna già nel 2024, e che tra qualche anno dovrebbero dare vita a una nuova etichetta”.


Per quanto riguarda la Denominazione Trentodoc, Ferrari gli riconosce il merito di un’efficace azione di promozione e sviluppo del marchio. “Ci sono molte Cantine nuove e giovani produttori e tecnici che si affacciano alla produzione di Trentodoc e questo mi fa piacere perché siamo una realtà tendenzialmente piccola e credo ci sia posto per tutti” evidenzia, spiegando che “l’unico pericolo potrebbe essere di trovare nei prossimi anni dei prodotti forse troppo semplici, ma sono fiducioso che non accadrà perché i giovani hanno belle idee per valorizzare i vitigni e la produzione di nuovi Trentodoc e dobbiamo lasciargli spazio. La promozione e gli investimenti fatti dall’Istituto e dalle singole Cantine – conclude – stanno dando i loro frutti e il marchio è ormai conosciuto e apprezzato in tutta Italia e anche nel mondo, e questo ci stimola a fare sempre meglio”.